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Juventus_addicted

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  1. Juventus_addicted

    Recuperi post traumatici

    Oh, dai, non cediamo subito al disfattismo, come se Bremer e Cabal avessero già appeso gli scarpini al chiodo prima ancora di scaldare i motori! Facciamo un passo alla volta e vediamo come va a finire. Speriamo solo che non finiscano in un remake tragicomico alla Jorge Andrade. Ma vogliamo parlare di Del Piero, Chiellini e Marchisio? Anche loro fecero la conoscenza ravvicinata del chirurgo delle ginocchia… mica uno scherzo! Eppure, sono tornati sempre forti. Certo, ultimamente alla Juve ti fai male pure starnutendo troppo forte o, peggio, semplicemente facendo la prima scoreggia della giornata. E va bene anche che la società comunica meno di un monaco zen in meditazione… ma insomma, lasciatemi sperare che non siamo già in modalità “moriremo tutti”. La speranza, si sa, è sempre l’ultima a morire, no?
  2. Ahah ti capisco fratello, l'Ordalia sarebbe quasi troppo elegante per certi personaggi! Altro che giudizio divino… qui servirebbe un tribunale con memoria storica e le palle quadrate. Dal 2006 ce li troviamo addosso, sempre pronti a saltare alla gola appena si alza la testa. Ma noi siamo ancora qui, più arrabbiati e più lucidi di prima. E quando la verità verrà a galla, spero che li travolga come un treno in corsa. Nel frattempo, teniamo viva la memoria e continuiamo a rompere le scatole. Sempre.
  3. Bravo Nesti , meglio tardi che mai, anche se fa rabbia che ci abbia messo anni a scrivere quest'articolo. D’altronde non sorprende: in Italia parlare chiaro su giustizia sportiva e rapporti di potere è diventato rischioso, sia sul piano reputazionale che professionale. Molti colleghi, per opportunismo, paura o semplice compiacenza, si sono messi al riparo entrando nel coro dominante; altri sono semplicemente scomparsi dall’agenda mediatica, perché andare controcorrente costa. Però nell’articolo mancano passaggi gravi che vanno ricordati; così, a braccio: Il caso Suarez, montato ad arte e poi archiviato: il processo mediatico ha comunque lasciato il segno e ha già fatto il suo danno d’immagine. Una giustizia sportiva rapida quando deve condannare la Juve, ma sorprendentemente lenta o smemorata con altri club: due velocità che gridano ingiustizia. Un VAR usato a senso unico, con episodi clamorosi che hanno penalizzato ripetutamente i bianconeri. Conte e Allegri, insultati e derisi quando erano alla Juve, oggi osannati altrove: l’ipocrisia mediatica è lampante. Scusate, ma non me ne frega nulla del “bene di tutti”. Se esiste una banda che ha usato la giustizia sportiva come una clava per colpire la Juventus, quella banda va smascherata, nominata e giudicata nelle sedi opportune. Fine della storia. Spero che Agnelli, ma anche Giraudo, abbiano giustizia. E che spacchino qualche *
  4. Ma quindi il potere sarà in mano a Comolli? Sicuri? Ma proprio lui? Perché non si era capito… meno male che l’articolo lo ripete tipo tre o quattro volte, giusto per essere certi che anche il lettore più distratto, magari col telefono in una mano e il caffè nell’altra, lo interiorizzi bene: Comolli = potere. Un mantra più che un’informazione.
