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Sergione

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  1. «Se qualcuno vuole vendere, secondo le regole di mercato, noi possiamo comprare e non ritiriamo l’offerta», ha spiegato il manager del colosso delle stablecoin. «Riteniamo che la Juventus possa fare molto meglio e vorremmo contribuire a un cambiamento positivo, anche senza necessariamente controllarla interamente». Lo ha detto il CEO di Tether Paolo Ardoino, in una intervista rilasciata al quotidiano svizzero Il Corriere del Ticino. «Io e Giancarlo Devasini siamo grandi tifosi della Juventus, ma crediamo anche che oggi abbia un enorme potenziale inespresso: 200 milioni di fan nel mondo, molti nei mercati emergenti che noi serviamo con Tether – ha aggiunto -. Possiamo aiutare il club a interagire meglio con questi fan e portare tecnologie avanzate, al pari dei grandi big della tecnologia, dall’intelligenza artificiale all’analisi delle performance. Se qualcuno vuole vendere, secondo le regole di mercato – la Juventus è una società quotata in Borsa – noi possiamo comprare e non ritiriamo l’offerta. Riteniamo che la Juventus possa fare molto meglio e vorremmo contribuire a un cambiamento positivo, anche senza necessariamente controllarla interamente». Calcio e Finanza
  2. A tutto Gleison Bremer. Il difensore brasiliano si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di Dazn Così Bremer in vista del Derby d'Italia: "Sappiamo della forza dell'Inter, è una squadra che negli ultimi anni ha giocato due finali di Champions. E' una squadra esperta, che gioca da tanto insieme, ma noi siamo la Juventus: abbiamo iniziato un percorso con Spalletti, stiamo facendo bene. Le ultime partite potevamo vincere, ma quella con l'Inter la vogliamo vincere, anche se giocheremo a casa loro a San Siro. Le partite lì sono sempre difficili, sono forti come detto, e i tifosi gli danno una mano, ma è una partita da giocare, calda, bella: andiamo a giocarcela. Le differenze tra marcare Thuram e Lautaro? Due giocatori forti di livello internazionale: uno gioca nella Francia, l'altro nell'Argentina. Sappiamo della loro forza: sono giocatori veloci, fisicamente forti, anche dentro l'area. Consigili da Khephren su Marcus? Ancora no (ride, ndr), ma sicuramente me ne darà qualcuno". Sia lui che McKennie hanno definito Spalletti un allenatore 'unico': "Se dopo quella intervista mi ha detto qualcosa? No, non ha detto nulla, però l'ho visto dopo l'intervista che ha detto che non gli piace si parli di lui. Ma sappiamo tutti delle sue qualità: siamo all'inizio, manca ancora tanto da fare, restiamo coi piedi per terra e continuiamo a lavorare. Cos'ha di diverso nella preparazione delle partite? E' un allenatore esperto, ha vissuto tante situazioni. Lui è un po' come un filosofo: parla delle cose non solo rispetto al gioco, ma anche a livello mentale. Come ho detto è come un filosofo alla fine". Ma Bremer si rivede nel modo di intendere la vita di Spalletti? "Sì: quando non giochi come è capitato a me con l'infortunio, inizi a guardare le cose sotto un altro aspetto. Cè un'altra visione, e quello ti aiuta: anche quando non torni non sei come prima, ci vuole tempo e a volte devi cercare di 'tagliare la strada'. Non hai la stessa esplosività all'inizio, devi provare a sistemarti. Il momento difficile? Tutti i grandi giocatori e le grandi squadre attraversano fasi complicate, quindi quello ti dà ancora più forza per tornare ai tuoi livelli e ti fa tornare la voglia di vincere". I tifosi bianconeri avvertono la differenza quando c'è Bremer e quando manca. Il difensore brasiliano dà un senso di sicurezza: "Non so se sono un idolo, ho vinto solo una Coppa Italia alla Juve e voglio vincere di più. Tutto ciò che faccio è per migliorare e aiutare la squadra, dare il meglio: è quello che sono, voglio dare il mio massimo per ripagare quanto mi hanno dato la Juve e i tifosi. Quanto è forte Kelly? Difensore forte, che ci sta dando una mano: le sue qualità stanno venendo fuori, la squadra sta girando bene. Fisicamente è una bestia, anche lui ha un bel palleggio: stiamo facendo belle cose, ci mancano ancora alcune cose, ma stiamo facendo bene" Ma può nascere una BKK (Bremer, Kalulu e Kelly) come la BBC composta da Barzagli, Bonucci e Chiellini? "Il futuro lo dirà: loro hanno fatto la storia della Juventus, erano altri tempi. Dobbiamo fare il nostro percorso, guardandoli come un esempio e non cercando di superarli. Loro erano nel prime, ed era anche un'altra Juve: erano 11 campioni e quelli che entravano ti davano una mano, quello faceva la differenza. Dobbiamo fare il nostro e chissà, magari avvicinarci a loro". Sull'obiettivo della Juve in questo campionato: "Siamo lontani dallo Scudetto, ormai è andato. Ma dobbiamo fare il nostro meglio, partita dopo partita, e centrare il nostro obiettivo che è il piazzamento Champions". Sulla possibilità di andare al Mondiale invece: "Dopo l'infortunio non penso tanto sul lungo: in qualsiasi momento puoi farti male, può succedere qualcosa. Sicuramente è un obiettivo andare al Mondiale, ma penso solo alla Juve, partita dopo partita. Sicuramente avere un allenatore italiano quale Ancelotti come ct del Brasile ti fa pensare che sicuramente ti guarderà con un occhio diverso. Ho parlato solo coi suoi preparatori: mi hanno detto che sto facendo un bel percorso e che sto bene, vediamo in futuro".
