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  1. Zaniolo: l'ennesimo talento sprecato. Perché di talento calcistico ne ha, non si può negare: forza fisico-atletica e tecnica non gli mancano. Però, il carattere, l'attitudine, lasciano molto a desiderare: prima o poi si lascia male con le società in cui gioca.
  2. Vivafootball

    John Elkann a Napoli: donazione al museo di Capodimonte

    Io sapevo dei Caracciolo, come molti altri napoletani, visto che anche una delle strade più belle di Napoli è proprio via Caracciolo, ma non sapevo che la moglie di Gianni Agnelli fosse una Caracciolo e nemmeno che Elkann avesse radici napoletane. Sulla faccenda dei “nemici (sportivi: vale sempre la pena specificarlo), non ho capito perché dovrebbero esserlo i torinisti e non gli juventini. Di solito diventa “nemica” la squadra che compete e vince con quella del tifoso di turno che arriva seconda.
  3. Vivafootball

    John Elkann a Napoli: donazione al museo di Capodimonte

    Politicamente, in qualche modo, sì, dal 1861… 😉 Culturalmente, ossia anche dal punto di vista della cucina, oltre che dell’arte, invece, no. Potrebbe essere l’inverso: i Caracciolo erano parte di un importante Regno, di una civiltà antica, in Europa, probabilmente più rilevante dell’allora Regno di Piemonte e Sardegna. Si potrebbe quasi dire l’inverso: le radici genealogiche di Elkann sono a Napoli. Diciamo che con gli Agnelli si è creato un connubio straordinario. 😄 A parte gli scherzi, questa storia è l’ulteriore riprova che si può essere “nemici” sul campo di calcio, ma affratellati da radici comuni.
  4. Vivafootball

    John Elkann a Napoli: donazione al museo di Capodimonte

    Certo con quello che ha donato poteva farsi consegnare a Torino almeno un paio di camion di babà... Per il caffè, però, doveva per forza andare sul posto... 😁
  5. Vivafootball

