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  1. Io non penso affatto che i giocatori siano robot, al contrario. E proprio perché non sono robot hanno risorse insospettabili (non programmabili o programmate da qualcuno), come ad esempio Di Gre col Genoa. Sulle giornate-no io non le concepisco perché per me è un alibi che io non concedo. Soprattutto nel calcio dove non è un singolo ma c’è una squadra fatta di persone (non di robot) che possono accorgersi delle difficoltà del compagno e fare uno sforzo in più per aiutarlo. E dove l’allenatore, ad esempio, dovrebbe cercare di pescare i giocatori giusti e più in forma in quel momento. Poi capisco che ci sia la stanchezza di squadra (ma giocando una partita a settimana, appena dopo la sosta, contro una squadra nelle tue condizioni, se non peggio?) o altri elementi negativi esterni che incidano (ieri però direi che hanno inciso quelli positivi, leggi mira degli attaccanti atalantini), ma dal mio punto di vista si dovrebbe reagire meglio a fronte della difficoltà di ieri (per me non insormontabile).
  2. Beh, ma le variabili possono essere anche positive no? Prende DiGRe. Sembrava finito e poi entra a freddo e para il rigore e ieri ancora bene. 1000 variabili tutte negative?
  3. Ecco, vedi, forse è qui la nostra divergenza di vedute. Per me non esistono giornate negative. Soprattutto in un lavoro di squadra, ci sono 25 giocatori (o giù di lì) per cui si può e si deve lavorare per scongiurare l'idea che possa esserci una giornata nera. Io di questa cosa sono convinto già a livello personale (per la mia vita privata da individuo) ma, quando c'è un'equipe per lavorare in modo sussidiario, è un elemento che non tengo mai in considerazione. Per me non ci sono giornate-no. Come detto, ho le mie miopie.
  4. Ma no, penso di averlo colto. Solamente io ho una considerazione della difficoltà della gara di ieri in rapporto alla sua importanza, diversa dalla tua. Tu, in questo discorso, hai citato le finali. Per me l'atalanta non è squadra forte ma, evidentemente, sbaglio io visto come ci ha schiacciato. Non apprezzo un singolo giocatore della loro squadra, e nemmeno mi piace come giocano. Miopia mia, evidentemente.
  5. Se per bellezza intendiamo la spettacolarità, d'accordo. Ma una gara è fatta anche di intensità e, da quel punto di vista, le finali sono tutte bellissime. Poi c'entra anche chi hai davanti. L'italia in finale 2006 non sarà stata scintillante ma aveva di fronte una squadra probabilmente più forte o comunque forte uguale e forte in senso assoluto. Giocare bene (in modo apprezzabile dal pubblico), spesso non ti è concesso dall'avversario, e in finale è difficile che ci siano avversari scarsi. Poi, da juventino, so bene, aimè, che in finale è difficile giocar bene. E' ben per questo che io, nella ormai assai remota ipotesi di tornare ad una finale che non sia la coppa italia, vorrei giocare bene e vincere e non vincere con un gollonzo e sperare nella dea bendata. In ogni caso, se il nostro livello oggi è quello di sfangare una partita come quella di ieri, contro un atalanta così, penso che il problema non si pone ne si porrà per lungo tempo.
  6. In linea generale posso essere anche d'accordo. Ma con alcuni distinguo. Io, quello che imparo, voglio metterlo in pratica proprio nel momento decisivo. E' così che voglio vincere. Voglio vincere facendo quello che so fare e che ho lavorato per imparare a fare. (La storia di lavorare, di rimboccarsi le maniche, è sempre citata dai giocatori, da locatelli in giù, poi si scopre che vinciamo perchè scalvini colpisce il palo e quell'altro fa una rovesciata da dentro l'area piccola e la manda fuori). Se no mi sembra che passi la linea che avevamo in aviazione quando ho fatto la naja. Durante la fase di addestramento, c'era da tirare la bomba a mano: ore di teoria sulle tecniche di tiro e poi altre ore di pratica. Quando si arrivò al poligono, ultime raccomandazioni di rito: mi raccomando, ricordate questo e quello ecc. ecc. Poi, al momento del lancio, l'istruttore del poligono, ci consegnò l'ordigno e ci disse: "avete mai tirato un sasso? Ecco, dimenticate tutte le ca**ate che vi hanno detto, e tirate questo aggeggio come si tira un sasso, il più lontano possibile". Per finire, vincere così non sarà facile ma mi pare che il difficile l'abbia fatto l'atalanta e io non amo appropriarmi dei meriti (o demeriti) altrui. Bene per il morale? Speriamo. Però non vorrei che passasse il concetto che si può vincere anche così perchè è senz'altro vero (ieri si è appunto vinto) ma allora l'ambizione deve essere giocare contro avversari di questo tipo. Mi scuso, per l'evidente vena polemica che mi esce, ma in nessun modo posso essere soddisfatto di una gara del genere. Manco avessimo giocato contro il bayern.
