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  1. A pochi giorni dal suo arrivo Spalletti era a Vinovo per osservare dal vivo la partita di Youth League contro lo Sporting Lisbona mentre il suo vice Domenichini ha seguito i giovani nella partita giocata contro il Bodo. Tre i nomi che potrebbero fare prima o poi qualche apparizione magari anche tra i grandi. In cima alle preferenze c'è Elimoghale sul quale il progetto vede un imminente salto in Next Gen per prepararlo e, nella prossima estate, la possibilità di fare il ritiro con la prima squadra. Poi ci sono Finocchiaro, che sta diventando un 10, e Mazur, che è stato l’ultimo acquisto di Tognozzi, di recente promosso e impiegato in Next Gen dopo aver superato problemi fisici.
  2. Ha propiziato l’autorete e poi un fuorigioco di pochi centimetri gli ha impedito di timbrare il cartellino anche in Coppa Italia ma David va ben oltre una rete gonfiata o meno. Jonathan si è sbattuto tutta la partita su tutto il fronte offensivo, ha dialogato con i compagni e ha mostrato una fiducia che raramente si era ammirata in maglia bianconera.
  3. Serata speciale per McKennie che ha raggiunto le 200 presenze in bianconero. A Torino dalla stagione 2020-21 per 23 milioni dallo Schalke 04, l’americano è al suo 6° anno in bianconero (esclusi i 6 mesi in prestito al Leeds nel 2023) e ha disputato 148 partite in A, 16 tra Coppa Italia e Supercoppa, 32 nelle coppe europee e 4 al Mondiale per Club.
  4. Con quella di oggi saranno 6 partite su 6 da titolare per Koopmeiners. Spalletti si fida ciecamente dell'olandese come difensore, l'idea del passaggio a 4 dietro non è tramontata e l'olandese può tornare a fare la mezzala, ma per ora Koop si trova a suo agio nel nuovo ruolo e quando il gioco non decolla può dare qualità da dietro.
  5. JUVENTUS (3-4-1-2): Di Gregorio; Gatti, Kelly, Cabal; Cambiaso, Koopmeiners, Miretti, Kostic; Conceicao, Openda; David. All. Spalletti. UDINESE (3-5-2): Okoye; Goglichidze, Solet, Bertola; Ehizibue, Zarraga, Piotrowski, Ekkelenkamp, Zemura; Bravo, Buksa. All. Runjaic.
  6. Le urgenze della Juventus nella finestra invernale sono note e non cambiano con l’infortunio di Vlahovic: servono un rinforzo a centrocampo in cabina di regia, ruolo lasciato scoperto proprio per investire di più in attacco. E poi una lacuna piuttosto evidente all’interno della rosa bianconera è sulle fasce: è un altro ruolo scoperto, senza dimenticare che, finché Bremer non sarà al 100 per cento e in attesa pure di Rugani, la difesa è perfezionabile.
  7. La lesione di alto grado avrà bisogno di altri esami nei prossimi giorni, per Vlahovic si potrebbe anche propendere per un operazione come avvenuto in casi del genere: di certo per la punta ora il mercato di gennaio con le ipotesi di una partenza anticipata è chiuso a doppia mandata e anche per giugno i club interessati seguiranno prima l'evolversi del decorso. Sullo sfondo l'incontro con la società a fine stagione dopo che la scorsa l'entourage aveva puntato i piedi.
  8. Perin si è fermato alla vigilia di Coppa Italia: il portiere bianconero, reduce da due partite da titolare, si è fermato per un problema muscolare e sarà Di Gregorio a difendere i pali bianconeri a sua volta di rientro dopo una gaestroenterite. Ancora assente il terzo portiere, Pinsoglio, per una lesione al polpaccio.
  9. Di Gregorio non è stato bene e da qui l’esclusione contro i sardi, un turno in più di riposo non può che giovargli, in più Perin ha dimostrato grande affidabilità. Dovrebbe rivedersi dal primo minuto Gatti che manca dall’8 novembre, quando subentrò a Rugani nel Derby della Mole. Al posto di chi? Al posto di uno tra Kalulu e Kelly. A centrocampo Miretti, dal primo minuto in mezzo al campo per confermare le ottime impressioni di Bodo a cui va sommato lo scampolo di partita contro il Cagliari. Un mese dopo, rincorre un posto al centro del radar, da cui sembra essere sparito, anche Joao Mario. In avanti ovviamente toccherà ad uno tra David e Openda e l'ipotesi Zhegrova titolare è più concreta che mai.