  5. Scusate il ritardo nella risposta, ragazzi. Ho letto con attenzione entrambi i vostri messaggi e li condivido pienamente, sia nell’analisi che nel dolore calcistico che traspare; perché alla fine, per chi come noi ha la Juve nel cuore, certe sconfitte bruciano ancora dopo decenni. @FuoriDalCoro: È vero, eravamo una società al top sotto ogni aspetto, e quelle finali avremmo potuto e dovuto portarle a casa. Anche io penso che in campo ci sia mancata quella fame totale, quella determinazione feroce che ti fa spaccare tutto pur di alzare la coppa. Magari, come dici tu, un pizzico di sfortuna c’è stato, ma se giochi da Juve vera, quel pizzico lo puoi anche annullare. @Bismarck: Hai ragione, sette finali perse non sono più un’eccezione, diventano quasi una "tradizione" negativa. E fa ancora più male se pensiamo al livello delle squadre che avevamo. Anche per me alcune sconfitte restano davvero inspiegabili, e la sensazione che la Champions “non sia la nostra coppa” purtroppo si fa sempre più reale. Però vi dico anche una cosa che forse suona un po' da complottista: nelle parole di Zidane ci ho letto anche una velata, ma chiara, critica alla società. Quasi come se volesse dire che manca sempre qualcosa, quel famoso “quid”, per fare davvero il salto definitivo e imporsi in Europa come hanno fatto altre società, magari non più forti di noi sul campo, ma sicuramente più “potenti” in certi ambienti. La sensazione è che quando si arriva davvero in alto, al punto in cui il talento e la preparazione non bastano più, entrano in gioco anche fattori extracalcistici: struttura, influenza, visione, e forse anche... "appoggi". E lì, la Juve ha sempre dato l’impressione di fermarsi un passo prima. Per scelta? Per limiti interni? Per mancanza di quel “peso” internazionale che altre società riescono ad avere? Non so. Ma so che ogni finale persa non è solo una partita: è una ferita aperta per tutti noi. Un abbraccio bianconero a entrambi.
  6. Questa frase è emblematica. A me personalmente fa male, tanto male. Perché penso a tutte le finali perse, a tutte quelle squadre pazzesche che avevamo, vere corazzate, con giocatori da leggenda, e poi alla fine....
  7. Quindi qualcosa sta facendo. È vivo. Meno male perché, confesso, un dubbio ce l’avevo: sarà pure polacco, ma vuoi vedere che in questi anni in Italia ha imparato l’arte della furbata all’italiana? Sai com’è: ti ambienti, prendi il caffè con due o tre vecchie volpi mangiapane a tradimento, e da lì è un attimo passare dal “lavoro duro” al “ci vediamo dopo la fisioterapia”. Scusa Milik se ho pensato male. Scusa Arcadio se il tuo nome debitamente storpiato mi ha sempre fatto bestemmiare. Comunque meglio così: almeno ora sappiamo che non era stato rapito dagli alieni o scambiato per una statua del museo di cera di Varsavia. Sta alla Continassa. Lavora. Forse.
  8. Anche a me non dispiacerebbe un rappresentante un po' più "pepato", uno di quelli che appena qualcuno osa sparlare della Juve, parte con una bella testata alla Zidane o un calcione mirato dove fa più male. Purtroppo però, dicono che certe reazioni siano ancora considerate reato... Quindi mi accontento (si fa per dire) di Chiellini: uno che almeno, a differenza del 90% dei calciatori, sa mettere insieme due frasi in italiano e in inglese. E già questo, nel 2025, è quasi rivoluzionario.
  9. Quel gruppo era un mix perfetto: grandi campioni e ottimi gregari, ognuno con il proprio ruolo ben definito, ma tutti uniti da un solo obiettivo. A fare da collante c’erano la grinta, la determinazione e soprattutto la fame trasmessa da un allenatore che, al di là di tutto, è stato un grandissimo motivatore. Certo, con l’allenatore successivo abbiamo vinto ancora di più, anche in Europa, ma fu proprio lui ad accendere la miccia. A farci tornare a sentire cosa vuol dire essere la Juve: squadra tosta, cinica, con la voglia di non mollare mai un centimetro, di “mangiare l’erba” e uccidere (sportivamente parlando) l’avversario, ogni maledetta domenica. Speriamo di rivedere presto quella mentalità. Perché il talento conta, ma è quella fame lì che ti fa diventare leggenda.
