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Dario il grande

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Tutti i contenuti di Dario il grande

  1. Dario il grande

    Comolli e Chiellini si devono arrabbiare anche un po' con se stessi

    Andrebbero licenziati entrambi, il primo di calcio professionistico d'alto livello ne capisce poco; il secondo non è quella figura carismatica necessaria per l'azione diplomatica strettamente collegata alla mediatica e poi lo ritengo uno tra i capi bastone responsabili per avere voluto imporre il proprio diktat alla dirigenza sino alla cacciata di Sarri, quindi l'inizio del nostro periodo decadente tutt'ora in corso; serve altro pure quale visibilità.
  2. Nell'intimo ci spero, ma nel concreto decisamente no, forse meglio interpretarla quasi fosse un amichevole e risparmiare più energie possibili per il finale di campionato, ove dobbiamo assolutamente guadagnare il quarto posto.
  3. Dario il grande

    Progetto 2027: qui le idee per far tornare grande la Juve

    Per quanto mi riguarda la proprietà può rimanere la stessa, i soldi a coprire le buche e salvare il bilancio gli hanno sempre posti, che poi siano intenditori o meno del calcio professionistico ciò non è importante, mentre lo è di gran lunga il contorno dirigenziale, ossia a chi la proprietà da il modo di gestire la società e da qui la squadra. I vari DS che si sono susseguiti nei trascorsi sei anni, si sono dimostrati tutti e senza eccezioni, di scarso valore, o meglio di manifesta incapacità, basta notare la varietà di giocatori presi praticamente a busta chiusa (temo a causa di favori reciproci tra tira pacchi d'alto livello), costati una caterva di soldi, parecchi dei quali rimasti a carico della società, per poi non dire di quei nostri giovani di proprietà ceduti con banale faciloneria pur di dimostrare che ci sanno fare, con l'esito di avere mandato via elementi validi per poi acquistare a costi di spesa raddoppiati elementi semi sconosciuti, concretamente inaffidabili, quindi non in grado di far risorgere la squadra. La proprietà comunque ha avuto l'enorme torto di non essere intervenuta in maniera ferma e drastica, quando lo spogliatoio praticamente decise l'esonero di Sarri e da quel momento iniziarono i nostri guai e di questo vanno ringraziati i capi spogliatoio dell'epoca, i quali di fatto rovinarono l'identità storica della Juve, pure nelle scelte di loro gradimento tecnico, da allora siamo diventati una squadra timorosa e sparagnina, incapace per scelta di imporsi, quindi acquisendo una mentalità da provinciale, come ampia parte dei giocatori presi, probabilmente più azzardo piuttosto che per loro caratteristiche di garanzia tali da essere considerati nel breve giocatori da Juve. Ora tutta questa dirigenza dovrebbe fare le valige e immediatamente sostituita da gente di calcio, anche se non appartenente da sempre ai nostri colori, il male oscuro che persevera da sei stagioni dimora proprio nella dirigenza e le sue balorde scelte, compresi i continui cambi di allenatore e il continuo via vai di giocatori, alcuni davvero mediocri, altri i quali forse avrebbero avuto bisogno di più tempo per inserirsi, ma in certi casi è prevalsa la leggenda del tutto e subito, senza disporre nemmeno di un telaio degno sul quale costruire la squadra. Ora il rebus è chi tenere e chi mandare via e con chi allestire il nuovo telaio: per quanto mi riguarda considero Spalletti più che valido a costruire tassello dopo tassello la nuova Juve (considero pure Conte lo sappia fare, ma con il suo atteggiamento temo si sia bruciato il percorso in Italia, via da Napoli molto probabilmente andrà all'estero). Veniamo ai giocatori, di quelli attuali a mio modo di vedere solamente tre potrebbero essere considerati titolari dal momento che evidenziano quel qualcosa in più da farli ritenere da grande squadra e li cito: Yldiz, Bremer, Kalulu, poi una parte dei restanti va considerata quali necessari gregari a fungere da riserve degli ipotetici titolari da acquistare (Locatelli, Mc Keenie, Kelly, Miretti se non hanno mercato vanno tenuti), poi un ragionamento a parte va fatto per Vlahovic e strettamente inerente al suo rientro in squadra, alle sue condizioni fisiche e mentali e a cosa intende fare nell'imminente futuro (a suo favore gioca il fatto che di prime punte in giro ce ne sono davvero poche e quelle che ci sono difficilmente lascerebbero le società di alto rango cui appartengono dalle quali vengono lautamente stipendiati, per non dire dei prezzi dei cartellini, oramai 100 milioni in su, quindi improponibili al momento attuale); poi David una scommessa arrivata a zero, la quale tuttavia di stipendio fa 6 milioni netti a stagione, giocatore sul quale mi riesce molto difficile avere un opinione concreta, a mio avviso è un opportunista d'area di rigore, ossia una punta vecchia maniera pronta a sfruttare il minimo errore dei difensori avversari, ma non credo che la Juve futura intenderà modificare la propria fisionomia di manovra in modo di favorire un attaccante che per vari aspetti diffonde notevoli dubbi sulle sue prestazioni, specie quale uomo gol da grande squadra. Tutti gli altri non citati chiaramente possono partire, non sono da squadra d'alto rango. In conclusione appare chiaro che per tornare grandi servono almeno 5 o 6 elementi di sicure garanzie qualitative e nel contempo ritrovare l'identità perduta nei trascorsi sei anni di nulla assoluto.
  4. Dario il grande

