Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

ventinove

Utenti
  • Numero contenuti

    6.187
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni con più "mi piace"

    3

Tutti i contenuti di ventinove

  1. La ciuccia piace a tutti. Anche a quelli insospettabili. La rinuncia a Dybala non c'entra nulla con la ciuccia, altrimenti presidente e vicepresidente dell'epoca avrebbero dovuto nascondersi
  2. 1) Sistema Italia, con questa giustizia sportiva e la burocrazia chi si fida ad investire massicciamente in questo povero Paese? 2) Juve ha stadio di proprietà. Uno stadio costruito al risparmio con una capienza sottodimensionata e i famosi tiranti. Un voglio ma non posso in pratica. Anche se potrei. 3) PSG ha uno Stato arabo alle spalle, fra corruzione e soldi veri può fare quel che vuole e 700/800 milioni sono la mancia mensile per il figlio del sovrano. Non abbiamo neanche idea delle cifre che realizzano con il petrolio e i vari derivati. Oggi diversificano anche loro, e lo sport è diventato un veicolo troppo importante da sfruttare. Quando i pozzi si esauriranno (fra qualche decennio) avranno messo mano nei settori più importanti, dalla tecnologia alla finanza, dai media al turismo.
  3. Sai qual è il problema? Dybala non è Messi. Ma nessuno è stato Messi. Molti credevano potesse diventarlo o avvicinarsi. Ma esistono livelli, il livello Messi è stato inarrivabile per chiunque, per almeno 12 anni ha fatto con continuità quel che Maradona ha fatto in Messico. Io li ho visti entrambi pure dal vivo (Diego piu volte) e posso giudicare. Il tifoso juventino si è sentito in qualche modo "tradito" dell'impossibilità di Paulo di raggiungere quei livelli e ha iniziato a mostrare insofferenza. Dybala non era Messi, era "solo" un grandissimo calciatore con un piede meraviglioso e una visione di gioco superiore (controllare la voce assist a Ronaldo, Higuain e pure a Vlahovic nel breve periodo di convivenza). Poi l'extra campo incise fino ad un certo punto (la storia dei festini in epoca covid lasciò sorpreso pure Chiellini, che dichiarò che quelle cose erano sempre avvenute), fu più una ripicca del club che decise di fare il pugno duro con uno maldestro (qui è colpa sua) non in grado di farsi gestire da un agente serio. Società che invece si è fatta fare barba e capelli da Jorge Mendes prima e Ramadani poi. Dal post Marotta in poi siamo finiti nelle mani di gente presa dalla strada, sia sotto l'ombrello di Andrea Agnelli, sia oggi che a reggere il timone c'è il proprietario.
  4. Considerammo inaffidabile Paulo per andare a prendere Pogba e Di Maria. Negli ultimi tre anni, al netto dei tanti guai fisici. Dybala ha segnato 42 gol agendo sempre da regista offensivo. Il nostro miglior marcatore nel periodo corrispondente è Vlahovic, che è un centravanti e ne ha fatti 44. Quindi, altroché se me lo sarei tenuto, anche a caro prezzo. Su di lui avresti potuto contare quanto a spirito juventino, attaccamento alla maglia e qualche decina di gol in più che non sarebbero guastati.
  5. ventinove

    La buona stella

    Eh ma dopo quelli col Bayern e considerando la solita generosità arbitrale anche quelli di ieri sera sono segnali piuttosto forti che indicano decisamente come andrà a finire la vicenda. Felicissimo di essere smentito. Prendendoli a pallonate per 170 minuti su 180.
  6. ventinove

