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Sergione

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  1. Manuel Locatelli ha commentato il successo ilsuccesso sul Benfica ai microfoni di Prime Video. Le sue considerazioni: Sei sempre qui a commentare le sconfitte, ma fortunatamente stasera la partita ha preso la strada giusta. "Sì, hai detto bene, delle volte ho dovuto metterci la faccia ma questo è normale quando si hanno queste responsabilità, credo che il Capitano, chi è qui da più tempo, debba prendersele. Oggi finalmente c'è una bella vittoria in Champions League davanti ai nostri tifosi, Abbiamo giocato bene, nel secondo tempo meglio, eravamo più liberi di testa, quindi sicuramente siamo molto felici". Dopo il gol vi siete sbloccati. Nel primo tempo avete avuto grandi difficoltà, come mai? "Hai detto bene. Siamo stati bravi a restare in partita, dovevamo stare calmi e non prendere gol. Lel primo tempo loro nel primo tempo erano molto chiusi, provavamo a fare delle imbucate ma forzavamo un po' troppo, giravamo la palla in maniera lenta e questo facilitava il loro contropiede. Ma eravamo in partita, abbiamo avuto l'atteggiamento giusto, bene nei recuperi. Quando l’abbiamo sbloccata la partita è andata in discesa e siamo andati meglio”. (Domanda Cristiana Girelli, ndr) Hai fatto grandi recuperi, te lo meriti, ci hai sempre messo la faccia. Complimenti. "Grazie mille, rinnovo i complimenti a te per quello che stai facendo, perchè sei storia della Juventus e quindi è un piacere con te questi momenti". Ti sei beccato anche una bella standing ovation. "Sì, mi fa piacere, in questi anni ho avuto momenti difficili, ma io sono sempre lì, ci metto la faccia, il cuore, in allenamento, oggi è stato bellissimo ricevere questo dal pubblico che amo, dalla squadra che amo, quindi per me è una gioia doppia". Quanti meriti ci sono di Spalletti?“Al di là di tutto quello che si è detto, il mister mi ha parlato subito quando è arrivato qui e mi sono messo a disposizione: è un grande allenatore che ha tanto da darci. Dovevo fare meglio anche nell’anno che non sono andato all’Europeo, ora sono felice: sto bene, alla fine l’importante qui è vincere. I dati contano relativamente” Dopo la vittoriacon il Benfica, Manuel Locatelli ha parlato a Sky Sport: "Capello ti ha fatto i complimenti: 'Meritavi tu il premio di migliore in campo'. Grazie mille mister". Ma ha avuto anche gli applausi dei tifosi? "Sì, sì, è stato un momento speciale per me, perché a volte non ho convinto solo Capello, non ho convinto neanche i tifosi, però sono molto felice per stasera, per quello che stiamo vivendo. Ti ringrazio veramente per i complimenti, per è stato un momento speciale per me stasera. Ripeto, mi sento bene, credo che siamo sulla strada giusta, stiamo giocando bene. Abbiamo un entusiasmo che dobbiamo portarci dietro e quindi bisogna continuare così". Partita complicata soprattutto prima del gol, eravate nervosi o c'era pressione da parte del Benfica? "Non credo, loro comunque sono una squadra forte, credo che hanno preparato bene perché erano chiusi. Anche nel primo tempo abbiamo avuto difficoltà nell'imbucare, loro ripartivano molto bene. Noi abbiamo forzato un po' di palle, forse oggi girava un po' piano, però siamo stati bravi anche all'inizio del secondo tempo quando abbiamo cominciato non tanto bene, ma siamo stati lì, siamo stati in partita. In quei momenti lì bisogna stare uniti, siamo stati bravi a non prendere gol, poi l'abbiamo fatto, ci siamo sbloccati anche dal punto di vista mentale e la partita è andata un po' in discesa, però credo che alla fine l'atteggiamento c'è stato e bisogna continuare così". I tuoi recuperi sono stati molto importanti? Avete dominato meno rispetto alle ultime gare? "Delle volte ci metto tutto il corpo, però credo che per non prendere gol si debba fare questo e anche altro. Per quanto riguarda quello che hai detto sul dominio, hai ragione, però c'è anche da dire la differenza che l'avversario è un avversario molto forte. Quando si gioca in Europa sicuramente cambia il livello, senza nulla togliere agli altri chiaramente, però anche loro avevano un'idea di giocare e di possesso palla. Però credo che alla fine, ti ripeto, siamo stati bravi nel momento di difficoltà a non prendere gol. Credo che abbiamo rischiato un po', ma poi dopo siamo stati in partita bene, eravamo bravi anche nelle regressione, anche se altrimenti avevamo preso un po' di contropiede, però eravamo in partita e credo che abbiamo avuto un buon atteggiamento e poi, quando abbiamo trovato il gol, la partita l'abbiamo sbloccata".
