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  1. La Juventus ritrova Maurizio Sarri, tecnico che a Torino vinse uno scudetto ma fu poi sostituito a fine stagione. Della squadra Campione d'italia nel 2019/20 si ricordano Higuain, Cr7, Dybala, De Ligt e molti altri ma a Torino sono rimasti in 2: Pinsoglio e Rugani (Perin quell'anno fu mandato in prestito al Genoa).
  2. La difesa ha retto al Bernabeu, dimostrando un’attenzione superiore e un’organizzazione più efficace sugli angoli a sfavore. Il Real Madrid ne ha calciati 13 senza riuscire a sfondare. Tudor, furioso a Como per il gol realizzato in apertura da Kempf dopo quello beffa di Veiga con il Villarreal, ha adottato dei correttivi. Zona mista, non più totale sulle palle inattive: Gatti è stato spostato dalla linea dell’area piccola, ha assunto una posizione diversa, passando alla marcatura individuale controllando Tchouameni o Bellingham.
  3. Il paradosso in casa Juventus sta tutto negli attaccanti: i 3 bomber bianconeri sono tra i giocatori nati dopo il 2000 con piu goal segnati: David ne ha segnati 184, Vlahovic 130 e Openda 107. A Torino però le punte segnano un goal ogni 3 ore di gioco e il più prolifico è finora Vlahovic, quello che potrebbe fare le valigie a gennaio, mentre l'ultimo arrivato Openda è a quota 0. I tre giocano poco e giocano male vuoi per errori personali che per mancanza di fiducia, Tudor chiamato ancora una volta a trovare una soluzione ma a Roma contro la Lazio ne giocherà, salvo sorprese, solo uno ed è David quello al momento piu vicino a una maglia da titolare.
  4. "La partita con il Real può essere l'occasione per il rilancio, da fuori la squadra appare diversa da quella di un anno fa: c'è un rapporto più stretto tra allenatore e giocatori. Il mio addio a Torino? Magari tra qualche anno si capirà meglio, io ho dato tutto quello che potevo. Yildiz? Mi ricordo quando faceva la spola tra prima squadra e Next Gen, quando parlavamo con Allegri a fine allenamento dicevamo sempre che sarebbe diventato veramente forte, oggi sono contento di vederlo con la fascia di capitano.
  5. Comolli, Modesto e Chiellini compatti hanno richiamato i giocatori a un maggior senso di responsabilità: il club crede in loro, devono però dimostrare di essere una squadra vera. Poi, soprattutto, si è tenuto il consueto punto della situazione tra Tudor e l’area sportiva, che in questo non poteva ridursi alla semplice analisi dell’ultima partita, la fiducia da parte del club è ancora intatta nei confronti di Tudor ma deve esserci una svolta e presto.
  6. Koopmeiners rischia grosso, il centrocampista olandese non riesce a decollare e se non ci sarà una svolta può esserci un clamoroso divorzio anticipato a gennaio se non a titolo definitivo (a bilancio la valutazione a gennaio sarà di 36 milioni) magari in prestito per rilanciarsi e liberare spazio a un altro centrocampista in casa Juventus. Tudor proverà nuovamente a rilanciarlo già a Como dove dovrebbe far parte del pacchetto dei 5 di centrocampo con Thuram e Locatelli
  7. L’avventura madrilena di Nico procede a gonfie vele come testimonia l’esordio nella Liga con tanto di gol al Villarreal. Dopo il più classico dei “buona la prima” Nico ha giocato altre 3 gare valide a raggiungere il quorum delle 21 presenze, collezionando 77 minuti col Maiorca, 83 nel derby vinto contro il Real Madrid e 90 dinanzi al Celta Vigo. L’Atletico è soddisfatto dell’impatto avuto alla corte del Cholo tanto che all’entourage dell’argentino sono arrivate importanti rassicurazioni sul fatto che il club sia intenzionato a trattenere Gonzales, per 33 milioni sarà Colchonero: soldi che possono arrivare anche senza il vincolo delle presenze.
