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Sergione

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Tutti i contenuti di Sergione

  1. Intervistato dall'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, l'esterno del Pisa Juan Cuadrado ha parlato del fatto che se fosse meglio la combinazione dribbling-assist o un gol: "Un gol, sempre: un’emozione incredibile. Però anche quella combinazione è bellissima eh...". Infine un commento sulle squadre dove ha militato in Italia: "A Udine faceva freddo, ma era un bel posto per cominciare. Di Lecce ricordo la gioia del primo gol in Serie A: un momento che aspettavo da quando sognavo di giocare in Europa. Andavo a fare la spesa al mercato e mi riempivano di regali. Un calore simile lo trovai a Firenze: con la maglia viola esplosi definitivamente. La Juve è la squadra del cuore: a Torino ho vinto tantissimo, lì sono nati i miei figli. Alcuni tifosi mi hanno fischiato per il passaggio all’Inter, ma io volevo e potevo restare. All’improvviso la società annunciò sui social che non mi avrebbe rinnovato il contratto. Ci restai male: avrebbero potuto chiamarmi e dirmelo. Ma la gente ha capito e mi vuole bene: mia mamma vive a Torino e quando vado a trovarla i tifosi della Juve mi salutano con affetto. Andai all’Inter per restare ad alti livelli, ma ho giocato poco per un infortunio. E infine l’Atalanta: mi sono trovato molto bene con società, allenatore e tifosi. Adesso voglio regalare sorrisi e gioie al popolo di Pisa".
  2. Mai così vicino il ritorno di Kolo Muani alla Juventus. Il club bianconero è chiamato a compiere il passo decisivo: operazione in prestito con obbligo di riscatto intorno ai 60 milioni di euro GDM
  3. Andrea Cambiaso salterà le prossime due giornate di Serie A per squalifica: la decisione del Giudice Sportivo dopo l'espulsione in Juventus-Parma e non giocherà Juventus-Inter: ora è ufficiale. La decisione del Giudice Sportivo dopo l'espulsione diretta rimediata alla prima giornata contro il Parma è arrivata e la notizia, sia per la Juve che per lo stesso giocatore, non è positiva. Tudor non potrà contare su Cambiaso per le prossime sfide di campionato e dovrà trovare soluzioni alternative sulla fascia sinistra
  4. La Juventus, è pronta a fare un altro tentativo (l'ultimo) con il PSG per Randal Kolo Muani, a prescindere da ciò che succederà con Dusan Vlahovic (a sua volta prossimo a definire una volta per tutte il suo futuro). E nelle continue chiacchierate con il club francese, come scrive La Gazzetta dello Sport, è spuntato di nuovo anche il nome di Lucas Beraldo, difensore brasiliano classe 2003 per cui al momento viene presa in considerazione solo una cessione a titolo definitivo. I bianconeri si sono informati su di lui per farsi trovare pronti in caso di partenza di Lloyd Kelly, scenario improbabile a questo punto del mercato ma comunque da non escludere del tutto, considerando gli interessamenti di Crystal Palace e Sunderland. Beraldo è extracomunitario, pertanto sarebbe alternativo ad altri giocatori sul taccuino di Damien Comolli come Nahuel Molina dell'Atletico Madrid, che resta tra gli obiettivi per la fascia in caso di partenza di Nico Gonzalez, che farebbe il percorso inverso in direzione Spagna. ilbianconero
  5. Il caso esploso durante Carpi–Juventus Next Gen, con l’allenatore degli emiliani che ha usato un challenge contro un proprio giocatore per forzare la revisione al monitor, ha portato la Lega Pro e l’AIA a intervenire con una precisazione immediata del regolamento. D’ora in avanti non sarà più possibile per gli arbitri accettare richieste di review presentate contro la propria squadra: una pratica ritenuta contraria allo spirito del Football Video Support, introdotto quest’anno in Serie C per ridurre gli errori arbitrali e aumentare la trasparenza delle decisioni. La modifica sarà effettiva già dalle restanti gare della prima giornata di campionato. Il designatore della C.A.N. C, Daniele Orsato, ha infatti inviato disposizioni chiare agli arbitri: nessun via libera a questo tipo di utilizzo del challenge. Nei prossimi giorni è attesa anche una nota ufficiale della FIFA, che andrà a chiarire e integrare il protocollo dell’FVS. Lo riporta Sky Sport Il bianconero Clamoroso quello che è successo in Serie C nella sfida di ieri tra Carpi e Juventus Next Gen. Al minuto 78' infatti l'arbitro ha espulso per doppia ammonizione il difensore dei biancorossi Lombardi, a seguito di un presunto fallo di mano. La panchina del Carpi, nella persona dell'allenatore Cassani, ha però richiesto al quarto uomo l'intervento del #FVS per espulsione diretta, in modo da mandare l'arbitro al monitor. Da regolamento, infatti, non è possibile chiedere l'intervento del #L'arbitro FVS in caso di doppia ammonizione. Al monitor il direttore di gara, dopo un lungo check, è tornato sui suoi passi, revocando il doppio giallo e quindi l'espulsione di Lombardi La Casa di C