  2. "Mia personale opinione" (cit.)... Gennaio 2026 e ci stiamo affannando a cercare un attaccante perchè gli acquisti fatti in estate sono stati completamente sbagliati, David è tra i più pagati in rosa e per prenderlo abbiamo cacciato 12 milioni di commissioni (non pochi), Openda circa 45 milioni tra prestito e riscatto obbligatorio a condizioni ridicole e sta floppando. Entrambi non piacciono palesemente a Spalletti quindi stiamo facendo il giro delle sette chiese rischiando di spendere altri 35-40 milioni per Mateta che sarebbe l'ennesima scommessa rischiosa e costosa e che sembra tutto tranne che un attaccante adatto al calcio di oggi e alla Juve. L'alternativa è uno che ha appena perso la finale più assurda di sempre. Senza contare Vlahovic rotto fino a Marzo e che andrà via a zero. Tutto ciò quando in realtà l'attaccante ce l'avevamo già. Ovviamente parlo di Kolo Muani, che da noi si era ambientato subito, rendeva alla grande ed è almeno due categorie sopra quelli che abbiamo e quelli che stiamo trattando. Non riscattato perchè Comolli si è messo a giocare a chi è più forte col PSG. E ora si rischia di spendere anche di più di quanto serviva per Randal. In una mossa ci siamo rovinati da soli e abbiamo rovinato anche lui che al Tottenham non si è ambientato e sta facendo fatica. L'unico rimedio a questa situazione mi sembra proprio quello di andare a prendere Kolo Muani (magari non ora, non so se è possibile)...
  3. Khephren Thuram è statpo intervistatpo da Prime Video dopo il match vinto contro il Benfica. Le parole del centrocampista bianconero: Come hai spaccato la partita? C'è stato un prima e un dopo: nella tua testa è cambiato qualcosa? "Non lo so, provo sempre a dare il meglio per aiutare la squadra, oggi ho fatto gol, sicuro che quando fai gol dopo ti senti un po' meglio, Ma oggi abbiamo vinto ed è la cosa più importante" Prima del gol c'è stato un momento di forte difficoltà. Da dove nasceva? "Sì, è vero che quando siamo entrati nel secondo tempo era un po' difficile, ma sappiamo che con squadre così c'è sempre un momento difficile, non dobbiamo prendere gol, dobbiamo soffrire tutti insieme e l'abbiamo fatto bene". Cosa vi ha dato Spalletti in quel momento, sembra che abbia alzato il livello quando serviva. A voi cosa ha dato in campo? "Sì, è vero che lui mette molta energia a bordo campo, si sente, quando siamo in un momento di difficoltà fa bene, ma anche quando stiamo bene in campo è bene avere un allenatore che mette energia così" Il playoff di Champions che tipo di obiettivo era? "Sì, era un obiettivo molto importante, la Juventus deve sempre andare il più lontano possibile in Champions, oggi siamo nei playoff, no? Va bene". Sul lungo periodo l'obiettivo in Champions qual è? "Come ho detto sempre, quando giochi alla Juventus è sempre vincere, quando giochiamo la Champions ogni partita è da vincere e proviamo ad andare il più lontano possibile". Dopo la vittoria e il gol contro il Benfica, Khrephren Thuram ha parlato a Sky Sport: Il tuo gol ha sbloccato la partita in un momento difficile? "E' vero che abbiamo sofferto contro una grande squadra, hanno giocatori molto forti tecnicamente, e questo gol è arrivato al giusto momento per sbloccare un po' la partita e siamo contenti del risultato". I playoff sono acquisiti di fatto, difficile arrivare un po' più sopra, insomma, giocare adesso con Napoli e poi a Montecarlo dopo questa serata che tipo di stimoli vi dà? "E' sempre vincere le partite, è più facile quando vinci, però sappiamo che questo weekend giochiamo contro una grande squadra del Napoli, sarà difficile, però come l'ho detto sempre, quando sei alla Juve giochi sempre per vincere". Cosa vi ha detto Spalletti dopo il primo tempo? "No, niente di particolare, è sempre di stare concentrati, di giocare bene, di provare a perdere meno pallone e di essere più puliti tecnicamente, però ci ha dato fiducia durante la metà tempo. Hai ricevuto qualche messaggio per il gol? "No, non ho il mio telefono qui" Secondo te che ti scrive prima, papà, tuo fratello? "Mio fratello, papà è allo stadio. Penso che mi scrive mio fratello".
  4. Se il Manchester United dovesse aprire alla partenza di Joshua Zirkzee anche la Juventus valuterebbe il suo profilo. Continua infatti la ricerca dei bianconeri di un attaccante e si pensa anche al classe 2001 se non si dovesse raggiungere l’accordo per Mateta. Nelle ultime ore, come già detto, ci sono stati contatti e c’è una trattiva avviata con Crystal Palace e agenti del classe ’97. Ma si valuta anche una soluzione diversa come caratteristiche sempre pescando però dalla Premier League. Per quanto riguarda l’operazione per Mateta con il Crystal Palace si farebbe un prestito con obbligo sicuro. La Juventus quindi sta sondando anche la possibilità di Zirkzee. Bisognerà poi capire la Roma se deciderà di provarci ancora oppure no dopo questo possibile inserimento dei bianconeri. Nella lista della Juventus si aggiunge sullo sfondo anche En-Nesyri del Fenerbahce sul quale si è mosso anche il Napoli di Antonio Conte GDM
  5. Sergione

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Ma non parla di scambio, parla di discorsi che coinvolgono più giocatori...poi ovvio ok non dare per buona la GDS ma qui si commenta come oro colato chi 3 giorni fa ha annunciato la chiusura per quello del Celta che mi pare sia ovunque tranne che alla Continassa
