ventinove
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Perdonami. Sei della mia generazione e quindi possiamo parlare pacatamente. Zidane è da nominare con parsimonia al confronto con chiunque, ma la struttura in cui si inserì Zizou aveva molte più certezze di quella attuale. Nell'anno in cui il gruppo si sfaldò (1998/99), fra infortuni gravi e frizioni col tecnico (Lippi lasciò dopo la sconfitta col Parma), persino Zidane fece una stagione sottotono. Quello attuale è un contesto nuovo, con una mentalità da cambiare radicalmente, è un'esigenza primaria superiore a qualsiasi discorso tecnico, tattico e di mercato. Si vedono cose in queste partite che non si vedevano da anni alla Juventus. Da tanti anni. E ripeto, lasciamo stare il discorso tecnico, qualitativo. È il lavaggio del cervello che sta attuando Spalletti la cosa più importante degli ultimi 6/7 anni. Stiamo a vedere.
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Sta facendo l'allenatore. Un tecnico deve tirare fuori il meglio dal materiale che ha a disposizione. Almeno alla Juve è sempre stato così.
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Discreto con le piccole, nullo con le grandi. La sua dimensione è quella, forse pure un po' più in basso.
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Giudizio poco lucido. Abbiamo creato tantissimo e sbagliato tantissimo. Imbarazzanti sono quelle partite in cui non tiri in porta e ti difendi 89 minuti nella tua area.
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Abbiamo avuto pazienza per 3 anni con Rabiot, tanto per fare un esempio. 3 anni di nulla.
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I massimi sistemi c'entrano sempre quando stai cercando di recuperare identità, che abbiamo perduto da anni. E nel percorso di recupero di quella identità ci stanno incidenti di percorso. Sono 7 anni che siamo diventati un circo, non solo 3. Abbiamo vinto fino al 2020 per un solo motivo: tanto e tale era il vantaggio tecnico che era praticamente impossibile non vincere. Ma il declino era già iniziato, e quando sei in caduta libera, risali per tentativi. E partite come quella col Lecce (che doveva finire 7-0) accadono. Eccome se accadono.
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Perdonami, a me sembra che a differenza di altri allenatori Spalletti si sia assunto in pieno le responsabilità della sconfitta di Napoli. E non lesina mai complimenti ai giocatori, mettendoli di fronte alle loro responsabilità sempre. E questo non significa addossare colpe, ma cercare di infondere sicurezza e mentalità. Anche pubblicamente. Perché la percezione di tutto ciò che viene da fuori è perfetta per una massima bartaliana: "gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare". Non è così, ma occorre pazienza. 6 figure dirigenziali operative diverse in 7 anni (Marotta, Paratici, Cherubini, Arrivabene, Giuntoli, Comolli); 7 gestioni tecniche differenti in 6 anni e mezzo (Allegri, Sarri, Pirlo, Allegri, Motta, Tudor, Spalletti). Ci rendiamo conto che abbiamo avuto la stabilità dell'Inter di Moratti?
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A niente. Ma pare che ormai funzioni così. Il club non fa in tempo a fare una mossa che subito partono critiche e insulti. Se non si muovono, insulti. È così
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Ma state ancora ad ascoltare Sky? Una redazione nella quale il direttore deve riprendere i dipendenti perché esultano ai gol dell'Inter? Una TV che ormai detiene il 30% dei diritti della serie A, ha perso le Nba finals e buona parte della stagione regolare (si sono inventati lo slogan "la casa del basket" piazzandoci dentro Serie A italiana ed Eurolega, che già avevano), trasmetteranno due Slam di tennis su quattro (Melbourne e Parigi saranno su Eurosport e Discovery) e persino la Champions League-fiore all'occhiello- li vede costretti a cedere una partita alla settimana ad Amazon. In compenso hanno la F1 che in Italia ha sempre meno seguito, le freccette e un'offerta cinematografica sempre più scadente. Fra qualche tempo non avranno più nulla.
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Se lo dice Sky tenderei a non crederci. Già nei giorni scorsi il suo agente era uscito sbottando tipo: "è ora di finirla con queste speculazioni", ma evidentemente sono troppo delusi dell'affare Cancelo e devono trovare il modo di distogliere l'attenzione. Addirittura "faccia da becchino" Marchetti disse che "il sogno di McKennie è tornare in MLS e non escluderei una partenza a gennaio" Che finaccia
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Onestamente sui 30 anni di Kessie ho qualche dubbio. Diffido sempre degli africani. Bisogna fargli il test ai denti.
