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Mi dispiace, ma quale libertà avrebbe avuto? Comolli è arrivato a luglio senza conoscere nemmeno la lingua, con una struttura già impostata e con margini economici molto limitati. Di fatto ha fatto un solo acquisto pagato, sicuramente discutibile, mentre il resto del mercato è stato costruito tra parametri zero e prestiti e riscatti già decisi. A gennaio la situazione era la stessa: pochi soldi e poche possibilità di intervenire davvero sulla rosa. Parlare di “totale libertà” mi sembra quindi un po’ forzato. A me sembra che chi sta al vertice, il proprietario, non ci stia capendo niente. Prima a pagare è stato Giuntoli, adesso dopo pochi mesi già si parla di Comolli in difficoltà. È sempre la stessa storia: si prende qualcuno, dopo poco lo si scarica, e si riparte da zero. Più che una strategia sembra il comportamento di chi cambia giocattolo appena si stanca. Solo che qui non parliamo di giocattoli, parliamo della Juventus. E gestire un club così è vergognoso, è un motivo in più per sperare che Elkann decida di togliere il disturbo.
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Diciamolo: ogni progetto sportivo finito sotto la gestione di John Elkann, finora, non ha portato grandi risultati. Almeno sul piano sportivo la sensazione è quella di un continuo ricominciare
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Capisco il discorso sulla cultura del lavoro, ma bisogna anche guardare la qualità della squadra. La “cultura del lavoro” quando hai in campo giocatori come Zidane, Del Piero, Ibrahimović o Cannavaro è una cosa; quando invece la costruisci attorno a Locatelli, Gatti o David è inevitabilmente diversa. Ormai la Juve è “Juve” solo nel nome, per questo dico che sembriamo una nobile decaduta. Molti dei giocatori che oggi scendono in campo difficilmente troverebbero spazio nelle grandi squadre europee. Forse l’unica vera eccezione è Yildiz, che ha talento e prospettiva da top club.
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La storia però cambia nel tempo. La Juventus è stata una delle grandi del calcio europeo, ma oggi la realtà è diversa. Ora sembriamo più una nobile decaduta che una potenza dominante. Questo non cancella ciò che è stato, però una Juventus ridotta a vivere di ricordi fa un po’ male da vedere..
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e chi ci crede più? se non andiamo in champions invece?
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Bastoni candidato al premio Rosa Camuna (la più alta onoroficenza della regione Lombardia)
phoenix ha risposto a jimmyw Discussione Serie A e Campionati Esteri
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che brutta fine abbiamo fatto
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anche l'era degli sceicchi credo sia prossima alla fine, hanno ben altro a cui pensare..
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a parte quest'anno, perde in un anno solo 7 partite come media.. chi è?
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Prima o poi lo farà, non ha più nulla che lo lega all'italia.. Ma va detto che faranno bene a rinnovare il contratto di vlahovic, perchè è forte ed è giovane.. perdere un giocatore così a zero sarebbe una mezza catastrofe.
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credo abbia sempre giocato in avanti, esterno..
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lewa lo puoi prendere, ormai ha 50 anni
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Forse in tre ne facciamo uno buono, se si fondono Siamo un disastro da anni in quel reparto.
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Chi ha detto che giochiamo sempre e solo a due? Spesso si vede anche Weston McKennie che è un vero tuttocampista e finisce per coprire mezzo campo, dando una mano sia in costruzione sia negli inserimenti. In ogni caso il punto non è decidere adesso chi debba giocare o chi debba uscire. L’importante è avere più soluzioni e alzare il livello del reparto. Poi sarà il campo a parlare: giocherà chi in quel momento dimostrerà di stare meglio e di dare più garanzie alla squadra. Tra l’altro, se Luciano Spalletti chiede addirittura due centrocampisti sul mercato, significa che qualcosa in questo reparto evidentemente non funziona come dovrebbe. Possiamo anche raccontarcela tra di noi, ma alla fine sono i risultati e le prestazioni a parlare. Basta guardare alcune partite di questa stagione: contro il Como, per esempio, il nostro centrocampo è sembrato a tratti di una categoria inferiore. Contro la squadra turca, non ne parliamo neanche. Ed è proprio questo il punto: se vuoi tornare davvero competitivo, devi alzare il livello medio del reparto e creare concorrenza vera.
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Secondo me Ederson può fare la differenza in mezzo al campo, ma non è un giocatore che spicca per qualità tecnica pura. È più un centrocampista di sostanza: dà intensità, equilibrio, copertura e presenza fisica, tutte caratteristiche che alla Juve oggi mancano. Uno così servirebbe per dare più solidità al reparto, recuperare palloni, accorciare la squadra e portare anche un po’ di esperienza nelle partite più difficili. Però non basterebbe da solo. Oltre alla forza e alla corsa, a questo centrocampo manca anche un giocatore di qualità superiore, uno capace di alzare il livello tecnico, di gestire il pallone sotto pressione e di creare gioco negli ultimi trenta metri. Per rispondere alla domanda: si io lo prenderei, sulla cifra possiamo ragionare.
