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Sergione

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  1. Ai microfoni di Dazn Marotta ha spiegato bene quali sono stati i motivi che lo hanno portato a dire addio alla Juventus, smentendo una volta per tutte le voci sull'affare Cristiano Ronaldo INTER E JUVE "La Juve aveva una proprietà e ce l'ha tutt'ora che è la stessa da 100 e rotti anni. All'Inter ci sono stati cambiamenti negli ultimi 20 anni. Sono entrambe grandi società, fanno parte della storia del calcio italiano. Sono molto orgoglioso di essere all'Inter e di esserne presidente, è qualcosa di straordinario" L'ADDIO ALLA JUVE "L'addio alla Juventus? C'è la consapevolezza che la proprietà aveva voglia di dare un cambiamento alla struttura dei manager, ringiovanendola. Andrea Agnelli aveva acquisito esperienza e voleva un ruolo, in quel caso con stima reciproca le strade si sono divise" NON FU PER RONALDO "Fu per l'affare CristianoRonaldo? No è una leggenda metropolitana, non la condividevo al massimo, ma in modo spontaneo di confronto con presidente e società. Non era una cosa di litigiosità. È un grandissimo campione ma ritenevo fosse una operazione troppo grande per noi. Fa parte dei ruoli, il presidente ha fatto la sua scelta e io mi sono accodato. Chiaro che ricordo quel sabato, era un giorno di tristezza dopo 8 anni bellissimi" RETROSCENA ALLEGRI "Quando si valuta, è giusto sentire anche altre realtà. Non nascondo che ci siamo incontrati con lui quando prendemmo Inzaghi, ma aveva già speso più di una parola con la Juve dopo aver rifiutato il Real Madrid. A parte questo impegno, quella discussione è servita per capire che non ci conciliavamo come programmi. Lui li chiedeva più ambiziosi e non potevamo garantirli. Ma praticamente era già l'allenatore della Juve"
  2. Per la Juve potrebbe riaccendersi un’altra passione invernale, quella per Mateta, l’eroe della finale di Conference League vinta dal Crystal Palace. La Juventus ci era già andata vicina, ma in realtà era tutto fatto con il Milan: soltanto le visite mediche, per via di un ginocchio non del tutto a posto, avevano fatto saltare l’operazione. Il destino poi ha lasciato fuori dalla Champions League, a braccetto, bianconeri e rossoneri: chissà come sarebbe andata con i gol potenziali del ragazzone franco-congolese che andrà al Mondiale, chiamato al fotofinish da Deschamps al posto proprio di Kolo Muani. Incroci che saranno frequenti durante un’estate calda sul mercato per la Juventus che dovrà fare i conti, come ha specificato l’ad Comolli nell’incontro con i media di martedì, con i paletti dell’Uefa. Il costo di Mateta è dato in potenziale rialzo, considerando l’ottimo finale di stagione tra Premier League e Conference. La situazione, da gennaio a oggi, non sembra essere cambiata però nelle intenzioni di giocatore e club, nonostante il trionfo di Lipsia: Mateta è dato in uscita e la situazione contrattuale, con la scadenza naturale dell’accordo fissata a giugno 2027, potrebbe anche favorire un acquisto non eccessivamente costoso. La valutazione attuale è attorno ai 30 milioni di euro, Mondiale permettendo: se dovesse riuscire a cavalcare il buono stato di forma e mettersi in mostra nella Francia, ecco allora che qualcosa potrebbe cambiare nel prezzo del cartellino. Meglio dunque non tirare troppo per le lunghe, se Mateta può davvero tornare a essere un obiettivo concreto della Juventus, come già successo nella finestra invernale: si sa che un Mondiale brillante rischia non solo di aumentare il valore di mercato, ma anche di attirare altre squadre in cerca di un centravanti. Tuttosport
  3. La Juventus si prepara a un’estate delicata sul fronte mercato. Dopo il mancato accesso alla Champions League, il club bianconero dovrà gestire con attenzione il bilancio per rispettare i vincoli del Fair Play Finanziario UEFA e allo stesso tempo costruire una squadra più competitiva. L’amministratore delegato Damien Comolli ha già indicato la direzione: servono rinforzi ma anche maggiore personalità all’interno della rosa. Per arrivarci, però, sarà necessario vendere bene prima di investire. Europa League e conti da sistemare La partecipazione all’Europa League ridurrà sensibilmente gli introiti previsti per la prossima stagione. Per questo motivo la Juventus potrebbe essere costretta a effettuare almeno una cessione importante in più rispetto ai piani iniziali. L’idea della società è mantenere equilibrio economico in ogni operazione: eventuali nuovi acquisti dovranno avere costi inferiori rispetto ai giocatori ceduti. Bremer resta il principale indiziato Tra i nomi più caldi in uscita c’è Gleison Bremer. Il difensore brasiliano ha una clausola rescissoria da 58 milioni di euro valida fino al 10 agosto e non ha nascosto la volontà di confrontarsi con una nuova esperienza ad alto livello. Bayern Monaco, Premier League e anche l’Inter osservano con attenzione la situazione del centrale bianconero. Thuram e Cambiaso possono partire Anche Khéphren Thuram