  7. Chiedo: David è davvero una punta? Giocava da punta in Francia o ci gioca col Canada? Non è una domanda retorica perchè David esula dal mio modo di concepire il calcio. Ieri, ad esempio, credo siano suoi tre tra i cinque nostri migliori passaggi (posto che a 5 ci siamo arrivati) che abbiamo fatto (vado a memoria, eh). Però poi, in un momento chiave, appoggia di testa una palla, nelle intenzioni in modo forse anche intelligente, peccato che la metta sul fondo. Cioè, io lo trovo un giocatore avulso dal contesto. Ingiudicabile.
  8. Gli insulti sono da stigmatizzare sempre e comunque. Io però un portiere così decisivo in negativo mica lo ricordo, alla juve. C'è quella statistica dei gol presi al primo tiro (che non tiene nemmeno conto che alcuni non erano nemmeno veri tiri) che lascia poco spazio alle interpretazioni, almeno secondo me. Van der sar venne crocefisso per un paio di sbavature che non ci costarono lo scudo perchè lo scudo ce lo costò la politica. Di Gre è un bravo portiere, se vuol giocare alla juve deve passare i suoi momenti difficile, come ha fatto, e reagire, come sta facendo. Io non so a che livello di portiere può arrivare, ma credo sia una storia ancora da scrivere. Ha dei punti di forza (vedi ieri) e di debolezza, vedremo. Però le critiche (gli insulti no) se le è meritate tutte, secondo me. Senza cattiveria.
  9. Io onestamente riesco a turarmi il naso fino a un certo punto. L'atalanta è una squadra non irresistibile tra u cui giocatori non invidio nessuno - ma proprio nessuno - allenata da un tecnico giovane che magari diventerà bravo. E ci è stata nettamente superiore, ma in modo imbarazzante. Chiedo: ma se Milik va in panca, possibile che non possa fare neanche un tempo? Secondo me il primo tempo, che è quello in genere dove ci sono meno spazi, un centravanti è indispensabile, specie a una squadra priva dei requisiti minimi di palleggio come la nostra. Poi nel secondo magari Boga gli spazi li trova. Dal mio punto di vista, questo è il momento clou. Se giochiamo così, buonanotte.
  10. E' troppo severo pensare che Capello sia stato solo un allenatore che, tatticamente, capitalizzasse in modo spregiudicatamente utilitaristico il lavoro degli allenatori precedenti? Al milan arrivò dopo Sacchi, alla Roma dopo Zeman, alla juve dopo Lippi (all'estero ammetto di non averlo seguito in modo continuo). Cioè, tornando alla mia "distinzione" tra allenatori (c'è chi prevalentemente semina e c'è pensa solo a raccogliere) io lo catalogo (ma non ho la pretesa di essere nel giusto, solo un'impressione) come uno dei più utilitaristici speculatori mai visti. Ad esempio, Allegri che poi nel tempo si inaridirà sempre più, ai primi tempi mi stupì anche in positivo. Se ricordo bene, a differenza di conte o Prandelli in nazionale, non si fece troppi (non troppissimi, insomma) a mettere Bonucci nella linea di difesa a 4. Prandelli, ad esempio, preferì nazionalizzare Paletta piuttosto che rischiare di doverlo schierare in linea. Tornando a capello, io non è un tecnico che chiamerei mai ad argomentare di tattica, per quanto non possa realmente sapere se dica cose giuste o meno a sky perchè, su qualunque tv io stia guardando la partita, spengo subito dopo il triplice fischio. Rimpiango i tempi in cui vedevo la TSI, quella sì interessante nei commenti del post-gara. Comunque poi, sui social, si recuperano le sue "perle" di saggezza, e c'è anche qualche comico che sostanzialmente non fa che diffondere il suo pensiero. Ma forse sono troppo caustico nei suoi confronti.
