-
Numero contenuti
1.168 -
Iscritto
-
Ultima visita
-
Giorni con più "mi piace"
3
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Calendario
Tutti i contenuti di Juventus_addicted
-
Ricambio ed Appartenenza Juventina
Juventus_addicted ha risposto a Anastasi65 Discussione Juventus forum
Condivido pienamente il pensiero dell'autore del topic; anch'io vivo lo stesso smarrimento. Ho solo qualche anno in meno di te, e ricordo bene quando il binomio Juventus/Agnelli rappresentava per noi tifosi un simbolo di classe, eccellenza, leadership. Anche nei periodi senza vittorie, ci dava comunque un senso di appartenenza, una comunione di intenti tra società, proprietà e tifosi. Abbiamo affrontato Calciopoli, una ferita profonda che ha oltraggiato il nostro amore per la Juve. Non sapevamo quando e come saremmo tornati a vincere. Fu Andrea Agnelli a ridarci quelle emozioni. Ricordo ancora con un misto di commozione, ammirazione e orgoglio le sue parole all'inaugurazione del nuovo stadio: “Benvenuti a casa. Siamo decine di milioni nel mondo, milioni in Italia e centinaia di migliaia in questa città. Sappiamo gioire, soffrire, stringere i denti, noi siamo la gente della Juve. Siamo gente che si riconosce, che sa accettare i risultati ottenuti su un campo verde come questo, con linee che non mentono perché il campo dice sempre la verità” . Oggi, dopo la sua rimozione con metodi che sembrano più da golpe che da normale transizione societaria, quell' accettare i risultati del campo verde è decisamente più difficile, specie considerando che altre realtà sembrano intoccabili, pur avendo anch'esse i loro scheletri nell'armadio; ed inoltre sembra difficile che all'orizzonte emerga una figura carismatica e capace. E questo è un altro motivo di frustrazione: la Juve è una realtà mondiale, ben superiore per appeal e introiti alle contendenti italiane. Dovrebbe sopravvivere a tutto e tutti, mantenendo un elevato standard qualitativo indipendentemente dalle persone che la guidano, così come fanno le squadre europee di pari lignaggio. Perché dobbiamo invece attraversare periodi di così modesto valore? È solo un ciclo che si apre e si chiude? Sarò anche un complottista, ma il mio timore è che la Juventus sia diventata merce di scambio per altri accordi che nulla hanno a che fare con il calcio. E questo vorrebbe dire che, se un giorno dovessimo tornare a vincere, dovrei avere dubbi sulla liceità anche delle nostre vittorie. Un grande conflitto interno, quindi. Per questo dico sempre che andrebbe scoperchiato tutto il marciume di questo bellissimo sport; solo così, nel mio caso almeno, potrei tornare al romanticismo di quei meravigliosi anni in cui il calcio era sport e sana competizione. Un saluto, viva la Juve! -
(Cds) "Per la panchina della Juventus occhio a Bruno Genesio del Lilla, a Torino seguono anche gli sviluppi del rapporto Simone Inzaghi-Inter"
Juventus_addicted ha risposto a Vs News Discussione Juventus forum
La Juve che prende Genesio, il protagonista della canzone di Van De Sfroos: un po’ tütt puèta, spazzèn, astronauta e magütt, in cerca di senso tra curtèll in una man e nell’oltra un màzz de fiuur. Dopo Motta che pareva un boomerang ciùcch , arriva Genesio col suo nome da personaggio uscito da una poesia comasca e la faccia da uomo che "cun qualsiasi vestii, suta … sun biùtt…" La Juve, in fondo, è una trottùla mata sempre in gir senza sosta, tra rivoluzioni e ritorni, zìngher e sciuur del calcio italiano. E Genesio, nel suo piccolo, pare uno di quei personaggi da sacòcia cun scià el paradisi insèma al rusètt, sperando che sappia più di fiuur che di curtèll. Ma occhio: a Torino vogliono i benìì, non solo el surìis. Che dire? Se arriva Genesio, si parte per un’altra stagione cumè el mercurio nel termometro: su e giù, tra fortuna e scarogna. Sperando almeno che se el diàvul el pìca el ciàpa la mira. -
29 maggio 1985 - 29 maggio 2025: 40 anni dalla strage dell'Heysel, 40 anni senza i nostri 39 angeli!
Juventus_addicted ha risposto a Leevancleef Discussione Juventus forum
Heysel, 29 maggio 1985 – Il giorno che non possiamo e non dobbiamo dimenticare Oggi, come ogni anno, il 29 maggio torna a farsi sentire. Non è una data come le altre per noi juventini. È una cicatrice profonda, un dolore muto che il tempo non è riuscito a cancellare. È il giorno in cui il calcio smise di essere solo passione e divenne tragedia. È il giorno in cui 39 vite furono spezzate all’Heysel di Bruxelles. Rocco Acerra (28) Bruno Balli (50) Alfons Bos (35) Giancarlo Bruschera (35) Andrea Casula (10) Giovanni Casula (43) Nino Cerullo (24) Willy Chielens (41) Giuseppina Conti (17) Dirk Daeneckx (27) Dionisio Fabbro (51) Jaques François (45) Eugenio Gagliano (35) Francesco Galli (24) Giancarlo Gonnelli (45) Alberto Guarini (21) Giovacchino Landini (49) Roberto Lorentini (31) Barbara Lusci (58) Franco Martelli (22) Loris Messore (28) Gianni Mastroiaco (20) Sergio Bastino Mazzino (37) Luciano Rocco Papaluca (37) Luigi Pidone (31) Benito Pistolato (50) Patrick Radcliffe (38) Domenico Ragazzi (44) Antonio Ragnanese (29) Claude Robert (30) Mario Ronchi (42) Domenico Russo (26) Tarcisio Salvi (49) Gianfranco Sarto (46) Amedeo Giuseppe Spolaore (54) Mario Spanu (41) Tarcisio Venturin (23) Jean Michel Walla (32) Claudio Zavaroni (28) A ognuno di loro è stata strappata la vita, i sogni, gli abbracci, il futuro. Alle loro famiglie è stata lasciata solo l’assenza, un vuoto che non si colma. Quella sera del 1985, io ero adolescente, davanti alla tivù. E quando Platini segnò, esultai. Come un ragazzo, ingenuamente, troppo preso dalla partita e senza capire appieno l’abisso che avevo davanti agli occhi. Mio padre, talmente scosso da ciò che aveva visto, non disse nulla. Non ebbe nemmeno la forza di rimproverarmi. Spense il televisore alla fine della partita. In quel gesto muto c’era tutto: il rispetto, il dolore, l’inadeguatezza delle parole. Perché quella Coppa, anche se alzata, non potrà mai pesare quanto le vite perdute. Non potrà mai brillare più del ricordo delle 39 vittime. E noi, oggi, abbiamo un solo dovere: ricordarle. Sempre. E c’è un’altra cosa che dobbiamo dire con forza. A chi, ancora oggi, infanga la memoria delle vittime dell’Heysel con cori ignobili, con insulti vigliacchi e con l’odio cieco del tifo più becero: vergognatevi. Quelle 39 persone non erano un “numero”, non erano “nemici”. Erano uomini, donne, ragazzi, bambini. Erano esseri umani. Erano tifosi, come lo siete voi. E chi si prende gioco della morte non solo mostra di non avere rispetto per la Juventus, ma di non avere rispetto per la vita stessa. Ogni volta che diciamo “Fino alla Fine”, sappiamo che quelle parole portano dentro anche loro. Le nostre 39 stelle. La nostra memoria, il nostro lutto, il nostro impegno a non dimenticare. Che il vostro ricordo sia eterno. Che la vostra assenza pesi più dell’oro. Che la Juventus non dimentichi mai chi ha perso tutto per amore dei suoi colori. 🖤🤍 Per sempre con voi.- 138 risposte
