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Juventus_addicted

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    ex juventino milanese

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    Milano
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    JUVE, Springsteen, viaggi, buon cibo, grande cinema

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  1. Juventus_addicted

    Ciccio Graziani

    Dovresti metterla nel calderone...
  2. Juventus_addicted

    Ciccio Graziani

    Si, gli stessi che alzano questa: l
  3. Juventus_addicted

    Mourinho: "Allenare la Juventus? Certo"

    All’epoca, tra la fine degli anni ’90 e il 2006, conoscevo una persona che lavorava alle dirette dipendenze di un componente della Triade. Ogni tanto, senza stare a insistere e per non sembrare invadente, chiedevo informazioni su ciò che ruotava attorno al mondo Juve. Tra vari aneddoti, capitava anche che emergesse qualche indiscrezione di mercato. Ricordo che quando Mourinho allenava il Porto mi parlò di un interesse, mai ufficiale, per il tecnico portoghese. Veniva descritto come molto forte nella gestione dello spogliatoio, con quel carattere duro e spigoloso che in certi contesti fa la differenza, e come un profilo da "figlio_di" che si sarebbe inserito perfettamente nella Juventus di quegli anni. Senza la farsa del 2006, sono propenso a pensare che probabilmente Mourinho sarebbe passato anche da Torino, e oggi racconteremmo una storia molto diversa: meno ipocrisia, meno alibi e qualcuno, da un'altra parte, avrebbe continuato a restare al suo posto naturale. Detto questo, spero che stasera si prenda una bella tramvata sui denti
  4. Juventus_addicted

    Mourinho: "Allenare la Juventus? Certo"

    Fonte: Tuttosport Io dico che senza la Grande Farsa del 2006, in un paio d'anni ce lo saremmo ritrovati in panca. E le blatte avrebbero continuato a navigare nella melma. Se succedesse adesso, prendo il primo treno e vado a Torino a riempirli tutti di mazzate
  5. Peccato, a 1 miliardo e mezzo ci provavo io...
  6. Juventus_addicted

    Al cinema: Juventus primo amore

    "Non si scherza, si gioca per vincere, non si discute". Michel "Le Roi" Platini "l’obiettivo è arrivare al breakeven entro il 2026-27, puntando su sostenibilità e risultati". Giorgio Chiellini (Juventus 25-26)
  7. Spero tu abbia ragione, davvero lo spero con tutto il cuore. Creare e subire poco è già un passo avanti, su quello nulla da dire. Eravamo abituati al nulla, all'abbiocco da sterilità. Il problema è che ho sempre quella vocina maligna che mi sussurra: “bello tutto, ma chi fa lo step finale?” Perché senza un vero terminale offensivo, uno col famoso killer instinct, rischiamo di fare tante belle azioni da raccontare al bar il lunedì, ma pochi gol da festeggiare la domenica. Il timore è che la mole di gioco resti: mole, e non sostanza. E poi sì, va detto: finora Pisa, Cremonese, Lecce e Cagliari. Bene, benissimo, anche se con queste squadrette abbiamo perso 5 punti, ma quando arrivano le prime della classe ho il terrore di rivedere quella sterilità cronica che ci perseguita da anni: tanto controllo, passaggini infiniti, zero sangue freddo, zero gol. Insomma, io firmo subito per togliere quel “forse” finale; però qualcuno davanti (e anche in panca) deve iniziare a fare il cattivo, non il filosofo
  8. Insomma: riaggressione feroce, dominio del gioco, consapevolezza intatta; manca solo il dettaglio irrilevante: buttarla dentro. Siamo diventati una squadra di powerpoint: pressing alto, concetti chiari, analisi complete, poi in area avversaria improvvisamente cala la nebbia padana. Il gioco lo dominiamo, il pallone pure, ma la porta avversaria resta un oggetto misterioso, tipo Area 51. Alla fine il calcio è semplice: chi segna vince. E noi, al momento, sembriamo più bravi a riconquistare palla che a farle capire dove deve finire. Va bene la filosofia, va bene la riaggressione, però qualcuno avvisi i nostri attaccanti che il gol non è facoltativo. Dai, continuiamo a dominare, prima o poi domineremo anche il tabellino. Forse
  9. Capisco chi dice che oggi conti soprattutto avere giocatori forti, ed è ovviamente vero. Nessuno dovrebbe chiedere di rinunciare alla qualità per la lingua. Però secondo me il punto non è “italiano sì / italiano no”, ma identità e leadership. La Juve migliore aveva sempre un gruppo di giocatori forti, carismatici e perfettamente integrati nel contesto, molti dei quali italiani o comunque capaci di comunicare senza filtri. La leadership non passa solo dal campo, ma da: riunioni, momenti di tensione, rapporti con arbitri, media, ambiente. Se i leader non parlano la lingua del contesto, il peso specifico si riduce. Tevez e Mandzukic non parlavano italiano, giusto, ma erano inseriti in uno spogliatoio guidato da Buffon, Chiellini, Pirlo, Marchisio, Barzagli, Bonucci, ma anche stranieri come Vidal e Lichtsteiner, che parlavano molto bene. C’era un nucleo che trasmetteva cosa fosse la Juve, dentro e fuori dal campo. La lingua non rende più forti, ma aiuta a essere leader, a rappresentare il club, a parlare ai tifosi (sentire sempre mediatori o traduttori raffredda il legame emotivo), all’ambiente. E una squadra come la Juve non è solo una somma di individualità, è anche immagine, comunicazione, cultura. Oggi invece sembra mancare proprio questo: un gruppo che trascini, che si faccia sentire, che faccia da collante. I tempi sono cambiati, sì, ma certi valori non dovrebbero cambiare mai.
  10. Juventus_addicted