  10. Vero. Però, scusa, da qualcosa bisogna pur partire. So già che a molti tifosi non piacerà l'idea, e in parte traspare anche dall'articolo, di vedere Chiellini, una bandiera della Juve, in una posizione che potrebbe sembrare subordinata a Marotta, oggi presidente delle immonde blatte . È comprensibile: per anni ci siamo sentiti isolati e spesso attaccati dalle istituzioni, anche con un certo compiacimento da parte di altri club. Va detto però che anche Calvo era un rappresentante della Juventus in Lega, e non è che la sua presenza abbia spostato gli equilibri a nostro favore. Ecco perché c’è da sperare che con Chiellini le cose possano cambiare. La sua storia, il suo carisma e la credibilità che si è costruito sul campo, anche a livello internazionale, potrebbero dare un peso diverso alla voce della Juve nelle istituzioni. Solo riportando figure forti e riconosciute nei luoghi dove si decide davvero possiamo sperare, un giorno, di ottenere il rispetto che oggi ci viene negato.
  11. Che spasso... Ringraziamo gli ospiti azzurri per averci illuminato; apprendiamo quindi che il Napoli, poverino, non ha gonfiato nulla… si è solo "prestato alla truffa", ma per bontà d’animo. Un po’ come uno che tiene fermo il sacco mentre l’altro rapina la banca, però ci tiene a dire che non ha preso un euro. Nobile, davvero. Poi diciamolo: 70 milioni scritti, ma solo 50 "veri". Una tecnica contabile che, se l’avesse usata la Juve, avremmo già avuto 47 puntate di Report, 3 interrogazioni parlamentari e Saviano in lacrime a Che Tempo Che Fa. Ma per fortuna era il Napoli: quindi è folklore, non frode. Il bello è che ammettete pure la complicità, ma con la mano sul cuore, come se fosse stato un favore al Lille. Che generosità! Manca solo che ADL venga proposto per il Nobel per la pace fiscale. Trump, sei una pippa! Ma tranquilli eh, la differenza con la Juve è chiara: noi siamo "colpevoli e cattivi", voi "complici e simpatici". Tipo Totò e Peppino col bilancio. Una vera commedia italiana… peccato che a qualcuno venga ancora da ridere. Siete dei geni: furbi quando conviene, vittime quando serve. Totò vi fa un baffo
  12. Per me tutta la questione extracampo che riguarda la Juventus ha un’importanza prioritaria, persino superiore ai risultati sportivi. Perché se non c’è giustizia, se non c’è equità, tutto il resto perde valore. Purtroppo viviamo in un Paese in cui anche i ministri colti con le mani nella marmellata restano al loro posto, dove inchieste giornalistiche documentate vengono subito etichettate come "bufale", dove l'opinione pubblica non si informa e si indigna solo quando viene toccato il proprio orticello. In questo contesto, sperare che qualcosa possa realmente cambiare a favore della Juve, o semplicemente in nome della verità, è molto difficile. Io, nel mio piccolo, continuerò a lottare, a informarmi, a denunciare le ingiustizie e a sostenerle quando vengono esposte come in questo caso dalla Fondazione. Ma diciamoci la verità: senza un reale appoggio dall’interno, senza una società forte e determinata a difendere la propria storia e i propri tifosi, tutto diventa più complicato. E sì, lo dico senza giri di parole: con l'attuale proprietà, così debole, scollegata dalla passione e completamente silente su tutto ciò che riguarda la nostra difesa, ottenere giustizia sarà una montagna quasi impossibile da scalare. Ma non per questo dobbiamo smettere di provarci.