  8. L’ex bomber promuove DV9: «È cresciuto tanto quest’estate, ha gestito al meglio le pressioni dopo le voci di mercato. Per David e Openda le aspettative sono alte: persino uno come Zidane faticò all’inizio. Passaggio a due punte? Non è la soluzione, la squadra deve crescere»
  9. In casa Juve c’è un altro risvolto legato all’infortunio di Bremer, oltre a quello di Cabal: si complicano i piani in difesa perché restano soltanto quattro centrali di ruolo per la linea a tre e una soluzione potrebbe essere il passaggio a quattro, per un’ulteriore possibilità di utilizzo dell’opzione Yildiz più due punte nel 4-3-1-2. Il tandem potrebbe essere infatti David-Openda, David-Vlahovic o Vlahovic-Openda per una Juventus più offensiva che nelle ultime 4 gare ha la media di un gol: è troppo poco per puntare in alto.
  10. Il Bayern Monaco rischia un nuovo caso Yildiz: in Baviera dall'età di 8 anni Adin Licina, tedesco di origini montenegrine, oggi di anni ne ha 18 e col suo piede sinistro si è fatto apprezzare nelle giovanili. Il contratto del giovane è in scadenza a giugno 2026 e per ora è in alto mare nonostante la prima scelta del ragazzo sarebbe quella di restare al Bayern anche perché il giovane si allena da tempo con la prima squadra. La Juventus segue con molto interesse e oltre ai bianconeri c’è pure il Dortmund.
  11. Comolli valuta il talentino Gustavo Sá tra le alternative per aggiustare il centrocampo: con 15 milioni può arrivare a Torino. Duttilità e forza fisica: può agire sia da mediano sia alle spalle della punta. Il portoghese è stato tra i candidati dell’ultima edizione del premio riservato al miglior Under 21 d’Europa. Intanto si registra l'interessamento di Roma e Juventus per Freuler del Bologna, nelle prossime settimane è previsto l'incontro per il rinnovo con la società che mette sul piatto un annuale con opzione e il giocatore che chiede almeno un biennale: se le trattative naufragassero si potrebbe aprire una porta subito a gennaio.
  12. Le nazionali potrebbero schiarire dubbi sulla punta a Como: In primis David, chiamato dal suo Canada poi Dusan Vlahovic, il giocatore che in questo momento ha fornito più garanzie al tecnico e in generale all’ambiente. Non sarebbe eresia, ripartire da Dusan. E più di un pensiero è tornato a correre nella testa dell’allenatore, che lo guarderà stasera, comodamente dal divano, nella sfida della Serbia contro l’Albania.
  13. "Si parla della probabilità del 10% che un infortunio di quel tipo capiti a un soggetto già condizionato da uno stop più serio? A parere mio, non si poteva prevedere: il menisco non si rompe per sovraccarico, si tratta più spesso di un movimento, magari una torsione innaturale quindi l'utilizzo di Tudor non è stato un fattore determinante. Quando rientra? Ci vorranno 6 settimane"
  14. "DAL un punto di vista dell’udienza è andata bene, i giudici erano attenti, hanno ascoltato e fatto domande quindi il meglio che ci si possa aspettare. La nostra richiesta è che la legge che regola l’ordinamento sportivo che impedisce un controllo giurisdizionale venga mandata alla Corte di giustizia europea, in quanto noi riteniamo sia in contrasto con il diritto europeo”. Così l’avvocato Amedeo Rosboch, al termine dell’udienza presso la prima sezione ter del Tar del Lazio, dove è stato discusso il ricorso dell’ex dirigente della Juventus Antonio Giraudo. La richiesta è quella di rimettere alla Corte di Giustizia Europea la questione di incompatibilità della legge 280/2003, vale a dire quella che disciplina la giustizia sportiva secondo il criterio della specificità dello sport, rispetto ai principi di diritto comunitario. “Sarebbe una svolta clamorosa perchè se accolta la richiesta, l’ordinamento italiano dovrebbe porre dei rimedi a chi subisce provvedimenti di natura sanzionatoria di poter ricorrere ad un giudice per ottenere un l’annullamento del provvedimento e per avere una tutela risarcitoria”, ha aggiunto Rosboch. “Speriamo che il Tar ritenga che questa legge sia incompatibile col diritto europeo e che quindi rimandi alla Corte di Giustizia di Lussemburgo. Ottimisti? Sì, sempre per definizione”, conclude il legale. Aggiornamento:
  15. La Juventus valuta quattro nomi per rinforzare le corsie: due sarebbero per gennaio mentre gli altri probabilmente sono affari fattibili solo a giugno. Nella finestra invernale infatti possono muoversi Guerreiro del Bayern Monaco in scadenza 2026 e Clauss del Nizza mentre, qualora si decidesse di spostare l'investimento piu in là, Norton-Cuffy e Arnau Martinez sono le opzioni per giugno.
