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  1. Per me uno dei problemi è che chi sta al VAR non dovrebbe commentare condizionando l'arbitro. Nel caso di cui si discute: 1. non è fuorigioco, OK, dato obiettivo; 2. il portiere tocca il pallone con la mano dentro l'area, altro dato oggettivo, OK: non è espulsione; 3. il portiere colpisce l'avversario dentro l'area, quando la palla non era più in suo possesso e non si può stabilire se il giocatore del Cagliari potesse ancora raggiungerla. Dato comunque irrilevante per stabilire se c'è un rigore oppure no: l'eventuale fallo in area è rigore anche a palla lontana. Poi però il portiere alza la gamba in maniera apparentemente innaturale e colpisce l'avversario, facendolo cadere. Il varista dice: "scontro fortuito" e qui c'è la pecca. Lo dovrebbe stabilire l'arbitro, dopo aver visto le immagini, se è fortuito oppure no, ma se chi è al VAR gli dice "fortuito", l'arbitro in campo viene inevitabilmente condizionato, o almeno "orientato". Da quel poco che ho visto, ho la sensazione che il contatto non fosse così "fortuito".
  2. Solo per aggiungere qualche piccolo dettaglio che spesso viene trascurato: la vittoria del Milan al San Paolo, che li lanciò definitivamente verso il titolo, fu applaudita dal pubblico dell'allora San Paolo. Lo ha ricordato più volte anche Sacchi. Il Napoli era sulle gambe e il Milan, proprio in quella partita, diede dimostrazione di meritare il titolo, vinto soprattutto per lo straordinario rush finale del campionato. Così come perse, alla penultima giornata, quello poi vinto dal Napoli nel 1990, nella stagione della famosa "monetina di Alemao" a proposito della quale si è diffusa una leggenda, ossia che quella "monetina" e i 2 punti per la vittoria a tavolino sarebbero stati decisivi per la vittoria del titolo, che il Napoli ottenne però con 2 punti di vantaggio sulla seconda, ossia il Milan. A quel tempo le vittorie valevano 2 punti e il pareggio 1, come oggi. Il Napoli a Bergamo aveva pareggiato 0-0 la partita "della monetina", e dunque, pur senza i 2 punti per la vittoria a tavolino decretata dal giudice sportivo, ne avrebbe conquistato 1 sul campo e avrebbe comunque vinto il campionato per 1 punto sulla seconda, indipendentemente dalla monetina. Quel campionato il Milan lo perse, perché, soprattutto nel finale, si fece travolgere da un precario equilibrio emotivo, nervoso, una sorta di crisi isterica collettiva, non so come altro definire quello che accadde, andando a perdere a Verona, con 3 giocatori espulsi (oltre all'allenatore, Sacchi) contro la squadra locale praticamente già retrocessa, alla penultima di campionato.
  3. In fondo, se veramente l'Atalanta avesse avuto l'intenzione di agevolare la vittoria dell'Inter, avrebbe dovuto farlo in maniera meno evidente e clamorosa. Proprio perché l'assist di Djimsiti all'attacante dell'Inter e la grande occasione da gol inspiegabilmente sprecata da Samardzic sono stati clamorosi, paradossalmente, si deve essere trattato di qualcosa di irrazionale, di tensione emotiva e sportiva gestita male dagli atalantini. Di solito quando si organizza una combine, o quando si favorisce sul piano sportivo un avversario per poi ottenerne vantaggi di altro genere, si fa in maniera più discreta. E quella di ieri sera è stata una combo eclatante di un gol regalato e di uno sprecato.
  4. Va be', per la faccenda delle scommesse qualcosina è saltata fuori anche in anni recenti (giro di scommesse relativo agli anni 2021-2023) e ha coinvolto giocatori di diverse squadre, però senza che le società fossero coinvolte, ma comunque con un danno di immagine e non solo, considerando che alcuni di loro sono stati squalificati per mesi. Il rischio c'è sempre e proprio per questo è vietato scommettere ai calciatori, anche se lo facessero sulla propria squadra data come vincente. https://www.repubblica.it/sport/calcio/2025/04/11/news/calcioscommesse_giocatori_serie_a_indagati-424121429/
  5. Per vincere c’è spesso bisogno di un po’ di fortuna e stasera all’Inter non è mancata. Un gol regalato dall’Atalanta e la clamorosa occasione da gol (un rigore in movimento) sprecata malamente da Samardzic.