  6. Giorgio Chiellini, ex capitano della Juventus e della Nazionale, e attuale dirigente del club bianconero, nel giorno del suo 41esimo compleanno si racconta in un'intervista a Vivo Azzurro. "La passione per il calcio è sbocciata fin da quando ero un bambino - spiega Chiellini, come riporta TuttoJuve -. Allo stesso tempo, assecondando i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori, l’altra priorità è stata lo studio, che non ho mai trascurato. E devo dire che, quando mi sono laureato in Economia e Commercio, la gioia vissuta in famiglia è stata più o meno pari a quella provata in occasione di qualche grande successo sportivo. Ho giocato praticamente in tutte le Nazionali giovanili seguendo un percorso formativo fondamentale. Da ragazzo già mi sembrava un sogno vestire le maglie dell’Under 15 o dell’Under 16". "La Juve la considero una sorta di seconda famiglia, Torino è diventata la mia città. A questo club ho dato tanto: ho sacrificato in parte la mia vita privata, ma sono stato ripagato da successi sportivi straordinari e dall’affetto di milioni di tifosi". "Il più difficile da affrontare per me era Zlatan Ibrahimovic, con cui ho anche giocato insieme quando è arrivato in Italia: una personalità importante. Il compagno che mi ha insegnato di più è stato Cristiano Ronaldo". "Se mi guardo indietro ripenso a qualche errore di gioventù, ad alcune intemperanze di inizio carriera. L’icona del ‘guerriero’ fa un po’ parte di me, ma in quegli anni era come se avessi bisogno di un nemico. Ho lavorato su questo aspetto: erano solo energie sprecate. Aggiungo che la nascita della mia prima figlia ha contribuito a compiere questo processo di maturazione". "I Mondiali mi sono andati tutti male: nei due a cui ho partecipato, nel 2010 e nel 2014, non abbiamo superato il primo turno. Alle due edizioni successive non ci siamo nemmeno qualificati. Quando nel 2017 perdemmo il playoff con la Svezia non ho dormito per più notti". "Di quell’esperienza conservo ricordi incancellabili. Una soddisfazione pazzesca, condivisa con tutti i miei compagni. La ‘BBC’, Barzagli-Bonucci-Chiellini è una sigla che viene ricordata ancora oggi. È stata la difesa azzurra più forte della storia? No, anche se non c’è dubbio che, con gli amici Andrea e Leo, a cui aggiungo Buffon, abbiamo segnato un periodo del calcio italiano. Però, se penso a Baresi, Maldini, Nesta, Cannavaro… Beh, non mi ritengo certo più forte di loro" "Guardando all’oggi, posso dire che, per esempio, Bastoni è fortissimo. E poi ci sono Calafiori, Buongiorno, che è giusto facciano il loro percorso senza troppe pressioni. Dico che i nostri ragazzi si ‘devono’ qualificare per dare questa gioia ai tanti bambini che ancora non hanno nemmeno visto l’Italia partecipare. Sogno una finale tra l’Italia e il Brasile allenato da Ancelotti, con cui tra l’altro mi dispiace di non aver mai lavorato. Sarebbe una partita storica".
  7. Sul rosso a Cambiaso invece il talent di Dazn spiega: “Corretta l’espulsione, gesto non volontario ma istintivo, questo non lo giustifica, si tratta di condotta violenta e rischia anche più di due giornate”
  8. Questa la gerarchia dei capitani annunciata da Tudor in conferenza che mette fine alla follia dello scorso anno della fascia itinerante, questione che meritava un topic a parte
  9. "Guardo poco le informazioni che circolano, altrimenti si diventa matti: si inizia a giocare con il mercato aperto, è una pazzia ma va accettata": così l’allenatore croato della Juventus a proposito dell'inizio della Serie A con la finestra estiva di calciomercato ancora aperta. "Gli allenatori impazziscono per questa cosa perché ti dà insicurezza e ti toglie certezze, però è così -queste le parole di Igor Tudor in un’intervista a Sky Sport – E speriamo che si cambi: una cosa normale sarebbe che almeno la settimana prima di iniziare il campionato si chiuda al mercato. Quello che sarà sarà, ogni allenatore vuole avere giocatori più forti possibili, a volte si può, a volte non si può. Va accettata questa cosa, concentrandosi sul campo e su quello che si ha a disposizione""
