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MassiPace73

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Tutti i contenuti di MassiPace73

  1. buona mezzala, grandi qualità tecniche, ancora improponibile come terzino. fase difensiva da migliorare se vuol essere un terzino. poi magari col gioco di Motta i terzini non devono difendere, questo non lo so.
  2. sul campo, il mio idolo di sempre e per sempre. è il miglior calciatore che ho visto nella Juve dopo Michel, uno dei più decisivi di sempre per noi: una icona sul rettangolo verde.
  3. per me è chiaro che soule e barrenechea saranno in rosa. a parer mio sono i migliori dei retrocessi, per la proprietà giovani fortissimi (che non costano nulla).
  4. a me non pare così scarso, dipende però se viene a fare il titolare tutte le partite o meno. Motta lo ha usato il 58% del tempo e credo che lo stesso utilizzo alla Juve andrebbe bene. ma non è un rinforzo che cambia la rosa, questo sì.
  5. sarebbero 6 titolari nuovi. se ne arrivano due (compreso il portiere) è grasso che cola.
  6. Scamacca per me è bravo, questa nazionale può ben figurare se Chiesa sale di livello (non che mi interessi, non la tifo). invece i problemi li vedo in difesa, poco coperti da un centrocampo leggero, dove Cristante deve giocare titolare sempre...
  7. MassiPace73

    Traditori della nostra storia

    mah, nessun calciatore mi pare possa essere indicato come traditore, anche Conte tutto sommato non è mai stato Juventino. non voto nessuno.
  8. MassiPace73

    Diamo un voto a questa stagione

    per la storia della Juve, stagione da 5.5 per la rosa, stagione da 7.5 per Allegri, stagione da 8 per la società, stagione da 3 per i tifosi della Juve, stagione da 6 per gli spettatori della Juve, stagione da 4 per gli hater di Allegri, una stagione come un'altra.
  9. lol. chissà cosa c'entra una persona fisica che utilizza un browser con i server che escono in rete con un indirizzo IP condiviso. se uno di questi pubblica materiale proibito oscurano l'IP e poi cercano i responsabili. e ripeto che dietro quell'IP ci può essere quello del blog di una casalinga, che viene oscurato anch'esso: del tutto lecito visto che fa parte del contratto. e se la guarda di finanza scopre chi ci sta dietro un server pirata, li arresta eh, ma mica mette al gabbio pure la casalinga: la responsabilità penale resta individuale pure dietro gli IP condivisi. comunque bella fantasia, oh. i pirati diventano i perseguitati in questo fantastico mondo di chi non sa niente ma scrive.
  10. non puoi oscurare un URL sulla base di dati statistici che possono essere pilotati, inquinati e deviati da bot. da programmi. sarebbe come basarsi sui like, che si possono pure comprare. io scrivo che è giusto così perché tutti gli ISP ti comunicano quanto segue quando opti per un IP condiviso per mandare in rete il tuo server:
  11. scopre pezzotto.it e segnala 191.191.0.1 siccome è un IP condiviso, dietro 191.191.0.1 non ci sta solo pezzotto.it, ma pure gazzetta.it. la piattaforma antipirateria non me sa niente di gazzetta.it: non può fare una ricerca per capire tutti i server dietro 191.191.0.1, perché non esiste un DNS al contrario o una reverse lookup pubblica che ti dice tutti i server dietro l'IP condiviso. forse, ovviamente, lo sa solo l'ISP e, se va virtual hosting, non è detto però tenga le sue associazioni in una tabella: dipende dalla tecnologia. in soldoni la piattaforma segnala 191.191.0.1 che viene messo nella blacklist e viene oscurato. insieme a pezzotto.it viene oscurato gazzetta.it. ed è giusto così. è giusto così perché gazzetta.it quando ha comprato l'IP sapeva che era condiviso e che, quindi, può essere rischioso. può essere oscurato se gli altri clienti dell'ISP, che usufruiscono dello stesso IP, fanno cose non lecite e vengono segnalati. non solo dalla piattaforma anti pirateria, ma dai controlli anti spam, anti virus, anti phishing etc. la piattaforma segnala gli IP degli URL che scopre , ma come ho già scritto, gli URL sono migliaia a fronte anche di in solo indirizzo IP. puntare il dito sulla piattaforma che non deve far oscurare i server buoni dietro gli IP condivisi è una retorica ipocrita. significa solo propagandare che in rete nessuno ha la responsabilità di niente, ma non è vero. un qualunque professionista non compra un IP condiviso per il suo server, un utente di un blog lo compra condiviso per risparmiare ma sa che cosa ha comprato.