  6. Tornando alla partita: questa è la seconda volta (dopo la finale dei Supercoppa con il Bologna) che il Napoli vince 2-0 sprecando diverse occasioni da gol. Non per cercare il pelo nell'uovo, ma così si rischia sempre di riaprire partite potenzialmente chiuse. La Cremonese ha fatto quello che poteva.
  7. Ho già scritto che avevi ragione: chi simula deve essere ammonito. Non ci piove. Comunque, non difendo Zerbin perché è un ex Napoli, ma ho semplicemente ricordato che è uno abitualmente corretto e questo lo potevo scrivere proprio perché l'ho visto giocare tante volte, essendo un ex Napoli. Poi la sciocchezza la può commettere chiunque, è ovvio.
  8. Mi hai fatto sorridere. Hai ragione. Diciamo che Zerbin non è un simulatore abituale e forse per questo l'arbitro non lo ha ammonito, anche se, in base al regolamento, se ti butti e chiedi il rigore, o il fallo, in generale, allora è giallo.
  9. Bisogna lasciare il beneficio del dubbio a Zerbin. Magari era sbilanciato e stava già per cadere. Di solito è uno corretto.
  10. Ma c’era meno esaltazione in generale. Non esisteva la cassa di risonanza che esiste oggi: TV, streaming, social, ecc. A questo è dovuto il profluvio di immagini di vittorie, ecc. Basti pensare ai telecronisti di oggi: gridano come i pazzi, esaltando giocate che tempo fa sarebbero state considerate nella norma. Insomma, oggi più esaltazione e meno campioni. Una volta, più campioni e meno esaltazione.
  11. Commento molto cinico, ma anche molto lucido. Purtroppo hai dipinto una situazione reale. Ho pensato spesso alla situazione attuale del Napoli: è una delle poche società il cui presidente non è un dirigente stipendiato, ma è il padrone della baracca. Le gestioni familiari dello stesso tipo di squadre ai vertici dell'ultimo quinquennio sono quasi completamente sparite. In qualche modo, anche se non direttamente, resiste un rappresentante di un ramo della famiglia Agnelli, alla Juventus, ma con una struttura societaria di tipo imprenditoriale ad alto livello e, se ho ben capito, proprio il Bologna, con Saputo. Ho pensato spesso che una volta ritiratosi a vita privata De Laurentiis, il Napoli correrà il forte rischio di fare la fine della Roma della famiglia Sensi: spariti loro si è passati a gestioni societarie di tutt'altra natura, che hanno reso più complicato il percorso prettamente sportivo. Dunque, il discorso dei soldi resta effettivamente un fattore oltremodo rilevante e non si può trascurare. Come dicevano gli antichi romani: "Pecunia non olet"... 😉
  12. Scusa se mi intrometto. Mi sono un po' perso seguendo il filo del tuo discorso. Se ho ben capito, "la realtà" sarebbe che la "gloria" di squadre e società come Napoli e Bologna sarebbe una "gloria effimera", ossia che dura poco. E potrei anche capire il tuo punto di vista, però non capisco come mai questa "gloria effimera" non sarebbe paragonabile al "miracolo del Cagliari o del Verona", che se ben ricordo hanno veramente brillato e vinto solo per una stagione, alternando poi stagioni in cui erano in B a quelle in cui risalivano e restavano in A, spesso con non poche difficoltà per restarci. Più "effimero" di così non credo ci sia molto. Il Bologna è tornato a essere una squadra competitiva negli ultimi anni, ricominciando a vincere qualcosa, e non è detto che smetta di esserlo. Ha lunga storia e prestigio, confermato da una discreta bacheca di trofei, in cui brillano 7 scudetti. Inoltre, potrebbe crescere ancora. Il Napoli di De Laurentiis ha iniziato la sua vita nel 2004, in serie C1, dove era precipitato per un precedente fallimento, e nel 2007 è tornato in serie A. Sono quasi vent'anni e da allora ha vinto 2 scudetti, 3 volte la Coppa Italia e 2 volte la Supercoppa, partecipando quasi sempre a una competizione europea (tranne una volta, la stagione scorsa). Sono quasi vent'anni di stagioni a buon livello. Non mi sembra così disprezzabile come curriculum. Certo, il prestigio di Inter, Juventus e Milan, anche fuori dai confini italiani, resta enorme e indiscutibile, ma non è che Napoli e Bologna siano squadre o società che hanno vinto una sola volta per un "miracolo".