  11. Ti rispondo solo ora, sperando di non essere troppo fuori tempo. Comunque esprimo la mia opinione. Io penso che tatticamente in Italia nel complesso siamo arretrati, da un punto di vista tattico. Cioè, c’è anche un certo fermento, ma la maggioranza degli allenatori usa il concetto ripetuto più volte da Jouvans, e riferito a Sarri, per cui si difende a tre perché questo implica automaticamente difendere a 5 nel lungo periodo della gara. In pratica, secondo me, gli allenatori lo sanno (mi pare ovvio, se lo sappiamo qui) ma non lo ritengono un limite, ma un escamotage comodo per evitarsi il lavoro di insegnare alla squadra come adeguarsi dentro la partita. Se gioco con la difesa a tre, so che, in automatico, sotto la pressione degli avversari i quinti arretrano, trovando spazio a fianco dei centrali (che sempre in automatico tendono ad accentrarsi, difendendo la porta). Di conseguenza, il centrocampo, vedendo una linea dietro che si abbassa, arretra per tenere le distanze tra i reparti. Praticamente la fase difensiva (passiva, d’accordo) risulta già fatta senza bisogno (o quasi) di allenare (ovvero lavorare) gli automatismi: manna per l’italico pensiero. Questa tua frase “confondiate la cura ossessiva della difesa con l’estremismo tattico” è il focus del problema. Ma la cosa è, secondo me, più scivolosa e viscida di così. Cioè, ora, a fronte della disfatta nazionale, si accusa la tattica come radice del problema. In realtà è la mancanza di tattica, perché la difesa a tre e tutto il solito discorso, sono concetti legati... boh... agli anni 90 (?), o comunque giù di lì, e quindi non si può accusare una dottrina (la tattica) se quelli che la applicano ne usano una versione superata da decenni e di cui sfruttano il conclamato difetto (il già ribadito J’accuse di Sarri) appositamente per cercare di ottenerne effimeri benefici. La cosa infida è che chi accusa l’italia di tatticismo sono proprio i fautori di questa applicazione, quelli che esaltano le squadre che applicano il concetto “primo non prenderle”. Sono anche gli stessi che esaltano il gioco gasperiniano, che secondo me è la negazione della tattica, perché spezza la gara in un 10 vs 10 che di tattico non ha nulla se non la autodistruzione della tattica stessa. Cagni, particolarmente attivo sui social in queste ore (sembra un brav’uomo simpatico, non ce l’ho con lui, per carità) che si toglie i sassolini della scarpa accusando il tiki-taka come * che ha distrutto il calcio italiano, è un altro esempio di come ognuno tiri l’acqua al suo mulino. Io non sono mai stato un fan del tiki taka estremo, sia chiaro, e certo credo anche io che si sia scimmiottato quel sistema senza comprenderlo fino in fondo. Per farlo devi essere preparato tecnicamente al massimo, come gli spagnoli, mentre noi abbiamo creduto che con le triangolazioni non servisse più dribblare (un altro lavoro in meno da fare in allenamento). Questo è il problema, e non il tiki-taka e la sua idea in sé e dispiace che chi fa opinione cerchi solo rivincite personali. Come anche Capello che parla ossessivamente di ritmo basso: i portoghesi han sempre giocato sotto-ritmo e han sempre detto la loro. Dipende da chi impone il ritmo alla gara, in sé non è un handicap assoluto. Il punto è che se giochiamo sotto-ritmo perché stiamo rintanati senza scoprirci, ci passiamo ripetutamente la palla all’uomo libero a fianco (nostra idea di tiki taka), non stiamo giocando tatticamente ma stiamo negando qualsivoglia concezione tattica. Volendo, si potrebbe osservare che l’italia è sempre stata maestra negli strappi di ritmo e questi, per funzionare, necessitano di abbassare il ritmo medio della gara. Questo per dire che il problema è proprio nella disinformazione, in parte mirata (vedi la gazza, mediaset, Rai) in parte per motivi di ego personale di chi ha il prestigio per commentare (Capello, Sabatini, ecc). Come anche la battaglia ossessiva contro la costruzione dal basso (che se esagerata è esagerata, quello è il limite). La bosnia ci ha eliminato pur prendendo un gol di costruzione dal basso, mentre la svolta negativa per noi è avvenuta in modo similare (negli esiti, con l’espulsione di bastoni) ma applicando un concetto diametralmente opposto, ovvero il rinvio lungo del portiere. Anche per questo evidente passaggio (oltre a quello plateale del Bastoni scorretto che stavolta viene espulso lui e non l’avversario) non serve nemmeno inventarsi metafore perché sono già metafore i fatti. Eppure dopo che a milano, con l’inter che era avanti 10 punti, la juve gioca 10 vs 11 e domina, in Bosnia, nelle stesse situazioni di inferiorità numerica e di campo, facciamo catenaccio anni 60 contro una squadra modesta, e si da la colpa alla tattica.
