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Ma certo, è quel che ho scritto, l'invasione dell'Europa non è alla loro portata. Ma dovremmo ammettere che i russi non ci fan paura solo grazia alla Nato, perché noi da soli non saremmo mai in grado di resistere ad un loro assedio. Ma è solo ed esclusivamente grazie all'antipatica Nato, promossa dagli antipatici americani, che possiamo permetterci il lusso di commentare da casa i conflitti degli altri almentandoci al massimo delle bollette troppo care. Ringraziamo il cielo che ci siamo entrati, visto che nel nostro paese va veramente tanto di moda lamentarsene. Ringraziamo il cielo che non si sia mai fatto il referendum per l'uscita, come per l'uscita dall'Europa, e ringraziamo il cielo che almeno quel 1-1.5% nella difesa siamo riusciti a spenderlo nonostante tutto e tutti. Non intendo citare politici o partiti direttamente in questo topic, andrei clamorosamente OT, ma credo che il messaggio si sia compreso. Dopo decenni di retorica politica, questi grandi promotori del "gli eserciti non servono a niente", "No alla Nato", "Fuori dall'UE", "NoF35", "con quei soldi facciamo ripartire il paese" oggi, con la stessa faccia, votano all'unanimità gli aiuti militari all'Ucraina e spendono parole al miele per la Nato e per gli USA. Ora mi aspetto semplicemente che l'Italia, nel tempo (non di certo domani mattina) rispetti gli oneri della Nato fino in fondo, imparando a sfruttare la protezione di cui dispone per perseguire i propri interessi nazionali, diventando un paese maturo, uscendo da questo approccio sentimentale-adolescenziale tipico del nostro dibattito. Come fanno tutti, anche e spesso a discapito nostro, facendosi un decimo dei nostri problemi.
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La macchina bellica russa non è da sottovalutare, occhio. E' semplicemente costruita sulle esigenze russe e sul loro modo di percepire i conflitti e le minacce. Non può somigliare alla nostra, ad esempio. Noi dobbiamo difendere una piccola penisola, minacciata dal mare, con confini terrestri che offrono una muraglia naturale e oltre i quali abbiamo i nostri stessi alleati. Una pacchia. Loro hanno un PIL più basso del nostro, con due volte e mezza i nostri abitanti, ed una superficie da difendere 50 volte più estesa. Noi dobbiamo difendere meno di 2000km di confini terrestri, contando pure San Marino e Vaticano. Loro ne devono difendere 15000 solo con Kazakistan, Cina e Mongolia. Poi c'è l'Europa, ci sono le altre repubbliche ex sovietiche, etc. Si spiega così perché loro hanno sempre avuto la necessità di avere mezzi che si muovano sulle loro gambe, relativamente leggeri, capaci di spostarsi sui propri cingoli per migliaia di km senza poter fare affidamento su reti stradali o ferroviarie, in estate ed in inverno. Cioé, questi qualche settimana fa sono entrati in Kazakistan per sostenere il governo locale, e poco dopo invadono l'Ucraina. Sempre per questi motivi devono sostenere un esercito con un numero di mezzi e uomini enorme, spendendo risorse immani per mantenerlo, spesso a discapito della modernità dello stesso. Per dire, in Italia abbiamo a magazzino (e non tutti funzionanti) circa 300 carri, tra carri "moderni" (degli anni 90) e desueti (degli anni 70). Ottimisticamente ne funzioneranno si e no 2/3, dato che non si trovano mai i fondi nemmeno per la manutenzione ordinaria. I russi hanno qualcosa come 2000 carri armati pronti a combattere, e 10000 carri a magazzino. Sì, diecimila. E ne progettano e producono di nuovi nel frattempo, mentre noi non costruiamo un carro armato da fine anni 90. Tutto questo per dire che sì, a livello qualitativo sicuramente non è il top, ma affrontare una guerra contro un esercito con una forza d'impoatto simile non è uno scherzo per nessuno. Putin da decenni ha avviato una politica di ristrutturazione delle forze armate russe, non è vicina ad arrivare al livello americano ma ha fatto passi in avanti notevoli dagli anni 90. Con questo non significa che sia in grado di invadere in autonomia, senza l'uso dell'atomica, mezza europa come fatto negli anni 40. Le invasioni sono cose complicate, difficili, anche quando la superiorità tecnica e numerica sembra schiacciante. Questo stesso conflitto lo dimostra, per certi versi. Con questo lungo messaggio non intendo quindi predire un'invasione dell'Europa. Però ecco, cambiare un pochettino prospettiva sulle forze armate europee, quella sì. Dato che quando un governo stanza l'1% del proprio PIL in questo settore, contravvenendo pure agli oneri presi con la Nato per non scandalizzare la popolazione, ottiene pure come risultato la fioritura di comitati "NoF35" e similari. La verità è che abbiamo speso poco, troppo poco, per troppo tempo.
