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Lohengrin

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  1. Letto. E un po' di ragione in effetti ce l'aveva il tuo istruttore...Se possibile, però, mi ha incupito ancora di più sul futuro di questa Juve (perché dubito che Tudor la porti a prendere 8 all'esame). p.s.: trovo elegante il riferimento alla "pagina" del post, sa molto di riferimento bibliografico a una fonte che vuoi citare quando scrivi un articolo scientifico...
  2. Ineccepibile, poche chiacchiere. Va messo al timone dirigenziale chi sa di calcio e in particolare chi sa di calcio italiano. Basta con mezze figure che non parlano italiano e non hanno mai visto un campo di Serie A, basta con investimenti in algoritmi e nutrizionisti. Ci vuole chi conosce il mercato e i procuratori, chi è di polso con allenatore e giocatori, chi sa esporsi e ha il coraggio di esporsi di fronte alle telecamere. Poi possiamo prendercela con Tudor e Kalulu.
  3. Vedi, per cultura mia non sono avvezzo a dare la colpa degli insuccessi a una sola persona. Non è mai così in nessuna organizzazione complessa e non sarà mai così. Si può discutere all'infinito sulla allocazione delle colpe e ognuno avrà giustamente pensieri diversi. La mia opinione: Tudor è purtroppo un allenatore con dei limiti ma chi schiera in campo non è eccelso (e neppure di qualità superiore: da Cambiaso a Locatelli arrivando a David e passando per Kelly, Koopmeiners e Gatti). Quindi la mia semplice domanda è: meglio che Igor sperimenti nuove soluzioni oppure che consolidi il modulo (l'unico?) che conosce bene e lo stampi nel cervello dei suoi giocatori in modo che lo applichino a memoria? Perché immaginare che un allenatore "con dei limiti" insegni il 4-3-3 et similia ai giocatori è per lo meno difficile.
  4. Finché si accusa Tudor di non organizzare il pressing alto o le preventive sono d'accordo al millimetro (e penso di aver espresso altre volte il n modo chiaro il mio pensiero su Igor). Ma è anche vero che stiamo parlando di professionisti che guadagnano milioni, non di ragazzi delle giovanili. Se Tudor deve spiegare a Locatelli di aggredire l'avversario senza lasciargli il tempo della giocata (soprattutto se è il più forte della squadra) o dire a Chico che non deve intestardirsi a dribblare anche il raccattapalle (cosa che si dice ai ragazzini di 12 anni) abbiamo visioni diverse del gioco del calcio.
  5. Grazie, come al solito. Un superlavoro (pensa che non immaginavo esistesse il 4-1-4-1...). Due osservazioni: 1) sul primo gol ce la prendiamo tutti con Kalulu e va bene: ma abbiamo visto a che distanza è Locatelli da Nico Paz che fa il cross e la postura del corpo? Sembra Carla Fracci a 80 anni sul palco: e qui l'allenatore non ha alcuna responsabilità; stessa cosa per Chico: se perdi 8 palloni nella fase finale dell'azione, forse è proprio il giocatore che ha limiti concettuali, e anche qui l'allenatore non c'entra... 2) abbiamo cambiato modulo, si sono viste cose interessanti...e abbiamo perso: ma allora non vale la pena restare sulle cose note (3-4-2-1), mettere i giocatori nelle loro posizioni e provare un undici stabile per dare due o tre certezze ai giocatori, senza inventarsi nulla a metà stagione quando hai sempre giocato in un altro modo? E qui sì che l'allenatore è responsabile...Si cita Ranieri come esempio di cambio allenatore. Ma Ranieri questo ha fatto con una rosa di qualità media. Ha messo i giocatori nelle loro posizioni, ha manifestato autorevolezza e dato certezze all'ambiente. E così vengo anche alla domanda dell'utente (mi pare Carlein) sulle percentuali con cui allocare i meriti del successo (o i demeriti dell'insuccesso) di una stagione. Ipotizzando di non avere fenomeni in squadra la risposta è molto semplice per me: 33,3% la dirigenza, 33,3% l'allenatore e 33,3% i giocatori (con il restante 0,1% da intestare ai tifosi...).
  6. Lohengrin