  3. Emil Holm, arrivato alla Juventus dal Bologna durante il mercato di gennaio, parlaai microfoni di Sky Sport, analizzando il suo primo periodo a Torino: "Tutti i compagni, il mister e lo staff mi hanno dato una grande mano per essere uno del gruppo. Il mio obiettivo è quello di essere qui anche dopo l’estate. Voglio dare una grande mano e ogni giorno voglio dare il 100% per rimanere qui", il suo commento. Lo svedese ha poi svelato un retroscena sul suo primo incontro con Luciano Spalletti: "Mi ha detto subito che sua moglie è di La Spezia, quindi ha guardato tante partite quando ero lì, abbiamo parlato poco ma è andata bene". E sulla sua collocazione in campo: "Come terzino e come quinto. Devo spingere molto in campo e dare il massimo. Ogni giorno devo imparare qualcosa e spingere forte". Su Kenan Yildiz: "Secondo me è forte. Ho giocato contro di lui in allenamento e si vede subito che ha una qualità impressionante". Infine, Holm ha detto la sua sul big match di sabato a San Siro contro l'Inter: "Se vinciamo recuperiamo un po’ in classifica, ma la stagione è ancora lunga. Certo, se vinciamo è una grande opportunità".
  4. Khéphren Thuram è ormai un punto fermo della Juventus, un ruolo che si è consolidato ulteriormente dopo l’arrivo in panchina di Luciano Spalletti. Il centrocampista francese ha spiegato quanto il tecnico sia stato fondamentale per la sua crescita, definendolo come uno dei primi allenatori capaci di trasmettergli una consapevolezza profonda dei propri mezzi. "Il mister mi chiede tante cose, di stare sempre in movimento, di anticipare la giocata", ha raccontato il francese, sottolineando come Spalletti lo sproni continuamente a comportarsi da top player: "È un allenatore molto esigente con me e con tutta la squadra, ci chiede tante cose e proviamo a seguirlo" le parole a Sky. In vista del Derby d'Italia contro l'Inter, l'attenzione è tutta rivolta al confronto diretto con il fratello Marcus. Nonostante i due si sentano quotidianamente per parlare della vita privata, Khéphren ha rivelato che il calcio rimane fuori dai loro dialoghi: "Ci scriviamo tutti i giorni, parliamo ma, a dir la verità, non della partita, mai". Sebbene da piccoli sognassero di giocare nella stessa squadra, oggi il bianconero si gode la sfida tra due big del campionato, con la speranza di ritrovarsi presto insieme solo nella Nazionale francese. A San Siro sarà presente l'intera famiglia Thuram, compreso papà Lilian, che si troverà nuovamente diviso tra i due figli dopo il pirotecnico 4-3 della gara d'andata. Sulla presunta imparzialità del padre, Khéphren ha scherzato ipotizzando una leggera preferenza per lui, essendo l'ultimo arrivato: "Rimane neutrale. Però io sono il più piccolo, quindi penso abbia qualcosa più per me perché sono il più piccolo della famiglia". Secondo lo juventino, infatti, il trattamento riservato a Marcus sarebbe diverso poiché "il fratello maggiore è sempre quello con cui sei un po’ più duro", un commento che ha chiuso con una risata lasciando intendere il clima sereno con cui la famiglia si approccia a questa storica rivalità
  5. Francisco Conceiçao intervistato in esclusiva da Sportmediaset ha parlato delle sue condizioni fisiche dopo qualche problema accusato contro la Lazio: "Sto bene, ho superato il problema fisico e sono pronto. In questa stagione sta mancando qualche gol ma continuando così sicuramente migliorerò". Sugli obiettivi della Juventus: "Pensiamo partita per partita per stare più in alto possibile in classifica. Finalizziamo poco? Creiamo tanto e dobbiamo migliorare questo aspetto. Se non sblocchiamo subito la partita sale il nervosismo, invece segnando subito avremmo più fiducia". La svolta con Spalletti: "Mi piace la fame di vincere, i risultati parlano per lui. Ma possiamo crescere ancora, abbiamo margini di miglioramento". Sul futuro: "Mi vedo alla Juve a lungo, per vincere titoli e fare grandi cose". Infine, sui match contro Inter e Galatasaray: "I nerazzurri sono in un momento molto buono ma abbiamo la qualità per vincere e dimostrare che siamo grandi. Sarà dura anche in Champions ma vogliamo andare agli ottavi"
  6. Gleison Bremer, ha commentato la sconfitta di Bergamo ai microfoni di Mediaset: Hai rivisto le immagini, che impressioni hai? "Difficile parlare, la regola dice che è rigore. Io da calciatore, da difensore, dico di no, però l'arbitro ha fischiato. Alla fine è rigore quando fischia. E' una decisione che cambia la partita, ma non lo possiamo cambiare. C'era ancora il secondo tempo da giocare, tanti minuti Purtroppo è andata così". Mancata concretezza sotto porta? "Sì, è già successo in qualche partita, anche contro il Lecce: dominiamo, dominiamo, non riusciamo a fare gol. In quello dobbiamo migliorare. Una volta che vengono loro, magari un rigore, un episodio così, ti cambia la partita, è su questo che dobbiamo migliorare". Dopo Lecce e Cagliare, è un terzo indizio che diventa un prova. E' un reale problema? "Sì, sono episodi, però dobbiamo ricordare che abbiamo iniziato un percorso col mister, ci sono ancora tante cose da migliorare, ci sono partite che abbiamo fatto bene, ci sono queste partite che abbiamo sbagliato, ma la strada è giusta anche se oggi abbiamo sbagliato e chiediamo scusa ai tifosi perché una partita del genere non può succedere, il 3-0 è troppo però dobbiamo continuare a lavorare e pensare già alla prossima, perchè quella di domenica è una partita importante e bisogna ripartire subito".