-
- 12
-
-
-
40° Anniversario della strage dello Stadio Heysel: Eventi a cui partecipare
Juventus_addicted ha risposto a andreasv Discussione Juventus forum
@andreasv Buongiorno, mi rivolgo a te in quanto membro del team di VecchiaSignora. Domani ricorre l’anniversario della tragedia, un momento sempre molto delicato per tutti noi. Credo sarebbe significativo che foste voi ad aprire un topic dedicato, così da raccogliere in modo ordinato i pensieri e i ricordi di chi vorrà lasciare un contributo, evitando che si disperdano tra i vari messaggi. Avete già pensato a qualche iniziativa o gesto collettivo per commemorare insieme?- 77 risposte
-
- jofc bassano del grappa
- comitato reggio emilia
- (e 5 ancora)
-
Inchiesta Ultras, Inter e Milan patteggiano: 1 turno di squalifica a Inzaghi e Calhanoglu. Calabria invece non patteggia e sarà ascoltato nei prossimi giorni da Chinè
Juventus_addicted ha risposto a Sylar 87 Discussione Serie A e Campionati Esteri
Per chi non ha la pazienza di leggere tutto il malloppone, un piccolo riassunto: L’inchiesta giornalistica andata in onda su Rai3 il 19 maggio ha svelato inquietanti legami tra dirigenti dell’Inter, in particolare Javier Zanetti, e ambienti malavitosi legati alla Curva Nord, tra cui Antonio Bellocco e Davide Scarfone, coinvolti in reati gravissimi (estorsioni, usura, minacce). Le intercettazioni e le testimonianze confermano un rapporto confidenziale, altro che “un solo incontro fuori dal ristorante”. Eppure, la giustizia sportiva ha chiuso tutto con un ridicolo patteggiamento: 14.500 euro per Zanetti, 70.000 per l’Inter, zero per Marotta. Una farsa. La Procura Federale, insieme agli altri organi competenti, ha dato l’ok a sanzioni simboliche, ignorando il clamoroso disvalore dei fatti e la portata dell’indagine. Gli stessi organi che nel 2017 avevano massacrato la Juventus per rapporti con gli ultras ben meno gravi, oggi tacciono e si nascondono dietro un garantismo a corrente alternata. A me, ogni volta, sale il crimine. Ma come si fa a parlare ancora di calcio giocato? E, a tal proposito, che fa la proprietà bianconera? Silenzio assoluto. Non una presa di posizione, non una richiesta di equità. È solo codardia o c’è complicità? Elkann & Co. dove sono?. I tifosi juventini, ancora una volta, vengono trattati come sudditi da spremere solo quando c’è da vendere magliette. Se non si alza la voce ora, quando? Questo è un attacco alla credibilità dello sport. E il silenzio della Juventus è un tradimento. -
Espulsioni a favore, ormai una rarità per la Juventus
Juventus_addicted ha risposto a Bob Kelso Discussione Juventus forum
Grazie per le statistiche. Eppure, secondo la vulgata popolare, siamo sempre noi quelli sistematicamente favoriti dagli arbitri. Ho voluto vederci chiaro, stilando una mia statistica personale sui rigori assegnati alle sei squadre che hanno vinto lo Scudetto dal 1994-95 fino alla scorsa stagione. Non solo ho considerato la quantità complessiva, ma anche quanti di quei rigori sono risultati decisivi per ottenere punti e in quali circostanze sono stati concessi (a punteggio di parità o in svantaggio). Ebbene, i dati parlano chiaro: NON SOLO le accuse risultano ridicole e infondate, MA i numeri raccontano una storia molto diversa. Una storia che, guarda caso, nessuno si prende la briga di raccontare. Curioso notare come, in tutte le medie, il Milan ci preceda. Che l’Inter sia inferiore solo nei rigori concessi quando siamo noi a vincere il campionato. E che persino le romane vantino quasi sempre medie superiori alla nostra. La narrazione popolare, però, continua a descrivere una Juventus "favorita". Perché, si sa, quando un marchio d’infamia viene appiccicato, è difficile toglierlo. Personalmente trovo ormai insopportabile essere ancora accusati. Viviamo in un’epoca in cui i dati sono accessibili a tutti: la vera battaglia andava (e va) combattuta contro chi da sempre controlla la narrazione. "Io sono un'autorità su come far pensare la gente." (Cit. Quarto Potere) -
Del Piero diventa allenatore: "Da oggi potete anche chiamarmi Mister..."
Juventus_addicted ha risposto a Sylar 87 Discussione Juventus forum
Metà del forum lo vorrebbe presidente, lui intanto si diploma allenatore: in tempi di austerity, Del Piero potrebbe fare tutto — presidente, mister, team manager, magazziniere… e già che c'è, rimettersi la 10 e battere le punizioni, ché almeno da fermo qualcuno la mette ancora sotto l'incrocio. Alla Juve dei plenipotenziari, Alex sarebbe il candidato perfetto: manca solo che apra anche lo Juventus Store nel tempo libero. -
Roma, suggestione Klopp ma l'agente e lo stesso allenatore tedesco smentiscono
Juventus_addicted ha risposto a Sylar 87 Discussione Serie A e Campionati Esteri