  12. Ovviamente sono d’accordo con te che i rigori non li tira l’allenatore. Come anche che sul fatto che i rigori li ha sbagliati anche Baggio, come ho letto sopra. Però un conto è sbagliare a segnare, e un altro è sbagliare a tirare. In parte come ha fatto ieri Locatelli, ma l’esempio migliore è David col Lecce. L’Arsenal sta mostrando come, anche ad altissimi livelli, l’organizzazione dei piazzati e dei dettagli fa la differenza. I gol come quello di Yldiz ieri, con l’esterno che rimane alto da angolo degli avversari, dimostra questa tendenza, propria anche di spalletti, di curare questo tipo di situazioni. Ma i rigori, secondo me, richiedono un lavoro del tutto particolare. Che, questo va detto, alla juve non è semplice da fare perché ce ne danno pochi (in rapporto al tempo in cui stiamo in area avversaria) e quindi abbiamo poche occasioni su cui lavorare. Secondo me, ieri il rigore era un mezzo everest per la Juventus, dal punto di vista psicologico. Vediamo nel dettaglio. Locatelli: veniva da tre realizzazioni dal dischetto, tra cui quella di Venezia che ha valso il 4° posto, e quest’anno col Gala in Champions. Per cui, a rigor di statistica, ci può stare che lo tiri lui. Però, secondo me, non si vuol davvero bene al ragazzo se lo si carica di queste responsabilità. Locatelli non ha la personalità di un Neeskens o di un Pirlo, ma è un buon giocatore che sta trovando, giusto ora, una dimensione che gli può permettere di giocare nella juve (in una juve ridimensionata come da programma attuale, sia chiaro. Il suo è un ruolo chiave e per una juve top, servirebbe altro, secondo me). In ogni caso, io credo che non può essere lui l’uomo che debba salvare la champions della juve tutti gli anni; questo è ingiusto, ma prima di tutto nei suoi confronti. Poi è sacrosanto: i rigori si sbagliano. Ma vanno tirati per segnare e quello di ieri non è tra questi (mia opinione). Yldiz: ha sbagliato l’ultimo, ma ha poi rimediato. Situazione un po’ critica, dal punto di vista psicologico, ma il giocatore ha stigmate più evidenti di locatelli e forse è meglio lavorare su di lui. Anche perché la stampa nemica, cercando di seminare zizzania, sottolinea che non segni mai su punizione. In risposta a ciò noi manco i rigori gli facciamo tirare. Vlahovic e Milic: rientravano e, in passato, ne hanno sbagliati anche loro in modo un po’ goffo, segno di una non tranquillità nel campo specifico. David era fuori ma il suo errore ha già fatto epoca. Secondo me esiste un problema rigori alla juve e anche quel palleggiarsi il pallone al momento decisivo è sintomo di poca serenità, dissimulata da una sicurezza che si rivela poi effimera. Il rigore è una cosa per gente dura e decisa ma che abbia sempre un occhio aperto sul possibile errore. E comunque gli errori rimarranno, del resto sono indispensabili: pensate alla pressione che aveva balotelli quando non sbagliava mai. Un errore, ogni tanto, fa da valvola da sfogo, e riporta la soglia tra sicurezza/timore di sbagliare al suo punto esatto di equilibrio. Alla juve, però, sembra che tutto ciò non sia minimamente curato e ci si affidi alle paturnie del momento: oggi tiralo tu così ti ripigli, oggi lo tiro io che sono l’uomo della salvezza. Non li tirerà Spalletti ma, stante la mia articolata opinione nel merito, il suo modo di gestire i rigoristi non mi convince mica.