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ed è quello che diciamo noi da tempo.. lo sappiamo che servono due centrocampisti, un portiere e un difensore
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Ardoino: "La Juve può fare molto meglio e vorremmo contribuire ad un cambiamento positivo senza necessariamente controllarla interamente"
phoenix ha risposto a Sergione Discussione Juventus forum
Secondo le ricostruzioni giornalistiche circolate negli ultimi mesi, l’offerta collegata a Tether per acquistare la Juventus FC prevedeva circa 1 miliardo di euro per comprare la quota di controllo detenuta da Exor, pari a circa il 65% del club. Quindi parliamo di 1 miliardo per il 65% delle quote, non era un'offerta bassa. E con la possibilità successiva di lanciare un’offerta pubblica anche sulle restanti azioni per arrivare eventualmente al 100% della società, il tutto accompagnato dalla "promessa" di investire fino a un altro miliardo di euro per rafforzare la squadra, migliorare le infrastrutture e sostenere lo sviluppo del club nel lungo periodo. Il problema è che non c'è stata alcuna apertura da parte della proprietà, che insiste a non voler vendere. -
quali numeri ti piacciono?
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non è che lo si schifa, ma sta in pensione ormai..
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quanti anni ha? 50?
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lo compra la ferrari o la Juve? non ho capito..
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Donnarumma quanto costa?
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Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
phoenix ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Purtroppo neanche questo ragionamento regge fino in fondo. Se hai grandi risorse economiche, inevitabilmente attrai i migliori calciatori del mondo. E quando il livello del campionato si alza, si alza anche quello dei giovani che crescono dentro quel sistema, anche se sono pochi. È quello che succede oggi in Inghilterra, Germania o Spagna: i campionati sono pieni di fuoriclasse stranieri e, proprio per questo, anche i giovani locali crescono in un contesto altamente competitivo e migliorano. Il problema nasce quando si abbassa il livello generale del movimento. Se il campionato perde qualità, soldi e appeal internazionale, inevitabilmente anche i giovani che crescono in quel contesto fanno più fatica ad arrivare ai massimi livelli. Basta pensare a cosa significava emergere nel calcio italiano negli anni ’90 o nei primi 2000: per ritagliarsi spazio dovevi confrontarti ogni settimana con fenomeni come Henry, Zidane, Ronaldo e tanti altri. In un contesto del genere, se riuscivi ad affermarti voleva dire che eri davvero un campione. -
Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
phoenix ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
I soldi non mancano ovunque, mancano in Italia. E allora la domanda da farsi è semplice: perché in Inghilterra, Spagna, Germania o anche in Francia i club riescono a generare ricavi alti mentre da noi no? Forse bisogna ammettere che qualcosa, negli ultimi anni, è stato gestito male? Forse qualche errore lo hanno fatto i proprietari dei club, forse il sistema calcio nel suo complesso non ha saputo evolversi? Basta guardare i numeri: in Premier League, in liga e nel campionato tedesco ci sono squadre che fatturano un miliardo o oltre, mentre in Italia facciamo fatica ad avvicinarci a metà di quella cifra. Gli stadi all’estero sono moderni, produttivi e sfruttati tutto l’anno; da noi, nella maggior parte dei casi, sono vecchi e nel caso della Juve piccolissimi. E poi c’è il tema della guida del movimento. Se il calcio italiano continua a perdere terreno rispetto agli altri grandi campionati tra inchieste, punizioni, penalizzazioni qualche domanda sulla gestione federale è inevitabile. Solo da noi succedono queste cose, perchè? La federazione è guidata da Gabriele Gravina che non ha saputo tutelare e far crescere il sistema, e dopo anni di declino sportivo ed economico è legittimo chiedersi se la direzione intrapresa sia davvero quella giusta. Poi che lo dica io nel forum conta poco, dovrebbero svegliarsi chi sta ai vertici. -
Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
phoenix ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Il problema del calcio italiano non è che manchino le scuole calcio o che non si lavori abbastanza nei settori giovanili. Il vero nodo è economico. Il calcio italiano oggi è meno competitivo perché ha meno risorse rispetto ai grandi club europei. E questo non lo risolvi copiando il modello olandese o puntando tutto sui vivai. Anche perché, appena spunta un talento vero, arriva puntualmente una società che fattura un miliardo o più e se lo porta via senza troppe difficoltà. Alla fine la questione è semplice: se vuoi tornare davvero competitivo a livello europeo, devi portare i fatturati dei club italiani allo stesso livello delle grandi squadre inglesi, spagnole o tedesche. Senza quella base economica, continuerai a formare giocatori che poi finiscono altrove.
