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Oleg

Argentini in bianconero

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Trattasi, forse, del capitolo più ampio all'interno del mondo degli stranieri della Juventus. Un'impresa improba riassumerli tutti. A voi:

 

MAURO MARCHISIO: Nella stagione di 1a Categoria 1913-1914, prima del contemporaneo italiano Claudio Marchisio e prima del resto di quasi tutti ci fu Mauro Marchisio, attaccante, che fece 5 gol in 5 presenze ufficiali, a cui si aggiungono altre 4 reti in alcune amichevoli. Numeri importanti per il calcio d'epoca.

 

ERNESTO INOCENCIO BOGLIETTI: Giocò con la Juventus nel triennio 1913-1916, agli albori, realizzando un totale di ben 22 gol su 35 presenze; numeri altissimi per l'epoca. Era detto Boglietti I per distinguerlo dai fratelli Romulo ed Ottavio, rispettivamente Boglietti II e III. Proseguì in seguito, sempre a Torino, nel Torino, con l' U.S. Torinese ed infine col Savona.

 

ROMULO BOGLIETTI: Per lui che al contrario del fratello Ernesto era un mediano, si contò solo un biennio bianconero, dal 1913 al 1915, con 3 gol su 24 presenze, prima di trasferirsi al Genoa e poi al Torino.

 

EDMONDO DELLA VALLE: Nel biennio 1928-1930 la Juventus ingaggia dal Foggia la mezzala Della Valle, che con noi realizza 2 gol in sole 15 presenze totali. E' da ricordarsi, però, come il primo oriundo in assoluto della nostra storia. Era la riserva di Federico Munerati ed a fine biennio fu ceduto al Bari.

 

EUGENIO CASTELLUCCI: Centrocampista difensivo arrivato dal Chacarita Juniors, disputò con noi solo 2 gare nella stagione 1930-1931 e senza segnare ma vincendo comunque lo scudetto. A fine stagione tornò da dove era venuto e se ne persero le tracce.

 

JUAN FELIX JOSE' MAGLIO: Vestì la nostra maglia nella sola stagione 1931-'32 col ruolo di attaccante. Fece 6 gol in 17 presenze e pur da riserva vinse lo scudetto, poi tornò in Argentina.

 

RAIMUNDO BIBIANI ORSI: Detto "Mumo". Fu storico attaccante argentino, naturalizzato italiano sotto il fascismo, che con la maglia della Juventus (acquistato dopo una preziosa vetrina olimpica ed un contratto d'oro per l'epoca) giocò dal 1928 al 1935 realizzando addirittura 76 gol in 177 presenze ufficiali e conquistando anche un Mondiale con la maglia azzurra, oltre che ben 4 scudetti con la nostra maglia e sfiorandone anche un quinto, poi vinto comunque dalla Juve, che lui dovette "abbandonare" per far ritorno in patria al capezzale materno. Rimase in Sud America per il resto della carriera ma si consegnò alla storia come uno dei più forti attaccanti dell'epoca e della nostra storia.

 

RENATO CESARINI: Uno degli oriundi forse più famosi del calcio italiano, attivo in bianconero dal 1929 al 1935. Natìo di Senigallia e quindi italiano ma trasferitosi con la famiglia poverissima a Buenos Aires già nei primi mesi di vita, prese dunque anche la nazionalità argentina. Come trequartista ed attaccante segnò con noi un totale di 46 gol su 128 presenze totali, vincendo ben 5 scudetti e guadagnandosi anche la Nazionale con cui, in un match contro l'Ungheria, segnò un gol all'ultimo minuto grazie al quale, bissando un'analoga prodezza avvenuta in Campionato poco tempo prima, venne creato il mito della "zona Cesarini" per indicare i gol realizzati negli ultimi minuti di gioco. Terminate le sue stagioni juventine tornò in Argentina per poi ritornare ancora da noi come allenatore nel biennio dal 1946 al 1948. Un mito assoluto.

