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jouvans

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  1. Ma infatti pure Modesto è uno di quei nomi che risultano "ballerini" al momento in società... C'è questo famoso incontro di domani coi vari vertici e con il mammasantissima Elkann.. vediamo se ne esce fuori qualche defenestrazione o se la montagna partorirà il topolino...
  2. Per una volta (stranamente) mi esimo dall'entrare nel tecnico-tattico e mi limito a dire che in comune hanno una cosa basilare e cioè che per noi sono, o almeno dovrebbero essere, il passato. Questo continuo avvilupparci sui due medesimi nomi (del passato..) come se nel resto della galassia non esistessero tecnici giovani o esperti, italiani o stranieri, ecc.. che potrebbero portarci qualcosa di nuovo, utile e diverso, secondo me ci tiene fermi. E lo stare fermi e non progredire (culturalmente, clacisticamente, a livello di scouting, ecc..) è il principale dei mali della Juve di questi ultimi anni a mio avviso.
  3. Eh... Lì dovevo andare a nanna anch'io a pensarci col senno di poi. Senno di poi che effettivamente, come ben noto, è una scienza esatta
  4. Dopo i cambi avevamo McKennie quinto a sinistra, Holm quinto a destra, e i tre centrali Kalulu, Gatti e Kelly a completare i 5 dietro. Koop centro sinistra, Loca in mezzo e Miretti "finto Conceicao" (di cui aveva formalmente preso il posto) che in realtà faceva la mezzala destra dei 3 di centrocampo, Davanti Boga defilato (vecchia cosa di cui abbiamo parlato speso qui nel cafe e cioè la mossa, ormai fatta da molti mister, di avere un'ala in non possesso come giocatore che rimane più alto, invece del centravanti) e David. Totale 3-5-2 o 5-3-2, con la sola variante che nel finale è cambiato l'esterno che rimaneva alto, perchè anzichè Boga a sinistra, lo è diventato Zhegrova a destra. Poi, nel finale del finale, quando "casualmente" si è riprovato il 4-3-3 per cercare di fare il 3-2, ci siam messi, appunto, in 4-3-3 di nuovo, ma era stortissimo e quindi avevi Holm terzino sinistro e Miretti in quello che praticamente sarebbe normalmente il ruolo di Yildiz
  5. Ma infatti si presuppone che sia ESATTAMENTE QUESTA la linea da seguire dall'incontro in dirigenza di domani e poi da lì in avanti. Poi... ormai ahinoi lo sappiamo anche troppo bene, che dal "si presuppone la cosa giusta" al "fare la cosa giusta", negli ultimi anni ci è passato di mezzo non il mare, ma direttamente l'Oceano Pacifico..
  6. Qua emergono due discorsi: 1) il mister in sè e di come gestisce o non gestisce "le cose sue". In generale, da marzo in poi e in particolare in certe partite o con certi cambi (che, ribadisco, son stati dannosi certamente tecnicamente, ma ancor più tatticamente, perchè col Toro in 4-4-2 iper offensivo, tu in 3-5-2 hai messo la testa nella bocca del leone). Poi vedremo se ha intenzione da luglio in poi di lavorare su una Juve stile novembre-gennaio o se ormai si è rintanato nel guscio pure lui prendendo il celeberrimo morbo della Continassa. E questo fa tutta la differenza del mondo a mio avviso. 2) c'è poi il discorso dei suoi rapporti interni/societari... lì secondo me sarà dirimente lo sviluppo "di chi fa cosa", di cosa dirà Elkann domani al gruppo dirigente, dei rapporti professionali e interpersonali fra Comolli e il mister, ecc... poi è chiaro che se gli facessero un mercato coi fiocchi, "casualmente" diventerebbero subito tutti amiconi per la pelle... ma lì c'è da valutare nel suddetto mercato chi vuole mettere bocca.. Spalletti che si mette a fare il Ferguson come ha reclamato anche ieri in sala stampa è una cosa che non mi piace granchè. Un mister deve chiedere dei profili, quello certamente. Ma poi trattative, nomi, ecc.. devono essere, anche per chiarezza di rapporti e ruoli interni, compito della società e in primis del DS, non certo dell'allenatore.