    Yildiz e il suo ruolo in campo

    Pongo nuovamente quanto avevo già esposto a riguardo di Yldiz e il suo ruolo, inoltre mi permetto di specificare il numero che porta sulla maglia che indossa, ossia il famoso numero 10, un tempo dato al giocatore dotato di maggiore spessore tecnico, fantasia e genialità, quasi sempre trequartisti di assoluto valore, ma anche mezze ali offensive di grande talento. Nel calcio attuale (spesso noioso, salvo qualche eccezione Spagnola o Inglese), le numerazioni classiche sono praticamente sparite, tuttavia rimane i fatidico numero 10 specie per ragioni di marketing; detto questo il nostro unico autentico talento, ossia il giovane Yldiz, è a tutti gli effetti un numero 10 semplicemente per il fatto che ne possiede tutti i requisiti, poi dove viene collocato sul terreno di gioco e con quale mansioni, ciò riguarda il tecnico a guida della squadra e le sue vedute tecnico tattiche. Spero che tra qualche anno Yldiz possa diventare il nostro porta bandiera, ma vista la situazione ho il gran timore che tra non molto qualcuno se lo porti via.
  5. Dario il grande

    Yildiz e il suo ruolo in campo

    Quoto il tutto, per alcuni è difficile comprendere certe situazioni di campo e ancora di meno l'aspetto psicofisico, cui deriva il significato di stanchezza sia atletica che mentale.
  6. Dario il grande

    Yildiz e il suo ruolo in campo

    Se ora ci mettiamo a porre in discussione l'unico nostro giocatore in possesso di vero talento superiore, per giunta un ragazzino di vent'anni già capace di illuminare la manovra offensiva di una squadra di per se, scarsa (purtroppo); significa che siamo arrivati all'esasperazione e al non senso calcistico pure quali tifosi Juventini.
  7. Dario il grande

    Comolli e Chiellini si devono arrabbiare anche un po' con se stessi

    Condivido totalmente quanto hai esposto, hai descritto perfettamente la situazione in corso oramai da sei stagioni, i cui nefasti esiti sono sotto gli occhi di tutti.
  8. Cambiare il portiere ci sta, ma va pure detto che per portare questa squadra ad alto livello di competitività, servono almeno cinque nuovi elementi di elevata qualità sia tecnica che caratteriale; altrimenti non cambierà nulla e son trascorsi già sei anni.
  9. Dario il grande