  10. Manuel Locatelli è incedibile: ma perché? Dietro la scelta ci sono vari motivi, non solo tecnici. L'Al-Ahli sta sondando il mercato europeo alla ricerca di un centrocampista d'esperienza. Tra i profili seguiti c'è anche quello di Manuel Locatelli, per il quale la società saudita avrebbe offerto 25 milioni di euro alla Juventus. I bianconeri però, come detto, hanno rispedito l'offerta al mittente senza nessun dubbio. L'Al-Ahli adesso valuterà se rilanciare o cambiare definitivamente obiettivo. Ma la posizione della Juventus non cambierà: Locatelli è incedibile. Il centrocampista è spesso finito nel mirino della tifoseria ma non è mai stato messo in discussione dalla società e dai vari tecnici che si sono avvicendati in panchina negli ultimi anni. L'ex Sassuolo era un punto fermo per Massimiliano Allegri, lo è stato per Thiago Motta e lo sarà anche nella nuova stagione con Igor Tudor. Locatelli d'altronde è anche il capitano della Juventus, oltre ad essere di fatto l'unico giocatore attualmente in rosa che può ricoprire il ruolo di regista. Manuel Locatelli è importantissimo in campo, insomma, ma forse addirittura indispensabile fuori dal campo per questa Juventus. Oltre ad essere come detto il capitano della squadra, infatti, Locatelli è anche uno dei pochi giocatori italiani rimasti alla Continassa. E dunque uno dei pochi a poter trasmettere ai nuovi, specialmente quelli provenienti da altri campionati, cosa significhi indossare la maglia bianconera. A quasi 28 anni, inoltre, Locatelli sta entrando nel pieno della maturità calcistica e ha tutte le caratteristiche per diventare sempre più leader all'interno dello spogliatoio. L'eventuale cessione di Locatelli, mai presa in considerazione dalla Juventus, inoltre sconvolgerebbe i piani di mercato della società a pochi giorni dalla chiusura delle trattative. I bianconeri devono ancora piazzare Douglas Luiz, lui sì in uscita, e semmai reperire un sostituto del brasiliano. Locatelli quindi rappresenta uno dei pochissimi punti fermi in mezzo al campo, considerato anche come la posizione di McKennie sia in bilico mentre Koopmeiners sia ancora alla ricerca di se stesso. Ecco perché la posizione della Juventus sul capitano è chiaro. Incedibile. Punto. Goal
  11. Ci siamo, si riparte. Manuel Locatelli lo farà per la quinta stagione di fila con la maglia della Juventus, e con la fascia di capitano al braccio. Una Juve che riparte da Tudor ma che ha anche cambiato parecchio in estate. Intervistato in esclusiva da Sky, il centrocampista bianconero presenta così la nuova stagione. Domenica si parte contro il Parma. Ti chiedo se è stata una preparazione diversa dopo la lunga stagione precedente… “Domenica si parte. Siamo molto felici di partire. Non vediamo l'ora che inizi il campionato. Poi siamo davanti alla nostra gente. È stata sicuramente un'annata lunga quella dall'anno scorso, ma ora abbiamo nuove energie, abbiamo fatto una bella preparazione. Credo che anche il lavoro in Germania sia servito, quindi siamo contenti e pieni di energia per iniziare la nuova stagione” Questa sarà la tua quinta stagione con la maglia della Juventus. La prima esperienza con Allegri, poi Thiago Motta, ora Tudor. Che cosa vi sta chiedendo il mister? “Sì, sono molto entusiasta di cominciare questa stagione. Ormai questo è il quinto anno, quindi so un po' come funziona qua, però sono contento. Il mister è carico. È sicuramente diverso dagli allenatori che abbiamo avuto prima. Lui ci chiede molta intensità, molta disciplina, però credo che la cosa importante sia che lui sappia qual è il DNA di questa maglia, quindi si parte già da una buona base” Ci racconti cosa ti è passato nella testa quando hai preso quel pallone in mano a Venezia, la scorsa stagione, l'ultima giornata? Pesava, hai calciato da capitano… “Sì, quel pallone pesava tantissimo, è chiaro, però sono il capitano di questa squadra e in questi momenti devo prendermi la responsabilità, quindi sono molto entusiasta e orgoglioso di quello che ho fatto. È stata una responsabilità importante, però ora c'è una stagione davanti da giocare, una stagione piena di nuovi obiettivi. Con la Champions League sicuramente quel rigore ci ha aiutato ad andare, però sono molto contento e fiero del lavoro che abbiamo fatto tutti insieme” Una stagione complicata quella scorsa, ma è arrivata la qualificazione in Champions League grazie al tuo rigore. Quale sarà l'obiettivo di quest'anno? “Nella Juve si parte sempre per fare il massimo in ogni competizione che abbiamo. Poi è chiaro che ci sono grandi squadre davanti a noi e con noi, però non credo che bisogna fare troppi calcoli, bisogna lavorare bene e duro come sappiamo fare e come è nel DNA di questa società. Quindi questo è quello che dobbiamo fare e sicuramente dobbiamo fare una grande stagione” Come sta la Juventus? Ci racconti un po' l'umore del gruppo? “La Juventus sta bene, credo che siamo un bel gruppo, abbiamo dei grandi compagni, stiamo bene insieme e questa è la cosa più importante, una delle basi per star bene è proprio questa. È tornato Bremer che sicuramente è molto importante per noi e anche i nuovi arrivati si sono integrati bene, quindi dobbiamo fare una grande stagione, il mister lo conosciamo perché siamo stati bene anche con lui e con lo staff, sono tutte persone importanti. Avere questo spirito di squadra e di unione è molto importante” Sono