  16. Il desiderio di Milinkovic-Savic è quello di tornare in Europa e magari in Serie A dove la Juventus finora ha avanzato esclusivamente una richiesta di informazioni per capire la disponibilità del giocatore di lasciare l'Arabia a gennaio con 6 mesi di anticipo sulla scadenza del contratto, cosa che a livello economico vorrebbe dire però anche rinunciare a ben 10 dei 20 milioni a stagione dello stipendio annuale. La scelta su Milinkovic-Savic dipenderà quindi molto anche dal giocatore che dovrà decidere se continuare a mungere dal contratto o rimettersi da subito in gioco in Europa.
  17. Il 7 novembre sarà un giorno importante in casa Juventus perché si terrà il Consiglio d'Amministrazione ma i lavori sono già in corso in questo senso. Nei prossimi giorni infatti verranno pubblicate le liste dei possibili membri del prossimo CdA del club bianconero. Ovviamente ci sarà quella dell'azionista di maggioranza, John Elkann, in cui non mancheranno alcune novità come l'ingresso di Giorgio Chiellini e Damien Comolli. A presentare una sua lista di candidati per i membri del CdA anche Tether, il colosso di criptovalute, il cui amministratore delegato è Paolo Ardoino, che nel corso degli ultimi mesi ha acquisito quote della Juventus arrivando fino ad oltre il 10% delle azioni bianconere. Nell'ottica del rinnovamento del Consiglio d'Amministrazione della Juventus, Tether ha intenzione di presentare la propria lista di candidati in occasione dell'assemblea degli azionisti che si terrà tra un mese (7 novembre). Questo ciò che la società di criptovalute ha dichiarato rispondendo alle domande di Reuters. Inoltre, Tether ha anche affermato di voler proporre alcune modifiche alla governance del club bianconero, senza però fornire dettagli specifici in merito. Inoltre, aggiunge Reuters, ha aggiunto di voler contribuire a un aumento di capitale fino a 110 milioni di euro (129 milioni di dollari), proposto il mese scorso dal consiglio di amministrazione della Juventus, con Exor che ha già versato 30 milioni. ilbianconero.com
  18. L'infortunio di Bremer porterà Tudor a scegliere in mezzo alla difesa uno tra Gatti e Rugani, lo spostamento di Gatti al centro includerebbe l'arretramento di Kalulu nei 3 dietro e l'inserimento di uno tra McKennie e Joao Mario sulle fasce
  19. La Juventus di oggi e soprattutto quella di domani dipenderà dalle scelte di Damien Comolli. Questo è lo scenario che racconta questa mattina Tuttosport. Nasce quindi la nuova Juventus che ruoterà attorno alle scelte del francese che è pronto a prendere il posto di Maurizio Scanavino. Insomma, nessun dubbio: dopo John Elkann il massimo esponente Juventus sarà Damien Comolli. Ai saluti Maurizio Scanavino, prevista la separazione definitiva nella prossima Assemblea degli Azionisti in programma il prossimo 7 novembre. Meno di un mese per l'attuale amministratore delegato ma la decisione è già presa e sarà tutto nelle mani di Comolli. Scanavino verso l'addio e i poteri a Comolli. In modo da eliminare lo step intermedio per le decisioni e fornire maggiore libertà al francese che comunque le decisioni le prende già dal giorno del suo arrivo. Sul suo stesso livello però rimarrà Gianluca Ferrero, attuale presidente della Juventus.Scanavino verso l'addio e i poteri a Comolli. In modo da eliminare lo step intermedio per le decisioni e fornire maggiore libertà al francese che comunque le decisioni le prende già dal giorno del suo arrivo. Sul suo stesso livello però rimarrà Gianluca Ferrero, attuale presidente della Juventus.Manca ancora la figura del direttore sportivo dove il nome di Marco Ottolini attualmente al Genoa resta in pole. Si deve attendere per capire se sarà lui il prescelto, anche se per lui si tratterebbe di un ritorno in bianconero. ilbianconero.com
