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Sergione

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  1. Dopo essere entrato in Juventus nel giugno 2025, Damien Comolli ha rassegnato oggi le dimissioni dal Club. Tutta la Juventus desidera ringraziare Damien per l’impegno profuso durante la sua esperienza nel Club, augurandogli le migliori soddisfazioni per il futuro. Damien ha voluto ringraziare e indirizzare un saluto a tutta la famiglia juventina: “Ho deciso di lasciare il mio incarico di Chief Executive Officer di Juventus Football Club con effetto immediato. Desidero ringraziare John Elkann ed Exor per avermi offerto l'opportunità di lavorare per questo prestigioso Club. Vorrei inoltre ringraziare tutti i colleghi della Juventus per il loro impegno, la loro professionalità e la loro dedizione, augurando a tutte le Squadre femminili e maschili le migliori soddisfazioni per la stagione che sta per iniziare. Un ringraziamento speciale va infine ai tifosi bianconeri per il loro incredibile sostegno. Sono loro a rendere questo Club un luogo davvero unico e speciale."
  2. Più che una scossa, è la presa di coscienza di un fallimento gestionale. È risultata insostenibile la distanza tra le “strategie” teoriche di Comolli e le necessità pratiche di un club chiamato, nelle prossime tre settimane, a ridefinire le fondamenta del suo futuro. Da quando John Elkann gli ha affidato la Juventus meno di un anno fa, si sono susseguiti acquisti sbagliati, casting infiniti per il ruolo di direttore sportivo e un’incapacità cronica di creare canali empatici e collaborativi con le figure di campo e societarie. A far traboccare definitivamente il vaso sono state l’impasse nella formalizzazione delle cessioni e l’imbarazzo per gli sviluppi sul fronte Alisson-Robertson, gocce che hanno spinto la proprietà a ridisegnare l’area dirigenziale. La centralità di Spalletti e la rassicurazione di Elkann Nessun dubbio, invece, sulla centralità di Luciano Spalletti nel progetto. Ieri sera il tecnico è stato contattato direttamente da John Elkann, che lo ha rassicurato anticipandogli la chiamata di Carnevali (prevista per questa mattina) e rinnovando l’impegno a fornirgli gli strumenti adatti a uscire dalle sabbie mobili delle ultime gestioni. Lo rivela Tuttosport. Il senso del colloquio è stato chiaro: «Punto su di te. La nuova stagione inizia oggi». Un confronto che ha sollevato Lucio dopo tre settimane di apnea, vissute non per timore del proprio futuro, ma perché sentiva più di chiunque altro il peso del fallimento bianconero Il Corriere della Sera racconta alcuni retroscena, soprattutto sulla convivenza forzata fra l’ormai ex ad e Luciano Spalletti, dopo una stagione di frizioni e veleni. L’allenatore imputa a Comolli un mercato nel 2025 disastroso, trascorso a inseguire Kolo Muani e terminato con gli innesti fallimentari di Openda e David. I malumori si sono acuiti a gennaio quando Spalletti ha chiesto inutilmente un attaccante e invece ha dovuto assistere all’arresto dei colloqui per il rinnovo di Vlahovic, si legge sul Corriere. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la lite avvenuta sotto gli occhi di Elkann quando l’allenatore ha imputato a Comolli di non aver finalizzato l’affare relativo ad Alisson: era stato impostato dallo stesso tecnico che conosce il portiere dai tempi della Roma ma anche in quella circostanza l’operazione è evaporata. Inoltre, riferisce sempre il Corriere della Sera, Spalletti ha da subito mal tollerato l’invadenza della moglie turca di Comolli, la signora Selinay Gurgenc, presente non solo a bordocampo prima di ogni gara ma anche in zone dello stadio esclusivamente riservate ai giocatori. A chiamare il fuorigioco e a chiedere l’intervento di John Elkann è stato Giorgio Chiellini, uno che ha la Juve nel sangue, che ha studiato ed è tornato in punta di piedi per iniziare un percorso e imparare, ma dopo due giri di lancette ha capito di essere colui che doveva e poteva lanciare il grido di allarme e chiamare la ripartenza verso una nuova società. Che poi deve solo tornare a fare la vecchia Juve: programmare, abbassando il più possibile il margine di errore e, ovviamente, vincere. «Non si può andare avanti così, c’è incompatibilità con Comolli»: questa, in sintesi, la posizione di Chiellini esposta a John Elkann. Tuttosport invece riferisce di una telefonata fra Elkann e Spalletti nella giornata di ieri. Secondo il quotidiano sportivo torinese, Spalletti sarebbe stato chiamato direttamente da Elkann, che lo avrebbe rassicurato e gli avrebbe anticipato la chiamata di Giovanni Carnevali. 'Punto su di te, la nuova stagione inizia oggi': sarebbe questo il messaggio centrale della chiamata.