    La buona stella

    Eviterei di parlare di buona stella. Parlerei piuttosto di due aspetti ben precisi. 1) l'approccio alle competizioni europee della Juve è sintetizzato nell'esordio in Coppa dei Campioni nel lontano 1961: avversario il Wiener Sportklub. Dopo il 3-1 in favore a Torino, il ritorno a Vienna finì con un orribile 1-7. Da lì inizia il rapporto timoroso, inadeguato, disagevole della Juventus con l'Europa. Una sorte di legge di Murphy applicata al calcio, se una cosa può andare male stai pur sicuro che andrà male. E avendo purtroppo passato il mezzo secolo posso testimoniare ai più giovani che né Trapattoni, nè Lippi, nè Capello nè... Spiderman sono stati in grado di estirpare questo "virus". Posso aggiungere che in tantissimi anni di esperienza ho maturato una tale sensibilità che mi.permette di capire dopo una ventina di minuti come finirà una partita europea della Juve, con qualche rarissima e sporadica (e benedetta) eccezione. Ed è per questo che ormai vivo i nostri turni europei con pacata rassegnazione. Manca al nostro club quel coraggio, quella sfrontatezza, quella voglia di andare oltre che contraddistingue il credere alle imprese ritenute impossibili. Ecco perché ritengo inaccettabili le scuse sul Barcellona e Real Madrid imbattibili del 2015/2017 -squadre guardacaso eliminate entrambe alternativamente e meritatamente negli stessi anni in 180 minuti, quando i valori escono piu facilmente- , perché nessuno è imbattibile e lo dimostriamo proprio noi con le tante sconfitte/eliminazioni subite da avversari inferiori. Non so cosa significhi e da cosa dipenda, ci ha provato un po' Lippi e sembrava che la mentalità e l'approccio fossero cambiati, per poi ricadere nuovamente nell'incubo europeo come e più di prima. Non è roba per noi. 2) non guasterebbe coltivare un certo tipo di rapporti con le istituzioni, aspetto in cui prima Galliani, poi Marotta (ma anche Moratti padre e figlio) sono riusciti a creare a Milano. Ma questa è una lunga storia, noi storicamente pensiamo al campo e tendiamo a snobbare i sicari che permettono di azzoppare Charles nella "bella" di Parigi contro il Real Madrid, il signor Valentine che annulla un gol inspiegabile a Manfredonia (sempre a Madrid), fino ai più recenti Puhl (arbitro della finale di Monaco 97), Krug (Amsterdam 1998, sempre Madrid), Çakir, Oliver etc etc.
  7. ventinove

    Messi o Maradona?

    Non è vero. Fa tutto parte del romanzo maradoniano. Nessuno vince da solo. Il cast di supporto di Maradona era composto da un gruppo di figli di buona donna, scaltri e spietati, gente di mestiere con qualità tecniche sopra la media. Solo fa comodo ricordare il passato che è appunto- passato e ci sembra tanto più dolce. Tanto è vero che dopo il Messico quell'Argentina tornò in finale anche quattro anno dopo e in quel caso il contributo di Diego si limitò alla serpentina contro il Brasile. Messi è il miglior marcatore argentino nella storia dei Mondiali, la scorsa edizione (a 35 anni) capocannoniere segnando in tutte le partite eccetto quella contro la Polonia. La prima Copa America porta la sua firma.
  8. ventinove

    Messi o Maradona?