  20. Milik sta per tagliare il poco felice record di 500 giorni di assenza dai campi. Fermo oggi per un problema al polpaccio il polacco ha lavorato questi giorni alla Continassa dove nessuno si sbilancia sui tempi di rientro. L'unica cosa certa è che a gennaio saluterà Torino in prestito qualora riuscisse a essere arruolabile almeno per la seconda parte della stagione o rescidendo il contratto valido fino al 2027.
  21. Michel Platini ha allontanato l'ipotesi di un suo ritorno alla Juventus: "Se devo tornare (a ricoprire ruoli dirigenziali, ndr) è per fare qualcosa di buono per il calcio, per tutto il calcio, non per un solo club - le parole dell'ex fuoriclasse francese al Festival dello Sport di Trento -. Alla Juventus ho già dato tutto: non si vive due volte la stessa storia d'amore". Come noto il club bianconero è nel pieno di un'operazione di riassetto dei propri vertici aziendali e tra i ruoli che potrebbero passare di mano c'è anche quello di presidente, visto che Gianluca Ferrero sembra destinato a farsi da parte, anche se non nell'immediato, per far posto a una figura di maggior peso internazionale. Il nome di Le Roi naturalmente stuzzicava i tifosi, ma i suoi piani sembrano essere altri. Platini ha poi incensato Alex Del Piero, altro candidato al ruolo, e lanciato una frecciatina agli ultimi tecnici bianconeri sull'impiego di Kenan Yildiz: "Alex è stato un grande giocatore, un'immagine della Juventus. Yildiz? Nessuno mette il numero 10 sulle fasce e non al centro. Dovete però chiedere agli allenatori il perché, non a me...". Platini ha poi parlato del suo passato bianconero: "Perché ero simpatico anche a quelli che non tifavano la Juventus? Forse perché non ho mai preso in giro i miei avversari, tanto meno le tifoserie. Ho giocato seguendo la mia filosofia: in Francia le persone che vanno allo stadio sono spettatori, in Italia sono tifosi". "La mia è stata una vita un po’ bizzarra, speciale - ha proseguito -. Quando ho chiuso con la Juve ho detto ad Agnelli ‘Sono stanco, non ne posso più’ e non ho firmato un nuovo contratto. Alle Juve sono costato poco perché ero svincolato. Ha dato più la Juve a me che io alla Juve. Sono stufo dei giocatori che dicono vogliono entrare nella storia. Tu vai e giochi per una società, per i tifosi". È tornato anche sul mancato passaggio all'Inter nel 1980, dopo che i nerazzurri lo avevano opzionato: "Avevo firmato con l'Inter due anni prima di andare alla Juventus ma le frontiere erano chiuse perché in Italia gli stranieri non potevano arrivare. Quando la Juve è venuta a cercarmi sono stato rispettoso e ho chiamato l'Inter per informarli. Non conoscevo Agnelli e mi disse che dovevamo vincere la Coppa dei Campioni. Io gli ho detto 'facile, ci penso io'. Poi, la vicenda processuale che lo ha visto coinvolto negli scorsi anni e che si è da poco conclusa con la sua assoluzione: "Dieci giorni fa ho ricevuto una lettera dalla giustizia svizzera in cui si diceva che è tutto