  3. Durante un'intervista nel podcast "El camino de Mario" con Mario Suárez, Álvaro Morata si è confessato a cuore aperto scatenando un grande clamore mediatico. L'ex attaccante di Real Madrid e Juventus ha affrontato temi delicati, a partire dai problemi avuti durante la sua avventura al Milan: "Mi sono presentato alla mia presentazione con il Milan sotto l'effetto di farmaci, senza sapere bene cosa stessi facendo. Ovviamente, è un club enorme" "L'unica cosa di cui mi pento nella mia carriera è aver lasciato l'Atletico. Dopo la partita contro il Dortmund, la mia testa è andata a rotoli. Nel giro di tre mesi ho lasciato l'Atletico, che era il posto in cui avevo sempre desiderato essere. Darei via tutto quello che ho vinto pur di vincere un titolo con l'Atletico. Dopo l'errore di Dortmund, ho vissuto il momento più difficile della mia carriera. Ma più che per le critiche sui social, è stato per la mia storia personale e per ciò che so che significava, perché sono convinto che non ci sarebbe potuto essere un anno migliore. Sono un tifoso dell'Atletico Madrid. Sarei andato alla finale di Copa del Rey contro la Real Sociedad. Ho parlato con Koke, ho comprato i biglietti, ma alla fine non ci sono andato per paura che potesse succedere qualcosa, che qualcuno potesse dirmi qualcosa. Mi sarebbe piaciuto portare i bambini", ha aggiunto Morata. "Come penso di essere considerato all'Atletico? Non lo so. Mi fa male essere andato via proprio quando credo che finalmente mi avessero capito e apprezzato. Sinceramente, penso di essere partito per un senso di colpa. L'Atletico è sempre tra i migliori club del mondo. Non sapevo che poi sarebbe arrivato Julián, ma sarei rimasto comunque. Prima era difficile persino camminare per strada. C'erano tifosi dell'Atletico che non mi accoglievano bene e tifosi del Real Madrid a cui sembrava dare fastidio che io fossi tifoso dell'Atleti. Non riescono a capire che questo è un lavoro. Ho giocato nel Real Madrid perché mi si è presentata l'occasione e ne sono molto grato. Non provo odio né rancore verso nessuno. Carvajal è mio amico, continuo a sostenerli e a fare il tifo per loro. Però credo che in Spagna non sia normale vedere un giocatore passare dal Real all'Atletico come invece in Italia è più normale vedere qualcuno giocare sia nel Milan sia nell'Inter. È calcio, la gente dovrebbe capirlo. Io faccio sempre l'esempio delle aziende: le persone cambiano lavoro per soldi, motivazioni personali o perché non stanno bene. Noi invece veniamo considerati traditori. La cosa positiva è che, quando incontro tifosi dell'Atleti, mi salutano con affetto. E per me vale tantissimo. Mi piace spiegare loro cosa rappresenta l'Atleti. Quando mi fanno domande, dico sempre che quello che vedono non è la normalità. La normalità è lottare tutta la vita per vincere qualcosa. Io sono stato molto fortunato, ma ho lavorato tantissimo. Per questo mi piacerebbe che i miei figli tifassero Atletico: perché credo che la vita sia la cosa più simile che esista all'Atleti. Quando vedo Koke, il Cholo e tutta questa gente che da anni rincorre una Champions League, e poi rivedo Koke in ritiro a ricominciare da capo... io non ce la farei. Mi costerebbe tantissimo", ha proseguito Morata "Che cosa significa vincere la Champions League? È qualcosa di incredibile per ciò che rappresenta e per la sua storia. La finale persa contro il Barcellona con la Juventus mi ha lasciato per sempre la sensazione di chiedermi cosa sarebbe successo se avessimo vinto. Ricordo ancora l'arrivo all'aeroporto e quei 40.000 tifosi bianconeri. Le due Champions vinte con il Real Madrid sono state qualcosa di straordinario, ma al tempo stesso quasi normale per quello che rappresenta quel club. Vincere la Champions ha un significato diverso a seconda del posto in cui la conquisti. L'esperienza alla Juventus? Ho avuto la fortuna di giocare in tanti posti. La gente ride quando dico 'Il mio sogno era giocare lì'. Chiedete a un bambino se gli piacerebbe giocare nelle squadre in cui ho giocato io. Perché lasciai il Real per la Juve? Per cercare di costruirmi un nome e una storia tutta mia. In quel periodo giocavo poco nel Real Madrid e arrivò un club come la Juventus, per il quale ero il trasferimento più importante degli ultimi anni. Mi sentii molto apprezzato. Tanta gente mi diceva che avrei dovuto andare in prestito. Le opzioni erano Wolfsburg e Juventus. Un giorno, parlando con mio padre e con Juanma López, mi dissero di andare alla Juve e affidarmi al destino. Quell'anno arrivammo in finale di Champions League e vincemmo tutto in Italia. Fu incredibile, è il posto migliore in cui ho giocato, a Torino sono stato molto felice", ha detto ancora Morata.
