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MassiPace73

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  1. MassiPace73

    [Live] Juventus - Monza 2-0

    infatti, mi aspetto questo dal prossimo allenatore col tridente.
  2. MassiPace73

    [Live] Juventus - Monza 2-0

    ora vedremo i risultati col tridente, tranquillo. non è l'ultima partita col Monza che fa una differenza . una rosa da 5 posto dovrà lottare per lo scudetto, col tridente. questo va dimostrato e lo verificheremo.
  3. MassiPace73

    [Live] Juventus - Monza 2-0

    il fatto che ci crediate davvero è esilarante
  4. sei te che stai asserendo che un premio che esclude il miglio attaccante perché deve competere come miglior calciatore faccia testo. de ketelaere ha giocato attaccante peraltro. io ti sto scrivendo che contano le prestazioni che si valutano coi risultati prima che coi premi. poi mi hai chiesto un parere e te l'ho dato. tornando a Di Gregorio mi ricorda Peruzzi, istintivo, belle gambe, robusto. ma è poco tecnico. penso che il polacco oggi sia nettamente più forte.
  5. come prestazioni lautaro, zirkzee, scamacca di sicuro. e per me anche de ketelaere.
  6. beh, sei te che vuoi convincermi che Di Gregorio è più forte di Szczęsny perchè ha vinto un premio. quando il polacco ha vinto decine di trofei ed è reduce da una grande stagione. tu puoi chiedermelo chi è il più forte di tutti, poi io ti do un parere, ma in generale io ti consiglio di fidarti di ciò che vedi e che hai visto, pesandolo con le maglie e coi risultati. quelli che leggi sui tabellini. il campo è la cassazione di tutto e si esprime coi risultati : vale per i calciatori... e per gli allenatori.
  7. pure Vlahovic è eletto il miglior centravanti del campionato e per me, pur essendo migliorato, non lo è manco lontanamente. poi si può pensare che Di Gregorio sia il più forte di tutti, senza dubbio. io francamente, ad oggi, direi che è una mossa per abbassare il monte ingaggi e non per rafforzare la rosa.
  8. ennesima mossa di dubbio valore sportivo, da parte di Giuntoli, con l'acquisto di un portiere più scarso dei due sotto contratto, ma che guadagna poco, che per me farà sicuramente il titolare il prossimo anno. a danno del polacco, che però è più forte e non di poco. abbassare il monte ingaggi è l'unica vittoria ✌️ possibile per questa società. speriamo che Di Gregorio non soffra troppo la titolarità nella Juve.
  9. questo l'ho capito pure io e mi chiedo se questa diversa interpretazione possa essere sufficiente per fare un esposto. la mia risposta è no. alla fine è questione di opinioni e per me gli esposti dovrebbero basarsi sui fatti e sui fatti nuovi. poi, se un tribunale ordinario, preso atto dell'esposto, decide che l'inda deve fallire... FESTEGGIO.
  10. questo va bene, ma un esposto su questo è un esposto sulla competenza e sulla buonafede degli organi giudicanti. bisogna che sia chiaro a tutti.
  11. non credo proprio, mi aspetto solo delle notizie nuove da un esposto. e non le cose pubbliche che sono alla portata di tutti. se l'esposto dice che chi doveva verificare il bilancio dell'inda si è sbagliato, perché è una società prestanome che non ha mai portato un bilancio, sta dicendo una cosa che chi ha certificato già sapeva e che aveva reputato consona a dare le garanzie giuste, perché evidentemente la controllante è Suning. io e te sappiamo che Suning è piena di debiti, ma l'esposto non presenta novità rispetto a quanto è pubblico da mesi: da presunte indagini io mi aspetto altro che la revisione di bilanci pubblici. tantovaleva asserire la malafede di chi ha certificato l'inda... cosa vera ma indimostrabile.
  12. tutte ste cose le hanno già fatte, chi di dovere. l'esposto si dovrebbe basare su notizie nascoste che configurino un reato.
  13. ma tutti conoscono questa società , pure chi ha certificato, ai tempi, che l'inda si poteva iscrivere. se è questa la notizia, beh significa dire che chi ha certificato i bilanci dell'inda si è sbagliato, per incuranza o malafede. ma questo lo sappiamo già e nessuno ha mai detto niente.