    John Elkann a Napoli: donazione al museo di Capodimonte

    Non so se questa sezione sia quella giusta per discutere dell'argomento menzionato nel titolo. Nel caso non fosse così, chiedo venia ai moderatori, che potranno eventualmente cancellare il mio post (ma non mi è sembrato ci fosse una sezione dove poterlo inserire coerentemente). Ho appena letto su un sito dedicato al calcio napoletano della presenza di John Elkann a Napoli. La sua presenza riguarda una donazione della famiglia Elkann al museo di Capodimonte, per onorare la nonna materna, «Marella Agnelli Caracciolo di Castagneto”, moglie di Gianni Agnelli, appartenente ad una nobile famiglia del Regno di Napoli». Dunque si tratta di cultura e non di calcio, però la trovo una notizia interessante: non sapevo che nel Regno di Napoli ci fosse un'antenata di chi per anni è stato alla guida di quella che attualmente è la "Juventus F. C. - S.P.A.". Non so cosa ne pensiate voi, ma a me sembra una bella iniziativa, che travalica l'antagonismo sportivo e rende onore alle famiglie Agnelli ed Elkann. Non seguo le vicende di John Elkann e ho letto spesso che diversi tifosi juventini avrebbero preferito avere ancora al timone un Agnelli, anche Andrea, anziché Elkann, ma riconosciamogli almeno qualche merito, sebbene in un altro ambito.
  6. Proprio per questo io non lo avrei scelto di nuovo, anche se fosse stata la scelta più adatta. Ho sempre pensato che forse la sua Italia si sarebbe qualificata per i Mondiali, se lui non avesse mollato tutto così, all'improvviso, inventandosi una scusa poco credibile.
  7. Anche Italiano pensava di andare al Napoli, ma evidentemente a De Laurentiis piacciono i colpi di scena tipo i cinepanettoni che produce lui. Pare che abbia contattato sia Italiano sia Allegri, con il secondo che però era ancora impegnato con il Milan, prima che il Milan poi lo esonerasse, almeno verbalmente. Dunque, De Laurentiis parla con Italiano, si mette d'accordo su contratto e ingaggio, ma Italiano chi gli chiede qualche giorno per regolare la propria situazione con il Bologna. Si doveva solo dimettere, come poi ha fatto, mantenendo la parola data. Frattanto De Laurentiis non mantiene la sua: ha avuto anche l'OK da Allegri, al quale dice che sarà il prossimo allenatore del Napoli. C'è però un intoppo: il Milan non vuole riconoscere la consistente buonuscita chiesta dal suo allenatore. Così si produce uno stallo che dura ancora. Frattanto, Italiano, che ci è rimasto giustamente male, resta con il cerino in mano, almeno apparentemente, perché si è licenziato dal Bologna, con il quale aveva un altro anno di contratto, ma il Napoli lo ha sedotto e abbandonato. Fortuna vuole che si faccia vivo il Besiktas, che gli offre un contratto pure migliore di quello che gli avrebbe offerto il Napoli e dunque Italiano accetta, giustamente. Allegri però resta ancora impegolato con il Milan, in un braccio di ferro ancora in corso. Pare che l'allenatore abbia addirittura minacciato il Milan di restare fermo un anno, pur di farsi pagare il dovuto. Il Milan invece fa di tutto per non pagare la cifra pretesa (sembra volessero indennizzarlo con 500mila Euro) e pare anche che a mettersi di traverso sia Ibra. Si dice anche che il Milan abbia rinfacciato ad Allegri di essersi accordato con il Napoli già prima di aver fallito l'accesso alla Champions (non ci credo che sia così, però nel calcio italiano tutto può essere). Il tempo passa e il Napoli in qualche modo è bloccato, perché c'è ancora questo margine di rischio sull'effettiva possibilità di avere Allegri in tempo utile per pianificare la prossima stagione. Sarebbe veramente comico se effettivamente Allegri restasse bloccato con il Milan e De Laurentiis restasse senza allenatore: un contrappasso per come si è comportato con Italiano. Spero non accada, da tifoso del Napoli, ma forse ogni tanto una bella lezione a De Laurentiis non guasterebbe.
  8. Ma veramente credete che Spalletti abbia chiesto Juan Jesus? Io non penso proprio. Kim però potrebbe essere una buona idea, se riesce a giocare più o meno come a Napoli. So che in Germania ha avuto un periodo di adattamento difficile, ma poi penso se la sia cavata. Il resto fa parte di una sorta di gioco di società, che i giornalisti sportivi fanno ogni stagione: chi ne indovina di più, o chi la spara più grossa.
  9. È chiaro che lo sapevi. Volevo semplicemente dire che anche tornare in Inghilterra per lui potrebbe non essere una buona idea, perché probabilmente dovrebbe accettare una squadra con meno ambizioni del City e dovrebbe comunque correre molto di più di quello che ha fatto a Napoli. Sì, forse giocherebbero più in attacco, ma non credo avrebbe vita facile. Invece il campionato belga potrebbe essere più adatto a lui, perché è meno impegnativo e stressante di quello inglese, ma anche di quello italiano. Forse ha preteso troppo da sé stesso e dalla squadra per la quale ha firmato. Mi meraviglia che sia stato così ingenuo. Uno così esperto come lui, avrebbe dovuto informarsi meglio, anche su come giocava e avrebbe giocato Conte. Magari si è fidato del parabolano De Laurentiis. Chissà cosa gli avrà raccontato. Però anche in tal caso avrebbe mostrato una bella dose di ingenuità. Tra l'altro, Stellini (con cui sono d'accordo anch'io) fa notare pure la differenza fra De Bruyne e Modric, che ha avuto tutt'altra attitudine. Ti incollo in calce il suo commento. Per quanto riguarda il bel gioco e i risultati: io penso che Conte abbia fatto un gran lavoro al Napoli e che, almeno in qualche occasione, abbia dimostrato che volendo e potendo è in grado anche di giocare in maniera spettacolare. Ho ancora negli occhi la finale di Supercoppa con il Bologna: occasioni da rete a ripetizione e una vittoria che poteva essere ben più larga. A me non sarebbe dispiaciuto vederlo ancora sulla panchina del Napoli, magari calibrando un po' meglio la preparazione, perché tutti quegli infortunati non potevano essere solo frutto del caso. Stellini su Modric e confronto (impietoso) con De Bruyne: «Sono rimasto molto colpito nella passata stagione di come si è inserito al Milan, guidando i compagni con leadership ed entusiasmo pur giocando in una squadra che ha espresso un calcio molto pragmatico, ottenendo buonissimi risultati e senza mai dare giudizi su dirigenza ed allenatore. Essere professionisti significa anche essere in grado di capire cosa serve che tu faccia per rendere l’ambiente in cui lavori il migliore possibile dando l’esempio!»
  10. Giusto, ma perché deve tornare nella "sua" isola, se è belga? Magari nel campionato belga si diverte di più. Quello inglese forse è troppo stressante per uno che si vuole divertire giocando...😉 Comunque, gli ha risposto Stellini, il vice di Conte e gliele ha cantate, sul "Corriere dello Sport": «Forse ha poco senso che a Napoli arrivino giocatori che hanno 33 anni con un passato importante e che pensano all’estetica piuttosto che al risultato di una stagione. Se devono arrivare giocatori di questa esperienza, che almeno servano ai giovani come esempio di entusiasmo e gioia di vivere una piazza come Napoli. Lui non mi ha trasmesso né gioia né entusiasmo, gli auguro in futuro di vivere esperienze più simili a ciò che vuole lui magari già in Nazionale con Garcia».
  11. Ma Modric è fatto di tutt’altra pasta: è un campione che si mette a disposizione della squadra e non pretende che sia la squadra a mettersi a sua disposizione. Inoltre ha grinta, garra, corre, contrasta (nonostante i suoi 40 anni) e non si lamenta di lesa maestà se qualcuno non gioca come lui desidererebbe.
  12. I fatti dicono semplicemente che De Bruyne è stato un acquisto sbagliato. Non era adatto al gioco e alle esigenze di Conte e Conte non era l’allenatore adatto a lui. Per poterlo far giocare, senza mettere in panchina un trio di centrocampisti di cui si fidava ciecamente (Anguissa, Lobotka e McTominay), che gli avevano garantito un rendimento straordinario nella stagione precedente, Conte si è inventato un centrocampo a 4, con De Bruyne, che non ha mai veramente reso abbastanza. Il risultato? De Bruyne non all’altezza della sua fama e i 3 centrocampisti fidati in difficoltà in un sistema di gioco che non li valorizzava più come avrebbero meritato. Non pare un caso che abbiano reso di più quando De Bruyne non c’era, tenendo presente però che ci sono stati periodi in cui loro stessi hanno avuto un rendimento inferiore alle attese, quando condizionati da infortuni dai quali non sempre hanno recuperato in maniera ottimale (si veda il ritorno di Anguissa dopo lunga assenza). Ora si pone di nuovo lo stesso dilemma con Allegri: dovrebbe cambiare il suo sistema di gioco (qualunque esso sia) per mettere De Bruyne nella condizione migliore? Varrebbe la pena? Forse De Bruyne farebbe meglio a cercarsi un’altra situazione, più adatta alle sue pretese. A me è sembrato uno di quegli acquisti che si facevano una volta, quando si prendeva un giocatore dal grande nome, una stella sul viale del tramonto, giusto per indurre i tifosi a fare l’abbonamento. Negli ultimi anni, anche a vendere qualche maglietta in più o ad attirare qualche sponsor più prestigioso e munifico. Tutto lascia pensare che Conte avrebbe desiderato un giocatore diverso. Forse qualcuno dovrebbe chiedere all’allenatore cosa pensava di questo acquisto. Ma forse non risponderebbe.
  13. Ma fare “meglio del Milan di quest’anno” non sembra così difficile per chi attrezza una squadra per arrivare in Champions (perché questo è l’obiettivo primario del Napoli), visti gli ultimi 2 mesi del campionato. Solo che fare soltanto meglio del Milan di questa stagione potrebbe non essere sufficiente nella prossima per arrivare almeno quarti.
  14. Ma pure quando non era infortunato, non è che abbia fatto chissà cosa. Qualche bel passaggio, ogni tanto, ma anche tanti palloni sparacchiati qua e là, segno di una forma fisica che non è mai stata veramente all'altezza della situazione. Certo, è vero anche che era abituato a tutt'altro modo di giocare e nel sistema di Conte non aveva modo di giocare come sa.
  15. Se De Bruyne è di parola, dovrebbe rescindere il contratto alla prima amichevole guidata da Allegri, dunque, potreste prenderlo, sempre che Spalletti sia d'accordo... Questa una parte della dichiarazione del belga, da cui si evince che resterebbe solo a condizione che si giochi in modo diverso rispetto a Conte: «Se resto io? Ritengo importante avere un confronto sul modo di giocare. Quest'anno ho capito che il modo di giocare è per me molto importante. Deve anche continuare a divertirmi, e purtroppo questo mi è mancato un po'. Ho ancora un anno di contratto, ma voglio avere un colloquio. L'anno scorso sono state dette certe cose: "Giocheremo in un certo modo, faremo questo e quello", ma poi poco di tutto questo si è concretizzato, e questo chiaramente dispiace»
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