  4. La fumata nera nell'ultimo incontro per tentare di arrivare al rinnovo di contratto ha sancito la fine della storia tra Juventus e Dusan Vlahovic, anche se ufficialmente il divorzio si consumerà dal primo luglio. Un addio che, secondo quanto scrive Tuttosport, non avrebbe fatto strappare le vesti di buona parte dello spogliatoio bianconero, stufo di alcuni atteggiamenti dell'attaccante serbo, che già aveva fatto infuriare non poco la dirigenza con la frase "Perché mi volete pagare come Jonathan David?". Cosa criticano i compagni a Vlahovic? Se da un lato i compagni di squadra hanno sempre riconosciuto a DV9 una leadership tecnica condita da una personalità che gli consentiva di trascinare i suoi nei momenti più difficili, dall'altro non a tutti sarebbero piaciute alcuni comportamenti per così dire, da "spaccone". Si parla di atteggiamenti troppo plateali, di "esercizi di leadership sopra le righe" senza contare la questione dell'ultimo stipendio che ha percepito, da 12 milioni di euro. Vlahovic e il caso della fascia E poi, in fase di trattative per il rinnovo, non è piaciuta a tutti la volontà di voler continuare a essere il più pagato della rosa, anche più di Kenan Yildiz, con Vlahovic che avrebbe sfruttato il recente prolungamento - con adeguamento - di capitan Locatelli per sottolineare le proprie mire economiche. A proposito della fascia di capitano, il serbo a inizio stagione scorsa sperava di essere coinvolto nei discorsi ma la Juve, invece, gli ha messo davanti proprio Locatelli, seguito da Bremer e Yildiz. Insomma, qualcosa si era rotto anche tra qualche giocatore e Vlahovic e forse anche questo potrebbe aver inciso nei ragionamenti juventini sul rinnovo
  5. La Juventus punta a Lucumí. Primi sondaggi dei bianconeri per il difensore, fortemente voluto da Luciano Spalletti. Il colombiano del Bologna è un'idea concreta, con il club rossoblù che ha già metabolizzato una sua partenza in estate ed è pronto ad ascoltare le offerte che arriveranno. La clausola e i movimenti in difesa della Juve La Juventus potrebbe eventualmente affondare il colpo senza trattare con il Bologna. Lucumi, infatti, ha una clausola da 28 milioni di euro che scade a metà luglio. Resta da capire se i bianconeri la sfrutteranno per il suo trasferimento a Torino oppure preferiranno trattare con i rossoblù. Di Marzio
  6. Niente trasferte per i tifosi di Torino e Juventus per dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. Queste le disposizione del Ministero dell'Interno, dopo le violenze degli ultras al derby del 24 maggio scorso. Il provvedimento prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi dove granata e bianconeri disputeranno gare in trasferta e il divieto di vendita dei biglietti per le stesse partite ai residenti nelle regioni interessate. In particolare, il divieto riguarda i residenti in Piemonte per le gare del Torino e quelli residenti in Piemonte e Lombardia per le partite della Juventus. La tifoseria granata era già destinataria di misure restrittive nella stagione appena terminata dopo gli episodi avvenuti in occasione di Torino-Verona dell'11 aprile scorso. Infatti erano state vietate le trasferte a Cremona e Udine. L'attuazione del provvedimento sarà affidata di volta in volta ai prefetti delle province interessate dagli incontri. Al momento non si sa se il divieto riguardi anche le trasferte nelle amichevoli estive. Negli scontri del 24 maggio scorso era rimasto gravemente ferito Marco Leonardo Basoccu, poi dimesso dopo diversi giorni in ospedale e dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico alla testa. Una vicenda su cui sono ancora in corso le indagini per capire la dinamica del ferimento. Sky Sport
  7. La pista si è complicata dopo il mancato accesso alla Champions League, ma la Juve può ancora sperare nel colpo Bernardo Silva. Il fantasista, svincolato dopo la lunga avventura al Manchester City, ha rimandato la scelta sul suo futuro a dopo il Mondiale. E almeno pubblicamente non ha ancora detto no a nessuna delle tante proposte ricevute, compresa quella della Vecchia Signora: "Non ho ancora preso una decisione definitiva - ha ammesso il 31enne dopo l'amichevole disputata col Portogallo in vista del Mondiale -. Ho molte opzioni e ho rispetto per tutti i club che hanno presentato un'offerta. La mia scelta ricadrà su una una squadra che mi vuole davvero, questa cosa per me è molto importante. Quando prenderò una decisione la comunicherò a tutti". Parole chiare che tengono viva la pista Juve, considerato soprattutto che a Torino Bernardo sarebbe il big della squadra, l'assoluto trascinatore. Aspetto non banale, anche se ormai non è più un mistero che la prima opzione del fantasista, specialmente per motivi familiari, sia il Barcellona. Subito dopo c'è l'Atletico Madrid di Simeone che, al pari di Spalletti, vuole fare dell'ex City la stella della squadra. A giocare in favore dei Colchoneros però, è la disputa della prossima Champions League. Nelle ultime intanto, un altro big club spagnolo si sarebbe inserito nella corsa al portoghese. Parliamo del Real Madrid di Josè Mourinho che avrebbe convinto i Blancos a provarci, nonostante i 31 anni. Sportmediaset
  8. A tutta su Alexander Sorloth. L'ad Damien Comolli e il ds Marco Ottolini si sono mossi con decisione nelle ultime ore per il norvegese classe 1995 dell'Atletico Madrid, identificato come il sostituto ideale di Dusan Vlahovic, per l'attacco della Juventus. Nel frattempo il norvegese si è espresso su Instagram con un messaggio criptico sul proprio futuro: "Ho una notizia interessante prima di immergermi completamente nella bolla mondiale, quindi restate sintonizzati!"
  9. Dusan Vlahovic è sempre un tema caldo in casa Juventus. In scadenza di contratto eppure tra i più brillanti del finale di stagione, il futuro del serbo è ancora avvolto nel mistero. Spalletti vorrebbe trattenerlo, la società valuta e il giocatore, per ora, non si espone dopo una stagione da 10 goal e 2 assist in 23 presenze. Dell’ex Fiorentina ha parlato un ex attaccante bianconero come Fabrizio Ravanelli che è intervenuto a SportiumFun. Queste le sue parole. "Vlahovic? Stoppa il pallone e va a 10 metri ragazzi... Bisogna dire la verità. Io quando giocavo alla Juventus in 20 minuti mi dovevo mangiar l'erba, questi ragazzi ogni volta hanno una giustificazione: e l'infortunio, e il pube, e la schiena... 12 milioni di ingaggio. Quindi non c'è nessun attaccante più bravo di Vlahovic in giro?” “Con tutto il rispetto per lui, io voglio che un giocatore al di là di tutto mi sappia cucire il gioco: lui stoppa il pallone e va a 10 metri. In quattro anni non ha mai fatto la differenza. Ci sono tanti attaccanti più forti e che non guadagnano i soldi che chiede lui. Io alla Juve voglio gente affamata e attaccata alla maglia e che sappia stoppare il pallone", ha chiosato l’ex punta. L'ex giocatore bianconero commenta anche il rendimento del difensore inglese, criticando alcuni aspetti del suo gioco: Il momento difficile della Juventus sta facendo riflettere anche ex giocatori bianconeri, ai microfoni di Sportium Fabrizio Ravanelli ha commentato la situazione delicata e in particolare ha analizzato il rendimento del difensore inglese Lloyd Kelly: "Non è un giocatore da Juve - ha sentenziato l'ex attaccante - è alto e grosso ma di testa non ci va mai. Non ho mai visto un centrale di un metro e novanta che non salta di testa. Non incide. Quando ha il pallone, ci mette tre ore prima di giocarlo. Uno così non può stare nella Juve…".