arrivati in Italia Modric e De Bruyne. Da centrocampista, se potessi rubare qualcosa da loro cosa vorresti? “De Bruyne e Modric sono due campioni e due leggende del calcio di oggi, è un onore sfidarli ed affrontarli. Li ho già incontrati entrambi, quindi abbiamo avuto modo già di scambiarci delle parole. Anche questo è importante perché capisci il campione. Ci sarebbero tantissime cose da rubare, ma la cosa bella è confrontarsi con loro” Da capitano, la promessa ai tifosi per questa stagione quale può essere? “La promessa è sicuramente quello che ho detto nel discorso, che qui si deve lavorare perché il lavoro porta alla vittoria, questo l'ho detto quando ho parlato allo stadio e credo che sia l'emblema di questa maglia. Qui si lavora, si suda, si pedala e bisogna dare il massimo, altre promesse non bisogna farle se non lavorare e dare il massimo”. Sky Sport
  12. Quattro giorni dopo la lite tra Adrien Rabiot e Jonathan Rowe, seguita alla sconfitta di venerdì contro il Rennes, l'Olympique de Marseille, che vuole separarsi dai due giocatori, ha annunciato di averli inseriti nella lista dei trasferimenti. L'Olympique Marsiglia non ha perso tempo e ha preso una decisione radicale. In seguito alla lite tra Adrien Rabiot e Jonathan Rowe, che venerdì sera si sarebbero scontrati dopo la sconfitta contro il Rennes, il club marsigliese ha deciso di mettere pubblicamente entrambi i giocatori sul mercato. "Questa decisione è stata presa a causa del comportamento inaccettabile negli spogliatoi dopo la partita contro lo Stade Rennais FC , in accordo con lo staff tecnico e in conformità con il codice di condotta interno del club", ha dichiarato l'OM nel suo comunicato stampa. "La decisione è stata comunicata dal club ai due giocatori lunedì". La sfida ora per l'OM sarà quella di vendere questi due giocatori a un buon prezzo. Dimostrando la sua volontà di separarsene, il club marsigliese potrebbe trovarsi in una posizione difficile nelle trattative. Ciononostante, ci sono già candidati in Europa per Rabiot e Rowe. Il centrocampista francese interessa al Milan e alla Juventus, dove ha già giocato tra il 2019 e il 2024. L'attaccante inglese, già in uscita prima della rissa, sarebbe nel mirino di Bologna e Sunderland RMC Sport
  13. Kolo Muani si avvicina alla Juventus. Ci sono stati contatti positivi nelle ultime ore tra i bianconeri e il Paris Saint-Germain per il ritorno dell’attaccante francese a Torino. Comolli e Modesto hanno deciso di accelerare per l’attaccante che ha già vestito la maglia bianconera nella seconda parte della scorsa stagione, decidendo di prelevarlo dai parigini anche a prescindere dalla cessione di Vlahovic. L’operazione si farà in prestito con obbligo di riscatto a determinate condizioni, con il Paris Saint-Germain che ha chiesto 65 milioni totali: la Juventus va avanti per trovare l’intesa, e la speranza del club è che l’operazione si possa chiudere in tempi brevi. Kolo Muani è quindi pronto a tornare a vestire la maglia bianconera, dopo averlo fatto in 22 occasioni la scorsa stagione. GDM
  14. Igor Tudor ha parlato in conferenza stampa al termine della gara vinta contro l'Atalanta. Ecco le sue parole riprese da Tmw: "Mi sono piaciute tante cose, è stato un ultimo allenamento prima che si parte domenica, tutte cose positive, il minutaggio...poi contro l'Atalanta non è mai facile giocare, sono una buona squadra. Vlahovic? Di mercato non parlo, Dusan è entrato e mi è piaciuto; è un giocatore della Juventus, ha dato una mano quando è entrato. È uscito per crampi, è stata una buona idea farlo giocare. Ora abbiamo una settimana di lavoro, c'è una grande motivazione, è tornato Bremer che è un giocatore importante, non solo dal punto di vista calcistico. Aveva bisogno di minuti, non è ancora ai massimi livelli, ci vogliono ancora un po' di partite, ma è già a un buon livello. C'è bisogno di tutti. La griglia di partenza? Mi interessa poco, voglio sempre vedere una bella squadra dal punto di vista sia tecnico-tattico che di coesione, la voglia di combattere. C'è sempre il campo che dice la verità, siamo motivati e c'è una bella energia nello spogliatoio. David? Quando giochi contro l'Atalanta per forza devi essere nel duello, non è stato facile giocare contro Hien, gli ho detto "benvenuto nel calcio italiano", ha dato tutto. È un generoso"
  15. Opta Analyst ha pubblicato le percentuali sulle probabili favorite alla vittoria del prossimo campionato: secondo l'algoritmo, l'Inter di Chivu è la più papabile al titolo, Juve dietro Napoli, Atalanta e Roma ma davanti al Milan di Allegri • 35% – Inter • 13.7% – Napoli • 12.5% – Atalanta • 10.5% – Roma • 7.5% – Juventus • 7.3% – Milan Gazzetta dello Sport