  6. Gli occhi basterebbero per capire la differenza della Juventus con o senza Gleison Bremer ma ci sono dei dati che confermano quanto il difensore brasiliano sia fondamentale per i bianconeri. Non è questione solo di qualità individuale ma dell'impatto che ha su tutto il reparto arretrato e in generale la squadra, che può assumere un atteggiamento differente in campo se sa di avere alle spalle Bremer che protegge "tutti". La Juventus non perde con il brasiliano in campo da 21 mesi; ovviamente nel mezzo c'è stata la lunga assenza per infortunio ma comunque la striscia di imbattibilità è importante. Considerando la parte finale della stagione 2023/2024, le prime gare del 2024/2025 e la stagione in corso, la Juventus non perde con Bremer in campo (titolare o subentrato dalla panchina) da ben 23 partite. Per risalire all'ultima sconfitta dei bianconeri con Bremer bisogna andare al 23 aprile 2024, quando la squadra allora allenata da Massimiliano Allegri perse 2-1 contro la Lazio nel ritorno della semifinale di Coppa Italia. Una sconfitta che però fu indolore perché la Juventus grazie al successo dell'andata si qualificò comunque in finale vincendo poi contro l'Atalanta. In campionato invece, l'ultimo ko era stato qualche settimana prima, sempre con la Lazio all'Olimpico, con i bianconeri sconfitti per 1-0. Adesso la Juventus può finalmente contare di nuovo su un Bremer in ottime condizioni e capace di giocare con continuità. Ha disputato per intero le ultime tre partite di campionato. E in generale, da quando è rientrato dall'ultimo infortunio al menisco, la squadra di Spalletti vola; quattro vittorie ed un pareggio, due goal subiti ma solo uno con il brasiliano in campo (contro il Lecce). Fondamentale sarà per Spalletti riuscire ad averlo con continuità per tutta la stagione e per questo, nonostante ormai sia tornato in forma e in condizioni ottimali, anche Bremer avrà bisogno di essere gestito ogni tanto. Presto ripartirà anche la Champions League mentre lunedì i bianconeri ospiteranno la Cremonese; considerando però gli infortuni in difesa, è probabile che Bremer sia confermato al centro del reparto, considerando comunque come sarà passata quasi una settimana dalla gara precedente e poi la Juve tornerà in campo cinque giorni dopo. Il bianconero
  7. Luciano Spalletti e la Juventus, un matrimonio che si sta consolidando. Arrivato a Torino a fine ottobre, l’allenatore ha rimesso ordine e idee in un contesto che ne aveva urgente bisogno. A distanza di settimane, il club guarda al lavoro svolto con soddisfazione crescente: la squadra è risalita nella corsa Champions, ha dato segnali concreti anche in Europa e ha proseguito il proprio cammino in Coppa Italia. In società, inoltre, viene apprezzato anche il modo in cui il tecnico si è presentato e ha comunicato: equilibrio, lucidità e personalità. E così, inevitabilmente, prende forma il tema del futuro. Non c’è fretta di definire il rinnovo, ma il percorso intrapreso ha già messo fondamenta robuste per continuare insieme. EVOLUZIONE OGGETTIVA Spalletti si è calato in un contesto che chiedeva una svolta e, soprattutto, ordine. La Juve veniva da settimane turbolente, con identità sfocata e classifica in salita. L’ex c.t. ha rimesso subito al centro un’idea chiara: lucidità, cultura del lavoro e ambizione. E alla Continassa la sensazione è una sola: scelta centrata. La dirigenza ne apprezza l’impatto, la lettura dell’ambiente e la capacità di riallineare tutti, senza proclami e con la concretezza di chi sa esattamente dove intervenire. FIDUCIA E STIMA Alla Continassa c’è fiducia in Spalletti e non è una frase di circostanza. E’ una fiducia che nasce dall’esperienza, perché ha attraversato pressioni, spogliatoi complessi, piazze esigenti e momenti delicati. Costruendosi un bagaglio che oggi torna prezioso alla Juventus. Il club ne apprezza le conoscenze, la capacità di dare un’identità alla squadra e di trasmettere concetti chiari. Conta anche la gestione quotidiana, il saper tenere la barra dritta quando serve e, allo stesso tempo, accompagnare il gruppo con sensibilità nei passaggi più delicati. In sintesi, Spalletti non è soltanto un tecnico preparato, ma un allenatore completo, con qualità riconosciute e spendibili ad altissimo livello. LA SVOLTA Il punto chiave, inevitabilmente, è il percorso della Juve. Da quando Spalletti è approdato sotto la Mole, i bianconeri hanno risollevato la situazione in campionato, sono in linea con l’obiettivo playoff Champions e hanno staccato il pass per il turno successivo anche in Coppa Italia. Con lui la squadra ha ritrovato continuità, ha limitato i passaggi a vuoto e ha dato un taglio diverso alle partite, con più attenzione e solidità. E’ cambiata la percezione: non più una Juve che rincorre e si disunisce, ma un gruppo che sa cosa vuole fare e come arrivarci. Anche quando arrivano risultati meno favorevoli, spesso condizionati da episodi o sfortuna, emerge una struttura riconoscibile e una maggiore capacità di restare dentro la partita senza perdere la testa. IL VALORE DELLA COMUNICAZIONE Un capitolo importante riguarda il lato comunicativo, spesso sottovalutato ma decisivo in un club come la Juve. La società è molto contenta delle dichiarazioni: Spalletti ha un modo di porsi che tutela il gruppo e al tempo stesso non scappa dalle responsabilità. E’ diretto, coerente e credibile. Quando c’è da difendere la squadra lo fa, quando c’è da mandare un messaggio lo manda, senza trasformare ogni conferenza in un caso. E questo, internamente, viene considerato un elemento di stabilità. Perché in una stagione piena di rumore la Juve aveva bisogno anche di un condottiero capace di guidare la narrazione. L’OPZIONE A FAVORE DEL CLUB Sul piano contrattuale, la Juve ha un’opzione a proprio favore per rinnovare il contratto di Spalletti a giugno. Non c’è un obbligo automatico legato alla qualificazione Champions: quindi, formalmente, non esiste un vincolo che scatti al raggiungimento dell’obiettivo. Ma il punto, oggi, è un altro: le parti sono molto soddisfatte di questo matrimonio. La Juve apprezza il lavoro e l’impatto, Spalletti si sente al centro del progetto e percepisce fiducia reale. L’opzione, in questo scenario è uno strumento che rende naturale la sempre più probabile prosecuzione. Il bianconero