    Como - Juventus 2-0, commenti post partita

    Quindi confermi esattamente quanto ho scritto: prima ancora (e più ancora) dell'allenatore è un problema di vertice (proprietà assente e dirigenza incompetente).
  7. Guarda, se hai letto anche solo di sfuggita qualche mio post avrai capito che sono per il controllo della palla, per l'aggressività alta, per "i tre davanti", per Xavi e Iniesta, insomma: per il "bel gioco". Ma sono anche realista. Non possiamo - anzitutto sul piano economico (e dopo l'ennesimo sforamento delle regole sul FPF) - immaginare di pagare tre allenatori. E comunque - almeno per me - non c'è veramente nessuno per il quale valga la pena di fare a ottobre l'ennesima rivoluzione. E seguendo i tuoi esempi ti dico anche che, purtroppo, questo Cambiaso non è migliore (o più funzionale) di Kostic e questo David non è migliore (o più funzionale) di Dusan. Openda? Può giocare da seconda punta anche nel 3-5-2. E alternarsi con Yildiz (che mai potrà reggere da solo l'intera baracca su tre fronti per tutta la stagione). Zhegrova non vedrà il campo se non a sprazzi (tra forma da riacquistare e ricadute). Stesso discorso per Bremer e Cabal. L'unico vero sacrificio sarebbe Chico. Come scrivevo nel precedente post la situazione è delicata. Superiamo questo momento evitando di prendere imbarcate sperando che Tudor riacquisti fiducia e imposti la squadra secondo le sue convinzioni.
  8. Si è confermato quanto scrivevi: sarebbe stato meglio se Tudor avesse insistito sul suo modulo canonico ma pretendendo che i giocatori seguissero le sue indicazioni. Il passaggio alla difesa a quattro e a un modulo mai provato ha generato un esito inevitabile: confusione. Oggi è stato un po' uno spartiacque perché la partita ha dimostrato che Tudor non ha idee alternative. La situazione si fa davvero complicata. Ribalto quindi la domanda che ti posi e dico cosa farei io se fossi in Tudor: 3-5-2, fuori Cambiaso (nel quale ho creduto di vedere un Kimmich in potenza), dentro Kostic a sn e Joao Mario a dx, fuori Chico (ahimè, dolorosissimo ma con ingresso a partita in corso), Thuram, Locatelli e Koop/McKennie a centrocampo, Dusan dentro e Yildiz seconda punta.
  9. Lohengrin

