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FuoriDalCoro

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  1. questo è un ragionamento sicuramente condivisibile. Lo scorso anno il nostro mercato è stato guidaro da quello che a furor di popolo si considerava il migliore in Italia. E' successo quello che è successo...inutile farne un dramma. la proprietà è intervenuta per ripianare i danni. Si ricomincia auspicando che i nuovi siano migliori Qui sento favoleggiare di scouting a livllo mondiale come se gl i altri club fossero immobili.... Ma se un giovane promettente viene notato dal Real, dal City, dal Chelsea, dal Bayern e dalla Juve, secondo te/voi chi sceglierà come possibile approdo? Non è che lo scounting lo abbiamo inventato noi o lo facciamo solo noi...
  2. nei nostri tempi migliori più recenti, quando abbiamo acquistato Ronaldo, si è dimostrato ampiamente che non è un percorso sostenibile. Non si può fare nessun salto di qualità in un sistema calcio come quello italiano dove, per fare un esempio, ci sono voluti anni per trovare uno sponsor che desse il naming alla stadioum pur nel suo periodo di massima copertura mediatica e di importanti risultati calcistici. Non si comperano campioni in un contesto come questo, non lo facciamo noi e non lo fa nessuna società italiana. Il nostro ruolo è di società di punto del calcio italiano, lo eravamo quando il calcio italiano era la'apice di quello mondiale, lo siamo anche oggi. Ma se il sistema calcio in Italia arranca, come arranca tutto il sistema Italia, come fai ad immaginare una società che risulti dominante in europa in un contesto in cuo occorrono fatturati irraggiungibili?
  3. il tetto ingaggi è una delle conseguenze per cui siamo anni luce distanti dalle big, non la causa. Il fatto che il real incassi più di un miliardo l'anno e noi al massimo attorno ai 500 mio mi pare che basti a far capire come stanno le cose....e il monte ingaggi per le note regole, deve mantenersi al di sotto del 70% del fatturato
  4. considerando l'esultanza generale dello scorso anno all'arrivo di Giuntoli e Motta dire che questo scetticismo potrebbe anche portare bene ....
  5. poi c'è anche da dire che molti commentano senza aver capito il ruolo che andrà ad occupare...
  6. Conte prima della Juve invece .... e non parliamo di Lippi ... Poi magari sarà il peggiore della storia bianconera ma giudicarlo solo dal curriculum....
  7. c'è un topic che parla di crisi del blasone Juve...sinceramente, parlando di estero, il sogno di un giovane che possa scegliere credi che sia la Juventus o in altri campionati? Quanto squadre ben più forti della nostra, in questo momento, pagano commissioni...mi dici che possibilità ci sono che una rondine faccia primavera? O tutte le società si mettono a dire la stessa cosa (ed a farla) o fare gli isolati che decidono in proprio non porta a niente...anzi ti emargina ulteriormente.
  8. si perchè i sostituti non le chiedono le commissioni ..... Le commissioni sono una realtà ormai ampiamente dilagata e consolidata. Bene da un lato cercare di arginarle ma il discorso dovrebbe essere più aimpio e coinvolgere tutte le società calcistiche a livello europeo altrimenti si rischia di essere marginalizzati dai calciatori proprio per l'intransigenza che si dimostra. "come può uno scoglio arginare il mare" (cit Mogol(
  9. FuoriDalCoro

    Buon Compleanno Beppe Furino!

    Tanti Auguri Capitano Vero!!
  10. FuoriDalCoro

    VIDEO Il primo giorno di Jonathan David alla Juventus

    ma davvero...provo a fare in confronto con un calciatore che arriva nella "città d'o sole" (ad esempio) e fa il giro delle loro strutture.... Vabbè che lì il DeLa magari usa gli effetti di CineCittà...con le quinte di cartone
  11. FuoriDalCoro