  16. Jonathan David ha parlato in conferenza stampa e si sta presentando ai media. TuttoJuve.com sta riportando in diretta le parole dell'attaccante canadese: Raccontaci i tuoi primi giorni qui alla Juventus e la prima settimana di lavoro? "Certamente è una grande emozione per me essere in una squadra come la Juventus. La prima settimana è andata molto bene, i miei compagni mi hanno aiutato molto. Quindi finora tutto bene". Perché hai scelto la Juventus? Nella sfida in cui hai affrontato la Juventus a novembre avevi parlato magari con i giocatori americani? "Devo dire che abbiamo avuto degli scambi con il management ed è stato molto importante, certamente ho parlato anche con i compagni. Ovviamente c’era un grande interesse anche per me nel venire alla Juventus perché è un grande club” Quali sono state le prime impressioni nei primi giorni con Igor Tudor? Chi ti ha dato i primi consigli? "Diciamo che la conversazione con il mister è stata molto positiva. Ovviamente sono nuovo, mi ha chiesto quali erano le mie aspettative e mi ha detto quali sono le sue aspettative. Sa che io prendo molte iniziative come prima punta. Il mio lavoro è fare goal e abbiamo parlato di questo”. Riuscirai a segnare tanti goal anche in Serie A? “Devo dire che sicuramente ho cercato di dare continuità negli ultimi anni. So che la Serie A è molto diversa, molto tattica, molto più difensiva ma ovviamente ci sono sfide per tutti. Io la vedo come una cosa possibile devo lavorare sodo, ma perché no penso di riuscirci”. Ammira qualche giocatore della storia bianconera? “Sì, devo dire che la Juve ha avuto tantissimi giocatori che sono delle leggende. Cristiano, Dybala, Del Piero e Trezeguet, tantissimi non riescono a nominarli neanche tutti”. Come mai hai scelto la Serie A e non la Premier League? Perché hai scelto di giocare da bambino a calcio in Canada? “Io ho iniziato a giocare a calcio, perché ovviamente mio papà giocava a calcio e quindi era un po’ la prima cosa che facevo sempre, ad Haiti tutti giocano a calcio. C’erano sicuramente anche altri sport in Canada però io ho iniziato così e volevo diventare un professionista. Ovviamente tutti i campionati hanno le loro sfide e secondo me, scegliendo la Juventus che era al club che ho preferito mi sono ritrovato in Serie A . Qual era il tuo idolo quando hai iniziato a giocare? Un attaccante invece che ti piace oggi? “Quando ero piccolo, avevo parecchi modelli come Drogba ed Eto’o molto diversi tra loro, però mi piacevano molto i loro stili di gioco. Adesso ce ne sono anche molto bravi.”. Il segreto del tuo talento e il lavoro? Ci puoi dire qual è il tuo numero di maglia? “Devo dire che tutti avevamo una grande ambizione, molti in realtà si fermavano a giocare. Certamente il mio lavoro, il mio successo non sono dovuti solo al lavoro. Io credo molto, sono molto religioso e quindi io credo che per diventare professionista ci voglia impegno e fede. Per quanto riguarda il numero di maglia, ho scelto il numero 30 che per me è importante perché il giorno del mio compleanno di mio padre, quindi è un bel messaggio da far passare”. Credi che la Juve possa tornare al vertice un poco tempo? “Secondo me ogni anno, ogni stagione, può essere quella buona. Certamente il campionato è molto difficile ma bisogna avere l’ambizione di arrivare fino in fondo”. Il tuo soprannome è Iceman quanto ti identifichi con questo soprannome? “Sì, devo dire che funziona bene, io sono molto freddo. Questa freddezza mi aiuterà nelle situazioni in cui il gioco avrà una grande pressione. Sicuramente riuscire a rimanere freddi, focalizzati nell’ultimo passaggio sicuramente sarà positivo”. Volevo sapere se col mister state già lavorando sulla tattica? “Effettivamente abbiamo già lavorato sulla tattica, quindi sicuramente dipenderà dal mister, ma adesso sto lavorando da prima punta”. Ti senti titolare? “Certamente non c’è mai la garanzia di essere titolare fin dall’inizio bisogna giocare, bisogna fare il proprio lavoro. Ovviamente non mi aspetto sempre di essere titolare ogni volta, ma sicuramente farò del mio meglio e giocherò al meglio”. Quanta voglia hai di vincere? “Io sono molto competitivo, ovviamente e come tutti i marcatori amo fare goal. Perché alla fine questo gioco così, le due cose vanno insieme”. Quanto la Juventus ti può aiutare a crescere e un giorno ambire al pallone d’oro? “Adesso non rischio di parlare di Pallone d’Oro, ma ho scelto questo club perché ha delle grandi ambizioni e anche io ho grandi ambizioni. Quindi, io voglio lavorare per la squadra il più possibile e chiaramente diventare uno dei migliori marcatori al mondo e le due cose vanno a braccetto”. Tu sei pronto psicologicamente per affrontare questa grande avventura? “Sì, ma certo, io sono venuto qui per questo. Quindi so quali sono le richieste del club e quindi sono pronto a rispettarla”. Termina qui la conferenza stampa di Jonathan David
