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Ma no, in realtà questa discussione è molto utile, perché permette a tantissimi utenti di rimanere sempre sul pezzo. Poi si, ovviamente a volte si scade in diatribe che lasciano il tempo che trovano, o magari si mandano foto come ho fatto io per stemperare un po' gli animi, ma ci sta (almeno penso). La verità ad oggi (e per i prossimi giorni) è che dobbiamo semplicemente aspettare la chiusura delle indagini. Non c'è modo di poter capire al momento quali siano gli effettivi capi d'imputazione che verranno addebitati, quindi possiamo semplicemente fare le nostre considerazioni ragionando sugli elementi a nostra disposizione. L'inchiesta condotta dal PM Maurizio Ascione ha portato finora alla notifica di avvisi di garanzia esclusivamente a figure appartenenti al mondo arbitrale. Al momento, i nomi iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di concorso in frode sportiva sono cinque: Gianluca Rocchi: Designatore arbitrale di Serie A e B (attualmente autosospeso). È la figura centrale; gli vengono contestati diversi capi d'imputazione relativi a presunte designazioni "pilotate" (come quella dell'arbitro Colombo per Bologna-Inter) e interferenze nel protocollo VAR. Andrea Gervasoni: Vice-designatore e supervisore VAR (anche lui autosospeso). Coinvolto per il suo ruolo di coordinamento nelle sale VAR e in episodi specifici come Udinese-Parma e Salernitana-Modena. Luigi Nasca: Video Assistant Referee (VAR). Sotto la lente per la gestione di episodi chiave, tra cui il celebre contatto Bastoni-Duda in Inter-Verona. Rodolfo Di Vuolo: Assistente VAR, indagato in relazione alla gestione tecnica di partite considerate "sotto inchiesta" dalla Procura di Milano. Daniele Paterna: Altro componente della squadra VAR finito nel registro degli indagati per presunte irregolarità nelle comunicazioni durante i match finiti nel mirino degli inquirenti. Sappiamo che l'inter c'è dentro fino al collo, tuttavia al momento risulta non indagata. Quindi si tratta di capire se la procura riuscirà, con tutto il materiale che ha accumulato in mesi di indagine, a dimostrare in qualche modo la sua partecipazione. E' una battaglia politico / economica / giudiziaria. Il fatto che al momento la squadra di stato non sia indagata mi fa pensare che non si voglia creare un caos di proporzioni bibliche, ma è solo questione di tempo. Mia personalissima opinione ovviamente.
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Derby e corsa Champions, arriva l'ok della prefettura: cinque gare si giocheranno domenica alle 12
burrico ha risposto a SuperT Discussione Juventus forum
C'è da dire che il calendario è stato fatto con i piedi perché si tratta di calcio, mi sembra coerente -
Non mi sono spiegato bene evidententemente. A prescindere che abbia parlato con Di Marco che poi avrebbe riferito a Rocchi, rimane sempre il fatto che quest'ultimo abbia gestito le designazioni in base alle richieste di Schenone. La domanda che ci dobbiamo porre è: perché Rocchi accontentava le richieste fatte dall'inter? A prescindere che si possa trovare o meno una intercettazione che coinvolga direttamente Schenone con lui. A che pro?
