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GiovanniTrapattoni

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  1. Non funziona esattamente cosi, per fortuna: altrimenti, come già scritto l'Inter avrebbe vinto lo scudetto negli ultimi cinque anni. Invece li ha persi perchè incapace di speculare quando serviva. Demerito dei suoi allenatori e della concentrazione tattica dei suoi calciatori.
  2. Piú o meno lo stesso, ma immagina gli utenti come te che invece del poster di Vlahovic avevano quello di Michel. Lo avrebbero scannato al mio Trap, te lo assicuro.
  3. Vince molto meno, ma senza ombra di dubbio. Peccato non poterne avere la riprova, ma la sua filosofia non é situazionale e quindi la reputo perdente. Ma di sicuro tu ti saresti divertito di più. Allegri é un top come gli altri.
  4. Io ho visto segnare alla "mia" Juventus fantastici gol in contropiede e ho visto sostituire Platini con Vignola quando era necessario. Che squadra fantastica e che allenatore fantastico.
  5. Si sono stancati per quaranta minuti a fare un bel pressing innocuo e poi si sono sciolti, perdendo lucidità e concentrazione nei momenti chiave. Come faceva spesso l'Atalanta. Speculare significa anche prendere fiato e gestire le energie, quando puoi farlo. É un arte, bisogna saperlo fare bene, ma é utilissimo nella gestione delle partite da vincere. Devi trasformare tali partite in partite chiuse, non aperte.
  6. Lo descrivi come fosse lui quello pluri-titolato. Non Allegri, Capello, Conte o il mio avatar. Bizzarro. Perché siamo a metà campionato e non ha vinto lo scudetto? Ipotizzo. 😀
  7. Perciò avrebbe dovuto speculare e non farci segnare al 45 esimo. Sempre se avesse voluto vincere e non farti divertire.
  8. In Italia vince lo scudetto chi prende meno gol, sarà triste ma é certamente vero. La tristezza poi é personale, io invece sto rispondendo a una lunga serie di utenti che scambia il proprio divertimento per una valutazione sportiva.
  9. Il dato dei gol subiti in serie A é il dato piú significativo. In Europa la competizione é diversa e si vince con i calciatori forti. Il Napoli ha vinto lo scudetto nonostante dei calciatori infinitamente meno forti di quelli dell'Inter, grazie alla tattica. Non ti piace? Pazienza, per me quello è il vero sport che amo da anni. Allegri come Conte sa cosa bisogna fare in serie A per competere per vincere.
  10. Forse non leggi quello che scrivo, troppo impegnato in questa tua narrazione da guerra dei mondi. Juve Roma é un big match e la Roma li ha persi tutti.
  11. In Europa vince chi ha tanti campioni e questo accade piú o meno da sempre. In Europa conta di più chi ha tanti campioni eppure riesce a perdere lo stesso. La mentalità non incide una virgola su nessun risultato, in Italia come in Europa. Incide solo la tattica che può essere garibaldina se hai uno squadrone. Altrimenti se vuoi competere per vincere (magari senza convincere gli allenatori da forum) devi sempre difenderti bene e quindi non fare il fuorigioco a metá campo al novantesimo.
  12. Li vince chi ha la migliore difesa e non c'è ombra di dubbio su questo. Riguardati tutte le partite del Napoli di Conte lo scorso anno e poi invece quelle dell' Inter. Alla fine discutere troppo non serve a nulla, le evidenze sono concrete e ci sono tutti gli anni.
  13. No, tutt'altro; peraltro lo ha ammesso anche Gasperini che stava giocando diversamente. Piú coperto, ma per necessità e non per una direttiva. Invece la Roma appena ha provato a giocare più alto nei big match, come faceva l'Atalanta, ha iniziato a perdere perché ha perso la solidità e le squadre un pizzico più tecniche non ti perdonano.
  14. Ma tutti chi?😀 Avete la vostra discussione, se siete quei tutti.
  15. Ma hai davvero sentito la necessità di scrivere la regola? Secondo te retorica che vuol dire? Vuol dire ribadire un luogo comune, noto, improntando la narrazione ad una vana e artificiosa ricerca dell’effetto, a fronte di contenuti che non vanno oltre l’adesione alle regole più risapute. Di conseguenza scrivere che devi fare un gol più dell' avversario per vincere é scrivere una regola, in modo retorico. Invece scrivere che gli scudetti li vince chi prende meno gol significa descrivere una tattica, supportata dai fatti. Speculare sul gol fatto é una esigenza di chi vuole vincere il campionato perché segnare tanti gol é difficile in serie A. Ce lo testimoniano tutte le statistiche.
