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Dario il grande

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Tutti i contenuti di Dario il grande

  1. A prescindere da Openda e David, ma su Kolo Muani c'è proprio una fissazione.
  2. Yldiz è a tutti gli effetti una seconda punta, pertanto è più che ovvio necessiti della vicinanza di una vera prima punta utile pure a liberare gli spazi cui inserirsi per puntare l'area avversaria; altrettanto logico che essendo di piede destro predilige partire largo da sinistra, ciò non toglie che possa essere libero di svariare accentrarsi cercare spazi pure a destra; ossia i movimenti tipici di una seconda punta specie se tecnicamente dotata.
  3. Se tale Alajbegovic è davvero un talento (i suoi numeri dicono che lo sia), va preso sino a che costa relativamente poco. Dopo Pasqua sarò in vacanza nei dintorni di Salisburgo e se il loro calendario coincide, mi recherò a vedere la partita e questo ragazzo in azione dal vivo.
  4. Siamo seri: non ci sono i soldi per pigliare Tonali e garantirne lo stipendio, così come non ci sono manco quelli per Osihmen (tra l'altro la clausola esclude la Juve da ogni trattativa). Finiamola di sognare nomi improponibili e si faccia il possibile per ottenere quei parametri zero ancora in grado di elevare la qualità della squadra, quindi a garantirne un prossimo campionato di vertice. Pertanto le priorità in ordine di apparizione sono: Goretzka e Bernardo Silva, poi Senesi e fare il possibile per acquistare il giovane Castro.
  5. Se Milik è stato convocato significa che oltre ad essere guarito, è stato pure posto in condizioni fisiche ed atletiche tali da garantire il suo impiego, probabilmente parziale, ma sicuramente concreto.
  6. Goretzka va preso semplicemente per il fatto che in mezzo al campo ci serve qualita ed esperienza. In seconda battuta per la difesa va preso Senesi.
  7. Prima di pensare al portiere ci sono ben altre priorità, le prime due entrambe a centrocampo, ove la qualità tecnica e non solo quella è del tutto assente, poi le altre in difesa e probabilmente pure all'attacco, ove come minimo servirà una punta affidabile.
  8. Quelli molto validi e con esperienza da grande squadra, sono tutti già felicemente accasati presso i grandi club e tra l'altro costano spropositi; tutto il resto sono scommesse e qui entra in gioco il fiuto del direttore sportivo e specie quello del tecnico che poi dovrà amalgamare la squadra che ha in mente. Una punta giovane e molto promettente costa più o meno una cinquantina di milioni e di quelle attualmente presenti nel nostro campionato riesco ad individuare solamente il giovane Castro che tra l'altro è Argentino, quindi dal mio punto di vista, molto più affidabile rispetto ad altri Sudamericani; se invece non c'è modo di spendere per il fatto che i denari sono pochi allora si rimane come siamo, auspicando che Vlahovic rimanga, visto che di meglio e alla nostra portata non c'è niente. Semmai i soldi da spendere è meglio siano indirizzati per l'acquisto di almeno un paio di centrocampisti garanti di quella qualità tecnica attualmente assente, senza escludere la necessità di reperire almeno un difensore di notevole affidabilità; il settore che bisogna assolutamente migliorare è il centrocampo, poi il resto.
  9. Per quanto mi riguarda sceglierei Carnesecchi, tuttavia Allison è più che valido ed esperto.
  10. A mio avviso quello da prendere per l'attacco è il giovane Castro (Bologna) e a prescindere da chi verrà tenuto o ceduto.
  11. Dario il grande

    Chi ci obbliga a giocare con una punta?