  10. Locatelli a suo modo è diventato un simbolo della Juventus di Spalletti: in teoria sarebbe stato facile aspettarsi ai margini o quantomeno non esattamente al centro del progetto, dopo che i rapporti con l’attuale allenatore juventino erano andati deteriorandosi durante l'esperienza in Nazionale, invece è indiscutibile che stia fornendo un contributo preziosissimo e di partite non ne ha saltata una, l’eventuale panchina contro l’Udinese sarebbe finalizzata null’altro che a una gestione oculata.
  11. Fino a un mese fa Yildiz era il secondo della rosa juventina per contrasti e palle intercettate, certo un dato a favore che però pregiudicava tutto il resto a partire dalla condizione fisica con un ginocchio che andava e va preservato e in quest'ottica si muove la gestione di Spalletti: Kenan è libero di spazziare in campo e sopratutto può e deve rifiatare quando serve per essere al top quando la Juventus ne ha veramente bisogno.
  12. Problema all'adduttore sinistro per Vlahovic, esami ovviamente nei prossimi giorni. Dazn aggiornamento 01/12/26 - ore 14:58
  13. Grazie al successo contro il Cagliari all’Allianz Stadium, la Juventus ha raggiunto quota 12 vittorie casalinghe nel 2025 in Serie A, agganciando Napoli, Inter e Roma nella speciale classifica. I bianconeri hanno vinto tre volte nelle ultime cinque partite di Serie A (2 pareggi nelle altre), dopo che non avevano mai conquistato i tre punti nelle cinque uscite precedenti (3 pareggi e 2 sconfitte).
  14. Fino a questo punto della stagione, Yildiz ha inciso in dieci marcature, la Juve ne ha fatte ventisette. Più di un gol ogni tre arrivano dal destro di Yildiz. E quel che non raccontano i numeri, lo spiega l’osanna dello Stadium nei suoi confronti: non c’è altro appiglio, non adesso, chissà se ci sarà mai.
  15. Wojciech Szczęsny non è un tipo banale. Dagli inizi della carriera passando per la vita privata, dal Legia fino al Barcellona, il portiere si è raccontato in una lunghissima - e interessante - intervista rilasciata a GQ Polonia. Al magazine, Szczesny, ha davvero parlato di tanti argomenti. Riportiamo qui però i passaggi più interessanti sull'Italia e sulla Juventus. Per il club bianconero in particolare il portiere polacco ha usato splendide parole. "La Juve mi ha costruito. Mi ha insegnato la disciplina. È una squadra completamente diversa da quelle che conoscevo. L’Arsenal è calcio bello, ma senza la pressione di vincere il campionato. La Roma mi ha fatto assaggiare il successo. Il Barcellona è puro piacere di giocare. La Juventus è lavoro quotidiano sotto pressione massima. Lì conta solo vincere. E io ho imparato a farne parte. Capite? Ho potuto sostituire Buffon! Non c’era sfida più grande per un portiere. Pensavo di giocare due o tre anni e poi avrebbero cercato un giovane. Invece ho continuato a rinnovare il contratto finché sono diventato il giocatore più anziano della Juve, con più presenze, più esperienza, quello da cui si partiva per costruire la squadra". "Un giorno alla Juventus commisi un errore evidente e Chiellini mi urlò contro negli spogliatoi. Questa è la parte che la gente non capisce: tu vuoi bene ai tuoi compagni, ma in campo non gliene frega niente a nessuno. Se sbagli, ti distruggono. E grazie al cielo! Fu una prova d’amore, non di cattiveria". "Tornare nello spogliatoio e salutare tutti quei ragazzi è stato incredibilmente emozionante. Hanno preparato tutto alla perfezione, come sempre. Sapete qual è il più bel complimento che abbia ricevuto in tutta la mia carriera? L’ha detto Gianluigi Buffon. Alla fine della mia permanenza alla Juventus, nel 2021, mi disse che, a suo avviso, ero stato il miglior compagno di squadra della sua carriera. Chiaramente non potevo essere il miglior portiere. Per quello avrebbero dovuto prendere Yashin... Ma il miglior compagno. Questo sì, questo potevo meritarlo. Mi sono sentito il re del mondo. Era un paragone con gente come Pirlo, Vieira, Pjanić, Nedvěd… Ancora oggi mi vengono i brividi quando lo dico". "Tre giorni prima di annunciare il mio ritiro, ho anche detto a Robert Lewandowski che non volevo più giocare per nessun club a meno che non si parlasse del Barcellona. Quando mi hanno chiamato, probabilmente sapevano di potermi convincere. Ho giocato la mia prima stagione al Barcellona gratuitamente. Quello che ho ricevuto dal Barcellona è stato esattamente quello che ho dovuto restituire alla Juve per aver rescisso anticipatamente il mio contratto". Eurosport
  16. Vive una condizione di precariato, dal punto di vista contrattuale. L'accordo scade a giugno 2026. Per Tudor era un giocatore importante, per Spalletti è essenziale, McKennie non si preoccupa del futuro: «Mi piace la Juve, sto bene qui e voglio aiutare la squadra fino a fine stagione, poi vedremo». Gli interessa solo giocare ma la Juve sa che dovrà incontrarlo presto per pianificare il domani.