  7. Io come sai non sono affatto un guardiolista ma, tolto quello, condivido invece quello che, uscendo dal nome del singolo mister, è il concetto di fondo che esprimi. In particolare la parte che ho grassettato. Che poi, a pensarci, è in un certo qual modo, proprio ciò che ha fatto Cruyff al Barcellona e lì ne godono ancora oggi i frutti, dopo oltre 30 anni....
  8. E' durato perchè non c'era il forum Sai le risate qua dentro perdendo 2 derby su 2 o dopo la sconfitta di Foggia?
  9. Concordo. Niente sindrome di Dick Dastardly e ricordarsi che Spalletti, anche dove non ha vinto, ha seminato bene per il suo successore (ad esempio è successo anche all'inperd nel pre-Conte).
  10. Ma anche in quello stato d'animo, pure nel secondo tempo, almeno fino alla "rivoluzione tudoriana insensata di Spalletti", stavamo comunque rischiando niente dietro e fatto pure il 2-0... Io sono per proseguire con Spalletti e gli ho pure voluto bene per quel che ci ha mostrato fra novembre e gennaio, ma negare che ieri sera (per altro non una primizia..) ne abbia fatta una più di Bertoldo lo trovo limitante, soprattutto poi ragionando nell'ottica tattica tipica del cafe.
  11. Già... E quale era il calendario di queste 12 partite? 😉 Anche perchè poi magari così facendo la sculi a Bergamo, ma poi il conto arriva lo stesso alla lunga.. E infatti.. con quale assetto sono arrivate le tre fatidiche partite che "de facto" ci hanno buttato fuori dalla CL? Media punti del periodo da te indicato: 1.91 Periodo NON CONSERVATIVO a cui faccio rifrimento io e che spero sia la base della prossima stagione (1° novembre - 1° febbraio) 20 gare ufficiali disputate. 44 punti = media di 2,2 punti a partita (e, se guardi il calendario, lì in mezzo c'erano trasferta a Bologna, scontri diretti con Napoli e Roma, la trasferta a Bodo, il Benfica, lo Sporting Lisbona, ecc)
  12. Su Lippi ti quoto. Meglio lui 78enne di tanti altri più giovani e nel pieno della carriera... poi secondo me, la sua sana abitudine di attaccare al muro negli spogliatoi chi di dovere, credo ce l'abbia ancora.. anzi, con la sclero e l'intolleranza tipiche della vecchiaia, potrebbe anche aver migliorato questa sua skill
  13. Intervento interessante.. rispondo per punti.. 1) sulla personalità beh, sì.. come avevo previsto durante la live audio, ecco che nessuno di quegli incompetenti dei giornalisti gli ha chiesto come mai si sia scientemente suicidato ieri sera, ma in compenso è chiaro che Spalletti ha battutto tantissimo in ogni santa intervista ieri sera sul fatto che siamo una squadra senza attributi (cosa che peraltro sappiamo ormai tutti ALMENO E DICO ALMENO, da 2 o 3 anni a questa parte) 2) sull'averlo crirticato dopo Napoli.. ti tocca metterti in fila vecchio mio... guarda la mia analisi di quella partita che trovi a pag.1, secondo post, qui nel cafe 3) su come sia stata non giocata (perchè di questo si parla) la partita si San Siro sono stra d'accordo con te. Occasione persa e da mangiarsi le mani e pure i gomiti. 4) come ho più volte scritto, condivido le tue perplessità e sono finito in fase amletica tipo essere o non essere, questo è il dilemma.. dove essere o non essere sarebbe "ma Spalletti... giocherà o non giocherà a pallone come fatto fra novembre e gennaio?".. e, al posto del teschio, c'ho la capoccia di Spalletti in mano 5) se dobbiamo cambiare (ma è un discorso moooolto futuristico a mio avviso), allora o Grosso o finalmente un mister che venga da un calcio straniero e che porti dunque con sè diversità di approccio, del metodo di lavoro e di mentalità, ad un ambiente ormai incartapecorito come il nostro.