  13. Premetto che non sto chiedendo la testa di spalletti. Io non distinguo gli allenatori in giuochisti e risultatisti ma in seminatori e raccoglitori. Alla juve abbiamo avuto allegri che è il profeta dei raccoglitori, mentre prima Conte è stato (ed è) un seminatore/raccoglitore ma pratica un’agricoltura di tipo troppo intensivo. Necessita costantemente nuova linfa perché tende ad esaurire quello che ha a disposizione in pochi anni. Sarri è un seminatore che ha però nelle corde un tipo solo di coltura. Quella di Motta è invece troppo sofisticata. Pirlo mi sembrò acerbo e Tudor e un contadino onesto che, di fronte ad una tenuta agricola troppo vasta e ambiziosa, non ha mostrato di essere all’altezza, andando, alla lunga in confusione. Spalletti è, e qui arrivo al dunque, un buon seminatore: conosce la sua professione e ama sperimentare, trovare soluzioni adeguate al contesto. (Per vincere? Beh, così facendo temo che sia dura, perché è un sistema troppo dispersivo.) Alla juve mi è sembrato acqua nel deserto, perché finalmente si vedono dei concetti di gioco proposti, cosa che da troppo tempo mancava. Ma la sua storia in serie A, scudetto al Napoli a parte, che parla di tanti secondi posti e piazzamenti vari, non mi fa pensare sia l’allenatore che ci porti alla vittoria. E a sto punto neanche al quarto posto, che è la nostra vittoria stagionale. E’ un allenatore che quando fa 30, raramente fa 31, e alla juve quest’anno sta facendo uguale. Fa tre gare buone, napoli, Monaco -va be- e Parma, e naufraga contro l’atalanta (non il real madrid). Ritrova il filo e indovina Gala-Roma-Pisa-Udinese e sbatte contro il sassuolo con partita già bella infiocchettata da un favorevole avvio. Avendo Comolli e Chiellini, credo ancora sia il caso di confermare spalletti; insegnerà un po’ di calcio ai giocatori e questo è quello che può dare. Ma, in ottica di risultati concreti, è lui stesso un scommessa e non quotata particolarmente bene, direi. Ma è un brav'uomo, competente e anche simpatico, per cui, non salgo certo sul carro dell'hastagh Spalletti-out. In merito a Juve - Sassuolo Personalmente, confesso che se dovessi seguire il mio stato d’animo emotivo, non sarei adeguato allo stile British del Cafè. Farò però uno sforzo e cercherò di attenermi agli aspetti tecnico/tattici del dopo Juve-sassuolo. Per me è un po’ arduo dire che si è perso per via della rosa. Se l’allenatore afferma di avere 4 prime punte a disposizione e sceglie liberamente di giocare con un esterno adattato come centravanti, ci sono poche scuse. Se giocavano David o Openda e fallivano, allora è la rosa; se facevano un tempo a testa Milik e Vlahovic e si falliva, allora è la rosa, e/o la sfortuna (rientravano dagli infortuni, ecc ecc). Ma se metti Milik e Vlahovic a 10’ dalla fine, allora si tratta di scelte meramente tecniche. Che non hanno funzionato e che sono riconducibili in toto a spalletti. Così come presentare cambiaso-kelly-bremer-kalulu, che, è un dato di fatto, non reggono volpati-pinamonti-berardi e già lo si dovrebbe sapere. Come anche che Mkennie non è un giocatore che si può realmente, al di là dei proclami, mettere dove si vuole perché ieri era palesemente un pesce fuor d’acqua. Se prendiamo tutto ciò come scuola, come esperimenti, che è ciò che fa spalletti costantemente per verificare i giocatori e farli crescere, questo è anche un buon modo. Ma non per concretizzare. Per cui la juve sciupona che vediamo, in fondo, è esattamente lo specchio del suo allenatore.
  14. Ho guardato il video, molto interessante. Su Sarri, per come lo ricordo io, anche questi piccoli accorgimenti mi sembrano tanto (anche se imposti da rosa e condizioni ambientali) perchè per me una certa ingessatura di pensiero era il suo limite più grosso. Secondo me, il gioco uomo-contro-uomo (orrore, IMO) di cui parla Cariglia è nato proprio per far saltare le squadre che giocano di squadra (quelle dei famosi "giochisti") e l'esempio (nefasto, dal mio personalissimo punto di vista in chiave tattica, almeno) è la finale uefa atalanta - levercusen. Sarri ha probabilmente modificato un po' il suo gioco per adeguarsi ai tempi e alla situazione della lazio, ma, se io l'ho lodato, l ho nel senso in cui si può lodare un dinosauro che si è fatto il maglione per stare al passo coi mammiferi (non so se il paragone è efficace 😊) . Cioè, Spalletti, a confronto (a parte che è in un'altra situazione, ma è entrato in corsa e i problemi ce li ha anche lui) sta facendo vedere un calcio liquido che lascia stupefatti. La seconda parte del video certamente interessante. Sulle fasi di gioco che sono più di due concordo. Per me, personalmente, anche quando giocavo, la cosa più importante è non perdere palla in impostazione. Più l'azione è promettente, nel crearsi, e più stai, allo stesso tempo, rischiando grosso, perchè tutti i tuoi compagni sono portati a pensare positivo e andare in avanti. Siccome è proprio lì che si crea l'azione incisiva, facciamo un esempio a caso, tipo da una giocata di cambiaso che ci apre il campo, chiaro che se poi c'è l'errore siamo fritti. Questo un po' al di là degli schemi di gioco. Chiaro che, con i sistemi più speculativi si rischia di meno. Tuttavia, Spalletti ha ammesso che ha chiesto troppo ai suoi giocatori e quindi li ha esposti all'errore, eppure la strada è quella. Gerard gettò alle ortiche una Premier, tuttavia rimane uno dei giocatori più forti che io abbia visto. Gli errori fanno parte dell'esperienza.