finito, ma quella storia è durata dieci anni. Alla Fifa trovi una serie di persone, poi i procuratori svizzeri... In più i media ne parlano molto ed è complicato vivere. Dopo tu sai che alla fine vincerai, ma passi dieci anni e ti viene tolto tutto il tuo lavoro, tutta la tua passione. Grosso modo la Fifa mi ha pagato e dopo mi ha sospeso perché mi ha pagato (al centro delle indagini c'era una consulenza da due milioni di franchi, ndr). Una cosa che non ho capito, ma è così" "Se fossi stato il presidente della Fifa il Var non ci sarebbe mai stato - ha poi proseguito parlando della mancata possibilità di ricoprire il ruolo attualmente di Gianni Infantino -. Io credo che bisogna lasciare il calcio 'umano'. Con il Var si spostano solo e soltanto i problemi. Per quanto mi riguarda lo manterrei solo per le linee laterali. Tutto il resto è interpretazione e dunque bisogna lasciare che gi arbitri interpretino secondo le regole del calcio". Infine ha ripercorso le strade che lo hanno portato dal campo alla scrivania: "Ero in contatto con la Fifa, ho conosciuto Blatter e un giorno, a Singapore, Blatter mi ha chiesto se volevo diventare presidente della Fifa. Ho rifiutato perché dovevo organizzare la Coppa del mondo in Francia. Lui mi ha detto, va bene, allora mi piacerebbe che tu mi aiuti a diventare presidente. Quando sono stato consigliere di Blatter, mi sono accorto che per avere del peso bisogna avere una legittimità e la legittimità arriva dalle elezioni. Quando sei eletto hai il potere di fare le cose, dunque mi sono presentato alle elezioni per l'Uefa e per la Fifa come membro dell'esecutivo, poi dopo qualche anno il presidente dell'Uefa ha detto che lasciava (Lennart Johansson ricoprì l'incarico fino al 2007, ndr) e quindi mi sono presentato e ho vinto. È stata una battaglia durissima perché dopo che non hanno trovato nessuno per candidarsi contro di me Johansson è ritornato e io gli ho detto guarda non vado via, non mi ritiro". Sportmediaset
  22. Domenica scorsa, Simone Pepe è stato protagonista di una calorosa ovazione a margine della partita Juventus-Milan, una gara che ha riacceso i ricordi di una carriera importante con la Vecchia Signora. Pepe ha dichiarato: «Per me tornare a Torino è sempre un’emozione forte. Anche quando giocavo con il Pescara, sono stato accolto benissimo dai tifosi. La gente mi ha sempre voluto bene, e sarò eternamente grato alla Juventus e ai suoi supporter. Siamo una grande famiglia.» Pepe ha ricordato con affetto quei momenti storici: «Abbiamo scritto pagine importanti di storia, e ancora oggi siamo in contatto. Esiste una chat di quella squadra 2011-12 che ha dato il via a una vera epopea.» Ancora oggi, il legame tra quei giocatori è forte, con frequenti messaggi e incontri, specialmente con Chiellini e Bonucci, suoi compagni di squadra e amici a Torino. Riflettendo su quella Juventus leggendaria, Pepe ha sottolineato il valore di giocatori come Buffon, Del Piero, Pirlo, Bonucci e Barzagli. «Loro erano abituati a stare ad alti livelli, mentre per me, Padoin e Giaccherini, non eravamo fenomeni ma ci siamo sempre messi a disposizione della squadra. È stato incredibile sin dall’inizio.» Pepe evidenzia quanto sia bello vedere ancora oggi l’affetto dei tifosi, segno che quella squadra è rimasta nel cuore della gente. Tuttojuve.com
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