    Yildiz e il suo ruolo in campo

    Il giovane Yldiz è un gioiello in una squadra decisamente mediocre e in questo modo diventa difficile poter brillare sempre; siamo scarsi con gravi quante evidenti lacune in ogni reparto, non è questione di moduli, tattiche o che altro, semplicemente manca quella qualità e l'annessa sinergia essenziale per emergere ad alto livello.
  10. Dario il grande

    Yildiz e il suo ruolo in campo

    Il giovane Yldiz (sottolineo sempre il fatto che sia ancora molto giovane) è l'unico vero talento altamente tecnico di cui disponiamo e in possesso di tutti quei requisiti necessari a diventare un autentico fuoriclasse, il suo ruolo di base è quello di seconda punta e in quanto tale può scegliere di giocare partendo largo da sinistra, oppure nelle vicinanze della prima punta (attorno ad essa), poi se la linea d'attacco è disposta a due punte fisse va collocato parallelamente all'altra; inoltre va precisato che essendo il calcio un gioco di squadra cui fanno riferimento diverse scelte tattiche, il giocatore deve adattarsi a dove il suo tecnico ritiene opportuno collocarlo. Peraltro è scontato che i tecnici delle squadre avversarie, vadano a far controllare con maggiore attenzione l'attaccante più ispirato è geniale, quindi ritenuto pericoloso, questo è sempre successo nel gioco del calcio, ma spesso va a distogliere l'attenzione e la presenza numerica dei difensori in altre zone del fronte offensivo, poi se noi attualmente non disponiamo di altri attaccanti in grado di offrire certezze in termini di reti da porre a segno, di questa situazione non è colpa di Yldiz e nemmeno del tecnico in panchina, il materiale umano attualmente a disposizione non è di primissima qualità, ne a centrocampo ne in attacco e tutto questo spiega la situazione negativa in corso. Va pure detto che Yldiz potrebbe giocare pure da autentico trequartista visto che ne possiede tutti i requisiti necessari e i veri trequartisti in genere non offrono mai un punto di riferimento fisso, ma svariano in continuazione lungo tutto il fronte offensivo (da sinistra a destra passando per il centro e viceversa), arretrando spesso sulla linea di centrocampo ad iniziare la manovra; soluzione che a mio avviso la Juve in futuro potrebbe adottare nel caso disponesse di due punte altamente affidabili e specie di un centro campo di garantita qualità; per il momento non disponiamo di entrambe le cose.
  11. Dario il grande

