Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Dalia91

Utenti
  • Numero contenuti

    4.716
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Dalia91

  1. Vedi che su diverse cose concordo con te eh😁 Avrei risposto più o meno come hai fatto tu. È vero, un sostituto naturale di Locatelli non c’è, ma forse il problema sta proprio nel concetto di riserva di Locatelli. D' accordissimo, Loca non è un regista classico, quindi cercargli un doppione “fotocopia” non servirebbe a nulla, soprattutto perchè Tudor non lavora con il playmaker basso stile Jorginho ecc, ma con un vertice che alterna copertura e primo passaggio semplice. In questo senso, il suo posto può essere preso tatticamente da più profili (persino dal tuo idolo Gatti in impostazione), non solo da un centrocampista “tecnico”. Su Thuram concordo a metà 🤣perchè più che play, si abbassa per ricevere e dare progressione palla al piede. È un adattamento, non un cambio di ruolo. Il fatto che l’abbia fatto indica che Tudor cerca principi di posizione, non ruoli rigidi. Quindi più che preoccuparci di “chi è il vice-Loca”, bisognerebbe parlare di meccanismi collettivi da attivare quando manca. Concordo sul fatto che per Koop non sia il suo ruolo, ma anche farei un distinguo: fallisce come “regista puro” (non ha tempi e visione), ma non fallisce del tutto se lo vedi come centrocampista che copre posizione davanti alla difesa, lasciando costruzione ad altri. In un calcio dove la prima costruzione parte dai difensori, il playmaker basso non deve per forza essere un Pirlo: può anche essere un equilibratore. In merito al centrocampo ho il dubbio che non sia stato pensato per essere “forte nei singoli”, bensì funzionale ai principi di Tudor. Infatti non si cercano mezzali registe o playmaker classici, ma giocatori dinamici, capaci di fare due fasi. Che poi la qualità sia discutibile è vero. Firmato; La figlia di Tudor🤣😂
  2. Buongiorno a te e saluti a tutta la Catalunya. La tua è una riflessione simpatica e brillante (carbonara alla francese compresa 😅), ma anche molto stimolante in chiave tattica.😉 Provo a dirti la mia in merito alla "Mancanza di movimento per smarcarsi" Hai ragione che sia un limite ricorrente, ma attenzione: non è solo “colpa” dei giocatori pigri o poco educati al movimento. Spesso è una conseguenza diretta della struttura del modulo. Nel 3-4-2-1, i due sotto punta tendono ad accentrarsi, e se i quinti non accompagnano con continuità, le linee di passaggio si riducono. Quindi il problema non è solo individuale ma di spaziature collettive. Adattare i giocatori al modulo dà ai nervi a molti tifosi🤣 ,ma qui devo spezzare una lancia a favore di Igor e ribalto: ogni allenatore (ma proprio tutti eh) parte da un’idea di calcio e cerca di piegare i giocatori a quell’idea. È impossibile “adattare totalmente il modulo ai giocatori”, perché altrimenti finisci per fare un collage senza identità. Il vero punto è trovare un compromesso tra principi dell’allenatore e caratteristiche della rosa. Tudor non è ancora arrivato a quel punto di equilibrio, e non sappiamo se ci arriverà, ma dire che “adatta i giocatori al modulo” per me, è una forzatura. Diciamo che sta cercando soluzioni, a volte forzando, altre provando varianti. "Centrocampisti schiacciati sulla linea difensiva" Beh anche qui dimostri occhio clinico😉 perchè questo è un limite reale, ma non necessariamente strutturale. Spesso dipende da: mancanza di coraggio nel palleggio (più mentale che tecnico), scarsa fiducia reciproca tra portatore e smarcante, e soprattutto dal fatto che i centrali preferiscono giocare “sicuro” scaricando al mediano troppo basso. Non è un male assoluto: alcune squadre (anche in A) costruiscono apposta a 5 dietro, salvo poi liberare il centrocampo con un movimento codificato. Quindi più che “errore”, direi “limite di sviluppo del gioco”. Sul futuro prossimo di Igor è giusto sperare che migliori e si adatti, ma non facciamo l’errore di pensare che i problemi siano solo suoi o solo “didattici”. Una squadra che da anni fatica a proporre calcio proattivo ha bisogno di tempo e coraggio, e mi sentirei di sconsigliare "ricette" immediate. Se vuoi, dimmi cosa ne pensi.
