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ventinove

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    Juventus

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  1. Esatto. L'incidenza di Pogba nella striscia che portò alla rimonta, fra gol, assist e giocate decisive per creare i presupposti alle segnature, fu impressionante. Basterebbe riguardarsi gli highlights di quella stagione piuttosto che scrivere solo per consumare le lettere sulla tastiera.
  2. Perchè quella fu una gara a senso unico nonostante il pronostico della vigilia pendesse totalmente dalla parte opposta. Ma non ti preoccupare, vincessi ogni partita 4-0 tornerebbero di moda gli scansamenti, lo strapotere economico etc etc
  3. Peggio del Milan non c'é nessuno. L'Inter é un effetto collaterale. Ma se fai la guerra al Milan ti ritrovi Calciopoli.
  4. Erano anche gli esterni titolari dell'Italia che tanti hanno osannato. Quella di Conte.
  5. Semplice. Chi di dovere vede Spinazzola ogni giorno e se ha deciso di mandarlo a giocare ci sarà un motivo che né io, né te, né qualsiasi altro utente/tifoso/giornalista/opinionista possono/possiamo sapere. E portano a casa un giocatore che seguono da tempo e considerano "usato sicuro" in prestito per 6 mesi, per ricoprire un ruolo da riserva. Che evidentemente Darmian accetta, e in società si fidano a breve termine più del terzino dello United che di Spinazzola. Stop.
  6. E migliaia di espertoni da forum lo scorso anno si strappavano i vestiti, insultando la dirigenza perchè sembrava che non si potesse neppure aprire lo Stadium senza aver comprato Milinkovic-Savic.
  7. Non mi pare proprio. Nel secondo tempo fino all'espulsione di Acerbi in campo c'era solo la Lazio. E visto che molti di voi si lamentano della Juve che non chiude le partite, stasera il Napoli in superiorità numerica per gli ultimi 25 minuti si kagato in mano fino al minuto 95.
  8. Vero. Vieri e Batistuta molto simili per caratteristiche ed entrambi fortissimi. Probabilmente il top a livello europeo nelle rispettive epoche.
  9. Bobone valeva il doppio di Higuain. Bobone per 4/5 anni é stato per distacco l'attaccante più forte, concreto e affidabile al mondo. Pura strapotenza fisica, impossibile arrestarlo, tecnicamente non raffinatissimo ma coordinato come pochi e un calcio violentissimo. Mio padre, che li ha visti entrambi, me lo descrisse come l'unico possibile erede di Gigi Riva. Averlo come avversario faceva paura.
  10. ventinove

