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  1. JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; Cambiaso, Thuram, Locatelli, Kostic; Yildiz, Conceiçao; Vlahovic. All. Spalletti. CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zappa, Deiola, Luperto; Folorunsho, Prati, Adopo, Felici, Palestra; Se. Esposito, Borrelli. All. Pisacane.
  2. Il calendario ora sulla carta si fa più dolce: Pafos e Benfica in casa, poi il match a Monaco. L’algoritmo sicuro: se i bianconeri fanno almeno 4 punti sono tra le prime 24 al 91%. Vincere tutti e tre i confronti, infatti, potrebbe persino aprire al più roseo degli scenari: la qualificazione diretta agli ottavi. Difficile, sì, ma non impossibile: con 9 punti i bianconeri raggiungerebbero quota 15. L’anno scorso ne bastavano 16 per evitare gli spareggi... Nel peggiore dei casi, con 15 punti la Juve si presenterebbe comunque ai playoff da testa di serie, concedendosi da regolamento - almeno sulla carta - uno spareggio “dolce” contro le ultime della classe.
  3. Semaforo verde per Vlahovic, che entra in corsa per una maglia da titolare per la partita contro il Cagliari di domani sera all’Allianz Stadium. Attenzione, però, alla carta Jonathan David: dopo il gol contro il Bodo/Glimt potrebbe avere un’occasione dall’inizio. Ancora incerto, invece, il rientro di Federico Gatti: ieri ha lavorato a parte dopo aver superato una gastroenterite acuta, che non gli ha permesso di prendere il volo per Bodo. In giornata Spalletti capirà se potrà convocarlo.
  4. Un solo gol non basta, però è arrivato: il primo con la Juve, dopo un digiuno prolungato che durava in realtà già dalla passata stagione: 228 giorni senza reti, un’eternità per chi da anni si è confermato tra gli attaccanti più completi d’Europa. Un dato per tutti, forse quello che ha convinto l’uomo dei numeri Comolli: Openda è tra i cinque giocatori (sì, solo cinque) capaci di segnare almeno 50 gol e sfornare almeno 15 assist nei principali campionati europei negli ultimi cinque anni: ora tutti si aspettano un nuovo inizio per Openda.
  5. Il nuovo nome, stavolta emerso dalla Germania, è destinato a far rumore. Già in ottica gennaio. La Juventus segue Alex Toth, 20 anni, centrocampista centrale del Ferencvaros. Su di lui c’è mezza Bundesliga, ed è un fattore che sta influenzando pure il prezzo finale, ora fissato intorno ai 15 milioni.
  6. Il risultato alla fine è stato stretto ma, statistiche alla mano, sono stati 16 i tiri bianconeri in porta contro il Bodo: il dato più alto registrato da una squadra di Champions in trasferta negli ultimi anni. Per trovare una squadra che ha fatto lo stesso risultato in termini statistici bisogna andare al 26 novembre 2019 quando il Bayern Monaco fece lo stesso numero di tiri sul campo della Stella Rossa. A Bodø a guidare l’assalto sono stati Conceição e Yildiz con 3 tiri a testa.
  7. Bremer aumenterá i carichi e ora sente più vicino il rientro: questa per il brasiliano può essere l'ultima settimana di differenziato e l’obiettivo è sempre tornare tra i convocati per il match di Napoli del 7 dicembre. Il rapporto con Spalletti è ottimo: la svolta passerà anche dal centrale con il quale potrà affinare il passaggio della difesa a 4.
  8. Openda e David hanno ritrovato le reti che tanto mancavano alla Juventus. Vista la penuria di gol dei mesi scorsi il belga (al primo sigillo) e il canadese (al secondo) restano lontani dalla vetta dove il calciatore più proficuo della rosa è Vlahovic con sei marcature. Al secondo posto insegue Yildiz con tre reti, mentre a due gol - oltre a David - ci sono Kostic, Gatti, Conceiçao e Kelly.