  3. Non vorrei essere sempre controcorrente🤪, ma la tua analisi non mi trova d' accordo e mi spiego: È vero che Adzic ha gamba, intensità e può farsi tutta la fascia centrale, ma ridurlo a “mezzala” classica rischia di limitarlo. Il suo punto forte non è portare equilibrio in una linea a tre, ma ricevere nello spazio tra le linee e puntare. Se lo abbassi troppo, rischi di togliergli quella libertà creativa che in un 4-3-3 diventerebbe schiacciata dal doppio compito (correre dietro + inserirsi). In un sistema con due rifinitori, il vituperato (3-4-2-1 ), invece, può proprio muoversi dove fa più male. "Thuram mezzala in Francia" Sì, ma contestualizziamo: al Nizza giocava mezzala “a strappi” in un sistema molto più verticale e con tanto campo davanti. In Italia, con ritmi più bassi e squadre che si chiudono, quel ruolo rischia di snaturarlo. Qui serve più palleggio e più gestione, non solo transizione. Locatelli mediano “più diga che regista” Corretto fino a un certo punto. Loca è bravo a schermare e a correre dietro l’uomo, ma non è un vero “diga pura”: non ha i tempi d’intercetto alla Casemiro, per fare un esempio. Allo stesso tempo non è un regista basso alla Lobotka. La sua forza sta proprio nell’ibrido: sa fare entrambe le cose “bene ma non benissimo”. Questo lo rende utile in un doppio pivot (3-4-2-1 o 4-2-3-1), meno in un 4-3-3 dove gli chiedi di reggere da solo il centro. Cambiaso/Cabal Cambiaso distratto? Può essere, ma va detto anche che è uno dei pochi che ti garantisce fluidità e soluzioni in uscita dal basso. Se lo togli, perdi qualità in costruzione. Cabal è più difensivo e aggressivo, ma in un 4-3-3 rischi di abbassarti ancora di più sulle fasce, diventando prevedibile. Mia personale opinione; il cambio modulo (invocato da molti di voi) non rappresenterebbe la panacea ai nostri mali, anzi, caratteristiche alla mano, troveremmo ulteriori, nuovi problemi e squilibri da risolvere. 🙏
  4. 🤣😂il buon @jouvans andrà a finire che mi caccerà dal vsCafè 😇
  5. Prendo spunto dalla tua risposta all' amico e provo a fare dei ragionamenti: il 4-2-3-1 “maschererebbe” certamente alcune cose del 3-4-2-1 e a livello visivo potrebbe sembrare un’evoluzione naturale. Però io non sono così convinta che sia davvero il “meno lontano” dal sistema attuale. Ti spiego perché: La distribuzione degli uomini: Il 3-4-2-1 consente a Tudor di affidarsi molto alla densità centrale e alle due mezzepunte che si muovono tra le linee. Nel 4-2-3-1, quelle due mezze punte diventano un trequartista + due esterni, cioè una struttura diversa sia per compiti che per spaziature. Non è una semplice “traslazione”: Cambia la filosofia di occupazione dei mezzi spazi. Linea difensiva: Passare da una difesa a 3 a 4: il centrale in più (che nel 3-4-2-1 è copertura) sparisce, e questo ti obbliga ad avere terzini con tempi di diagonale, non quinti che spingono. E lì la Juve, a oggi, per me non ha terzini “puri” che garantiscono equilibrio. Passiamo al centrocampo Il doppio mediano del 4-2-3-1 non è un dettaglio: richiede almeno uno bravo nell’impostazione sotto pressione e uno con capacità di corsa/recupero. La Juve ha Locatelli e Thuram che già messa così è forzata. Nel 3-4-2-1 invece i compiti si dividono diversamente: uno imposta, l’altro accompagna e copre, protetti dai tre centrali. Di fatto il 3-4-2-1 è un modulo molto più “di campo stretto” e verticale: rubo palla, salgo e cerco subito i due rifinitori. Il 4-2-3-1 invece richiede una fase di possesso più organizzata e paziente, con rotazioni codificate. Non è detto che la rosa attuale sia più adatta a questo. Io credo che il sistema non vada cambiato e che Tudor debba continuare a lavorare sulle criticità mostrate, naturalmente in un tempo ragionevole. 😉
