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  1. David e Openda hanno dimostrato di star bene, ma tra le alternative per Napoli fino all'ultimo c'è da tenere in considerazione Yildiz come falso 9. Kenan potrebbe svariare su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento ai difensori del Napoli che, da Gimenez a Lautaro e da Lookman a Soulé, hanno finora disinnescato tutte le punte delle big. Yildiz potrebbe quindi essere la variante anche per innescare gli inserimenti dei due trequartisti: Conceiçao e uno tra Openda e McKennie.
  2. Un vero e proprio blitz è quello della Juventus destinazione Napoli. I bianconeri hanno previsto un piano di avvicinamento alla sfida del Maradona che prevede la “sosta” in città il minor tempo possibile: meglio evitare una notte, possibilmente, disturbata dai tifosi napoletani sotto l’hotel, meglio partire in mattinata - verso le 10.30 da Caselle - con rientro a Torino dopo la partita. Spalletti ha dettato la linea.
  3. Per quanto riguarda la formazione bianconera, secondo Tuttosport il dubbio è sulla presenza di McKennie sulla trequarti, in quel caso dentro Kostic. Per la Gazzetta Conceiçao sarà titolare con McKennie esterno. NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Elmas, McTominay, Spinazzola; Neres, Lang; Hojlund. All. Conte. Formazione Gds JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; McKennie, Thuram, Locatelli, Cambiaso; Conceiçao, Yildiz; David. All. Spalletti. Formazione Tuttosport JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; Kostic, Thuram, Locatelli, Cambiaso; McKennie, Yildiz; David. All. Spalletti.
  4. Al Torino Film Festival 2025 è stata presentata in anteprima mondiale “Juventus – Il decennio d’oro”, docufilm diretto da Angelo Bozzolini e nato da un’idea del conte Ferdinando Guglielmotti, montaltese, imprenditore e uomo di cultura la cui famiglia di origini civitavecchiesi ha fatto la storia nella Città di Traiano. L’opera, della durata di 90 minuti – come una partita – è prodotta da Lux Vide (Gruppo Fremantle) in collaborazione con Rai Documentari e andrà in onda prossimamente in prima serata su Rai1, portando così il “decennio d’oro” bianconero nelle case di milioni di italiani.Sul campo, la Juventus di Giovanni Trapattoni costruisce un ciclo irripetibile: scudetti, Coppa UEFA, Coppa delle Coppe, Supercoppa, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, diventando il primo club europeo a mettere in bacheca tutte le competizioni internazionali allora esistenti. In panchina il “Trap”, in campo una collezione di fuoriclasse: Zoff, Scirea, Bettega, Cabrini, Tardelli, Platini, Boniek, l’ossatura della Nazionale Campione del Mondo a Spagna ’82.
  5. La Juventus Next Gen strappa un buon pareggio in rimonta sul campo del Guidonia, risultato che, però, lascia la squadra di Brambilla fuori dalla zona playoff con i suoi 19 punti. Il Guidonia, con questo pari, resta invece quarto in graduatoria, e sale a quota 25 punti. I locali, ai punti, avrebbero forse meritato qualcosa in più, ma la Juve ci ha creduto fino all'ultimo.
  6. Possesso e dominio Rispetto alla gestione Tudor il possesso palla bianconero ha maggiore verticalità. Gioco intenso, manovra meno prevedibile e più occasioni da gol. Velocità di manovra Il tecnico insiste sulla necessità che non solo Yildiz, Conceiçao e Cambiaso, ma in generale tutti , si assumano la responsabilità del passaggio: la palla deve girare veloce. Inserimenti e goI I trequartisti non giocano più solo in ampiezza: vanno spesso incontro alla manovra per aprire spazi e favorire gli inserimenti di esterni e centrocampisti.
  7. Conte e Spalletti aspettano rinforzi per il centrocampo e la linea difensiva. Manna a centrocampo punta lo spagnolo Mendoza, già osservato da Comolli. Tiago Gabriel è seguito da entrambi i club. E occhio alla questione Muharemovic: a Torino hanno il 50% sulla sua futura rivendita.
  8. Koopmeiners era tornato a centrocampo, nei piani di Spalletti l’olandese può essere più pericoloso tra conclusioni e inserimenti e può anche vestire un ruolo più centrale nelle trame di gioco e le sue verticalizzazioni si sono rivelate preziosissime. Il problema per la Juventus e per il suo allenatore è però che l’emergenza sembra non finire mai e quindi toccherà a Koopmeiners tappare ancora una volta i buchi lasciati dagli indisponibili.