  7. Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di Mediaset per commentare la sconfitta di Bergamo della sua Juventus, eliminata dalla Coppa Italia. Le sue parole: La differenza l'ha fatta la concretezza? "Loro sono stati più bravi di noi nei momenti determinanti della partita, per cui poi quando si fa a contare un 3-0 è inutile andare a rincorrere le situazioni. Per cui gli si fanno i complimenti alla squadra di Palladino perchè è una squadra che gioca un buon calcio, una squadra costruita bene, si fa i complimenti a tutti e gli si dice bravi". Cosa è mancato alla Juve stasera al di là del fatto di dover concretizzare? "Nelle scelte determinanti, quando la partita si è fatta vera... ci sono dei momenti è lì che scorre per fare le statistiche e poi ci sono momenti dove diventa vera e allora vanno fatte le scelte importanti, bisogna prendere decisioni lucide, veloci: noi queste decisioni le abbiamo prese, ma le abbiamo prese tutte sbagliate, loro le hanno prese giuste". (domanda di Tacchinardi, ndr) Stai facendo un lavoro straordinario, ma nella nostra Juve era importante la rosa, chi entrava dava un contributo importante. Quanto devono crescere quelli che stanno giocando poco? "Secondo me per raggiungere poi un livello di calcio giocato è sempre un po' merito di tutto il gruppo, di come si allenano, di quello che è il modo di ragionare e di pensare. Noi abbiamo qualche difetto, come lo hanno altre, però noi secondo me siamo una squadra e bisogna solo andare a rendersi conto di questi momenti che diventano determinanti, essere più precisi, saperli riconoscere di più, perchè se si vuole andare a fare la conta delle situazioni stasera è tutto falsato quello che è il risultato della partita. Però poi se vai a raccontare di episodi... hai perso 3-0, per cui è un'analisi che si fa tra di noi, con serenità, perchè i ragazzi poi si sono impegnati e hanno fatto anche una buona partita. Poi non mi è piaciuto da ultimo, quando ci siamo un po' spampanati, sbaragliati per il campo, siamo andati un po' a giro, a tentare di rimettere a posto senza avere sempre dentro quella che è una ricerca di ritagliarsi un qualcosa e uno spazio, in questo abbiamo perso ordine, mente fin adesso riuscivamo a farlo rimanendo con una logica, stasera siamo stati meno bravi in questo" La partita l'avete fatta voi, sembravate in gestione... "Quando ti capitano l'1-0 quelle 4-5 palle, ma anche prima, che non la dai giusta, non scegli l'uomo giusto, la vai a portare verso la bandierina mentre c'è lo spazio per imbucare dentro, per mandarlo in porta, siamo due contro uno, ci si incasina la situazione". Perchè ci si incasina? "Manca un po' il riconoscere determinate situazioni, poi ci sono delle caratteristiche dentro i calciatori, poi si arriva lì, fuori di un centimetri, traversa, palo, addosso al portiere e via dicendo. Non si riesce ad avere quella lucidità, a fare quella scelta determinante nel momento determinante. Anzi, si gioca per la partita quando è in condizione di essere riconoscibile per tutti, quando comincia ad essere irriconoscibile per tanti e devi fare poi la scelta giusta, il comportamento importante, ti manca quello li, a volte succede" Onestamente cosa pensa del rigore? "E' rigore, perché è rigore, la tocca con la mano". Mister, ma non è più calcio così. "A me interessano altre cose, il mio è un lavoro differente. Questo è il motivo per cui si dice... si fa la partita di qua, si fa la partita di là, quando la fai di qua, quando sei a difenderti, ormai ci sono troppi di questi rischi. Ecco perchè dico, è meglio stare fuori dall'area. Questo è uno dei motivi. Vai a inciampare in queste situazioni che ti incasinano tutta la partita, te la ribaltano, la cosa più difficile per me è riuscire a far credere ai ragazzi domani quello che è realmente avvenuto in questa gara, quello che è il risultato della partita, quelli che saranno i commenti, i voti che prenderemo. Quello che diventa veramente difficile e fondamentale è riuscire a fargli riconoscere quelli che sono stati i reali comportamenti"
  8. Sono due i nuovi ingressi nella lista della Juventus per la fase a eliminazione diretta della Champions League, ovvero i nuovi prestiti Holm e Boga. I bianconeri nei playoff affronteranno il Galatasaray (andata in Turchia il 17 febbraio, ritorno a Torino il 25 febbraio). Ecco l’elenco. Portieri: Di Gregorio, Perin, Pinsoglio, Scaglia, Fuscaldo. Difensori: Kalulu, Holm, Bremer, Gatti, Kelly, Cambiaso, Cabal, Gil Puche, Martinez. Centrocampisti: Locatelli, Koopmeiners, Thuram, Conceiçao, Zhegrova, McKennie, Miretti, Adzic, Yildiz, Kostic, Boga. Attaccanti: David, Openda, Vlahovic