  14. Ma io l'ho scritto.. cioè.. da qualche parte nel mio papiro credo ci sia scritto ( ) che ha sbagliato sia gli uomini in sè, che il metterli fuori ruolo, ecc... Questo non toglie che io, da mister, ci abbia visto innanzitutto (e dico innanzitutto, non esclusivamente) un suicidio tattico.
  15. Innanzitutto ti ringrazio molto per l'apprezzamento ☺️ detto questo.. beh sì.. hai riassunto bene... cioè il discorso non è neanche Spalletti in o Spalletti out. Il discorso è "chi sarà lo Spalletti che ci troveremo di fronte dal ritiro di luglio in poi"? Perchè la risposta a questa domanda è quella DIRIMENTE E DECISIVA. Ma, al momento, non possiamo far altro che aspettare e vedere, già fra un paio di mesi, che aria tira con lui alla Continassa e da lì capiremo se ci siamo infilati nell'enesimo cul de sac o se è la volta buona che partiamo con idee, coerenza tattica, un gioco degno di tal nome (che Spalletti ha dimostrato nel corso della sua carriera di poter anche dare, eh?), ecc..
  16. Io al momento sono molto arrabbiato con Spalletti. L'ho scritto nei contributi in rilievo e in quasi ogni risposta che sto postando. Però io non gli rinfaccio, contrariamente al 95% dell'utenza, il mancato approdo Champions. Io parto più "a monte" e cioè dall'aver abiurato al suo calcio finendo per non essere nè carne nè pesce. Il che poi, a cascata, ovviamente ha impattao anche sui risultati e sul mancato conseguimento della Champions. Che poi, matematica alla mano, se vincevi quell'unica dannata partita su 38 contro le melanzane, adesso eri in Champions e tutti i discorsi (almeno in ottica quarto posto intendo), adesso stavano a zero. Ma, appunto, siccome non si va in Champions, matematicamete parlando, per una partita, io non mi sento di fossilizzarmi su quella singola partita ed allora amplio, come mio solito, il discorso. E il discorso è che io, per quanto incacchiato adesso con Spalletti, non posso sapere ora, al 25 di maggio, cosa sarà lo Spalletti della stagione 2026/2027. Posso solo, da una parte, sperare che ricominci avendo come base di lavoro il suo calcio, che iniziando fin dal ritiro possa dare un'impronta più concreta e duratura alla squadra e che gli prendano qualche calciatore decente e compatibile col suo progetto tecnico. Di più, da tifoso, non posso fare. Poi, da tecnico, mi pongo la domanda chiave: Spalletti intende ripartire dal presunto pragmatismo degli ultimi 3 mesi che in realtà è stato talmente pragmatico che ci ha fatti finire da terzi a sesti, o intende, avendone tempo e opportunità, ripartire da quella "fregna che ci aveva fatto annusare"? (tua cit. delicatissima devo dire )
  17. Concordo che questa tu cosa che ho grasettato sia quella più credibile.. e magari un occhio pure alla Coppa Italia, che se è arrivata in fondo la lazietta disintegrata da Lotito di questa stagione, non vedo perchè non possa essere anche quello uno degli obiettivi da mettere nel mirino per la prossima annata.