  15. Quoto l'idea che Sarri stia facendo più del previsto. La cosa però che più mi stupisce (e dal mio punto di vista in modo positivo) è che ha smesso i panni dell'integralista. Alla juve lo ricordo piuttosto ancorato, almeno finchè ebbe in mano realmente la squadra, ai suoi concetti, al suo gioco. Ora, sia contro di noi a torino, sia ieri col milan (gara che ho guardato solo perchè speravo che i rossoneri rompessero le uova nel paniere all'inder) ha giocato molto di rimessa. Ieri, magari mi sbaglio, ma mi sembravano invertite le panchine: allegri che spingeva e Sarri che rinculava per ripartirgli. In questo riconosco a Sarri un'elasticità che mi pare non avesse.
  16. Ciao Jouvans, condivido in sostanza il tuo pensiero. Venendo alla partita, a me la juve ieri è piaciuta molto, tosta e, guardando a posteriori, anche concreta. Qualche occasione sprecata, è vero, ma 2 gol fatti, rischi minimizzati, insomma, fuori casa e senza centravanti non era semplice; non lo è mai stato, in serie A. Ho gongolato vedendo la squadra ricorrere alla "palla sopra" (cit) per scavalcare la disposizione degli avversari. Variare il proprio gioco è il mio ideale di gioco. Ti chiedo: non è che la flessione che abbiamo avuto qualche gara fa (calendario assurdo e fattori esterni anche più assurdi a parte) è anche figlia del fatto che gli avversari di turno avevano studiato le contromisure al nostro gioco? E che senza un centravanti abile a sfruttare la profondità e ad allungare gli avversari, noi siamo rimasti senza contro-contromosse? Ieri, Yldiz da punta centrale, per quel che poteva, non ha fatto neanche malissimo, e Boga è stato devastante. Che pure non so se era prevedibile una sua performance del genere, perchè almeno io lo pensavo più un esterno. Insomma, si abbiamo perso intensità, ma la mia impressione era che gli avversari ci soffocassero sul nascere, cercando di prenderci in quei momenti in cui il calcio liquido di spalletti qualche spazio lo lascia. Di contro, noi non riuscivamo a fare altrettanto perchè quello che si cercava di fare era in parte previsto e penso che spalletti, quando voleva un centravanti, si riferisse anche alla possibilità di sfruttare lo spazio che c'è dietro ad una squadra che sale per chiudere il tuo fraseggio. Inoltre, per quel che riguarda la minor aggressività, un altro elemento da considerare è il dispendio fisico, sia per le gare ravvicinate, sia per il valore degli avversari, sia per il giocare spesso in 10, sia per il fatto che giocano sostanzialmente sempre quelli (vien da dire giustamente, eh). Insomma, dispiace essere così indietro e fuori dalle coppe, ma bene per il gioco. Poi vorrei un parere su Koopmeiners, per me assoluto oggetto misterioso che mi pareva si stesse scongelando dall'ibernazione dove era finito. (ieri meno bene, ma chissà)
  17. @ZizouZidane. Si, capisco il tuo punto di vista. Ma io sono un po' vecchia scuola, per questo io mi esprimo in termini più "analogici" (ricorrendo al mondo della boxe). Il possesso palla è un dato che mi interessa relativamente, nel senso che andrebbe guardato solo quello che serve a costruire un'azione d'attacco, mentre dell'XG non conosco nei dettagli come venga calcolato, per cui non è che mi fidi più di tanto.
  18. Beh, vincere ai punti un modo di dire molto generico, in ogni caso han fatto subito una bell'azione con parata di Perin, poi alcune incursioni che davano l'idea di essere pericolosi. Credo che se l'unica squadra che abbia cambiato il modulo in difesa sia la juve, nel primo tempo, è perchè era quella più sotto stress. Loro stavano difendendo con ordine, noi molto meno. Poi, "ai punti" è una valutazione soggettiva.
  19. Mi sa che è tempo perso. 😅. Povero, mi spiace, ma per me stasera è stato l'elemento decisivo, in negativo. Ho visto la partita in TV, e da quel che ho capito, fino al 30' abbiamo difeso a 4 e abbiamo ballato di brutto, tanto che il Pisa meritava "ai punti". Poi Spalletti ha rinunciato a difendere a 4 e siamo passati a 3, non migliorando molto la situazione per i noti motivi. Nel secondo tempo l'entrata di Kelly è sembrata la venuta del messia (direi che la difesa è tornata di nuovo a 4 e bremer, malino anche oggi, è tornato dalla sua parte) e tutti han preso a giocare bene. Certo il Pisa avrà anche rallentato, non lo so, ma tatticamente ho avuto questa impressione.
