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  1. Fino a un mese fa Yildiz era il secondo della rosa juventina per contrasti e palle intercettate, certo un dato a favore che però pregiudicava tutto il resto a partire dalla condizione fisica con un ginocchio che andava e va preservato e in quest'ottica si muove la gestione di Spalletti: Kenan è libero di spazziare in campo e sopratutto può e deve rifiatare quando serve per essere al top quando la Juventus ne ha veramente bisogno.
  2. Problema all'adduttore sinistro per Vlahovic, esami ovviamente nei prossimi giorni. Dazn aggiornamento 01/12/26 - ore 14:58
  3. Grazie al successo contro il Cagliari all’Allianz Stadium, la Juventus ha raggiunto quota 12 vittorie casalinghe nel 2025 in Serie A, agganciando Napoli, Inter e Roma nella speciale classifica. I bianconeri hanno vinto tre volte nelle ultime cinque partite di Serie A (2 pareggi nelle altre), dopo che non avevano mai conquistato i tre punti nelle cinque uscite precedenti (3 pareggi e 2 sconfitte).
  4. Fino a questo punto della stagione, Yildiz ha inciso in dieci marcature, la Juve ne ha fatte ventisette. Più di un gol ogni tre arrivano dal destro di Yildiz. E quel che non raccontano i numeri, lo spiega l’osanna dello Stadium nei suoi confronti: non c’è altro appiglio, non adesso, chissà se ci sarà mai.
  5. Wojciech Szczęsny non è un tipo banale. Dagli inizi della carriera passando per la vita privata, dal Legia fino al Barcellona, il portiere si è raccontato in una lunghissima - e interessante - intervista rilasciata a GQ Polonia. Al magazine, Szczesny, ha davvero parlato di tanti argomenti. Riportiamo qui però i passaggi più interessanti sull'Italia e sulla Juventus. Per il club bianconero in particolare il portiere polacco ha usato splendide parole. "La Juve mi ha costruito. Mi ha insegnato la disciplina. È una squadra completamente diversa da quelle che conoscevo. L’Arsenal è calcio bello, ma senza la pressione di vincere il campionato. La Roma mi ha fatto assaggiare il successo. Il Barcellona è puro piacere di giocare. La Juventus è lavoro quotidiano sotto pressione massima. Lì conta solo vincere. E io ho imparato a farne parte. Capite? Ho potuto sostituire Buffon! Non c’era sfida più grande per un portiere. Pensavo di giocare due o tre anni e poi avrebbero cercato un giovane. Invece ho continuato a rinnovare il contratto finché sono diventato il giocatore più anziano della Juve, con più presenze, più esperienza, quello da cui si partiva per costruire la squadra". "Un giorno alla Juventus commisi un errore evidente e Chiellini mi urlò contro negli spogliatoi. Questa è la parte che la gente non capisce: tu vuoi bene ai tuoi compagni, ma in campo non gliene frega niente a nessuno. Se sbagli, ti distruggono. E grazie al cielo! Fu una prova d’amore, non di cattiveria". "Tornare nello spogliatoio e salutare tutti quei ragazzi è stato incredibilmente emozionante. Hanno preparato tutto alla perfezione, come sempre. Sapete qual è il più bel complimento che abbia ricevuto in tutta la mia carriera? L’ha detto Gianluigi Buffon. Alla fine della mia permanenza alla Juventus, nel 2021, mi disse che, a suo avviso, ero stato il miglior compagno di squadra della sua carriera. Chiaramente non potevo essere il miglior portiere. Per quello avrebbero dovuto prendere Yashin... Ma il miglior compagno. Questo sì, questo potevo meritarlo. Mi sono sentito il re del mondo. Era un paragone con gente come Pirlo, Vieira, Pjanić, Nedvěd… Ancora oggi mi vengono i brividi quando lo dico". "Tre giorni prima di annunciare il mio ritiro, ho anche detto a Robert Lewandowski che non volevo più giocare per nessun club a meno che non si parlasse del Barcellona. Quando mi hanno chiamato, probabilmente sapevano di potermi convincere. Ho giocato la mia prima stagione al Barcellona gratuitamente. Quello che ho ricevuto dal Barcellona è stato esattamente quello che ho dovuto restituire alla Juve per aver rescisso anticipatamente il mio contratto". Eurosport
  6. Vive una condizione di precariato, dal punto di vista contrattuale. L'accordo scade a giugno 2026. Per Tudor era un giocatore importante, per Spalletti è essenziale, McKennie non si preoccupa del futuro: «Mi piace la Juve, sto bene qui e voglio aiutare la squadra fino a fine stagione, poi vedremo». Gli interessa solo giocare ma la Juve sa che dovrà incontrarlo presto per pianificare il domani.