    Messi tutta la vita. Ho avuto la fortuna di vederli entrambi, Diego più volte anche dal vivo. Diego poteva essere Maradona solo in quel contesto, Messi avrebbe potuto giocare dappertutto. Messi ha fatto per almeno 12 anni ciò che Maradona ha fatto per un mese al Mondiale messicano. È vero che le marcature di un tempo erano più penalizzanti per chi creava rispetto a chi difendeva, ma gli skills di Maradona si vedevano ad occhio nudo, Messi invece faceva cose allucinanti ad una velocità soprannaturale. Il controllo di palla di Leo non ce lo ha mai avuto nessuno, era lo stesso Maradona a riconoscerlo. Leo, sempre.
  9. Questi non sono semplicissimi, soprattutto il Genoa.
  10. Ma ti stupisci ancora? Se 70 è il tuo anno di nascita hai visto le stesse cose che ho visto io, che sono appena più giovane. Quindi non ci dovremmo più meravigliare.😄
  11. Ma nei titoli dei TG non ci finisci mica per caso eh. Se Paredes sulla RAI viene presentato come "ex juventino" che speranza puoi avere?
  12. Il problema è coprire in tutti i modi possibili lo schifo che sta emergendo a Milano. Il giorno della notizia relativa alle scommesse illegali 6 arresti per l'omicidio di Boiocchi. Tutti in confidenza con giocatori e presidente dell'Inter. Ci sono foto a testimoniarlo. Non lo avete ancora capito?😀
  13. E allora goda si goda la pensione, perché quei soldi non glieli darà mai nessuno al mondo.
  14. Secondo me non pretenderebbe neppure chissà quali cifre. Non è quello il punto, gli emolumenti per i dirigenti quelli sono a spanne. I problemi di Del Piero sono due: 1) sarà adatto? Nell'intervista con Buffa e Ferri per i suoi 50 anni ha chiaramente fatto un endorsement proponendosi, soprattutto nel passo in cui si definisce curioso e applicato, con la testa fissa sull'obiettivo. Significativa la frase: "in ogni cosa che faccio, anche se non la conosco, mi impegno e le cose mi riescono. Imparo in fretta". Forse nessuno del club ha seguito quell'intervista, o forse non lo chiamano proprio perché l'hanno vista. 2) ha un'alta considerazione di sé stesso, e non gli piace far brutta figura. In un ambiente molto sabaudo (nell'accezione peggiore del termine) e un po' fuori moda a mio parere rischierebbe di ribaltare i tavoli. Che non sarebbe neanche un gran male, ma per mentalità (il suddetto sabaudismo ipocrita) durerebbe poco.
  15. Non è vero. È la mentalità inculcata dagli ultimi anni sparagnini e speculativi. La Juve ha sempre giocato un ottimo calcio, la narrazione ci racconta che siamo difensivisti, brutti e sporchi. E ci abbiamo creduto. Da un estremo all'altro. La Juve di Lippi sapeva dare spettacolo: la definivano "muscolare". Un par di ciufoli.
  16. Fu un giro di soldi con Ernesto Pellegrini, il proprietario dell'Inter che era anche il fornitore delle mense del Gruppo Fiat. Pagammo noi al momento del presunto acquisto inserendo Tardelli come contropartita, pagarono loro al termine del biennio.
  17. Prestito biennale da noi. 85/86 e 86/87. Prima di noi era stato in prestito al Torino e ci fece malissimo nei minuti di recupero di un derby: restituì il favore l'anno dopo deviando di pancia una punizione di Cabrini. L'Inter ne possedeva il cartellino da inizio anni Ottanta e fra le altre cose lo spedì anche a farsi la serie B col Milan La seconda volta, non quella causata dal calcioscommesse ma per palesi limiti tecnici. Allora si poteva prestare un giocatore per più anni consecutivi.
  18. Assolutamente. Con Platini dietro Rush avrebbe fatto molti più gol, invece ci siamo sostanzialmente limitati a vederlo massacrare più volte il Pescara.😁 Di quell'allenamento ho nitida memoria, unico momento emozionante di una stagione disgraziata incominciata con Rush arrivato ubriaco all'aeroporto di Caselle... Michel aveva deciso di smettere ma non riusciva a staccarsi dal calcio, ricordi la sua campagna contro la droga ("la drogue c'est *") e le partite per beneficenza giocate con la maglia della Nazionale francese con quella scritta sopra? Ironia della sorte, in un'occasione oltre a Pelè invitò -e rispose entusiasta- anche Maradona. E l'amichevole col Resto del Mondo, quando indossò la maglia numero 9 lasciando la 10 all'argentino perchè "mi va bene tutto, ho smesso ma non voglio perdermi l'occasione di giocare almeno una volta a Wembley". Tornando all'ultima stagione del Re, in quegli anni da studente la domenica andavo al Comunale, il lunedì pomeriggio su RAI Tre andava in onda una partita intera giocata la domenica. Davano quasi sempre la Juve in trasferta, e si notava quanto pur in una squadra arrivata a fine ciclo Michel fosse comunque il leader, giocava nel ruolo che ha sempre occupato, solo gli riusciva meno la presenza in area. Ma anticipò di fatto il ruolo che 15 anni dopo avrebbe reso grande Pirlo. Forse fu anche una scelta di Marchesi, abbottonato come e più di Trapattoni e restio a mandare all'arrembaggio una squadra che contava anche su Mauro, Laudrup e Serena. O forse, più probabilmente, la voglia era davvero agli sgoccioli. Che qualcosa non quadrasse nelle intenzioni del francese lo testimoniò il ritorno da Verona dopo una sola stagione di Vignola, ex mini-surrogato del Re lasciato libero di tornare dalle sue parti dopo la serata dell'Heysel Capitolo Milan. Il Milan aveva preso Gullit, si disse soffiandolo a noi come pure l'anno prima aveva sfilato a suon di miliardi Donadoni dal nostro tradizionale serbatoio: l'Atalanta. Van Basten arrivò a rimorchio, praticamente a scadenza. Aveva appena vinto la Coppa delle Coppe con l'Ajax allenata da Cruijff, il quale stava trattando il suo ritorno a Barcellona, questa volta da allenatore (tutto il Barça moderno nasce da lì), e sembrava che il centravanti dovesse anticiparlo di un anno. L'offerta del Milan era concreta e ti spiego anche chi me lo disse: il compianto Bruno Bernardi, giornalista che Moggi definì "quello che non si vede se ha gli occhi aperti"🤣, gobbissimo, talmente gobbo che in quegli anni gli nacque un figlio e -ça va sans dire- lo chiamò Michel.
  19. Platini decise di smettere dopo il Mondiale messicano, quando la sua Francia contro pronostico venne eliminata in semifinale dalla solita Germania che gli aveva gia negato la finale in Spagna quattro anni prima. E da italiano e tifoso azzurro-in quegli anni- per noi andò di lusso. La tendinite lo tormentava, la schiena cominciava a fargli male troppo spesso, anche perché Michel non aveva un fisico possente anche per i parametri dei giocatori dell'epoca. Era un uomo normale in un tempo di giocatori dai fisici normali. E -particolare non irrilevante- non era un amante degli allenamenti. Non dico che non si allenasse ma per 2/3 anni ho frequentato il ritiro di Villar Perosa e vederlo fare allenamento senza palla era, diciamo, piuttosto "divertente", da quanto appariva goffo. Appena arrivava il pallone si trasformava, evidentemente in quella sfera c'era il suo mondo: tanto distratto con gli attrezzi, quanto reattivo col pallone. Decise di rispettare il contratto perché il Liverpool non avrebbe mollato Rush subito. Ma l'ultima stagione la magia, quel rapporto speciale con la porta, era svanita. Arrivarono 3 offerte: il Servette gli offrì un biennale per svernare in Svizzera, con la quasi certa partecipazione alla Coppa dei Campioni, visto che in quegli anni i ginevrini erano il club guida del crescente movimento elvetico. Il Barcellona fece lo stesso, dovendo sostituire il gallese Mark Hughes che aveva fallito, al contrario di Gary Lineker. Michel disse di no per tre curiosi motivi, a margine dell'intenzione prioritaria di smettere: il primo perché i metodi di Terry Venables non lo entusiasmavano (si lavorava tantissimo), e poi perché in quegli anni in Spagna e Barcellona in particolare c'erano due rischi: i rapimenti (il centravanti Quini anni prima era stato sequestrato) e una particolare predisposizione dei calciatori di squadre di città di mare a contrarre l'epatite. Più tardi si scoprì che il consumo di pesce non freschissimo aumentava di molto il rischio. Michel ci pensò pochissimo e garbatamente rifiutò, il Barcellona reintegrò Bernd Schuster che era fuori rosa da un anno e dopo poche giornate Venables venne licenziato. La terza offerta, la più allettante economicamente, arrivò da Silvio Berlusconi che aveva appena comprato il Milan e vedeva in Michel l'uomo di campo (Platini alla Pirlo avrebbe potuto giocare ai massimi livelli almeno altri 3/4 anni) e soprattutto l'uomo immagine del club, anche per i trascorsi televisivi del Re. Se avesse accettato la corte del Milan, immaginare che sarebbe quasi certamente finito a lavorare con Pistocchi e Ziliani mi terrorizza al solo pensiero postumo. Resta, per distacco, il più grande giocatore mai visto indossare la nostra maglia. Il più "tutto".
  20. Ne ha 6 dietro. Sta 4 punti sopra la zona "calda", che per quelle situazioni sono parecchi. Stai confondendo Verona con Venezia.
  21. ventinove