    Da sempre sono del parere che l'attacco di una grande squadra deve essere composto da almeno due punte (se non addirittura tre), ma temo che vista la pochezza costruttiva del nostro attuale centrocampo, l'allenatore, sia Spalletti che chi lo precedeva, sia costretto a far partire Yldiz da posizioni molto arretrate per un attaccante per il semplice motivo che a centrocampo non c'è alcun elemento di qualità tecnica superiore, quindi il tutto va posto tra la testa e i piedi del giovane Yldiz, unico nostro giocatore dotato di inventiva, con la speranza che la stessa cosa avvenga sul settore di destra, seppure con meno probabilità visto che da quella parte riescono a rendersi utili e concreti una partita ogni cinque; da questa soluzione obbligata ne consegue la scelta di giocare con una unica punta centrale e di quelle che abbiamo l'unico in grado di farlo è Vlahovic. Rammento la Juve di Lippi, d'accordo erano altri tempi, ma la classe individuale degli attaccanti e la qualità dei centrocampisti e del reparto difensivo, erano davvero di un altro pianeta e quella squadra scendeva in campo con tre punte, pure capaci di scambiarsi le posizioni creando costante scompiglio nelle difese avversarie. Rimango con la mia idea fissa, l'attacco di una squadra di rango deve essere composto da due punte eventualmente con un trequartista dietro ad esse.
  12. Per quanto riguarda l'attacco obbiettivamente va detto che è di basso livello per la Juve e a parte il gioiellino Yldiz, tutto il resto non è da squadra di rango; tra l'altro il Turco è visibilmente stanco, gioca ininterrottamente da inizio stagione e seppure a vent'anni i tempi di recupero sono più rapidi, pure per lui arriva il momento di rifiatare e recuperare specie le necessarie energie nervose; gli altri purtroppo sono poca cosa, spero che Boga riesca a dare quel qualcosa in più che serve in termini di qualche rete importante e che sia continuo nella validità delle prestazioni. Vlahovic in questa volata finale potrebbe rivelarsi l'elemento determinante e cosa farà in seguito lo sapremo solamente quando ci sarà la certezza di avere centrato l'unico obbiettivo rimasto e a prescindere da questo, auspico che per la stagione prossima facciano il possibile per riuscire a prendere il giovane Castro.
  13. Dario il grande

    Oggi, 2 marzo, come pensate sarà la classifica finale?

    Sogno il crollo Primaverile delle Milanesi, un lungo periodo negativo del Napoli e la crisi profonda della Roma; solamente così avremo la certezza del quarto posto.... e dicono che sognare sia lecito. A parte gli scherzi, d'ora in avanti bisogna vincerle quasi tutte e comunque non perdere più terreno.
  14. Lo stiamo dicendo da inizio stagione: l'attuale centrocampo è di basso livello per una squadra d'alto rango quale è la Juve, sono evidenti le difficoltà che il reparto trova sia nelle situazioni di filtro e di supporto alla difesa, sia per l'impostazione della manovra offensiva; non c'è il necessario amalgama e manca la necessaria qualità tecnica per la gestione dell'intero meccanismo, quindi ne risente sia la difesa che l'attacco. La nostra attuale linea di difesa è composta da tre validi elementi, ma se non c'è interdizione composta e la dovuta copertura, anzi spesso in tal senso c'è pure parecchia confusione, in questo modo si vanno a perdere le misure e i centrocampisti avversari trovano la maniera di infilarsi con facilità; certo pure i portieri hanno il loro margine di colpa, ma la chiusura dei varchi davanti alla difesa è una delle priorità che spettano ai centrocampisti, poi a vedere il tutto in modo più ampio: la squadra ancora non sa mantenersi compatta e tende a sfilarsi specie nei capovolgimenti di fronte e il solo Locatelli segue meglio di altri la lettura tattica e sa erigere il muro quando serve.
  15. Dario il grande

    Roma - Juventus 3-3, le pagelle e il migliore in campo!!!