  7. Nella notte di Bodo a Miretti è stato chiesto di accendere la luce in fase di impostazione. Una missione compiuta e non solo per le geometrie. Ma perché Miretti ha portato in campo quella quota di juventinità vera, autentica, anche nei momenti di difficoltà. Classe 2003, tra i più giovani di una giovane Juve, ha lottato e alzato la voce se necessario per aiutare i compagni di squadra a cambiare marcia e atteggiamento nel secondo tempo, facendo la differenza insieme a Yildiz. E non è un caso se solo dopo la sua uscita dal campo poi siano di nuovo saltati i riferimenti. Insomma, Miretti è tornato, pronto com’è a sentirsi grande tra i grandi, a confermarsi uno da Juve.
  8. JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; Cambiaso, Thuram, Locatelli, Kostic; Yildiz, Conceiçao; Vlahovic. All. Spalletti. CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zappa, Deiola, Luperto; Folorunsho, Prati, Adopo, Felici, Palestra; Se. Esposito, Borrelli. All. Pisacane.
  9. Il calendario ora sulla carta si fa più dolce: Pafos e Benfica in casa, poi il match a Monaco. L’algoritmo sicuro: se i bianconeri fanno almeno 4 punti sono tra le prime 24 al 91%. Vincere tutti e tre i confronti, infatti, potrebbe persino aprire al più roseo degli scenari: la qualificazione diretta agli ottavi. Difficile, sì, ma non impossibile: con 9 punti i bianconeri raggiungerebbero quota 15. L’anno scorso ne bastavano 16 per evitare gli spareggi... Nel peggiore dei casi, con 15 punti la Juve si presenterebbe comunque ai playoff da testa di serie, concedendosi da regolamento - almeno sulla carta - uno spareggio “dolce” contro le ultime della classe.
  10. Semaforo verde per Vlahovic, che entra in corsa per una maglia da titolare per la partita contro il Cagliari di domani sera all’Allianz Stadium. Attenzione, però, alla carta Jonathan David: dopo il gol contro il Bodo/Glimt potrebbe avere un’occasione dall’inizio. Ancora incerto, invece, il rientro di Federico Gatti: ieri ha lavorato a parte dopo aver superato una gastroenterite acuta, che non gli ha permesso di prendere il volo per Bodo. In giornata Spalletti capirà se potrà convocarlo.
  11. Un solo gol non basta, però è arrivato: il primo con la Juve, dopo un digiuno prolungato che durava in realtà già dalla passata stagione: 228 giorni senza reti, un’eternità per chi da anni si è confermato tra gli attaccanti più completi d’Europa. Un dato per tutti, forse quello che ha convinto l’uomo dei numeri Comolli: Openda è tra i cinque giocatori (sì, solo cinque) capaci di segnare almeno 50 gol e sfornare almeno 15 assist nei principali campionati europei negli ultimi cinque anni: ora tutti si aspettano un nuovo inizio per Openda.
  12. Il nuovo nome, stavolta emerso dalla Germania, è destinato a far rumore. Già in ottica gennaio. La Juventus segue Alex Toth, 20 anni, centrocampista centrale del Ferencvaros. Su di lui c’è mezza Bundesliga, ed è un fattore che sta influenzando pure il prezzo finale, ora fissato intorno ai 15 milioni.
  13. Il risultato alla fine è stato stretto ma, statistiche alla mano, sono stati 16 i tiri bianconeri in porta contro il Bodo: il dato più alto registrato da una squadra di Champions in trasferta negli ultimi anni. Per trovare una squadra che ha fatto lo stesso risultato in termini statistici bisogna andare al 26 novembre 2019 quando il Bayern Monaco fece lo stesso numero di tiri sul campo della Stella Rossa. A Bodø a guidare l’assalto sono stati Conceição e Yildiz con 3 tiri a testa.