  9. La Juventus ha insegnato come spesso, nelle rose vincenti, gli “uomini” contano più dei “calciatori” e che ogni grande formazione ha almeno un leader per reparto, ovvero quel giocatore a cui affidare la palla nei momenti di difficoltà o quel giocatore che fa capire ai compagni quando è il momento di concentrarsi ancora di più: in tre stagioni hanno smesso o sono stati ceduti tutti i giocatori di personalità e nessun acquisto ha dimostrato la leadership necessaria.
  10. La luce non può che essere puntata sull’attacco, dove la priorità è ritrovare David e Openda per dare gol e alternative a Vlahovic e Yildiz. Da rilanciare pure Zhegrova che sembrava in crescita ma che a Firenze non si è visto. Il discorso vale pure per il centrocampo che finora ha visto protagonisti appena 3 giocatori (Locatelli, Thuram e McKennie) di tutta la rosa: Miretti capace di far intravedere tracce interessanti dal suo ingresso in campo a Firenze e Adzic sono pronti.
  11. Vi diranno che l’On Field Review che ha tolto il rigore alla Juve è stata giusta ma in realtà, è pura follia: non nel merito (prima tirata di maglia di Vlahovic prima che Pablo Marì gli frani addosso tirandolo giù a due mani), ma perché questa è moviola pura. Siamo sempre stati “varisti” convinti, vorremmo 4/5 OFR a partita. Ci hanno sempre detto altro che il calcio è dinamica, che i contatti di campo devo essere lasciati all’arbitro. Doveri lo dice, lo si sente dalla RefCam ed invece Guida lo chiama all’OFR. Chi la riterrà giusta, si ricordi di farla sempre, la moviola.
  12. Ora sul tavolo c’è un’offerta di rinnovo per 2/3 anni a 5 milioni (non più 4) rispetto i 3,2 attuali, nonostante l’età che avanza: questo Maignan però la merita e ci sono da allontanare la Premier League e anche una pista italiana che lo porterebbe a Torino, sponda Juventus.
  13. Spalletti nel post Fiorentina ha parlato delle esclusioni di David e Openda, con una sorta di mea culpa: «Ho sbagliato con loro, dovevo farli entrare prima. Devo trovare 18/20 titolari per arrivare fino in fondo. Per la gara con il Bodo, ci saranno delle rotazioni…"
  14. Nella sfida è sceso in campo anche lo juventino Edon Zhegrova, subentrato al 63’. L’esterno ha mostrato una buona condizione atletica e si è reso molto partecipe nella manovra, toccando diversi palloni e dando vivacità alla fase offensiva della sua squadra. Tuttojuve.com
  15. Scout bianconeri attesi al Bentegodi: in primis verrà rivisto dal vivo Bernabé che piace per qualità tecniche, visione di gioco e pulizia di palleggio anche se il Parma sembra intenzionato a resistere dinanzi alle sirene di mercato almeno fiona giugno. Occhio pure a Giovane, preso a zero dal Corinthians a luglio è stato un affarone con il senno di poi visto che ora la punta classe 2003 vale già 15 milioni, la Juventus vuole iscriversi alla corsa per la punta anche perché l'attuale attacco bianconero per il futuro è un rebus.
  16. Dal 1’ con la Cremonese, la panchina nel derby, e 66 minuti a Firenze dove ha trovato il secondo gol consecutivo, Kostic ha ripagato la fiducia di Spalletti che ha comunque dimostrato anche in passato di apprezzare l'esterno visto che lo voleva al Napoli. Anche per questo la storia sul suo contratto non può dirsi finita: la scadenza è 30 giugno 2026 e le parti sembrano destinate a riparlarne: non subito ma in primavera.
  17. L'aumento di capitale “lampo” bianconero è stato già completato con successo. L’ammontare complessivo dell’operazione è di 97,8 milioni. I proventi dell’aumento di capitale, 4° dal 2019 per un totale di 998 milioni, saranno utilizzati dal club per la realizzazione del piano strategico 2024-27.