  8. Pierre Kalulu ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la gara contro il Pisa: È stata una partita molto difficile... "È vero che non era un goal bellissimo, è un goal che fa molto bene, È molto importante. Poi, quando le partite sono difficili come quella di oggi, io penso che nel calcio non ci sia mai fortuna, ma c'è sempre l'impegno che paga. Dobbiamo migliorare certe cose, ma stiamo bene". La Juventus adesso è molto in alto in classifica... "È vero che con questa vittoria siamo comunque messi bene. Adesso dobbiamo solo andare a casa a riposare bene e goderci questa domenica tranquillissima e poi avremo il tempo per pensare al resto". Pierre Kalulu, l'uomo che ha stappato la sfida dell'Arena Garibaldi, ha commentato la vittoria della sua Juventus ai microfoni di DAZN. Le parole del difensore bianconero: Hai sistemato una situazione che si stava facendo bella complicata... "E vero che è sempre una partita complicata, ancora di più a dicembre, su un campo difficile da giocare. Queste partite devi comunque vincerle così perchè sono le partite che non si ricordano tanti, ma sono comunque tre punti molti importanti, fa bene anche me personalmente, andiamo bene avanti". La conferma che la Juve sa anche soffrire? "Sì, queste partite sono molto importanti a livello caratteriale per la squadra, così abbiamo tutti la consapevolelzza di sapere quanto è difficile, ma possiamo anche vincere. Sappiamo soffrire, ma abbiamo le qualità davanti per fare paura anche se subiamo".
  9. Kenan Yildiz ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la gara contro il Pisa: Cosa vi lascia questa vittoria dopo una partita così? "Questa vittoria è importante per noi. Perché adesso abbiamo altre tre partite in cui dobbiamo vincere al 100%. Dobbiamo dare il 100% in allenamento. Oggi è stato molto molto importante, abbiamo visto il primo tempo dove è stato molto difficile giocare con loro. Lauren ha fatto un buon primo tempo e nel secondo tempo abbiamo fatto molto bene. Sono molto contento per la squadra e anche per Pierre che ha fatto una grande partita". Come mai avete faticato nel primo tempo? "Il Pisa come ha detto è stato bravo ma una partita dura 90 minuti. I primi 45 minuti non abbiamo fatto bene, ma nel secondo tempo abbiamo avuto un buon atteggiamento, un po' di aggressività e abbiamo fatto un buon secondo tempo". Kenan Yildiz, autore del secondo gol bianconero all'Arena Garibaldi, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per commentare il successo sul Pisa. Le sue parole: Abbraccio molto bello con Spalletti al momento del cambio. Voleva toglierti ma ti ha tenuto quel minuto in più in campo, decisivo. "Sono stato fortunato che la palla non è uscita prima, ho fatto il gol, il mio gol più facile, posso dirlo. Lui è un grande allenatore, sono contento con lui. Lui spinge con me un po', ma mi piace". Era tutta la partita che diceva, 'dai Kenan, batti meglio gli angoli, stai più dentro il campo'. Lui conta tantissimo su di te. "Certo, mi piace questa, perchè mi deve spingere tutte le partite, non so come spiegarlo,va benissimo se mi urla, perchè so di essere un giocatore importante per la Juventus, io ho il carattere per sopportare quelle urla, mi piace che mi sproni".
  10. L'edizione odierna di Repubblica titola così stamattina: "Ricci alla Juve, Gatti al Milan. Gennaio è il mese degli scambi". I rossoneri sono alla ricerca di un difensore e Max Allegri vorrebbe Federico Gatti, giocatore della Juventus che può giocare in tutti e tre i ruoli della difesa. Un tentativo verrà fatto e non è da escludere che i bianconeri, che stanno cercando un regista, propongano uno scambio con Samuele Ricci. Arrivato a Milanello in estate dal Torino per 25 milioni di euro, l'ex centrocampista granata sta faticando a trovare spazio nella mediana milanista dove i titolarissimi sono Fofana, Modric e Rabiot
  11. «Se qualcuno vuole vendere, secondo le regole di mercato, noi possiamo comprare e non ritiriamo l’offerta», ha spiegato il manager del colosso delle stablecoin. «Riteniamo che la Juventus possa fare molto meglio e vorremmo contribuire a un cambiamento positivo, anche senza necessariamente controllarla interamente». Lo ha detto il CEO di Tether Paolo Ardoino, in una intervista rilasciata al quotidiano svizzero Il Corriere del Ticino. «Io e Giancarlo Devasini siamo grandi tifosi della Juventus, ma crediamo anche che oggi abbia un enorme potenziale inespresso: 200 milioni di fan nel mondo, molti nei mercati emergenti che noi serviamo con Tether – ha aggiunto -. Possiamo aiutare il club a interagire meglio con questi fan e portare tecnologie avanzate, al pari dei grandi big della tecnologia, dall’intelligenza artificiale all’analisi delle performance. Se qualcuno vuole vendere, secondo le regole di mercato – la Juventus è una società quotata in Borsa – noi possiamo comprare e non ritiriamo l’offerta. Riteniamo che la Juventus possa fare molto meglio e vorremmo contribuire a un cambiamento positivo, anche senza necessariamente controllarla interamente». Calcio e Finanza
  12. McKennie ha parlato a margine di un evento all’oratorio Salesiano Michele Ru, le parole riprese da Tuttojuve: “E’ un grande momento per me, per la mia famiglia, per la gente in America, per tutti. Soprattutto per me, sono molto felice alla Juventus che è un grande club. È difficile stare qua e fare 200 presenze, però l’ho fatto, meno male. Speriamo di fare altro pezzetto. Rinnovo? Non lo so, io lascio fare questo al mio agente, lui parla con me. Però speriamo rimanere qua. Spalletti? E’ sempre bene quando il tuo allenatore parla bene da te. Io sono sempre disponibile per la mia squadra, per l’allenatore e per la mia squadra. Sì, speriamo che quest’anno vada bene”.