    Comolli e Chiellini si devono arrabbiare anche un po' con se stessi

    Siamo obbiettivi, in sei anni tra enormi sperperi non sono riusciti a creare una squadra all'altezza del suo nome e rango, ciò significa incompetenza e faciloneria gestionale. Il vertice economico è di proprietà di una grande società multinazionale la quale controlla una sua SPA, da questo si passa alla gestione amministrativa della società, condotta da gente che del mondo del calcio professionistico d'alto livello evidentemente non ne sa nulla e di conseguenza si affida a gente che nel calcio ci bazzica o comunque è stata figura di conduzione per altre discipline sportive, con mansioni di direttori sportivi, i quali poi dovrebbero cooperare in stretta sinergia con la conduzione tecnica e a questo punto veniamo a sciogliere i nodi dal pettine o meglio ad individuare i malanno che da troppe stagioni affliggono la Juve. 1) chi finanzia il tutto è il gruppo Elkann, attraverso l'ausilio della SPA, da questo binomio partono le decisioni riferite a chi deve essere a gestire la parte dirigenziale amministrativa della società FC Juventus; evidente che di calcio ne sanno poco o nulla e rimangono convinti del fatto che guidare una società di calcio sia la stessa cosa che farlo con una azienda del ramo industriale e sue ramificazioni commerciali, quindi si investe e poi si attendono gli sviluppi (i quali dopo sei anni sono pesantemente fallimentari), di tanto intanto si rifinanzia e si torna da capo, gli azionisti curano i propri interessi e della situazione sportiva e della squadra se ne interessano relativamente, se non addirittura non ne conoscono la situazione o meglio se ne fregano, ma la SPA dovrebbe agire in funzione della squadra e non viceversa. 2) La parte amministrativa è data in mano a commercialisti e ragionieri, il cui lavoro è quello di gestire le contabilità, costi e spese; da qua si passa alla Direzione Sportiva e qui il discorso si fa ancora più impegnativo e difficile, sia nelle scelte che nelle garanzie di affidabilità, ossia il DS deve essere una persona dotata sia di grande capacità diplomatica e commerciale, ma nel contempo grande conoscitore dell'ambiente in cui opera sia a livello nazionale che internazionale e specie sicuro conoscente delle caratteristiche individuali di ogni giocatore che ritiene sia utile, necessario e fondamentale nel contesto della squadra e renderla altamente competitiva; ad alcuni sfugge un particolare basilare per l'allestimento di una squadra, ossia la necessità assoluta di pianificarla con ampio anticipo in stretta sinergia con colui che dovrà guidarla, ossia il tecnico o allenatore che dir si voglia, il quale già prima di stipulare il contratto che lo lega alla società, deve porre in chiara evidenza il suo concetto di calcio e quanto ritiene essenziale per svilupparlo e porlo in concreto; questo ragionamento aveva avuto inizio con Sarri, ma poi abbandonato per avvenuta contestazione da parte dei senatori, quindi da parte dello spogliatoio (gravissimo errore per il quale tutt'ora ne stiamo pagando le pesanti conseguenze, visto che per ripartire andava smantellata la squadra oramai giunta al capolinea per rifondarne una nuova e con nuovi elementi, probabilmente si sarebbero perse comunque un paio di stagioni per trovare il giusto amalgama, ma si sarebbe costruito in maniera essenziale e concreta, mentre ora, dopo sei anni siamo ancora a vagare alla ricerca di noi stessi e della identità perduta. 3) Comolli proviene dalla realtà del calcio Francese, contesto parecchio diverso rispetto a quello del campionato Italiano, da loro esiste una unica grande squadra, il PSG, tutto il resto è saltuario, quindi meno ossessivo rispetto a noi, ove le grandi pretendenti ai vertici sono più o meno le solite quattro o cinque e pure il contorno è spesso più agguerrito; quindi non so se Comolli abbia ben inquadrato la situazione e le esigenze proprie e immediate della Juve e non so nemmeno se possiede la capacità a farlo in una squadra di alto rango; anzi ne dubito. 4) Chiellini è stato una storica bandiera e una colonna portante della grande Juve che fu, ora continua ad non essermi chiaro il suo ruolo dirigenziale, quali in effetti siano le sue mansioni e quale sia il costrutto; se è lui l'addetto alle pubbliche relazioni, allora sia più presente dal momento che il sistema mediatico lo esige; se invece non è l'elemento adatto a tale scopo, gli venga cambiata la mansione (lo vedrei decisamente meglio quale collaboratore del tecnico sul campo di allenamento); altrimenti pure lui andrebbe sostituito.
  12. Siamo obbiettivi e ripeto quanto ho già citato altre volte: della squadra attuale se ne possono conservare forse una mezza dozzina e qualche riserva, tutto il resto non è da squadra d'alto rango; pertanto ci si può mettere qualsiasi altro allenatore pure il più famoso al mondo, ma l'esito non cambierebbe quando in ampia parte viene a mancare la qualità.
  13. Gravina e tutta la sua combriccola, comprese alcune importanti sfere politiche tifano per la Prescrittese, di conseguenza l'esito della sentenza era scontato sin dall'inizio,
  14. Spalletti fa bene a dare fiducia a Di Gregorio, poi semmai se ne riparlerà a fine stagione.
  15. Ci sono troppi elementi mediocri a comporre l'attuale squadra, pertanto dubito fortemente ci siano gravi errori di conduzione tecnica da parte di Spalletti, il quale tra l'altro ha avuto il merito di riuscire a ricompattare il gruppo.
  16. Lo ho già scritto e lo rifaccio: l'unico nome da provare a prendere a zero, è quello di Goretzka.
  17. Spalletti ha ragione per un semplice motivo, evidente e logico, non ci sono eventuali sostituti per il ruolo di prima punta; mentre McKeenie è un ottimo jolly, quindi va tenuto.
  18. Dario il grande