e Andrea Cambiaso rientrano tra i possibili sacrifici di mercato. Entrambi vengono valutati almeno 40 milioni di euro e potrebbero lasciare Torino in presenza di offerte considerate adeguate dalla dirigenza. Discorso diverso invece per Francisco Conceiçao: l’esterno piace in Premier League, ma la Juventus prenderebbe in considerazione la sua partenza soltanto davanti a proposte molto elevate, vicine ai 60 milioni. Da Gatti a Kelly: le altre possibili uscite Il club valuta con attenzione anche altre operazioni in uscita per aumentare le risorse disponibili. Lloyd Kelly, cresciuto molto nell’ultima stagione, viene stimato tra i 30 e i 35 milioni di euro. Federico Gatti, invece, potrebbe garantire una cifra compresa tra i 25 e i 30 milioni dopo essere finito ai margini del progetto tecnico.Anche Fabio Miretti resta tra i giocatori con maggiore mercato, con una valutazione attorno ai 15-20 milioni. Rivoluzione in porta Previsti cambiamenti anche tra i portieri. Michele Di Gregorio è considerato in uscita per una cifra vicina ai 15 milioni di euro, mentre resta incerto anche il futuro di Mattia Perin. Koopmeiners e David sotto osservazione Tra i dossier più delicati c’è quello legato a Teun Koopmeiners. L’olandese, acquistato nell’estate 2024 per oltre 60 milioni, non ha ancora inciso come previsto. Per evitare minusvalenze, la Juventus dovrebbe ricevere offerte vicine ai 31 milioni di euro, cifra che rappresenta ancora il peso del giocatore a bilancio. Situazione simile per Jonathan David e Edon Zhegrova, anch’essi arrivati tra grandi aspettative ma senza riuscire a fare realmente la differenza. Nico Gonzalez e Douglas Luiz: rientri da risolvere Restano poi da definire le posizioni di Nico Gonzalez e Douglas Luiz, entrambi di ritorno dai prestiti. L’Atletico Madrid non sembra intenzionato a versare i 32 milioni concordati per il riscatto dell’argentino e starebbe cercando uno sconto per chiudere l’operazione attorno ai 25 milioni. Anche l’Aston Villa, almeno per il momento, non avrebbe intenzione di esercitare il diritto di riscatto fissato a 25 milioni per Douglas Luiz. Due situazioni che obbligano la Juventus a rivedere ulteriormente le proprie strategie di mercato. Lo riporta Corsport.
  4. Spalletti aveva chiesto Alisson ma il Liverpool non vuole liberarlo con un anno d'anticipo e la Juventus valuta le alternative come portiere bianconero. Occhi puntati su De Gea e Nubel, ma piace anche il vice del brasiliano, Mamardashvili. La Juventus 2026/27 avrà un nuovo portiere dopo la stagione a dir poco deludente vissuta da Michele Di Gregorio. Spalletti in realtà ha individuato da tempo il profilo giusto chiedendo alla società di acquistare Alisson Becker dal Liverpool. Ma i Reds non hanno fin qui aperto al trasferimento del brasiliano e dunque la Juventus sta valutando con attenzione le alternative. Alisson, già allenato da Spalletti ai tempi della Roma, avrebbe raggiunto da tempo un accordo di massima con la Juventus. La società bianconera gli offre un contratto triennale a cifre importanti, considerata anche l'età non più giovanissima (34 anni da compiere ad ottobre) e qualche infortunio di troppo. Il Liverpool, a cui è legato fino al 30 giugno 2027, ha però informato Alisson di non avere alcuna intenzione di lasciarlo partire e gli ha chiesto di rispettare il contratto. Slot non vuole perdere un altro leader dello spogliatoio dopo gli addii di Robertson e Salah. Ma cosa fa a questo punto la Juventus? La soluzione per i pali bianconeri potrebbe arrivare sempre da Liverpool, nel caso in cui i Reds decidessero di mandare Mamardashvili in prestito a fare ulteriore esperienza prima di affidargli la porta al posto di Alisson. Il georgiano, che ha 26 anni, non accetterebbe di fare un altro anno in panchina e la Juventus secondo 'La Gazzetta dello Sport' potrebbe risolvere così in modo economico il problema del portiere. Rimandando semmai l'arrivo di Alisson a Torino all'estate 2027, ovvero quando scadrà il suo contratto col Liverpool. In realtà la prima alternativa per la porta della Juventus, dopo il no del Liverpool per Alisson, sarebbe David De Gea. Lo spagnolo è reduce da un paio di stagioni su ottimi livelli alla Fiorentina e soprattutto ha l'esperienza richiesta da Spalletti per il ruolo. De Gea è però legato alla società viola da un contratto che scade il 30 giugno 2028 dunque eventualmente bisognerà trattare con la Fiorentina per acquistare il suo cartellino. La società bianconera valuta anche altri profili per il ruolo di portiere. Uno di questi porta in Germania, dove alla Juventus sarebbe stato offerto Nubel, appena rientrato al Bayern Monaco dopo il prestito allo Stoccarda. Non è da escludere che i bianconeri possano bussare al Tottenham per chiedere informazioni su Guglielmo Vicario. L'ex portiere dell'Empoli sembrava vicinissimo all'Inter ma i nerazzurri hanno deciso di puntare su Josep Martinez e dunque cercano un secondo dello spagnolo Goal