    Koopmeiners: una volta centrocampista totale, ora totalmente inutile

    Il vero errore non è il giocatore in sé, ma la catena decisionale che lo ha preso a quel prezzo, con quelle aspettative, e senza un’idea chiara di cosa dovesse fare alla Juve. E più insisti a farlo giocare per “difendere l’investimento”, più fai danni: come continuare a usare un elettrodomestico sbagliato solo perché l’hai pagato tanto, invece di ammettere l’errore e cambiare strategia. Alla Juve il problema non è mai solo chi scende in campo. È chi decide chi deve scenderci, dove e perché. E finché non si capisce questo, continueremo a discutere degli effetti e mai delle cause.
  11. Fondamentalmente: possono giocare dove gli pare. Non stiamo parlando dei figli di qualcuno che si possa definire bandiera di una squadra. Del Piero era la Juventus. Maldini era il Milan. Totti era la Roma. E quegli altri… beh… dovresti aver capito 😏
  12. Vai @pablito77!
  13. La notizia della scomparsa di Commisso riguarda la sua famiglia e i tifosi viola, a cui va (soprattutto alla famiglia) il rispetto umano dovuto. Detto questo, da juventino non posso dimenticare certi atteggiamenti. Negli anni Commisso si è fatto notare soprattutto per le continue accuse alla Juve, tra arbitri, regole non rispettate e calcio “malato”. Sempre parole, mai fatti, mai risultati. La Juventus ha continuato a vincere sul campo, la Fiorentina a inseguire e a lamentarsi. Per di più da Firenze direzione Torino sono stati venduti una serie di giocatori normali, strapagandoli, permettendo alle casse viola di respirare. Le sue uscite contro la Juve resteranno il classico esempio di vittimismo di chi guarda dal basso una storia che non potrà mai raggiungere. Superiorità non si rivendica, si dimostra. E la Juve lo ha sempre fatto, anche senza rispondere a certe polemiche. Fine delle polemiche, avanti Juve.
  14. I figli di Maldini devono giocare nel Milan. I figli di Del Piero alla Juventus. I figli di Totti alla Roma. I figli di *, tutti all'Inter. Sono un inguaribile romantico, certe dinamiche vanno preservate.
  15. Caro Stefano,
    ti porgo le mie sincere condoglianze per la perdita della tua mamma. Non riuscendo a scriverti in privato, ti lascio qui un abbraccio sincero, con l’augurio di ritrovarti presto sul forum quando e se te la sentirai.

    1. 29 MAGGIO 1985

      29 MAGGIO 1985

      Fratello bianconero, ho assai apprezzato il tuo graditissimo pensiero

      sei stato oltremodo gentile - Grazie .. Grazie .. ed ancora .. Grazie .. 

       

      Contraccambio il, seppur virtuale, abbraccio .. .salve Stefano !

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