  9. La Juventus è stata eliminata ai quarti di finale in due edizioni di fila in Coppa Italia per la prima volta dal biennio 2009/10 e 2010/11 Il dato riportato da Opta su X
  10. Weston McKennie è stato intervistato da Dazn dopo il poker bianconero al Tardini. Le parole del centrocampista della Juventus: Mi devi raccontare le esultanze di oggi, i due balletti: una che vi presentavate con i compagni e l'altra era un balletto? "Non è un balletto, noi lavoriamo sulla barriera in allenamento, quando uno sposta la palla devi fare un passo così... è questo, è un po' per ridere". Mi dici una parola per descrivere Spalletti? "E' unico" Come mai? "Perchè nella mia carriera non ho mai avuto un allenatore così, fortissimo, un bell'allenatore anche sul gruppo, quindi sono felice. Penso anche Bremer sia felice, tutti siamo felici di lavorare con lui". E' la più bella Juventus in cui avete giocato? "Sì".
  11. Gleison Bremer ha commentato il successo della Juventus a Parma ai microfoni di DAZN. Le parole del difensore bianconero, autore di una doppietta questa sera: Dal 2019 sei il difensore che ha segnato più gol di testa in Europa. Da difensore che sensazioni provi? "Sì è una sensazione bellissima fare gol, soprattutto per me che sono stato un anno fermo, è stato un difficile, ora mi sento meglio, anche se si gioca ogni tre giorni la gamba risponde meglio e sono contento di fare gol per la squadra: ho sbloccato il match, dopo ho fatto il secondo gol, ma quello che conta è che abbiamo vinto". Spalletti cosa ha di speciale? "Lui ha tutto, è un allenatore molto forte, si vede da come ha preso la squadra, come giochiamo oggi, ora è cambiato tutto. Anche quando vinciamo lui cerca sempre di dire alla squadra di stare sul pezzo, è quello che stiamo cercando di fare, la squadra sta bene, però ci manca ancora qualcosa, lui lo sa, lo dice sempre, ma siamo sulla buona strada". E' la più bella Juventus in cui hai giocato? "Assolutamente, quello che è successo qui l'ho sentito solo quando c'era Motta all'inizio, però dopo mi sono fatto male. Ma Spalletti è arrivato con la sua mentalità e si vede che la squadra sta girando bene"
  12. Il difensore della Juventus Pierre Kalulu è intervenuto ai microfoni di DAZN dopo la bella vittoria di Parma. Le sue considerazioni: Sei la certezza di Spalletti, sempre in campo, sei il maratoneta di questa Juventus. L'ultimo difensore ad avere fatto tanti assist quanti ne hai fatti tu era Joao Cancelo nel 2019/18. I tuoi compagni dicevano che questa Juventus di Spalletti è la più bella tra quelle in cui hanno giocato. In questi dati c'è anche questa conferma? "(ride, ndr) Chi ha detto questa cosa?". Bremer e Mckennie... "Ok, ok, sì è vero che giochiamo bene, soprattutto i risultati vanno bene, quando giochi solo bene non è abbastanza dentro questo club. Sono molto contento, ci divetiamo sul campo", Spalletti ti ha ritagliato un ruolo ideale. "Hai ragione, perchè quello che mi piace di questa posizione è che la scelta è mia. Ovviamente ho direttive ogni partita, ma poi dipende da me, quando vedo lo spazio, quando voglio stare più basso, quando voglio stare alto, e questo ti obbliga a pensare in ogni momento della partita. Poi puoi sempre fare meglio a livello di scelte, ma più fai queste azioni più stai meglio sul campo. Questa libertà mi piace molto, poi a livello difensivo faccio anche il mio. Poi più giochi e più ti senti meglio, perchè ti puoi gestire durante la partita, puoi spingere quando gli altri sono un po' più stanchi. Allora è una posizione top". In che cosa è stato più bravo Spalletti? Sembrate più felici. "Penso soprattutto che quando siamo in campo ci sentiamo tutti a nostro agio, siamo dentro le nostre posizioni e possiamo dare il massimo delle nostre possibilità, poi c'è Johnny che va meglio degli altri, ma siamo tutti in delle posizioni che ci fanno esprimere al meglio il nostro calcio e questo penso faccia tutta la differenza. Anche a livello mentale abbiamo la nostra resposabilità se facciamo bene o meno, ovviamente c'è il video ogni giorno per vedere cosa va bene e cosa va male, allora si spinge sempre a dare molto di più". Vi attende un mese intenso... "Sarà un mese molto duro".