    VIDEO Il primo giorno di Jonathan David alla Juventus

    Avremo tanti problemi ma i vari Center, Lab e la Sede sono magnifici
  12. Io non lo so se le richieste si sono abbassate per mancanza di alternative o per l'abilità di chi ha trattato....non so nemmeno se e quanto peserà la nostra maglia e come si adatterà al calcio italiano...dico solo che visto lo stato delle nostre finanze credo che sia la miglior operazione raggiungibile...
  13. ma sicuro che Osimhen è superiore a Vlahovic su questi nemmeno c'è da discutere...il problema è non avere una rosa bilanciata perchè è vero che per vincere bisogna segnare ma per segnare occorre chi passi la palla agli attaccanti e chi non ti fa prendere gol dietro...Hai visto recentemente squadre dalla "difesa allegra" come sono uscite dal confronto con altre che erano semplicemente più equilibrate, anche perchè considerando le caratteristiche del campionato italiano, quando vai a giocare contro una formazione chiusa (come spesso accade) o contro una formazione che ti raddoppia la marcatura sul tuo gioiello di attaccante, cosa fai se non hai una rosa in grado di sopperire a queste cose o, di converso, di sfruttare la superiorità che l'attaccante bloccato da due ti può creare? Il gioco monotematico in Italia non funziona molto quando sei una grande wquadra perchè (e si è visto anche recentemente con Motta) te lo bloccano. Non puoi pensare che tutto si risolva con...palla lunga (o come vuoi) ad Osimhen, perchè è un modulo che non ti porta da nessuna parte e lo abbiamo visto ai tempi di Ronaldo che, con tutto il rispetto per Osimhen ....è Ronaldo
  14. Siamo con un centrocampo quantomeno discutibile ed una difesa che è in perenne emergenza....se togliamo anche Gatti come la immagini "ben coperta"? Poi considera che 70 mio (se bastano) in mano a DeLa possono rinforzare notevolmente quella rosa ragion per cui, anche con un attacco forte non ci vai a competere per lo scudetto se il resto dei reparti è raffazzonato. Poi mi dirai...ah ma la proprietà deve invetire!! E abbiamo visto con 200 mio di acquisti fatti da quello che era ritenuto il miglior uomo mercato nello scorso anno, come siamo finiti.
  15. in linea astratta e concettuale probabilmente hai ragione, poi, nel concreto, dipenderà dalle risorse disponibili per il mercato e da come sarà sfoltita la rosa. Personalmente non la vedo partire con buonissime premesse questa sessione di mercato....anzi diciamo che è proprio partita male con le modalità di scelta dell'allenatore
  16. Sentivo questa mattina una intervista di un suo amico calciatore (non mi ricordo il nome) che o definiva attaccante completo che può fare sia da prima che da seconda punta ed al bisogno anche il numero 10. Ora mettiamo che essendo suo amico lo abbia anche un po' troppo esaltato però da varie voci si raccoglie questa sua capacità di adattarsi a più ruoli in attacco. Ovviamente questa convivenza vorrebbe dire relegare ai margini minimi l'ultizzo di vlahovic considerando la terza punta Milik (se mai ritornerà a giocare)
  17. la notizia che reputo incredibile è che lui si splami l'ingaggio in due anni......
  18. con vlahovic ancora in rosa? io credo che sia una soluzione insostenibile dal bilancio così come credo che Vlahovic abbia deciso di andarsene a zero per spuntare il massimo dal prossimo ingaggio...però questi sono solo i miei pensieri
  19. FuoriDalCoro