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Se il comportamento del club referee manager (ossia Schenone) si è limitato alle relazioni istituzionali previste dalla FIGC, la responsabilità dei dialoghi e delle scelte operate ricade interamente sui designatori i quali dovevano proteggere quelle stesse scelte dall'influenza esterna. Il problema sorge nel momento in cui una società opera con pressioni indebite, tali da indurre il designatore a gestire gli arbitri in base alle preferenze della società stessa. Quali sono queste pressioni? Diplomatiche, relazionali, politiche. Il fatto che tutto possa essere derubricato ad una scelta autonoma o di debolezza interna dei vertici dell'AIA non trova pieno fondamento, a mio modesto parere. E' palese che mantenessero questi "favoritismi" pur di mantenere inalterate le polemiche e le tensioni con la lega calcio, e automaticamente con l'inter stessa in quanto al momento non è che detiene il peso politico delle istituzioni sportive, ne è parte integrante (sempre a mio modesto avviso). Il paradosso è proprio questo. Ma a prescindere da tutto quanto, la nebbia si dirada sempre di più, come andranno le cose lo vedremo presumibilmente a fine campionato, tuttavia questa inchiesta non fa altro che avallare ulteriormente il fatto che l'inter ha rotto il c***o. Possiamo essere garantisti, possiamo essere giustizialisti, possiamo essere quello che siamo, ma sicuramente non siamo dei fessi.
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Corrotto lo vedremo se e quando verrà rinviato a giudizio, sleale ad oggi sicuramente perché a prescindere assecondava le richieste e le pressioni del dirigente dell'inter Schenone. Quest'ultimo ha completamente bypassato i canali di comunicazione istituzionali ben precisi, quindi il suo referente non sarebbe mai dovuto essere chi fa le designazioni, ma un organo terzo interno che fa da filtro. Quindi, per quanto attualmente a livello penale non risulti una prova "schiacciante" per poter iscrivere il Signor Schenone nel registro degli indagati, ciò non toglie che dal punto di vista della giustizia sportiva il suo comportamento a livello sostanziale rientra nell'articolo 30 (illecito sportivo). Il problema è che l'attuale giustizia sportiva non avrebbe difficoltà a derubricare il tutto alla norma paracadute, ossia l'articolo 4 (lealtà sportiva). Insomma, staremo a vedere cosa succederà.
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Rispetto la tua opinione, ma ci sono un paio di cose per le quali sono in disaccordo: In primis, Calciopoli la metterei da parte perché è stata una grande farsa costruita ad hoc che non ha niente a che fare con la giustizia in generale, sia sportiva che ordinaria. Per quanto riguarda invece la parte della frode interna al mondo arbitrale, molto probabilmente c'è la possibilità che si possa (incredibilmente) far passare questa teoria, ma in cuor nostro sappiamo benissimo che si tratterebbe dell'ennesima falla del sistema giuridico. Anche su questo punto non sono allineato al tuo pensiero, il fatto che comunque ad oggi non risultano indagati per l'inter ma ci siano state diverse audizioni per diversi testimoni che gravitano o hanno gravitato nella loro società a me personalmente fa riflettere. Diamo per assodato che la questione si risolva come pensi tu. Stiamo sempre parlando di campionati falsati o sbaglio?
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Ti ringrazio per la precisazione, però a mio modo di vedere la segnalazione è a tutti gli effetti un fatto. Che sia da dimostrare è un altro paio di maniche, assolutamente. Il lavoro svolto dalla procura in tutti questi mesi è stato appunto quello di dare una motivazione all'esposto di Rocca ricercando appunto i fatti per dare un riscontro alla denuncia. Se è passato tutto questo tempo e il GIP ha comunque autorizzato per un periodo di tempo l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche e ambientali significa che il materiale è emerso eccome. Non parliamo di abbagli, sicuramente ci sarà, come dici anche tu, la richiesta di rinvio a giudizio per i 5 indagati. Ma per logica (non per "sentimento popolare"), se si tratta di concorso in frode sportiva, dovrà esserci qualcun altro oltre alla categoria arbitrale. O vogliono farci credere che il concorso era interno all'AIA? Cosa ne pensi?
