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deep8

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    Pulcino

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    Juventus

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  1. deep8

    Verde speranza, verde di rabbia

    21 Marzo 2018, Skriniar. "Spero che il Napoli vinca lo scudetto." 28 Febbraio 2018, Totti. "Per lo scudetto, tifo Napoli." 8 Febbraio 2018, Miccoli. "Per lo scudetto, spero il Napoli." 2 Febbraio 2018, Pecoraro. "Spero che il Napoli vinca lo scudetto." E così via, senza citare tutti gli altri, da Ronaldo a Tare, da Maradona ad alcuni professionisti il cui diritto di opinione, confesso, a volte tende a rendermi scettico sui principi della democrazia. La speranza, si è sempre detto, è l'ultima a morire. Mai sentenza fu più sbagliata. La Juve è l'ultima a morire. Letteralmente. E lo dimostriamo costantemente, nelle vittorie, vedi Lazio e Inter. E nelle sconfitte, quelle più pesanti sempre all'ultimo minuto, vedi Monaco, Madrid e Napoli. Eppure, mai come quest'anno, il concetto di Juve ed il concetto di speranza sono stati allontanati. Perché il mostro che ha rubato la speranza agli avversari, alla lunga, stanca. Lo stesso mostro che incarna il capro espiatorio per le loro sconfitte. E allora tutti a pregare affinché il principe azzurro abbatta il mostro. E, a dirla tutta, l'occasione l'ha anche avuta. Il cavaliere ha avuto la possibilità di decapitarci, c'era arrivata ad un passo. Certo, per la via ha sacrificato tutto ciò che aveva di più chiaro, ma non importava. Si era arrivato a quel momento. Al momento dell'abdicazione. Il regno stava per essere liberato dalla tremenda oppressione del giogo bianconero. Ma le favole ci hanno dato un insegnamento. Alla fine, i buoni vincono sempre. E allora vuoi vedere che, se sono anni che il mostro sopravvive nonostante tutti cerchino di ucciderlo, alla fine tanto cattivo non è? Vuoi vedere che, alla fine, il mostro cresce anche, e soprattutto, a causa dei cittadini del regno che, segretamente, lo guardano con timore e rispetto? E vuoi vedere che, alla fine, alla fine è sempre la fine giusta che la storia scrive? Perché, sempre alla fine, il verde speranza è tremendamente simile al verde rabbia che si ottiene dal fatto che, a vedere vincere sempre il mostro, la bile sale. Ed anche la nostra gioia.
  2. deep8

    Io sono il Demonio

    Il becero esiste ovunque. Nelle persone, che tali non dovrebbero essere definite, che inneggiano al Vesuvio a quelle che lanciano uova marce e instillano odio addirittura nei bambini verso UNA SQUADRA DI CALCIO. Perchè, alla fine, di calcio si tratta. Ci emozioniamo, soffriamo e gioiamo, ma sempre un gioco è. A Napoli si ha la pretesa che una sfera sia simbolo di rivalsa sociale. Ed è quello che io mal digerisco.
  3. deep8

    Io sono il Demonio

    Io sono il Demonio. Così, almeno, mi dipingono. Arroccato, nelle loro convinzioni, al buio di una casa costruita con mattoni o ossa di coloro che hanno ostacolato il mio cammino. "Non puoi festeggiare lo scudetto, povero diavolo. Dio ti ha punito, spedendoti all'inferno, lontano dalla luce che sempre hai ammirato." Come se a me interessasse poter scendere in piazza e festeggiare. Avevo cinque anni quando scelsi il bianco ed il nero in mezzo ad un mare di azzurro. E lo feci perché, lo saprete meglio di me, il Diavolo ama la contraddizione. O, almeno, è quello che dicono di me. I motivi per i quali ho abbracciato la Signora sono molto, molto più semplici. Sin da piccolo, ho mal sopportato gli eccessi. Ho mal sopportato l'ostentare. Ho mal sopportato il clima di completa simbiosi con cui la mia città, che tanto amo per altri svariati aspetti, si rapporta al calcio. "Il calcio è un sistema corrotto. Un inferno. E all'ultimo girone, sul trono, c'è la Juventus. E tu, se la sostieni, sei parte del male." Io ho sempre avuto un insegnamento, da mio madre. Dal male, non può nascere nulla di buono. A proposito di nascite, vidi la luce il 4 Dicembre del '93. Esattamente un anno dopo, Del Piero fece ciò che fece in un Juve-Fiorentina destinato alle gallerie d'arte. Come può tanta bellezza nascere dalla corruzione? Non può. Come lo stile che mi fece innamorare della classe bianconera non poteva avere radici oscure. "Ma come fai a tifare per coloro che ogni Domenica invocano il Vesuvio?" Cosa volete che siano due gocce di fuoco per Lucifero? Efesto mi spiccia casa, lo dicevo sempre ai miei fratelli. Come dicevo che non poteva essere l'idiozia di pochi ad impedirmi di ammirare quello che, davvero, il cuor mio desiderava. Perché anche il Diavolo ha un cuore. Ed essere uno juventino a Napoli, talvolta, è davvero un inferno. Lo è ogni volta che mi sento accusato di rubare. Rubare partite, rubare sogni, come il Diavolo ruba vite. Lo è ogni qualvolta vado a vedere una partita in un luogo pubblico e devo leggere l'ansia dipinta negli occhi di mia madre, timorosa che qualcuno possa farmi del male. Lo è ogni volta che vedi festeggiare la sconfitta bianconera più che la vittoria azzurra. Lo è ogni volta che ti danno del Demonio. Ma è una sofferenza che accetto volentieri, perché so che, in realtà, la lontananza dal Paradiso è il modo che ha scelto mio padre per darmi una lezione. Perché se è vero che per alcuni sono il Diavolo, allora la Juve, che mi ha donato questo status suo malgrado, è colei che mi ha generato. E se è vero che devo vivere l'inferno, sarà ancora più dolce il paradiso. Perché sono stati anni di gioie, di gioie immense. Anni in cui sembrava tutto bruciato, anni in cui si è diventati fenici, rinascendo. E, in particolare quest'ultimo, anni in cui temevo di dover viverlo per davvero, l'inferno. Ed invece, da bravo Diavolo, l'unica preoccupazione che avrò ora sarà dover cambiare, scaramanzia a parte, il mio numero da 666 a 777. Grazie, ragazzi. Grazie davvero.
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