  13. Non solo Kolo Muani: la Juventus continua a lavorare anche per rinforzare la fascia destra e non molla la pista per Brooke Norton-Cuffy come raccontato nei giorni scorsi. Il club bianconero ha avuto un contatto con il Genoa, durante il quale ha proposto un prestito con obbligo di riscatto legato alla qualificazione alla prossima Champions League. Al momento, però, i rossoblù non hanno ancora dato la loro apertura a queste condizioni.
  14. Dopo la vittoria con il Benfica, Manuel Locatelli ha parlato a Sky Sport: Capello ti ha fatto i complimenti: 'Meritavi tu il premio di migliore in campo'. "Grazie mille mister". Ma ha avuto anche gli applausi dei tifosi? "Sì, sì, è stato un momento speciale per me, perché a volte non ho convinto solo Capello, non ho convinto neanche i tifosi, però sono molto felice per stasera, per quello che stiamo vivendo. Ti ringrazio veramente per i complimenti, per è stato un momento speciale per me stasera. Ripeto, mi sento bene, credo che siamo sulla strada giusta, stiamo giocando bene. Abbiamo un entusiasmo che dobbiamo portarci dietro e quindi bisogna continuare così". Partita complicata soprattutto prima del gol, eravate nervosi o c'era pressione da parte del Benfica? "Non credo, loro comunque sono una squadra forte, credo che hanno preparato bene perché erano chiusi. Anche nel primo tempo abbiamo avuto difficoltà nell'imbucare, loro ripartivano molto bene. Noi abbiamo forzato un po' di palle, forse oggi girava un po' piano, però siamo stati bravi anche all'inizio del secondo tempo quando abbiamo cominciato non tanto bene, ma siamo stati lì, siamo stati in partita. In quei momenti lì bisogna stare uniti, siamo stati bravi a non prendere gol, poi l'abbiamo fatto, ci siamo sbloccati anche dal punto di vista mentale e la partita è andata un po' in discesa, però credo che alla fine l'atteggiamento c'è stato e bisogna continuare così". I tuoi recuperi sono stati molto importanti? Avete dominato meno rispetto alle ultime gare? "Delle volte ci metto tutto il corpo, però credo che per non prendere gol si debba fare questo e anche altro. Per quanto riguarda quello che hai detto sul dominio, hai ragione, però c'è anche da dire la differenza che l'avversario è un avversario molto forte. Quando si gioca in Europa sicuramente cambia il livello, senza nulla togliere agli altri chiaramente, però anche loro avevano un'idea di giocare e di possesso palla. Però credo che alla fine, ti ripeto, siamo stati bravi nel momento di difficoltà a non prendere gol. Credo che abbiamo rischiato un po', ma poi dopo siamo stati in partita bene, eravamo bravi anche nelle regressione, anche se altrimenti avevamo preso un po' di contropiede, però eravamo in partita e credo che abbiamo avuto un buon atteggiamento e poi, quando abbiamo trovato il gol, la partita l'abbiamo sbloccata". Manuel Locatelli ha commentato il successo ilsuccesso sul Benfica ai microfoni di Prime Video. Le sue considerazioni: Sei sempre qui a commentare le sconfitte, ma fortunatamente stasera la partita ha preso la strada giusta. "Sì, hai detto bene, delle volte ho dovuto metterci la faccia ma questo è normale quando si hanno queste responsabilità, credo che il Capitano, chi è qui da più tempo, debba prendersele. Oggi finalmente c'è una bella vittoria in Champions League davanti ai nostri tifosi, Abbiamo giocato bene, nel secondo tempo meglio, eravamo più liberi di testa, quindi sicuramente siamo molto felici". Dopo il gol vi siete sbloccati. Nel primo tempo avete avuto grandi difficoltà, come mai? "Hai detto bene. Siamo stati bravi a restare in partita, dovevamo stare calmi e non prendere gol. Lel primo tempo loro nel primo tempo erano molto chiusi, provavamo a fare delle imbucate ma forzavamo un po' troppo, giravamo la palla in maniera lenta e questo facilitava il loro contropiede. Ma eravamo in partita, abbiamo avuto l'atteggiamento giusto, bene nei recuperi. Quando l’abbiamo sbloccata la partita è andata in discesa e siamo andati meglio”. (Domanda Cristiana Girelli, ndr) Hai fatto grandi recuperi, te lo meriti, ci hai sempre messo la faccia. Complimenti. "Grazie mille, rinnovo i complimenti a te per quello che stai facendo, perchè sei storia della Juventus e quindi è un piacere con te questi momenti". Ti sei beccato anche una bella standing ovation. "Sì, mi fa piacere, in questi anni ho avuto momenti difficili, ma io sono sempre lì, ci metto la faccia, il cuore, in allenamento, oggi è stato bellissimo ricevere questo dal pubblico che amo, dalla squadra che amo, quindi per me è una gioia doppia". Quanti meriti ci sono di Spalletti?“Al di là di tutto quello che si è detto, il mister mi ha parlato subito quando è arrivato qui e mi sono messo a disposizione: è un grande allenatore che ha tanto da darci. Dovevo fare meglio anche nell’anno che non sono andato all’Europeo, ora sono felice: sto bene, alla fine l’importante qui è vincere. I dati contano relativamente”