    Perin 5 Kalulu 6 Bremer 5 Kelly 5,5 Cambiaso 5 Koop 6,5 Thuram 5,5 McKeenie 6 Conceicao 6 Yldiz 5,5 David 5 Boga 6 Miretti 6 Zhegrova 6 Gatti 6 Openda s.v. Spalletti 7 (il migliore)
  16. Goretzka e' probabilmente cio' che serve per dare maggiore qualita ed esperienza al nostro centrocampo, aggiungendo pure fisicita. Vlahovic andrebbe trattenuto semplicemente per il fatto che attualmente in giro di prime punte valide non se ne vedono proprio, a parte i soliti 4 o 5 nomi gia' inseriti nei soliti Top Club. Tuttavia proverei a prendere Castro.
  17. Yldiz ha vent'anni e un potenziale enorme comprensivo di tutti gli ingredienti necessari per diventare un autentico 10 di livello superiore, va lasciato crescere e semmai circondato da elementi in grado di capire e parlare lo stesso suo linguaggio calcistico, dei quali attualmente non è presente manco l'ombra.
  18. I grandi 10 della storia erano in pratica tutti mezze punte, prevalentemente trequartisti, qualche mezzala offensiva (al tempo detta mezzala di punta) e poi alcune seconde punte di grande valore. Nell'assieme erano tutti giocatori di qualità prettamente tecniche di livello superiore e il numero 10 anche nelle squadre minori, compresi i dilettanti veniva dato al giocatore tecnicamente più dotato, pure di genialità calcistica o fantasia che dir si voglia. Il calcio moderno o meglio attuale, è molto più frenetico rispetto a quei tempi, la prestanza fisica e la tenuta agonistica sono le priorità assolute, come pure il rigore tattico, nulla è concesso fuori dagli schemi, la parola d'ordine è dinamismo continuo e squadra sempre compatta, la manovra specie all'estero è sempre veloce; tuttavia alla fine è sempre la qualità superiore a fare la differenza e chi possiede giocatori con qualità da 10 anche se spesso indossano maglie con le numerazioni del gioco della Tombola, alla fine sono quelle più spesso vincenti. In Italia purtroppo siamo rimasti indietro, i costi fin troppo elevati costringono le società a guardare altrove, ove è più facile fare mercato e acquistare certezze di valore fisico atletico e molto meno spesso talenti dotati di classe naturale, da noi i talenti locali vengono spesso ignorati (forse la Juve e poche altre ne crescono ancora alcuni, ma non serve se poi servono solamente per fare cassa e vanno spediti altrove ma non solo per esigenze economiche, ma pure per la mania della fretta, il non saper attendere la crescita naturale di chi possiede vero talento; qua si vuole tutto e subito, ragionamento che poi non paga, specie quando una volta facilmente ceduti poi vengono rimpiazzati da illusorie costose scommesse e che il più delle volte tali rimangono. In conclusione ne esce un calcio ampiamente noioso, scontato, privo di emozioni e quelle poche che ne escono spesso represse da quel aggeggio stupido e deleterio, a controllo guidato che prende il nome di VAR, il quale alla fine riduce notevolmente pure la qualità della classe arbitrale e lo si nota chiaramente, specie da noi.
  19. Andiamo a ripetere sempre le stesse cose permeate da illusive speranze, ovvie quanto lecite nel pensiero di ogni tifoso, ma poi si va a perdere di vista la cruda realtà, o meglio quella concreta negatività che assilla la Juve da quasi sei anni. Vlahovic possiede delle valide doti e nel contempo dei banali difetti, tuttavia è una vera prima punta e di queste attualmente in circolazione ce ne sono piuttosto poche e già il fatto di essere tali comporta costi esagerati, sia di cartellino, sia di stipendio, per non parlare dei soliti tre o quattro grandi nomi, ad ogni modo inarrivabili; comunque a prescindere dall'efficienza di Vlahovic, va assolutamente indicato che la diagnosi del male cronico di questa Juve, è causato dall'assortimento sbagliato, ossia il continuo ripetersi di scelte sbagliate in maniera spesso grossolana per una società di altro rango, ad iniziare dalle scelte degli allenatori; dal dopo Sarri è stato un disastro continuo, non che Sarri fosse un Guru, ma non si caccia via con noncuranza un allenatore il quale aveva appena vinto uno scudetto, per accontentare dei bizzosi veterani specie nel momento che alcuni di questi erano in vista del capolinea carrieristico e da quel momento inizia l'attuale persistente malanno, sino alla perdita della storica identità, causata da una subentrata quanto nefasta mentalità sparagnina, ossia in attesa di ricostruire ci si accontenta del quarto posto in modo da garantire dei buoni incassi e tenere buoni gli azionisti; alla fine ora, dopo anni, non si è ancora ricostruito niente e peggio si rischia di non arrivare manco quarti. Il ragionamento concettuale da Juve non è più: "l'unica cosa che conta è vincere e subito", pure per il fatto che il mondo del calcio professionistico è notevolmente cambiato e non è più il tempo di credere che basti un valido attaccante a fare la differenza, quando alle sue spalle la squadra di livello non esiste, semplicemente per il fatto che gli vengono a mancare dei tasselli importanti, cioè quelli decisivi per elevare quel tasso di qualità, il quale alla fine è l'elemento prioritario quindi fondamentale per tornare ad essere competitivi e vincenti. In conclusione se di meglio non c'è, tanto vale provare a tenersi Vlahovic, poi a prescindere che la stagione prossima, al centro dell'attacco ci sia lui o chi d'altro, ciò che serve e lo ribadisco per l'ennesima volta, è reperire elementi di elevata qualità per il centrocampo, a costo di scelte drastiche e prive di sentimentalismi vari; quindi o si ricostruisce, oppure si rimane nuovamente nel Limbo e ci stiamo già da sei anni. Spalletti è uno con le idee chiare e con il necessario carisma, disegni lui la nuova squadra e la dirigenza lo segua in ogni dettaglio, quei giocatori che ambiscono a rimanere alla Juve, d'ora in avanti dispongono di dodici partite per porsi in mostra e convincere la società a confermarli, altrimenti saluti per chicchessia.
  20. Dario il grande