    Juventus - Milan 1-0, commenti post partita

    Tre. Pure una di Uefa. E le tre vinte (Champions League europea, asiatica e Mondiale) tutte ai calci di rigore. Strano...
  11. Icardi rimarrà all'Inter. Perché così vogliono tutte le parti, il teatrino è montato ad arte per creare un po' di chiacchiere attorno ad un ambiente depresso e senza appeal. Senza la telenovela Icardi l'Inter non se la calcolerebbe nessuno a livello planetario, e i suoi fans non avrebbero nulla per seguire il calcio, ridotti a consolarsi col solito mantra "mai statI in B/ TRIPLETE". Per il resto, stiamo parlando di un buon giocatore che, numeri alla mano, vale più o meno Immobile, perché il livello e gli obiettivi di Lazio e Inter in questi anni sono pressoché i medesimi. E Icardi, anni 26, cerca il contratto della vita, che alla fine l'Inter gli concederà perché nessun top club ha mai pensato di puntare su di lui, altrimenti lo avrebbero già comprato. Ma finirà con la firma trionfale, e brinderanno felici e contenti, tutti: Wanda, Maurito, Marotta, e i tifosi bauscioni.
  12. Godo quasi fisicamente nel leggere e ascoltare le lagne di gente che non sa più come capacitarsi per arginare il dominio della Juventus. É la nemesi per tutto ciò che é successo nel 2006, é una legge non scritta ma che prima o poi il destino ti para di fronte. I Beatles chiusero "Abbey Road", l'ultimo album realmente curato dai quattro ("Let it be" , cronologicamente l'ultimo uscito, fu un taglia e cuci di materiale precedente cui ognuno di loro partecipò senza mai incontrare gli altri), con una frase significativa: "and in the end the love you take is equal to the love you make". Possiamo tradurla più o meno come: "alla fine, tutto ciò che prendi é tutto ciò che restituirai. In uguale misura". Nel 2006 la Juve era il Real Madrid o il Manchester United di oggi quanto a potenzialità economica: si ritrovò in serie B con rosa decimata, contratti stracciati o rivisti, danno di immagine, totale revisione degli obiettivi. Brindarono tutti al Nuovo Calcio Pulito, appena dopo aver festeggiato un trionfo Mondiale targato Juventus (a Berlino, fra campo e staff tecnici, più della metà delle squadre aveva un passato e un presente legato alla Juve), scavarono un solco profondissimo sul piano tecnico, approfittando di una dirigenza ridicola nel frattempo insediatasi a Torino, una dirigenza che spese più di 150 milioni per comprare Amauri, Melo, Diego, Iaquinta -forse il meno peggio-, Poulsen, Tiago, Almiròn, Andrade etc etc, una dirigenza che riuscì nell'impresa di non cambiare allenatore solamente in una delle 4 sciagurate stagioni di reggenza. Ma, confidando nella solita risoluzione dei problemi all'italiana (vedi precedente decreto spalmadebiti datato 2002, cui non aderirono solo Juventus e Sampdoria) e forti della radicata convinzione "senza Moggi non vincerete mai più, la torta ce la mangeremo tutta noi", invece di investire su infrastrutture e competenza, le Nuove Grandi continuarono ad indebitarsi. E dal 2011 i nodi vennero al pettine, con l'Inter devastata dai debiti contratti per la follia di Moratti; il Milan pure, anche se cercò per un paio di stagioni di tener botta (Berlusconi doveva sistemare la figlia da qualche parte, e tornerò sull'argomento); la Roma, tenuta in vita da Unicredit che ne deteneva i debiti e tentava di piazzarla a chiunque, ma altro non rappresentava se non un semplice "sparring partner", per citare un Marotta recente. Queste erano le realtà prevalenti nel 2011. E mentre l'Inter rinnovava contratti faraonici agli (stanchi e bolliti) "eroi del Triplete", il Milan vinse lo scudetto e la prima, rivoluzionata, Juve di Agnelli arrivò settima come l'ultima di Cobolli e Blanc. In estate a Torino arrivò Conte al posto del tristissimo Del Neri, e la dirigenza si affidò: -ad un Maestro, dato per finito e regalato dal geometra col "righello sghembo"; -ad un semisconosciuto mediano cileno; -ad un terzino grintoso, trascinatore dai mille polmoni e col fiuto del gol; -ad un attaccante geniale ma incostante, ma capace di surrogare la figura del regista offensivo. Ricapitolando: Pirlo, Vidal, Lichtsteiner, Vucinic. Più il Barzagli ridestato dallo stato comatoso in cui versava in Germania, sbarcato a Torino il gennaio precedente. Costo totale delle operazioni: 12,5 Vidal, 10 Lichtsteiner, 14 Vucinic. 36,5 milioni, meno di quanto speso da Fassone per André Silva un anno fa. E arrivò lo scudetto contro un Milan imbolsito che ancora piange per il gol di Muntari, dimenticando l'andamento della gara e dell'intero campionato, dimenticando soprattutto che a gennaio il geometra dal righello sghembo (sempre lui) non riuscì ad ingaggiare Tevez perché la figlia del presidentissimo non volle separarsi dal "toy boy" Pato. Sempre sia lodata Barbara per quella scelta... Negli anni successivi, mentre l'Inter proseguiva con i propri orrori -fra cambi di proprietà e decisioni prese oggi dall'azionista di maggioranza e ieri e domani dal tifoso di minoranza- licenziando allenatori come ai bei tempi e ingaggiando le solite mezze figure strapagandole a peso d'oro, il Milan privato di Ibra e Silva continuava il proprio lento declino, senza voler rinunciare a gonfiare il petto e finendo con l'assomigliare sempre più ai propri concittadini, spendendo vagonate di soldi sul nome, preferibilmente bollito, sicuramente sopravvalutato. Ecco perché in questo periodo nel quale la Juve é cresciuta gradualmente con un progetto industriale oneroso ma serio e chiaro, le milanesi sono rimaste al palo, focalizzate sui Gabigol e gli André Silva, sui Kondogbia e i Kalinic, sui Joao Mario e i Christian Rodriguez. Hanno dormito, speso e dilapidato montagne di soldi per mezze tacche, zero competenza, tanta superficialità e presunzione, zero visione, zero interesse nei confronti dello sviluppo commerciale e del brand. Nel caso del Milan la vicenda del doppio passaggio di proprietà ha addirittura toccato vette di assurdità tali da giustificare il proverbiale detto: "volete farci credere veramente che * sia morto di freddo?". I risultati sono sotto gli occhi di tutti, e ora Milano guarda col naso all'insù non più solo la Juve, ma pure un Napoli con i conti a posto e una Roma gestita da un management straniero -contestato finché si vuole- che quando lascerà per progetto "stadium interruptus" tempo pochi mesi e verrà rimpianto. Stadio che anche a Milano non si farà mai, tanto che i club non riescono neppure ad accordarsi fra loro e il comune per la gestione di San Siro. In tutto questo scenario, qualche "illuminato idiota" (giornalisti, cariche istituzionali) ci vuol far credere che il problema delle milanesi é da addebitare a quel malvagio regolamento imposto dal Financial Fair Play? Posare il fiasco, please, e rimboccarsi le maniche. P.s . GODO
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