  15. Dopo la vittoria e il gol contro il Benfica, Khrephren Thuram ha parlato a Sky Sport: Il tuo gol ha sbloccato la partita in un momento difficile? "E' vero che abbiamo sofferto contro una grande squadra, hanno giocatori molto forti tecnicamente, e questo gol è arrivato al giusto momento per sbloccare un po' la partita e siamo contenti del risultato". I playoff sono acquisiti di fatto, difficile arrivare un po' più sopra, insomma, giocare adesso con Napoli e poi a Montecarlo dopo questa serata che tipo di stimoli vi dà? "E' sempre vincere le partite, è più facile quando vinci, però sappiamo che questo weekend giochiamo contro una grande squadra del Napoli, sarà difficile, però come l'ho detto sempre, quando sei alla Juve giochi sempre per vincere". Cosa vi ha detto Spalletti dopo il primo tempo? "No, niente di particolare, è sempre di stare concentrati, di giocare bene, di provare a perdere meno pallone e di essere più puliti tecnicamente, però ci ha dato fiducia durante la metà tempo. Hai ricevuto qualche messaggio per il gol? "No, non ho il mio telefono qui" Secondo te che ti scrive prima, papà, tuo fratello? "Mio fratello, papà è allo stadio. Penso che mi scrive mio fratello". Khephren Thuram è stato intervistatpo da Prime Video dopo il match vinto contro il Benfica. Le parole del centrocampista bianconero: Come hai spaccato la partita? C'è stato un prima e un dopo: nella tua testa è cambiato qualcosa? "Non lo so, provo sempre a dare il meglio per aiutare la squadra, oggi ho fatto gol, sicuro che quando fai gol dopo ti senti un po' meglio, Ma oggi abbiamo vinto ed è la cosa più importante" Prima del gol c'è stato un momento di forte difficoltà. Da dove nasceva? "Sì, è vero che quando siamo entrati nel secondo tempo era un po' difficile, ma sappiamo che con squadre così c'è sempre un momento difficile, non dobbiamo prendere gol, dobbiamo soffrire tutti insieme e l'abbiamo fatto bene". Cosa vi ha dato Spalletti in quel momento, sembra che abbia alzato il livello quando serviva. A voi cosa ha dato in campo? "Sì, è vero che lui mette molta energia a bordo campo, si sente, quando siamo in un momento di difficoltà fa bene, ma anche quando stiamo bene in campo è bene avere un allenatore che mette energia così" Il playoff di Champions che tipo di obiettivo era? "Sì, era un obiettivo molto importante, la Juventus deve sempre andare il più lontano possibile in Champions, oggi siamo nei playoff, no? Va bene". Sul lungo periodo l'obiettivo in Champions qual è? "Come ho detto sempre, quando giochi alla Juventus è sempre vincere, quando giochiamo la Champions ogni partita è da vincere e proviamo ad andare il più lontano possibile".
  16. "Mia personale opinione" (cit.)... Gennaio 2026 e ci stiamo affannando a cercare un attaccante perchè gli acquisti fatti in estate sono stati completamente sbagliati, David è tra i più pagati in rosa e per prenderlo abbiamo cacciato 12 milioni di commissioni (non pochi), Openda circa 45 milioni tra prestito e riscatto obbligatorio a condizioni ridicole e sta floppando. Entrambi non piacciono palesemente a Spalletti quindi stiamo facendo il giro delle sette chiese rischiando di spendere altri 35-40 milioni per Mateta che sarebbe l'ennesima scommessa rischiosa e costosa e che sembra tutto tranne che un attaccante adatto al calcio di oggi e alla Juve. L'alternativa è uno che ha appena perso la finale più assurda di sempre. Senza contare Vlahovic rotto fino a Marzo e che andrà via a zero. Tutto ciò quando in realtà l'attaccante ce l'avevamo già. Ovviamente parlo di Kolo Muani, che da noi si era ambientato subito, rendeva alla grande ed è almeno due categorie sopra quelli che abbiamo e quelli che stiamo trattando. Non riscattato perchè Comolli si è messo a giocare a chi è più forte col PSG. E ora si rischia di spendere anche di più di quanto serviva per Randal. In una mossa ci siamo rovinati da soli e abbiamo rovinato anche lui che al Tottenham non si è ambientato e sta facendo fatica. L'unico rimedio a questa situazione mi sembra proprio quello di andare a prendere Kolo Muani (magari non ora, non so se è possibile)...