  20. Beh, io sono in effetti molto critico in generale. Su Spalletti sono decisamente favorevole, ma come ho provato a spiegare, in una discussione (e ora sul mister un po' mi pare se ne sia aperta una, causa del febbraio non proprio felice) parto dal lato opposto rispetto al mio. Faccio una sorta di prova del nove. Prendo quindi in esame il momento peggiore e, per onestà, nonostante tutte le attenuanti che ho messo sul tappeto, riconosco che il bilancio è negativo. Cioè a Istanbul si doveva evitare di mandarla in vacca e col Como stare un po' più all'occhio. Detto questo, pensavo che si capisse che, secondo me, nel frangente peggiore non si può bocciare l'operato di Spalletti. Credo siano altri i suoi possibili limiti, ovvero quelli legati ai rischi delle partite con le piccole e proprio stasera abbiamo modo di vedere come andrà. Su Bremer concordo. Tra l'altro, pur apprezzando l'uomo (un tipo da Juve: tosto, serio, mai fuori luogo) come giocatore non ero un suo fan nemmeno al Torino, se devo essere onesto. Poi, allo stato attuale, nella rosa è ovviamente importante. Ma è anche innegabile che non sta incantando, sta facendo fatica e errori. Però io preferisco avere un centrale di ruolo che gioca male ad un giocatore "improvvisato" magari anche volenteroso. Gatti è un centrale pure lui, ovviamente, ma quando è entrato in Turchia, mi sembrava davvero troppo spaesato; anche comprensibilmente sfiduciato dal fatto di non essere considerato dal mister. Poi, va anche detto, che Gatti per giocare da centrale a 4 in linea... insomma, c'è da lavorarci, immagino. Per me la base della squadra è la coppia di centrali difensiva che, più che altro, devono dare sicurezza, devono dare il fondo al baricentro, devono fare da basamento per la costruzione dell'assetto di squadra (senza dimenticarsi di difendere.☺️). Oggi Bremer sembra lontano dal suo sperabile rendimento ma certo la sua assenza crea perturbazioni varie che sono peggiori dei suoi eventuali errori (questa almeno è la mia sensazione). Comunque io sono severo nelle critiche ma magnanimo nel giudizio finale: per dire, a me Zhegrova non è dispiaciuto nelle sue ultime due uscite, nonostante l'errore col Gala. Io ci ho visto cose buone.
  21. Ecco quindi il mio primo post che spero sia nel merito del topic. Io sono tendenzialmente una persona critica, quindi il mio primo contributo si focalizza su cosa non è andato nel recente passato (a parte i risultati che sono stati disastrosi ma quelli sono). Storicamente io sono amante dell’Olanda degli anni 70 e, di conseguenza, ho sempre apprezzato un certo tipo di gioco. Va da sé che al momento sono favorevole alla stabilità del progetto attuale (Spalletti e un nucleo di questi giocatori) ma, per mia natura, sono anche disposto a mettere sempre tutto in discussione. E’ davvero buono il lavoro che sta facendo Spalletti, soprattutto alla luce dei recenti risultati? Credo sia giusto e onesto porsi sempre il dubbio, almeno in sede di analisi, e non temere di affrontare ogni argomento anche guardando le cose seguendo non la propria idea, ma un’analisi più strettamente legata ai fatti (leggi: risultati). Quindi, io che sono favorevole al nuovo corso, comincio ad analizzare il passaggio più negativo che lo ha contraddistinto. Nel fare una valutazione più approfondita, del resto lo dice anche Spalletti, bisogna vedere “perché si è perso” e non solo dire “si è perso”. Nel periodo recente il momento peggiore, le gare veramente sbagliate sono una (vs como) e mezza (2T a Istambul). Seguo la cronologia: in Turchia con Bremer e 11 contro 11 stavamo vincendo e avevamo recuperato addirittura Koop: il suo primo gol è una sua tipica azione (di quando giocava bene), nel secondo è splendido in modo particolare l’anticipo (forse la sua vera prerogativa, quella di rubare il tempo, anche quando conclude a rete), poi il tiro magnifico per un vero golasso. Poi arrivano l’infortunio a Bremer e l’espulsione. Ora io sono convinto che una squadra come di deve (come la Juve, insomma) debba, di base, giocare con la difesa in linea a 4. A tre, coi quinti, ecc. ecc. dai, non si può vedere, è troppo condizionante. Oltre alle multicit. parole di Sarri (verissime), c’è anche il fatto che i giocatori sono troppo spalmati per il largo. Ok, occupano bene il campo, ma con un secco 4-3-3 (mi scuso se qui sembrerò ruffiano a