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  1. Grazie. Complimenti anche a te per l’equilibrio e la generosità del giudizio sul sottoscritto, che ritengo sia adatto anche per te. Buon fine settimana a te e ai tuoi cari.
  2. La presenza di Zoff si spiega in ogni caso. A Napoli era un mito, per uno di quei casi strani che spingono certi esseri umani a conoscersi e stimarsi anche avendo caratteri completamente diversi: i napoletani solitamente espansivi fino all’eccesso e Zoff, invece, friulano, taciturno e timido, serissimo, ma capace di farsi ammirare e benvolere non solo per la sua bravura, ma anche per la sua compostezza. Credo sia stato l’unico degli ex giocatori del Napoli passati alla Juventus a essere costantemente applaudito e salutato calorosamente dai tifosi dell’allora San Paolo anche nei giorni più bui. Quando la Juventus giocava al San Paolo, e Zoff andava a sistemarsi fra i pali della porta bianconera, la curva ripeteva all’unisono il suo nome “Dino, Dino, Dino…”, fino a quando lui alzava la mano per salutare i tifosi. La stessa scena si ripeteva all’inizio del secondo tempo, quando andava a prendere posto sotto la curva opposta, anche quando il Napoli era in svantaggio. Accadde esattamente lo stesso pure quando la Juventus vinse 6-2 contro il Napoli guidato da Vinicio. Posso testimoniarlo. C’ero anch’io, allora ragazzo, a salutarlo dalla curva B, quella volta, unendomi al coro di tutta la curva e ad applaudirlo dopo che a sua volta ci aveva salutati col gesto della mano. Un mito, come dicevo. Ecco perché, per me, merita di stare in quel murale, più di quelli che hanno vinto qualche titolo col Napoli..
  3. Bel primo tempo del Torino, che però si fa annichilire dal Milan nel giro di 10 minuti all'inizio del secondo.
  4. Capisco e condivido lo sfogo di Ciro Ferrara. Ho avuto il piacere di conoscerlo, da ragazzo: era una brava persona da giovane e suppongo che non sia molto cambiato da uomo maturo. Persona seria, corretta, che non ha mai rinnegato le sue origini, pur essendosi ben ambientato a Torino, dove ha messo su famiglia, con la moglie napoletana (da cui si è poi separato). Tra l'altro ha fondato e guida una fondazione benefica, con sede a Napoli, insieme ai fratelli Cannavaro, e questo dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che ha ancora a cuore le sorti dei napoletani che non sono stati baciati dalla buona sorte. All'epoca della sua cessione, il Napoli non era in grado di trattenere certi giocatori e aveva bisogno di fare cassa. Tra l'altro, in quel murale compare (per me giustamente) anche Dino Zoff, un giocatore stimato e adorato dai tifosi de Napoli, passato dal Napoli alla Juventus per le stesse ragioni. In quel periodo non era come oggi: il giocatore non aveva gran potere contrattuale. De resto, perché Ferrara avrebbe dovuto opporsi? Alla Juve erano già andati fior di giocatori, direttamente, come Zoff, appunto, o successivamente si trasferirono lì altri ex giocatori del Napoli, passando per altre società, come Fabio Cannavaro. Aver giocato per la Juventus non cancella tutto il buono fatto con il Napoli e a Napoli. Trovo veramente di cattivo gusto non tanto l'esclusione di Ferrara dal murale in sé, ma la motivazione per la quale sarebbe stato escluso. Anzi, più che di cattivo gusto, forse sarebbe più appropriato parlare di stupidità. Sarebbe stato meglio non tentare di spiegarne il motivo, visto che la scelta è stata dell'autore del murale (che fatico a definire "artista").
  5. Hai ragione. Si vede che la partita non suscita alcun interesse presso i padroni di casa… Non posso darvi torto. Partita brutta e noiosa.
  6. Sì, un colpo di c*lo e poi? Una partita bruttissima, piena di passaggi errati e scelte sbagliate, con il Cagliari che fa quello che può, lottando soprattutto sul piano fisico. A me non sembra una passeggiata del Napoli. Se non ci sta attento becca il pari e poi se la vede brutta. Una squadra che lotta per la qualificazione Champions dopo il vantaggio inaspettato e un po’ casuale cerca il secondo gol con decisione. Non si mette a palleggiare - spesso male - sperando che qualcosa le piova dal cielo.