  17. Se il Manchester United dovesse aprire alla partenza di Joshua Zirkzee anche la Juventus valuterebbe il suo profilo. Continua infatti la ricerca dei bianconeri di un attaccante e si pensa anche al classe 2001 se non si dovesse raggiungere l’accordo per Mateta. Nelle ultime ore, come già detto, ci sono stati contatti e c’è una trattiva avviata con Crystal Palace e agenti del classe ’97. Ma si valuta anche una soluzione diversa come caratteristiche sempre pescando però dalla Premier League. Per quanto riguarda l’operazione per Mateta con il Crystal Palace si farebbe un prestito con obbligo sicuro. La Juventus quindi sta sondando anche la possibilità di Zirkzee. Bisognerà poi capire la Roma se deciderà di provarci ancora oppure no dopo questo possibile inserimento dei bianconeri. Nella lista della Juventus si aggiunge sullo sfondo anche En-Nesyri del Fenerbahce sul quale si è mosso anche il Napoli di Antonio Conte GDM
  18. Gli occhi basterebbero per capire la differenza della Juventus con o senza Gleison Bremer ma ci sono dei dati che confermano quanto il difensore brasiliano sia fondamentale per i bianconeri. Non è questione solo di qualità individuale ma dell'impatto che ha su tutto il reparto arretrato e in generale la squadra, che può assumere un atteggiamento differente in campo se sa di avere alle spalle Bremer che protegge "tutti". La Juventus non perde con il brasiliano in campo da 21 mesi; ovviamente nel mezzo c'è stata la lunga assenza per infortunio ma comunque la striscia di imbattibilità è importante. Considerando la parte finale della stagione 2023/2024, le prime gare del 2024/2025 e la stagione in corso, la Juventus non perde con Bremer in campo (titolare o subentrato dalla panchina) da ben 23 partite. Per risalire all'ultima sconfitta dei bianconeri con Bremer bisogna andare al 23 aprile 2024, quando la squadra allora allenata da Massimiliano Allegri perse 2-1 contro la Lazio nel ritorno della semifinale di Coppa Italia. Una sconfitta che però fu indolore perché la Juventus grazie al successo dell'andata si qualificò comunque in finale vincendo poi contro l'Atalanta. In campionato invece, l'ultimo ko era stato qualche settimana prima, sempre con la Lazio all'Olimpico, con i bianconeri sconfitti per 1-0. Adesso la Juventus può finalmente contare di nuovo su un Bremer in ottime condizioni e capace di giocare con continuità. Ha disputato per intero le ultime tre partite di campionato. E in generale, da quando è rientrato dall'ultimo infortunio al menisco, la squadra di Spalletti vola; quattro vittorie ed un pareggio, due goal subiti ma solo uno con il brasiliano in campo (contro il Lecce). Fondamentale sarà per Spalletti riuscire ad averlo con continuità per tutta la stagione e per questo, nonostante ormai sia tornato in forma e in condizioni ottimali, anche Bremer avrà bisogno di essere gestito ogni tanto. Presto ripartirà anche la Champions League mentre lunedì i bianconeri ospiteranno la Cremonese; considerando però gli infortuni in difesa, è probabile che Bremer sia confermato al centro del reparto, considerando comunque come sarà passata quasi una settimana dalla gara precedente e poi la Juve tornerà in campo cinque giorni dopo. Il bianconero
  19. Luciano Spalletti e la Juventus, un matrimonio che si sta consolidando. Arrivato a Torino a fine ottobre, l’allenatore ha rimesso ordine e idee in un contesto che ne aveva urgente bisogno. A distanza di settimane, il club guarda al lavoro svolto con soddisfazione crescente: la squadra è risalita nella corsa Champions, ha dato segnali concreti anche in Europa e ha proseguito il proprio cammino in Coppa Italia. In società, inoltre, viene apprezzato anche il modo in cui il tecnico si è presentato e ha comunicato: equilibrio, lucidità e personalità. E così, inevitabilmente, prende forma il tema del futuro. Non c’è fretta di definire il rinnovo, ma il percorso intrapreso ha già messo fondamenta robuste per continuare insieme. EVOLUZIONE OGGETTIVA Spalletti si è calato in un contesto che chiedeva una svolta e, soprattutto, ordine. La Juve veniva da settimane turbolente, con identità sfocata e classifica in salita. L’ex c.t. ha rimesso subito al centro un’idea chiara: lucidità, cultura del lavoro e ambizione. E alla Continassa la sensazione è una sola: scelta centrata. La dirigenza ne apprezza l’impatto, la lettura dell’ambiente e la capacità di riallineare tutti, senza proclami e con la concretezza di chi sa esattamente dove intervenire. FIDUCIA E STIMA Alla Continassa c’è fiducia in Spalletti e non è una frase di circostanza. E’ una fiducia che nasce dall’esperienza, perché ha attraversato pressioni, spogliatoi complessi, piazze esigenti e momenti delicati. Costruendosi un bagaglio che oggi torna prezioso alla Juventus. Il club ne apprezza le conoscenze, la capacità di dare un’identità alla squadra e di trasmettere concetti chiari. Conta anche la gestione quotidiana, il saper tenere la barra dritta quando serve e, allo stesso tempo, accompagnare il gruppo con sensibilità nei passaggi più delicati. In sintesi, Spalletti non è soltanto un tecnico preparato, ma un allenatore completo, con qualità riconosciute e spendibili ad altissimo livello. LA SVOLTA Il punto chiave, inevitabilmente, è il percorso della