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Siamo in un forum, ed è giusto che ognuno dica la sua, che sia pessimista, ottimista, portatore sano di verità o complottista. Viviamo in democrazia e ognuno ha il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero. Fatta questa doverosa premessa, bisogna a prescindere rispettare ogni considerazione che viene riportata, ma con cognizione di causa. Io preferisco basarmi su quanto stia realmente accadendo, e ad oggi 13 maggio, piaccia o non piaccia (cit.), la situazione cronologica è la seguente: 1. L'Origine: Primavera – Estate 2025 L'esposto di Rocca: L'ex assistente arbitrale Domenico Rocca decide di denunciare dall'interno una serie di pesanti anomalie nella gestione delle designazioni dell'allora designatore Gianluca Rocchi (campionato 2024-2025), puntando il dito su voti truccati e corsie preferenziali per favorire o evitare determinati arbitri per le partite di prima fascia (in particolare dell'Inter). Il "muro" della FIGC: L'esposto viene inizialmente girato alla Procura Federale guidata da Giuseppe Chinè. Nel silenzio generale, gli organi della giustizia sportiva decidono però di archiviare il caso, non ritenendo che vi siano profili di sanzione. Lo scavalcamento ordinario: Visto il muro di gomma dello sport, Rocca compie il passo decisivo e deposita lo stesso identico dossier direttamente presso la Procura della Repubblica di Milano. Il fascicolo viene affidato al PM Maurizio Ascione. 2. L'Indagine Silenziosa (Autunno 2025 – Aprile 2026) Per mesi la Procura muove le sue pedine nell'ombra, avvalendosi del Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza. Vengono disposte acquisizioni digitali e copie forensi mirate dei flussi informatici e delle comunicazioni legati al Centro VAR di Lissone. Gli inquirenti intercettano e isolano messaggi scambiati tra i vertici e le sale operative. 3. Il Terremoto: Fine Aprile 2026 L'avviso di garanzia e i 5 indagati: L'inchiesta esplode pubblicamente. Viene iscritto nel registro degli indagati, con l'ipotesi di reato di concorso in frode sportiva, il designatore Gianluca Rocchi, insieme al supervisore del VAR Andrea Gervasoni e, successivamente, ad altri tre varisti/assistenti (tra cui Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo). I capi d'imputazione: I PM contestano a Rocchi di aver "combinato" o "schermato" le designazioni per favorire l'Inter in partite cruciali di campionato e Coppa Italia (vengono citati i casi delle semifinali d'aprile 2025, il posizionamento dell'arbitro Colombo per Bologna-Inter, e le omesse revisioni VAR di Inter-Verona del gennaio 2024 e Udinese-Parma). L'autosospensione: Travolto dallo scandalo mediatico e giudiziario, Gianluca Rocchi si autosospende dal ruolo di designatore dell'AIA. 4. Il Mese degli Interrogatori (Maggio 2026) Nelle ultime due settimane, Palazzo di Giustizia a Milano diventa una porta girevole per testimoni eccellenti (ascoltati come persone informate sui fatti): Sfilano davanti al PM Ascione Andrea Butti (responsabile competizioni della Lega Serie A), l'ex coordinatore AIA Riccardo Pinzani e Giorgio Schenone (Club Referee Manager dell'Inter ed ex fischietto), tutti chiamati a spiegare la natura dei loro fitti colloqui con Rocchi. Pochi giorni fa, vengono ascoltati anche Giancarlo Viglione (legale e fedelissimo della FIGC) e il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni. Nel frattempo, vistasi scavalcata, la Procura Federale della FIGC con Chinè è costretta a fare retromarcia e chiede ufficialmente gli atti a Milano per poter riaprire il fascicolo sportivo. 5. La Svolta e la situazione ad Oggi (12-13 Maggio 2026) Il Summit Viola-Ascione: Nel pomeriggio di ieri si è tenuto un vertice decisivo e blindato tra il Procuratore Capo Marcello Viola e il PM titolare Maurizio Ascione. Chiusura del perimetro: Dal vertice è uscita la linea definitiva. La Procura ha decretato lo stop alle audizioni dei testimoni. È stato stabilito ufficialmente che non ci saranno al momento nuove iscrizioni nel registro degli indagati e che non verranno ascoltati i dirigenti apicali dei club (niente Marotta). I 5 indagati attuali dell'AIA rimangono gli unici nel mirino del concorso in frode sportiva. La fase di elaborazione dati: Da oggi l'indagine entra in una "pausa" strategica e operativa a porte chiuse. La Guardia di Finanza ha terminato la raccolta e deve ora depositare le perizie forensi definitive riordinando tutti i tabulati, i messaggi incrociati e i flussi di Lissone. L'obiettivo della Procura milanese è blindare il materiale probatorio in queste settimane per arrivare alla formale chiusura delle indagini (415-bis) e alla richiesta di rinvio a giudizio entro l'estate, prima dell'imminente trasferimento del PM Ascione alla Procura Europea. Mi sono avvalso dell'intelligenza artificiale per avere un riassunto dei fatti realmente accaduti. Se dovessero esserci delle incongruenze vi chiedo di farmelo notare, però al momento ritengo sia pacifico il fatto che se proprio dobbiamo discutere dobbiamo farlo attenendoci ai fatti cronologici di cui sopra.