  18. Di fatto poni 2 quesiti. Uno tattico e legato alla gara di ieri e uno più generale. Quello generale lo vedi nel post in evidenza in 10 punti, dove c'è anche un focus proprio sul fatto che abbiamo finito, nella lentezza di manovra offensiva, per ritrovarci, in questi ultimi mesi, al solito "palla a Chico o Yildiz e vediamo che combinano". Ma, appunto, è tutto già ben argomentato in quel post che vedi in evidenza. Venendo al 5-3-2 messo dentro ieri sera intorno al 60° da Spalletti, posto che, lo ribadisco, l'errore ancor prima che tattico è concettuale, perchè ti copri e ti snaturi quando non c'è nessuna avvisaglia o esigenza di doverlo fare e quindi vai tu stesso a incasinare concettualmente qualcosa che funziona, finendo poi inevitabilmente per rovinarlo, si va poi sul tattico puro, anche con una cosa molto interessante per chi ama approfondire certe tematiche e provo dunque a spiegarlo qui di seguito, sperando di essere comprensibile nel mio italiano. Dunque... In sostanza alla fine D'Aversa, disperato (e che a questo punto ringrazierà pure lui Spalletti) si mette in 4-4-2 abbandonando il suo 3-4-1-2 di fabbrica. Di fatto, dovendo rimontare, quello delle mucche è più un 2-4-4 che non un 4-4-2. Lo vedi nel nostro gol del 2-0 dove in pratica Chico e Vlahovic van via in due contro due perchè due soltanto ormai il Torino ne aveva lasciati dietro, per lanciarsi appunto in questa sorta di 2-4-4 camuffato da 4-4-2. In questo contesto, i terzini granata erano ormai "de facto" centrocampisti di fascia che si aggiungevano al già presente centrocampista esterno del 4-4-2. Quindi su ogni esterno le mucche avevano de uomini (terzino + esterno di parte) mentre nel nostro 5-3-2 c'era solo il quinto. In questo contesto il quinto ha due problemi: 1) si deve abbassare tantissimo perchè schiacciato dietro da due che gli spingono in faccia (e, nelle squadre che giocano a 3 dietro, già l'abbassare i quinti è una bella tegola che ti becchi in testa) 2) il nostro quinto, appunto, è sempre da solo contro terzino più ala. A quel punto o lui si alza e va a prendere il terzino e un braccetto esce a prendere l'esterno, oppure, se sei più indietro nel campo, una tua mezzala prende il loro terzino e il tuo quinto prende l'ala. In entrambi i casi, per evitare l'inferiorità numerica esterna, qualcuno deve abbandonare la propria posizione e allargarsi per aiutare il quinto che è rimasto da solo contro 2 A questo punto, siccome le squadre non si possono spaccare in due tronconi (o almeno.. non dovrebbero), succede che vedendo lo scivolamento di un giocatore più centrale dei nostri che deve allargarsi per aiuare il quinto rimasto solo, tutta la squadra per rimanere corta scivoli anch'essa verso la zona palla. Perchè è come il domino. Se la nostra mezzala sinistra è finita per fare l'esterno aggiunto in aiuto al quinto, allora la sua posizione la prende Locatelli, ma allora resta vuota la posizione di Locatelli e la deve prendere la mezzala sinistra, ecc.. risultato: l'intero asse di squadra scivola, poniamo, verso destra e lì si crea un sovraccarico che lascia il lato cieco pressochè vuoto. A quel punto sul lato cieco loro possono attaccarti in uno contro uno o addirittura due contro uno e cominciare a crossare come se non ci fosse un domani. Cosa che sul loro fronte offensivo destro è infatti accaduta a iosa, tant'è che da lì son nati due recuperi nostri affannosi in corner, corner che poi han generato i due gol.
  19. Naaaa Le mie analisi dicono che se a Spalletti costruiscono una squadra anche solo decente e lui decide di giocare, a costo di rimetterci talvolta qualcosa, come ha fatto fra novembe e gennaio, qualche soddisfazione potremmo anche togliercela con lui in panchina. Se invece Spalletti è quello dei cambi nei finali di gara visti con Udinese, Lecce e bovini, ma soprattutto quello visto da marzo in poi, allora sono volatili per diabetici. Ma io mica so cosa farà lui da luglio in poi... certo.. un po' di preoccupazione c'è, ma nonostante le mie dure critiche di queste ultime settimane, ritengo ancora giusto, non foss'altro per dare finalmente continuità tecnica a questa squadra, ripartire, nonostante tutto, da lui per la prossima stagione.