  5. Patto Juve: avanti insieme, più di prima. Ma possibilmente, meglio di prima. John Elkann detta la linea: il binomio Comolli - Spalletti dovrà riportare la squadra al vertice. Nessuna rivoluzione. In un incontro con i giornalisti alla Continassa, Comolli ha spiegato come non abbia mai ha sentito venire meno la fiducia della proprietà: il dialogo con l’azionista di riferimento è continuo. La delusione di Elkann è enorme e il termine frustrazione ricorre nelle analisi dell'Ad, il quale si assume ogni responsabilità della stagione deludente. Dice di “soffrire fisicamente per questi risultati e per l’amarezza dei tifosi”. Ma è pronto a ripartire, saldo al suo posto di comando con un obiettivo preciso:“Migliorare insieme alla squadra di lavoro che guido, con cui c’è piena sintonia. Chiellini, Modesto, Ottolini: abbiamo tutti lo stesso obiettivo”. Comolli svela che non c’è stato bisogno di una mediazione da parte di Elkann per ricucire gli strappi con Spalletti, primo perché l’azionista non entra in queste dinamiche e poi perché Comolli nega decisamente qualsiasi problema con l’allenatore: “Tutto quello che abbiamo fatto è stato condiviso. Luciano è coinvolto sul mercato, dà le indicazioni sui giocatori e lavora a stretto contatto con Ottolini. L’ho scelto io e ho deciso che rinnovasse il contratto. Ma lavoriamo insieme da sette mesi dunque possiamo crescere insieme e migliorare nel nostro lavoro comune”. "Ci sarà una cessione, ma Yildiz non si tocca" Detto che la richiesta pubblica dell’allenatore di essere partecipe e influente nelle decisioni sulla costruzione della nuova Juventus non possono derivare dal nulla, e che Sky Sport conferma la divergenza di vedute tra i due nel corso della stagione, questa - secondo Comolli - è da interpretare come un fisiologico passaggio di assestamento nel loro rapporto. Sul futuro, poi, Comolli ha detto chiaro che il mercato sarà vincolato alla necessità di rispettare i parametri del financial fair play: “Ci sarà una cessione in più del previsto per fare cassa e abbassare i costi, ma Yildiz non si tocca, è il nostro futuro” . Secondo le notizie raccolte, quello di Bremer può essere il nome eccellente in uscita. Per dare un giudizio sul suo lavoro, Comolli sostiene “siano necessari 3/5 anni”, anche se è consapevole che la Juve debba tornare a vincere prima: “Dopo questa stagione parlare di scudetto sarebbe azzardato – ha detto- . Ma dobbiamo costruire una squadra che abbia le potenzialità per lottare per ogni obiettivo”. In che modo? “La base c’è, dovremo inserire giocatori di mentalità e con un carattere forte. E qui che dobbiamo migliorare. Spalletti è d’accordo su questo, mi ha anche chiesto se gli algoritmi possono aiutare a individuare giocatori con queste caratteristiche”, queste le parole dell’Ad, questo il modo che ha scelto per iniziare a voltare pagina. Sky Sport
  6. I bianconeri stanno seguendo Alisson per rinforzare la porta, ma il Liverpool non vvuole privarsi del proprio portiere, che ha un contratto fino al 30 giugno 2027 ed è considerato centrale nel progetto. Il brasiliano rimarrebbe dunque in Inghilterra con la maglia dei Reds per la nona stagione consecutiva, e la Juventus dovrebbe virare su un altro profilo per la porta. La trattativa perciò si è complicata, quasi fino a sfumare in modo definitivo. GDM
  7. La mancata qualificazione della Juventus alla prossima Champions League non ridimensionerà le ambizioni del club, che riparte da Luciano Spalletti il quale - come ha confermato lo stesso allenatore - non ha mai pensato alle dimissioni. Al momento non ci sono segnali neanche di cambi in dirigenza, anche se nelle prossime settimane non è da escludere qualche novità in questo senso. Intanto i bianconeri stanno iniziando a pianificare il mercato e il grande sogno del tecnico toscano, come riporta La Repubblica, è Momo Salah. L'attaccante egiziano ha lasciato il Liverpool dopo nove anni e per ora si è preso una pausa prima di valutare il prossimo step della sua carriera. Classe '92, ha salutato i Reds con un anno d'anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto prevista per il 2027 e Spalletti lo vorrebbe nella nuova Juve per aggiungere personalità e leadership nello spogliatoio. Occhio alla concorrenza: dopo i tentativi di un anno fa, quando poi Salah decise di rinnovare, dall'Arabia Saudita stanno spingendo per convincerlo a giocare nella Saudi Pro League e potrebbero arrivare anche proposte da MLS o big europee Salah conosce bene il campionato italiano per averci già giocato con le maglie di Fiorentina e Roma, come detto è libero a parametro zero e non ha costi del cartellino. Bisogna considerare però il pagamento delle commissioni al suo agente e dell'ingaggio: dopo il prolungamento al Liverpool aveva uno stipendio di poco più di 20 milioni di euro, una cifra irraggiungibile per la Juve e per ogni club italiano; se Momo dovesse dare apertura servirà un sacrificio dal punto di vista economico, considerando che il giocatore bianconero che prende di più è Vlaovic con 12 milioni (stipendio che la società vorrebbe abbassare).
