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Schizo

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  1. Ciao eracle, In realta non saprei, siccome per rispondere alla tua domanda, bisogna poter valutare quotidianamente anche il processo di crescita ed evoluzione del giocatore (nel senso che i potenziali miglioramenti devono poi avvenire, non possono solo essere evidenziati). Quindi, ragionando su preferenze e criteri puramente personali, ti risponderei prima trequartista e poi esterno di destra atipico. Secondo me, comunque, il discorso e'piu ampio. Per primo, l'espressione di certe caratteristiche sono maggiormente correlate allo stile di gioco della squadra che al ruolo del giocatore, come per esempio la progressione. Ovviamente un gioco con zona di recupero palla medio-bassa, agevola i portatori di palla come Kulu. Secondo, ce anche il discorso del contesto. Osservavo Kulusevski durante la partita contro il Verona, e ho notato che ogni volta che voleva fare un movimento, prima guardava dove e come si muoveva Ronaldo. In altre partite invece, doveva pure svolgere compiti difensivi sul regista di turno. E'ovvio che se riempi la testa di un 20enne con tutti questi compiti tattici (sia in fase di possesso che non), allora riduci sensibilmente le possibilita del giocatore per esprimere il proprio gioco. Ma purtroppo, questa e'una necessita della stagione. Attualmente, e credo succedera fino a fine stagione, Kulusevski verra impegnato principalmente come tappa-bucchi.
  2. Secondo me, Kulusevski possiede una sensibilita cinestetica sopra la media, sensibilita che viene principalmente espressa durante il duello, specialmente se entra in contatto fisico col avversario, dove puo sfruttare una straordinaria capacita di reazione e trasformazione motoria dei ''cues'' inerziali dell'avversario (i quali vengono percepiti attraverso il senso tattile). Basta osservare le sue modalita nei cambi di direzione. Ripeto, se durante un duello, Kulusevski entra in contatto fisico con l'avversario, le probabilita che lo vinca aumentano in modo esponenziale. Lo svedese possiede anche un'ottimo gioco di mani, caratteristica che non e'un esclusiva dei difensori. Nel gioco spalle alla porta, sul quale viene spesso criticato, Dejan esprime un buon livello di inventiva nelle sue azioni. Nella tattica individuale invece, di questa modalita di gioco, potrebbe e deve migliorare. Qualita migliori, visione di gioco, progressione e tempi di scarico. Tecnicamente da migliorare sul primo controllo, sui cross e sulla varieta delle soluzioni di tiro.
  3. Secondo me, la Juve nella partita contro il Napoli non ha fatto una cattiva prestazione, ma il bello e il cattivo tempo. Vorrei fermarmi su tre problematiche, venute fuori specialmente nel primo tempo: 1) Tagli offensivi non sfruttati: Dopo un giro palla lento effettuato da parte della Juve, Bentancur vede il taglio di Cuadrado, ma invece di servirlo per cercare di velocizzare l'azione (ripeto, la Juve faceva gia da qualche minuto un possesso conservativo), appoggia su De Ligt, dando continuazione ad un possesso passivo del pallone. 2) Errori tecnici: Questo puo sembrare un passaggio banale, ma in questa tipologia di passaggi si evidenzia spesso un errore tecnico che rappresenta una causa frequente di un possesso conservativo, cioe la ricezione sul ''front foot''. Se osservate attentamente, Bentancur passa la palla sul piede sinistro di Rabiot (che in questo caso e'il suo ''front foot''), cosi da non permettergli una apertura del corpo in avanti ed il francese infatti, effetua un retropassaggio. Azione per far progredire il possesso sprecata, mentre c'erano le dinamiche spazio-temporali per andare avanti, siccome Rabiot non aveva una forte pressione addosso e il riferimento personale sul francese (in questa situazione Insigne) si stava staccando. Questo e'uno dei motivi (quando faccio riferimento a Xavi), per il quale lo spagnolo non era mai banale nemmeno nei suoi passaggini a due metri, ma anche in essi, veniva rispecchiata tutta la sua intelligenza calcistica. 