  13. Eh certo… Facciamo così: oggi vai dal concessionario. Vedi la macchina dei tuoi sogni. Bella, lucida, fuori budget. Però tu, genio della finanza creativa, un classico, tiri fuori dal portafoglio tre figurine Panini, dai nomi altisonanti tipo Mimì, Cocò e Cacamiocazz. Il concessionario ti guarda perplesso. Ma tu insisti: "Guardi che questi valgono, eh… il 30 per cento del totale!" Lui, non si sa come, accetta. Ti prendi la macchina, sei felice, e torni a casa. Poi, quando qualcuno ti fa notare che forse pagare con le figurine non è proprio regolare, tu rispondi: "Eh ma attenzione! Io mica ho venduto le figurine! Le ho usate come contropartita! È diversissimo!" E in effetti hai ragione: invece di fare una plusvalenza gonfiata su una vendita, hai semplicemente fatto una valutazione creativa durante un acquisto. Una specie di baratto fantasy. Una partita di scambio Pokémon, solo che invece di Pikachu ci metti Osimhen e Karnezis. Ma non è un sistema, eh! È successo una volta sola. Come se rapinare una banca, ma solo il lunedì, ti rendesse un onesto correntista. E poi il bello: "Chi ne trae vantaggio è il Lille!" Certo, perché il Napoli ha tirato fuori 70 milioni veri, tutti in contanti, giusto? Ah no? Ha usato valutazioni creative per coprire parte della cifra? Ah, allora è proprio una novità! Si chiama “plusvalenza passiva a scopo artistico”. Riassunto per chi ha fretta: La differenza tra la Juve e il Napoli non è nel metodo, ma nel numero di volte in cui è stato usato. La Juve l’ha fatto a raffica, il Napoli (per ora) una volta sola. È un po’ come dire che chi ruba una volta sola è un dilettante, non un ladro professionista. Giuridicamente può anche fare la differenza. Moralmente, un po’ meno.
  14. Caro @Leevancleef, apprezzo sempre i commenti post partita e queste anteprime sul merchandising. Sulle prime sei sempre efficace, sulle seconde non ho invece ben capito se non puoi effettivamente esprimere un giudizio. Io ho la mia idea: forse per l'anno prossimo abbiamo risolto un problema. Ho visto la nuova maglia qui sopra (che dovrebbero far indossare ai giocatori, non solo alle anime pie disposte a comprarle) e devo dire che finalmente hanno capito tutto: non servono più i soliti tocchi di classe, adesso si va dritti col trattore. Quelle non sono strisce, sono chiaramente i segni di uno pneumatico agricolo passato sopra la dignità stilistica. Forse volevano rappresentare metaforicamente il nostro centrocampo: lento, pesante e sempre fuoristrada. Dai, almeno così siamo pronti per la Serie A... o per la mietitura. Buona serata
  15. Juventus_addicted

    Buon Compleanno Antonio CABRINI

    per i più giovani, un'intervista molto interessante. E' un pò lunga, ma ricca di spunti. tratta da "il pallone racconta":
  16. Disparità di trattamento sportivo e mediatico sull'affare plusvalenze tra Juve e le altre? Ma tranquilli eh, adesso scende in campo direttamente John Elkann in conferenza mondiale, si dichiara "pvofondamente indignato" e risolve tutto con lo sguardo intelligente che lo contraddistingue. Intanto a Napoli si possono fare magie contabili col bilancino del pizzaiolo e tutto finirà nel nulla.. ma ci mancherebbe! Loro sono sempre parte lesa: la Juve cattiva gli ha rubato ogni scudetto dal 1926 in poi, poverini. E poi vuoi mettere? La città più bella del mondo, la pizza, il mandolino, Maradona, jamme ja... e prima che arrivi qualche pirlotto a darmi del razzista, dai su, diciamolo: questo Paese è una barzelletta. Ma una barzelletta scritta male.