Jürgen Klopp, sì, proprio quel Klopp, il santone del gegenpressing, l’apostolo del carisma col cappellino, ha detto “sì” alla Roma? Applausi, trombette, caroselli preventivi e panini con la porchetta. La notizia ha mandato in tilt più gente qua dentro che nei social giallorossi. Ma fermiamoci un attimo, che qui serve una riflessione seria. Klopp è un signor allenatore, mica lo neghiamo. A Liverpool ha vinto tutto: Premier, Champions, FA Cup, Community Shield e, probabilmente, pure il torneo di briscola del Merseyside. Ma sapete dopo quanto? Dopo quattro anni di costruzione, sacrifici, mercato mirato e fiducia cieca da parte del club. Quattro anni. Non quattro giornate, quattro anni. A Roma, dopo quattro partite storte, ti aspettano all’uscita di Trigoria con l’olio bollente e la lista dei sostituti. Klopp è uno che lavora sul lungo periodo, che ha bisogno di tempo per costruire, sbagliare, riprovare. A Roma, dopo due pareggi e una sconfitta in casa col Frosinone, parte la contestazione “perché con Spalletti si giocava meglio”. I Friedkin potranno anche avere pazienza, ma l’ambiente? I tifosi? La stampa che ogni lunedì mattina sforna editoriali sulla “crisi giallorossa”? E poi diciamolo: Klopp è un tipo passionale, ma pure lui ha i suoi limiti. Non so voi, ma io me lo immagino già alla conferenza post-partita dopo un derby perso: occhiaie, barba incolta, e un “This is too much for me” o un "'gna faccio" detto in mezzo a una nube di sarcasmo e rimpianti. Ma sapete qual è la parte migliore? Che in tutto questo, noi juventini possiamo sederci comodi, popcorn alla mano, e goderci lo spettacolo. Perché mentre loro sognano il Liverpool de Trastevere, noi – pur con le nostre magagne – sappiamo bene che certi processi richiedono stabilità. E la stabilità, a Roma, è una leggenda metropolitana, come la metro C o il fair play finanziario rispettato. Insomma, nel caso auguri a Klopp. Ne avrà bisogno. Perché vincere a Liverpool è difficile. Ma vincere a Roma, e restarci più di due stagioni senza uscirne pazzo, è roba da supereroi. E neanche la Marvel è pronta per questo film. Forza Juve, sempre. E che il prossimo “Klopp day” arrivi tra… diciamo, 18 mesi. Giusto in tempo per l’ennesimo “nuovo progetto tecnico”. -
[Topic Unico] Serie B 2024/2025
Juventus_addicted ha risposto a Montero non fa prigionieri Discussione Serie A e Campionati Esteri
La notizia è la disparità di trattamento, chi è sacrificabile e chi non lo è, chi è una piccola realtà e chi regala "emozioni". Comunque, ecco una ricostruzione.Fonte: repubblica.it Serie B, Brescia verso il -4 per mancati pagamenti: la Samp adesso può salvarsi La procura federale, ricevuti gli atti dalla Covisoc, ha riscontrato delle irregolarità nel bilancio presentato il 28 febbraio dal club di Cellino. Sospeso il play-out di lunedì tra i ciociari e la Salernitana in attesa della sentenza di primo grado del processo sportivo, attesa in 12-15 giorni ROMA – Il fondo della classifica di serie B rischia di essere riscritto. Il Brescia potrebbe essere penalizzato di 4 punti per illecito amministrativo. La procura federale ha chiuso in queste ore l’indagine e tra i 12-15 giorni si arriverà al processo sportivo di primo grado. La serie B ha immediatamente sospeso il play-out in programma lunedì: se accertate le irregolarità la classifica finale del campionato sarebbe da riscrivere. Il Brescia retrocederebbe quindi direttamente in serie C. Ma la vera notizia è che la Sampdoria, oggi retrocessa in serie C, si troverebbe a giocare i play-out con la Salernitana, mentre il Frosinone sarebbe salvo. Tutto è iniziato il 28 febbraio, quando la Covisoc – la commissione che verifica la regolarità dei conti delle società professionistiche – ha inviato una pec all’Agenzia delle Entrate per verificare i crediti di imposta iscritti dal Brescia nella relazione di bilancio per estinguere debiti fiscali e previdenziali della società. Venerdì scorso, a distanza di due mesi e mezzo, è arrivata la risposta: quelle dichiarazioni, secondo le Entrate, non sarebbero veritiere. Quindi, per la Covisoc, il club di Cellino non avrebbe assolto all’obbligo di versare le ritenute Irpef e e i contributi Inps relativi alle mensilità di novembre, dicembre, gennaio e febbraio, entro il termine del 17 febbraio scorso, per quasi un milione e mezzo (1.439.676 euro). Immediatamente dunque la Covisoc ha inviato gli atti alla procura federale che, in 24 ore, li ha analizzati e ha disposto la chiusura indagini, contestando la slealtà sportiva, la violazione dell’articolo 31 (illecito amministrativo) per la dichiarazione falsa e dell’articolo 33 (infrazioni sugli emolumenti)_ il Brescia quindi potrebbe essere penalizzato di 4 punti. Ora il procuratore Giuseppe Chinè invierà gli atti alle difese per le memorie e entro 12-15 giorni si dovrebbe arrivare al processo sportivo di primo grado. Il problema è la regolarità del campionato: la serie B ha subito sospeso il play-out in programma lunedì tra Frosinone e Salernitana. L’idea è quella di disputarlo solo dopo il processo di primo grado. -
Moratti, botta e risposta: l'intervista surreale che non avete mai letto, visto e ascoltato...
Juventus_addicted ha risposto a Sylar 87 Discussione Juventus forum
Amici, vi porto indietro nel tempo, a cavallo tra il '90 e il '91. Era inverno, ero in attesa della chiamata per il militare e, nell’attesa, lavoravo in un negozio in centro a Milano. Lavoro in nero, sottopagato, sfruttato… ma quei quattro spiccioli mi davano l’illusione di non essere totalmente a carico di mamma e papà. All’epoca ero un giovanotto carino (giuro!), educato, rispettoso, di quelli che oggi verrebbero scambiati per uno scout vegano. Per questo quello che sto per raccontarvi non mi provocò il legittimo istinto di tirare un diretto al naso a qualcuno. Ma avrei dovuto. Era sera, quasi orario di chiusura. Io e la collega – che ai miei occhi di ventenne era "anziana" (aveva 30 anni), ma era anche una gran gnocca – stavamo sistemando il negozio. Difetto? Sì, grave: interista sfegatata. Ma uno a vent’anni certe cose le tollera... soprattutto se sono in minigonna. Entra un cliente. Eleganza d’altri tempi, cappotto che sembrava uscito da un film di Visconti. Ma la faccia… mamma mia. Uno di quei visi talmente brutti da provocare, più che schifo, una certa tenerezza. Un contrasto grottesco, surreale. E mentre pensavo “ma dove l’ho già vista sta faccia?”, sento la collega tutta pimpante: “Buonasera, Dottor Moratti!” Ah, ecco. Il quadro si completa. Quattro chiacchiere, lui cortese, la gnocca lo coccola verbalmente. Poi lei spara: “Quand’è che compra l’Inter?” Non ricordo cosa rispose – il mio interesse