    (Gds) "Difesa horror: Spalletti ripensa al modulo con 3 dietro"

    Fa benissimo a riprendere la difesa disposta a tre e non capisco per quale motivo ad un certo punto ci abbia rinunciato, se viene a mancare almeno uno dei due terzini poi a quattro non ci si può schierare e purtroppo Cambiaso ha ampiamente dimostrato di non saper svolgere il ruolo di terzino di fascia (purtroppo manco quello di esterno di centrocampo).
  19. A mio avviso l'unico parametro zero da tenere nel mirino e provare a portare a Torino, è Goretzka, centrocampista completo e di grande esperienza.
  20. Se gioca poco o peggio quasi mai, difficilmente avrà il modo di porsi in mostra e di mettere a segno qualche rete; Openda è un contropiedista, quindi lo si ponga in condizione di sfruttare questa sua qualità; altrimenti non si capisce per quale motivo l'abbiano acquistato.
  21. La stampa in genere la smetta di distribuire invenzioni senza senso, la Juve va ricostruita nel senso di appartenenza al grande blasone ed ovviamente per qualità tecnica e mentale dei componenti e nel immediato futuro ne servono almeno una mezza dozzina e specie che non siano girovaghi mercenari, ci vuole gente fermamente motivata a vincere e non solo a guadagnare. Sono 6 anni che ogni giorno ci vengono affibbiati dei nomi di gente la quale di consistente ha lo stipendio, ma decisamente molto meno il valore e i titoli.
  22. Per quanto mi riguarda il problema prioritario da risolvere riguarda il centrocampo, ove manca autentica qualità e garanzie di continuità, servono due vere mezze ali e degli attuali terrei il solo Locatelli a fare il mediano interditore, gli altri tutti cedibili, escluso qualcuno da tenere quale riserva. In attacco, se va via Vlahovic, va rivisto il concetto di gioco offensivo, se invece rimane va individuato e preso un attaccante con le stesse caratteristiche fisiche; a mio avviso David è da tenere, mentre il duo platea può essere ceduto al miglior offerente; tra i possibili attaccanti da provare a prendere indico il giovane Castro del Bologna. In difesa, dovesse arrivare Senesi, in ampia parte il problema sarebbe risolto, per quanto riguarda Cambiaso, parli chiaro con il tecnico e la società e spieghi loro le sue intenzioni, ma se deve rimanere ciò che è da un paio di stagioni, meglio se ne vada altrove; dimenticavo: serve un portiere di ampie garanzie, dal momento che una squadra di rango e con mirate ambizioni, si costruisce proprio partendo da un portiere di valore.
  23. Vista l'abbondanza di prime punte in circolazione, i prezzi tutto sommato abbastanza modici, sia di cartellino che di stipendio, il fatto che non abbiamo problemi economico finanziari; suggerisce di lasciar perdere Vlahovic e puntare su qualcosa d'altro, chi proprio non saprei dirlo; forse si potrebbe tentare per uno Scamacca o un Pinamonti o simili.
  24. Dario il grande

    Juve - Galatasaray: credete nella rimonta?

    La palla è rotonda e il calcio a volte assume aspetti imprevedibili, nella buona e nella cattiva sorte. A livello prettamente tecnico ci credo poco, ma credo in una decisa prova d'orgoglio; molto dipende dal fatto di andare in vantaggio presto e magari raddoppiare già nel primo tempo e non subire reti.
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