    Como - Juventus 2-0, commenti post partita

    Condivido fino all'ultima parola (compresa l'invettiva). Adesso il gregge insorge chiedendo la testa di Tudor, come la chiese un anno fa di Giuntoli e Motta e due anni fa di Allegri (e prima ancora di Sarri e Pirlo). E insorgeranno anche quelli che scriveranno immancabilmente: l'avevo detto io che Sarri/Pirlo/ Allegri/Motta/Tudor ci avrebbe distrutto, etc. etc. affermando che ci vuole il salvatore della patria (Allegri/Conte/Mancini/Spalletti, a seconda del momento e delle circostanze). Tutti bravi col senno di poi. Finchè non capiremo che il problema è la struttura proprietaria e dirigenziale, che ci vogliono uomini che conoscano non solo il calcio ma il calcio italiano (e quindi persone con relazioni e contatti oltre che con competenze) non ne usciremo. Continuiamo ad abbaiare al dito (Tudor o Locatelli, fate voi) dimenticando la luna (chi controlla e gestisce la mia amata Juve).
  10. Tutto coerente Jouvans. E magari farà così. Purtroppo non mi faccio illusioni. Metterà Kalulu esterno e dietro in fase di non possesso giocheremo a 5... La mia speranza è che si vinca a Como come in quel di Genoa (gol strappato su calcio piazzato, semmai con raddoppio in contropiede), si sopravviva a Madrid e, galvanizzati, si venga a Roma con un dignitoso 3-4-3 (avanzando e avvicinando Yildiz / David / Chico ad associarsi). Illuso?
  11. Ciao Jouvans, lo abbiamo scritto più volte. È evidente che Tudor sia bloccato dall'ansia di perdere terreno. Di suo è un buon allenatore ma non è Luis Enrique. C'è il precedente Motta. Gli hanno fatto un mercato per lo meno disallineato rispetto ai suoi convincimenti (zero esterni di livello, due punte mobili e due ali "trequartiste"). Bremer ai box e adesso anche Zhegrova. In arrivo il trittico Como, Real, Lazio. O è un visionario e passa al 4-3-3 (o al 4-2-3-1 con Openda a sinistra, Yildiz dietro Vlahovic/David e Chico a dx). Oppure si attesta sulla comfort blanket del finto 3-4-3 (che è in realtà un 3-5-2) con Kalulu esterno, Rugani centrale e Yldiz insieme a David/Dusan. Rovesciando la prospettiva, se tu fossi Tudor cosa faresti in questa precisa situazione (sapendo che nelle prossime partite ti giochi una buona fetta della tua credibilità)?
  12. Veramente c'è qualcuno che pensa che Thether presenti una lista per "dare voce" a tutto "il popolo bianconero"? Ma mi faccia il piacere (cit.). Se Ardoino è così attento alle sorti della nostra amata Juventus facesse un'offerta seria a Elkann e poi, dopo aver acquistato il controllo, lanciasse un'opa obbligatoria e delistasse la Juve.
  13. Forse è così, non so. Ma la attuale dirigenza avrebbe una bella fetta di responsabilità: prima tergiversa lasciando andare il vero candidato alla Roma, poi conferma di mala voglia Igor quindi lo silura dopo tre mesi mettendo a libro paga tre allenatori (e sulla panchina chi?). Il tutto condito da un mercato inevitabilmente lontano dagli auspici di Tudor. Questo per dire che i vari Comolli & Co. ci penseranno bene prima di esordire con un esonero dell'allenatore (non proprio il miglior biglietto da visita per un manager "rampante"). Ovviamente non sto giustificando Tudor, che a sua volta deve capire che la flessibilità è un grande vantaggio nella vita mentre il dogmatismo ti condanna. E il mio timore - che ho già manifestato - è che Tudor diventi flessibile...ma nel modo sbagliato: cambi modulo per essere ancora più conservativo (3-5-2?), soprattutto dopo la ricaduta di Bremer. Se consideri che ho appena preso i biglietti di Lazio Juve per me, mia figlia e mio figlio puoi capire i patemi d'animo...
  14. Il ragionamento non fa una grinza. Il problema è il tempo. Sub-articolazione del secondo scenario: senza risultati finalmente Tudor capisce e inverte la rotta - ma è troppo tardi (la roma arriva davanti). I tifosi non sono contenti (e io qualcosa in meno...).
  15. Il mio timore è che passi al 3-5-2 con Gatti/Rugani/Kelly, Kalulu adattato esterno destro, Chico adattato mezz'ala e Yildiz seconda punta.
  16. Lohengrin

    Intervento al ginocchio riuscito per Bremer

    Sì ma il problema è che si tratta di un intervento su un ginocchio che ne ha subito un altro ben più grave. Penso che ogni giocatore faccia storia a sé. Per cui incrociamo le dita per Bremer, speriamo di rivederlo in campo fra un mese ma non scandalizziamoci se torna fra due.
  17. Molto interessante. Yildiz sembra un corpo estraneo mentre vengono i brividi a pensare che l'ultimo uomo (eventualmente quello deputato a impostare da dietro) sia Rugani (anche lui con posizioni medie belle distanti dai due braccetti e dai mediani). Difficile uscirne. Anche perché l'alternativa è: senza Bremer, visto che la difesa si indebolisce, bisogna puntare tutto sull'attacco (quindi modulo a due punte o a una punta e tre trequartisti, etc.); oppure: senza Bremer, visto che la difesa si indebolisce, chiudiamoci ancora di più (Kalulu esterno, 3-5-1-1, etc.). Non ci voglio pensare...
  18. Ero allo Stadio sia all'andata (Torino) sia al ritorno (Olimpico)...: e al ritorno soffrimmo molto di più (non so se perché Tudor scelse di tornare alla difesa a tre). Possiamo esercitarci intellettualmente quanto vogliamo sulla difesa a quattro ma - come lascia intuire Jouvans - Tudor non abbandonerà il modulo a tre dietro.
  19. Lohengrin