  14. da sempre, se per indagini si intende pedinamenti, perquisizioni, intercettazioni etc etc poi puoi fare quello che ti pare e chiamarla indagine, basta che rientri in una ricerca di atti pubblici e non fai violazioni . in questa ricerca, per fare un esposto, devi aver saputo qualcosa di particolare che configuri un reato, sfuggito agli organi istituzionali
  15. in questo caso il fine è quello di dire che, secondo me, l'esposto deve avere una notizia non raccontata pubblicamente che configura un reato. se non è così, si archivia come boh... tipo le interrogazioni parlamentari contro di noi.
  16. mi sono fermato ad indagini di Identità Bianconera. indagini. che significato ha questa parola in questo contesto ? indagini giornalistiche per avere notizie, immagino. però non mi pare sia un giornale. quale è il mandato? per fare un esposto queste indagini devono aver scoperto qualcosa che configuri un reato e che sia stato nascosto. ma nessuno può fare delle indagini private per dimostrare una tesi, l'esposto deve avere basi concrete, altrimenti chi lo fa è perseguibile.
  17. lol. chissà cosa c'entra una persona fisica che utilizza un browser con i server che escono in rete con un indirizzo IP condiviso. se uno di questi pubblica materiale proibito oscurano l'IP e poi cercano i responsabili. e ripeto che dietro quell'IP ci può essere quello del blog di una casalinga, che viene oscurato anch'esso: del tutto lecito visto che fa parte del contratto. e se la guarda di finanza scopre chi ci sta dietro un server pirata, li arresta eh, ma mica mette al gabbio pure la casalinga: la responsabilità penale resta individuale pure dietro gli IP condivisi. comunque bella fantasia, oh. i pirati diventano i perseguitati in questo fantastico mondo di chi non sa niente ma scrive.
  18. non puoi oscurare un URL sulla base di dati statistici che possono essere pilotati, inquinati e deviati da bot. da programmi. sarebbe come basarsi sui like, che si possono pure comprare. io scrivo che è giusto così perché tutti gli ISP ti comunicano quanto segue quando opti per un IP condiviso per mandare in rete il tuo server:
  19. scopre pezzotto.it e segnala 191.191.0.1 siccome è un IP condiviso, dietro 191.191.0.1 non ci sta solo pezzotto.it, ma pure gazzetta.it. la piattaforma antipirateria non me sa niente di gazzetta.it: non può fare una ricerca per capire tutti i server dietro 191.191.0.1, perché non esiste un DNS al contrario o una reverse lookup pubblica che ti dice tutti i server dietro l'IP condiviso. forse, ovviamente, lo sa solo l'ISP e, se va virtual hosting, non è detto però tenga le sue associazioni in una tabella: dipende dalla tecnologia. in soldoni la piattaforma segnala 191.191.0.1 che viene messo nella blacklist e viene oscurato. insieme a pezzotto.it viene oscurato gazzetta.it. ed è giusto così. è giusto così perché gazzetta.it quando ha comprato l'IP sapeva che era condiviso e che, quindi, può essere rischioso. può essere oscurato se gli altri clienti dell'ISP, che usufruiscono dello stesso IP, fanno cose non lecite e vengono segnalati. non solo dalla piattaforma anti pirateria, ma dai controlli anti spam, anti virus, anti phishing etc. la piattaforma segnala gli IP degli URL che scopre , ma come ho già scritto, gli URL sono migliaia a fronte anche di in solo indirizzo IP. puntare il dito sulla piattaforma che non deve far oscurare i server buoni dietro gli IP condivisi è una retorica ipocrita. significa solo propagandare che in rete nessuno ha la responsabilità di niente, ma non è vero. un qualunque professionista non compra un IP condiviso per il suo server, un utente di un blog lo compra condiviso per risparmiare ma sa che cosa ha comprato.