  13. Juventus-Roma sarà un crocevia importantissimo per la stagione di entrambe le squadre. I padroni di casa dovranno dare seguito ai tre punti ottenuti a Bologna per continuare nella rincorsa europea, mentre i giallorossi (approfittando della Supercoppa) proveranno ad agganciare l'Inter in testa alla classifica. Gasperini questa estate era tra i nomi caldi per prendere il posto di Tudor sulla panchina dei bianconeri, ma alla fine l'ex Atalanta ha scelto la Roma: "Qui la sfida era più difficile. Sono contento di quello che poi è cominciato. La Juventus rimane una grandissima squadra, sicuramente forte, che ha sempre la possibilità di continuare a rinforzarsi", ha dichiarato in conferenza stampa Sportmediaset
  14. Nessuna intenzione di disimpegnarsi dalla Juve, ritenuto da sempre un gioiello di famiglia. Dal quartier generale di Exor, la holding della famiglia Agnelli, arriva una secca smentita rispetto alle ultime indiscrezioni circolate: "Non sono in corso negoziazioni riguardanti la vendita di una quota della Juventus", il chiarimento di un portavoce del maggior azionista del club bianconero, al fine di annullare "categoricamente recenti rumors di stampa". GdS Il principe ereditario Mohammed Bin Salman sarebbe pronto a investire nella Juventus. L’indiscrezione arriva dal quotidiano “Domani”, che sta seguendo da vicino le trattative per la cessione del gruppo editoriale Gedi all’imprenditore greco Theo Kyriakou. Per il momento i rumor non scaldano il titolo della Juve, che a Piazza Affari cede lo 0,7%. BIN SALMAN INTERESSATO ALLA JUVENTUS? Il quotidiano cita “fonti a conoscenza del dossier” la famiglia Elkann starebbe cercando di alleggerire il peso della Juventus nella holding di famiglia Exor. Tra i possibili compratori ci sarebbe, appunto, il principe saudita. Voci che, secondo il quotidiano, troverebbero conferma anche dal fatto che il fondo sovrano dell’Arabia Saudita (Pif) possiede una quota di minoranza di Antenna, il gruppo greco che sta trattando l’acquisizione delle testate di Gedi. GLI INVESTIMENTI DI PIF NEL CALCIO L’interesse dell’Arabia Saudita per il calcio è noto ed è parte del progetto Vision 2030, pensato per aprire il Paese al mondo e superare la storica dipendenza dell’economia dal petrolio. La Fifa ha assegnato i mondiali del 2034 all’Arabia Saudita e la Saudi Premier League ha investito miliardi di dollari per portare nel campionato locale campioni come Cristiano Ronaldo e Neymar. Inoltre, nel 2021 Pif ha acquisito il Newcastle, club di prima fascia della ricchissima Premier League inglese. Un investimento nel mondo del calcio e nella Juventus, quindi, non sarebbe una novità. GLI INDIZI PER L’AFFARE JUVENTUS-BIN SALMAN Guardando in casa Juventus, nell’ultima assemblea dei soci (che ha votato un bilancio in rosso di 58 milioni di euro) John Elkann ha ribadito che la società non è in vendita. Ma ha anche dichiarato che la Juve è “aperta a collaborazioni con altri investitori”. E visto che attualmente Exor detiene il 65% delle quote, lo spazio per far entrare altri soci di minoranza non manca. L'eventuale investimento del fondo sovrano saudita andrebbe ad aggiungersi alla quota di circa il 10% detenuta dal colosso cripto Tether. Inoltre, fa notare sempre “Domani”, tramite il Jmedical la Juventus ha già messo in piedi una partnership con il ministero della Sanità dell’Arabia Saudita.
  15. Weston McKennie ha parlato ai microfoni di Sky Sport: Nel secondo tempo c’è stato uno scatto di orgoglio? “No penso che il mister ha cambiato un po’ a livello tattico ed è stato un bene per noi. Abbiamo giocato un po’ di più, abbiamo avuto più occasioni. Trovare il goal contro una squadra così apre il campo, dopo noi ci abbiamo provato di più, loro ci hanno lasciato più spazio e dopo è arrivato il secondo goal che è stato troppo importante”. Ci racconti il tuo goal? “Andrea è un grande giocatore, lui riesce a vedere questo buco e mi dà bene la palla sul mio piede sinistro, così ho potuto girarmi e tirare. Sì è stata una bella azione”.