  10. Matteo Ruggeri può tornare in Serie A dopo una sola stagione vissuta da protagonista all'Atletico Madrid. A scriverlo è il quotidiano spagnolo Marca, secondo il quale la squadra allenata da Diego Simeone avrebbe messo gli occhi sull'esterno del Chelsea Marc Cucurella e avrebbe dunque aperto all'idea di cedere il giocatore italiano. Dal canto suo, l'ex laterale dell'Atalanta sarebbe tutt'altro che contrario rispetto ad un ritorno nel nostro Paese e qualche contatto con club di Serie A ci sarebbe già stato. Una squadra italiana di vertice, alla ricerca di una soluzione per la fascia mancina, può essere la Juventus. Che sta sondando le possibilità in uscita per Andrea Cambiaso e che dunque avrebbe bisogno di un nuovo interprete in quella posizione. Anche sul fronte bianconero, puntare su un giocatore italiano e che conosca quindi il nostro campionato rappresenta un plus in sede di valutazione. In Serie A, Matteo Ruggeri vanta un bottino di 99 presenze, mentre con l'Atalanta ha totalizzato fra tutte le competizioni 109 partite, 2 reti e un'Europa League in bacheca. Acquistato dall'Atletico Madrid per 17 milioni di euro nell'estate del 2025, Ruggeri ha sottoscritto con la società spagnola un contratto fino al 30 giugno 2030 e percepisce un ingaggio di circa 2,3 milioni di euro netti più bonus. Considerando la quota di ammortamento di circa 3 milioni relativa a questa prima stagione in Spagna, il suo valore di mercato può oscillare intorno ai 20-25 milioni di euro. calciomercato.com
  11. "A me dispiace molto, fino all'ultimo ci ha tenuto per la Juve": così Giorgio Chiellini ha parlato della mancata intesa con Dusan Vlahovic, che - come raccontato - lascerà il club bianconero dopo non aver trovato l'accordo per il rinnovo. Il Director of Football Strategy, presente allo Juventus Club Montecitorio, ha parlato all'AGI commentando la fine dell'esperienza dell'attaccante serbo e le possibilità per il suo futuro: "È una persona seria. A queste cifre non rimarrà in Italia, comunque è legittimo che cerchi un altro tipo di ingaggio".
  12. Nei prossimi giorni è in programma un nuovo e ultimo incontro tra la Juventus e Dusan Vlahovic per discutere del rinnovo del contratto dell'attaccante serbo, attualmente in scadenza al 30 giugno prossimo, anche se non c'è ottimismo per la permanenza del classe 2000. Nel frattempo, i bianconeri hanno riavviato i contatti per arrivare a Randal Kolo Muani: l'attaccante è rientrato al PSG dopo la fine dell'esperienza in prestito al Tottenham, con cui ha segnato 5 gol tra tutte le competizioni. Le cifre dell'affare che potrebbe riportare il francese in Serie A sono elevate e non c'è ancora l'intesa tra le parti, che stanno trattando. Il classe '98 è un vecchio pallino della dirigenza bianconera, essendo stato nel mirino della Juventus sia nella scorsa estate che nel corso del mercato invernale. GDM
  13. l nome di Juan Jesus torna sul mercato, e stavolta a muoversi è la Juventus. Lo racconta il Corriere dello Sport: la difesa bianconera “dovrà fronteggiare la probabile partenza di Bremer”, e tra i profili individuati da Luciano Spalletti c’è proprio il brasiliano in uscita dal Napoli. Un intreccio che ha una sua logica precisa, fatta di conoscenza diretta e di convenienza economica. “Il nuovo nome è Juan Jesus, in scadenza di contratto col Napoli, che Spalletti ha avuto alle sue dipendenza sia alla Roma, sia nell’esperienza napoletana” La pista nasce dal rapporto con l’allenatore. Spalletti ha avuto Juan Jesus alle sue dipendenze sia ai tempi della Roma sia nell’esperienza napoletana: lo conosce, sa cosa può dargli, e lo vedrebbe bene come tassello d’esperienza per una retroguardia da ricostruire. In più c’è il fattore prezzo: il difensore è in scadenza con il Napoli, e il suo addio agli azzurri è ormai cosa fatta, quindi si tratterebbe di un’operazione a parametro zero. Per una Juve che deve far quadrare i conti, è il tipo di occasione su misura. Non è la prima volta, peraltro, che il brasiliano finisce sotto i riflettori: di recente aveva fatto parlare di sé per l’assenza ingiustificata a un allenamento del Napoli, restando irreperibile per ore. Segnali di un rapporto ormai ai titoli di coda. Il dettaglio interessante è un altro: Juan Jesus non è l’unico ex (o quasi) di area partenopea sul taccuino bianconero. Tra le alternative per la difesa, scrive il CdS, ci sono Kim del Bayern Monaco e Muharemovic del Sassuolo. E Kim è un altro grande pallino di Spalletti, suo pupillo proprio ai tempi dello scudetto di Napoli: non a caso si era già parlato di un suo possibile ritorno in Italia alla Juventus, in prestito, legato all’addio di Bremer. Una Juve sempre più “napoletana” nelle idee, coerente con il progetto in stile Gasperini che Spalletti vuole proporre a Elkann.