  7. Penso proprio di no, anche se spero di sì. Vedrai che sarà una lotta all’ultimo sangue.
  8. Vista la formazione ufficiale del Napoli che gioca a Cagliari. La guardo e mi chiedo: ma uno come Spalletti, lo Spalletti del periodo napoletano, avrebbe mai schierato un esterno basso al posto di Alisson Santos, ossia avrebbe sacrificato un esterno alto con maggior propensione all'attacco e al gol per avere maggior protezione da quel lato, dove c'è già Olivera? Presumo di no. Al limite avrebbe messo un Elmas da quel lato, comunque un attaccante, ma anche buono a centrocampo. Ecco, questa è una di quelle differenze fra i due che mi ha fatto propendere per Spalletti, anche se non posso negare i meriti di Conte. Mostrarsi però così prudenti nei confronti del Cagliari potrebbe essere anche controproducente, anche se bisogna riconoscere che la partita con il Cagliari, a Cagliari, non è mai una passeggiata per il Napoli. Anzi! Questa per i cagliaritani è la partita dell'anno, quella in cui i loro tifosi vorrebbero veder piangere per lo sconforto quelli del Napoli, per un lontanissimo pseudo-torto che nella loro mente è purtroppo ancora vivo.
  9. Sono andato a rileggermi il suo CV, soprattutto nella parte che riguarda il suo periodo alla Juventus. 5 anni in cui la Juve vinse tre scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane. Le ultime 2 stagioni non all'altezza delle precedenti, con tante partite viste dalla panchina. Probabilmente non era più considerato all'altezza del blasone e delle aspettative della Juventus. Pareva che il trasferimento in Canada fosse l'ultimo giro di giostra, una sorta di declino lento verso la fine della carriera. Il Bologna gli ha poi offerto una chance per tornare a essere un calciatore di serie A e mi pare che, infortuni a parte, la stia sfruttando bene. Da quel poco che ho visto, mi sembra un giocatore ancora valido e magari a Bologna ha trovato la sua dimensione ideale.
  10. I portieri da convocare devono essere almeno 3: se uno di loro si fa male o è indisposto per qualsiasi motivo (influenza, ecc.), la prima riserva diventa titolare e il terzo portiere diventa il secondo. Poi mi pare di ricordare che i convocati sono sempre 4. A novembre erano questi: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Guglielmo Vicario (Tottenham). Ora c'è Meret al posto di Vicario, come quarto portiere. Ho letto da qualche parte che Vicario deve operarsi di ernia e credo sia questo il motivo per cui non è stato convocato.
  11. Per Zaniolo posso capire l'esclusione magari dettata non da scarsa qualità, visto che è dotato di grande tecnica e anche di discreta forza atletica. Stavo pensando anch'io a Bernardeschi e mi auguravo facesse parte della lista. Un giocatore che ho visto prendere un po' in giro su questo forum in passato, da alcuni dei suoi ex tifosi, forse quando fu ingaggiato dal Bologna: non ricordo bene e non vorrei sbagliarmi. Proprio ieri, guardando la partita del Bologna con la Roma, mi dicevo che mostra ancora ottima tecnica, discreta fantasia ed è anche preparato atleticamente, anche se ha avuto un po' di infortuni. Un 10 che sa giocare anche in altre posizioni dell'attacco. Un giocatore che potrebbe fare comodo a diverse squadre della nostra serie A e pure alla Nazionale, le cui convocazioni seguono strade non sempre lineari, evidentemente.
  12. La canzone non l'ho scritta io (però era bella) e nemmeno il post sulla morte di uno dei proprietari del Como, però esprimere un R.I.P. (Rest in peace/Riposi in pace) mi sembrava opportuno. La morte merita rispetto.