  12. no, non è così e già lo ho scritto. il DNS sa fino all'IP condiviso, dopo c'è il virtual hosting, che è interno all'infrastruttura. ci sono varie tecnologie çhe lo fanno, ma il DNS non c'entra più nulla. siccome ne so, so che non ha senso incolpare la piattaforma di oscurare cose a caso. sono gli IP condivisi che permettono di mettere in rete server disparati di cui si sanno i limiti.
  13. quando scrivo che non ne sa nulla, intendo questo: la piattaforma al massimo ne sa uno, di quelli che hai disponibili, che tu hai digitato; ma come hai scritto ce ne possono essere milioni di URL, che ti indirizzano allo stesso server, quindi sapere esattamente quelli che conducono al server pirata non è possibile. e matematicamente non ha alcun senso e non serve a nulla: sono frutto di un algoritmo sull' URL e dipende da tante cose, proprio matematicamente non li potrai mai sapere tutti perchè sono creati anche dinamicamente. non solo grazie a hostname/domini diversi. quindi l' unica scelta possibile per la piattaforma è inserire l' IP in una black list e chiedere di bloccare l' IP: a me, piattaforma antipirata, alla fine non deve fregare nulla che l' IP sia condiviso o meno. di fatto, chi si fa allocare un IP condiviso, sa che è a rischio e sa che non può farci affidamento per una vera attività professionale. se l' ISP che vende l' IP non è in grado di individuare tutti i domini e gli URL, che sono risolti su quell' IP, e che sono relativi a un server pirata... beh non si capisce perchè dovrebbe prendersene cura la piattaforma. ovvio che la piattaforma antipirata, in un mondo ideale, dovrebbe dotarsi dei dispositivi civetta che di fatto sono honeypot e il loro scopo sarebbe quello di avere tutte le informazioni possibili dallo streaming instaurato... non solo l' IP e un URL.... è quello un modo più serio (e costoso) di farlo, ma abbiamo il diritto di richiedere una tale infrastruttura a una piattaforma antipirateria? in nome di che? siccome probabilmente il gioco non vale la candela, si resta con l' IP bloccato.
  14. la piattaforma conosce solo il full domain name (www.google.com), che è quello che gli permette di interrogare il DNS. ma dietro un full domain name ci può essere un IP condiviso e quindi la risoluzione dell' URL avviene con algoritmi addizionali basati sull' ispezione dei parametri trovati sull' URL (hostname, porta, ...), ma che è specifica della tecnologia usata dall' ISP. nell' URL ci sono tanti parametri che possono concorrere alla risoluzione e la piattaforma non può sapere quali pezzi dell' URL sono utilizzati:
  15. Il DNS non lo sa, non puo restituire altro che non sia un indirizzo IP. il DNS non sa nulla oltre 101.101.1.101. perchè il DNS converte il nome di dominio in un indirizzo IP che identificherà il nodo di rete dietro al quale, potenzialmente, ci sono N server: spetta poi al software che gira sul nodo di rete prendere il nome di dominio e l'hostname e tanti altri parametri (dall' URL che hai digitato) e decidere cosa fare, cioè dove instradarti. non ti instrada il DNS. insomma, per fare un esempio, tu digiti un URL sul browser e in base a quello, dietro l' IP 101.101.1.101 che ti restituisce il DNS, ci deve stare un SW dedicato (specifico della piattaforma che è utilizzata dal' ISP) che fa una packet inspection per collezionare il (full)domain name, l'hostname, la porta che hai richiesto, e capire dove farti andare a finire. questa risoluzione può essere complessa ed è specifica della tecnologia che utilizza il SW dell' ISP. ora, la piattaforma antipirateria nel 99% dei casi non sa niente dell' URL esatto che tu hai digitato inizialmente: al limite la piattaforma antipirateria ha interrogato il DNS ed è riuscita ad avere l'IP 101.101.1.101, ma poi che altro può fare? capisce che da quell' IP arriva uno stream di dati pirata. ma non può certo risalire ai passi algoritmici che il SW sul nodo di rete ha fatto per risolvere l' URL nel server corretto! la piattaforma comunica solo che dietro quell' IP 101.101.1.101 ci sta un sito pirata, ma non conosce l'URL specifico per risolvere univocamente l' accesso. e l' IP quindi lo mette in black list, ma poi non ci sta nessuno che gli dice qual è l' URL da digitare per accedere al server pirata dietro quell IP.