per l’argomento era pari a quello per il curling nordcoreano – ma poi lei rincara: “Il mio collega non è molto interessato, lui è juventino!” Ragazzi, ve lo giuro: in un attimo il Dottor Jekyll si trasforma in Mr Hyde. La faccia, già penalizzata dalla genetica, si contorse in una smorfia d’odio puro. Il tono gentile si fece acidulo, passivo-aggressivo, quasi minaccioso. Da “cliente signore” a “tifoso invasato in curva”. Io zitto. Lì per lì non dissi niente, ma quella trasformazione mi rimase impressa. A cena raccontai tutto a mio padre, gobbo DOC. Mi disse: “Quel rancore lì se lo portano da bambini. Sono cresciuti odiando la Juve e gli Agnelli. Tutto ciò che loro non saranno mai.” Oggi, dopo anni, lavoro in tutt’altro ambito, ho qualche capello grigio in più (quei pochi rimasti) e molta pazienza in meno. E sì, lo ammetto: sono diventato un livoroso. Farsopoli mi ha rubato la grazia. E confesso che, quando il suddetto soggetto tirerà le cuoia, un pensierino al negozio lo farò: entrerò, saluterò con educazione e, da perfetto juventino, chiuderò il cerchio con classe. Forza Juve, sempre. E per i Moratti di turno… compassione. Nient’altro -
14 Maggio 2000 - 14 Maggio 2025: L'Acqua di Perugia, peccato però che non fu "Acqua Santa" ma bensì "Acqua Marcia"
Juventus_addicted ha risposto a 29 MAGGIO 1985 Discussione Juventus forum
Qualche giorno fa ho aperto una discussione chiedendomi, con un po’ di amaro in bocca, se questi cinque anni di digiuno tricolore fossero il tramonto definitivo di una gloriosa dinastia... oppure, più romanticamente, l'alba di una nuova rinascita. Concludevo dicendo che, al di là dei risultati, una cosa non possiamo accettare: farci mettere i piedi in testa, soprattutto fuori dal campo. Perché è evidente che certe “attenzioni” a noi riservate, quando toccano altre società, spariscono come neve al sole. Non mi fanno paura gli anni senza vittorie, i momenti bui che anch'io ricordo, quelli li abbiamo già superati in passato a testa alta. Quello che mi preoccupa è vedere un proprietario che fa colazione con i potenti della Terra e poi si fa bullizzare — sì, bullizzare — da personaggi come Chiné o Gravina, con il silenzio complice di chi dovrebbe difenderci. I signori che hai mostrato nella foto, quelli che ci hanno insegnato cosa significhino onore e stile, non avrebbero mai permesso che la nostra Juve fosse usata come merce di scambio per giochi di palazzo. E a proposito di stile Juve, lasciatemi ricordare un episodio che mi è rimasto impresso. Era nei minuti finali della partita oggetto di questa discussione, non stavamo creando granché, ma ci stavamo provando con tutto il cuore. Pessotto, il nostro Gianluca, recupera una palla a metà campo: rimessa laterale per noi, pensai, dai, battiamola in fretta! E invece no. Lui si avvicina all’arbitro (quella figura mefistofelica...), e gli dice: “L’ultimo tocco è mio.” Rimessa al Perugia. Avevo trent'anni e avrei voluto urlare, ma in quell’istante capii: quella era la Juventus. Superiore agli altri, anche nella sconfitta. Fiera. Pulita. Diversa. Oggi i tempi sono cambiati. Non voglio giocatori isterici o violenti, sia chiaro, ma serve qualcuno — là fuori, nelle stanze dove si decide — che sappia farsi rispettare. Non solo una figura forte, ma una guida. Perché una cosa è certa: se lo stile è eterno, la rassegnazione non è roba da juventini. Con la consueta stima, buona serata a te ed a tutti voi -
14 Maggio 2000 - 14 Maggio 2025: L'Acqua di Perugia, peccato però che non fu "Acqua Santa" ma bensì "Acqua Marcia"
Juventus_addicted ha risposto a 29 MAGGIO 1985 Discussione Juventus forum
Mi sa che sarebbe stata diversa solo la sua (di Ancelotti): vista la nostra maledizione in Champions, non avrebbe vinto nulla nemmeno lui. In fondo a lui è andata bene. Stefano @29 MAGGIO 1985, amico caro, certo che rivangare certe disgrazie in questo momento storico è come tenere la testa sott'acqua a chi sta affogando. TU QUOQUE... -
Juventus 2024/25: il grande inganno dell'anno zero
Juventus_addicted ha risposto a Dale_Cooper Discussione Juventus forum
C'hanno fatto l'inganno della cadrega. E noi: "mmh, buona questa cadrega". Un solo responsabile: JE, il gran visir di tutti i mali -
Popolo juventino, svegliati!!!
Juventus_addicted ha risposto a ArturoFC93 Discussione Juventus forum
Da quando c'è l'algido lungagnone dal cognome straniero, le blatte nerazzurre hanno portato a casa 7 scudetti (1 in segreteria) e quest'anno non è ancora finita. Come contorno 6 coppe Italia e 6 supercoppe italiane. Fuori dai confini, una Champions (e ho il vomito a pensare cosa potrebbe succedere a fine mese) ed un mondiale per Club. Non mi si venga a dire che con la Juventus ha vinto di più, perché quando vincevamo noi al timone c'era Andrea Agnelli, le decisioni (giuste o sbagliate) non le prendeva quel mollaccione invertebrato. È pura statistica: Elkann ha fatto vincere l'Inter più di Moratti, in coppia e da solo. -
È difficile, ma proviamo a cambiare prospettiva?
Juventus_addicted ha risposto a Minor threat Discussione Juventus forum
Quindici anni fa eravamo ancora nel pieno post farsa. Non sapevamo se e come saremmo tornati vincenti. Adesso siamo nella stessa situazione, con l'aggravante che nel frattempo ci hanno azzoppato una seconda volta con un'altra farsa clamorosa (anche i nostri prodi ci hanno messo del loro, hai ragione). Ma, almeno in Italia, quelle che tu hai citato come squadre virtuose (o quasi) ne hanno combinate anche di peggio. Ti stimo tantissimo per l'ottimismo, io vedrò buio fino a quando quel pennellone dal cognome straniero, erede di un potere immenso senza averne le capacità di gestione, non pretenderà parità di trattamento per tutte. buona giornata -
Vlahovic: "Il goal più bello con la maglia della Juve? In finale di Coppa Italia. Un onore far parte di questo club"
Juventus_addicted ha risposto a Vs News Discussione Juventus forum
Domandone proprio, queste. Noi siamo incazzati e preoccupati, vogliamo sentire dichiarazioni che ci facciano riconciliare con questa società di peracottari. -
Cinque anni di digiuno dallo Scudetto. Rassegnazione o rinascita?