  14. La Juventus sta già muovendo i primi passi sul mercato in vista della prossima stagione. In particolare, l'allenatore dei bianconeri, Luciano Spalletti, ha chiesto l'arrivo di Brahim Diaz. Il profilo del trequartista spagnolo, attualmente al Real Madrid, è molto gradito e condiviso anche dal club. In questa stagione Brahim Diaz ha collezionato 30 presenze, 1 gol e 8 assist in campionato con la maglia dei blancos. Resta comunque un'operazione di mercato che potrebbe richiedere molto tempo. L'ex Milan dovrà infatti capire l'evolversi della situazione al Real Madrid, a partire da che idea ha Josè Mourinho nei suoi confronti. GDM
  15. I bianconeri stanno seguendo Alisson per rinforzare la porta, ma il Liverpool non vvuole privarsi del proprio portiere, che ha un contratto fino al 30 giugno 2027 ed è considerato centrale nel progetto. Il brasiliano rimarrebbe dunque in Inghilterra con la maglia dei Reds per la nona stagione consecutiva, e la Juventus dovrebbe virare su un altro profilo per la porta. La trattativa perciò si è complicata, quasi fino a sfumare in modo definitivo. GDM
  16. La Juventus continua a cercare un nuovo portiere. In questo senso, la grande novità è il Dibu Martinez, che è sulla lista dei bianconeri. Fresco vincitore dell'Europa League con l'Aston Villa, il classe '92 è considerato un profilo con la personalità che serve alla Juve. I costi dell'operazione sono alti, ma la società vuole approfondire questa possibilità nei prossimi giorni. Sulla lista per la porta c'è anche Guglielmo Vicario del Tottenham, che il club continua a valutare. GDM
  17. Un nuovo appuntamento internazionale per la Juventus che continua a delineare il programma della sua preseason 2026. Oltre alla tappa in Svizzera contro il Basilea e agli impegni già fissati per il Summer Tour powered by Jeep in Asia e Australia, la squadra farà scalo anche in Belgio per un ulteriore test di preparazione. I bianconeri scenderanno in campo sabato 25 luglio alle ore 20:00 per affrontare lo Standard Liegi nello storico "Stade de Sclessin", per un confronto che vede l’amichevole del dicembre 2022 all'Allianz Stadium come incrocio più recente ma che, per quanto riguarda le sfide ufficiali, manca dalla Coppa dei Campioni del 1982. Questa sfida si inserisce così nel fitto calendario di amichevoli – che vedrà i bianconeri opposti anche a Basilea, Chelsea, Inter e Palermo – fondamentali per mettere minuti nelle gambe e affinare la condizione in vista della partenza ufficiale della nuova stagione. Dettagli e informazioni sui biglietti per i tifosi bianconeri che vorranno seguire la squadra in Belgio saranno comunicati nei prossimi giorni. Juventus.com
  18. Victor Osimhen non è stato convocato da Eric Chelle, Ct della Nigeria, per le prossime amichevoli, contro la Polonia e il Portogallo. Alla base di questa scelta del responsabile tecnico della nazionale africana ci sarebbero motivi di mercato: "La cosa più importante è che avremo due assenze di un certo peso perché Osimhen forse cambierà squadra quindi ho preferito che rimanesse a casa, perché se giocasse non sarebbe al 100%. Poi mancherà anche Lookman". Sky Sport
  19. Per la Juventus in attacco, come scrive La Stampa, la priorità è tenere Vlahovic con un prolungamento ponte e gli altri nomi caldi sono altre due vecchie conoscenze come Randall Kolo Muani, che rientrerà al Psg dal Tottenham ma che costa 40 milioni di euro, e Jean-Philippe Mateta che piaceva al Milan ma che si è rilanciato, anche nel discorso prezzo, con la vittoria della Conference League col Crystal Palace. Qualora i primi obiettivi dovessero sfuggire, la Juve si riserverebbe l’asso nella manica Icardi: un giocatore che conosce alla perfezione questo campionato e non avrebbe problemi ad attarsi. Inoltre, potrebbe essere un perfetto bomber da scorta, da schierare quando la grande mole di gioco juventina fatica a concretizzarsi in goal e tiri verso la porta avversaria. I tempi in cui Spalletti lo mise alla porta all'Inter sono ormai preistoria. calciomercato.com
  20. Francisco Conceição affida le sue emozioni e la sua visione del calcio a una lunga intervista sulle pagine di SportWeek. Un dialogo a cuore aperto in cui l'esterno offensivo portoghese ha lasciato ampio spazio alle proprie sensazioni, raccontando senza filtri il suo modo di vivere il campo, il peso del cognome che porta sulla maglia e le grandissime ambizioni che nutre per la Juventus e per la Nazionale. L'ISTINTO AL POTERE - Alle definizione di giocatore "irriverente" data dal connazionale Bruno Fernandes, Conceição risponde senza esitazioni: "Sì, senza dubbio. Sono uno che non ha paura di sbagliare". Una filosofia che si traduce in un modo di giocare sfrontato e diretto: "Posso avere di fronte il difensore più forte del mondo, ma io lo punto lo stesso. Nessun difensore è mai stato dribblato finché non ci riesce il primo: questa è la mia mentalità e penso di avere la qualità per dribblare chiunque. Continuerò a provarci per dimostrarlo coi fatti. Perché oggi nel mio ruolo mi sento uno dei migliori". Un calcio fatto