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      Nuova versione VecchiaSignora.com: nuovo login e nuove funzioni   10/01/2018

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  1. Arrivano dai giornalisti francesi alcune delucidazioni sulle parole usate da Benatia. Il termine "viol" in lingua francofona è comune nel gergo calcistico (come da noi "c'hanno ammazzato", "c'hanno fottuto", ecc), e non ha lo stesso senso "tout court" che può avere in Italia. Così come il "vaffa" lì assume un significato molto più pesante rispetto a quello usato nel nostro Paese. È una questione di peso e abitudine gergale data alle varie terminologie, che tradotte (perchè Benatia ha parlato in francese) possono indurre in errore. L'ha chiarito il giornalista Valentin Pauluzzi, dicendo come lì la cosa sia passata, appunto, inosservata, e che non sarebbe MAI montato un caso del genere. Alla luce di questo ognuno potrà trarre le proprie conclusioni. Certo è che se già prima la satira appariva pesante (ma in un certo senso aveva qualcosa a cui agganciarsi per poter rivendicare il diritto di esserlo), ora lo sembra molto di più, anzi, potremmo dire che è un buco nell'acqua dovuto ad un significato storpiato delle parole. Un non-sense insomma. Per intenderci... immaginate di vedervi imputati in una querelle pubblica solo per aver detto che "quel gol c'ha ammazzati", magari da qualcuno che in tutta risposta vi mette al pubblico ludibrio dicendo "sparati un colpo in faccia". Ecco... al di là della reazione più o meno istintiva che si possa avere, trovarcisi non deve essere proprio bellissimo. A questo punto, per stemperare, diciamo a Crozza che se oggi ha visto in giro una foto di Benatia con accanto un "31"... stia tranquillo, si tratta degli anni!
  2. Medhi Benatia è corso verso la panchina con la maglietta a brandelli, ma prima di infilarsi quella nuova ha avuto un faccia a faccia con Allegri, che a qualcuno è sembrato, anche se con le dovute proporzioni, un déjà vu (ovvero la lite Bonucci-Allegri in Juve-Palermo della scorsa stagione). Il tecnico in campo si è arrabbiato molto, ma prima in tv e poi in sala stampa ha ridimensionato l’episodio: «Con Medhi è tutto risolto, l’ho rimproverato perché era già squalificato per il giallo e rischiava. In certi momenti bisogna stare zitti e respirare. Non si poteva andare avanti così tutta la sera. I «certi momenti» in questione sono stati gli attimi appena precedenti al gol del 2-0 di Matuidi: in area c’è stata un po’ di baruffa tra Benatia e De Roon, che si sono tirati la maglia a vicenda, ma il centrale bianconero ha avuto la peggio, visto che la sua divisa aveva un vistoso squarcio sulla spalla e dietro la schiena. Tutti e due sono stati ammoniti; Medhi, come ha spiegato l’allenatore, era diffidato e quindi salterà la gara con la Spal. Allegri però ha temuto una punizione ben peggiore (l’espulsione), per questo è andato giù duro con il giocatore quando si è avvicinato alla panchina per cambiarsi la casacca. Le immagini hanno mostrato il faccia a faccia tra i due, con Allegri che gli mette il dito davanti al volto egli ripete 4 volte: «Stai zitto». Si vede Benatia che non lo ascolta e replica, forse cercava di spiegare l’accaduto: il difensore se l’è presa perché ha avuto l’impressione che l’atalantino volesse dargli un pugno. «Tutto risolto», ha confermato Allegri, aggiungendo che Benatia non corre il rischio di finire su uno sgabello, come successe a Bonucci in Portogallo (andata degli ottavi di Champions) dopo la sfuriata col tecnico. In quell’occasione però la discussione in campo tra i due (degenerata perché Bonucci aveva chiesto con toni accesi all’allenatore di sostituire un compagno che a suo parere non era più in condizioni di giocare) proseguì negli spogliatoi, dove i due arrivarono quasi alle mani. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  3. Con lui la svolta in difesa A riposo con l’Udinese è pronto per l’Atalanta. Il campionato della Juventus - quello vero, insomma - è cominciato con il rotondo successo casalingo ai danni del Crotone lo scorso 26 novembre, all'indomani del salvifico schiaffo rimediato a Marassi da un'indemoniata Sampdoria. Lo stesso incontro a partire dal quale Medhi Benatia ha preso stabilmente posto al centro della retroguardia bianconera. Una coincidenza che, settimana dopo settimana, si è fatta conseguenza. Conseguenza dell'impennata di rendimento della Vecchia Signora in quel regno all'interno del quale governa da oltre un lustro che si chiama Serie A. Conseguenza di quel muro all'improvviso eretto da fuoriclasse che si sono fatti raffinati carpentieri. Sotto il naso di attoniti avversari, e che si chiamino Napoli piuttosto che Sassuolo poco importa. Costretti, tutti, ad arrendersi all'evidenza di numeri da far strabuzzare gli occhi: zero come le reti subite finora nel 2018, uno come il totale dei gol incassati nelle ultime quattordici (quat-tor-di-ci!) partite di campionato. Tanto per dire: sono di più le reti che Benatia - straordinario protagonista della metamorfosi di una squadra che ad inizio anno quando vinceva lo faceva per 4-2 (vedi a Marassi col Genoa) o per 6-2 (chiedere informazioni all'Udinese) - ha messo a segno nella porta avversaria, avendo punito nel giro di un mese soltanto prima proprio il Crotone e poi la sua ex Roma. Fonte: Tuttosport