  17. Nella notte di Bodo a Miretti è stato chiesto di accendere la luce in fase di impostazione. Una missione compiuta e non solo per le geometrie. Ma perché Miretti ha portato in campo quella quota di juventinità vera, autentica, anche nei momenti di difficoltà. Classe 2003, tra i più giovani di una giovane Juve, ha lottato e alzato la voce se necessario per aiutare i compagni di squadra a cambiare marcia e atteggiamento nel secondo tempo, facendo la differenza insieme a Yildiz. E non è un caso se solo dopo la sua uscita dal campo poi siano di nuovo saltati i riferimenti. Insomma, Miretti è tornato, pronto com’è a sentirsi grande tra i grandi, a confermarsi uno da Juve.
  18. JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; Cambiaso, Thuram, Locatelli, Kostic; Yildiz, Conceiçao; Vlahovic. All. Spalletti. CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zappa, Deiola, Luperto; Folorunsho, Prati, Adopo, Felici, Palestra; Se. Esposito, Borrelli. All. Pisacane.
  19. Il calendario ora sulla carta si fa più dolce: Pafos e Benfica in casa, poi il match a Monaco. L’algoritmo sicuro: se i bianconeri fanno almeno 4 punti sono tra le prime 24 al 91%. Vincere tutti e tre i confronti, infatti, potrebbe persino aprire al più roseo degli scenari: la qualificazione diretta agli ottavi. Difficile, sì, ma non impossibile: con 9 punti i bianconeri raggiungerebbero quota 15. L’anno scorso ne bastavano 16 per evitare gli spareggi... Nel peggiore dei casi, con 15 punti la Juve si presenterebbe comunque ai playoff da testa di serie, concedendosi da regolamento - almeno sulla carta - uno spareggio “dolce” contro le ultime della classe.
  20. Semaforo verde per Vlahovic, che entra in corsa per una maglia da titolare per la partita contro il Cagliari di domani sera all’Allianz Stadium. Attenzione, però, alla carta Jonathan David: dopo il gol contro il Bodo/Glimt potrebbe avere un’occasione dall’inizio. Ancora incerto, invece, il rientro di Federico Gatti: ieri ha lavorato a parte dopo aver superato una gastroenterite acuta, che non gli ha permesso di prendere il volo per Bodo. In giornata Spalletti capirà se potrà convocarlo.
  21. Un solo gol non basta, però è arrivato: il primo con la Juve, dopo un digiuno prolungato che durava in realtà già dalla passata stagione: 228 giorni senza reti, un’eternità per chi da anni si è confermato tra gli attaccanti più completi d’Europa. Un dato per tutti, forse quello che ha convinto l’uomo dei numeri Comolli: Openda è tra i cinque giocatori (sì, solo cinque) capaci di segnare almeno 50 gol e sfornare almeno 15 assist nei principali campionati europei negli ultimi cinque anni: ora tutti si aspettano un nuovo inizio per Openda.
  22. Il nuovo nome, stavolta emerso dalla Germania, è destinato a far rumore. Già in ottica gennaio. La Juventus segue Alex Toth, 20 anni, centrocampista centrale del Ferencvaros. Su di lui c’è mezza Bundesliga, ed è un fattore che sta influenzando pure il prezzo finale, ora fissato intorno ai 15 milioni.
  23. Il risultato alla fine è stato stretto ma, statistiche alla mano, sono stati 16 i tiri bianconeri in porta contro il Bodo: il dato più alto registrato da una squadra di Champions in trasferta negli ultimi anni. Per trovare una squadra che ha fatto lo stesso risultato in termini statistici bisogna andare al 26 novembre 2019 quando il Bayern Monaco fece lo stesso numero di tiri sul campo della Stella Rossa. A Bodø a guidare l’assalto sono stati Conceição e Yildiz con 3 tiri a testa.
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