3) Troppe ricezioni ''sui piedi'': Anche in questa azione di gioco, la Juve sta gia effettuando un giro palla lento da qualche minuto. Osservate pero la postura di Bernardeschi, con il suo ''body language'' sta comunicando al portatore di palla (De Ligt) che vuole la palla sui piedi. L'olandese pero lo serve nello spazio per velocizzare la manovra, offrendogli un passaggio davvero delizioso. Ovviamente, a causa della postura errata, Bernardeschi non potra acquisire un momentum favorevole, e Mario Rui arrivera primo sul pallone di qualche metro, quel metro perso dalla mancata superiorita dinamica che puo essere generata solo da una giusta apertura del corpo per aggredire lo spazio. Provocazione: Bentancur e Rabiot dovrebbero imparare da Danilo come si fa il centrocampista. Partita mostruosa del brasiliano, mentre i nostri due mediani sono stati troppo scolastici nelle loro scelte. In ogni caso, per quanto riguarda la verticalita attraverso passaggi, questa e'stata ricercata principalmente dai giocatori della linea difensiva, cioe Danilo, Chiellini e Cuadrado. E a dir la verita questo e'un trend che si manifesta fin da inizio stagione, siccome le verticalizzazioni sono effettuate spesso dai vari Bonucci, Cuadrado e Danilo. Mentre per i giocatori della seconda e terza linea, la verticalita viene ricercata principalmente attraverso ''carries of the ball''. I vari Rabiot, Chiesa, Kulusevski, Morata etc., sono portatori di palla, e questa tipologia di azione e'la loro principale fonte di verticalita alla manovra. Queste azioni vengono spesso facilitate da una zona di recupero palla mediamente piu bassa, come e'successo per esempio nell'azione del tiro di Bernardeschi nel primo tempo, dove Chiesa porta palla per 20-30 metri dopo un recupero di Chiellini o del tiro di Ronaldo sul contropiede di Morata.
  4. Si parla spesso di velocita di esecuzione, e cosi vorrei aprire un topic sulla possibile evoluzione del dribbling, un gesto tecnico che personalmente mi ha sempre incuriosito ed appassionato. Vorrei iniziare il mio ragionamento, utilizzando come esempio le modalita di dribbling di un giocatore preciso, in questo caso, Robben. Si scrive spesso che Robben faceva sempre la stessa giocata, era prevedibile, ma i difensori raramente potevano fermarlo. In realta non e'cosi. Robben non era prevedibile, era semplicemente un ''Master of the Basics''. Questo che cosa significa? Significa che il punto forte dei suoi dribbling, non riguardava la varieta di soluzioni nell' esecuzione motoria del gesto (come croqueta, drag-back, elastico, step-over etc.), ma nei sui processi mentali, in particolare nella sua capacita di leggere e reagire velocemente ai ''cues'' dei body-patterns dell'avversario ed attaccarlo sul ''contro-tempo''. Questi ''cues'' possono essere di varia natura, come la frequenza della battitura, l'angolazione della corsa di pressione, il tempo di decelerazione della corsa, la rotazione della caviglia nell'intervento, l'allineamento tra hips-shoulders etc. Ripeto, secondo me, Robben non era prevedibile, aveva una capacita di leggere i cues straordinaria, in qualsiasi situazione. Il video seguente ne e'la prova, dove non ci sono step-overs, flicks or tricks, ma dribbling semplici, lineari ed efficaci. Un'altro esempio pratico, e' il famoso dribbling di Messi su Boateng. Osservate il momento preciso nel quale Messi cambia direzione, coincide esattamente con il momento nel quale Boateng ruota la propria caviglia del piede destro per effetuare l'intervento. Ovvimanete Messi e'un giocatore globale, ma anche lui e' un ''Master of the Basics''. Il video del dribbling di Messi contro Boateng (min. 9:02): In un calcio moderno, dove la velocita di esecuzione assume sempre maggiore importanza, dove il gesto eseguito in velocita fa spesso la differenza, secondo me, l'evoluzione del dribbling sara sempre piu focalizzata sull'efficacia, quindi basata sull'atleticismo e la velocita dei processi mentali. Il prototipo di tale giocatore nel calcio odierno, secondo me e'Sterling, un calciatore di cui i dribbling si basano molto sul cogliere il difensore in contro-tempo (spesso corsa in decelerazione), per aggredirlo poi con improvise accelerazioni. Bisogna sottolineare anche lo sviluppo di strumenti di ''performance analysis'' del duello, come per esempio i ''quadrants'', per poter aiutare il calciatore a percepire la possibile superiorita dinamica e lo spazio ottimale per indirizzare il proprio dribbling. Che ne pensate? E"giusta questa iper-focalizzazione sull'efficacia? Che cosa succedera poi al'estro e la fantasia? Qual'e', secondo voi, l'evoluzione del gesto tecnico che ci ha fatto innamorare di questo sport?