  13. Una cosa che mi ha sempre colpito degli altri paesi: negli USA, nel Regno Unito, Irlanda, in Belgio (paese che conosco meglio per averci vissuto 9 anni) e immagino anche altrove, il calcio si pratica anche a scuola, o all'Università. Ho lavorato due anni a Dublino e lì, nel campus, c'erano non ricordo quanti campi di calcio, in erba, oltre a uno Sports Center iper-attrezzato, dove si potevano praticare numerosi sport, incluso il calcio indoor. Qui da noi, nelle scuole che hanno la fortuna di avere una palestra funzionante (non sono tante...), al massimo ti fanno giocare a basket o a pallavolo. Una volta questa mancanza del sistema scolastico italiano veniva compensata dal fatto che si giocava nei parchi, per strada, dappertutto. Per anni, da ragazzino, ho giocato a pallone ovunque e ricordo ancora con una certa emozione la prima volta che ho giocato su un campo in erba... Quasi non ci potevo credere. Ora, visto che gli spazi di cui disponevamo noi negli anni dai '60 agli '80 si sono ridotti a dismisura, restano quasi solo le scuole calcio, spesso a pagamento, dove si istruiscono i ragazzi a un gioco standardizzato e dove le occasioni per giocare una partita intera si riducono enormemente. Noi giocavamo praticamente tutti i giorni: con i nostri compagni nei cortili dei parchi dove vivevamo, oppure in un parco pubblico, quello di Capodimonte, e contro squadre avversarie il sabato o la domenica. Per le partite più importanti, di tornei vari, affittavamo un campo con tutti i crismi (porte, spogliatoi, ecc.), per le altre ci si arrangiava, ma comunque si giocava, si imparava facendo, sbagliando, e correggendo, evolvendo un po' alla volta.
  14. Credo sia abbastanza vero che attualmente la componente fisico-atletica e agonistica prevalga nettamente, purtroppo, su quella tecnica. In serie A, ma anche nelle serie minori e nelle scuole calcio, così come nei vivai.
  15. Per quanto concerne il vertice, il campionato si può considerare finito solo per il primo posto. Può succedere di tutto per gli altri 3 che danno l'accesso alla Champions. Nemmeno il Milan o il Napoli possono considerarsi già parte dei 3.
  16. Capisco il discorso sulle cifre percepite dagli allenatori, ma sarebbe interessante sapere quanto guadagnano in altri campionati, come quello britannico, spagnolo e tedesco: penso si tratti di cifre importanti. Presumo che in quello francese guadagnino parecchio solamente quelli delle squadre di vertice. Il problema italiano di affidarsi ad allenatori più giovani esiste, indubbiamente, perché le dirigenze lo considerano un rischio. Da questo punto di vista bisogna ammettere che l'Inter non ha seguito la strada delle altre società ai vertici della serie A, ingaggiando Chivu, che aveva solo poche partite come primo allenatore in serie A. Forse anche per esigenze di bilancio, non lo so, ma resta il fatto che salvo l'Inter e il Como (che non era una squadra di vertice), le altre hanno puntato su allenatori esperti, che bisogna pagare di più, per una legge di mercato. Per quanto riguarda Allegri, come tu stesso descrivi, al Milan guadagna ancora molto, ma il valore economico delle sue prestazioni è comunque diminuito rispetto a quando era alla Juve.
  17. Non sono così sicuro che possa essere un buon CT, ma sono d'accordo sul resto. Tutto dipende molto dal materiale umano a disposizione.