di guizzi, che nasce dalla gioia di avere il pallone tra i piedi: "Gioco con allegria. Con passione. Con tanta voglia di fare la differenza. Senza allegria non sono lo stesso". E la vera essenza del suo divertimento è chiarissima: "Puntare il difensore e metterlo con il sedere per terra? Sì, in quei momenti mi esalto. Saltare l’avversario e vincere è ciò a cui tengo di più. Dopo, viene il fare gol". A chi lo accusa di tenere troppo la palla, l'esterno risponde con fermezza: "Non è che io non voglia fare un passaggio a un compagno perché mi diverto a dribblare. Penso soltanto che in quel momento sono più utile alla squadra se provo a saltare l’uomo. Gioco sempre per la squadra, mai per me stesso". LA MISSIONE MONDIALE E LA JUVENTUS - Alla Juventus, sotto la gestione tecnica di Luciano Spalletti, il portoghese sta trovando la sua dimensione. Le richieste dell'allenatore sono chiare: "Mi chiede lo stesso: giocare come so fare, però sempre pensando al meglio per la squadra. Prima il collettivo e poi le individualità, dice. Io sono tranquillo, perché con le qualità che ho posso fare tante, tante cose". L'impatto con il mondo bianconero e con la città è stato perfetto: "Vivo in centro, mi piace tutto della città. È tranquilla, comoda, familiare come Oporto. Mi sento a casa. La Juventus? Fantastica. È un club fantastico che vuole tornare a vincere e io voglio vincere qua. È da troppi anni che non succede, quando ricapiterà sarà bellissimo. E io voglio esserci". Poi, una dichiarazione di intenti sul prossimo Mondiale e un pensiero per Cristiano Ronaldo: "Cosa fa il Portogallo? Io penso che vinciamo. Il Portogallo deve vincere. Siamo convinti di potercela fare. CR7? Indipendentemente dall’età fa sempre tanti gol, è un leader e ha ancora tanta fame, lo dimostra ogni giorno". IL RAPPORTO CON PAPA SERGIO - Il rapporto con il padre, Sergio Conceição, è stato il vero motore della sua maturazione, pur attraversando momenti complessi legati alle inevitabili malelingue: "Ho sofferto. È inevitabile, quando a 18 anni le persone che non ti vogliono bene dicono di te che giochi solo perché sei il figlio di Conceiçao. A quell’età è difficile che non ti importi ciò che ascolti, ma quelle parole mi hanno reso più forte mentalmente, mi hanno fatto maturare più velocemente. Mi hanno reso uomo". Sul campo, papà Sergio non gli ha mai fatto sconti: "Lui è molto severo in casa come sul campo, forse sul campo di più… in casa un abbraccio ogni tanto te lo dà. È anche molto esigente con il peso. Agli inizi, al Porto, non ci badavo tanto, ma tutti i giorni lui ci faceva salire sulla bilancia e bastava che superassi il mio peso forma di cento o duecento grammi, che lui mi dicesse: 'Oggi mangi meno'. Ai suoi occhi io dovevo dare l’esempio. È stata una pressione forte, ma mi ha aiutato a crescere in fretta e a diventare un giocatore migliore". E proprio da lui ha imparato la fase di non possesso: "Mi piace difendere, vincere un contrasto. Rubare palla è come fare un dribbling o un gol".
  21. Ai microfoni di Dazn Marotta ha spiegato bene quali sono stati i motivi che lo hanno portato a dire addio alla Juventus, smentendo una volta per tutte le voci sull'affare Cristiano Ronaldo INTER E JUVE "La Juve aveva una proprietà e ce l'ha tutt'ora che è la stessa da 100 e rotti anni. All'Inter ci sono stati cambiamenti negli ultimi 20 anni. Sono entrambe grandi società, fanno parte della storia del calcio italiano. Sono molto orgoglioso di essere all'Inter e di esserne presidente, è qualcosa di straordinario" L'ADDIO ALLA JUVE "L'addio alla Juventus? C'è la consapevolezza che la proprietà aveva voglia di dare un cambiamento alla struttura dei manager, ringiovanendola. Andrea Agnelli aveva acquisito esperienza e voleva un ruolo, in quel caso con stima reciproca le strade si sono divise" NON FU PER RONALDO "Fu per l'affare CristianoRonaldo? No è una leggenda metropolitana, non la condividevo al massimo, ma in modo spontaneo di confronto con presidente e società. Non era una cosa di litigiosità. È un grandissimo campione ma ritenevo fosse una operazione troppo grande per noi. Fa parte dei ruoli, il presidente ha fatto la sua scelta e io mi sono accodato. Chiaro che ricordo quel sabato, era un giorno di tristezza dopo 8 anni bellissimi" RETROSCENA ALLEGRI "Quando si valuta, è giusto sentire anche altre realtà. Non nascondo che ci siamo incontrati con lui quando prendemmo Inzaghi, ma aveva già speso più di una parola con la Juve dopo aver rifiutato il Real Madrid. A parte questo impegno, quella discussione è servita per capire che non ci conciliavamo come programmi. Lui li chiedeva più ambiziosi e non potevamo garantirli. Ma praticamente era già l'allenatore della Juve"