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Esatto, la penso anche io così. Consideriamo che la guardia di finanza ha sequestrato una marea di dispositivi, ora i tecnici informatici, tramite la direzione della procura, devono estrarre tutti i dati, abbinarli e soprattutto incrociarli con i tabulati di aggancio delle celle telefoniche. Praticamente devono apparecchiare la tavola prima di sedersi.
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Buongiorno a tutti. Al momento attuale la Procura di Milano si prende un momento di stop dalle audizioni pubbliche (o almeno questo è trapelato). In realtà la notizia è molto confortante perché a mio avviso si entra nella fase di elaborazione dati, quindi i magistrati confrontano le dichiarazioni dei testimoni con quello che è scritto nelle chat dei designatori. Se un testimone ha mentito o ha omesso qualcosa, i PM preparano le nuove contestazioni formali. Consideriamo anche il tempo di deposito delle perizie informatiche, senza il quale il PM non può procedere con la chiusura delle indagini. Aggiungo anche per tutti coloro che parlano di proroga concessa ma poi non "utilizzata", questa non serve quasi mai per ricominciare da capo a sentire testimoni o per cercare nuove piste stravaganti, ma è uno strumento squisitamente tecnico volto alla fase di elaborazione, analisi e blindatura dei dati già acquisiti. Quando un'indagine è arrivata al livello di maturazione in cui si trova quella del PM Ascione, continuare a fare audizioni a tappeto sarebbe persino controproducente: rischierebbe di provocare ulteriori fughe di notizie o di inquinare il quadro probatorio. Insomma, stanno iniziando i preparativi del rinvio a giudizio.
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Purtroppo (o per fortuna) ancora la procura non ha concluso la fase istruttoria. Nel momento in cui cesserà il segreto istruttorio chiunque potrà vedere effettivamente i capi d'imputazione. Visto come si sta svolgendo la fase preliminare, io rimango fermamente dell'idea che i prescritti pagheranno caro. Se poi non dovesse essere così abbandono il mondo del calcio. Ricordiamoci una cosa molto molto importante. Questi qua, pur di continuare a sguazzare in questo letamaio creato ad hoc, hanno ucciso la voglia di guardare il calcio a tantissime persone. Chi rimane lo guarda solo perché in fondo c'è sempre un amore viscerale verso la propria squadra che in un certo modo ti porta a sopportare lo schifo che gravita intorno pur di poter festeggiare una vittoria, un gol. In realtà hanno ammazzato anche questo, la gioia per il gol, non si può neanche esultare perché poi qualcuno indagato in concorso in frode sportiva decide di mettere una linea dove vuole lui. E' tempo che tutto questo finisca
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La differenza questa volta la fa l'inchiesta. Si sta cercando di abbattere il sistema, il quale ha sempre tutelato l'inter. Da questa prospettiva cambia tutto quanto. Come può una squadra essere tutelata dal sistema se quest'ultimo viene smantellato? Se prima si cercava di tagliare i rami secchi, senza risultato, ora si sta cercando di abbattere l'albero dalle radici perché ormai è marcio. E visto che parliamo dell'inter, probabilmente l'albero è un pero.