  16. Sergione

    Bollettino medico: Vlahovic, intervento riuscito

    Bollettino medico | Vlahovic, intervento riuscito Questo pomeriggio Dusan Vlahovic è stato sottoposto ad intervento chirurgico di riparazione dell’avulsione tendinea dell’adduttore sinistro. L’intervento, eseguito dall’equipe dei prof. Ernest Schilders e Rowena Johnson, alla presenza del medico del Club Marco Freschi, presso Mayo Clinic Healthcare di Londra e il Wellington Hospital è perfettamente riuscito e da domani il calciatore inizierà il programma riabilitativo Juventus.com
  17. L'ex terzino e difensore della Juventus Danilo, oggi è protagonista in Brasile con la maglia del Flamengo, ma concedendo un'intervista ai microfoni del portale brasiliano Globo è tornato a parlare dell'addio ai colori bianconeri, di come la società sia stata una parte fondamentale della sua carriera, ma che sia finita male per colpa, a suo dire, delle persone e non del club. Ecco le sue parole. "JUVE CLUB PIÙ IMPORTANTE DELLA MIA VITA" "Per ovvie ragioni, da professionista ti affezioni ad altri mondi e ad altre maglie. Certamente, il club più importante della mia vita è la Juventus, non l'ho mai nascosto. Per tutto quello che ho vissuto lì, per il club, la città e la storia. La passione per il Flamengo è rimasta lontana, ma pensavo che non sarebbe più successo (giocando lì)" "PENSAVO DI CHIUDERE LA CARRIERA ALLA JUVE" "Pensavo che la mia carriera fosse destinata a trascorrere i miei ultimi anni alla Juventus, e la vita è folle, le cose hanno preso una piega diversa. Vale la pena ricordare che se si ripensa alla mia infanzia e giovinezza al Flamengo, le cose sono cambiate molto nel calcio brasiliano. È molto più strutturato in generale, e il Flamengo non fa eccezione. È un club che si è strutturato in modo molto importante per accogliere giocatori come Jorginho, Arrascaeta, Bruno, Pedro, Alex Sandro, Filipe...". "AL FLAMENGO SI È RIACCESA LA FIAMMA" "Combinando il momento della mia vita alla Juventus, quando ho preso la decisione di trasferirmi, con la ristrutturazione del Flamengo, si è riaccesa quella fiamma. La mia famiglia diceva: "Dai, vieni al Flamengo". A un certo punto, ho chiamato uno dei miei fratelli e gli ho detto: "Ho questo, questo, questo e il Flamengo". Lui ha risposto: "Amico, sai già cosa vuoi. Mi chiami, ma sai già dove vuoi andare". L'INFLUENZA DI AGNELLI "Chi mi ha influenzato? Andrea Agnelli, della Juventus, l'ex presidente, mi ha insegnato molto su come si può essere professionisti, vivere per il proprio club, la propria azienda, ma con amore, passione, dedizione e sentimento. Lui ha vissuto così per la Juventus. E un atleta che considero il mio idolo è Buffon. Quando sono arrivato alla Juventus, lui era già in una fase diversa, era andato al PSG ed era tornato, ma non ha smesso di essere se stesso. Spesso, quando lasciamo il calcio, ci trasformano in stelle più grandi, ma lui, nel suo umile stile di vita, nel suo approccio alla vita, ignorava le cose che ho menzionato: dove lavoravi, dove giocavi, quale università frequentavi. Ti guardava come persona, come energia. Era un grande maestro. Ogni volta che ho bisogno di una parola, di qualcosa sul calcio, e ho bisogno di ascoltare qualcuno, lo ascolto. Lo chiamo o mi manda un messaggio audio". L'ULTIMA COPPA VINTA CON ALLEGRI "Nell'ultima finale di Coppa Italia che abbiamo vinto, venivamo da brutti risultati e dovevo dare qualcosa al gruppo. Avremmo affrontato l'Atalanta, che stava giocando incredibilmente bene, e dovevo ottenere qualcosa in più dal gruppo. Abbiamo avuto una riunione il giorno prima, ma non è bastata. Ho mandato messaggi a Del Piero e Gigi, e lui mi ha mandato un messaggio audio. Quando l'ho sentito per un minuto o giù di lì, era tutto ciò di cui avevo bisogno, mi ha fatto venire la pelle d'oca. La sua voce, il suo timbro, è il mio grande idolo calcistico e uno dei più grandi della vita". L'ADDIO ALLA JUVE "Prima ho pianto quando Alex Sandro se n'è andato. Dico a tutti che Alex Sandro è la mia controparte. Spesso sono più comunicativo, espansivo; quando sono più arrabbiato nello spogliatoio, inizio a parlare. E Alex dice: 'Amico, calmati. E se la pensassi così?' Quando se n'è andato, ho pensato a come avrei vissuto senza Alex. Ma sì, la Juventus è una questione di famiglia. È dove sono cresciuti i miei figli, il club in cui mi sono ritrovato come persona e come atleta. Ho abbracciato la causa e ho creato un legame incredibile. Sono sempre stato una specie di figura paterna per i ragazzi, per tutto il gruppo. Molte volte penso di spendere molte energie per aiutare, ma è così che so come farlo. Quando ho lasciato la Juventus, il modo in cui me ne sono andato è stato molto difficile. Ma stiamo parlando di persone, non dell'istituzione. Quando ho rivisto i miei compagni di squadra quando ero negli Stati Uniti con il Flamengo, sentivo ancora la pressione di essermene andato e tutto il resto, ma il mio cuore si è confortato. Mi ha detto che avevo fatto un buon lavoro."