 

LUIS FELIPE MONTI: Mediano storico della Juventus dal 1931 al 1938, duro nella marcatura e resistentissimo all'urto dei falli altrui, soprannominato "Armadio a due ante" per via della possenza fisica, collezionò con la nostra maglia ben 225 presenze ufficiali e 19 gol, vincendo un Mondiale con la Nazionale italiana, da oriundo, dopo averne sfiorato uno quattro anni prima con l'Argentina. Vinse anche ben 4 scudetti in bianconero ed 1 Coppa Italia, dimostrando sempre grande professionalità e voglia di fare. Si ritirò nel '38 ma nel '42 tornò da noi come allenatore, salvo poi passare al Varese. E' a tutt'oggi un mito assoluto della storia juventina.

 

RAUL MEZZADRA: In due diverse stagioni, 1940-1941 e 1943-1944, Mezzadra, attaccante e oriundo, disputò con noi due amichevoli rispettivamente contro Inter e Biellese mentre era un calciatore prima del Torino e poi dell'Asti. Giocò anche con Bari e Venezia.

 

EVARISTO VICENTE BARRERA: Fu allenatore e giocatore argentino. L'attaccante giunse in Italia nel '39, indossando la maglia della Lazio, poi giocò con Napoli e Ascoli fino allo scoppio della guerra, quando fu costretto ad alternarsi in piccole esperienze calcistiche nostrane senza grande costrutto. Fu proprio in questa stagione, quella del 1944-1945, che Barrera giocò un'amichevole estiva con la Juventus, mentre in realtà militava nel Gozzano. Passò poi alla Cremonese ed infine divenne allenatore del Novara.

 

REINALDO FIORAMONT MARTINO: Trequartista elegante in campo quanto silenzioso e malinconico nella vita, proveniente in età non più verdissima dal San Lorenzo de Almagro e già vincitore di due Coppe America con la maglia argentina, nel 1949-'50 realizzò ben 18 gol in 33 presenze ufficiali, permettendo alla Juventus la conquista di uno scudetto da molto tempo atteso dopo anni di comprimariato, sotto la guida del tecnico Jesse Carver e la presidenza Agnelli e guadagnandosi per altro il nomignolo di "Zampa di velluto". Divenne oriundo e fu dunque convocato anche nella Nazionale italiana ma a fine stagione la moglie, mai ambientatasi in Italia, lo costrinse al veloce ritorno in patria.

 

EDUARDO RICAGNI: Altro oriundo, attivo con la nostra maglia per la stagione 1953-1954 nel ruolo di attaccante. Poco prestante, non molto tecnico, indolente e mai molto amato dallo spogliatoio, si mise in luce come una sorta di Inzaghi ante litteram, dimostrando in campo doti da opportunista con gran fiuto del gol e realizzando ben 17 reti in 24 presenze ufficiali prima di essere ceduto al Milan ed in seguito al Torino ed al Genoa.

 

JOSE' GIARRIZZO: Stagione 1954-'55: 2 sole amichevoli per lui ed 1 gol. Era un attaccante in possesso di doppia nazionalità ed in prestito dal Palermo ma la Juventus preferì declinarne l'acquisto, ergo fu ingaggiato dalla Pro Patria.

 

RAUL CONTI: Attivo con noi nella stagione 1956-1957 nel ruolo di trequartista funambolico e dribblomane, realizzò 7 gol in 30 presenze totali in una Juventus a dir poco "critica", persa in una lunga fase di transizione e che si salva appena, per altro anche grazie ad uno dei suoi gol (contro il Palermo: 6-4). A fine stagione, anche per via di un carattere poco deciso e quindi inidoneo al club che la Juventus voleva forgiare, fu ceduto all'Atalanta.

 

JORGE RUBENS PIOTTI: Attaccante di evidenti origini italiane, giocò in Italia un'amichevole che la Juventus disputò contro il Legnano nel 1960, alla fine della stagione calcistica nostrana ma tutta la sua carriera si svolse in Canada e negli Usa.

 

HUMBERTO JORGE ROSA: Centrocampista in arrivo dal Padova, militò con la Juventus nella sola stagione 1961-'62, segnando 2 gol in 18 presenze ufficiali nel ruolo di centrocampista e soprattutto nella vana speranza di rinverdire i fasti di Boniperti, nel frattempo ritiratosi. La stagione juventina andò male, nonostante vi giocassero Charles e Sivori e la Juventus arrivò tredicesima. Rosa farà però in tempo a segnare anche 2 gol in Coppa dei Campioni (eliminati dal Real Madrid nello spareggio della terza gara dei quarti) ed 1 in Coppa Italia (eliminati dalla Spal).  