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Come scrivevo qualche giorno fa, l'esercito russo è un esercito non certo formidabile a livello qualitativo, ma è un esercito potente, senza dubbio. Fatto per fare la guerra sul serio, non nelle simulazioni o nelle sfilate. Le sue dimensioni e la quantità di materiali di cui dispone, anche se poco moderni rispetto alle controparti occidentali, lo rendono temibile di per sé. Nessuno infatti ha mai messo in dubbio che la Russia fosse in grado di sconfiggere militarmente l'Ucraina, anche se molti (me compreso) si sarebbero aspettati molte meno perdite da parte russa. In Europa si è speso pochissimo in armamenti negli ultimi decenni, spesso più per non staccare la spina alle industrie nazionali e per non perdere certe capacità, che per reale volontà di costruire eserciti efficienti e funzionali. Sono arci-convinto che se non fosse stato per USA e NATO molti paesi europei, oggi, non avrebbero nemmeno delle forze armate. Ma c'è poco da stupirsi. La Russia negli ultimi 20 anni ha portato avanti una politica militarista imperialista, ed il suo strumento militare lo dimostra. L'Europa al contrario ha portato avanti una politica di smilitarizzazione generale, di efficientazione e di risparmio sui conti pubblici. Cioé, fa scandalo che la Germania voglia raggiungere quota 2% del PIL speso per la difesa, rendiamoci conto. Russia e Stati Uniti viaggiano intorno al 4-5% (ed in quel 4-5% non ci infilano cose che con la difesa non c'entrano nulla, come l'Arma dei Carabinieri, il Corpo Forestale, etc.). Fortunatamente, almeno da noi, MM e AM se la passano decisamente meglio di EI, su cui allo stato attuale ci sarebbe da stenedere un velo pietoso. Ebbé, non mi sorprende Bell'aeroporto a cui essere vicini, se si è appassionati s'intende.
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Tutte quelle navi sotto costa... Se ripenso agli anni in cui si tagliavano dalle spese di mezzo mondo i missili antinave e le batterie costiere... Posso chiedere, se non sono indiscreto, a quale aeroporto ti riferisci? Sentiti libero di non rispondere
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Guarda, capisco il tuo punto di vista, non lo trovo di certo assurdo o irrazionale. L'aumento della violenza e degli assalti degli ultimi giorni, però, era tragicamente ampiamente previsto e prevedibile. Ci sono due notizie che possiamo considerare positive, però. Le sanzioni stanno facendo male sul serio. Non era scontato. I negoziati stanno dando frutto, e si sono estremamente ravvicinati. Quando la guerra in Jugoslavia arrivò al fatidico momento dei negoziati, tra un incontro e l'altro a volte passava anche più di un mese. Qui, dopo una settimana, si parla già di secondo incontro. Segno che entrambe le parti hanno trovato terreno fertile per ottenere qualcosa di loro interesse.
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Lo vedo, lo vedo... dev'essere particolarmente bello quel pezzo d'Ungheria per sorvolarlo in circolo così tante volte
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Magari, ma credo sia abbastanza difficile che Putin crolli, a meno che il conflitto e le sanzioni non si protraggrano per molte settimane. In realtà credo che un po' tutti i paesi di quest'area di mondo ci stiano perdendo, per varie ragioni, su differenti livelli.
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Non oso immaginare la quantità di caffeina che staranno ingurgitando a bordo di quel Sentry
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Fortunatamente anche loro hanno molto da perdere. E non sono affatto convinto che sarebbero disposti a perdere tutto per spingere la cortina qualche km più in là. Putin forse sì. Forse. Ma Putin non è la Russia, anche se adora far credere al mondo intero che sia così.
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No, credo di no. Ma per i russi potrebbe essere un punto di non ritorno. Come lo sono stati il 1989 ed il 1917.
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Succede che torniamo all'età della Pietra.