  20. Questa invece è una lunga e storica battaglia culturale del cafe da cui non so se usciremo mai vincitori (direi che temo di no). I primi ad avere una mentalità che io chiamo "quella di coloro che son rimasti al calcio della finale col Bilbao nel 77" sono i nostri tifosi, lo stesso Chiellini che ha un peso in società non è certo un noto offensivista/modernista, ecc.. Soprattutto, quello che ci sta ammazzando, è quella che io chiamo la sindrome di Dick Dastardly ("io voglio vincere subito, altrochè!!") che è il modo migliore per non vincere mai. Perchè ti crei auto-pressione e perchè, ossessionato da questo principio, poi capita che quando davvero stai vincendo, scatta l'effetto samarcanda.. hai paura di non vincerla più.. fai cambi come quelli di ieri e crei la profezia che si autoavvera proprio come in quella canzone e allora davvero non la vinci più (come accaduto appunto ieri). Ma in realtà hai fatto tutto da solo. Credo che se fossimo un po' meno ossessionati dal risultato immediato della singola partita e più presi dal quadro complessivo, alla lunga (ma anche prima) avremmo risultati più soddisfacenti. In tal senso l'esempio è la prima di Juve Lippi. Che vinse lo scudo perdendo ben 7 partite, che sono tantissime anche al giorno d'oggi (ma all'epoca era pure peggio, dato che le giornate al tempo erano solo 34..). Lui capì subito la logica (nuova per quel tempo) dei 3 punti e decise che rischiare di perderne qualcuna per vincerle tutte era più importante di perdere 7 partite. Risultato: non solo vinse, ma creò proprio "filosoficamente e mentalmente" una Juve d'acciaio, che non aveva paura di perdere le partite poichè aveva scoperto (i risultati convincono tanto l'ambiente e soprattutto i giocatori che ti devono seguire), che anche perdendo qua e là qualche partita, chissenefrega, alla fine della fiera giocando così vinci scudetto (prima) e Champions (poi). In parte fu anche l'input del primissimo Conte da noi (non a caso figlio calcistico di Lippi) ed è questo quel che si è perso e che non stiamo ritrovando più: la voglia di vincere e determinare che prevalga sulla paura di non farcela o quella di dover fare subito risultato anche "ad minchiam.. purchè sia", invece di dare una svolta più deterministica al tuo futuro anche a costo di rischiare qualcosa. Tutti quelli che hanno seguito questa rotta hanno vinto (Conte al primo anno da noi, lo stesso Lippi, Klopp al Liverpool, ecc). Gente che ha accettato anche qualche mazzata ma sapendo che erano solo mazzate propedeutiche a un fine superiore e che tanto alla fine non è la singola partita a decidere la stagione, ma semmai come hai condotto tutto il resto della stagione. E, se tutto il resto della stagione lo fai nel modo giusto, amen se inciampi per qualche partita. Tu devi vincere la guerra alla fine, non la singola battaglia durante il percorso.
  21. Che questa sia una squadra con limiti caratteriali enormi è cosa risaputa sin dall'ultimo anno dell'Allegri-bis (come minimo da lì, se non da prima). E lo stesso Spalletti ha molto enfatizzato la cosa anche ieri sera nelle varie intrviste con sky, dazn e infine in sala stampa. Tutto giusto, tutto vero. Però ieri sul 2-0 per noi non c'era nessun panico. Il panico e il rinvigorimento di Toro e pubblico (quelli sì duri per chi ha poco carattere) li ha creati artificiosamente il mister con cambi e soprattutto scelte tattiche fuori da ogni logica di quel che la partita stava dicendo. Oltretutto, sbaglio nello sbaglio, scegliendo di mettersi in 5-3-2 proprio quando D'Aversa è passato al 4-4-2, il che tatticamente è uno sbaglio dentro lo sbaglio.