  16. sono i piani di hosting degli ISP che includono un IP di tipo condiviso. questo IP sarà un indirizzo di accesso al servizio sul web di fatto condiviso con un grande numero di siti web. in pratica il DNS server associa a quell'IP tanti domini: ma è inevitabile che questo genera, in alcuni casi, problemi gravi, derivanti dalla cattiva condotta degli utenti dietro ai server, che utilizzano lo stesso indirizzo. i pirati informatici, il pezzetto, etc. alla fine gli IP che commettono infrazioni, o meglio i server dietro gli IP, come la diffusione di virus, spam, furto di dati, streaming vietato etc. vengono inseriti periodicamente nelle black list pubbliche. una in più è quella introdotta dalla piattaforma anti pirateria del calcio. ora, se dei server profssionali seri che vendono servizi agli utenti, poi condividiono il loro IP con tanti altri domini, sconosciuti, beh sono incauti come minimo. il loro sito web potrebbe essere segnalato come potenzialmente pericoloso e, nel caso di una segnalazione della piattaforma anti pirata, oscurato.
  17. un indirizzo IP è il modo univoco per identificare in rete un dispositivo, ogni volta che ti connetti ti viene assegnato un IP. viene assegnato alla tua scheda di rete, il dispositivo HW che ti permette la connessione. è una stringa di 4 o 6 numeri separati da un punto. l'indirizzo ti viene assegnato sia se ricevi informazioni sia se le mandi (server). i provider di servizi internet (ISP) forniscono l'infrastruttura dove i server sono istallati, di solito in alta affidabilità (devono stare sempre up&running). nella infrastruttura moderna, in Cloud, sono previsti dei siti sparpagliati geograficamente, in cui ci sono fisicamente istallati dei nodi hardware, provvisti di un numero di CPU, memoria e schede di rete: sono delle batterie di computer che ospitano i server che una azienda ha bisogno di far girare (google, Facebook, youtube... tutti i portali su cui ti connetti sono server). tra i server ospitati nella infrastruttura ci sono anche quelli che trasmettono un contenuto illegale. la piattaforma anti pirateria riconosce che il tuo client ricevr il contenuto illegale da un server, identifica l'indirizzo IP del server, lo pubblica in una black list. l'ISP visita la black list, riconosce che è uno degli indirizzi IP messi a disposizione dalla sua struttura, ha il dovere legale di bloccarlo entro 30 minuti. tutto questo funzionerebbe senza sforzi aggiuntivi se ogni server avesse un indirizzo IP esclusivo: questo non accade per scelta tecnologica e commerciale degli ISP. siccome vogliono ospitare più server possibile (ognuno paga l'affitto della infrastruttura), siccome carrozzare l'infrastruttura con schede di rete aggiuntive e configurare il tutto per avere più IP disponibili costa (di solito non servono più CPU o più memoria per ospitare i server, le applicazioni dei server moderni scalano sfruttando l'architettura in cloud, ma gli i indirizzi IP sono necessari), allora gli ISP fanno condividere ai server che ospitano lo stesso indirizzo IP. poi le richieste vengono forwardate al server giusto tramite tecnologie interne, non accade mai che vuoi accedere a Facebook e ti compare Istagram, pure se i due server esportano in rete lo stesso IP (si può fare grazie all"URL che digiti, che ha il full domain name, tipo Facebook.com). quindi potenzialmente un indirizzo IP può essere condiviso tra un server di streaming pirata, un server di posta e il mio blog. l'ISP, ricevuta la segnalazione, dovrebbe bloccare solo il server pirata: non si capisce perché i benpensanti pseudo esperti in rete richiedano alla piattaforma di andare oltre e identificare il server pirata o bloccarlo con altri mezzi. dalla segnalazione in poi spetta all'ISP bloccare solo il sito pirata. questo è il punto fondamentale, non possono far finta di non avere responsabilità.
  18. e che vuoi controllare? full domain name e indirizzo IP, è stato pensato così. ma tanti indirizzi IP sono condivisi sugli ISP: la segnalazione agli ISP prevede di bloccare 1 IP se un server applicativo che esce con quell'IP trasmette in streaming contenuti illegali, da eseguire entro 30 minuti. se il gestore lo condivide l'IP con più server, a cui ha assicurato il servizio, alla fine sono catzi del gestore se non fa un controllo preventivo se su quell'IP è up&running un server illegale insieme a 10 legali. se si trova costretto a bloccare tutto non è un problema della piattaforma che fa la segnalazione. fossi un proprietario di un server legale mi rifarei col gestore se il mio IP è stato oscurato. le polemiche sulla piattaforma che becca IP condivisi sono strumentali, non c'entra nulla la libertà del web. c'entra che gli IP sono pochi e i gestori li riutilizzano per 100 server dei customer per far soldi: se tra i 100 ci sono 4 server illegali, al gestore fino ad oggi interessava zero. ora non più.