  17. In realtà Ligabue suonerà anche a San Siro il 20 giugno. Lo so perché ho già i biglietti. E comunque, molto meglio lui di tutta quella roba che va di moda adesso. Sono solo curioso di capire come sarà l'acustica: a San Siro è notoriamente pessima, ma è l’atmosfera a rendere certe notti indimenticabili. L’artista di cui ho la chitarra nell’avatar ci ha suonato più volte, tutte serate leggendarie. Lo Stadium è ancora più "chiuso", quindi è probabile che debbano tenere i decibel un po’ più bassi.
  18. Juventus_addicted

    Testamenti olografi di Gianni Agnelli. E la Juventus?

    Hai ragione a chiedertelo, e ti rispondo volentieri di seguito. Non preoccuparti, non mi sento provocato. Intanto preciso: il mio messaggio era una risposta al titolo della discussione – “Testamenti olografi di Gianni Agnelli. E la Juventus?” – quindi il mio obiettivo era provare a spiegare come la Juventus rientri (se rientra) nel patrimonio oggetto di eredità, almeno sul piano societario. Poi, è chiaro, nessuno di noi ha accesso a eventuali accordi privati o patti successori extra-testamentari, se ce ne sono stati. E sì, è possibile che esistano accordi riservati tra i membri della famiglia per garantire, ad esempio, il mantenimento della Juventus all'interno del gruppo o in mano a un certo ramo familiare, ma per ora sono solo ipotesi. Per venire al punto: oggi, in pratica, non cambia nulla per la Juventus. La proprietà resta saldamente in mano a Exor, controllata da John Elkann, attraverso una catena societaria perfettamente legittima e consolidata. La guerra giudiziaria tra Margherita Agnelli e suo figlio John riguarda il passato, la trasparenza delle eredità e delle donazioni, ma non modifica la struttura attuale della proprietà bianconera. Detto questo, il senso del mio messaggio era anche un altro: a leggere certe carte e certe cifre, ti accorgi che questa faida familiare tra madre e figlio somiglia a una lotta per il trono tra gente che il cuore se l'è lasciato altrove da un pezzo. Non c'è affetto, non c'è passione: solo conti, soldi, cifre da capogiro e un'avidità che fa venire il voltastomaco. E allora mi chiedo: ma secondo voi, a questa gente importa davvero qualcosa della Juventus? Di cosa rappresenta? Di cosa ha rappresentato per la famiglia Agnelli? Io ho i miei fortissimi dubbi. Per quanto mi riguarda, John Elkann è un danno sportivo e umano per la Juve. Ma sua madre, con i suoi 109 milioni cash e immobili da oltre un miliardo, che oggi si erge a paladina della giustizia patrimoniale... mi fa ribrezzo uguale. Alla fine, la Juve è solo una voce tra le tante nel portafoglio Exor, e non vedo nessuno, né John né Margherita, capace o interessato a trattarla come qualcosa di più: una squadra, una storia, una fede.
  19. Juventus_addicted

    Testamenti olografi di Gianni Agnelli. E la Juventus?

    Scusate l'ignoranza (la mia), magari sbaglio ma provo a spiegare in che maniera Juventus entri nel patrimonio che fu dell'Avvocato (se c'è qualcuno più preparato che voglia spiegare, è ben accetto): la Holding “Dicembre” è una società storica della famiglia Agnelli, nata decenni fa (mi pare anni 60), che funge da “cassaforte” e detiene le partecipazioni principali nel gruppo familiare, inclusi vari asset e quote di società operative. Exor è la holding di investimento più recente (nata ufficialmente nel 2008), controllata dalla famiglia Agnelli, che ha progressivamente inglobato e riorganizzato vari patrimoni e partecipazioni di famiglia, diventando il veicolo principale per la gestione degli investimenti della famiglia Agnelli, tra cui la Juventus, FCA (ora parte di Stellantis) e altre società. Il legame con l’eredità e il testamento Nel testamento e nelle vicende legali oggetto dell’indagine si parla principalmente di “Dicembre” perché questa holding è stata il principale veicolo patrimoniale di Gianni Agnelli e poi di sua moglie Marella. Exor ha ereditato e assorbito nel tempo molte delle partecipazioni che prima erano sotto “Dicembre” o altre holding familiari, ridefinendo così la struttura societaria in modo più moderno e centralizzato. Quindi, anche se nel testamento e nell’indagine “Dicembre” è citata come holding chiave, oggi Exor rappresenta la versione evoluta e più strutturata del controllo patrimoniale degli Agnelli, dove confluiscono gli asset più importanti della famiglia. Juventus è dunque in mano a John Elkann, figlio di Margherita Agnelli e nipote di Marella, che detiene la maggioranza delle quote. Chi mi conosce sa che per me JE è una sciagura, però c'è da dire che sua mamma, "poverina", con 109 milioni 'cash' e beni per circa 1,1 miliardi, mi fa ribrezzo alla stessa maniera.