  18. Rivisto il video. OK. Fabregas è troppo vicino alla riga del campo (fuori dalla sua zona, come hai scritto) e allunga un braccio, spingendo il milanista, che era a cavallo della linea, perché lì spinto da un difensore del Como. Saelemaekers subisce una doppia spinta (con la prima, quella del difensore, è sbilanciato e sbaglia l'appoggio all'indietro), da cui nasce un'azione pericolosa del Como. Si può dire che il calciatore ha tutto il diritto di stare lì, soprattutto perché è stato spinto dal difensore, e Fabregas non ce l'ha? Sì, lo so, lo fanno tanti allenatori, ma non mi sembra che il calciatore abbia tutti i torti (e nemmeno il suo allenatore). Altrimenti, se Fabregas non avesse fatto nulla di male, perché si sarebbe scusato? Si può anche sostenere - e penso che sia andata così - che ad Allegri conveniva creare un po' di pathos, perché la sua squadra appariva in difficoltà e quella era l'occasione giusta per farlo e per dare uno stimolo ai suoi per reagire. Insomma, non posso discutere delle reazioni esagerate e fuori luogo di Allegri, perché sono innegabili ed esecrabili, ma in questo caso, a mio parere, non aveva tutti i torti. Nonostante le tue opportune precisazioni sull'episodio, resto della mia opinione sul fatto che Fabregas sia un po' ipocrita a proposito di fair play et similia, come ha dimostrato anche ieri con Gasperini, sottolineando che l'allenatore della Roma non è andato a salutarlo alla fine della gara (persa dalla Roma che aveva subito una espulsione ingiusta, da quello che leggo su varie pagine web anche neutrali). Se a uno girano le scatole, si dovrebbe comprendere che potrebbe non essere dell'umore giusto a fine partita. Perché sottolinearlo così platealmente? E lo dico da tifoso del Napoli, contento che la Roma abbia perso, perché la lotta per un posto Champions è in pieno svolgimento e include anche il Napoli. A proposito di saluto vs. non saluto: ricordo che anche Spalletti fece una cosa del genere, proprio con Allegri, anche in maniera più plateale, rincorrendo Allegri per indurlo a stringergli la mano dopo un pesante sconfitta. Lì Allegri fece buon viso a cattivo gioco, ma che fosse amareggiato e nervoso, tanto da andare via direttamente, senza salutare, non mi pareva così sconvolgente.
  19. Hai ragione. Non sono andato a verificare. Nella mia memoria ho associato le due stagioni. Comunque, sono state due stagioni difficili per le circostanze già menzionate e gli strascichi derivati dalla prima delle due: in una ha ottenuto comunque un risultato che sarebbe stato complicato per chiunque altro, la qualificazione Champions, e nell'ultima ha vinto un trofeo, andando via con la conquista della Coppa Italia, che in tempi di magra è pur sempre un trofeo che resta in una bacheca già ricca di per sé.
  20. Sì, dopo che Fabregas ha fatto un gesto antisportivo per ostacolare "salacoso", come lo chiami tu. Allegri è uno viscerale, che spesso dà di matto, e questo lo penalizza pure quando ha ragione. Nel caso di Fabregas ne aveva da vendere, a mio parere. E non solo mio... Ti trascrivo un pezzo dal "Corriere della Sera": "Quando Cesc ha terminato la conferenza, uscendo dalla stanza ha incrociato Allegri. Sono partiti insulti e un rilievo non proprio simpatico: «Sei un bambino, hai iniziato ad allenare ora». Prima alla tv Max aveva spiegato: «Credo che ci sia stato un fallo, dove tra l’altro, se non sbaglio, Saelemaekers stava ripartendo ed è stato tirato da uno della panchina, da Fabregas credo. Si è scusato? Ho capito, allora se la prossima volta parte uno lungo la linea faccio una scivolata e entro anch’io. Sono andato lì per difendere Saelemaekers, il giocatore ha avuto una reazione ed in quel momento lì mi è venuto incontro uno del Como che non so chi è, ma non è successo niente»."
  21. Concordo soprattutto sulla parte che ho evidenziato: il Como è difficile da affrontare. Per tutti. Tipo quello che diceva Guardiola per chi doveva affrontare l'Atalanta di Gasperini: "È come andare dal dentista"... Quando non possono vincere con il bel gioco, sfoderano la sciabola e depongono il fioretto. Inoltre - e questo non mi piace per niente - sono pronti anche fare un gioco ostruzionistico, pur di ottenere il risultato. Anche il loro allenatore, che fa tanto il signore, maestro di fair play (solo apparente), non agisce sempre nella maniera che vorrebbe esibire come esemplare (ricordo in particolar modo la sua entrata in campo per ostacolare un giocatore del Milan: una cosa vergognosa, che non so come mai non sia stata pesantemente sanzionata).
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