  6. Guarda, io capisco benissimo la frustrazione verso l’“alibi della rosa” e la voglia di vedere un calcio più organizzato e moderno anche in Italia. Però secondo me bisogna mettere qualche paletto chiaro:vero, non serve per forza avere la rosa del City per curare i dettagli. Sono d’accordo. Ma c’è anche un motivo per cui Guardiola, Luis Enrique e compagnia fanno quello che fanno: hanno costruito anni di lavoro sulla stessa idea, con giocatori scelti apposta e una cultura calcistica che parte già dai settori giovanili. Da noi questo tempo, questa continuità e questa omogeneità di pensiero spesso non esistono. La Serie A ha caratteristiche diverse. Il nostro campionato è meno verticale e più “sporco”: tante squadre difendono basse, spezzano il ritmo, usano marcature ibride. Non è un caso che anche allenatori stranieri qui spesso cambino approccio. Non è un limite mentale, è adattamento a un contesto diverso. Precisione e organizzazione: sì, ma servono tempi Dire che “basta lavorarci” è vero solo in parte: gli automatismi richiedono mesi, se non anni, e dipendono dalla continuità degli interpreti. Se ogni estate cambi mezza squadra o hai 5-6 infortuni lunghi, il livello di precisione cala, inevitabilmente. Non è questione di alibi, ma di realtà. La rosa non è sempre un alibi, è un vincolo Certo, la rosa della Juve non è “scarsa”, m6a se un allenatore ha centrocampisti che amano tutti la palla sui piedi e pochissimi che attaccano lo spazio, non è che con due allenamenti li trasformi, e allora il tecnico deve trovare un compromesso tra ciò che vorrebbe fare e ciò che i suoi possono fare. Quindi sì, sono d’accordo con te che servirebbe più ambizione tattica e meno giustificazioni. Però dall’altra parte non si può neanche far finta che il contesto, la cultura e le caratteristiche della rosa non contino nulla.😉
  7. 🤔Eh ma sai, mettere la squadra “piantata” nella metà campo avversaria a palleggiare è rischioso se non hai qualità tecnica altissima in tutti gli uomini; sincronismi perfetti per non farti infilare in ripartenza e attaccanti che si muovono continuamente senza palla. Purtroppo per noi..e Tudor🤣Guardiola prepara rotazioni e movimenti continui per creare superiorità e lo fa con calciatori di altissimo livello in grado di garantirgli quella precisione necessaria che i nostri non hanno. C'è da dire che in Italia anche le provinciali sono tatticamente preparate e non potremmo concedere loro vantaggi derivati da una approssimativa idea di calcio. 🙂
  8. Quelli che banalizzano la tattica son quelli che non la capiscono. Il calcio ad alti livelli è materia complessa, altroché.
  9. Carissimo, è ineccepibile il fatto che si, tecnicamente, dal punto di vista dei ruoli “di base” tutti sono al posto giusto, ma io analizzavo possibili equilibri collettivi e credo che anche se ciascuno è nel “proprio ruolo”, le caratteristiche dei giocatori determinino il funzionamento del sistema in campo. Ad esempio: Adzic come mezzala sinistra non è ancora in grado di garantire per 90 minuti e a certi livelli la fase negativa. Zhegrova e Yıldız tendono ad accentrarsi, riducendo l’ampiezza. Il funzionamento dinamico in fase difensiva e transizione può rompersi se i ruoli nominali non coincidono con le caratteristiche operative: i giocatori restano nel loro ruolo, ma lo spazio resta scoperto o i compiti non sono rispettati. In altre parole: sì, sono tutti nel ruolo corretto, ma un 4-3-3 non si giudica solo dai ruoli nominali; si giudica dall’equilibrio tra caratteristiche dei giocatori, occupazioni degli spazi e sincronismo tra linee. La complementarietà tra le caratteristiche dei calciatori è fondamentale per la corretta distribuzione dei compiti, al di là dei ruoli per come li conosciamo. 😉
  10. La tua proposta è meno offensiva e rischiosa di quella di Zizou, ma rinunciare sistematicamente alle fasce (terzini bloccati, esterni che stringono) diventi prevedibile: gli avversari ti chiudono il centro e ti costringono a palleggiare sterile. Oggi tutte le squadre preparano densità interna: senza minaccia laterale, rischi di annullare il tuo stesso possesso. Nemmeno quello preciso e ad alta intensità del City riuscirebbe ad ovviare alla mancanza di sfogo laterale. La tua proposta è meno offensiva e rischiosa di quella di Zizou, ma rinunciare sistematicamente alle fasce (terzini bloccati, esterni che stringono) diventi prevedibile: gli avversari ti chiudono il centro e ti costringono a palleggiare sterile. Oggi tutte le squadre preparano densità interna: senza minaccia laterale, rischi di annullare il tuo stesso possesso. Nemmeno quello preciso e ad alta intensità del City riuscirebbe ad ovviare alla mancanza di sfogo laterale.