  16. Stavamo tutti intenti a fare pressing e tra la linea del pressing e quella dei centrali c'era una voragine, ma prevista a tavolino. Avessimo pareggiato, la colpa era di Spalletti. Può anche incensare questa mentalità in conferenza, ma se pareggiasse delle partite già vinte, sarebbe un perfetto perdente.
  17. Al novantesimo non conviene mai. Di certo non in serie A. Basta avere un po' di pragmatismo, senza scomodare una scienza che non esiste. É fuori da ogni logica dello sport accettare il rischio perché devi posizionarti sempre e solo in un modo codificato.
  18. Yildiz stava segnando in contropiede, conta molto il suo errore perché é piú facile segnare in contropiede, con una parità numerica tra attaccanti e difensori. Per lo stesso motivo, perché è piú facile segnare se hai campo aperto e parità numerica , non devi concedere quel contropiede solo perché intento a provare a fare il terzo gol. Il calcio in Italia lo spiegano le due azioni che hai citato. Una squadra da scudetto segna con Yildiz e non lascia Rugani uno contro uno. Piú importante non lasciare l'ultimo contropiede che segnare con Yildiz.
  19. Ma chi lo fa al novantesimo, essendo in vantaggio? Ma per favore. Se lo fanno si assumono il rischio di pareggiare una partita vinta. Chi lo fa? Di Francesco? De Zerbi? Italiano? No, Italiano non lo fa piu. Di solito chi lo fa non vince mai nulla.
  20. Ma questo lo dici tu. Al novantesimo lasciare il risultato di una partita in balia di un duello individuale é da perdenti. Parlo di livelli professionistici. Scrivere altre assurdità dettate da una filosofia insensata non cambia una realtà lapalissiana.
  21. Gli scudetti li vince chi prende meno gol, la storia recente lo dimostra ancora di più, altrimenti li avrebbe sempre vinti l'Inter, da cinque anni. Poi tu puoi continuare a scrivere la retorica stantia condida dalle varie valutazioni, con epiteti che credi sferzanti, ma non cambiano di una virgola la sostanza di questo sport. La Roma non segna mai e ci sta un punto davanti. I mondiali li abbiamo sempre vinti con il calcio della nostra tradizione. Scrivere che bisogna segnare un gol più dell'avversario é solo retorica. Scrivere che bisogna prendere pochi gol significa scrivere che devi speculare sul vantaggio, perché è difficile segnare. In serie A é proprio scolpito sulla pietra ció che ho appena scritto. Non è così. Ci sono situazioni enormemente diverse, dettate al cronometro e dal punteggio. Fortunatamente o meno, il calcio è uno sport situazionale.
  22. Non ha senso l'obiezione. É più facile segnare a campo aperto che a difesa schierata: lasciare un uomo a tu per tu col portiere senza avversari al novantesimo é piú pericoloso che lasciarlo tirare dal limite a difesa schierata, senza avere il tempo e lo spazio di mirare, perché pressato.
  23. L'unica cosa veramente errata in questa dichiarazione è che qui si parla di singole squadre ed é fuorviante. Invece é una dichiarazione che disegna la storia del calcio. Italiano e internazionale. Vincere dei trofei facendo un gol piú dell'avversario, non curandoti di quanti ne prendi, é possibile solo per le formazioni piene di campioni ed é comunque rischioso. Non è certo una questione di mentalità. Invece difendere il risultato quando sei inferiore tecnicamente lasciando pochi spazi e facendo male in ripartenza é la sintesi della tradizione italiana. Che non é basata sulla filosofia: gli scudetti li vince chi subisce meno gol. Dominare il gioco e intendere che lo devi fare in pressing a campo aperto non ha alcun senso sportivo. Puoi dominarlo lo stesso difendendo bene e segnando in contropiede. Con questa seconda tattica non occorre essere tecnicamente enormemente più forti per vincere, ed è proprio il sale di questo sport.
  24. Se Ferguson avesse il tiro, la partita finiva pari. Stavamo facendo pressing e abbiamo lasciato il due contro due: al novantesimo queste cose si evitano e non si accettano in nome del rischio insito nello spartito. Se si sbaglia in quella occasione la colpa è di Spalletti, non del pressing fatto male, dell'errore individuale e della stanchezza. Solo di Spalletti. A prescindere dalle chiacchiere, quei rischi si pagano da sempre e per sempre. Ben venga essere propositivi ma evitiamo di essere degli egocentrici perdenti: rivendicare di voler rischiare di perdere per attaccare, con uomini tecnici che non recuperano ma confidano sugli altri, al novantesimo, é l'anti-calcio: l'ho scritto e mi ripeto, poi lo potete chiamare anche calcio moderno, a me cambia davvero nulla.
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