  17. Andrea Cambiaso ha parlato in mixed zone dopo la vittoria contro il Borussia Dortmund. Ecco le sue parole riprese da TuttoJuve: Amichevole, ma bella partita, ben giocata, complimenti per i gol, come ci si sente? "Sì, abbiamo fatto una partita seria, siamo molto contenti perché abbiamo fatto un’ottima settimana in Germania, ci siamo allenati molto bene, è stata un’ottima settimana, abbiamo concluso con una bella partita. Ripeto, una partita seria, abbiamo fatto molto bene". Uno dei tuoi gol più belli, possiamo dirlo? "Sì, effettivamente pochi, però è bello, bellissimo, il secondo è stato bello". Dicci qualcosa di questa nuova stagione quale obbiettivo volete raggiungere? Qual è il tuo obiettivo personale quest’anno? "L’obiettivo penso sia proprio questo qua, di essere un po’ più decisivo nell’area avversaria. Nel senso che adesso, magari con questo nuovo modulo, giocando un po’ più in avanti, posso essere un po’ più incisivo da quel punto di vista e voglio concentrarmi un po’ di più lì". Comincia a sentirti un po’ senatore all’interno del gruppo? "Sì, insomma, senatore è un po’ una parolona, però diciamo che... Stai studiando? Sì, sì, dai, è il terzo anno che inizio, sono molto orgoglioso, molto felice. Insomma, cerco di essere sempre più continuativo negli allenamenti e nelle partite". Domanda TJ - Ieri il mister ci ha detto che nelle griglie di partenza in campionato danno la Juventus al quarto o quinto posto, anche a te carica questa cosa per fare sempre meglio? "Certo, certo, ma poi le griglie sono cose che lasciano il tempo che trova. Noi dobbiamo concentrarci su ogni allenamento, ogni partita, dare veramente tutto. Il mister ci sta facendo allenare molto e, da questo punto di vista, è un ottimo lavoro che stiamo facendo". Senti, per te l’anno scorso è stato un po’ complicato, l’infortunio, le tante cose. Ti senti un po’ cambiato anche, cresciuto, rispetto anche alla passata stagione? Ti ha lasciato delle cose a te? "Sì, dal punto di vista mentale, soprattutto, mi reputo molto più, come posso dire, molto più grande, nel senso che voglio essere comunque un elemento importante per la squadra, per i miei compagni e voglio aiutare di più la squadra, molto di più". Quanti messaggi avete mandato a Kolo Muani per tornare in questo periodo? "No, no, Randal è un bravissimo ragazzo, è un ottimo calciatore, è un bravissimo ragazzo. Ci ha aiutato moltissimo l’anno scorso e vediamo cosa succederà. Sicuramente è un ottimo giocatore". Come è stato per te giocare con Bremer? Come l’hai trovato e come è stato per te tornare a giocare con lui? "No, molto bene, molto bene. Sono contentissimo per Gleison perché è un ragazzo d’oro, è un giocatore importantissimo per noi. Oggi ha fatto 45 minuti di alto livello e deve solo trovare la condizione e sono convinto che ci darà una grossissima mano". Vi aspettavate di essere così pronti oggi? Comunque è stata almeno un’ora di grande intensità, qualità, convinzione. Ve l’aspettavate di essere così avanti? "Sì, non lo so, diciamo che poi anche loro, avendo fatto anche il Mondiale, anche insomma era una partita dove entrambe le squadre erano un po’ cotte da quel punto di vista, però abbiamo fatto una partita seria, ripeto, siamo contenti". Per quello che sta nascendo oggi, c’è una priorità, campionato, Champions League... C’è qualcosa in cui volete riscattarvi rispetto all’anno scorso? "No, no, ma penso che siamo la Juventus, siamo chiamati a giocare per ogni competizione al massimo, ogni partita al massimo. Il mister ci sta facendo passare questo messaggio, nel senso che Juventus vuol dire giocare ogni partita al massimo e veramente credere in ogni partita, non pensare troppo in là". Ma in realtà, parlate di Scudetto, è realmente un obiettivo che dite questo è l’anno in cui dobbiamo tornare? "No, ma in realtà veramente non ce ne frega niente, nel senso che di quello che si dice, di quello che sono le griglie, il terzo, il quarto, il secondo, il primo, il quinto, veramente lascia al tempo che trova. Io ripeto, il mister ci sta facendo passare il messaggio di pensare ad ogni allenamento, ad ogni partita al massimo, perché solo così si costruisce un progetto vincente o comunque una mentalità vincente. Quindi dobbiamo pensare ad ogni allenamento, ad ogni partita al massimo. Come stiamo facendo. Perché stiamo facendo veramente bene. Ai compagni che oggi sono in gruppo e che sono un po’ protagonisti delle situazioni in mercato, cosa ti senti di dire, sta dando qualche consiglio? Come li hai visti? "Sono dei grandissimi professionisti, cioè chiunque è è normale. Siamo ad agosto, è normale che ci siano voci di entrata e di uscita, ma sono dei grandissimi professionisti, dei bravissimi ragazzi, è veramente un gruppo sano. Ci stiamo allenando, ripeto, veramente bene e sono contento di avere i compagni così".