    La crisi del brand Juventus

    La Juventus diventa un brand globale nel mercato dell’entertainment Oggi è più che mai chiaro: un club di calcio che vuole raggiungere grandi risultati non può limitare i propri competitor agli avversari sportivi. Farlo significherebbe privarsi di infinite possibilità di ricavi, non capendo davvero su che campo si gioca la partita. Le società di calcio, infatti, non sono più semplici organizzazioni che gestiscono eventi sportivi, ma sono diventate brand che devono offrire una vasta gamma di contenuti e esperienze coinvolgenti per i propri fan. I club, oggi, operano pienamente nel mercato del entertainment. La capacità di intrattenere e coinvolgere il pubblico è diventata una parte essenziale della loro strategia di marketing e di sviluppo. Questo “cambio di campo” lo ha intuito con largo anticipo la Juventus che già in tempi non sospetti ha messo in piedi una serie di strategie per arrivare ad essere percepita come un brand globale. Il primo segnale è stata la costruzione del nuovo stadio, inaugurato nel 2011. Nel 2017, poi, c’è stato il vero avvio di questa “rivoluzione”, segnato dal cambio del logo, con l’obiettivo di diventare un brand lifestyle. In pochi anni, il pallone è diventato il centro di gravità di un sistema più ampio, che abbraccia territori come l’arte, la moda, il design e lo stile di vita. Non poteva che cambiare, quindi, anche il modo di raccontare il brand. Anche perché l’obiettivo era (ed è) quello di raggiungere nuovi pubblici. In particolare, la Juventus voleva attrarre fans più giovani e fans internazionali, uscendo dai confini nazionali. Raccontare il proprio brand in maniera innovativa Infrangendo le barriere del tradizionale marketing sportivo, quindi, la Juventus ha tracciato un nuovo percorso avvalendosi della potenza dei media digitali per consolidare il suo status di icona culturale globale. Non è un segreto che i giovani, oggi più che mai, trascorrano una notevole quantità di tempo online, spaziando tra diverse piattaforme. Riconoscendo questa tendenza, la Juventus ha intensificato la sua presenza digitale, cercando di rendere i suoi contenuti facilmente accessibili e altamente coinvolgenti sui principali canali come TikTok, Instagram, e YouTube. La Juventus ha saputo raccontare il proprio brand in modo innovativo. È stata la prima squadra italiana a sbarcare su Netflix con la serie tv “First Team: Juventus”, serie che racconta la cavalcata bianconera verso lo scudetto del 2018, con un serrato testa a testa contro i rivali del Napoli.First Team: Juventus – Netflix La Vecchia Signora ha anche abbracciato l’influencer marketing, avviando collaborazioni con influencer, streamer e content creator riconosciuti a livello internazionale, sia del mondo dello sport che di altri settori. Khaby Lame, ad esempio, ha pubblicizzato il lancio della quarta maglia 2022/23 e l’acquisto di Locatelli. Con questa mossa i bianconeri hanno dimostrato che l’influencer marketing non riguarda solo i prodotti di bellezza o la moda, ma può essere applicato con successo anche nel mondo dello sport. Nuovi linguaggi e tanti contenuti: lo Juventus Creator Lab In questo scenario, la recente creazione del Juventus Creator Lab segna un’evoluzione significativa nella strategia comunicativa del club. Il Creator Lab è uno studio, situato strategicamente nei pressi del centro di allenamento a Torino, che è diventato la “fabbrica” da cui origina una varietà impressionante di contenuti multimediali originali, progettati per captare l’interesse di un pubblico globale e diversificato. Vengono prodotti qui, infatti, una buona parte degli oltre 1500 contenuti che ogni settimana escono sui vari canali social bianconeri, e arrivano a sfiorare le 500 milioni di visualizzazioni. Con una programmazione content strategica e diversificata, lo Juventus Creator Lab sfrutta la sua posizione unica per esplorare nuovi formati narrativi. Creando contenuti che spaziano dai video dietro le quinte a quelli più formativi e informativi, il club tocca temi che vanno oltre il calcio, includendo moda, lifestyle, e arte, dimostrando un impegno a costruire un brand che rispecchi le passioni e gli interessi di un pubblico vasto. Questo è evidente nel recente successo del documentario su Federico Chiesa “Back on Track”, distribuito attraverso Amazon Prime Video, che esplora temi universali come la resilienza e il ritorno alla normalità dopo un infortunio, argomenti capaci di intercettare una platea ben più ampia degli appassionati