 

SALVADOR CALVANESE: Brevissima parentesi bianconera per questo attaccante proveniente da Genoa e Catania: nella primavera del 1962, infatti, Calvanese arrivò in prestito alla Juventus per disputare la Mitropa Cup, dove però fece solo panchina. Di ritorno al Catania, fu in seguito ceduto all'Atalanta dopo una lunga querelle col club etneo.

 

ANTONIO VALENTIN ANGELILLO: Il 15/05/1962 va in scena l'amichevole tra la nostra Juventus e la Nazionale ungherese ed Angelillo, in prestito, la disputa con la nostra maglia. Finirà 2-0 per i magiari. Angelillo, tuttavia, fu bomber ed oriundo storico con le maglie di Inter, Roma, Milan e, infine, Genoa: un campione assoluto del calcio italiano ed argentino che ci onorò comunque di una sola singola partita.

 

ENRIQUE OMAR SIVORI: 1957-1965: Parliamo dell'Olimpo della storia bianconera. "El Cabezon", come veniva chiamato per via del testone e del corpicino basso,  segnò 135 gol su 215 presenze con la Juventus. Indole burrascosa, da vero sudamericano sanguigno ma dotato di estro fenomenale, Gianni Agnelli ebbe a dire di lui: "Sivori è ben più di un fuoriclasse; per chi ama il calcio è un vizio". Sivori era quasi totalmente mancino, micidiale col suo piede, dotato di gran dribbling, visione di gioco e a dir poco imbattibile in coppia col suo amico ed alter ego gallese John Charles, che caratterialmente ne era invece agli antipodi. Sivori formò con lui e con Giampiero Boniperti il cosiddetto "trio magico" juventino e vinse in bianconero ben 3 scudetti, 3 Coppe Italia ed 1 Coppa delle Alpi, entrando anche, da oriundo, nella Nazionale italiana. Se ne andò al Napoli nel 1965 a causa degli insanabili contrasti col rigoroso tecnico paraguagio Heriberto Herrera.

 

LUIS ANTONIO CARNIGLIA: Aveva già allenato Real Madrid, Fiorentina, Roma e Milan ma come allenatore della Juventus agì solo nel breve periodo ad inizio dell'anno 1969 e fu poi esonerato dopo sole 6 giornate a causa dei pessimi risultati e del cattivissimo rapporto coi giocatori della rosa, tra cui Anastasi e quindi sostituito da Ercole Rabitti. Quella Juventus arrivò alla fine terza.

 

VICTOR D'AGOSTINO: Centrocampista e oriundo che disputò tre amichevoli estive con la prima squadra, proveniendo direttamente dal settore giovanile, in prestito dalla Viterbese. Correva la stagione 1987-1988 e si sa praticamente nulla del suo seguito.

 

JUAN PABLO SORIN: Terzino promettente che non mantenne quanto si sperava. Fu una meteora nella stagione 1995-'96, scendendo in campo solo 5 volte e senza gol. A fine stagione tornerà in patria, al River Plate, per poi passare di club in club sino a tornare in Europa, nella Lazio e poi al Barca, al PSG, Villareal ed Amburgo.

 

JUAN EDUARDO ESNAIDER: Arrivò alla Juventus nella stagione 1999-2000 dall'Espanyol, pagato tantissimo e con la fama del bomber bizzoso, ribelle ma ricco di talento eppure Esnaider si mise in luce più per la fama di donnaiolo che per la qualità del suo gioco. Fumoso e sciupone, infatti, Esnaider, gravato anche dal suo caratteraccio, realizzò solo 16 presenze e senza gol, se non 1 in Coppa Uefa contro i ciprioti dell'Omonia Nicosia ed 1 in Coppa Italia. Fu ceduto dopo 1 anno al Real Saragozza ed attualmente allena il Jef Chiba Utd. nella serie cadetta giapponese.