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Sì. Ma la scelta di percorrere quella strada in TV ("Black Jesus" e altro arrivano prima) è stata incoraggiata e promossa da Federico Ferri. Lo dice proprio Buffa.
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Esattamente. Ricordo che parlò di Massimo Mauro che gli fece presente la cosa e lui rispose -andandosene da Sky Calcio Show, c'era ancora la D'Amico- "ma a me queste cose non interessano, io voglio parlare dei tiri di Le Bron". Poi arrivò Federico Ferri, il quale gli suggerì la strada della narrazione (gli ha inventato il lavoro attuale in pratica) e da lì iniziò con "Storie Mondiali" (10 piccole perle narrative) per continuare fino ad oggi. Ma da quel momento gli fu preclusa la possibilità di commentare il suo primo e ancora più grande amore: l'Nba.
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Ogni anno, da almeno quindici, la sua premessa quando parla di Juve è: "la Juventus non ha soldi". A qualunque altra società accosta i nomi più improponibili, da Pelè fino a Mazinga Z, per assurdo. Inattendibile, esattamente.
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Possibile. D'altronde Slot in estate gli ha fatto spendere mezzo miliardo di euro (saldo complessivo -330) per una paccottiglia di giocatori che stanno deludendo. Quindi il giudizio negativo di Slot andrebbe apprezzato.
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Tutti sbagliano, tutti sbagliamo. Ciò che ha fatto Andrea senza la "tutela" di Marotta è roba da Moratti del primi anni. Quanto mi basta per capire che in quella Famiglia non c'è più nessuno sveglio abbastanza per gestire la Juve. Nè Andrea, nè il proprietario attuale. Gente totalmente fuori dalla realtà. Completamente surreale.
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Alt. Il declino parte con la megalomania di Andrea che spedisce Marotta in braccio a Zhang. Ha fatto tutto Andrea, mi spiace. Ora stiamo solo viaggiando in linea con gli ultimi tempi di Andrea.
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Che ricordo mi ha sbloccato! Cervone. 🤣🤣🤣🤣
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Eh vediamo cosa succede. Noi non siamo fenomeni. Per nulla. Ma abbiamo margini di crescita superiori rispetto alle tre che ci stanno davanti. A proposito delle quali ti direi che ho riserve sulla tenuta di ognuna. Non ti dico che vinceremo lo scudetto, quello non lo penso affatto. Però non so se "quelle là" se ne andranno tanto lontano.
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È vero. Però a parziale scusante del Komol c'è l'arrivo il 3 giugno e lo stramaledetto mondiale per club fra gli zebedei. Ha avuto un mese per fare mercato e -parere personale- David era un vecchio dossier di Giuntoli, João Mario una plus incrociata già stabilita con Mendes al momento dell'acquisto di Alberto Costa. Di suo ci sono Openda (tirata la corda per Kolo Muani ha virato sul belga per l'esosa richiesta dei qatarioti) e la scommessa Zhegrova, che credo crescerà e darà soddisfazioni. Poi, la stagione non è finita e c'è ancora tutto il tempo per rimediare.
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Viviamo un periodo strano, in cui una delle prerogative storiche della Juve vengono meno. Da che ho memoria (metà anni Settanta) la Juve ha sempre avuto almeno uno specialista sui calci piazzati. Benetti e Cuccureddu, che calciavano forte e teso, passando per Cabrini e Brady, due mancini (forte il primo, preciso il secondo). Platini ("le coup franc" fu il suo biglietto da visita), proseguendo con Baggio (persino la parentesi Hässler se non addirittura Schillaci), poi Del Piero, Zidane, Nedved, mi vergogno quasi a dirlo ma pure Giovinco, arrivammo fino ai giorni belli di Pirlo, Dybala, Pjanic, le pur estemporanee occasioni sfruttate da Vlahovic e prima ancora da Cuadrado, tralasciando volutamente Ronaldo che con noi ci ha preso 1 volta (in un derby) su 63 tentativi (dati statistici). Ebbene, tolti i 4/5 gol segnati da Vlahovic negli ultimi anni 4 anni e una rete di Koopmeiners in Coppa Italia la scorsa stagione, le punizioni per noi sono diventate un tabù. E mi chiedo anche come mai uno col carattere ambizioso e le qualità tecniche di Yildiz non si faccia mai avanti, considerando il tiro che possiede, l'abilità nel calciare di interno forte a rientrare e la smania di migliorare che contraddistingue il ragazzo. Misteri e anomalie di un periodo storico strano. Bah.