  8. Juventus Football Club esprime forte perplessità in merito alla comunicazione diffusa da Torino FC relativamente alle modalità di accesso al settore Distinti in occasione della prossima gara. Pur comprendendo e condividendo la priorità assoluta della sicurezza all’interno degli impianti sportivi, Juventus rileva come tali disposizioni non risultino supportate da indicazioni ricevute dal Club da parte delle autorità competenti. Il calcio, e in particolare una partita dal forte valore simbolico e territoriale come il derby, deve rappresentare un momento di confronto sportivo aperto, nel quale ogni tifoso possa vivere la propria passione nel rispetto delle regole e degli altri. Juventus confida pertanto che, anche attraverso il dialogo istituzionale con le autorità preposte, si possa garantire un equilibrio tra esigenze di ordine pubblico e diritto dei tifosi a partecipare all’evento sportivo in modo libero e responsabile. Il Club ribadisce il proprio impegno costante nella promozione di valori di rispetto, inclusione e correttezza, dentro e fuori dal campo. Juventus.com
  9. L'ex centrocampista della Juventus Paul Pogba è tornato a parlare protagonista a The Bridge su YouTube in compagnia di Medhi Benatia, altro ex bianconero. Queste le sue parole sulla Vecchia Signora: “Alla Juventus quando arrivi è come una famiglia. I tifosi, lo staff. Sei juventino e “Fino alla fine” lo è davvero, lo si percepisce ovunque, ti rimane” “Sono andato negli Stati Uniti e ci sono tifosi della Juventus, a Dubai uguale. Spesso mi dicono di essere tifosi bianconeri quando mi incontrano per strada” “Quando arrivai dalla Juventus al Manchester, alla Juventus pensavo che dovevo fare tutto io. Questa pressione era tanta, mi chiedevo sempre se avessi fatto la scelta giusta”
  10. Con o senza Champions League, la priorità della Juventus in sede di mercato rimane la ricerca di un giocatore dinamico, abile nel dribbling, di ottimo raccordo fra i reparti, di qualità che possa inserirsi lì fra le linee e dare una sferzata di entusiasmo alla manovra offensiva della formazione guidata da Luciano Spalletti. La fucilata nella notte, per citare lo stesso allenatore toscano. Sostanzialmente, la missione della Vecchia Signora è quella di trovare il modo di accontentare Luciano Spalletti, la cui richiesta precisa per il futuro è stata quella di alzare il livello. Non a caso, infatti, lo stesso allenatore ha chiesto giocatori come Alisson - obiettivo numero per la porta -. Ma Tuttosport fa anche il nome di Mohamed Salah che lascerà il Liverpool per andare - probabilmente - in Arabia Saudita, ma se lo stuzzicasse un ritorno in Italia, ecco che Spalletti lo accoglierebbe a braccia aperte Calciomercato
  11. In attesa di definire il rinnovo di contratto di Dušan Vlahović, i dirigenti della Vecchia Signora stanno portando avanti i dialoghi con l'entourage di Kolo, che già a gennaio aveva aperto la porta al ritorno a Torino nel caso in cui il Tottenham l'avesse liberato, e con il club parigino. Il giocatore non ha mai nascosto di essere rimasto legato all'ambiente della Juve, con la quale, da gennaio a giugno del 2025, aveva realizzato 10 gol in 22 partite, contribuendo pesantemente al raggiungimento del quarto posto. Rispetto alla scorsa estate, poi, quando la trattativa per il ritorno a Torino dell'attaccante naufragò nelle ultime ore, per la comprensibile irritazione del Psg, i rapporti tra la Juve e la società francese sono tornati sereni. Dopo due prestiti consecutivi, il club di Al-Khelaifi vorrebbe cedere Kolo a titolo definitivo e, per farlo, dopo i 90 milioni pagati nel 2023 per strapparlo all'Eintracht Francoforte, dovrebbero incassare poco meno di 40 milioni per non registrare una minusvalenza. Una cifra ragionevole anche per la Juve, con o senza Champions. Gazzetta
  12. La Juventus potrebbe iniziare il proprio mercato estivo con l'acquisto di almeno un difensore centrale: come riportato da "La Gazzetta dello Sport", Luciano Spalletti, tecnico dei bianconeri, avrebbe ravvisato lacune in quella zona di campo per competere per la conquista dello scudetto l'anno prossimo, ed avrebbe dato mandato alla dirigenza di provvedere con un grande acquisto. Il primo obiettivo della Juve resta Kim Min-Jae, difensore centrale classe 1996 del Bayern Monaco e della nazionale sudcoreana, che potrebbe lasciare i bavaresi a giugno. Kim, in scadenza di contratto con i tedeschi nel giugno del 2028, avrebbe il benestare di Spalletti, che lo ha già allenato, con grande successo, al Napoli: il valore di mercato del centrale asiatico è di 25 milioni di euro, cifra che sarebbe alla portata della Juve: trattativa, dunque, possibile.