  11. Interessante. Però. Però. Tu l' hai messa in grafica con un 4-2-3-1 ma è molto più un 4-2-4 sbilanciatissimo. La linea dei tre è troppo omogenea. Una trequarti con Zhegrova, Yıldız, Adzic drebbe si qualità tecnica, ma i tre tendono tutti a venire incontro. Nessuno ha come caratteristica naturale l’attaccare lo spazio dietro la linea difensiva e in un 4-2-3-1 questo significherebbe lasciare Vlahovic isolato e facilmente leggibile. E ancora; In un 4-2-3-1 le ali devono saper ripiegare fino alla linea dei mediani per non lasciare scoperti i terzini. Né Zhegrova né Adzic sono giocatori con grande disciplina difensiva: Kalulu e Cambiaso rischierebbero 1vs 2 sistematici sulle corsie🤔 Sulla carta è un 4-2-3-1, ma nei fatti, come dicevo, diventa un 4-2-4 molto fragile in fase di non possesso: i trequartisti non darebbero copertura, i mediani non basterebbero da soli e la squadra rischierebbe di rompersi in due. In sintesi; pericolosità evidente in possesso, ma senza palla questa formazione vedrebbe i sorci verdi. Però conosco la tua idea di calcio e la trovo a coerente ad essa.
  12. Perdonami Zizou, ma la comunicazione pubblica è, deve essere volutamente “vaga” e non equivale a mancanza di dati o feedback Dire “mancano energie” o “si trovano bene così” è chiaramente gestione psicologica e comunicativa non una conferma che Tudor non monitori. Nel calcio ai massimi livelli i tecnici lavorano con microcicli, analisi video e dati fisici: il riconoscimento pubblico di fatica è spesso coerente con una scelta di load-management e rotazione, non con improvvisazione tattica.👍
  13. 😊Partiamo dal presupposto che nessuno pensa esistano rose talmente complete da non richiedere compromessi. Anche la Juventus, come giustamente sottolinei, è costruita in modo "asimmetrico": abbondanza di alternative in certi ruoli e mancanza di interpreti in altri. Questo però, a parer mio non è necessariamente il limite principale. Una squadra, quando diventa tale, è in grado di compensare le lacune individuali e di livellare verso l’alto i reparti più deboli attraverso principi collettivi. In questo senso i “buchi” di una rosa non si misurano solo sul ruolo mancante, ma sulla capacità del gruppo di coprirlo attraverso organizzazione, scalate preventive e sincronismi. Ad oggi la Juventus non è ancora arrivata a quel livello di coesione (potrebbe non arrivarci mai..)😪
  14. Guarda io sono perfino più prolissa🤣 e lungi da me voler convincerti di cose che non vedi, ci mancherebbe, però provo a dare una chiave di lettura meno netta e maggiormente ehm speranzosa, perchè ripeto, non avrei scelto Tudor, ma tant'è. Io credo che gli episodi che citi non dimostrano un caos strutturale ma normali errori dentro un percorso di crescita. Il cosiddetto “caos” è spesso una fase necessaria quando si cercano automatismi nuovi. Le preventive e le spaziature non sono dogmi fissi ma principi situazionali, e non sempre la posizione che appare “sbagliata” lo è davvero, ecco perchè ritengo poco probante giudicare “a posteriori” col fermo immagine, poiché si tende a semplificare un contesto che in campo è fluido e condizionato da mille fattori (tempo della pressione, posizione degli avversari, comunicazioni interne) Io penso che l' ordine tattico di una squadra non sia statico, ma adattivo e passa da una fase in cui il gioco sembra confuso: i giocatori provano ad applicare idee nuove, a volte sbagliano spaziature, a volte si pestano i piedi, ma questo potrebbe non essere un segno di regressione, ma di apprendimento. Diciamo che i casini notati in questo inizio di stagione potrebbero rappresentare quella transizione "fisiologica" verso l' automatismo. Vero è che un calciomercato meno legato ad aspetti economici/finanziari avrebbe potuto accelerare molto la tempistica di apprendimento e sviluppo di quelli che sono i principi di gioco di Tudor.😉