Juventus_addicted ha aggiunto una discussione in Juventus forum
Non che ce ne fosse bisogno, ma da oggi è ufficiale: anche la matematica ha messo il suo timbro. La Juventus chiude il quinto campionato consecutivo senza scudetto. Un periodo lungo, quasi un’era geologica, per chi – come noi – è abituato a festeggiare titoli come fossero compleanni. Sì, lo sappiamo: ci sono squadre che aspettano da decenni… ma non siamo "altre squadre". Siamo la Juventus. La squadra più vincente del calcio italiano. E cinque anni senza tricolore, per noi, fanno rumore. Tanto rumore. Dal 1945, la Juventus ha disputato 79 degli 80 campionati di Serie A, vincendo ben 31 scudetti, che corrispondono al 39,24% delle edizioni del campionato, circa due su cinque, un dato che testimonia una costanza impressionante di successi. La striscia interrotta: quando la Juve rallenta (ma non si ferma mai) Nella nostra storia ci sono state altre "pause di riflessione". Dal dopoguerra ad oggi, ci è già capitato di passare cinque o più stagioni a bocca asciutta: Dal '52 al '58 Dal '61 al '67 Dal '86 al '95 E poi di nuovo dal 2006 al 2012 (sì, lo sappiamo… per qualcuno è dal 2003, ma noi sappiamo bene com’è andata). Eppure, ogni volta, la Juve è tornata. Più forte, più affamata, più vincente. Perché la nostra non è solo una squadra: è una mentalità. Una macchina da guerra costruita per vincere. E quando si inceppa, la si ripara. Non si rottama. Non solo tecnica, è questione di testa (e di poltrone) Oggi il vero rebus non è il modulo, né l’attacco che fatica. Il problema è più profondo: c'è una società da ricostruire. Una guida forte da ritrovare. Una visione da ritrovare. Andrea Agnelli, pur con tutti i suoi errori, aveva dato un'identità e un’idea di futuro. Oggi sembriamo in balia delle onde. Dentro e fuori dal terreno di gioco. E mentre noi ci facciamo processare ogni 3x2, altrove si chiudono gli occhi. Ma la Juve non può continuare a farsi mettere all’angolo. Serve una società che alzi la voce e difenda la squadra con la stessa rabbia e determinazione che chiediamo ai nostri difensori in campo. Continuare così significa regalare agli altri il diritto di trattarci da bersaglio comodo, col rischio concreto di affossare per sempre l’idea di un calcio italiano equo. E a quel punto, il messaggio è chiaro: siamo sotto scacco. E adesso? Si riparte. Come sempre. La domanda è solo una: siamo pronti a ripartire davvero? Lo siamo noi tifosi, che non molliamo mai, neanche quando la Juve gioca da… vabbè, avete capito. Ma lo è la società? Lo è la proprietà? Si ha davvero voglia di riportare la Juve dove merita? Perché qui non basta “tenere botta”. Noi vogliamo vincere. E vincere non è un’opzione, è un dovere morale. Noi siamo la Juventus L'ora di ricominciare è adesso. Il futuro non ci fa paura: ci aspetta FORZA JUVE. SEMPRE. Buona serata a tutti voi- 394 risposte
-
- 10
-
-
-
È la vita ragazzi. Ci sono persone che nascono con la camicia, altre che devono soffrire. L'unica cosa certa è che anche quelli che nascono con la camicia, vedi Capello e Ancelotti, quando arrivano alla Juve perdono il_loro_fottuto_culo ed in Champions fanno cag... Depressione
-
Claudio Gentile alla Gazzetta: "Per la Juve troppi errori sul mercato. L'allenatore per il prossimo anno? Conte spiegherebbe meglio di tutti il valore della maglia bianconera"
Juventus_addicted ha risposto a Vs News Discussione Juventus forum
Il marchio di fabbrica è sempre stata la mentalità vincente, che andava oltre le singole partite. Quella mentalità, però, oggi sembra mancare, con una squadra che non riesce a rispondere alla pressione nelle sfide più difficili e che fatica a trovare la forza per superare le difficoltà. Per questo, non avendo giocatori con quelle caratteristiche, occorre qualcuno che sappia cosa vuol dire avere quel carattere che ha sempre contraddistinto la Juventus, quella rabbia sportiva che traspariva in ogni contrasto e in ogni rincorsa. E che la inculchi nelle giovani leve e le imponga ai più anzianotti. Che sia Tudor o sia Conte, l'auspicio è quello di vedere giocatori cercare di "sbranare" gli avversari. Il discorso sul mercato e quindi sulla società è ahimè ben più grave, ed è quello che dovrebbe essere risolto il prima possibile -
Buongiorno a tutte ed a tutti. Il 1° maggio 1994 moriva uno dei più grandi piloti della storia della Formula 1, per molti forse il migliore. Non ero un suo tifoso, come tanti altri tifavo Ferrari, la rivalità con il francese Alain Prost caratterizzò molto quegli anni, ma gli riconoscevo una superiorità indubbia. Personalmente, tra le altre cose, ricordo una capacità straordinaria nel saper frapporre tra sé ed il diretto inseguitore un "doppiato", superandolo poco prima della parte mista del circuito, facendo in modo che quest'ultimo facesse da "tappo" e quindi sottraendo preziosi decimi di secondo a chi cercava di avvicinarsi. Ma non era certo solo questo il suo più grande talento: 3 volte Campione del Mondo 41 Gran Premi vinti 80 volte sul podio 65 volte in pole position Ma i numeri non dicono tutto: insuperabile nella guida sotto la pioggia, fortissimo nei circuiti cittadini (detiene ancora adesso il record di vittorie a Monte Carlo), eccezionale nella messa a punto del veicolo e nella scelta degli pneumatici. Il 1° maggio 1994 si correva il Gran Premio di San Marino, autodromo di Imola. Quel pomeriggio io e altri amici ci stavamo recando con il pullman allo stadio (uno dei tanti Juventus Club che all'epoca percorrevano, come un serpentone unico, la Milano - Torino); la partita per la cronaca era contro l'Udinese e vincemmo 1-0 con gol del compianto Gianluca Vialli. Ricordo lo sgomento e la preoccupazione nel vedere su quei piccoli televisori l'incidente alla curva del Tamburello, ed il pilota immobile a parte un lieve movimento del capo. Non ricordo nulla della partita, ma ho ben impresso nella memoria il pensiero che quel giorno sarebbe mancato una Leggenda dello Sport (la dichiarazione ufficiale venne fatta poco prima delle 19). Quel weekend a Imola fu tragico, ci fu anche la morte il giorno prima del pilota austriaco Ratzenberger, e numerosi incidenti caratterizzarono tutto il fine settimana. Qui di seguito riporto una ricostruzione, fonte Wikipedia: La competizione è nota per essere stata uno degli eventi di Formula 1 con più incidenti dall'esito grave o mortale: nell'arco dei tre giorni di gara vi persero infatti la vita i piloti Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, mentre Rubens Barrichello rimase ferito, così come (pur con esito meno grave) alcuni meccanici e vari spettatori, coinvolti passivamente in ulteriori incidenti verificatisi durante la corsa. Venerdì La sequenza di gravi incidenti che segnò il weekend ebbe inizio già nelle prove libere del venerdì: durante la sessione la Jordan di Rubens Barrichello, a causa del cedimento della sospensione posteriore sinistra e della velocità troppo elevata, uscì di traiettoria alla Variante Bassa, passò di traverso sul cordolo esterno e decollò, superando le gomme di bordopista e impattando contro le reti di protezione. L'auto quindi rimbalzò all'indietro, si cappottò un paio di volte e infine si fermò ribaltata nella via di fuga. Essendo manifesta la gravità della situazione, le prove vennero subito interrotte onde consentire di prestare i soccorsi. Barrichello venne estratto esanime dall’abitacolo e rianimato sul posto dai sanitari: ripresi i sensi, venne trasportato al centro medico e in seguito all'ospedale, ove venne stabilizzato e medicato (avendo riportato una frattura al setto nasale, tagli alla bocca, un braccio rotto, una costola incrinata ed una leggera amnesia). Pur non potendo prendere parte al resto dell'evento, già la mattina del sabato si ripresentò nel paddock. Sabato Il secondo incidente avvenne durante le prove ufficiali di sabato 30 aprile: Roland Ratzenberger era impegnato in un giro lanciato nel tentativo di abbassare il suo tempo di qualificazione. Giunta nel rettilineo all'uscita della curva Tamburello, la Simtek del pilota austriaco subì la rottura dell'ala anteriore: il brusco calo di deportanza e l’elevata velocità (314,9 km/h) la resero ingovernabile, mandandola a sbattere