  18. Igor Tudor ha parlato in mixed zone dopo la vittoria contro il Borussia Dortmund. Ecco le sue partite riprese da TuttoJuve: Soddisfatto della vittoria, della prova, la sua analisi dopo questa uscita contro il Borussia Dortmund? "Si è spinto, sia quelli dall’inizio, ma anche quelli che sono entrati, come abbiamo detto, dare minutaggio a tutti quelli che hanno fatto 30 minuti, hanno fatto anche un lavoro supplementare, così domani prendiamo il giorno libero e ripartiamo martedì". Si muove tanto David e sembra anche lasciare spazio per gli altri, abbiamo visto Conceicao e Yildiz. Può essere una chiave, questa per l’attacco? "Ha fatto una prima gara seria alla Juventus contro un avversario di livello, si è mosso bene, era applicato, concentrato su quelle robe che bisogna fare, c’è ancora stanchezza, lui è non abituato a corse che abbiamo fatto, sicuramente con la freschezza sarà ancora tutto più facile". Chiedo se c’è qualcosa che invece non ha visto rispetto a quello che avevate preparato oggi? Poi sull’inserimento dei nuovi quanto manca per metterli in linea con tutti gli altri? "Non lo so, è difficile sempre paragonare, come ho detto prima della gara, sono partite di agosto, manca freschezza, manca velocità nelle gambe, però c'è stata una grande applicazione dei ragazzi di fare le cose giuste, e va bene, è un allenamento di agosto". Domanda TJ - Per Bremer è stato un bel test quello di marcare un attaccante forte, volevo chiedere anche come sta Bremer visto che si è accasciato a terra? "Sta bene, sta bene, abbiamo fatto un tempo, una partita seria, ora vediamo come fare il minutaggio mercoledì e sabato contro l’Atalanta. Poi si gioca, c’è ora poco tempo, bisogna già iniziare a pensare la partita di Parma". Proprio perché c’è poco tempo, le chiedo se a rientro in Italia si aspetta di ritrovarsi Kolo Muani e qualche altro dal mercato? Abbiamo già parlato di questo tema di mercato, non è cambiato niente rispetto a ieri, stessa risposta". Adesso torna in Italia, magari se lo ritrova per le prossime amichevoli... "Non c’entra, torno, non torno, abbiamo parlato ieri, ieri era ieri e oggi non è successo niente". Sulla prestazione di Rugani? "Rugani è affidabile, esperto, sbaglia poco, ci può dare una mano". Nel finale ha ruotato un po’ tutti i centrocampisti rispetto a come eravamo abituati, quindi ieri appunto ha parlato di Koopmeiners mediano, oggi abbiamo visto Douglas Luiz più avanti, oggi c’è anche lui mediano... Douglas era là, al posto di Yildiz, vede la porta, ha gol in sangue. Se io devo scegliere in questo sistema mio lo vedo più là che davanti difesa, perché secondo me può fare i gol". Si sta lavorando quindi con Douglas Luiz per recuperarlo, per tenerlo? 'Io lavoro con tutti i giocatori che ho a disposizione, li tratto come è giusto e poi come ho detto vedremo che succede. È giusto fare così, perché non si sa che succeda. Rimaniamo così, io alleno con questi". Sulla prestazione si aspettava un'ora di questa intensità già adesso, già oggi? "Non lo so, devo vedere la partita, perché io subito non riesco a commentare da tutti i punti di vista, a me è sembrata una partita seria, c’era anche un po’ di caldo, un po’ di stanchezza. Secondo me sì. I ritmi saranno ancora più alti, poi era importante che nessuno si facesse male, questo è successo". Lei è un motivatore... "Penso che tutti gli allenatori sono motivatori, se no ti manca qualcosa nel tuo lavoro, poi la vittoria oggi non conta niente, sono partite di agosto, che abbiamo detto tante volte, che questo risultato conta molto poco, c'è stato un giusto atteggiamento, voglia di fare e mettere anche la condizione e prepararsi meglio per quando diventa importante".
  19. Igor Tudor ha parlato dal ritiro di Herzogenaurach proiettandosi all'amichevole di domani e verso l'inizio del campionato. Ecco le sue parole ai microfoni di TuttoJuve: “Una bella settimana di lavoro, bellissimo posto, non c’era caldo, si è lavorato bene, si è lavorato il giusto. I ragazzi, come sempre, sono a disposizione, grande voglia e grande professionalità. Domani è una bella partita, un avversario di livello, lo stadio è pieno, sarà bello verificare, dare minutaggio più che altro, perché è quello che conta, abbiamo fatto solo 45 minuti, allora bisogna accelerare un po’ con il minutaggio e provare a darlo a tutti. C’è questa, c’è Atalanta, c’è mercoledì la Next Gen, in queste tre partite bisogna dare i giusti minutaggi e vedere le cose su cui abbiamo lavorato. Cosa si aspetta dalla partita di domani? “Sono sempre partite diverse, queste partite di agosto, perché c’è tanto carico di lavoro dietro. Abbiamo spinto, questi quasi 18 giorni, si è lavorato tanto, ci sarà sicuramente un po’ di stanchezza, quello è normale, poi mano a mano mancano dopo domenica due settimane, giorno dopo giorno andremo a fare carichi diversi per essere pronti per la prima. L’obiettivo è quello”. Ha parlato con la società di mercato? Quanto vi manca per essere protagonisti nella corsa scudetto? “Noi facciamo aggiornamenti tutti i giorni, siamo in comunicazione, siamo in sintonia, si parla, si vede cosa si può fare, c’è società che lavora, io sono qua a lavorare con questi ragazzi che ho a disposizione, una rosa importante, una squadra importante e seria che vuole fare il suo in campionato”. Domanda TJ - Come si stanno integrando Jonathan David e João Mario? “Bene, sono ragazzi professionisti, stanno