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Mr.Joints

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  1. Per come si stanno mettendo le cose, tra un paio di mesi il nostro campionato potrebbe diventare più "rilassato". A quel punto credo che un giovane avrebbe più possibilità di giocare da noi che in squadre ancora a lottare per la classifica. Altro che mandare Kean in giro, piuttosto io farei rientrare pure Romagna, anche se qui il discorso si fa più complesso
  2. Se non sbaglio Del favero dovrebbe essere già troppo grande per questa nazionale, dovrebbe essere nel giro dell'under 20. Dei "nostri" manca caligara, mi sembra che fosse nel giro delle nazionali. Dobbiamo cominciare a considerarlo il nuovo vitale?
  3. In questi anni l'andata degli ottavi non è mai stata entusiasmante, l'anno scorso andammo un po' meglio ma avevamo il porto e comunque la prestazione non fu eccezionale. insomma siamo in linea con le precedenti stagioni allegriane. tutto sommato per me siamo ancora favoriti.
  4. Anche se OT, davvero barella ieri è stato impressionante. Non lo seguo spesso, ma gioca sempre così?
  5. i 3 anni scattano dalla stagione sportiva in cui sono stati compiuti i 15 anni. nel caso di kean che è di febbraio 2000 i 3 anni scattano dalla stagione 2014-15. la scorsa stagione (2016-17) è stata la terza per lui da noi.
  6. per me dovrebbero essere presi in considerazione entrambi i parametri. magari prevedendo la ripartizione sul numero grezzo (per incentivare le società verso politiche di crescita del loro bacino da stadio) ma al tempo stesso, come da modello spagnolo, inserendo penalità quando l'indice di riempimento si allontani da un livello sufficiente per garantire la piena fruibilità televisiva. ammodernare le strutture è una necessita anche per aumentare il numero dei presenti allo stadio. la politica dei prezzi bassi mi sembra evidente che non sia sufficiente per questo scopo. uno stadio "arcaico" anche a basso prezzo comunque non si riempie. comunque l'indirizzo che sta prendendo la legge tutto sommato non mi dispiace. una quota stabilita sulla base dei meriti sportivi, una in basa a share televisivo e presenze da stadio. se aggiungessero anche un qualche espediente per prendere in considerazione il tasso di riempimento per me ci avviciniamo ad una soluzione "stimolante" per la crescita di tutto il sistema. di sicuro il superamento dell'assurdità della quota determinata dal numero di abitanti della città sede del club è una grande conquista.
  7. Hai perfettamente ragione. volevo sottolineare però che considerare la presenza da stadio nello stabilire il valore del prodotto calcio non è una cosa così fuori dal mondo come a prima vista sembra. Un sistema di ripartizione che premi e incentivi politiche societarie di incremento degli spettatori da stadio è sicuramente premiante nel medio periodo con ricadute positive anche nel valore televisivo del prodotto.
  8. restando nel mondo del calcio, le piccole riforme di questi ultimi due anni dei settori giovanili (istituzione di un campionato per gli under 16 e girone unico per gli under 19) tutto sommato mi sembra che siano andate nella giusta direzione. gradualità nella crescita e inserimento di livelli di competitività maggiori senza forzare troppo sull'agonismo. vediamo come andranno le cose nei prossimi anni, ma è lecito aspettarsi tra 4-5 anni che i ragazzi usciti dai percorsi giovanili siano leggermente più preparati ad affrontare il professionismo rispetto ai loro coetanei delle leve precedenti.
  9. lo stadio pieno rende televisivamente maggiormente appetibile il prodotto calcio e quindi di conseguenza ne aumenta il valore. se non sbaglio la liga spagnola prevede penalità per le società che non raggiungano un adeguato livello di riempimento degli spalti inquadrati dalle tv. quindi volendo una ratio nel premiare le presenze da stadio ci potrebbe essere.
  10. concordo con te sulla vanità del risultato nei campionati giovanili. al tempo stesso però per me è necessario anche rispettare i tempi di crescita dei ragazzi, soprattutto dei più giovani. il limitato valore agonistico dei tornei giovanili serve proprio per garantire una crescita emotiva e tecnica dei ragazzi senza l'eccessiva pressione per il risultato. provare la giocata, testare i limiti delle proprie capacità in un corpo ancora in formazione necessitano tempi e contesti adeguati. affrettare i tempi e saltare i passaggi può essere controproducente per il processo di crescita.
  11. riprendo il tuo discorso da cui poi si è generata questa interessante discussione "natalizia" per dire la mia sulla questione. Il "garbage" time di una partita in qualsiasi sport professionistico non serve per fare esperienza ma risponde più a una logica "commerciale": in un momento di scarso agonismo do' la possibilità di mettersi in mostra a chi gioca di meno, lo metto in vetrina. In questa ottica in quei minuti ha più senso inserire un "vecchio" ai margini del progetto che un giovane su cui punto. Il giovane del vivaio non deve godere di un percorso "privilegiato", ma deve essere considerato come un qualsiasi giocatore della rosa, deve lottare negli allenamenti a cui partecipa per guadagnarsi la chiamata in campo, e deve giocare solo se serve, come tutti gli altri. L'anno scorso alla quinta giornata dei gironi di champions con la qualificazione in bilico, fuori casa a Siviglia e con la partita in parità, in campo è entrato Kean (sottoetà della primavera!) al posto di Pjanic, ed è stato decisivo per la conquista della vittoria. La presenza in campo non deve essere un premio, ma deve rispondere a una necessità. Il campo un giovane lo deve calcare in una partita "vera" e solo se lo merita. la comparsata in un contesto già determitato per me non serve a nulla.
  12. non condivido, soprattutto alla luce dei risultati di quest'anno dove per la prima volta mi sembra che le nostre selezioni siano veramente dominanti nei rispettivi campionati. 2002 e 2003 (in parte anche i 2001) stanno mostrando un gioco e delle potenzialità davvero molto incoraggianti. Per me si stanno cominciando a vedere i frutti della rivoluzione tecnica di qualche anno fa (se non ricordo male del 2014) che ha coinvolto il reclutamento e la gestione dagli under 14 in giù. La strada intrapresa mi sembra finalmente quella giusta. Tra un paio di anni finalmente dovremmo riuscire ad avere con una certa costanza una primavera di prospettiva e competitiva costituita per lo più da giocatori prodotti in "casa", non più costituita razziando i prodotti altrui come storicamente abbiamo sempre fatto (gli ultimi sono i vari spinazzola, rugani o anche favilli)
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