  20. Juventus_addicted

    Empatia dove sei?

    Più che empatia, serve testosterone, dentro e fuori dal campo. Premessa: quando ho visto le immagini di Juve-Inter mi sono gasato. Stadio pieno, giocatori affamati, rimonta e vittoria contro quelle insopportabili merdacce nerazzurre. Lì sembrava tornata un po’ di identità, un po’ di fuoco. E invece, dopo tre pareggi grigi, la tifoseria è già depressa. Capisco la frustrazione, ma dopo anni (che sembrano secoli) di non gioco, io aspetterei almeno un altro mese prima di mettermi a perquotermi gli zebedei. Detto questo, paragonare la Juve di oggi a quella di Conte è semplicemente ingeneroso. Quella era una squadra forgiata nel testosterone: la BBBC, Vidal, Lichtsteiner, gente che entrava in campo per sbranare l’avversario. E poi c’erano due fuoriclasse veri come Pirlo e Del Piero, Marchisio nel pieno della maturità… Conte era una macchina da guerra, già da solo faceva la differenza, e intorno a lui c’era un gruppo con i controcoglioni. In più, c’era un solo obiettivo: il campionato. Potevi lavorare tutta la settimana per assimilare ogni singolo dettame tattico. Fuori dal campo, un Agnelli vero al comando, e un dirigente che pesava, si faceva sentire. Oggi? Tudor ha grinta, sì. Ma non basta. Manca tutto il resto. Non vedo, né dentro né fuori, quel mix di personalità, qualità e ambizione che faceva della Juve una squadra da temere. Ma si continua ad essere juventini: se non ci sta bene, pur con il legittimo diritto alla critica, possiamo sempre dedicarci ad altro
  21. vedo che la parte su Cambiaso ha lasciato il segno... in effetti è come se il cameriere di un ristorante stellato dicesse al cliente: "Guardi, questo chef potrebbe lavorare anche da Cracco, se si impegna. Qui da noi si arrangia, fa un ottimo pane e salame, ma ha del potenziale eh!" oppure è come se al Louvre dicessero: "La Gioconda? Bella eh… se continua così magari finisce al MoMA". MA È IL LOUVRE porcocane! O anche come se la tua ragazza, non esattamente una top model, ti dicesse: "Se continui così, magari un giorno puoi puntare a Scarlett Johansson". Ma scusa… e tu chi saresti? Ah Igor, te voeuri ben, ma la prossima volta evita questi paragoni
  22. questo l'articolo completo: Big Luciano, quella farsa del 2006 non la meritavi. Noi juventini nemmeno. I giocatori che ti vogliono ancora bene, neanche. Ce l'hanno portata via, ma la verità è rimasta con noi. È un'amara consolazione, lo so. Ma spero che, nonostante l’età, tu possa almeno vedere gli artefici di quello scempio "uscire di scena" prima di te.