  13. "Ieri è stata sicuramente una giornata negativa: viviamo alla giornata, ora aspettiamo di finire questo campionato": così il dirigente della Juventus, Giorgio Chiellini, durante un collegamento video in occasione della presentazione del 24° Memorial Niccolò Galli a Firenze. L'ex calciatore è tornato sulla sconfitta per 0-2 contro i viola all'Allianz Stadium che ha complicato i piani per la Champions League: una vittoria nel derby contro il Torino all'ultima giornata di campionato rischia di non bastare ai ragazzi di Luciano Spalletti per entrare tra le prime quattro, i bianconeri partono indietro nella corsa rispetto a Milan, Roma e Como. "E' stata una domenica ieri che speravamo potesse andare diversamente ma la sconfitta ha complicato la corsa alla Champions", ha aggiunto Chiellini parlando della sconfitta interna di ieri con la Fiorentina. L'ex capitano della nazionale ha parlato poi del direttore sportivo viola Fabio Paratici, per lungo tempo dirigente juventino. "Ho avuto la fortuna di lavorare con lui - ha spiegato -, credo che la Fiorentina sia in buone mani per il presente, perché comunque è riuscita a recuperare una situazione che era partita in maniera molto difficile; e per il futuro, perché è una persona che può creare qualcosa di importante". ANSA
  14. Il Manchester City è pronto a salutare Pep Guardiola. Dopo dieci anni, l'allenatore spagnolo lascerà i Citizens al termine di questa stagione. Guardiola - che con il City si sta giocando la Premier League con l'Arsenal di Arteta - non dovrebbe tornare subito in panchina, ma fermarsi per almeno un anno. Si attende solo il comunicato ufficiale. Al suo posto, è pronto Enzo Maresca, ex vice di Guardiola nella stagione 2022/23 (ovvero quella del triplete) e reduce dall'esperienza con il Chelsea terminata il 1° gennaio di quest'anno. Insieme a Guardiola, cambierà anche tutto lo staff tecnico. Sky Sport
  15. Max Allegri pronto a lasciare il Milan in estate? Secondo le ultime notizie riportate dal Corriere della Sera, l'allenatore potrebbe dire addio ai rossoneri anche ammaliato dall'idea Nazionale. Secondo le ultime notizie in arrivo da Milano, il tecnico sarebbe stanco e ormai deciso a lasciare il club, indipendentemente dai risultati che la squadra otterrà in campionato. Alla base di questa scelta ci sarebbero i difficili rapporti interni, in particolare la profonda rottura con Zlatan Ibrahimovic. La decisione sarebbe arrivata dopo un acceso scontro verbale avvenuto dopo la sconfitta contro il Napoli all'inizio di aprile. Quello che era iniziato come un semplice confronto sulla scelta del terzo portiere per la prossima stagione, si sarebbe trasformato in un alterco molto duro tra i due. In seguito a questo episodio, Ibrahimovic avrebbe interrotto le sue visite quotidiane al centro sportivo di Milanello, preferendo farsi vedere solo sugli spalti di San Siro. Questa distanza avrebbe confermerebbe di fatto la gravità della situazione e la difficoltà di ricucire un legame che appare ormai compromesso. La situazione avrebbe portato l'allenatore livornese a riflettere seriamente sul proprio futuro professionale lontano da Milano. Le interferenze di Cassano e l'ipotesi della Nazionale Vista anche la crescente influenza di Ibra all'interno della società, difficile che Allegri possa restare. Lo svedese, probabilmente, dalla prossima stagione potrebbe intervenire direttamente sulla gestione tattica dei calciatori. Allegri avrebbe scoperto i frequenti contatti tra Ibrahimovic e Antonio Cassano, uno dei critici più duri del suo modo di intendere il calcio. Ibrahimovic, inoltre, avrebbe cominciato anche a telefonare personalmente a elementi di spicco della rosa come Fofana e Leao per fornire consigli e correzioni sui movimenti da tenere in partita. Tali intromissioni, secondo Allegri, avrebbero solo creato confusione, specialmente per Rafael Leao. Insomma, una situazione, quella di Allegri, difficile da accettare. Per questo, qualora Ibrahimovic dovesse assumere un ruolo ancora più centrale nelle gerarchie del Milan, Allegri sarebbe pronto a dire addio in estate, soprattutto per valutare l'offerta di Giovanni Malagò per diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. La prospettiva di guidare l'Italia rappresenterebbe per l'allenatore un'occasione di rilancio importante, ma non solo, anche probabilmente l'apice della sua carriera sportiva, in una nuova veste da "gestore", che forse potrebbe anche essere perfetta per Allegri.
  16. Bernardo Silva si svincola zero dal Manchester City e parla del proprio futuro. Il centrocampista portoghese è in scadenza di contratto a giugno col Manchester City (con un ingaggio da 10 milioni di euro netti all'anno), che lascerà a parametro zero al termine di questa stagione. Ecco le sue parole in un'intervista a Canal 11: "Mi piacerebbe tornare al Benfica, ma in un altro momento e non adesso. Poi non so se mi rivorranno ancora. In ogni caso voglio decidere quale sarà il mio prossimo club prima dei Mondiali, vorrei arrivare in Portogallo avendo già definito il mio futuro". Tra le squadre più interessate c'è la Juventus, che aspetta e spera in un suo sì. In Spagna c'è stato un sondaggio da parte del Barcellona. Il calciatore preferisce continuare a giocare in Europa, nonostante le ricche offerte ricevute da Stati Uniti e Arabia Saudita. Calciomercato Importante passaggio anche ai microfoni di The Atlethic: “Ho già un’idea e una preferenza per il prossimo club, vedremo. Voglio trovare un posto dove essere competitivo e giocare ancora ai massimi livelli. E dove la mia famiglia sia felice. Sono una parte importante per me e ad ottobre avremo un secondo figlio…” Ilbianconero
  17. Nella giornata odierna la Juventus ha comunicato di avere «sottoscritto con REAM SGR S.p.A. (società di gestione del Fondo J Village) l’atto definitivo di compravendita avente ad oggetto l’immobile di proprietà del Fondo J Village, sito in Torino, che ospita il J|Hotel, a fronte di un corrispettivo pari a Euro 23 milioni». «L’operazione è stata completata nei tempi e alle condizioni di cui al comunicato emesso in data 20 marzo 2026. L’acquisizione è stata finanziata – per circa il 75% – mediante una nuova linea di credito bancaria a medio–lungo termine, specificatamente dedicata, concessa da Deutsche Bank a condizioni ritenute dalla Società convenienti nell’attuale contesto di mercato, a conferma dello standing creditizio del Gruppo e della capacità di accesso a fonti di finanziamento a condizioni competitive», conclude la nota della Juve.