  5. Ciao baggio, Ti ringrazio per la gentile risposta. Per quanto riguarda la tua definizione sul talento ''...il vero talento fa le così più difficili.con estrema naturalezza. Cioè fa sembrare le cose difficili di una facilità disarmante.'', secondo me, e'una definizione per identificare il giocatore talentuoso, ma non descrive che cos'e' il talento di per se. Ma ripeto, il termine talento e'un termine fluido, dove bisogna integrare il classico discorso di ''nature vs nurture'', discorso interessante, ma complicato. Condivido invece al 100% la tua seguente affermazione: ''penso che il dribbling sia una combinazione dei vari aspetti: quello percettivo (comprensione del gioco), di creatività (nel trovare la soluzione giusta), e infine al rapporto con la palla (per eseguire il gesto tecnico che hai pensato). Penso che il gesto tecnico è solo la punta dell'iceberg , di un processo cerebrale di percezione/elaborazione/ decisionale. '' Ma qui vorrei aggiungere una caratteristica, che secondo me, e'comune in tutti i grandi atleti, ed e'quella della propriocettivita. Secondo me, nel calcio non si puo realmente ''insegnare'', nel senso che l'allenatore non puo offrire steps precisi per l'acquisizione di una nuova abilita motoria (come il dribbling), ma solo consigli sotto certi aspetti, come per esempio sulla meccanica dell'esecuzione di un certo gesto tecnico. Quando un giocatore prova per la prima volta ad eseguirie una nuova abilita motoria, all'inizio cerca di comprenderla e capirla, cioe mette in funzione i processi logici, ''pensa'' e poi esegue. Ma qual'e'il vero momento, che il giocatore inizia ad interiorizzare (''a fare suo'') un nuovo movimento? Quando inizia a ''sentirlo''. E qui entra in ballo la propriocettivita. Per passare dal ''pensare'' al ''sentire'', il calciatore deve avere una capacita elevata di lettura dei suoi stimoli interni (propriocezione), caratteristica primaria, secondo me, di tutti i grandi atleti.
  6. Ciao baggio, Ottima analisi, come sempre. Mi ha colpito la tua frase ''dote innata''. Sarebbe interessate aprire una discussione su cosi significhi esattamente il talento. Secondo me. e'un termine estremamente fluido, che se ognuno dovesse scrivere una sua definizione, nessuna sarebbe uguale. Di solito, la dimensione del talento, viene decontestualizzata e data assoluta priorita. Ma secondo me, il calciatore deve essere percepito in maniera multidimensionale, non solo sulla dimensione del talento. Mi piacerebbe quindi, sapere che cosa intendi esattamente tu con la frase dote innata? Ti riferiscie alla relazione tecnica col pallone, alla creativita, alla comprensione del gioco, una combinazione di vari aspetti etc.?