  13. Anche a me piace molto Italiano. Se riuscisse a bilanciare un po' meglio la propensione all'attacco con una migliore fase difensiva sarebbe veramente straordinario. Quando andò via Spalletti, dopo lo scudetto vinto a Napoli, speravo proprio che arrivasse Italiano. Sarei curioso di vederlo in una squadra che possa offrirgli una rosa più ampia e di qualità superiore a quella del Bologna, che pure non è male.
  14. Vero. Sprecato tanto. Troppo. Comunque, vittoria ampiamente meritata.
  15. Eh, il rigore lo sbagliarono anche giocatori che erano rigoristi, come Jorginho e Mertens. Poi non ricordavo la sequenza, ma sono andato a guardarla: la Juventus ne sbagliò 3 di seguito (Chiellini, Pereyra e Padoin, quello decisivo) e il Napoli 2 (Mertens e Callejón), vincendo con quello di Koulibaly, al quale fece seguito l'errore di Padoin, che aveva comunque centrato lo specchio della porta.
  16. Me la ricordo. Argentini sugli scudi: 2-2, doppietta di Tevez e doppietta di Higuaín. Poi ai rigori vinse il Napoli con Padoin che si fece parare il rigore da Rafael.
  17. Effettivamente, una sconfitta immeritata può capitare a tutti, ma in questo caso colpisce un po' di più, almeno per quanto mi riguarda, perché si è trattato di un merito acquisito (il pari sfumato proprio alla fine) con un uomo in meno praticamente dall'inizio della partita.
  18. Peccato per il Genoa. Aveva fatto una bella partita e meritava ampiamente il pari.
  19. I loro colori sono quelli: rosso e blu, li hanno semplicemente distribuiti in maniera diversa: pantaloncini rossi e maglia e calzettoni blu.
  20. Ogni volta che vedo giocare Daniel Maldini mi chiedo come mai sia stato convocato sei volte in nazionale. Certo non si può pretendere che abbia il carisma e la classe del padre, anche se giocava in un ruolo diverso, ma mi sembra un giocatore di medio calibro. Niente di più.
  21. Ma anche quella delle squadre che, a inizio partita, si riversano quasi totalmente nella metà campo avversaria lasciando voragini alle loro spalle senza troppo raziocinio.
  22. Eh, infatti. Ma poi, anche la frase che dicono: "A seguito di revisione, il giocatore n. XY, commette fallo"... Ossia, il giocatore ha commesso fallo "a seguito" della revisione??? In realtà, "a seguito della revisione" si cambia la decisione inizialmente presa: non è che il giocatore faccia fallo dopo la revisione... Dovrebbero dire qualcosa come "la revisione mostra [o "chiarisce"] che il giocatore XY ha commesso un fallo prima dell'assegnazione del rigore e dunque il rigore è annullato". Una cosa semplice e comprensibile, in un italiano di uso corrente, insomma, e non quello che Italo Calvino definiva "antilingua", piena di termini burocratici e formule astruse, che "uccidono la lingua italiana" e, nel nostro caso, la comunicazione arbitro-pubblico: «Perciò dove trionfa l'antilingua - l'italiano di chi non sa dire "ho fatto" ma deve dire "ho effettuato" - la lingua viene uccisa».
  23. Allegri ha detto "sono cose da campo". OK. Potrei capirlo. A chi non è mai scappato un "vaffa", o qualcosa di più, perfino in una partita con gli amici, presi dalla foga, condizionati dall'adrenalina del momento. Volendo sorvolare sul fatto che però qui si parla di professionisti, che si esibiscono davanti a migliaia di spettatori sugli spalti e milioni in TV, sulle piattaforme streaming, ecc., se fossero veramente "cose di campo" poi si dovrebbero chiudere con un saluto - e magari delle scuse - alla fine della partita. Al momento non ho letto nulla in proposito. Non difendo Oriali, che ritengo potesse difendersi da solo, ma considero l'atteggiamento di Allegri, che ha qualche precedente non proprio ideale a proposito del suo comportamento. Ve la ricordate la scena di Spalletti che lo rincorreva per dargli provocatoriamente la mano alla fine di una partita? Molti criticarono Spalletti, considerandola una provocazione, ma probabilmente dietro c'era un episodio del passato. Comunque si risolverà tutto in una bolla di sapone e magari va anche bene così.
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