  9. NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Elmas, McTominay, Spinazzola; Neres, Lang; Hojlund. All. Conte. Squalificati: nessuno Indisponibili: Anguissa, De Bruyne, Gilmour, Gutierrez, Lobotka, Lukaku, Meret JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; McKennie, Thuram, Locatelli, Cambiaso; Conceiçao, Yildiz; David. All. Spalletti. Squalificati: nessuno Indisponibili: Bremer, Gatti, Milik, Perin, Pinsoglio, Rugani, Vlahovic
  10. L’ultimo gol in trasferta risale allo scorso 25 maggio, nella sfida di Venezia che ha regalato ai bianconeri quarto posto e qualificazione. Nel parallelo con Del Piero c’è un’altra questione intrigante: in caso di gol ai campioni d’Italia, Kenan diventerebbe il 2° juventino negli ultimi 50 anni a segnare almeno 5 gol nelle prime 15 di campionato prima di compiere 21 anni, proprio dopo Alex che ha raggiunto questo traguardo nel 1994-1995. I numeri di Yildiz GOL: 4 XG: 2,91 TIRI TOTALI: 29 ASSIST: 3 PASSAGGI RIUSCITI: 303
  11. Il processo che avrebbe dovuto portare alla nomina del nuovo direttore sportivo ha subito un certo rallentamento nel corso delle ultime settimane, in quanto la Juventus si è trovata evidentemente impegnata sul fronte allenatore, scandito dall'esonero di Igor Tudor e dall'ingaggio di Luciano Spalletti, dallo scorso 30 ottobre nuova guida tecnica bianconera. Ma dove eravamo rimasti sul fronte ds? Ad occupare il ruolo favorito era - e rimane tutt'ora - Marco Ottolini, da poco separatosi dal Genoa. Il dirigente italiano, infatti, rimane il nome più avanzato nella shortlist tracciata da Damien Comolli. Ottolini, infatti, sembra(va) molto vicino alla Juve ma, nonostante si fosse arrivati alle battute decisive per quanto riguarda la scelta definitiva, al momento la firma non è ancora arrivata. Ma esistono dei piani alternativi a Ottolini? La Juve, in prima battuta, aveva valutato con massimo interesse il profilo di Rui Braz. Il portoghese, ex Benfica, ha però deciso di sposare la causa saudita. Il dirigente lusitano, infatti, ha detto sì agli arabi dell'Al-Ahli, formazione nella quale milita l'ex bianconero Merih Demiral. In tempi recenti si era anche parlato di Bernardo Palmeiro, attuale direttore sportivo dello Sporting e da tempo finito nel mirino della dirigenza bianconera come uno dei profili papabili per un nuovo incarico nella Torino bianconera. Anche in questo caso, però, non si registrano sviluppi concreti. ilbianconero.com
  12. Cds 7: La manovra passa soprattutto da lui ed è un bene perché Fabio è ispirato e coinvolto. Aggiunge la qualità e il giro palla veloce che tanto mancavano alla Juve. Gds 6,5: A Spalletti piace molto e non lo nasconde: trasmette idee come se fosse la cosa più naturale e, così, non ruba l’occhio. TS 6.5 Si spartisce alla grandissima i compiti di regia con Koop, mettendo in mostra tutto il repertorio di cui dispone.
  13. La Signora sta crescendo. Ha acquistato fiducia, sicurezza. Palleggia meglio, la palla corre veloce. Ora deve aggiungere un altro step: la gestione e il controllo della partita. Una squadra matura detta i tempi, capisce i momenti, addormenta o accelera il gioco. Se Locatelli sta garantendo rendimento, contrasto, equilibrio e solidità davanti alla difesa, Miretti può essere la vera sorpresa di Spalletti. Un titolare aggiunto in corsa dopo il prestito al Genoa e l’infortunio serio che ne aveva pregiudicato l’avvio di stagione, impedendone l’utilizzo anche a Tudor. Per Luciano è un mediano, forse un regista, sa creare l’imprevisto.
  14. Ieri è terminata la squalifica sportiva di 2 anni e 10 mesi di Agnelli condannato a 24 mesi di inibizione da parte Corte Federale d'Appello della Federcalcio nell’ambito del processo sportivo sulle plusvalenze fittizie e falso in bilancio. Sui social bianconeri tanti i messaggi di tifosi Juventini che auspicano un ritorno dell'ex Presidente che ha collezionato 19 titoli ma al momento non c'è alcun segnale in tal senso.
  15. La decisione è già stata presa, resta da stabilire quando e dove: se a Londra o Turku in Finlandia. L’intervento chirurgico non allunga i tempi di recupero, ma riduce i rischi di una possibile ricaduta, è la via più sicura per tornare senza conseguenze o deficit all’attività agonistica.