andando bene. Domani li facciamo vedere dall'inizio tutti e due”. Qualche esubero le sta facendo cambiare idea? “No, si comportano tutti bene, è stata una scelta fatta in modo diverso dall'anno scorso. Siamo un po' tanti, poi si fanno le partitelle, possono giocare sempre in venti, però abbiamo organizzato il lavoro per tutti, poi vedremo cosa succede fino al 31, che il mercato è aperto”. Il Mondiale per Club ha influito sulla preparazione? Certo, è un tema quello delle vacanze per i giocatori, è un tema a parte che io lo supporto al massimo. I giocatori devono avere un mese minimo di vacanze, io sono favorevole perché sono stato giocatore e giocatore è tutto. Questa direzione dove si sta andando di dare sempre meno riposo ai giocatori, io sono contrario, tutto parte dai giocatori, parte da loro, bisogna trovare una giusta dose e non esagerare, perché si sta andando in una direzione di esagerazione.Poi sono state tre settimane, che non sono poche, non sono tante, però i ragazzi si sono rinfrescati, sono tornati vogliosi, non perdendo neanche troppo dal punto di vista fisico, perché poi uno dice: ‘che va male, perché poi non si sono rilassati, riposati’, dall’altro punto di vista all’inizio già erano in un buon stato fisico". Può essere la stagione di Bremer e Koopmeiners? “Sarà la loro stagione, sono giocatori due forti, sono felicissimo di come li vedo, stanno facendo bene ognuno nel suo momento. Bremer che viene da questo infortunio lungo, domani parte dall’inizio, gli diamo ancora a minutaggio, vedremo quanto. Koop sta facendo bene, sta lavorando bene, avrà un ruolo importante in questa stagione”. Ha parlato con Vlahovic? “No, io parlo con tutti, tutti, Dusan sta lavorando bene, come gli altri, molto professionale, niente altro”. C’è qualcosa in particolare che vuole vedere domani? “No, come ho detto prima, sono carichi di lavoro importanti, allora si vede spesso queste cose che non vorresti vedere rispetto a quelle che vorresti, perché sono carichi di lavoro, fa parte del momento, poi ognuno sceglie il suo modo di interpretare preparazione, qualcuno si raffresca e vuole fare le partite fresche, io non sono per questa roba qua. Questo mese lo voglio usare per lavorare, perché poi dopo quando si inizia a giocare, si gioca tre giorni, non c’è più tempo di lavorare, è giusto dal mio punto di vista usare questo mese per lavorare”. Tuttojuve
  20. Mister Igor Tudor ha commentato il primo test amichevole della stagione dei bianconeri disputato questa mattina contro la Reggiana allo Juventus Training Center della Continassa «Quello di oggi è stato un bel test per noi, si è sentito il volume dell'allenamento fatto in settimana e di conseguenza c'è stata ovviamente tanta stanchezza. Fisicamente - come è normale che sia in questo momento - qualcuno è un po’ più avanti e qualcuno è un po’ più indietro: quello di oggi è stato un allenamento molto utile. Sono contento per il ritorno di Gleison, sicuramente ci vorrà un po’ di tempo e gli servirà giocare delle partite per tornare ai suoi livelli. Sono soddisfatto di questi primi giorni di allenamento. Ci sono stati carichi di lavoro importanti, i nuovi arrivati si sono inseriti subito molto bene: nella squadra c'è grande applicazione e voglia di fare le cose nel migliore dei modi. Adesso siamo pronti alla seconda parte della preseason che faremo in Germania; fra tre settimane si comincia ufficialmente e lavoreremo duramente». Juventus.com
  21. Alex Witsel più di una volta in carriera ha sfiorato l'Italia. Oggi il centrocampista belga, terminata l'esperienza all'Atletico Madrid, è svincolato e non si nasconde: "Futuro in Arabia? Nel calcio mai dire mai. La mia priorità è continuare a giocare in un grande campionato europeo. Sono attratto dalla Serie A perché è un campionato tattico e di alto livello“. Poi, nel corso dell'intervista alla Gazzetta dello Sport, il retroscena sul passaggio alla Juventus, a cui è stato davvero a un passo: "Avevo superato le visite, ultimo giorno di mercato in sede a Torino in attesa dell’ok dello Zenit, che poi in serata bloccò il trasferimento. Alla Juventus mi aveva voluto Allegri che ora allena il Milan… Non ho preferenze, ma so che posso dare ancora tanto in campo e nello spogliatoio“.
  22. Con la cessione di Samuel Mbangula al Werder Brema si aggiorna il numero di cessione effettuate dalla Juventus dai ragazzi provenienti dalla NextGen: il profitto di questa supera i 100 milioni di euro Da quando è stata introdotta nel 2018, la Next Gen ha permesso alla Juventus non solo di far crescere i proprio talenti creando di fatto un gradino intermedio tra la Primavera e la prima squadra e rendendoli così più pronti al grande salto, ma anche di generare un profitto importante. In questi anni, infatti, i bianconeri hanno incassato più di 100 milioni da giocatori passati dall'Under 23. Pochi hanno trovato spazio per davvero in prima squadra: emblematico il caso di Kenan Yildiz, diventato una delle stelle del club e a cui è stata affidata la numero 10. La gran parte, invece, ha giocato poco ma ha fruttato tanto. Qualcuno, però, forse avrebbe meritato una chance in più, come Matías Soulé e Dean Huijsen. Quest'ultimo in particolare dopo una sola stagione lontano da Torino è stato venduto al Real Madrid per quasi 40 milioni in più di quanto abbia incassato la Juventus Cronache di Spogliatoio
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