    Koopmeiners difensore centrale

    Insieme a Milik...
  20. Il vero problema non è, guardando al passato, se Bremer sia stato gestito correttamente dallo staff medico (parto dal presupposto che sia così perché non abbiamo nessun elemento in senso contrario). Il vero problema è, guardando al futuro, come lo sostituiremo...
  21. Mi sembra che siamo sulla stessa lunghezza d'onda (on the same page, come dicono quelli bravi...). Anche Allegri - gran furbacchione- evocava l'ippica ma sono convinto che fosse assolutamente consapevole della centralità dell'allenatore (anche per giustificare il suo lauto stipendio). Ed è una cosa talmente ovvia per me, come scrivevo prima, da non meritare ulteriore discussione. Sarebbe come affermare che in una società per azioni l'amministrazione delegato non conta perché tanto è sufficiente avere i dirigenti bravi che sanno da soli cosa fare "in campo". Provate un po' a sostenerlo e vi prenderanno per folli...
  22. La verità sta sempre nel mezzo: motivo per il quale la diatriba "è più importante l'allenatore o la qualità dei giocatori" non l'ho mai capita (mi sembra un po' come chiedersi "è nato prima l'uovo o la gallina"?). È anche una questione di obiettivi. Se lo scopo è quello di far giocare in modo dignitoso (o innovativo) una squadra con un buon livello medio di calciatori è necessario (e sufficiente) un allenatore capace, che abbia in testa un'idea di gioco, che sappia gestire lo spogliatoio e gli umori dei suoi. Ma per vincere la Champions un grande allenatore non basta: ci vuole Vitinha (o Xavi o Rodri o Pirlo o Modric, fate voi).
  23. Esempio paradigmatico del "meraviglioso mondo" del pallone: un professionista che incassa milioni - ripeto: milioni - di Euro netti - ripeto: netti - senza un solo - ripeto: un solo - giorno di "lavoro". Difficile che possa durare un sistema costruito così.
  24. Davvero interessante (come quasi tutti i contributi pubblicati su quel sito). E grazie ovviamente a Jouvans per averlo postato. Al di là di evocare situazioni passate che avevo rimosso (Baggio sostituito da Sacchi: veramente una eresia, come a dire: sei un lusso che non possiamo permetterci in dieci; e non possiamo neppure dimenticare Signori schierato esterno sinistro tutta fascia...), la domanda di fondo forse non è perché l'Italia non produca più campioni ma perché calcisticamente sia scesa così in basso (si può allestire e far giocare alla grande una squadra anche senza Rivera o Platini). Discorso estremamente complesso che ovviamente parte dai vivai, dall'insegnamento della tecnica (ancora ricordo quando cinquant'anni fa alla scuola calcio del Coni ci mettevano in un hangar a colpire una palla appesa a una corda per insegnarci a stopparla quando ripiombava giù...). Ma è anche un fatto culturale che va ben oltre il discorso "compriamo solo giocatori grossi" per scimmiottare gli inglesi. È un discorso che riguarda il modo in cui ci si pone dinanzi al calcio da noi: in cui si discute per giorni su un rigore o fallo laterale invertito e i commenti tecnici sono inesistenti o riservati a pochi eletti, in cui la sconfitta è vissuta come un dramma e mai come una occasione per migliorare (e il più delle volte come una occasione per dare la colpa ad altro o altri: arbitro, calendario, mercato, etc.). Un sistema che brucia Luis Enrique e fa andate avanti Spalletti (beninteso: con tutto il rispetto per quest'ultimo). E poi c'è l'aspetto economico, purtroppo. Il nostro è ormai un calcio povero e non attrae più i talenti veri. Pensiamo agli stadi del 90% delle squadre di serie A e confrontiamoli con quelli di una squadra media inglese o tedesca. È come nel sistema universitario (o aziendale): le università (aziende) con più finanziamenti (capitali) attraggono i migliori professori (manager) che attraggono i migliori studenti (dipendenti) che fanno arrivare altri finanziamenti (capitali) che attraggono altri professori (manager) e così via. Soldi, cultura sportiva, tecnica, sacrificio. Poi, ma solo poi, forse anche la corporatura dei giocatori.
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