contro il muro esterno della successiva svolta, intitolata a Gilles Villeneuve. Nel forte impatto la cella di sopravvivenza dell'abitacolo resse abbastanza bene, ma la decelerazione fu tale da far perdere immediatamente conoscenza al pilota, provocandogli una frattura della base cranica. Anche stavolta la gravità della situazione fu subito manifesta: mentre il relitto della vettura (rimbalzato contro il muretto) continuava ad andare in testacoda per poi fermarsi in mezzo alla curva Tosa (successiva alla Villeneuve), si vide distintamente la testa del pilota oscillare mollemente, appoggiata ai bordi dell'abitacolo. L'allarme fu ancora una volta immediato e fu esposta la bandiera rossa: in due minuti i medici di pista, diretti dal dottor Sid Watkins, si accostarono alla Simtek, trovando Ratzenberger privo di sensi e con copiosa perdita di sangue dalla bocca e dal naso. I sanitari intervennero su di lui dapprima nell’abitacolo, dopodiché lo estrassero e lo distesero a terra, tentando di rianimarlo. Dopo essere riusciti quantomeno a farlo uscire dall’arresto cardiaco, lo caricarono su un’ambulanza e quindi sull’elicottero del 118 Emilia-Romagna, che lo trasportò al pronto soccorso dell'Ospedale Maggiore di Bologna; a causa del grave trauma subito il pilota austriaco morì sette minuti dopo l'arrivo all'ospedale. La ricostruzione più credibile dell’incidente indicò come causa scatenante un danno all’alettone anteriore della Simtek, riportato durante il giro di lancio a causa di un probabile passaggio scomposto su un cordolo. Tale rottura non venne ravvisata né dal pilota né dal muretto, ma allorché Ratzenberger affrontò il rettilineo del Tamburello, il forte carico aerodinamico dell’alta velocità andò a spezzare definitivamente la superficie alare. A conforto di tale teoria vi furono le registrazioni delle telecamere Rai puntate su quel tratto di pista, una delle quali, poco dopo il passaggio della Simtek numero 32, riprese un oggetto di colore violaceo (visivamente compatibile con la forma del flap frontale) volare in mezzo al tracciato. Secondo le leggi italiane l'autodromo sarebbe dovuto andare immediatamente sotto sequestro a causa dell'incidente mortale, per consentire al pubblico ministero competente di effettuare i rilievi. Essendo però i medici riusciti a riattivare il cuore di Ratzenberger, il successivo decesso avvenne al di fuori del circuito e non comportò la sospensione del programma di gara. Era dal 1986 che un pilota di Formula 1 non moriva “sul lavoro” (l’ultimo era stato De Angelis nel corso di un test privato) e ancor più tempo era passato dall’ultimo accadimento luttuoso nel corso di un evento ufficiale (l’incidente di Riccardo Paletti al Gran Premio del Canada 1982). L'ambiente della Formula 1 ne risultò immediatamente traumatizzato: allorché le prove vennero fatte ripartire, Ayrton Senna e tutti i piloti della Benetton e della Sauber decisero di non effettuare altri giri (...) Domenica Il terzo grave incidente del weekend si verificò già alla partenza della gara: allo scattare del semaforo verde la Benetton di JJ Lehto, quinta in griglia, ebbe un problema tecnico e spense il motore, rimanendo ferma sulla piazzola. Le macchine che la seguivano scartarono bruscamente sui lati per evitarla, ma Pedro Lamy, partito dalle retrovie, si avvide dell'ostacolo solo all'ultimo momento: l'elevata velocità e la presenza di altre monoposto al suo fianco resero inevitabile il violento impatto, con la Lotus che letteralmente sfondò il retrotreno della Benetton, andando poi alla deriva per un centinaio di metri e fermandosi allo sbocco della pit-lane. Entrambi i piloti non riportarono conseguenze (salvo alcuni indolenzimenti), ma i detriti persi dalle auto coinvolte volarono in tutte le direzioni; alcuni di essi scavalcarono le recinzioni e finirono sulle tribune ferendo nove spettatori, dei quali uno, colpito da una gomma, rimase qualche giorno in coma. Poiché il rettilineo dei box si era riempito di detriti, la direzione di gara ordinò l'ingresso in pista della safety car (condotta dal pilota Max Angelelli), per rallentare i concorrenti e dare modo ai commissari di ripulire il tracciato e spostare i relitti delle auto incidentate. (...) Una volta pulita la pista la gara riprese: Senna aveva mantenuto il comando e subito segnò un buon tempo cronometrato (risulterà essere il terzo crono più veloce della gara), inseguito a breve distanza da Schumacher. Nel corso del settimo giro, alle ore 14:17, la Williams del brasiliano approcciò normalmente la svolta del Tamburello a una velocità di circa 310 km/h. In questo frangente il piantone dello sterzo (modificato frettolosamente dai meccanici su istruzioni dello stesso Senna prima della gara) cedette alle sollecitazioni e la vettura divenne ingovernabile. Senna, accortosi di non riuscire a curvare e di stare andando dritto, frenò bruscamente fino a ridurre la velocità a 211 km/h, ma la via di fuga era troppo stretta: nel giro di 2 secondi la Wiliams impattò con un angolo di circa 22 gradi contro il muretto a bordo pista. La grande energia cinetica fece rimbalzare la macchina all'indietro verso la pista: essa toccò di traverso la striscia d'erba che separava il tracciato dalla via di fuga e ritornò verso l'esterno, per poi arrestarsi una cinquantina di metri più avanti. Nella carambola una sospensione dell'auto si spezzò con ancora attaccata la gomma e colpì Senna alla testa, provocandogli un grave trauma cranico: il braccio scheggiato della sospensione penetrò nel casco attraverso la visiera, ferendo gravemente il pilota nel lobo frontale destro, poco sopra l'occhio. Resasi conto dell'immobilità del pilota nel relitto della macchina (salvo alcuni lievi spostamenti del capo probabilmente dovuti alle lesioni a livello cerebrale), la direzione di gara espose la bandiera rossa e chiamò i soccorsi. Nel giro di due minuti i medici guidati dal dottor Sid Watkins intervennero presso la vettura. Le condizioni di Senna erano palesemente gravissime: il pilota era esanime e la testa era mollemente appoggiata al bordo laterale dell'abitacolo. I sanitari sfilarono il casco al pilota tagliando la cinghia di ritenuta, constatando che il brasiliano era in stato di gasping: oltre alla ferita sopra l'occhio destro manifestava una fuoriuscita di sangue dal naso e dalla bocca e non reagiva ad alcun tipo di sollecitazione. Lo estrassero dalla vettura e lo stesero a terra per stabilizzarlo: anzitutto si provvide a tenergli aperte le vie respiratorie con la praticazione di una tracheotomia d'urgenza, a tamponare l'emorragia e a trasfondergli del materiale ematico. Watkins, appurata l'estrema gravità della situazione (a posteriori dichiarò di aver avuto "la percezione che il suo spirito lo stesse abbandonando in quell'istante", dopo aver osservato un improvviso rilassamento del corpo del pilota), chiese l'intervento dell'elisoccorso, che in modo del tutto inedito per la storia della Formula 1 fu fatto atterrare direttamente in pista, presso il sito dell'incidente. In quei momenti concitati qualcuno autorizzò erroneamente il rientro in pista di Érik Comas, che non era ripartito insieme agli altri all'uscita della safety car, ma era rimasto fermo a lungo nei box per riparare l'alettone posteriore rovinato da una toccata. Il francese della Larrousse, ignaro della situazione, arrivò al Tamburello a discreta velocità, evitando per poco di investire i mezzi di soccorso. Incredulo per la situazione creatasi, egli uscì dalla vettura per sincerarsi dello stato del collega ferito (che peraltro qualche tempo prima l'aveva a sua volta soccorso a seguito di un incidente in gara). Quindi, prima che la direzione di gara lo squalificasse per il grave pericolo causato, decise sua sponte di ritirarsi dalla gara. Alle ore 15:00 Senna venne caricato a bordo dell'elicottero, che decollò dalla pista alla volta dell'Ospedale Maggiore di Bologna: al seguito del pilota si imbarcarono il dottor Watkins e il primo assistente Giovanni Gordini, medico anestesista. Durante il volo gli fu trasfuso altro sangue, per un totale di 4,5 litri. (...) A gara conclusa tutte le attenzioni si concentrarono sulle condizioni di salute di Ayrton