  22. Che poi.. per quanto io sia incacchiato con Spalletti (e lo sono..).. alla fine siamo sempre lì.. raccogliamo molto meno, sempre e scientificamente di quel che produciamo. Anche stavolta, vedendo i numeri della gara, ci confermiamo squadra record della serie A per il rapporto fra gol presi rispetto agli xg bassi lasciati all'avversario (anche oggi meno di un gol come xg concessi e invece 2 gol subiti laddove conta, cioè nella realtà..).. per non dire di come sprechiamo a iosa (altro tema ricorrente dell'annata) le cosiddette big chances che ci creiamo:
  23. Tutto giusto. E tutte (o quasi) cose che da fuori chiaramente non possiamo sapere per certo ma solo "ipotizzare usando il nostro buonsenso". Di sicuro, al di là della tattica, nel periodo novembre-gennaio avevamo sia Locatelli che soprattutto Yildiz in condizioni ben diverse da quelle attuali. Poi però esistono alcune basi.. e io da mister sarei omertoso e colpevole se non le dicessi in questo spazio. Ad esempio: se stai conducendo in ciabatte in 4-3-3 perchè cambiare? E, se proprio vuoi farlo, non quando il tuo avversario si mette in 4-4-2 perchè a quel punto, se proprio vuoi essere conservativo (e già su questo potremmo disquisire) allora fallo col famigerato specchio. Perchè puntualmente lì, in 3-5-2, il tuo quinto finisce in 2 contro 1 (loro avevano lasciato solo due uomini dietro e spingevano sempre coi terzini a sovrapporre o in appoggio) e a quel punto una tua mezzala deve andare lì a tamponare (ma qua siamo tipo al giorno 2 di lezioni a Coverciano.. mica roba che uno come Spalletti non sappia..). La conseguenza è che l'intera squadra scivola verso la zona palla, che tu hai "un centrale di troppo" che contro il 4-4-2 non ti serve a niente se non ad abbassarti e loro usano "il lato cieco" per iniziare a crossare come se non ci fosse un domani. Conseguenza: la tua squadra si abbassa ancora di più e fioccano i corner o le situazioni di pericolo a palla alta in area (e abbiamo visto le conseguenze..) Si è parlato di motivazioni sapendo di essere già fuori (giusto), di squadra "gambizzata" dai cambi ad minchiam (giusto anche questo) ma quando, casualmente, non appena dopo il 2-2, ci siam rimessi in 4-3-3, le mucche non han più superato la metacampo. Ma ci è voluto che prima facessero il 2-2 e, anche da depressi e coi "cambi strambi", negli ultimi 5 minuti più recupero li abbiam schiacciati di nuovo nella loro trequarti. Se Spalletti dopo il 2-2 è tornato subito in 4-3-3 è perchè sapeva che quello era il modo di tentare di vincerla. E allora.. se lo sapevi già e se fino al 2-0 lo stavi già facendo (e vincendo..).. che diavolo ti è saltato in testa? Overthinking? Braccino? Improvviso vuoto mentale per cui hai scordato (tipo attacco di panico) tutte le cose-base imparate da oltre 30 anni a Coverciano? Boh.. Io ho sempre detto che, nonostante la mancata Champions, io una chance a Spalletti "a mercato fatto e dal ritiro di luglio", anche per continuità tecnica, l'avrei concessa volentieri, ma lo Spalletti conservativo degli ultimi 3 mesi... eh.. insomma.. poi quello di Lecce e di stasera, paradossalmente anche peggio che con la Fiorentina, mi ha lasciato proprio di sasso. Perchè ha dimostrato come si possano buttare nel water partita e doppio vantaggio, con giusto un paio di sciocchezze fatte proprio per benino dalla panca (e poi mi dicono che i mister contano poco..). E, finanche se l'anno prossimo diventassimo magicamente il Real, se poi ogni volta che sei avanti 1-0 ti metti 6-4-0 o 5-4-1, così da rianimare pure i morti (come lo erano stasera le mucche sullo 0-2), allora diventa tosta quale che sia l'organico. Perchè sei tu il tuo nemico. Infine.. Sulla scelta generale di "pane e salame" da marzo in poi.. io credo che abbiano pesato due fattori, uno soggettivo e uno oggettivo: 1) soggettivo: ha percepito che la squadra fosse molto meno forte di quanto pensava all'inizio, al che la famosa frase: "devo cambiare il mio modo di allenare. Forse a questi ragazzi chiedo cose troppo difficiili" e a questa cosa (forse) si può ovviare se avrà una rosa più forte e di cui invece e si fida 2) oggettivo: i 21 gol presi in pochi giorni, situazione che era giusto attenzionare, ma che non vorrei lo avesse fatto "passare di là", con conseguenti atteggiamenti tipo quello visto stasera o a Lecce. Se così fosse, non so invece quanto questo sia curabile, perchè ho imparato per esperienza che quando un allenatore da incendiario diventa pompiere, poi fa davvero fatica a tornare indietro..
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