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Esattamente, è proprio il classico metodo di investigazione a cerchi concentrici, praticamente la procura ha già tutto in mano, sta semplicemente rinforzando il suo impianto accusatorio ascoltando persone informate sui fatti (che con l'avviso di chiusura indagini molto probabilmente verranno iscritte nel registro indagati) con l'intento di ricavare eventuali ulteriori informazioni (ma che non sono fondamentali, ribadiamo il concetto, la procura ha già in mano un fucile a pallettoni). Se nel marasma delle varie testimonianze dovessero esserci delle contraddizioni o semplicemente delle "buscettate" tanto meglio, ma non è come stanno cercando di farci credere, ossia che la procura brancola nel buio (pazzesco pensare che alcuni giornalisti possano scrivere tali nefandezze) e che quindi sta disperatamente interrogando persone per trovare la "pistola fumante"!!! Quest'ultima è già nel ciulo di tante persone.
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Perché non dovrebbe essere? Capisco pienamente che dopo tanti anni da impuniti ormai abbiamo fatto il callo a queste cose, ma davvero questa volta (e ripeto, ancora le bombe devono essere sganciate ufficialmente) io ci credo pienamente. Ma non da tifoso, da civile che chiede giustizia. Siamo ai titoli di coda, il palazzo sta tremando, sono come i topi quando la barca affonda. E' un attimo che iniziano a mordersi tra di loro.
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Ragazzi, siamo di fronte finalmente alla resa dei conti. Ormai è assodato che siamo di fronte ad una vera e propria associazione a delinquere. I media possono scrivere quello che vogliono, ma non siamo più nel 2006. Ormai le notizie fanno il giro del mondo con un click. Quindi è inutile che provano a minimizzare, sviare, depistare, o addirittura relegare un fatto così importante alla ventesima pagina di quotidiano sportivo, peraltro mistificando la realtà oggettiva, che ricordiamo, parla chiaro (concorso in frode sportiva nei confronti di Rocchi per aver scelto arbitri "graditi" all'Inter). Esploderà il sistema, e con lui l'inter in quanto società collusa e diretta beneficiaria di tutta questa porcata che da anni li ha mantenuti vivi nonostante sarebbe dovuta essere già da tempo in liquidazione. Possono scrivere quello che vogliono, ma la verità ad oggi è che: La procura non sta facendo trapelare nulla, e questo la dice lunga sulla mole di informazioni che hanno. Nella lista di indagati / testimoni, fondamentalmente sono state chiamate persone che hanno gravitato (e gravitano, come Schenone) nel mondo di cartone. Bramo dalla voglia di leggere tutte le carte che la procura ha in mano, ma ci vuole ancora un po' di pazienza. Nel frattempo però non siamo scemi, i puntini li stiamo unendo da soli con la collaborazione fattiva di tutti noi. Gravina Viglione Chinè Butti Zazzaroni Schenone Rocchi Gervasoni Marotta Viola Ceferin Infantino Ognuno nel suo posto, ognuno con il suo compito, ognuno con la sua missione specifica.
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Il quadro è più che chiaro, grazie soprattutto al contributo del forum e di tutti quanti che stanno cercando di ricostruire la vicenda nonostante i bavagli mediatici. La preoccupazione non c'è, più che altro siamo in fermento perché bisogna attendere, le istituzioni sportive in questo momento sono alle strette e in un vuoto di potere, hanno il deretano stretto perché la procura non sta facendo trapelare niente, non possono difendersi perché non hanno il materiale. C'è poco da dire, stiamo godendo, e c'è qualcuno che ci legge