  18. Lo scorso 8 novembre, in occasione della partita Juventus-Torino disputata presso l’Allianz Stadium, quattro persone situate nei settori Est e Nord hanno mimato ripetutamente, verso il settore ospiti, il gesto dell’aeroplano con evidente riferimento alla tragedia di Superga. Oltre a quanto emerso attraverso i social media, il Club ha infatti individuato altri tre soggetti che si sono resi protagonisti di questo gesto oltraggioso. Juventus si è fin da subito attivata, collaborando con le forze dell’ordine per individuare e identificare i responsabili. Il Club, infatti, condanna con fermezza ogni manifestazione e comportamento di oltraggio e discriminazione, riaffermando ancora una volta che non c’è spazio per tali gesti dentro e fuori dal campo, all’interno di tutti gli ecosistemi bianconeri. Per questo motivo, una volta avvenuta l’identificazione da parte delle forze dell’ordine, Juventus ha deciso di applicare nei loro confronti il "Gradimento" ai sensi del "Codice di Condotta", che prevede il divieto di accesso alle manifestazioni calcistiche dalla stessa organizzate. Ancora una volta, si sono rivelati fondamentali il sistema di videosorveglianza all’avanguardia dell’Allianz Stadium - che comprende le telecamere di sicurezza multifocali Panomera, deterrente efficace contro comportamenti contrari ai valori del Club - e la tempestiva collaborazione con le forze dell’ordine, grazie alla quale è stato possibile individuare e identificare i responsabili. Juventus.com
  19. A margine del Social Football Summit, Mattia Perin ha parlato ai microfoni di Sky per analizzare il momento vissuto dalla Juventus L'ARRIVO DI SPALLETTI "Il mister sta provando a portarci dei nuovi concetti a livello tecnico, è meticoloso, attentissimo, quasi maniacale. Ci serviva una scossa da questo punto di vista, dal punto di vista emotivo sta cercando di farci capire che se indossiamo questa maglia è perché lo meritiamo e dobbiamo dimostrarlo un po' di più" PERIN SULL'ESONERO DI TUDOR "Sono momenti difficili perché non so se da fuori si percepisce ma quando un allenatore viene cambiato ci sentiamo i primi responsabili, perché l'allenatore conta molto ma in campo ci andiamo noi. E' un fallimento, ma da questi si può rinascere e costruire qualcosa di importante se si hanno delle basi solide". il bianconero Le parole di Mattia Perin, intervenuto al Social Football Summit in corso di svolgimento a Torino, allo Juventus Stadium. IMPORTANZA DELLA MENTE - "Questo è un tema cui sono affezionato. Ho capito quanto possa essere importante l'aspetto mentale non solo nello sport ma nella vita quotidiana. Ho iniziato con Nicoletta Romanazzi grazie al mio agente Alessandro Lucci. Stavo attraversando un periodo delicato, pensavo di smettere dopo tanti infortuni e non trovavo più la felicità nel giocare a calcio. Lucci mi disse: 'Appoggio questa tua scelta, datti una possibilità e fai una chiacchierata con Nicoletta'. Da quel giorno è iniziato un viaggio, un sentiero. Ho imparato a conoscermi, so quello di cui ho bisogno, so come trovare l'equilibrio. Nicoletta riesce spesso a trovare la chiave di volta per sbloccarmi e permettermi di essere performante nello sport e nella vita. Episodi? Ce ne sono tanti. Quello che ci permette di raggiungere gli obiettivi è quanto siamo determinati a lavorare su di noi. Durante gli infortuni che ho avuto, le volte che credevo di meritare di giocare e non venivo messo in campo, trovare l'equilibrio, accettare la frustrazione e le emozioni che percepiamo come negative. Ho imparato che tutte le emozioni con equilibrio possono portarci qualcosa di buono. Quello che ho imparato cerco di metterlo a piccole dosi nella vita dei miei figli e mi riempie di orgoglio vedere come funzioni. Ogni volta che commettevo un errore, pur di non pensare, guardavo ore di documentari su qualsiasi cosa: dagli Egizi all'arte. Adesso accetto l'errore e lo analizzo. Lo accetto e cerco la soluzione per risolverlo". RUOLO DI PORTIERE - "Io sono il mio più grande critico e il più grande fan. Ho scavato in profondità, sono arrivato ad avere un'intimità, mi conosco come non mi conosce nessun altro. Quando fai questo ti metti davanti a situazioni che ti fanno conoscere come non ti conoscevi prima. Quando ti conosci così, qualsiasi critica può essere un feedback. Io so quando faccio grandi partite o degli errori. Sui social media, prima quando giocavo bene postavo una foto e se sbagliavo no. Poi ho capito che ormai i commenti non mi toccavano più. Quello che voglio dire è che questo mi ha dato la libertà, sono libero dai condizionamenti esterni. Mi trovo spesso con i compagni più giovani che magari sono giù di morale dopo i commenti e le critiche della stampa: io cerco sempre di fargli capire questa cosa. Devi fare un percorso. Mi sono meritato questa libertà dopo il percorso che ho fatto e di questo sono molto felice. La parola è una magia. Uno dei problemi della società è che siamo meno empatici e dialoghiamo meno, i non detti creano frizioni, poi allontanamenti. Lo stesso vale nello spogliatoio e l'ho detto anche ai miei colleghi più giovani. C'è stato un grandissimo passo indietro. Quando ho iniziato giocavo con gente del 74-75-76, ora del 2005, 2006... c'è stato un passo indietro dello standing umano. Adesso si fa fatica a trovare il tempo e il momento per dialogare tra noi, per condividere gli stati d'animo. Anche solo, beviamo un caffè insieme. Stiamo perdendo dialogo ed empatia tra di noi". JUVE - "La Juve mette a disposizione Beppe Vercelli, un grandissimo psicologo e anche nel settore giovanile ci sono degli psicologi. Un consiglio per i più giovani? Può far la differenza essere affamati, non perdete la voglia di guardare le cose da diverse prospettive. Appassionatevi a più cose possibili, non rimanete fermi. L'importante è non rimanere fermi e fare azione. Se abbiamo la forza di muoverci arriverà il premio. L'obiettivo è la ciliegina sulla torta, il trofeo è il cambiamento durante il percorso". calciomercato.com