  18. Il mercato in entrata della Juventus parla anche italiano. Idirigenti bianconeri seguono alcuni calciatori italiani che giocano in Serie A come il centrocampista Davide Frattesi dell'Inter e il difensore Giorgio Scalvini dell'Atalanta. Prodotto del settore giovanile dell'Atalanta, Scalvini è sotto contratto fino a giugno 2028 con un ingaggio da 1,5 milioni di euro netti all'anno. Classe 2003, finora ha raccolto 135 presenze con la Prima squadra nerazzurra con 8 goal, 6 assist e 19 cartellini gialli. Vincendo l'Europa League nel 2024. Tuttosport scrive che quest'ultimo piace molto all'allenatore Luciano Spalletti, il quale lo ha schierato in metà delle sue 8 presenze in Nazionale maggiore. Ci sono già stati dei primi sondaggi esplorativi con il club bergamasco, che non ha chiuso la porta e si è detta disposta a trattare sulla base di 40/45 milioni di euro. Cifra che la Juventus potrebbe racimolare grazie al 50% sulla futura rivendita del bosniaco Tarik Muharemovic del Sassuolo (nel mirino dell'Inter) e all'eventuale cessione di Federico Gatti, valutato 25 milioni di euro e cercato da Aston Villa, Crystal Palace, Everton e Fulham in Inghilterra. ilbianconero
  19. Uno dei calciatori seguiti con attenzione dalla Juventus potrebbe rimanere in Olanda. Si tratta dell'attaccante ungherese classe 2007, Bendeguz Kovacs che questa stagione è approdato dall'Ajax all'Az Alkmaar. Per lui c'è stato l'esordio in Europa in Conference League e anche quello con la maglia della Nazionale maggiore ungherese. Adesso l'Ajax vorrebbe riportarlo alla base e anche Juventus e Chelsea sono fra i club alla finestra più attivi per provare a portarlo fuori dall'Olanda. l'Az Alkmaar però è pronto a prolungargli il contratto e a convincerlo per trattenerlo un altro anno in squadra Sky
  20. Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la gara contro il Lecce: Tenere vive queste partite e poi alla fine c'è il rischio della beffa... "L'abbiamo detto da più tempo e stasera uguale, abbiamo fatto un copia e incolla di tante partite. Perché poi noi facciamo dei pezzi di gara dominanti, dove sembra che il seguito sia assolutamente sotto controllo, poi c'è il momento della superficialità dove abbassi tutto e dove perdi totalmente i tuoi connotati, sbagli dei passaggi che sono incredibili per il livello di calcio che abbiamo addosso. Perché questi calciatori per giocare delle prestazioni dominanti, come ho fatto vedere, bisogna avere un certo livello di calcio. Poi non si riesce a mantenere nel tempo quella concentrazione, quella determinazione, quel carattere, si fanno delle cose superficiali, perdiamo un po' di tranquillità, ci subentra un po' di insidia e un po' di timore e poi la partita la rimettiamo in bilico. Poi ci facciamo girare le scatole, andiamo e la riprendiamo per i capelli e la ritiriamo dalla nostra parte e si rimette sui binari. È tutta un'altalena perché una partita come quella di stasera non può finire uno a zero. Non deve finire uno a zero. Quante volte ci siamo presentati a doverci passare la palla sulla trequarti con dei vantaggi enormi e con delle situazioni dove c'è solo da scegliere qualcosa, perché non è solo una quella in cui puoi andare a osare ma tiriamo fuori la terza che è quella che ci penalizza. Siamo fatti così". Impareranno ad essere costanti o ne dovrai cambiare tanti il prossimo anno? "Questo è stato un tema della conferenza stampa, Perché voi ce ne dedicate poco di tempo per quelle che sono le conoscenze approfondite. Se venite dentro al nostro spogliatoio sembra che si cambi su 25 della rosa sembra che se ne cambi 18. Non è possibile, tu Marrocchi lo sai bene che poi nel mercato questa è una difficoltà. Questi calciatori devono sapere che questo è un progetto serio e lo ha detto a stasera anche John Elkann con i nostri tifosi, prevede che ci siano molti di questi calciatori qui nel progetto che vogliamo fare che dobbiamo fare. Cambiarne tantissimi è dura attualmente. Poi come sapete, la Juventus le ha spese 23 lire negli ultimi mercati per cui non è facile ricominciare e andare a mettere mano in profondità, vanno fatte delle cose in maniera corretta. È chiaro che poi per quelle che sono le crescite delle situazioni normali anche nel calcio bisogna stare al passo con i tempi, bisogna andare a mettere roba ma più che altro la crescita la dobbiamo fare noi. Questi calciatori devono sapere da parte mia e da parte della società che molti rimarranno. Poi è chiaro che bisogna essere bravi a mettercene altri perché delle mancanze le abbiamo. Parlavamo di Vlahovic, ma l'assenza di Vlahovic l'abbiamo sofferta come il pane perché è un calciatore che ha caratteristiche diverse. Non si può giocare al calcio senza uno che abbia queste possibilità qui. Una squadra che deve essere vincente ci vuole il terminale fisico, ci vuole il terminale forte, ci vuole il terminale che poi si è un po' meno alto e più dinamico e che abbia però l'impatto fisico e che sia uno che regge il duello, che regge palla che fa qualche goal, ci vuole questo qui. Anche David fa goal però poi la palla addosso, la palla contesa..." Ti faccio la domanda più diretta questa superficie allenandosi si elimina? "Questo non è un discorso facile, rimanere dentro l'esecutività per lunghi periodi e un'altra qualità del carattere dei calciatori, perché quelli che riescono a fare il numero però poi hanno bisogno della pausa e di prendersi delle libertà da stella lucente. Sono quelli che ogni tanto perdono di esecutività, non c'è possibilità e noi questa cosa qui però la dobbiamo tirare fuori, la dobbiamo allenare. Però anche stasera la squadra ha fatto una grande prestazione sotto l'aspetto delle giocate, sotto l'aspetto delle scelte. Poi se non fa quelle due