 

MAURO GERMAN CAMORANESI: Arrivò nella Juventus dopo un biennio nel Verona che era praticamente uno sconosciuto. Argentino da sempre militante nel campionato messicano, dimostrò invece un carattere grintoso ed una classe davvero sorprendente. Ala destra tecnica, capace di saltare l'uomo ed ottimo sia negli assist che negli inserimenti, divenne oriundo e con la maglia dell'Italia vinse anche il nostro ultimo Mondiale. Dal 2002 al 2010 con la nostra maglia, serie B compresa (post-Farsopoli) realizzò 27 gol totali in 224 presenze ufficiali vincendo anche 2 scudetti e 2 Supercoppe italiane. Andò allo Stoccarda nel 2011, ormai vecchio e poi chiuse la carriera in patria, nel Lanus.

 

SERGIO BERNARDO ALMIRON: Dal 2007 al gennaio del 2008 colleziona con noi solo 9 presenze ufficiali senza gol. Almiron era un play di grande profitto nei club di provincia (Udinese, Empoli e Verona prima; Fiorentina, Bari e Catania dopo) coi quali fece sempre bene ma nella Juventus patì il salto di qualità e fu ceduto già nel mercato invernale, destinazione Monaco.

 

PABLO DANIEL OSVALDO: Con noi solo dal gennaio 2014 sino a fine stagione, proveniente in prestito dal Southampton e dopo ottimi trascorsi soprattutto nel Lecce, nella Fiorentina, Espanyol e Roma, giunse in bianconero facendo soprattutto panchina in quanto privo della necessaria condizione fisica. Per lui si contarono solo 11 presenze ed 1 gol, inutile, per altro alla "sua" Roma.

 

ROBERTO MAXIMILIAN PEREYRA: "El Tucumano", centrocampista esterno sinistro o mezzala, giunse dall'Udinese dopo un buon trascorso friulano e disputò con noi il biennio 2014-'16, realizzando 4 gol in 48 presenze ufficiali. Onesto mestierante e nulla più, dotato di discreta falcata ma privo di tiro, fu poi ceduto agli inglesi del Watford, dove gioca tutt'ora.

 

CARLOS ALBERTO TEVEZ: Idolo indiscusso del Boca Juniors nonchè simbolo dei quartieri più poveri di Buenos Aires, da cui Fuerte Apache da lui citato, "Carlito" ha giocato nella Juventus nel biennio 2013-2015 realizzando 39 gol in 66 gare ufficiali dopo un clamoroso ingaggio dal Manchester City per la risibile cifra di 9 mln. Tevez ha la fama esagerata del cattivo ragazzo ma si mette in mostra per la "garra" grintosa con cui gioca le sue partite e la classe indiscutibile delle sue giocate, che ne fanno un attaccante come pochi al mondo. Con noi vincerà 2 scudetti ed 1 Coppa Italia ma perderà la finale di CL contro il Barcellona, prima di tornarsene in patria in preda alla nostalgia di casa.

 

GUIDO NAHUEL VADALÀ: Giunto nel 2015-2016 dal Boca Juniors nell'ambito del trasferimento di Tevez al club argentino, giocherà come attaccante solo nella nostra Primavera e senza lasciar traccia alcuna. Tornato subito in patria, ora gioca in Cile.

 

GONZALO GERARDO HIGUAIN: E' storia recente. Bomber di assoluto livello, campione argentino con la maglia albiceleste e protagonista prima con la maglia del Real Madrid (107 gol in 190 presenze totali) e poi con quella del Napoli (dove diviene un idolo con 71 gol in 104 presenze) diventa un caso al limite dell'ordine pubblico quando "El Pipita" viene acquistato dalla Juventus per la cifra monstre di 90 mln di euro (un record per la Serie A sino ad allora, poi superato dai casi Pogba al Manchester Utd e C.Ronaldo). Con la Juventus gioca il biennio 2016-2018 facendo una grande prima stagione ed una seconda annata in calo, soprattutto a partire da gennaio. Per lui saranno comunque 40 gol in 73 presenze, non pochi e tra di essi, più di tutti, viene ricordato il colpo di testa con cui la Juventus sconfigge l'Inter e vince lo scudetto in volata proprio sul Napoli. Come noto è stato poi ceduto in prestito prima al Milan e poi, da gennaio di questa stagione, al Chelsea. Con noi ha vinto 2 scudetti e 2 Coppe Italia.

 

PAULO BRUNO DYBALA: ...

 

 

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