  7. Ciao PR20, E'sempre un piacere leggere risposte che esprimono un'opinione diversa, siccome danno vita ad un dibattito costruttivo. Volevo precisare che il mio ragionamento non mette in contrapposizione i ''tricks'' con la velocita di pensiero, ma ho parlato di focalizzazione maggiore nello sviluppo del dribbling per quanto riguarda il calciatore del futuro a tutti i livelli (medio, buono, ottimo, fuoriclasse etc.). E secondo me, questa focalizzazione sara sempre piu concentrata sulla velocita dei processi mentali e i gesti saranno sempre piu ingegnerizzati. Per esempio, un'aspetto che non ho sottolineato e'il ''quando'' il difensore entra in duello. Quindi, ci possono essere specifici ''triggers'', come lo smarcamento di un compagno che libera uno spazio dove puoi dopo indirizzare il dribbling, per determinare la frequenza della scelta del duello durante una partita. Quindi, piu meccanizzazione, meno fantasia/estro e liberta di scelta. In sintesi, e'vero, il duello e'in sostanza un duello di equilibrio e l'attaccante provera sempre di creare una dinamica di sbilanciamento. Molte volte, come nel caso di Messi, si indirizza il dribbling in una direzione di ''inganno'', per poi eseguire il cambio di direzione sul contro-tempo situazionale (lettura body-cues). Ma qui non c'e' nessun trick/flick (doppio passo, drag back etc.), i movimenti rimangono fluidi. Stessa cosa ad esempio succede nel gol di Dybala, nel 2-0 nella partita contro l'Inter in casa della passata stagione. Dybala inizialmente indirizza il dribbling nello spazio ristretto (scelta controintuitiva - direzione di inganno), per poi cambiare direzione ed aggredire lo spazio con maggior spazio-tempo a disposizione per il tiro. Qui vorrei farti una domanda: Che cosa intendi esattamente con la frase ''...non gli permette di coprire agevolemente ambo i lati''? Nel calcio non esiste postura difensiva che puo coprire agevolemente ambo i lati. Esistono diverse prese di posizione, ma che hanno i propri pregi e difetti. Stai desrivendo praticamente Cuadrado. Qualsiasi ''trappola'' dell'attaccante ha come scopo di scomporre l'alineamento tra feet/hips/shoulders. Questo molte volte puo succedere con un semplice spostamento, non c'e' bisogno di tricks ricercati. Stessa cosa succede con il ''panna'', dove sposti la palla leggermente in una direzione, ed appena il difensore allunga la gamba, la passi sotto. Per questo motivo, questo dribbling viene insegnato spesso anche a giocatori forti atleticamente, ma non abilissimi tecnicamente. Qualsiasi difensore che affronta Robben, nel 99% dei casi, prova di orientarlo con la propria presa di posizione verso l'esterno. Non puoi offrire ad un fuoriclasse come Robben la possibilita di sfruttare i propri punti forti (anche se andando sull'esterno, Robben spesso risultava ugualmente pericoloso). Stessa cosa e'successa con la gabbia di Douglas Costa nella partita contro il Napoli la passata stagione. L'avversario diretto orientava con la propria postura Douglas sull'esterno, un compagno in raddoppio copriva il lato debole del difendente diretto, e Koulibaly si trovava in terza battuta in copertura preventiva. Una gabbia, dalla quale difficilmente esci. Robben era rapidissimo nei processi mentali. Eseguiva sempre lo stesso taglio, ma in situazioni diverse. Nelle varie situazioni cambiava l'angolazione di pressione del difendente, la frequenza di battitura, la postura etc., ed erano propri questi cues che Robben sapeva leggere e sfruttare alla perfezione, in correlazione con le capacita condizionali/coordinative elevate a disposizione. Per quanto riguarda la frequenza e precisione dei tocchi, ti riferisci alla meccanica di conduzione della sfera. Qualsiasi attaccante che sta per entrare in duello aumenta la frequenza di tocco, diminuendo il passo e battendo spesso sulla punta, come se noti, fa esattamente allo stesso modo anche Kulusevski. Ma ripeto e'una questione di meccanica dei gesti tecnici richiesti nel calcio, per sfruttare al meglio le kinematics del corpo umano. Quindi, sono coso insegnate. Le meccaniche di tiro/conduzione etc. non le possono inventare i calciatori.