  19. questa intervista purtroppo fa capire come il mio presidente abbia perso su tutta la linea. perché l'intervista segue il filo conduttore che il caro J. Elkann non si è mai sognato di combattere. ormai è passato che la Juve usava le plusvalenze più degli altri per "gonfiare" i bilanci e che la Superlega è una associazione eversiva quasi immorale, visto che si invocano i legami di famiglia, le bugie, etc. anche nella discussione ho letto interventi deliranti che accusano i nostri dirigenti di aver distrutto tutto pur agendo nella legalità. perlomeno sportiva, al 100%. non perdonerò mai la proprietà di averci svenduto in modo così infame. l'addio di AA coincide con il mio addio al finanziamento di questo calcio. il mio presidente resta AA e lo aspetto a braccia aperte, anche se non ci credo minimamente. quelli che abbiamo adesso pur di non perdere un euro di più hanno buttato la maglietta della Juve nel water...
  20. è soggettivo pensare che uno username sia un indirizzo email perchè ha la stessa name convention. fine. se lo fai, hai altri scopi, tipo degli scopi denigratori. visto che le telecomunicazioni e l'informatica vanno ben oltre i provider di internet, scrivere e sorridere sul fatto che una società che offre servizi su protocolli di rete specifici, e non certo email o servizi al pubblico, non abbia un dominio col suo nome, è sintomo di superficialità, poca informazione e molta autostima. malriposta. non esiste nessun impiegato che possa ricevere una email da quel provider omonimo che possa confondere quell'indirizzo con quello ufficiale che gli ha comunicato una società che gli fornisce un servizio specifico. non ci sono canali di supporto aperti al.pubblico, non ci sono uffici vendita, etc. etc. quindi, in poche parole, quelle di wired sono barzellette. perchè, allo stesso modo e con le stesse forzature, un fornitore di batterie potrebbe pensare che una mail di tesla.net sia un canale ufficiale di tesla. o tesla si deve comprare tutti i domini per non far ridere quelli di wired? ci saranno canali di comunicazione stabiliti e super-sicuri, come succede sempre nelle telecomunicazioni. non è tutto IT, non è tutto www. ci sono realtà molto più complesse.
  21. per ipotizzare che quello username sia un indirizzo di posta non basterebbe nemmeno che la società fosse proprietaria di quel nome di dominio. il fatto che esiste omonimia tra il nome di un dominio e la stringa di caratteri che hanno scelto dopo la chiocciola è un caso: se invece del @ avessero usato il # non cambiava nulla. è una ipotesi di chi legge che una parte di quello username sia un domain name solo perché esiste un dominio con la stessa sigla e perchè usa una name convention uguale a quella delle email. i canali ufficiali di comunicazione saranno altri e saranno già stati forniti. in linea generale, il mondo delle telecomunicazioni e dell'informatica non sono solo i web provider su internet.
  22. direi proprio di si. sei te che non lo sei. no, affatto. davvero non ha senso quello che scrivete, nessun senso. vi immaginate che dietro ad ogni convenzione di username ci sia un provider sul web e che lo username sia un dominio name... e non è vero. ma proprio non è vero, non basta una chiocciola per sostenere che è un indirizzo email.
  23. il fatto che Wired lo interpreti come un indirizzo email perchè ha la stessa name convention è un problema di Wired. se è un token di uno username non è un indirizzo email. il fatto che il dominio sia stato acquistato da chi vuole carpire informazioni riservate si combatte dicendo a tutti i provider di email che è spam o peggio. e si dice anche agli utenti, che comunque nulla devono avere a che fare con chi fornisce il token... di che vogliono parlare con piracyshield.net? gli operatori lo sanno già quali sono i contatti ufficiali.
  24. che dice cretinate, la sentenza ha scritto nero su bianco che le regole di una lega non possono penalizzare o discriminare un club che ha aderito ad un altra lega, perché tali regole sarebbero sono un abuso della posizione dominante.
  25. come se quella regola di affiliazione non fosse un abuso di posizione dominante. in pratica sta dicendo che i calciatori che giocano la superlega non possono iscriversi al campionato nazionale, perché "lo hanno scritto nei prerequisiti." ma che pupazzi, fanno i cretini coi soldi nostri…
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