parlarne bene) la squadra è più compatta, non solo più corta ma anche più stretta, e, se è brava a seguire il gioco, crea giocoforza una densità maggiore in zona palla (non è previsto il quinto opposto abbandonato a 50 metri dal pallone). Però, già con queste divagazioni ho messo il dito nella piaga: “se è brava”. Ora in 10, checché se ne dica, è più difficile giocare, se poi hai una difesa improvvisata, con Gatti che già non è un mago tatticamente, tenuto sempre ai margini e ora dentro nella mischia di Istanbul a vedersela con Osimen; con Kelly che sì, è migliorato ma, insomma, non è diventato Krol; senza dimenticare che sulla sinistra mancava l’uomo e si era tamponato alla meno peggio tradendo anche la filosofia recente, insomma, non so quanto la squadra abbia sbracato ma, considerando anche l’aspetto psicologico (a me tutte ‘ste espulsioni “puzzano”, e non sto dicendo tanto per via degli arbitri) ci sono tutte le attenuanti del caso. Io, sul divano, da quando si è fatto male Bremer sono stato scomodo, che è quello che mi succede quando la juve non è a posto dietro tatticamente. Non riesco nemmeno ad arrabbiarmi, cosa che faccio abitualmente se qualcuno fa errori gratuiti, perché ho un disagio più difficile da gestire. E veniamo ora al match col Como. Prima cosa: colpevolmente (ma andrebbe analizzata la cosa) Spalletti ha sempre schierato Kalulu, ogni singolo minuto. E con il Como mancava. Inoltre, credo si possa fare una statistica, e si vedrà che molto spesso la partita di campionato che risente maggiormente della presenza del turno di coppa è quella precedente alla gara decisiva (qui, per non sbagliare, ce n’era una prima e una dopo). Tuttavia avere un’impresa da compiere non aiuta i giocatori a focalizzarsi sul match di campionato, questo, ripeto vado a memoria, ma credo sia un dato statistico. Per assurdo spesso si soffre più la partita prima che quella dopo (dove si accusa anche la stanchezza fisica). Poi, con il Como, mi soffermerei ancora sull’aspetto arbitrale (non sto accusando gli arbitri, se c’è un topic apposito volendo potrei anche farlo, eh). Qui c’è per me un aspetto in qualche modo tattico: il Como applica il fallo tattico sistematico, in Juve-Como gli ospiti hanno fatto 15 falli, la juve 10 (un divario non lieve). Unico ammonito: Locatelli. I falli del Como, praticamente, sono tutti passibili di condotta antisportiva (il fallo tattico prevede già in nuce all’idea il concetto di stroncare sul nascere l’azione avversaria). Da cunha che, se ricordo bene, falcia ripetutamente in modo indecoroso è solo la punta dell’iceberg perché, dal mio modo di vedere, giocare contro una squadra che applica il fallo tattico sistematico, se sei di pari livello, è quasi impossibile (e lì, sì, servirebbe l’intervento arbitrale). In ogni caso, poi, Juve- como è stata una gara che, senza lo svarione del portiere sul primo gol, poteva anche finire 0 a 0. Non un buon risultato, ok, ma nemmeno uno 0 a 2. Insomma, il passaggio più critico, dove la juve ha fatto male-male, per me, non è poi quello più preoccupante. Ci sono altri aspetti da valutare, ad esempio i passaggi a vuoto con Lecce, Cagliari, con l’Atalanta in coppa, che possono essere errori di gioventù (del progetto di Spalletti) ma forse anche un difetto strutturale di una certa concezione “meritocratica” (fallace, nel concreto) di questa filosofia di gioco. O forse la combinazione dei due.
  22. Buongiorno, sono un utente nuovo, ho cercato se ci fosse un topic di presentazione (come mi è capitato in altri forum) ma non l'ho trovato, quindi posto qui anche perchè è questo il topic che seguo più frequentemente di VS. Fino ad ora mi sono limitato a lurkare, leggendo le interessanti disamine tattiche di cui ringrazio l'utente Jouvans e tutti gli altri. Ho qualche dubbio su questioni tattiche da sottoporre, ma per il momento mi preme ringraziarvi e mostrare solidarietà a questo modo di intendere il calcio e anche la Juventus, e mi sembrava opportuno farlo proprio ora alla fine del terribile mese di febbraio. Io penso che alla Juve, finalmente, stiano facendo bene, (al di là degli ultimi risultati oggettivamente brutti ma altrettanto oggettivamente influenzati da troppi fattori episodici e di sistema) e anche qui, nel cafè, si stia portando energia costruttiva. Grazie.
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