  20. no, non è così e già lo ho scritto. il DNS sa fino all'IP condiviso, dopo c'è il virtual hosting, che è interno all'infrastruttura. ci sono varie tecnologie çhe lo fanno, ma il DNS non c'entra più nulla. siccome ne so, so che non ha senso incolpare la piattaforma di oscurare cose a caso. sono gli IP condivisi che permettono di mettere in rete server disparati di cui si sanno i limiti.
  21. quando scrivo che non ne sa nulla, intendo questo: la piattaforma al massimo ne sa uno, di quelli che hai disponibili, che tu hai digitato; ma come hai scritto ce ne possono essere milioni di URL, che ti indirizzano allo stesso server, quindi sapere esattamente quelli che conducono al server pirata non è possibile. e matematicamente non ha alcun senso e non serve a nulla: sono frutto di un algoritmo sull' URL e dipende da tante cose, proprio matematicamente non li potrai mai sapere tutti perchè sono creati anche dinamicamente. non solo grazie a hostname/domini diversi. quindi l' unica scelta possibile per la piattaforma è inserire l' IP in una black list e chiedere di bloccare l' IP: a me, piattaforma antipirata, alla fine non deve fregare nulla che l' IP sia condiviso o meno. di fatto, chi si fa allocare un IP condiviso, sa che è a rischio e sa che non può farci affidamento per una vera attività professionale. se l' ISP che vende l' IP non è in grado di individuare tutti i domini e gli URL, che sono risolti su quell' IP, e che sono relativi a un server pirata... beh non si capisce perchè dovrebbe prendersene cura la piattaforma. ovvio che la piattaforma antipirata, in un mondo ideale, dovrebbe dotarsi dei dispositivi civetta che di fatto sono honeypot e il loro scopo sarebbe quello di avere tutte le informazioni possibili dallo streaming instaurato... non solo l' IP e un URL.... è quello un modo più serio (e costoso) di farlo, ma abbiamo il diritto di richiedere una tale infrastruttura a una piattaforma antipirateria? in nome di che? siccome probabilmente il gioco non vale la candela, si resta con l' IP bloccato.
  22. la piattaforma conosce solo il full domain name (www.google.com), che è quello che gli permette di interrogare il DNS. ma dietro un full domain name ci può essere un IP condiviso e quindi la risoluzione dell' URL avviene con algoritmi addizionali basati sull' ispezione dei parametri trovati sull' URL (hostname, porta, ...), ma che è specifica della tecnologia usata dall' ISP. nell' URL ci sono tanti parametri che possono concorrere alla risoluzione e la piattaforma non può sapere quali pezzi dell' URL sono utilizzati:
  23. Il DNS non lo sa, non puo restituire altro che non sia un indirizzo IP. il DNS non sa nulla oltre 101.101.1.101. perchè il DNS converte il nome di dominio in un indirizzo IP che identificherà il nodo di rete dietro al quale, potenzialmente, ci sono N server: spetta poi al software che gira sul nodo di rete prendere il nome di dominio e l'hostname e tanti altri parametri (dall' URL che hai digitato) e decidere cosa fare, cioè dove instradarti. non ti instrada il DNS. insomma, per fare un esempio, tu digiti un URL sul browser e in base a quello, dietro l' IP 101.101.1.101 che ti restituisce il DNS, ci deve stare un SW dedicato (specifico della piattaforma che è utilizzata dal' ISP) che fa una packet inspection per collezionare il (full)domain name, l'hostname, la porta che hai richiesto, e capire dove farti andare a finire. questa risoluzione può essere complessa ed è specifica della tecnologia che utilizza il SW dell' ISP. ora, la piattaforma antipirateria nel 99% dei casi non sa niente dell' URL esatto che tu hai digitato inizialmente: al limite la piattaforma antipirateria ha interrogato il DNS ed è riuscita ad avere l'IP 101.101.1.101, ma poi che altro può fare? capisce che da quell' IP arriva uno stream di dati pirata. ma non può certo risalire ai passi algoritmici che il SW sul nodo di rete ha fatto per risolvere l' URL nel server corretto! la piattaforma comunica solo che dietro quell' IP 101.101.1.101 ci sta un sito pirata, ma non conosce l'URL specifico per risolvere univocamente l' accesso. e l' IP quindi lo mette in black list, ma poi non ci sta nessuno che gli dice qual è l' URL da digitare per accedere al server pirata dietro quell IP.