  22. Per la Juve potrebbe riaccendersi un’altra passione invernale, quella per Mateta, l’eroe della finale di Conference League vinta dal Crystal Palace. La Juventus ci era già andata vicina, ma in realtà era tutto fatto con il Milan: soltanto le visite mediche, per via di un ginocchio non del tutto a posto, avevano fatto saltare l’operazione. Il destino poi ha lasciato fuori dalla Champions League, a braccetto, bianconeri e rossoneri: chissà come sarebbe andata con i gol potenziali del ragazzone franco-congolese che andrà al Mondiale, chiamato al fotofinish da Deschamps al posto proprio di Kolo Muani. Incroci che saranno frequenti durante un’estate calda sul mercato per la Juventus che dovrà fare i conti, come ha specificato l’ad Comolli nell’incontro con i media di martedì, con i paletti dell’Uefa. Il costo di Mateta è dato in potenziale rialzo, considerando l’ottimo finale di stagione tra Premier League e Conference. La situazione, da gennaio a oggi, non sembra essere cambiata però nelle intenzioni di giocatore e club, nonostante il trionfo di Lipsia: Mateta è dato in uscita e la situazione contrattuale, con la scadenza naturale dell’accordo fissata a giugno 2027, potrebbe anche favorire un acquisto non eccessivamente costoso. La valutazione attuale è attorno ai 30 milioni di euro, Mondiale permettendo: se dovesse riuscire a cavalcare il buono stato di forma e mettersi in mostra nella Francia, ecco allora che qualcosa potrebbe cambiare nel prezzo del cartellino. Meglio dunque non tirare troppo per le lunghe, se Mateta può davvero tornare a essere un obiettivo concreto della Juventus, come già successo nella finestra invernale: si sa che un Mondiale brillante rischia non solo di aumentare il valore di mercato, ma anche di attirare altre squadre in cerca di un centravanti. Tuttosport
  23. La Juventus si prepara a un’estate delicata sul fronte mercato. Dopo il mancato accesso alla Champions League, il club bianconero dovrà gestire con attenzione il bilancio per rispettare i vincoli del Fair Play Finanziario UEFA e allo stesso tempo costruire una squadra più competitiva. L’amministratore delegato Damien Comolli ha già indicato la direzione: servono rinforzi ma anche maggiore personalità all’interno della rosa. Per arrivarci, però, sarà necessario vendere bene prima di investire. Europa League e conti da sistemare La partecipazione all’Europa League ridurrà sensibilmente gli introiti previsti per la prossima stagione. Per questo motivo la Juventus potrebbe essere costretta a effettuare almeno una cessione importante in più rispetto ai piani iniziali. L’idea della società è mantenere equilibrio economico in ogni operazione: eventuali nuovi acquisti dovranno avere costi inferiori rispetto ai giocatori ceduti. Bremer resta il principale indiziato Tra i nomi più caldi in uscita c’è Gleison Bremer. Il difensore brasiliano ha una clausola rescissoria da 58 milioni di euro valida fino al 10 agosto e non ha nascosto la volontà di confrontarsi con una nuova esperienza ad alto livello. Bayern Monaco, Premier League e anche l’Inter osservano con attenzione la situazione del centrale bianconero. Thuram e Cambiaso possono partire Anche Khéphren Thuram e Andrea Cambiaso rientrano tra i possibili sacrifici di mercato. Entrambi vengono valutati almeno 40 milioni di euro e potrebbero lasciare Torino in presenza di offerte considerate adeguate dalla dirigenza. Discorso diverso invece per Francisco Conceiçao: l’esterno piace in Premier League, ma la Juventus prenderebbe in considerazione la sua partenza soltanto davanti a proposte molto elevate, vicine ai 60 milioni. Da Gatti a Kelly: le altre possibili uscite Il club valuta con attenzione anche altre operazioni in uscita per aumentare le risorse disponibili. Lloyd Kelly, cresciuto molto nell’ultima stagione, viene stimato tra i 30 e i 35 milioni di euro. Federico Gatti, invece, potrebbe garantire una cifra compresa tra i 25 e i 30 milioni dopo essere finito ai margini del progetto tecnico.Anche Fabio Miretti resta tra i giocatori con maggiore mercato, con una valutazione attorno ai 15-20 milioni. Rivoluzione in porta Previsti cambiamenti anche tra i portieri. Michele Di Gregorio è considerato in uscita per una cifra vicina ai 15 milioni di euro, mentre resta incerto anche il futuro di Mattia Perin. Koopmeiners e David sotto osservazione Tra i dossier più delicati c’è quello legato a Teun Koopmeiners. L’olandese, acquistato nell’estate 2024 per oltre 60 milioni, non ha ancora inciso come previsto. Per evitare minusvalenze, la Juventus dovrebbe ricevere offerte vicine ai 31 milioni di euro, cifra che rappresenta ancora il peso del giocatore a bilancio. Situazione simile per Jonathan David e Edon Zhegrova, anch’essi arrivati tra grandi aspettative ma senza riuscire a fare realmente la differenza. Nico Gonzalez e Douglas Luiz: rientri da risolvere Restano poi da definire le posizioni di Nico Gonzalez e Douglas Luiz, entrambi di ritorno dai prestiti. L’Atletico Madrid non sembra intenzionato a versare i 32 milioni concordati per il riscatto dell’argentino e starebbe cercando uno sconto per chiudere l’operazione attorno ai 25 milioni. Anche l’Aston Villa, almeno per il momento, non avrebbe intenzione di esercitare il diritto di riscatto fissato a 25 milioni per Douglas Luiz. Due situazioni che obbligano la Juventus a rivedere ulteriormente le proprie strategie di mercato. Lo riporta Corsport.