parate di Gregorio, soprattutto all'inizio, lì si è concessa una situazione che noi non possiamo concedere. Poi noi dobbiamo costruire meglio da dietro, da dietro noi dobbiamo costruire meglio. Perché tutto parte da lì, parte da come la cominci l'azione. Poi con Vlahovic diventa un'altra cosa perché ha delle caratteristiche differenti agli altri calciatori, ci sono delle caratteristiche che dentro la rosa devi avere. L'ultima volta si è parlato del centrocampista di qualità che può essere centrocampista che può essere un trequartista, che può essere secondo punta però quello che gioca un po' più nell'angusto e riesce poi a tradurre questo passaggio da dietro in situazione offensiva, qualitativa ogni tanto ci viene a mancare. Ma non possiamo cambiare tutti i calciatori, ieri scherzavo del pullman a due piani perché tutti i giorni ci arrivano 3/4 nomi. Per cui prendiamo un pullman più grosso, perché se no non ci entriamo". L'allenatore della Juventus Luciano Spalletti commenta la risicata vittoria del Via del Mare ai microfoni di DAZN. La sua analisi: Ha richiamato spesso i suoi giocatori affinchè mantenessero altissimo il livello in questa gara. E' soddisfatto? C'è sempre questo problemino di non chiudere le partite e di rischiare alla fine di perdere qualche punto. "Questo è un problemone, non è un problemino, perchè poi passa tutto da lì, noi per vincere le partite dobbiamo fare gol, le intenzioni debbono essere quelle. Già quando la palla ce l'ha in mano DiGre, dobbiamo andare a scardinare spazi e a trovare situazioni per fare gol. Ogni tanto si va a giocare per levarcela dai piedi, non per creare una superiorità o qualcosa che possa determinare qualcosa, per cui è quella cosa lì. Poi stasera come altre volte si passano dei periodi di partita che sono dominanti sotto tutti gli aspetti, poi ci sono dei down di superficialità che non si possono concedere, ci sono due scelte sulla trequarti per andare a mettere uno davanti alla porta, e si fa la terza che è quella sbagliata, e non si riesce a liberare il giocatore davanti al portiere. Il livello è questo per noi. Se il livello è quello lì... cioè è questo, nel senso che bisogna vincerle queste partite, se il livello è quello che si mettono in discussione è segno che abbiamo sbagliato qualcosa, perchè non si può andare a discutere di queste cose qui, è troppo differente da quello che deve essere il nostro obiettivo, noi dobbiamo - penso si sia tutti d'accordo - dobbiamo giocare per vincere le partite, non per andare a sperare di vincere le partite. Per vincerle tu dal primo secondo, dal calcio d'inizio, vai determinato per fare gol, poi a volte ci riesci, a volte non ci riesci, ma ti era capitato altre 3-4 volte sul calcio d'inizio, ma si riporta su al portiere. Come si riporta su al portiere? Siamo a metà campo....Ma non c'è nessun attaccante.....Prima di tutto si entra dentro e poi, quando siamo dentro ci si rende conto quello che c'è da fare, quello che si trova, ma se non si va dentro le situazioni, non si sa quello che si può trovare. Poi a me è successo di farlo e di prenderlo dopo 7 secondi, non dopo 12, per cui siccome mi è successo, si va a fare questa cosa quì, si prova a rifarlo. Poi è chiaro che dentro la mischia... Kenan l'ha condotta benissimo quella palla, l'ha portata sulla destra e poi l'ha incrociata a sinistra dove i difensori già stringono, ma lì si può trovare qualche spazio in più. Poi è chiaro che la forza di Dusan è una forza impattante da un punto di vista fisico, di cattiveria sportiva, di faccia di cazzo vera, è differente perchè è in questa maniera qui, fa la lotta sulla palla e fa gol. Delle caratteristiche poi ti ci vogliono per andare a finalizzare". Nella Juve che lei immagina servono più facce...? "Ma sicuramente sì, perchè se si va a fare sempre queste vose con questa leggerezza, dove ci riesce il fioretto, questa stellina lucente nella giocata, guarda che bella giocata, che stella che ha tirato fuori, che fioretto... sì ho capito, poi però c'è l'impatto fisico e deve venire fuori ugualmente il ricciolo del fabbro, non deve esserci per forza l'architteto e basta, chi la fa in pratica poi la cosa. E a noi questa cosa ogni tanto ci manca, non si riesce ad essere costanti per un periodo. A volte si gioca la palla non per determinare ma per levarsela dai piedi, si fanno dei passaggi....prenditela tu questa responsabilità, meglio di me. Noi dobbiamo andare a vincere le partite, questo fatto della pressione, non pressione, prima si avevano delle alternative, questa è una cosa che ora dobbiamo fare per forza e ci crea un po'.... ma non possiamo avere tutto accomodato nella vita, non si può avere mica tutto sistemato, non è mica sempre dritta la strada, devi fare anche delle curve, devi reggere, le vibrazioni, il casino, lo stadio di Lecce dove tutti partecipano emotivamente perchè è una piazza bellissima per il calcio e per quello che stanno costruendo intorno alla squadra, sono vivi e tu devi essere bravo a dare delle spallate lì dentro. Se ti capitano due situazioni devi essere bravo a fare due gol, non a fartene capitare 4-5 o 6". In quella Juve, con quella faccia lì, ci deve essere Vlahovic... "Ma sì, lei lo fa per una questione di cominciare un conflitto con Vlahovic-contratto-non contratto... E' chiaro che poi Vlahovic deve rientrare dentro... la società per quello che so io ha tentato di fare e di avere un contatto di questo genere e ci riproverà perchè questo mi dicono e io dei miei direttori mi fido. E' chiaro che lui un calciatore di quelli che ha questo livello di qualità che ci vuole per andare a spostare le cose, a fare qualche spallata anche, non soltanto con il tocco morbido, con il colpo di tacco il colpo d'esterno, grazie".