  8. Ciao Aut Aut, Ti ringrazio per il tuo contributo, il quale condivido al 100%. In uno sport sempre piu ''ingegnerizzato'', dove vengono integrate sempre piu discipline scientifiche, hai c'entato il punto usando la parola chiave adatta, cioe ''ottimizzazione''. E' e sara l'unico processo che conta veramente, sotto tutti gli aspetti, dallo sviluppo del giovane calciatore a quello tattico sul campo.
  9. Ciao jimmyw, Hai fatto bene a condividere la tua esperienza personale, siccome il mio ragionamento si riferiva a tutti i livelli di calciatore (buono, ottimo, normale, fuoriclasse etc.). Semplicemente ho utilizzato nomi di grandi giocatori (Robben, Messi, Sterling) nei miei esempi, siccome essendo tra i migliori nell' eseguire certi gesti tecnici, sono piu funzionali a livello educativo. Comunque, il dribbling ovviamente e'principalmente una questione di talento, ma va pure insegnato. Prendi come esempio il ''panna'', del quale certe modalita sono insegnate, o il step-over classico etc. Ovviamente, poi entrano in funzione le capacita tecniche/atletiche/cognitive etc. del calciatore, per poter eseguire il gesto ad alti livelli. Il problema che quando ''insegni'' una cosa, allo stesso tempo risulta prevedibile. Quindi, i grandi giocatori nell'esecuzione dei propri dribbling, integrano la propria creativita (Del Piero, Zidane, Ronaldinho etc.) per risultare imprevedibili. Per quanto riguarda l'istinto invece, il discorso e'piu complicato. Cioe alcune abilita motorie diventano istintive con il passare del tempo, non da subito. Per esempio nella capacita di elevazione (ma anche di atterrare nel modo giusto, sulla quale spesso si sorvolla) di Ronaldo esiste anche ''tecnica'', non solo atleticismo, tecnica che risulta istintiva dopo essere eseguita 1000 volte in allenamento/partita. Lo stesso vale anche per il dribbling, specialmente quando esso viene valutato come tecnica applicata (non solo come semplice gesto tecnico).
  10. Attenzione, non ho correlato il concetto di ''giocare bene'' ad un singolo stile di gioco. Anzi, ho scritto esattamente che sono termini relativi agli ''axiomi'' che sviluppano gli addetti ai lavori. (Quindi nel tuo esempio, sia l'Atletico che il Napoli giocavano bene, siccome i loro ''axiomi'' per la maggioranza delle situazioni di gioco venivano applicati anche sul campo. La differenza si trova nel semplice fatto che a livello qualitativo i giocatori dell'Atletico erano piu forti di quelli del Napoli. E tralatro, il concetto del ''giocare bene'' non racchiude solo aspetti tecnico/tattici, ma anche emotivi/mentali - discorso prestazione). Continuando con l'esempio che hai fatto (confonto Atletico/Napoli), la misconcezione si trova nella distinzione tra calcio difensivo (come erroneamente veniva percepito il calcio dell'Atletico) e calcio offensivo (come erroneanemente veniva percepito il Napoli di Sarri). Ripeto, questa distinzione non esiste. Il calcio difensivo ed offensivo non esiste. Sono falsi miti. Semplicemente erano due squadre che ragionavano su una zona di recupero palla diversa. Quindi, il giocare bene per Mourinho, Allegri, Guardiola, Simeone viene determinato in modo diverso, ma ha un riscontro reale, se no nessuno di loro sarebbe capace di evolvere la propria squadra (attenzione al termine evoluzione). Il termine ''bello'' non l'ho utilizzato affatto, per motivi precisi, siccome e'correlato al termine ''piacere'', quindi ai gusti personali. Per favore, non introduciamo concetti che complicano solo la discussione. Il concetto che la vittoria sia la ''conseguenza della prestazione'' e'stato ribadito piu volte da addetti ai lavori con visioni calcistiche diverse. Anche Allegri e Chiellini lo hanno ribadito piu volte.