  16. A pochi giorni dal suo arrivo Spalletti era a Vinovo per osservare dal vivo la partita di Youth League contro lo Sporting Lisbona mentre il suo vice Domenichini ha seguito i giovani nella partita giocata contro il Bodo. Tre i nomi che potrebbero fare prima o poi qualche apparizione magari anche tra i grandi. In cima alle preferenze c'è Elimoghale sul quale il progetto vede un imminente salto in Next Gen per prepararlo e, nella prossima estate, la possibilità di fare il ritiro con la prima squadra. Poi ci sono Finocchiaro, che sta diventando un 10, e Mazur, che è stato l’ultimo acquisto di Tognozzi, di recente promosso e impiegato in Next Gen dopo aver superato problemi fisici.
  17. Ha propiziato l’autorete e poi un fuorigioco di pochi centimetri gli ha impedito di timbrare il cartellino anche in Coppa Italia ma David va ben oltre una rete gonfiata o meno. Jonathan si è sbattuto tutta la partita su tutto il fronte offensivo, ha dialogato con i compagni e ha mostrato una fiducia che raramente si era ammirata in maglia bianconera.
  18. Serata speciale per McKennie che ha raggiunto le 200 presenze in bianconero. A Torino dalla stagione 2020-21 per 23 milioni dallo Schalke 04, l’americano è al suo 6° anno in bianconero (esclusi i 6 mesi in prestito al Leeds nel 2023) e ha disputato 148 partite in A, 16 tra Coppa Italia e Supercoppa, 32 nelle coppe europee e 4 al Mondiale per Club.
  19. Con quella di oggi saranno 6 partite su 6 da titolare per Koopmeiners. Spalletti si fida ciecamente dell'olandese come difensore, l'idea del passaggio a 4 dietro non è tramontata e l'olandese può tornare a fare la mezzala, ma per ora Koop si trova a suo agio nel nuovo ruolo e quando il gioco non decolla può dare qualità da dietro.
  20. JUVENTUS (3-4-1-2): Di Gregorio; Gatti, Kelly, Cabal; Cambiaso, Koopmeiners, Miretti, Kostic; Conceicao, Openda; David. All. Spalletti. UDINESE (3-5-2): Okoye; Goglichidze, Solet, Bertola; Ehizibue, Zarraga, Piotrowski, Ekkelenkamp, Zemura; Bravo, Buksa. All. Runjaic.
  21. Le urgenze della Juventus nella finestra invernale sono note e non cambiano con l’infortunio di Vlahovic: servono un rinforzo a centrocampo in cabina di regia, ruolo lasciato scoperto proprio per investire di più in attacco. E poi una lacuna piuttosto evidente all’interno della rosa bianconera è sulle fasce: è un altro ruolo scoperto, senza dimenticare che, finché Bremer non sarà al 100 per cento e in attesa pure di Rugani, la difesa è perfezionabile.
  22. La lesione di alto grado avrà bisogno di altri esami nei prossimi giorni, per Vlahovic si potrebbe anche propendere per un operazione come avvenuto in casi del genere: di certo per la punta ora il mercato di gennaio con le ipotesi di una partenza anticipata è chiuso a doppia mandata e anche per giugno i club interessati seguiranno prima l'evolversi del decorso. Sullo sfondo l'incontro con la società a fine stagione dopo che la scorsa l'entourage aveva puntato i piedi.
  23. Perin si è fermato alla vigilia di Coppa Italia: il portiere bianconero, reduce da due partite da titolare, si è fermato per un problema muscolare e sarà Di Gregorio a difendere i pali bianconeri a sua volta di rientro dopo una gaestroenterite. Ancora assente il terzo portiere, Pinsoglio, per una lesione al polpaccio.
  24. Di Gregorio non è stato bene e da qui l’esclusione contro i sardi, un turno in più di riposo non può che giovargli, in più Perin ha dimostrato grande affidabilità. Dovrebbe rivedersi dal primo minuto Gatti che manca dall’8 novembre, quando subentrò a Rugani nel Derby della Mole. Al posto di chi? Al posto di uno tra Kalulu e Kelly. A centrocampo Miretti, dal primo minuto in mezzo al campo per confermare le ottime impressioni di Bodo a cui va sommato lo scampolo di partita contro il Cagliari. Un mese dopo, rincorre un posto al centro del radar, da cui sembra essere sparito, anche Joao Mario. In avanti ovviamente toccherà ad uno tra David e Openda e l'ipotesi Zhegrova titolare è più concreta che mai.
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