  21. Pini Zahavi, agente tra gli altri di Robert Lewandowski, è stato nelle ultime ore in Italia, dove ha tenuto incontri con vari club. Tra questi anche la Juventus: le due parti si conoscono bene, e hanno affrontato vari temi in una panoramica generale sugli assistiti dell'agente. Tra questi c'è, ovviamente, anche l'attaccante del Barcellona. Il club bianconero ha grande rispetto e stima verso il campione polacco e lo considera chiaramente un giocatore di altissimo profilo. Ciò nonostante, al momento, non ci risulta che la Juventus abbia approfondito il discorso, né che sia pronta ad entrare in corsa per lui - sia per ragioni di età che per aspettative economiche. Di Marzio
  22. Dopo anni molto importanti, il difensore del Manchester City Nathan Akè ha trovato meno minutaggio quest'anno. Una situazione che potrebbe essere importante per il giocatore in vista della convocazione del giocatore con l’Olanda al Mondiale. Secondo la testata olandese Voetball International, il giocatore vedrebbe di buon occhio un approdo in Serie A. Oltre al Milan, che lo ha già cercato nelle ultime ore dello scorso mercato estivo e anche in quello invernale, ci sarebbero altre importanti realtà come la Juventus e la Roma. La sua valutazione è tra i 10 e i 15 milioni di euro, una cifra comunque molto importante per un giocatore sopra i 30 anni. Non è da escludere nemmeno un ritorno in patria anche se l’opzione del Psv sembra essere meno in auge rispetto a prima. Il possibile arrivo di Akè potrebbe essere molto importante per i tre top club italiani. La Juventus è alla ricerca di un difensore di esperienza con Gatti che sembra destinato all’addio, stesso discorso per il Milan che è desidera un giocatore di fama internazionale da mettere insieme a Pavlovic. Il panorama del calciomercato internazionale si accende con un’indiscrezione che potrebbe cambiare gli equilibri della Serie A: l’interesse per Nathan Aké. Il difensore olandese che milita nel City di Pep Guardiola, è finito prepotentemente nei radar dei top club italiani, con un'indiscrezione proveniente dall'Olanda che lega il profilo di Aké alla Juventus a un possibile approdo sotto la guida di Luciano Spalletti. In un calcio sempre più fluido, un giocatore con le sue caratteristiche rappresenta una vera e propria minaccia tattica per gli avversari.
  23. Il destino di Tijjani Reijnders potrebbe riportarlo nuovamente in Italia: la Juventus sta monitorando con attenzione la situazione del centrocampista olandese del Manchester City. Dopo il trasferimento multimilionario della scorsa estate per una cifra vicina da 70 milioni di euro bonus compresi, il calciatore ha visto ridursi drasticamente il minutaggio da parte di Guardiola, alimentando le voci di un clamoroso ritorno in Serie A. L'ex perno del Milan ha subito un crollo nelle gerarchie del tecnico catalano a partire da febbraio. I numeri descrivono una crisi evidente: sei panchine nelle ultime nove partite di Premier League e un minutaggio ridotto ai minimi termini da aprile in poi. Secondo i media inglesi questa mancanza di continuità ha messo in allerta i top club della Serie A, con la Juventus in prima fila. Perché la Juventus pensa a Reijnders? Spalletti cerca profili che non abbiano bisogno di tempi d'inserimento e il passato rossonero di Reijnders rappresenta una garanzia tecnica e tattica per i dirigenti bianconeri. Tuttavia, l'operazione resta complessa sotto il profilo finanziario, considerati i costi, a meno che gli inglesi non aprissero a scambi o formule in prestito. Dal canto suo, il Manchester City non ha ancora preso una decisione definitiva: se da un lato il giocatore cerca spazio, dall'altro la possibile partenza di Bernardo Silva a fine contratto (che interessa sempre alla Juve) potrebbe riaprire le porte della titolarità per l'olandese nella prossima stagione. Quel che filtra è una certa resistenza da parte dei Citizens nel lasciar partire il giocatore dopo un solo anno. La situazione resta in divenire e dipenderà molto dal finale di stagione e dalla volontà del calciatore di accettare un ruolo da comprimario o forzare la mano per tornare protagonista in Serie A. La Juventus resta alla finestra. Sportmediaset
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