Juve. Da quando Spalletti è approdato sotto la Mole, i bianconeri hanno risollevato la situazione in campionato, sono in linea con l’obiettivo playoff Champions e hanno staccato il pass per il turno successivo anche in Coppa Italia. Con lui la squadra ha ritrovato continuità, ha limitato i passaggi a vuoto e ha dato un taglio diverso alle partite, con più attenzione e solidità. E’ cambiata la percezione: non più una Juve che rincorre e si disunisce, ma un gruppo che sa cosa vuole fare e come arrivarci. Anche quando arrivano risultati meno favorevoli, spesso condizionati da episodi o sfortuna, emerge una struttura riconoscibile e una maggiore capacità di restare dentro la partita senza perdere la testa. IL VALORE DELLA COMUNICAZIONE Un capitolo importante riguarda il lato comunicativo, spesso sottovalutato ma decisivo in un club come la Juve. La società è molto contenta delle dichiarazioni: Spalletti ha un modo di porsi che tutela il gruppo e al tempo stesso non scappa dalle responsabilità. E’ diretto, coerente e credibile. Quando c’è da difendere la squadra lo fa, quando c’è da mandare un messaggio lo manda, senza trasformare ogni conferenza in un caso. E questo, internamente, viene considerato un elemento di stabilità. Perché in una stagione piena di rumore la Juve aveva bisogno anche di un condottiero capace di guidare la narrazione. L’OPZIONE A FAVORE DEL CLUB Sul piano contrattuale, la Juve ha un’opzione a proprio favore per rinnovare il contratto di Spalletti a giugno. Non c’è un obbligo automatico legato alla qualificazione Champions: quindi, formalmente, non esiste un vincolo che scatti al raggiungimento dell’obiettivo. Ma il punto, oggi, è un altro: le parti sono molto soddisfatte di questo matrimonio. La Juve apprezza il lavoro e l’impatto, Spalletti si sente al centro del progetto e percepisce fiducia reale. L’opzione, in questo scenario è uno strumento che rende naturale la sempre più probabile prosecuzione. Il bianconero
  20. Pierre Kalulu ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la gara contro il Pisa: È stata una partita molto difficile... "È vero che non era un goal bellissimo, è un goal che fa molto bene, È molto importante. Poi, quando le partite sono difficili come quella di oggi, io penso che nel calcio non ci sia mai fortuna, ma c'è sempre l'impegno che paga. Dobbiamo migliorare certe cose, ma stiamo bene". La Juventus adesso è molto in alto in classifica... "È vero che con questa vittoria siamo comunque messi bene. Adesso dobbiamo solo andare a casa a riposare bene e goderci questa domenica tranquillissima e poi avremo il tempo per pensare al resto". Pierre Kalulu, l'uomo che ha stappato la sfida dell'Arena Garibaldi, ha commentato la vittoria della sua Juventus ai microfoni di DAZN. Le parole del difensore bianconero: Hai sistemato una situazione che si stava facendo bella complicata... "E vero che è sempre una partita complicata, ancora di più a dicembre, su un campo difficile da giocare. Queste partite devi comunque vincerle così perchè sono le partite che non si ricordano tanti, ma sono comunque tre punti molti importanti, fa bene anche me personalmente, andiamo bene avanti". La conferma che la Juve sa anche soffrire? "Sì, queste partite sono molto importanti a livello caratteriale per la squadra, così abbiamo tutti la consapevolelzza di sapere quanto è difficile, ma possiamo anche vincere. Sappiamo soffrire, ma abbiamo le qualità davanti per fare paura anche se subiamo".
  21. Kenan Yildiz ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la gara contro il Pisa: Cosa vi lascia questa vittoria dopo una partita così? "Questa vittoria è importante per noi. Perché adesso abbiamo altre tre partite in cui dobbiamo vincere al 100%. Dobbiamo dare il 100% in allenamento. Oggi è stato molto molto importante, abbiamo visto il primo tempo dove è stato molto difficile giocare con loro. Lauren ha fatto un buon primo tempo e nel secondo tempo abbiamo fatto molto bene. Sono molto contento per la squadra e anche per Pierre che ha fatto una grande partita". Come mai avete faticato nel primo tempo? "Il Pisa come ha detto è stato bravo ma una partita dura 90 minuti. I primi 45 minuti non abbiamo fatto bene, ma nel secondo tempo abbiamo avuto un buon atteggiamento, un po' di aggressività e abbiamo fatto un buon secondo tempo". Kenan Yildiz, autore del secondo gol bianconero all'Arena Garibaldi, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per commentare il successo sul Pisa. Le sue parole: Abbraccio molto bello con Spalletti al momento del cambio. Voleva toglierti ma ti ha tenuto quel minuto in più in campo, decisivo. "Sono stato fortunato che la palla non è uscita prima, ho fatto il gol, il mio gol più facile, posso dirlo. Lui è un grande allenatore, sono contento con lui. Lui spinge con me un po', ma mi piace". Era tutta la partita che diceva, 'dai Kenan, batti meglio gli angoli, stai più dentro il campo'. Lui conta tantissimo su di te. "Certo, mi piace questa, perchè mi deve spingere tutte le partite, non so come spiegarlo,va benissimo se mi urla, perchè so di essere un giocatore importante per la Juventus, io ho il carattere per sopportare quelle urla, mi piace che mi sproni".
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