Senna, che era nel frattempo giunto all'ospedale di Bologna. L'équipe del reparto di rianimazione guidata dal primario dottoressa Maria Teresa Fiandri (che aveva raggiunto il nosocomio subito dopo aver visto l’incidente in televisione) esaminò sommariamente il pilota, constatando che l’unica ferita visibile era quella già citata sopra l’occhio destro (larga tre o quattro centimetri), oltre a un complessivo gonfiore del viso (altrimenti disteso e sereno), mentre il resto delle membra appariva illeso. Allorché tuttavia lo spostarono dalla barella si accorsero che essa era piena di sangue, in quantità giudicata sproporzionata rispetto alle lesioni visibili. La squadra medica provvide subito a trattare l'insufficienza cardiaca e respiratoria in cui versava Senna, fino a quasi stabilizzare polso e respirazione; di tale situazione venne dato conto in due bollettini medici che vennero letti dinnanzi alla folla di giornalisti che si era raccolta presso il reparto di rianimazione, mentre la gara era ancora in corso. In seconda istanza, dopo un consulto con il dottor Gordini (che fin da subito dichiarò nulle le speranze di arrivare a buon fine), il pilota fu sottoposto a TAC ed elettroencefalogramma, che rivelarono tutta la gravità dei traumi subiti e l’assenza di attività cerebrale. Tutto ciò non era tuttavia sufficiente, ai sensi delle leggi italiane in vigore, a dichiarare la morte, che nelle normative era intesa come cessazione dell'attività cardio-respiratoria. Alle ore 18:15 Leonardo, fratello del pilota (che aveva raggiunto l’ospedale insieme all’addetta stampa Betise Assumpcao), chiamò un prete affinché amministrasse ad Ayrton l'estrema unzione: a stretto giro la dottoressa Fiandri li raggiunse ed espose loro il risultato degli esami, avvertendoli dell’irreversibilità dello stato comatoso, per poi dare analoga infausta prognosi anche agli operatori mediatici. Allorché alle 18:37 subentrò un nuovo arresto cardiocircolatorio, l'equipe medica decise di non insistere ulteriormente: tre minuti dopo la stessa dottoressa Fiandri si presentò nella sala stampa improvvisata al 12º piano dell’Ospedale Maggiore, annunciando ai giornalisti ivi convenuti il decesso di Senna. Nel referto l'ora effettiva della morte venne tuttavia indicata alle 14:17, momento dell'impatto con il muretto, sebbene il suo cuore abbia cessato di battere alle 18:40, a significare come ogni tentativo di salvataggio fosse stato vano. I funerali di Stato di Senna, ebbero luogo il 5 maggio 1994 a San Paolo in Brasile, alla presenza di tantissimi rappresentanti del mondo delle corse. Il 7 maggio, invece, ebbero luogo a Salisburgo, in Austria, i funerali di Roland Ratzenberger, alla presenza del presidente della FIA, Max Mosley. L'incidente di Senna resterà l'ultimo con conseguenze mortali in una competizione di Formula 1 fino al Gran Premio del Giappone 2014, segnato dal grave incidente occorso al francese Jules Bianchi, poi deceduto il 17 luglio 2015 dopo più di 9 mesi di coma. Concludo inserendo un brano di Lucio Dalla Buon primo maggio
-
Quei sogni "bianconeri" a cui affidiamo i nostri "desideri", nella speranza che prima o poi possano diventare realtà
Juventus_addicted ha risposto a 29 MAGGIO 1985 Discussione Juventus forum
se potessi viaggiare indietro nel tempo, non esiterei un istante a catapultarmi nell'epoca d'oro del leggendario trio Boniperti-Sivori-Charles. Un'emozione che purtroppo la mia memoria non può custodire direttamente. Tuttavia, fin da quando ho iniziato a seguire il calcio, la maglia bianconera ha sempre rappresentato l'apice, l'eccellenza. E come biasimarmi? La mia infanzia e adolescenza sono state fortunate, costellate dai trionfi di una Juve semplicemente stratosferica. Anche negli anni meno brillanti, confesso di non aver mai provato invidia per i giocatori che alzavano i trofei con altre maglie. Poi, un giorno, un lampo illuminò il panorama calcistico: un giovane talento vicentino, Roberto Baggio, emanava la stoffa del fuoriclasse assoluto. In quel momento, il desiderio di vederlo vestire i nostri colori divenne un'autentica speranza, fortunatamente esaudita. E con lui, un altro sogno si concretizzò: ammirare la grinta e la classe di Gianluca Vialli con la nostra gloriosa casacca. Il destino ci ha riservato un paradosso affascinante: persino senza quei due immensi campioni, la Juventus ha saputo mantenersi ai vertici, continuando a vincere. Altri grandi giocatori sono arrivati, hanno lasciato il segno e, purtroppo, ci hanno lasciato (l'addio di Zidane brucia ancora, ammettiamolo). Ma ho sempre riposto fiducia nella lungimiranza della nostra dirigenza, consapevole della loro capacità di costruire squadre competitive, mantenendo al contempo un occhio vigile sulla sostenibilità finanziaria. Ed è proprio qui che risiede il mio più grande sogno per il futuro, un desiderio che supera persino l'arrivo di un Messi, un Cristiano Ronaldo, un Mbappé o qualsiasi altro fenomeno alieno possa calcare i nostri campi: una dirigenza illuminata, competente e capace di guidare la nostra amata Juventus verso nuovi, ambiziosi traguardi. Buona Pasqua a tutti voi! -
Dodici giocatori di serie A indagati per scommesse su siti illegali
Juventus_addicted ha risposto a effe1986 Discussione Juventus forum
L'unica cosa da commentare era l'ennesima ed evidente manipolazione della notizia, uscita ad arte chissà proprio perché in questo momento. Avrei voluto aprire una discussione apposita, ma il timore è che venga cancellata perché considerata un doppione. Questo il mio pensiero: Ancora una volta il cielo sopra la nostra Juve si è leggermente increspato. Qualche fulmine qua e là, storie di scommesse che, diciamocelo chiaramente, non fanno mai piacere. Ma che già si sapevano. Certo, la maglia che indossiamo porta con sé un peso di responsabilità, e ogni passo falso fa rumore, tanto rumore. Aprono i telegiornali, i social impazzano, i moralizzatori da tastiera si ergono a paladini della purezza del calcio. Tutto giusto, sacrosanto. Anche qui dentro c'è gente che condanna senza ma e senza se. Non li giudico per questo, ognuno si faccia la propria opinione. Però, cari fratelli juventini, permettetemi una riflessione, magari tipica di chi ne ha viste (e superate) tante. Ma è curioso, no? Come certi scandali, certe "macchiette" o "macchione" che coinvolgono altre sponde del calcio italiano, sembrino scivolare via come acqua sul Teflon. Un soffio di vento e... puff! Dimenticate. Archiviate. "Non interessano". Al limite se ne parlerà quando scatterà la prescrizione. Noi, invece, siamo qui. Ogni presunto passo falso, ogni ombra, si ingigantisce, si ripropone, diventa un mantra eterno. Quasi quasi c'è chi tra noi si affeziona a questa narrazione, un po' come ci affezioniamo alle nostre vittorie, che, guarda caso, quelle non sbiadiscono mai. E, riferito alle altre squadre, una in particolare, non parliamo di quisquilie, eh! Parliamo di vicende che, se fossero capitate dalle nostre parti, avrebbero già portato all'apocalisse mediatica, con tanto di editoriali infuocati e talk show notturni a reti unificate. Ma niente, da quell'altra parte vige una sorta di "immunità narrativa". È come se avessero un interruttore per l'eco mediatica: "off" quando tocca a loro, "on" (e a volume altissimo) quando il vento spira verso la Continassa. Allora, amici miei, mentre aspettiamo che la polvere si depositi e la giustizia faccia il suo corso (come sempre, confidiamo -forse da ingenui cronici - nella serietà delle indagini), concediamoci un sorriso amaro. Un sorriso che sa di "già visto", di un copione che si ripete. E magari, la prossima volta che sentiremo tuonare e piovere sul nostro giardino, ricordiamoci che in qualche altra aiuola, magari un po' più in là, c'è chi annaffia i propri scheletri nell'armadio con la nonchalance di chi sa di avere l'ombrello "giusto". Forza Juve, sempre e comunque. E occhio, che la memoria dei tifosi bianconeri è più dura a morire di un goal di Del Piero al 90esimo! Fino alla fine... e oltre! -
maglie Nuove maglie Juve 24/25: il report di VS! Usciti i tre kit! Training, Prematch, Elite, Retro, Adicolor, Nasa, All Blacks, ecc! EDIT: È USCITA LA VRCT COLLECTION!