  11. A dire la verita, i concetti di ''giocare bene'' e ''giocare male'' esistono ed hanno la propria funzionalita. Se non esistessero questi contesti, gli addetti ai lavori non sarebbero in grado di evolvere la prorpria squadra, siccome il concetto di ''evoluzione'' e'strettamente correlato al termine ''errore''. E come fai ad individuare l'errore, se non hai determinato il ''bene'' ed il ''male''? La misconcezione si trova nel fatto che i due concetti precedenti sono concetti relativi, cioe vengono definiti dagli addetti lavori di turno (che non include solo l'allenatore) per stabilizzare ''axiomi'' che definiscono la prestazione. E prestazione non significa fare possesso, dribbling etc., ma la capacita di applicare quello che hai preparato ed allenato durante la stagione. Tralatro, la vittoria nel calcio non e' l'obbiettivo, ma la conseguenza, la conseguenza della propria prestazione, concetto che lo hanno ribadito piu volte gli stessi addetti ai lavori (ultima volta che ho sentito esprimere questo concetto, era da parte di Chiellini alla sua conferenza stampa personale). Ed infatti, non abbiamo mica visto ripetutamente, ad inizio dei vari campionati, squadre di medio-basso livello essere prime in classifica per 7, 8, 9 giornate? Perche? Semplicemente perche le squadre forti ad inizio stagione non hanno raggiunto il loro ''peak'' prestativo. La vittoria non significa nulla, se non viene accompagnata dal potenziale della prestazione. La grave misconcezione si trova nei concetti di ''gioco difensivo'' e ''gioco offensivo''. Questi sono due concetti che non hanno nessun riscontro reale sul campo, semplicemente perche non esistono. Il concetto reale e'quello della zona di recupero palla, concetto che tralatro determina anche la tipologia della tua azione offensiva, e su questo concetto ragionano gli addetti ai lavori, in base alle caratteristiche dei giocatori.
  12. Secondo me, la partita di ieri non puo offrire nessuna considerazione ''solida''. Prendiamo come esempio l'azione del primo gol. Avete visto come Higuain da a Dybala, il passaggio all'indietro? Dybala prima di effetuare l'assist e'costretto a girarsi e cosi perdere il riferimento della palla per un attimo. Questo attimo significa ''controtempo'', pronto per essere sfruttato dal difensore, il quale non perde mai di vista i suoi riferimenti primari (avversario e palla). La reattivita del difensore dell'Udinese e'proprio nulla, reattivita che non viene riscontrata ai massimi livelli. Dybala attualmente sta giocando esattamente come l'anno scorso. Le sue interpretazioni sul campo sono le cose piu vicine al termine ''tuttocampista''. Per capirlo basta rispondere alle seguenti domande: 1) Quanti tocchi ha effetuato Dybala e quanti le mezzali/mediano e compagni d'attacco? 2) Quante volte a tirato Dybala il porta? Esiste una grave misconcezione: ''segnare'' non equivale ''giocare vicino alla porta''.
  13. Schizo

    Lazio - Juventus 3-1, commenti post partita

    Ma per carita, insisti pure, si discute e ci si confronta, e' il bello di un forum. Come puoi valutare pero la vicinanza alla porta di un giocatore come Dybala? Dybala non e' un giocatore che lavora sulla linea difensiva senza palla con movimenti continui ed intensi. Come ha detto lui stesso vuole la palla tra i piedi il piu spesso possibile per inventarsi la giocata. Quindi si allargera, si abbassera in base al momento e contesto di partita. Ma questo lo fara in qualsiasi tipologia di manovra. Dopo si ragiona sulle dinamiche che offre questa manovra. La passata stagione Dybala era piu sacrificato nel compito di raccordo per le modalita di sviluppo del gioco, sviluppo che tralatro generava una tipologia di rifinitura non esattamente adatta all'argentino. Il discorso della posizione invece e' diverso. E' sempre stata piu o meno la stessa in fase di possesso, questo viene evidenziato dalle heatmap/touchmap del giocatore.
  14. Schizo

    Lazio - Juventus 3-1, commenti post partita

    Condivido sull'entusiasmo iniziale e sui stimoli nuovi (cosa abbastanza fisiologica), ma per valutare il discorso della falsa riga bisogna aspettare.