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In Russia pare si stia pensando di istituire la legge marziale.
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La situazione attuale dovrebbe somigliare vagamente a quella rappresentata da questa mappa. Da notare che se dovesse cadere Mariupol, Crimea e Donbass sarebbero congiunte. Sarebbe il primo vero obiettivo strategico conquistato dai russi, sul campo, in questo conflitto. Altre indicazioni di queste ore che trovo ineressanti: - Circolano voci su un possibile coinvolgimento diretto della Bielorussia nel conflitto nei prossimi giorni o addirittura nelle prossime ore. - Gli Stati Uniti si rifiutano di istituire la No Fly Zone sull'Ucraina. Era abbastanza prevedibile. - Oggi potrebbe essere il giorno buono per avere maggiori informazioni sul prossimo incontro tra russi ed ucraini. - Il famoso "convoglio di 60km", per ora, sta avanzando con molta lentezza (da capire se lo fa per questioni tecnico-logistiche, come dichiarato dagli americani, per questioni tattico-strategiche come dichiarato dai russi, o a causa della resistenza locale, dichiarato dagli ucraini).
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Praticamente attuale Ha funzionato per Croazia e Slovenia. La Bosnia è una mina pronta ad esplodere, purtroppo. La questione Kosovo, lo sta a dimostrare la recente guerra delle targhe, è tutt'altro che risolta. Comunque secondo me quella cartina suddivide quelle aree non in previsione di separazione dello stato Ucraino, ma più che altro per dare punti di riferimento sulla carta. Interessanti però sono i posizionamenti delle truppe russe e di quelle della Nato...
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Somiglianze ci sono in effetti. Vedo che nella cartina che ho postato, nei movimenti di truppe russi è coinvolta anche la Transistria, come temevo qualche giorno fa. Speriamo non si concretizzi una spartizione dell'Ucraina, comunque. La balcanizzazione dei territori moltiplica gli scontri, di solito, piuttosto che attenuarli.
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Ucraina divisa in 4 settori.
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Da cittadino, privato, emotivo, empatico, pacifista. Ovviamente A. Ma non è così che ragionano le potenze. La Nato non è l'Ucraina, né tantomeno il popolo ucraino stesso. Il popolo ucraino vuole combattere. S'è capito, si vede. La guerra l'ha scatenata, coi fatti, la Russia. Quindi ha scelto di combattere. Solo loro possono interromperla, nessun altro. La Nato osserva, ha deciso di parteggiare per la parte avversa alla Russia e di sostenere con ogni mezzo gli ucraini. Ogni mezzo che non implichi direttamente lo scontro coi russi, s'intende. Sanzioni? Sì Armi agli ucraini? Sì Aiuti economici, umanitari? Sì. Uomini sul territorio? Assolutamente no. Dichiarare guerra alla Russia? Neanche per sogno. Come finirà? Quanto durerà? Non lo sa nessuno. Quel che possiamo dire è che il tempo fa il gioco dell'occidente, non quello della Russia. Gli unici sicuri di perderci sono, ovviamente, gli ucraini. Com'è inevitabile che sia quando si subisce un'invasione. Tradotto? La Nato sceglierebbe indubbiamente la B, se dovesse scegliere tra le 2 opzioni. La tragedia delle guerre è questa. Non ne vale mai la pena se guardiamo la distruzione e la morte che esse causano. Eppure si fanno lo stesso.
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Nessuno lo farà, infatti, stai tranquillo. Putin sta cercando di equiparare le sanzioni e i rifornimenti di armi come azioni equiparabili ad atti di guerra, per tentare di farci passare dalla parte del torto. Vuole mettere paura. Tutti i membri della Nato lo hanno ripetuto decine di volte, sarebbe una pazzia entrare in guerra contro una potenza nucleare. Ma dare sostegno ad un paese si può, sanzionare pure, soprattutto se l'ONU stessa condanna gli atti russi. Lo stesso vale per loro, comunque. Non oseranno mai estendere il conflitto alla Nato. Sarebbe la fine non tanto di Putin, ma della Russia stessa (e non solo).
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Pensa poi se dovessimo applicare lo stesso ragionamento sulla Federazione Russa, sai che macello? Un paese dove solo il 79% dei cittadini della Federazione ha come lingua madre il russo. Un paese dove l'8% della popolazione si definisce di etnia turca, e non è nemmeno la minoranza più diffusa. Siamo veramente oltre il ridicolo.