  18. In attesa della sfida casalinga di martedì contro la Juventus di Spalletti alle 21 il Bodo/Glimt ieri ha vinto 2-1 in campionato contro il KFUM Oslo. Fredrik Sjovold ha portato in vantaggio i rivali di Champions League dei bianconeri, di Mathias Jorgensen il timbro finale che vale il successo e il momentaneo primo posto in classifica con un +2 in attesa delle partite di oggi.
  19. Campionato Primavera 1: Juventus vs. Roma 1-0 12a giornata Campo "Ale & Ricky" - Vinovo (TO) Juventus: Huli, Rizzo, Verde (C), Van Aarle, Bamballi, Vallana, Keutgen (37’st Milia), Grelaud (37’st Repciuc), Leone (27’st Tiozzo), Merola (22’st Finocchiaro), Biggi (22’st Lopez). A disposizione: Jakab, De Brul, Badarau, Sylla, Bellino, Durmisi. Allenatore: Simone Padoin Roma: De Marzi, Litti (36’st Cama), Seck, Di Nunzio (36’st Scacchi), Forte (15’st Almaviva), Bah, Mirra (C), Morucci (27’st Paratici), Terlizzi, Lulli (27’st Marchetti), Romano. A disposizione: Stomeo, Nardin, Zinni, Arduini, Panico, Della Rocca Allenatore: Federico Guidi Marcatori: 31’st Rizzo (J) Ammoniti: 21’pt Bah (R), 30’pt Di Nunzio (R), 5’st Vallana (J), 36’st Tiozzo (J), 47’st Bamballi (J), 49’st Terlizzi (R).
  20. Il rinnovo di Brozovic con l’Al Nassr continua a essere in stand-by, ancora sul tavolo in attesa di una risposta definitiva. Il centrocampista croato non ha infatti ancora detto sì al prolungamento con i sauditi, perché l’offerta presentata è a cifre molto inferiori rispetto allo stipendio percepito adesso, sui 18 milioni di euro all’anno. L’Al Nassr insisterà con l’obiettivo di arrivare ad una soluzione. Brozovic non si trova male in Arabia, ma dal canto suo sarebbe molto incuriosito dalla possibilità di tornare a lavorare con Luciano Spalletti dopo l’esperienza all’Inter.
  21. L'ultimo ad arrivare alla Continassa, oggi, sarà Jonathan David. Il canadese ha giocato con la sua Nazionale nella notte tra martedì e mercoledì contro il Venezuela, gara vinta per due a zero. 75 minuti in campo per il centravanti, senza segnare né tirare in porta, ma con due passaggi chiave al suo attivo e 27 tocchi in totale.
  22. Riportare la difesa a 4, ma senza stravolgere tutto, come rendere la transizione più dolce possibile? Una soluzione sarebbe il 4-3-2-1 per riorganizzare la retroguardia, dove Luciano vede subito possibile un cambio sui quarti. Cambiaso si vede a destra, più che a sinistra e il tecnico condivide visto che l'azzurro ha più facilità nell’andare dentro al campo, mettersi a supporto del centrocampo e migliorare così il giro palla. A sinistra, Spalletti aspetta invece Cabal: gli piace, ha gamba, sa sovrapporsi con continuità e ha il passo che serve oltre alle necessarie doti difensive.
  23. « L’Italia ha tempo fino all’1 ottobre 2026 per i 5 stadi che può presentare e l’Allianz Stadium è l’unico al momento che ha i parametri». Michele Uva, Executive Director dell’UEFA, si dimostra ottimista per Euro 2032 in un’intervista rilasciata al Social Football Summit a Gianluca di marzio. "Poi c’è sana competizione tra altri 12 stadi per occupare gli altri 4 posti. Per l’UEFA l’Italia è importante e non ospita un grande evento dal 1990, probabilmente le infrastrutture sono state la zavorra che non ci hanno permesso di candidarci".
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