  15. Schizo

    Lazio - Juventus 3-1, commenti post partita

    Questi sono slogan. Aiutava alla manovra richiesta, manovra che tralatro ha raggiunto i minimi obiettivi anche la passata stagione.
  16. Schizo

    Lazio - Juventus 3-1, commenti post partita

    A dire la verita, Dybala fino a novembre giocava realmente piu vicino alla porta, siccome aveva la media per tocchi in area piu elevata di tutte le sue cinque stagioni alla Juve. Mentre nelle ultime partite si e'allontanato dalla porta ed aiuta piu alla manovra, ma questa e'un indole di Dybala. Per questo Sarri ha fatto le seguenti dichiarazioni pre-Lazio: '...Non puoi vietare a Dybala di venire a prendere palla vicino ai centrocampisti perché gli toglieresti i grandi pregi che è capace di tirare fuori da queste situazioni...'' In sintesi, Sarri si riferisce al compito di raccordo. Ma anche lo stesso Dybala a El Pais descrive simili dinamiche del suo modo di stare in campo: ''...Sono un ragazzo tranquillo, ma in campo voglio la palla. Senza la palla mi perdo, è una necessità. Il gol è il gol, chiaramente, ma ci sono poche cose che mi piacciono più di un assist..."
  17. Schizo

    Lazio - Juventus 3-1, commenti post partita

    A dire la verita Dybala la passata stagione era piu partecipe, siccome la sua media passaggi era piu elevata. E se ragioniamo sulla media passaggi per possession adjusted la differenza aumenta, siccome la Juve attuale effetua piu passaggi di quella precedente.
  18. Ciao Al Galoppo, Secondo me, il problema principale della fase offensiva non si trova nella incompattibilita delle coppie d'attacco. Il problema principale e'piu generale, e secondo me, riguarda la scarsa occupazione dell'area avversaria e i tempi d'attacco dell'area. Questo problema lo ha evidenziato lo stesso Sarri nel post-Atalanta nelle seguenti dichiarazioni: ''Il problema nel tratto di partita che abbiamo perso di mano e' che venivamo spesso tutti incontro senza poi attaccare gli spazi che si stavano aprendo alle spalle dei giocatori che venivano incontro''. Ma anche contro l'Atletico, mi ricordo un'azione attorno al 7'minuto, dove la Juve e'arrivata alla rifinitura laterale per ben tre volte nella stessa azione, e' sempre in area c'erano non piu di 2 giocatori, cioe un'occupazione di essa non ottimale (pur avendo a dispozione tempo prolungato, cosa abbastanza grave). Comunque, ho il sospetto che questa soluzione di occupazione dell'area ''conservativa'', sia una cosa voluta per agevolare la riaggressione. Avere dei tempi d'attacco dell'area piu ''conservativi'', significa avere piu giocatori sotto la linea della palla, elemento che agevola le distanze e le spaziature in fase di riaggressione. Forse priorita per Sarri attualmente, e' aumentare il tempo di restare nella trequarti avversaria, e questo puo succedere solo con una riaggressione/pressione efficace. In fine, per migliorare l'aspetto dei tempi d'attacco dell'area avversaria servono giocatori capaci nella percezione/aggresssione degli spazi e nel spostare le varie tipologie di superiorita in avanti. I migliori sotto questo aspetto sono i tanto criticati Matuidi e Khedira. E faccio un esempio ben preciso: il secondo gol della Juve (Higuain) contro il Napoli. Quando si valuta una azione, bisogna identificare il momento nel quale essa diventa pericolosa, cosa che puo avvenire molti passaggi prima dell'ultimo. Il momento nel quale quella precisa azione diventa pericolosa e' quando Khedira manipola la marcatura del suo pressatore (Allan) a centrocampo, venendo incontro e poi aggredendo lo spazio che si e' creato da solo grazie al suo contromovimento precedente, creando cosi una superiorita posizionale, superiorita che si e' spostata in avanti generando le dinamiche pericolose ed aumentando cosi le probabilita di trasformare l'azione in gol (come e' avvenuto).
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