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Ma certo, l'importante è rendersi conto che nel gioco delle nazioni ognuno persegue i propri interessi, coi mezzi che ha, nei limiti ai quali deve sottostare. A me fa sorridere, onestamente, che un leader come Putin si dimostri sorpreso a vedere che sia partita una reazione importante da parte dell'occidente. Continuo a pensare che sia rimasto spiazzato dalla reazione europea. Ciò non significa che non riuscirà a prendere l'Ucraina, ovviamente. Può ancora benissimo farlo. Ma gli costerà, in termini di uomini, mezzi, sostegno politico interno, finanze, relazioni diplomatiche e commerciali, molto più di quanto non si aspettasse. Opinione personale, ci mancherebbe
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Tutto bene, tu? Bravo, precisamente. Tutti hanno armato tutti, chi prima e chi dopo, e spesso ci si è pure rubati le sfere di influenza armando, disarmando, riarmando più volte paesi che hanno fatto dentro-fuori dalle amicizie con americani e russi. Non è affatto la prima volta. Clamorosi i casi dell'Iran e dell'Iraq, per esempio, ma anche dell'Egitto, la Turchia. A me fa sorridere che un ex capo del kgb si stupisca di una pratica incredibilmente consolidata da decenni, sia dalla sponda occidentale che da quella orientale. Pratica che lui stesso ha fatto propria durante il suo mandato. E' propaganda, tutto qui. Diciamo se mai che non si aspettava che anche i paesi europei avrebbero armato all'unanimità l'ucraina, se mai. Non c'ha visto lungo abbastanza...
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Ed ha trovato come solo modo le armi per provare a riallargarla. Potrebbe anche riuscirci, intendiamoci, ma farlo passare per vittima o concedergli di farlo impunemente anche no.
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Fortunatamente esistono le vie di mezzo, sia russi che americani le conoscono benissimo. I russi armavano il Vietnam quando gli americani erano là. Gli americani armavano Israele quando i russi armavano gli altri. Gli americani armavano l'Afghanistan quando c'erano lì i russi, e quando ci sono andati gli americani li hanno armati i russi. E' dal 1945 che va avanti così il mondo. Se erano d'interesse dell'occidente paesi come Vientam, Corea, Afghanistan, Giordania, Cuba, Libia, Siria, Iran, Iraq, Jugoslavia (tutti paesi casualmente armati dai russi quando i conflitti sono scoppiati), non si capisce perché non dovrebbe esserlo l'Ucraina.
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No, ma i russi si fermano. Giuro. Come si sono fermati dopo l'Ossezia. Come si sono fermati preso il Donbass. Come si sono fermati dopo la Crimea. Mica stanno attaccando Mariupol, mica hanno attaccato Odessa, mica vogliono prendere Kharkiv e Kiev. No no. Basta scoraggiare gli ucraini dal difendersi ed i russi magicamente torneranno a casa e tutto tornerà come prima. Dopotutto se stanno attaccando è per legittima difesa, sono stati gli ucraini ad attaccare no? A Putin assolutamente non verrà mai la tentazione di ripetere la cosa, che ne so, in Moldavia, in Transistria, in Finlandia, in Svezia. Assoltamente no. Ha troppo a cuore i destini delle popolazioni locali ed il diritto internazionale. La parola di Putin è sacra, non mente mai. Come ha rispettato la parola sul ritiro delle truppe, o quando ha promesso in mondovisione che non avrebbe mai invaso l'Ucraina. Dovremmo smetterla di armare gli ucraini! Avete ragione! Dovremmo prendere esempio da Putin sull'esportazione di armi. Lui mica ha armato fino ai denti la Nord Corea, l'Iran, lo Yemen, il corno d'Africa, la Libia, la Serbia, la Siria e le peggio tribù salafite. Assolutamente no. Lui si che si è sempre preoccupato di cosa ne avrebbero fatto gli acquirenti delle sue armi. Non ho mai sentito parlare di un civile o di un occidentale ucciso da un Kalashnikov, per esempio. Il mondo invece è pieno di russi che, in viaggio di lavoro o in ferie, sono stati fatti saltare per aria da un lanciarazzi tedesco. Se solo prendessimo spunto dall'affidabile, diplomatico, pacifista, filantropo e rigoroso garante del diritto internazionale Vladimir Putin.
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