    Juventus - Verona 2-0, commenti post partita

    È la squadra che ha perso più partite col Monza (17), però ha il vantaggio di non pareggiare mai (2 volte). Le 8 vittorie (dall'undicesima -che è il Torino- in giù nessuno ha vinto più partite) la portano ad aver dietro ben 6 squadre.
  22. Calendario o meno, le partite vanno vinte. Classifica 2025 dal Primo gennaio (Galliani mi fa un baffo). Juventus 20 (9 partite giocate) Roma 20 (9) Inter 18 (10) Napoli 16 (9) Bologna 16 (9) Atalanta 14 (9) Fiorentina 13 (10) Mancano 11 partite e la nostra stagione a certi livelli si decide nelle prossime 2 gare. Dopo l'Atalanta e la trasferta toscana avremo di che parlare. Poi mancheranno 9 gare, dovremo andare 2 volte a Roma e a Bologna, ma paradossalmente non abbiamo mai sbagliato uno scontro diretto ad eccezione del secondo tempo di Napoli. Quanto alla pochezza del Verona, dall'undicesimo posto in giù è la squadra che ha vinto più gare (8) e quella che ne ha perse quanto il Monza. Ma evidentemente l'atteggiamento paga, visto che ne ha 6 dietro.
  23. E invece no. Ha fatto benissimo a mettere chi scende in campo di fronte alle proprie responsabilità. Che colpa ne ha lui se Gatti (da mesi, non da oggi) guarda gli avversari che gli danno le piste e si avventura in due/tre discese palla al piede che raramente portano frutti; che colpa ne ha lui se Vlahovic sbaglia ogni tipo di controllo, e se Nico e Koop gli vanno dietro e se Cambiaso è un continuo lamento e riempie le sue gare di errori madornali? Forse chi ha capito più di tutti è proprio l'allenatore, ma i giocatori sono talmente ignoranti calcisticamente che non ci arrivano.
  24. Su Cambiaso sarà il caso di rivedere molti giudizi frettolosi, anche da parte mia. Giocatore con tantissime lacune e presumibile professionista non esemplare. Se questa gente si considera arrivata solo perché ha vinto una Coppa Italia per grazia ricevuta e la prima ondata da mandar via senza rimpianti.
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.