  23. Intanto scusami per il ritardo nella risposta. Provo a rispondere ad alcuni dei tuoi punti di riflessione. 1. Sul rischio radiazione e TAR: Rivangare quei momenti è doloroso, ma non credo affatto che il patteggiamento sia stata la scelta migliore. Quella farsa andava fermata subito, e il potere per ottenere una giusta analisi dei fatti non mancava. Invece, persino i giornali “di famiglia” hanno cavalcato l’onda, alimentando un clima insostenibile, e già questo avrebbe dovuto far capire molte cose... Chi dice che il TAR, in un paese serio, avrebbe bloccato tutto? Certo, l’Italia non lo è mai stato, ma sono convinto che con la giusta determinazione e “artiglieria pesante” almeno una sospensiva si sarebbe potuta ottenere. Quanto al rischio radiazione, non credo affatto fosse reale: la Juventus, con milioni di tifosi in Italia e nel mondo, genera un indotto enorme, portando visibilità e introiti anche alle altre società. Senza la Juve, il calcio italiano avrebbe perso e perderebbe molto del suo valore e appeal, con gravi conseguenze per molti club. Per questo, escludere la Juve sarebbe stata una mossa molto difficile da mettere in atto, proprio perché il sistema calcio dipende in buona parte dalla nostra forza. 2. Sul fatto che Elkann/agnelli siano sotto scacco: Scusami, ma non vedo nessun impero economico rovinato. Elkann resta tra gli uomini più ricchi d’Italia e del mondo, e anzi è finito sotto i riflettori anche per vicende di evasione fiscale. Una bella figura da cioccolataio. Se proprio dobbiamo parlare di potere, lui continua a muoversi con una solidità che pochi possono permettersi. 3. Sulla magistratura come potere superiore al governo: Magistratura e politica sono entrambe forme di potere, e francamente non nutro simpatia particolare per nessuna delle due. Però mi rifiuto di pensare che a quei livelli non si trovino “alleati” e compromessi. Le dinamiche sono più complesse di quanto appaiano in superficie. 4. Sulle regole applicate diversamente alla Juve: Concordo con te, questo è ormai un dato di fatto evidente. 5. Sulla proprietà che cerca di spostare tutto all’estero: L’impero Stellantis è un esempio di un’azienda che opera globalmente, ormai lontana dalle logiche di questo Paese, e preferirei che anche la Juventus non restasse a giocare nel campionato italiano. Proprio per questo ero favorevole alla Superlega, anche se con alcune modifiche rispetto al progetto iniziale. Francamente, però, l’idea di ritirarsi dal campionato italiano per iscriversi altrove mi sembra irrealistica e ridicola. 6. Sulla necessità di “non prestare il fianco” da parte della società: Scusa, ma tu hai mai assistito a conversazioni tra top manager o dirigenti d’azienda? Io sì, e ti assicuro che spesso sono ben lontani dall’essere “verginelle”. Il loro obiettivo principale è fare soldi e sopravvivere in un ambiente molto competitivo. Tutte le aziende, se intercettate, correrebbero seri rischi. Non possiamo pretendere che i nostri dirigenti si comportino come bambini indifesi, altrimenti rischiamo di essere tagliati fuori. 7. Sul distacco emotivo dal calcio politico e giudiziario e sul vivere il calcio concentrandosi solo sulle giocate: Per me il calcio giocato ha perso parte delle emozioni di un tempo e ha assunto un ruolo secondario. Contento per te se riesci a goderti il calcio così. Io invece sono più “rancoroso” — come ci definì Cobolli Gigli — e pur essendo innamorato della Juve, non riesco a farmi passare l’amarezza di certe ingiustizie. Forse riuscirò a superarla solo vedendo applicata la stessa severità e rigore anche a tutte le altre società. comunque, alla fine, il bianconero è parte di me, e la Juve resta una componente fondamentale della mia esistenza. Forse la vera Juventus siamo noi tifosi, non chi oggi la rappresenta senza pudore né rispetto per la sua storia. Buon pomeriggio a te ad a tutti
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