Ecco quindi il mio primo post che spero sia nel merito del topic. Io sono tendenzialmente una persona critica, quindi il mio primo contributo si focalizza su cosa non è andato nel recente passato (a parte i risultati che sono stati disastrosi ma quelli sono). Storicamente io sono amante dell’Olanda degli anni 70 e, di conseguenza, ho sempre apprezzato un certo tipo di gioco. Va da sé che al momento sono favorevole alla stabilità del progetto attuale (Spalletti e un nucleo di questi giocatori) ma, per mia natura, sono anche disposto a mettere sempre tutto in discussione. E’ davvero buono il lavoro che sta facendo Spalletti, soprattutto alla luce dei recenti risultati? Credo sia giusto e onesto porsi sempre il dubbio, almeno in sede di analisi, e non temere di affrontare ogni argomento anche guardando le cose seguendo non la propria idea, ma un’analisi più strettamente legata ai fatti (leggi: risultati). Quindi, io che sono favorevole al nuovo corso, comincio ad analizzare il passaggio più negativo che lo ha contraddistinto. Nel fare una valutazione più approfondita, del resto lo dice anche Spalletti, bisogna vedere “perché si è perso” e non solo dire “si è perso”. Nel periodo recente il momento peggiore, le gare veramente sbagliate sono una (vs como) e mezza (2T a Istambul). Seguo la cronologia: in Turchia con Bremer e 11 contro 11 stavamo vincendo e avevamo recuperato addirittura Koop: il suo primo gol è una sua tipica azione (di quando giocava bene), nel secondo è splendido in modo particolare l’anticipo (forse la sua vera prerogativa, quella di rubare il tempo, anche quando conclude a rete), poi il tiro magnifico per un vero golasso. Poi arrivano l’infortunio a Bremer e l’espulsione. Ora io sono convinto che una squadra come di deve (come la Juve, insomma) debba, di base, giocare con la difesa in linea a 4. A tre, coi quinti, ecc. ecc. dai, non si può vedere, è troppo condizionante. Oltre alle multicit. parole di Sarri (verissime), c’è anche il fatto che i giocatori sono troppo spalmati per il largo. Ok, occupano bene il campo, ma con un secco 4-3-3 (mi scuso se qui sembrerò ruffiano a parlarne bene) la squadra è più compatta, non solo più corta ma anche più stretta, e, se è brava a seguire il gioco, crea giocoforza una densità maggiore in zona palla (non è previsto il quinto opposto abbandonato a 50 metri dal pallone). Però, già con queste divagazioni ho messo il dito nella piaga: “se è brava”. Ora in 10, checché se ne dica, è più difficile giocare, se poi hai una difesa improvvisata, con Gatti che già non è un mago tatticamente, tenuto sempre ai margini e ora dentro nella mischia di Istanbul a vedersela con Osimen; con Kelly che sì, è migliorato ma, insomma, non è diventato Krol; senza dimenticare che sulla sinistra mancava l’uomo e si era tamponato alla meno peggio tradendo anche la filosofia recente, insomma, non so quanto la squadra abbia sbracato ma, considerando anche l’aspetto psicologico (a me tutte ‘ste espulsioni “puzzano”, e non sto dicendo tanto per via degli arbitri) ci sono tutte le attenuanti del caso. Io, sul divano, da quando si è fatto male Bremer sono stato scomodo, che è quello che mi succede quando la juve non è a posto dietro tatticamente. Non riesco nemmeno ad arrabbiarmi, cosa che faccio abitualmente se qualcuno fa errori gratuiti, perché ho un disagio più difficile da gestire. E veniamo ora al match col Como. Prima cosa: colpevolmente (ma andrebbe analizzata la cosa) Spalletti ha sempre schierato Kalulu, ogni singolo minuto. E con il Como mancava. Inoltre, credo si possa fare una statistica, e si vedrà che molto spesso la partita di campionato che risente maggiormente della presenza del turno di coppa è quella precedente alla gara decisiva (qui, per non sbagliare, ce n’era una prima e una dopo). Tuttavia avere un’impresa da compiere non aiuta i giocatori a focalizzarsi sul match di campionato, questo, ripeto vado a memoria, ma credo sia un dato statistico. Per assurdo spesso si soffre più la partita prima che quella dopo (dove si accusa anche la stanchezza fisica). Poi, con il Como, mi soffermerei ancora sull’aspetto arbitrale (non sto accusando gli arbitri, se c’è un topic apposito volendo potrei anche farlo, eh). Qui c’è per me un aspetto in qualche modo tattico: il Como applica il fallo tattico sistematico, in Juve-Como gli ospiti hanno fatto 15 falli, la juve 10 (un divario non lieve). Unico ammonito: Locatelli. I falli del Como, praticamente, sono tutti passibili di condotta antisportiva (il fallo tattico prevede già in nuce all’idea il concetto di stroncare sul nascere l’azione avversaria). Da cunha che, se ricordo bene, falcia ripetutamente in modo indecoroso è solo la punta dell’iceberg perché, dal mio modo di vedere, giocare contro una squadra che applica il fallo tattico sistematico, se sei di pari livello, è quasi impossibile (e lì, sì, servirebbe l’intervento arbitrale). In ogni caso, poi, Juve- como è stata una gara che, senza lo svarione del portiere sul primo gol, poteva anche finire 0 a 0. Non un buon risultato, ok, ma nemmeno uno 0 a 2. Insomma, il passaggio più critico, dove la juve ha fatto male-male, per me, non è poi quello più preoccupante. Ci sono altri aspetti da valutare, ad esempio i passaggi a vuoto con Lecce, Cagliari, con l’Atalanta in coppa, che possono essere errori di gioventù (del progetto di Spalletti) ma forse anche un difetto strutturale di una certa concezione “meritocratica” (fallace, nel concreto) di questa filosofia di gioco. O forse la combinazione dei due.