Juventus_addicted ha risposto a Leevancleef Discussione Archivio discussioni Vecchiasignora.com
intanto oggi sul Canale WhatsApp della Società è apparso un sondaggio: quale maglietta preferite tra quelle dell'84/85, dell'86/87 e del 94/95. Tralascio il fatto che potevano anche sforzarsi, e inserire le immagini. Lo faccio io: La domanda è: evidentemente lo sanno che quelle erano casacche da JUVENTUS, perchè allora ci propinano le schifezze come quella del prossimo anno? -
Dodici giocatori di serie A indagati per scommesse su siti illegali
Juventus_addicted ha risposto a effe1986 Discussione Juventus forum
L'ho sempre pensato, e lo ripeto: La Juventus è la più grande foglia di fico del nostro Paese, utilizzata per coprire non solo le nefandezze calcistiche altrui, ma anche per spostare l'attenzione del popolino da altre vicende ben più importanti. La notizia di oggi fa già capire come proseguirà l'iter giornalistico: solo i giocatori della Juventus sono degli intrallazzatori, gli altri solo di contorno. qui sotto la notizia, fonte repubblica.it Dodici giocatori di serie A sono indagati dalla Procura di Milano per scommesse sui siti illegali. Gli episodi risalgono al periodo 2021-2023. I fatti sono emersi spulciando le chat dei telefoni di Sandro Tonali (oggi al Newcastle) e Nicolò Fagioli (oggi alla Fiorentina), già coinvolti in un'indagine della Gdf di Torino. I giocatori, che non avrebbero scommesso su partite di calcio ma su altre discipline, rischiano provvedimenti davanti alla giustizia sportiva. Questi i nomi nel mirino: Alessandro Florenzi, Nicolò Zaniolo, Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes, Angel Di Maria, Raoul Bellanova, Samuele Ricci, Cristian Buonaiuto, Matteo Cancellieri, Adames Hector Junior Firpo, Una gioielleria che funzionava come banca Ingenti le somme che i calciatori hanno versato nella tasche di due gestori di piattaforme illegali di scommesse online, che si sarebbero fatti aiutare dagli amministratori di una gioielleria milanese che funzionava come banca per regolare i conti. Quando il debito diventava più oneroso, i giocatori effettuavano bonifici alla gioielleria per l’acquisto di orologi di lusso che restavano però nella disponibilità degli organizzatori. Fagioli ha versato quasi 700 mila euro. Tutti gli importi La società titolare della gioielleria si chiama Elysium Group. Riceveva sui propri conti i bonifici bancari “a copertura dei debiti contratti dai giocatori”. Una tabella riassume i pagamenti: Fagioli ha pagato 693 mila euro, Florenzi 155 mila, Tonali 57 mila, Buonaiuto 41 mila, Cancellieri 40 mila. Le accuse: “Fagioli e Tonali avevano ruolo di collettore” Tonali e Fagili, oltre ad aver fatto numerose scommesse sulle piattaforme online, avevano per i pm il ruolo di “collettori di scommettitori”, cioè si occupavano “di diffondere e pubblicizzare le piattaforme illegali, fare da tramite per l’apertura o il caricamento dei conti di gioco nonché effettuare consegne di denaro per conto di altri scommettitori, anche in contanti”. Questa attività garantiva loro dei “bonus” o la decurtazione dei debiti. Così sono finiti nella rete altri calciatori, da Florenzi a Zaniolo. Altri giocatori pagavano solo i debiti di Fagioli Sono emersi anche i nomi di persone non indagate. Fagioli, per far fronte al pagamento dei debiti di gioco, si sarebbe avvalso infatti di prestiti. Per questo agli atti c’è per esempio il nome di Federico Gatti della Juventus, non indagato al pari, per esempio, di Radu Dragusin. Così entravano nelle “stanze chiuse”. Il trucco degli orologi di lusso L’incheista nasce dalla trasmissione di atti dalla procura di Torino, dalla quale emergeva che Fagioli e altri calciatori professionisti giocavano d’azzardo su piattaforme legali e illegali e avevano contratto rilevanti debiti. Si appoggiavano a un gruppo che a Milano faceva riferimento a due indagati, Tommaso De Giacomo detto Tommy e Patrik Frizzera. Erano loro il “banco”, la chiave d’accesso alle “stanze chiuse”. Il “trucco” degli orologi di lusso pagati e mai comprati dai calciatori, perché serviva in realtà a pagare debiti di gioco, è stato confermato dallo stesso Tonali durante un interrogatorio. Sequestrati un milione e mezzo di euro La squadra della Guardia di Finanza della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Milano ha eseguito il sequestro preventivo di un milione e mezzo di euro a cinque persone e a una società per "esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, riciclaggio e responsabilità amministrativa degli enti". Sono stati anche notificati, nell'inchiesta dei pm Paolo Filippini e Roberta Amadeo, "decreti di fissazione di interrogatorio preventivo" davanti al gip, dopo la "richiesta di applicazione" dei domiciliari per i cinque indagati. -
Dodici giocatori di serie A indagati per scommesse su siti illegali
Juventus_addicted ha risposto a effe1986 Discussione Juventus forum
come mai la notizia esce adesso? c'è voluto tutto questo tempo per "spulciare" le chat dei 2 giocatori? da cosa devono sviare l'attenzione mediatica?