di calcio. I Risultati di questa strategia I cambiamenti messi in atto hanno contribuito a generare un dialogo bidirezionale tra i tifosi e il club, dove i follower non sono semplici spettatori ma partecipano attivamente alla vita del club attraverso feedback e interazioni. Il Creator Lab contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza e la fedeltà dei tifosi, elementi cruciali per il successo a lungo termine di qualsiasi brand sportivo, riuscendo a creare una narrazione autentica e personale che risuona profondamente con il pubblico. Grazie alle strategie messe in atto la Juventus è diventata il primo brand italiano sui social, superando Gucci, con oltre 165 milioni di follower totali. A livello calcistico è il quinto club al mondo. Il pubblico arriva per una buona percentuale dall’estero. Il responsabile Digital Media della Juventus, Marco Castellaneta ha dichiarato ad Avvenire che «il 90% di chi segue e interagisce con i contenuti non risiede in Italia, tanto che l’italiano è solo la quarta lingua più utilizzata dopo l’inglese, lo spagnolo e l’arabo. Il 37% di chi ci segue ha tra i 13 e i 24 anni, il 41% tra i 25 e i 34 anni». Ma l’impatto di queste strategie non si ferma all’aumento dei follower o delle visualizzazioni. La Juventus ha registrato un miglioramento significativo nella percezione del marchio e un aumento dell’interesse commerciale. Questo apre a nuove opportunità di monetizzazione attraverso partnership strategiche e sponsorship. L’approccio preso dalla Juventus contribuisce, inoltre, a costruire una base solida per il futuro. Il club non solo si posiziona come leader nel marketing sportivo ma stabilisce un benchmark per come i club possono efficacemente sfruttare il potere dei social media per mantenere una presenza rilevante in un panorama in continua evoluzione, riuscendo a trascendere dal mondo dello sport e ad inserirsi con successo in quello più ampio del entertainment e del lifestyle. Anno 2024 www.justbacked.it Il Real Madrid è il brand calcistico che vale di più al mondo secondo Brand Finance. Il risultato emerge da uno studio che prende in considerazione la forza del brand come la capacità di influenzare le scelte e le opinioni dei tifosi, sia dal punto di vista economico. I Blancos hanno un valore di 1,7 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto alla precedente edizione dell’analisi. Sul podio si trovano altre due superpotenze calcistiche. La prima è il Manchester City, che si posiziona al secondo posto con una valutazione del brand di 1,6 miliardi di euro (+7%). La seconda è il Barcellona, che conquista la terza piazza a quota 1,5 miliardi di euro e con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Nella top 10 non sono presenti club italiani e solamente due (Tottenham e Chelsea) hanno fatto registrare un calo. Questa la classifica con le prime 10 posizioni: Real Madrid – 1,7 miliardi di euro (+16%) Manchester City – 1,6 miliardi di euro (+7%) Barcellona – 1,5 miliardi di euro (+12%) Manchester United – 1,4 miliardi di euro (+3%) Liverpool – 1,4 miliardi di euro (+1%) Bayern Monaco – 1,2 miliardi di euro (+12%) PSG – 1,2 miliardi di euro (+7%) Arsenal – 1 miliardo di euro (+10%) Tottenham – 0,9 miliardi di euro (-3%) Chelsea – 0,8 miliardi di euro (-3%) Guardando alla Serie A, anche nel 2024 la Juventus è il marchio calcistico più prezioso. Il club bianconero ha un valore stimato di 582 milioni di euro, in calo del 7,8% rispetto alla misurazione precedente. La forza del brand è identificata come la capacità di influenzare le scelte e le opinioni dei tifosi, sia dal punto di vista economico. Anno 2024 www.calcioefinanza.it
  20. pablito...attento che poi ti vegli sudato...
  21. se scrivono quste cose evidentemente ritengono che qualcuno ci creda .... si è vero, ho appena letto i commenti sopra, qualcuno ci crede
  22. FuoriDalCoro

    La crisi del brand Juventus

    leggendo diversi commenti di questo topic mi par di essere in uno di quei posti dove ti vogliono convincere che la crisi economica globale non esiste perchè la pizzeria sotto casa è sempre piena ....
  23. FuoriDalCoro

    Liste di proscrizione

    quindi dici che qualcuno sarebbe disposto a pagare il cartellino, ed un ingaggio di 7/8 mio purchè gli si dia una buonuscita di 5 mio?
  24. guarda che si sta parlando do una operazione che porterà nelle casse della società fino ad un massimo di 110 mio ...da aggiungere a quelli messi nel recente passato
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