    Conceicao, giocatore che ha tutto, ma…

    Conceicao possiede valide doti per giocare a calcio ad alto livello, ma dire che ha tutto è una notevole eresia, dal momento che purtroppo evidenzia alcuni limiti tecnici (la tecnica non va giudicata solo per l'aspetto individuale: controllo, palleggio, dribbling, precisione e tempistica, tiro a rete; ma esige la visione rapida dell'azione di gioco, specie in zona d'attacco ove la manovra si fa più rapida e frenetica, gli spazi si restringono e le frazioni di secondo determinanti nelle scelte da farsi). Conceicao è un brevilineo, quindi agile e rapido nei movimenti specie negli spazi brevi, ottimo nel dribbling, al quale tuttavia poi non segue lo scatto bruciante e la progressione in velocità, difatti molte volte dopo avere saltato l'avversario (cosa che sa fare bene), viene prontamente recuperato, quindi lo spunto si perde nel nulla, non arriva ne il cross, ne il passaggio al compagno meglio piazzato, ne il tiro a rete; in conclusione viene a mancare la necessaria sinergia elemento essenziale in un gioco di squadra, ossia vedere e capire la manovra e i movimenti dei compagni in quella fondamentale frazione di secondo già citata e da sfruttare a proprio vantaggio e per vedere bisogna guardare, non solo il pallone, ma per farlo bisogna alzare la testa.
  21. Dario il grande

    Intanto Joao Mario...

    Non esistono allenatori o meglio tecnici infallibili, sono uomini, ognuno con i propri concetti in questo caso calcistici e il super bravo in assoluto dubito esista, certo è chi tra loro possiede il dono della genialità tradotta in concreto (nella storia piuttosto rari) e alla fine il tutto viene tradotto nelle scelte ideali soggettive, ossia ogni tecnico pensa la squadra e il modo di farla giocare come ritiene sia più opportuno e non è solamente una questione di vedute tecniche, poi tattiche e fisico atletiche; ma pure di identità caratteriale di ogni giocatore a disposizione, tra i quali va posta pure tra le priorità pure la parte psicologica e la sua tenuta. Succede che gli allenatori non vedano utili o perlomeno necessari alcuni giocatori a loro disposizione, non va escluso nemmeno il fattore antipatia, talvolta reciproca, ossia il non tollerare certi atteggiamenti e il modo di fare, di porsi a livello professionale. Se Joao Mario sia incompatibile co gli allenatori che lo hanno guidato (e viceversa), questo non lo sappiamo, tuttavia è certo che nel gioco di squadra, come il calcio, certe situazioni ci sono sempre state e sempre ci saranno e a prescindere dal livello.
  22. Ribadisco che a noi a centrocampo serve un elemento garante oltre che di qualità tecnica e conoscenza tattica, pure di grande esperienza internazionale, pertanto uno quale Goretzka lo ritengo particolarmente indicato e attenzione: pare che i Prescritti stiano già sondando il terreno (e Marotta non è per niente fesso).
  23. Esatto, egli è a tutti gli effetti un mediano interditore, valido a fungere da copri spalle ad altri elementi di centrocampo dotati di maggiori qualità ed è unicamente in quel ruolo che può rendersi stabilmente utile e necessario.
  24. Dario il grande

    Koopmeiners, rinascita?

    Chissà forse con Spalletti finalmente è riuscito a capire come deve giocare e specie quale atteggiamento mentale/caratteriale deve mantenere in un contesto d'alto rango; gli rimangono dodici partite per le prove d'appello e tutte queste devono evidenziare prestazioni dal discreto in su.
  25. Alto a destra ci può giocare benissimo McKeenie, anzi molto spesso le sue prestazioni migliori le ha offerte quando collocato su quel settore, fornendo precisi cross, ma pure accentrandosi per andare a rete; se poi permane la fissa che a destra si debba per forza giocare a piede invertito, allora si diano prontamente da fare in modo da reperire per tempo un giocatore in grado di saperlo fare, garantendo continuità e certezza di rendimento.
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