  14. Bremer aumenterá i carichi e ora sente più vicino il rientro: questa per il brasiliano può essere l'ultima settimana di differenziato e l’obiettivo è sempre tornare tra i convocati per il match di Napoli del 7 dicembre. Il rapporto con Spalletti è ottimo: la svolta passerà anche dal centrale con il quale potrà affinare il passaggio della difesa a 4.
  15. Openda e David hanno ritrovato le reti che tanto mancavano alla Juventus. Vista la penuria di gol dei mesi scorsi il belga (al primo sigillo) e il canadese (al secondo) restano lontani dalla vetta dove il calciatore più proficuo della rosa è Vlahovic con sei marcature. Al secondo posto insegue Yildiz con tre reti, mentre a due gol - oltre a David - ci sono Kostic, Gatti, Conceiçao e Kelly.
  16. La Juventus ha insegnato come spesso, nelle rose vincenti, gli “uomini” contano più dei “calciatori” e che ogni grande formazione ha almeno un leader per reparto, ovvero quel giocatore a cui affidare la palla nei momenti di difficoltà o quel giocatore che fa capire ai compagni quando è il momento di concentrarsi ancora di più: in tre stagioni hanno smesso o sono stati ceduti tutti i giocatori di personalità e nessun acquisto ha dimostrato la leadership necessaria.
  17. La luce non può che essere puntata sull’attacco, dove la priorità è ritrovare David e Openda per dare gol e alternative a Vlahovic e Yildiz. Da rilanciare pure Zhegrova che sembrava in crescita ma che a Firenze non si è visto. Il discorso vale pure per il centrocampo che finora ha visto protagonisti appena 3 giocatori (Locatelli, Thuram e McKennie) di tutta la rosa: Miretti capace di far intravedere tracce interessanti dal suo ingresso in campo a Firenze e Adzic sono pronti.
  18. Vi diranno che l’On Field Review che ha tolto il rigore alla Juve è stata giusta ma in realtà, è pura follia: non nel merito (prima tirata di maglia di Vlahovic prima che Pablo Marì gli frani addosso tirandolo giù a due mani), ma perché questa è moviola pura. Siamo sempre stati “varisti” convinti, vorremmo 4/5 OFR a partita. Ci hanno sempre detto altro che il calcio è dinamica, che i contatti di campo devo essere lasciati all’arbitro. Doveri lo dice, lo si sente dalla RefCam ed invece Guida lo chiama all’OFR. Chi la riterrà giusta, si ricordi di farla sempre, la moviola.
  19. Ora sul tavolo c’è un’offerta di rinnovo per 2/3 anni a 5 milioni (non più 4) rispetto i 3,2 attuali, nonostante l’età che avanza: questo Maignan però la merita e ci sono da allontanare la Premier League e anche una pista italiana che lo porterebbe a Torino, sponda Juventus.
  20. Spalletti nel post Fiorentina ha parlato delle esclusioni di David e Openda, con una sorta di mea culpa: «Ho sbagliato con loro, dovevo farli entrare prima. Devo trovare 18/20 titolari per arrivare fino in fondo. Per la gara con il Bodo, ci saranno delle rotazioni…"
  21. Nella sfida è sceso in campo anche lo juventino Edon Zhegrova, subentrato al 63’. L’esterno ha mostrato una buona condizione atletica e si è reso molto partecipe nella manovra, toccando diversi palloni e dando vivacità alla fase offensiva della sua squadra. Tuttojuve.com
  22. Scout bianconeri attesi al Bentegodi: in primis verrà rivisto dal vivo Bernabé che piace per qualità tecniche, visione di gioco e pulizia di palleggio anche se il Parma sembra intenzionato a resistere dinanzi alle sirene di mercato almeno fiona giugno. Occhio pure a Giovane, preso a zero dal Corinthians a luglio è stato un affarone con il senno di poi visto che ora la punta classe 2003 vale già 15 milioni, la Juventus vuole iscriversi alla corsa per la punta anche perché l'attuale attacco bianconero per il futuro è un rebus.
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