  24. sono i piani di hosting degli ISP che includono un IP di tipo condiviso. questo IP sarà un indirizzo di accesso al servizio sul web di fatto condiviso con un grande numero di siti web. in pratica il DNS server associa a quell'IP tanti domini: ma è inevitabile che questo genera, in alcuni casi, problemi gravi, derivanti dalla cattiva condotta degli utenti dietro ai server, che utilizzano lo stesso indirizzo. i pirati informatici, il pezzetto, etc. alla fine gli IP che commettono infrazioni, o meglio i server dietro gli IP, come la diffusione di virus, spam, furto di dati, streaming vietato etc. vengono inseriti periodicamente nelle black list pubbliche. una in più è quella introdotta dalla piattaforma anti pirateria del calcio. ora, se dei server profssionali seri che vendono servizi agli utenti, poi condividiono il loro IP con tanti altri domini, sconosciuti, beh sono incauti come minimo. il loro sito web potrebbe essere segnalato come potenzialmente pericoloso e, nel caso di una segnalazione della piattaforma anti pirata, oscurato.
  25. un indirizzo IP è il modo univoco per identificare in rete un dispositivo, ogni volta che ti connetti ti viene assegnato un IP. viene assegnato alla tua scheda di rete, il dispositivo HW che ti permette la connessione. è una stringa di 4 o 6 numeri separati da un punto. l'indirizzo ti viene assegnato sia se ricevi informazioni sia se le mandi (server). i provider di servizi internet (ISP) forniscono l'infrastruttura dove i server sono istallati, di solito in alta affidabilità (devono stare sempre up&running). nella infrastruttura moderna, in Cloud, sono previsti dei siti sparpagliati geograficamente, in cui ci sono fisicamente istallati dei nodi hardware, provvisti di un numero di CPU, memoria e schede di rete: sono delle batterie di computer che ospitano i server che una azienda ha bisogno di far girare (google, Facebook, youtube... tutti i portali su cui ti connetti sono server). tra i server ospitati nella infrastruttura ci sono anche quelli che trasmettono un contenuto illegale. la piattaforma anti pirateria riconosce che il tuo client ricevr il contenuto illegale da un server, identifica l'indirizzo IP del server, lo pubblica in una black list. l'ISP visita la black list, riconosce che è uno degli indirizzi IP messi a disposizione dalla sua struttura, ha il dovere legale di bloccarlo entro 30 minuti. tutto questo funzionerebbe senza sforzi aggiuntivi se ogni server avesse un indirizzo IP esclusivo: questo non accade per scelta tecnologica e commerciale degli ISP. siccome vogliono ospitare più server possibile (ognuno paga l'affitto della infrastruttura), siccome carrozzare l'infrastruttura con schede di rete aggiuntive e configurare il tutto per avere più IP disponibili costa (di solito non servono più CPU o più memoria per ospitare i server, le applicazioni dei server moderni scalano sfruttando l'architettura in cloud, ma gli i indirizzi IP sono necessari), allora gli ISP fanno condividere ai server che ospitano lo stesso indirizzo IP. poi le richieste vengono forwardate al server giusto tramite tecnologie interne, non accade mai che vuoi accedere a Facebook e ti compare Istagram, pure se i due server esportano in rete lo stesso IP (si può fare grazie all"URL che digiti, che ha il full domain name, tipo Facebook.com). quindi potenzialmente un indirizzo IP può essere condiviso tra un server di streaming pirata, un server di posta e il mio blog. l'ISP, ricevuta la segnalazione, dovrebbe bloccare solo il server pirata: non si capisce perché i benpensanti pseudo esperti in rete richiedano alla piattaforma di andare oltre e identificare il server pirata o bloccarlo con altri mezzi. dalla segnalazione in poi spetta all'ISP bloccare solo il sito pirata. questo è il punto fondamentale, non possono far finta di non avere responsabilità.
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