  15. Pur non essendo impressionata dal lavoro di Tudor credo tu sia troppo drastico e in alcuni passaggi fin troppo tranchant. Mi pare di capire che la tua critica a Tudor presuma che la lentezza nell’interiorizzare un sistema di gioco sia un fallimento della sua didattica, ma ignora fattori cruciali: qualità individuale dei giocatori, contesto competitivo, pressione avversaria e variabili emotive e fisiche. Confrontarlo con Conte è fuorviante, secondo me. Squadre e contesti sono completamente diversi. Introdurre concetti in modo graduale può non essere un difetto, ma una strategia consapevole per evitare sovraccarico cognitivo e consolidare il sistema a lungo termine. Inoltre, il calcio reale è dinamico: anche le squadre più “automatizzate” non eseguono mai tutto perfettamente. Criticare Tudor perchè alcuni automatismi non sono immediati significa confondere l’inevitabile processo di apprendimento con un errore metodologico. Il progetto tattico si valuta sulla coerenza a lungo termine e sulla capacità di adattamento, non sull’esecuzione perfetta di ogni partita. C' è da dire che una squadra può anche essere “ben spiegata” ma comunque eseguire male lo spartito a causa di carenze individuali non risolte in sede di mercato, senza che ciò però implichi un fallimento della filosofia di Tudor. Per me avrebbe dovuto dimettersi nell' istante in cui ha capito che non avrebbe avuto dal mercato quei calciatori necessari a dare un senso logico alla rosa, perchè diciamolo, la rosa della Juventus somiglia ad un costosissimo outfit composto da 7 paia di scarpe, 11 camicie e 4 orologi di lusso. Praticamente non puoi uscire di casa, ma hai speso tantissimo.🤣
  16. È chiaro che il nostro Tudor non sia stato in grado di orientare con forza il mercato.
  17. Se mi consenti, per me Cambiaso non si muove per anarchia tattica, ma perché il suo gioco nasce dall’incontro tra le consegne di Tudor e le sue caratteristiche naturali. L’allenatore gli chiede di stringere dentro al campo per dare densità al centro e creare superiorità numerica, mentre lui, grazie alla sua intelligenza tattica e alla predisposizione a partecipare al palleggio, interpreta questo compito con naturalezza. In questo modo alterna ampiezza e accentramenti. Il punto focale è che il livello delle sue performance è drasticamente calato, ha perso continuità e affidabilità e questo pesa tantissimo sulle analisi tattiche che vengono fatte.
  18. 😉 beh non vorrei essere troppo drastica nei giudizi, ma il problema cruciale è proprio questo: la squadra segue principi "chiari e visibili" ma non li trasforma in efficacia sul campo. Ai nostri occhi sembra disorganizzata, senza uno schema definito, ma in realtà è solo discrepanza tra intenzione tattica e capacità reale dei giocatori: passaggi sbagliati, tagli mancati, pressing inefficace. Il risultato è che si coglie una coerenza apparente, ma è totalmente assente la sostanza. La forma c’è, ma il gioco non punge.
  19. E di questo gliene va dato atto, ma l' esperienza di Tudor alla Juventus dimostra che la gestione dei compromessi tecnico-tattici è una delle sfide più complesse del calcio moderno e che la sua scelta di correggere le lacune senza stravolgere il modulo ha portato a un paradosso: la squadra applica i suoi principi di gioco, ma non esprime pienamente il proprio potenziale offensivo. Talento e abbondanza senza gestione tattica flessibile rischiano di sedimentare mediocrità.