  24. Patto Juve: avanti insieme, più di prima. Ma possibilmente, meglio di prima. John Elkann detta la linea: il binomio Comolli - Spalletti dovrà riportare la squadra al vertice. Nessuna rivoluzione. In un incontro con i giornalisti alla Continassa, Comolli ha spiegato come non abbia mai ha sentito venire meno la fiducia della proprietà: il dialogo con l’azionista di riferimento è continuo. La delusione di Elkann è enorme e il termine frustrazione ricorre nelle analisi dell'Ad, il quale si assume ogni responsabilità della stagione deludente. Dice di “soffrire fisicamente per questi risultati e per l’amarezza dei tifosi”. Ma è pronto a ripartire, saldo al suo posto di comando con un obiettivo preciso:“Migliorare insieme alla squadra di lavoro che guido, con cui c’è piena sintonia. Chiellini, Modesto, Ottolini: abbiamo tutti lo stesso obiettivo”. Comolli svela che non c’è stato bisogno di una mediazione da parte di Elkann per ricucire gli strappi con Spalletti, primo perché l’azionista non entra in queste dinamiche e poi perché Comolli nega decisamente qualsiasi problema con l’allenatore: “Tutto quello che abbiamo fatto è stato condiviso. Luciano è coinvolto sul mercato, dà le indicazioni sui giocatori e lavora a stretto contatto con Ottolini. L’ho scelto io e ho deciso che rinnovasse il contratto. Ma lavoriamo insieme da sette mesi dunque possiamo crescere insieme e migliorare nel nostro lavoro comune”. "Ci sarà una cessione, ma Yildiz non si tocca" Detto che la richiesta pubblica dell’allenatore di essere partecipe e influente nelle decisioni sulla costruzione della nuova Juventus non possono derivare dal nulla, e che Sky Sport conferma la divergenza di vedute tra i due nel corso della stagione, questa - secondo Comolli - è da interpretare come un fisiologico passaggio di assestamento nel loro rapporto. Sul futuro, poi, Comolli ha detto chiaro che il mercato sarà vincolato alla necessità di rispettare i parametri del financial fair play: “Ci sarà una cessione in più del previsto per fare cassa e abbassare i costi, ma Yildiz non si tocca, è il nostro futuro” . Secondo le notizie raccolte, quello di Bremer può essere il nome eccellente in uscita. Per dare un giudizio sul suo lavoro, Comolli sostiene “siano necessari 3/5 anni”, anche se è consapevole che la Juve debba tornare a vincere prima: “Dopo questa stagione parlare di scudetto sarebbe azzardato – ha detto- . Ma dobbiamo costruire una squadra che abbia le potenzialità per lottare per ogni obiettivo”. In che modo? “La base c’è, dovremo inserire giocatori di mentalità e con un carattere forte. E qui che dobbiamo migliorare. Spalletti è d’accordo su questo, mi ha anche chiesto se gli algoritmi possono aiutare a individuare giocatori con queste caratteristiche”, queste le parole dell’Ad, questo il modo che ha scelto per iniziare a voltare pagina. Sky Sport
  25. Spalletti aveva chiesto Alisson ma il Liverpool non vuole liberarlo con un anno d'anticipo e la Juventus valuta le alternative come portiere bianconero. Occhi puntati su De Gea e Nubel, ma piace anche il vice del brasiliano, Mamardashvili. La Juventus 2026/27 avrà un nuovo portiere dopo la stagione a dir poco deludente vissuta da Michele Di Gregorio. Spalletti in realtà ha individuato da tempo il profilo giusto chiedendo alla società di acquistare Alisson Becker dal Liverpool. Ma i Reds non hanno fin qui aperto al trasferimento del brasiliano e dunque la Juventus sta valutando con attenzione le alternative. Alisson, già allenato da Spalletti ai tempi della Roma, avrebbe raggiunto da tempo un accordo di massima con la Juventus. La società bianconera gli offre un contratto triennale a cifre importanti, considerata anche l'età non più giovanissima (34 anni da compiere ad ottobre) e qualche infortunio di troppo. Il Liverpool, a cui è legato fino al 30 giugno 2027, ha però informato Alisson di non avere alcuna intenzione di lasciarlo partire e gli ha chiesto di rispettare il contratto. Slot non vuole perdere un altro leader dello spogliatoio dopo gli addii di Robertson e Salah. Ma cosa fa a questo punto la Juventus? La soluzione per i pali bianconeri potrebbe arrivare sempre da Liverpool, nel caso in cui i Reds decidessero di mandare Mamardashvili in prestito a fare ulteriore esperienza prima di affidargli la porta al posto di Alisson. Il georgiano, che ha 26 anni, non accetterebbe di fare un altro anno in panchina e la Juventus secondo 'La Gazzetta dello Sport' potrebbe risolvere così in modo economico il problema del portiere. Rimandando semmai l'arrivo di Alisson a Torino all'estate 2027, ovvero quando scadrà il suo contratto col Liverpool. In realtà la prima alternativa per la porta della Juventus, dopo il no del Liverpool per Alisson, sarebbe David De Gea. Lo spagnolo è reduce da un paio di stagioni su ottimi livelli alla Fiorentina e soprattutto ha l'esperienza richiesta da Spalletti per il ruolo. De Gea è però legato alla società viola da un contratto che scade il 30 giugno 2028 dunque eventualmente bisognerà trattare con la Fiorentina per acquistare il suo cartellino. La società bianconera valuta anche altri profili per il ruolo di portiere. Uno di questi porta in Germania, dove alla Juventus sarebbe stato offerto Nubel, appena rientrato al Bayern Monaco dopo il prestito allo Stoccarda. Non è da escludere che i bianconeri possano bussare al Tottenham per chiedere informazioni su Guglielmo Vicario. L'ex portiere dell'Empoli sembrava vicinissimo all'Inter ma i nerazzurri hanno deciso di puntare su Josep Martinez e dunque cercano un secondo dello spagnolo Goal
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