  20. La Juventus ha chiuso un aumento di capitale lampo da 97,8 milioni di euro a sostegno del piano strategico. Sono state emesse 37.912.181 nuove azioni, pari a circa il 9,1% del capitale sociale: Il prezzo di emissione delle azioni, riservare a investitori istituzionali, è stato fissato a 2,58 euro per azione. Ai soci Exor e Tether, che detengono rispettivamente circa il 65,4% e l'11,5% del capitale sociale della Juventus, (pari a circa il 78,9% e il 7% dei diritti di voto), sono state allocate nuove azioni pro quota alla rispettiva partecipazione. Il collocamento sarà regolato, mediante consegna dei titoli e pagamento del corrispettivo, il 25 novembre. Dei 97.813.426,98 euro di controvalore complessivo lordo delle nuove azioni, ci sono 1.516.487,24 euro di valore nominale e 96.296.939,74 euro a titolo di sovrapprezzo, ammesse a quotazione e alle negoziazioni dalla data di emissione su Euronext Milan. Il capitale sociale complessivo della società risulta così di 16.731.359,80 euro, suddiviso in 417.033.996 azioni ordinarie, prive dell'indicazione del valore nominale. I proventi dell'aumento di capitale saranno utilizzati dalla società per la realizzazione del piano strategico 2024/2025 - 2026/2027 volto al rafforzamento della struttura patrimoniale, al sostegno del raggiungimento degli obiettivi, tra cui l'ulteriore rafforzamento del brand a livello internazionale e la progressiva riduzione dell'indebitamento, infine al mantenimento della massima competitività sportiva a livello italiano e internazionale. UniCredit Bank, Milan Branch ha agito quale global coordinator e sole bookrunner. Juventus ha assunto un impegno di lock-up nei confronti di UniCredit di 90 giorni in linea con la prassi di mercato in operazioni analoghe. Sky Sport La Juventus, tramite una nota ufficiale, ha comunicato che il Cda bianconero ha approvato un nuovo aumento di capitale: "Juventus F.C. S.p.A. – si legge nella nota del club bianconero -, comunica che il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in data odierna, ha deliberato di dare esecuzione alla delega di cui all’art. 2443 cod. civ. conferita dall’assemblea straordinaria in data 7 novembre 2025, aumentando, in via scindibile, a pagamento, il capitale sociale per un importo massimo nominale di Euro 1.516.487,24, mediante emissione di massime n. 37.912.181 nuove azioni ordinarie di Juventus, prive di valore nominale espresso, pari a circa il 10% delle azioni emesse (pre-aumento), con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’art. 2441, quarto comma, secondo periodo, cod. civ., da offrire in sottoscrizione a investitori qualificati (come definiti ai sensi dell’art. 2, paragrafo 1, lettera e), del Regolamento (UE) 2017/1129, come successivamente modificato e integrato, ovvero del Regolamento (UE) 2017/1129 in quanto trasposto nella legge nazionale del Regno Unito in forza dello European Union Withdrawal Act del 2018) in Italia, nello Spazio Economico Europeo e nel Regno Unito; a investitori istituzionali all’estero, con esclusione di Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Australia e di qualsiasi altro Paese o giurisdizione nei quali l’offerta o la vendita delle azioni oggetto del Collocamento (come infra definito) siano vietate ai sensi di legge o in assenza di esenzioni, nonché negli Stati Uniti d’America esclusivamente a investitori istituzionali qualificati c.d. “QIBs” in applicazione delle esenzioni dagli obblighi di registrazione ai sensi della normativa statunitense”. La Juventus lancia un aumento di capitale da circa 100 milioni e, secondo indiscrezioni, anche Tether parteciperà al rafforzamento patrimoniale. Il club ha annunciato l’operazione che verrà effettuata attraverso un accelerated bookbuilding, ossia tramite una vendita accelerata di azioni sul mercato che potrebbe concludersi già in serata. A curarla è Unicredit. Il collocamento dei titoli sarà riservato a investitori istituzionali ed Exor, controllante della Juventus, si è detta disponibile a coprirlo integralmente e, comunque, intende sottoscriverlo in misura almeno sufficiente a mantenere l’attuale quota del 65,4% nel capitale del club. A differenza di quanto emerso nei giorni scorsi, tuttavia, la holding degli Agnelli-Elkann lascerà spazio anche ad altri investitori. Fra questi Tether, il gruppo emittente della più diffusa stablecoin, che detiene l’11,5% del capitale del club e potrebbe anche incrementare la sua quota se gli altri investitori dovessero lasciare «libera» una parte dell’aumento di capitale (corriere della sera)
  21. "Oggi è importante che la Juventus vinca e un allenatore come Spalletti, con la sua esperienza, deve portarla a vincere. Che è quello che tutti i tifosi si aspettano". Così John Elkann, presidente di Stellantis e di Exor, a margine della presentazione della partnerhip del gruppo auto con Milano Cortina, parla della Juventus e del suo rapporto familiare con la società bianconera: "Il rapporto della mia famiglia con la Juve è il più duraturo che esiste nel mondo. Nasce dal mio bisnonno, è stato un rapporto forte. La mia generazione con Andrea Agnelli ha dato tanto, gli sono riconoscente e anche le nuove generazioni sono molto coinvolte." SkySport
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