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Se ti senti offeso, non era mia intenzione offendere e ti chiedo scusa. In realtà non ce l'avevo nè con te nè con l'altro utente. Ce l'avevo con la percezione errata fatta da luoghi comuni che -quando si tratta di Juve- sono piuttosto tendenti a sminuire, ridurre. E tanti tifosi finiscono per caderci. Non so quanti anni hai, io purtroppo vado verso i 60 e sia Platini che Zidane lì vedevo dal vivo ogni due settimane coppe comprese. E questo non ha nulla a che vedere con il gonfiare l'ego o rivendicare una juventinità superiore per chissà quale astruso diritto. La verità è che la narrazione è ingenerosa e inesatta. Tutto qui. Lo confermano i compagni di Zidane che raccontano cosa facesse in allenamento e il solo Vieri parla di "prime partite" (non 6 mesi) probabilmente distratto da altro, visto che lui quelle partite per 6 mesi le ha realmente viste quasi tutte dalla panchina. A tal proposito, ricordo Galeone (allenatore Perugia) ospite a Controcampo rispondere alla domanda di Piccinini ("hai incontrato tutte le big, quale ti ha impressionato di più?") con un eloquente: "il primo tempo della Juve e di Zidane in particolare fanno ritornare alla mente cose di un livello tale da scomodare paragoni blasfemi" Era la seconda giornata. Maradona? A 26 anni era un bellissimo soprammobile che non aveva vinto niente, cacciato da Barcellona e uscito malissimo dal Mondiale spagnolo. Piano piano gli costruirono attorno una squadra forte che spiccò il salto di qualità dopo il Mondiale messicano. Ma il mio ego, la saccenza e la tendenziosità che mi attribuisci non c'entrano nulla e trovo sorprendente che un utente che leggo -e solitamente apprezzo- come te ci sia rimasto male. Mi spiace
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Rispondo anche all'altro utente (Roby, mi pare). Questi sono luoghi comuni senza fondamento. Platini nelle prime 20 partite a Torino segnò 8 gol. Era un centrocampista a tutto campo, arrivò con la pubalgia ma fece grandi cose sin da subito. Se può considerarsi sottotono un inizio del genere in una serie A nella quale fioccavano gli 0-0 più della neve in inverno (e allora nevicava eccome, soprattutto qui al Nord) ditemi voi chi può essere definito prolifico. Zidane: arrivato con i postumi di un incidente stradale estivo che lo aveva reso nulla ad Euro 96, alla sua prima apparizione europea (settembre: 1-0 Vs Manchester United) mandò in porta Boksic con un assist illuminante. Pochi giorni dopo pareggiammo a Roma ma lui sembrava una piovra: era ovunque e nessuno gli poteva togliere la palla. Alla sesta giornata fece gol contro l'Inter e giocò una gara magistrale. Quindi, senza offesa per nessuno vi pregherei di evitare di propagare questi luoghi comuni. Perché sviliscono, sminuiscono la storia di questi campioni. Spesso sono versioni derivate dai commenti antijuventini, tipo quelli che mettevano sullo stesso piano Platini, Falcao, Junior e Hansi Muller, oppure Zidane, Recoba e Djorkaeff. Perché vi assicuro che c'era chi lo faceva. Fate indossare la maglia di un'altra squadra italiana a Zidane e Platini e oggi li vedreste ancora celebrare come fra i top 5 di sempre. Michel per i primi 4 anni torinesi è stato il miglior giocatore del mondo per distacco. In quel periodo il funambolo argentino era un bellissimo giocatorino fine a se stesso, buono per il circo e il culto del popolo (gaucho e partenopeo) che ne aveva fatto il proprio Che Guevara. Zizou è stato poco amato pure dagli stessi tifosi bianconeri, impegnati nell'idolatrare il giovane fatto in casa (e ci sta) e un po' troppo critici nei confronti di un immigrato franco algerino dal carattere schivo e taciturno, ma che dentro di sé celava il fuoco, come abbiamo avuto modo di vedere col gesto di Berlino, ma anche in diverse occasioni con la maglia della Juve. Resta il fatto che se uno pensa al calcio di quegli anni e ripensa alla Juve più bella e divertente di sempre, quella che vince all'Old Trafford e 5 giorni dopo a Tokyo facendo sfoggio di qualità a pacchi, ripensa alla Juve di Zidane. Un saluto.😇
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I gol si pesano. Dei 101 gol, un numero altissimo di rigori, e soprattutto decisivi meno della metà. Neglj scontri diretti in serie A ha inciso pochissimo.
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Maresca l'arbitro?