  20. Verissimo. Qualsiasi modulo scelga la Juventus oggi porta con sé compromessi, perché la rosa non offre interpreti ideali per ogni ruolo chiave, soprattutto sui quinti e sui terzini. Per come è stata allestita la rosa non sembra esistere modulo “perfetto”: ogni scelta comporta compromessi. La chiave, secondo me, è adattare i compiti ai giocatori, limitare il dispendio dei terzini/quinti, sfruttare le mezzali e trequartisti per ampiezza e copertura, e modulare Yildiz per non castrare le sue doti offensive. In pratica, la Juventus dovrebbe pensare più a principi di gioco adattabili che al modulo puro: aggressività, transizione rapida, equilibrio difensivo e ampiezza potrebbero essere garantiti anche dagl' interpreti presenti, ma ad oggi e dopo mesi di lavoro non vedo ancora questi correttivi.
  21. Verissimo. Qualsiasi modulo scelga la Juventus oggi porta con sé compromessi, perché la rosa non offre interpreti ideali per ogni ruolo chiave, soprattutto sui quinti e sui terzini. Per come è stata allestita la rosa non sembra esistere modulo “perfetto”: ogni scelta comporta compromessi. La chiave, secondo me, è adattare i compiti ai giocatori, limitare il dispendio dei terzini/quinti, sfruttare le mezzali e trequartisti per ampiezza e copertura, e modulare Yildiz per non castrare le sue doti offensive. In pratica, la Juventus dovrebbe pensare più a principi di gioco adattabili che al modulo puro: aggressività, transizione rapida, equilibrio difensivo e ampiezza potrebbero essere garantiti anche dagl' interpreti presenti, ma ad oggi e dopo mesi di lavoro non vedo ancora questi correttivi.
  22. Capisco, d' altra parte la difficoltà rimane la stessa: dare identità a un gruppo composto da individui con caratteristiche diverse. Il contesto cambia, certo (qualità dei giocatori, risorse, pressioni ecc), ma la sfida di fondo è quella. Si può dire che ci sia una sorta di responsabilità proporzionale, perchè un allenatore professionista ha mezzi, staff e stipendi ben diversi, quindi è legittimo che ci si aspetti da lui una capacità di adattamento superiore rispetto a chi lavora a livello dilettantistico o giovanile. Se un tecnico riesce a dare principi chiari e adattabili a ragazzi che magari si allenano 3 volte a settimana, allora a maggior ragione un professionista deve riuscire a farlo con giocatori che vivono di calcio 24 ore su 24. Questo rafforza in me la sensazione che il problema non sia tanto la rosa, ma la capacità di gestione di Tudor.
  23. Io credo che la Juventus dispone di una rosa ampia e ricca di soluzioni, ma paradossalmente questa abbondanza sta diventando un limite. Ogni cambio di giocatore comporta infatti un adattamento dei principi di gioco e della struttura tattica, e la squadra fatica a trovare risposte rapide alle variazioni in campo. Tudor continua a sembrare non abituato a gestire un eccesso di alternative e a coordinare efficacemente una rosa così variegata. Perchè poi quando un allenatore non può influenzare completamente il mercato, la sua efficacia passa dalla capacità tattica: deve essere in grado di modellare il gioco in funzione delle caratteristiche dei calciatori a disposizione. Al momento, questa capacità appare assai limitata. Io vedo una certa difficoltà nel gestire la rosa e una tendenza a cercare alibi esterni, probabilmente per attenuare le conseguenze della propria inesperienza. Parlare genericamente di “dare un gioco” senza considerare le differenze tra titolari e alternative rischia di essere fuorviante: se le caratteristiche dei sostituti non sono coerenti con il modulo e i principi del titolare, diventa complesso mantenere un’identità tattica stabile e di livello. In sintesi, la gestione della rosa e l’adattamento tattico rimangono punti critici. Per me la chiave per migliorare sarà saper creare soluzioni dinamiche in base alle caratteristiche dei giocatori disponibili, senza compromettere la coerenza del modello di gioco.
  24. Dalia91

    [Live] Juventus - Manchester City 2-5

    Cosa siamo diventati?!
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.