  4. Estratto intervista de La Stampa a Medhi Benatia: E' il miglior momento della sua carriera? «Ho ritrovato la piena forma fisica e posso esprimere le mie qualità. Negli ultimi anni non ero stato sempre bene, ma a Udine e Roma avevo vissuto periodi così». Nessun trauma dopo l’addio di Bonucci... «Ma secondo voi i dirigenti lasciavano partire uno così bravo se immaginavano una Juventus in difficoltà? È servito un po’ di tempo, poi abbiamo trovato equilibrio e solidità». Le capita di pensare, oggi che è al top, alle delusioni e alle bocciature giovanili? «Ci penso ogni giorno, e lo facevo anche nei momenti bui: al Bayern, quand’ero infortunato, voltandomi indietro trovavo la forza di non mollare. Per me si sono chiuse tante porte, sono sempre dovuto passare dalle finestre». Corsa scudetto: il Napoli vola... «Sarà difficile fino alla fine, ma sono convinto che abbiamo la possibilità di vincere. Per la gente sembra tutto scontato: non è così, ma in fondo è bello che vincere sia la normalità. Il Napoli gioca il calcio più bello, ma noi siamo più forti e più solidi. Lo abbiamo dimostrato al San Paolo». Il pareggio con il Tottenham ha deluso... «Avremmo potuto fare di più, lo sappiamo, ma siamo certi di poter vincere a Wembley». Quanto la infastidiscono le polemiche attorno alla Juve? «Non le ascolto. Dopo sei anni di nostri successi, in tanti sperano si imponga un’altra squadra. Anche del Lione vittorioso per sette stagioni in Francia ne dicevano tante: la realtà era che le altre erano un passo dietro, come succede oggi in Italia». Domani il derby... «Sarà difficile. Il Torino ha qualità, è stato rigenerato dal cambio di panchina e farà la partita della vita. Giochiamo a mezzogiorno: non mi piace». Di Antonio Barillà Fonte: La Stampa
  5. Sembra me al mio primo anno di Juve», disse Leo Bonucci su Daniele Rugani un paio di stagioni fa. Il difensore italiano, tornato alla Signora,sembrava iniziare il cursus honorum tra i giganti della difesa bianconera. Adesso, due anni dopo e senza Bonucci a fargli ombra, la situazione non è poi così migliorata. Nelle gerarchie dei centrali della Juve Rugani è ancora ultimo e sembra già tramontata l’idea della successione italiana: non sono stati dati a lui i galloni del dopo­ Bonucci. Quelli se li è presi, con una serie di prestazioni ipertrofiche, Medhi Benatia, diventato con impeto un leader. Assieme a Chiellini e a Barzagli, il 30enne marocchino ha risintonizzato la BBC. Una versione meno patriottica e più mediterranea, ma comunque efficace come ai bei tempi. Così le traiettorie di Rugani e Benatia sembrano aver preso curve diverse.Continuità ben mescolata a fiducia ed ecco ilsucco della rinascita di Benatia, il centrale che aveva bisogno solo di macinare minuti per tirarealucido il fisico. Il marocchino piace perché autoritario, e non solo in campo: «Guarda quante espulsioni ho preso io in carriera...», ha risposto stizzito sui Social a chi gli faceva notare di essere bravo con i gomiti partendo dallo scontro con Pavoletti. Al contrario, in questo momento, la fiducia per Rugani sembra messa tra parentesi: gli allenamenti e le prestazioni hanno convinto Allegri ad affidarsi a Mehdi più che a Simone. Non è certo questione di talento – Rugani ne possiede in dosi massicce –, ma di affidabilità, testa, personalità e cattiveria. Così, nello stesso tempo, è inevitabile che tornino a farsi sentire le vecchie sirene: in Inghilterra si scrive di offerte milionarie per il difensore azzurro che non è certo sul mercato in questa sessione. A fine anno, però, se ne potrebbe pure ridiscutere: oltre a questo Benatia, tra i centrali Juve troverà posto pure Caldara. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  6. I bianconeri, da quando il centrale marocchino è diventato un titolare indiscusso, non hanno più subito reti palesando massima solidità difensiva. “Benatia? E' fondamentale che diventi un punto cardine”. Parola di Andrea Barzagli, uno che ha fatto le fortune moderne della difesa della Juventus, assoluto riferimento per l'intero globo bianconero. Le primavere passano per tutti e, giunto a 36 anni, la roccia di Fiesole non può sicuramente essere ritenuto parte integrante dei programmi futuri. In tal senso, essendo in scadenza di contratto, il numero 15 della Signora prenderà una decisione solamente a bocce ferme: rimanere un'ultima stagione sotto la Mole oppure provare un'esperienza all'estero. Si vedrà. Intanto, però, gli uomini della Continassa hanno iniziato ad impostare il pacchetto arretrato che verrà. E la nota lieta in casa dei campioni d'Italia, nell'ultimo periodo, è principalmente una: si chiama Medhi e nelle ultime cinque partite ha letteralmente giganteggiato formando con Giorgio Chiellini una coppia da urlo. Dopo diversi esperimenti, quindi, Max Allegri sembra aver trovato i giusti equilibri difensivi. Là dietro, in un primo momento, si pensava che potesse diventare la stagione della consacrazione di Daniele Rugani, a maggior ragione dopo l'addio estivo di Leonardo Bonucci. E, invece, il 23enne toscano non è riuscito a diventare un imprescindibile, proponendo prove positive ma anche altre incerte. Un ricco turnover che ha portato la Juventus a smarrirsi in termini di sicurezza e fiducia. Fino alla partita casalinga con il Barcellona. Appuntamento in cui, annullando un certo Luis Suarez, Benatia ha iniziato ad intraprendere il giusto percorso. Roba da 10 respinte, 8 intercetti e 96,9% in passaggi riusciti. Insomma, una gara di altissimo profilo contro avversari top mondo. E anche negli impegni nostrani, pur non in test decisamente probanti, l'ex Bayern si è rivelato un mostro sacro di bravura; sia a tre che nella difesa a quattro. Con il Crotone, dominando Budimir e Tonev, Benatia s'è contraddistinto per possessi guadagnati (12) ed appoggi produttivi (90,9%). Numeri confermati anche affrontando Napoli, Olympiacos e Inter. Non stupisce che il centrale marocchino, spalleggiato da un'ottima fase difensiva globale, sia riuscito a venirne a capo disinnescando, tra gli altri, Dries Mertens e Mauro Icardi, due che sanno far girare la testa a chiunque. Colpisce, tuttavia, come improvvisamente Benatia sia tornato in auge. Specialmente dopo un periodo – pre pausa – in cui sembava fosse diventato l'ultima scelta nelle gerarchie allegriane. Invece, ancora una volta, l'allenatore livornese ha saputo ottimizzare il momento, affidandosi a Medhi nel suo picco di crescita. Destinato, al netto delle tematiche fisiche, a durare. Perché è sempre stato questo il limite di Benatia, dannatamente forte ma anche spesso fragile. Ecco perché, pensando ai mesi in cui la posta in palio diventerà davvero alta, la Juventus auspica nella buona sorte. Quella che non sta aiutando Benedikt Howedes, destinato a rientrare nel nuovo anno. I campioni d'Italia nelle ultime cinque partite non hanno subito reti. Merito dell'atteggiamento che ha portato i bianconeri ad avvicinarsi alla vetta in campionato e, al tempo stesso, ad assicurarsi un posto agli ottavi di Champions League. Ma, ovviamente, nulla nasce dal caso. E Benatia, in versione tirato a lucido, ha influito notevolmente. D'altro canto, rispettando il gentlemen's agreement stipulato con il Bayern Monaco, la Juventus nei mesi scorsi ha acquisito il cartellino del marocchino versando 17 milioni nelle casse bavaresi. Una spesa che con il trascorrere dei mesi ha iniziato a fornire decisamente i suoi frutti. Di Romeo Agresti goal.com
  7. Benatia in esclusiva a J-Talk

    Le analisi post derby e l’attesa della Champions. Ma anche l’intervista esclusiva degli uomini più in forma a disposizione di Allegri, Medhi Benatia. «La Juventus è ancora più forte dell'anno scorso, lo penso davvero. Il mister cambia spesso, abbiamo giocato tutti e la squadra fa sempre bene. Questo è molto importante per noi, vuol dire che c'è il clima giusto nello spogliatoio e che tutti lavoriamo per farci trovare sempre pronti»: così il numero 4 bianconero, in onda su J Talk, il Talk Show del lunedì sera bianconero sul canale 212 di Sky alle 19.30 (replica 21.30 e 00.00). Puntata speciale condotta come sempre da Monica Somma e dal direttore Claudio Zuliani, in compagnia de giornalisti di Juventus TV e degli ospiti in studio: Federico Sarica, direttore di Rivista Studio, ed Enrico Marchioni, ds del Novara Volley. In collegamento da Roma, come sempre, l'opinionista Massimo Zampini, affiancato questa sera da Giuseppe Pollicelli, giornalista di Libero. Dalla piscina Monumentale di Torino, Enrico Zambruno si collega con i pallanotisti della Torino 81.
  8. Fonte: GdS Fonte: La Stampa Fonte: CorSport Fonte: Tuttosport Fonte: CorSera Fonte: La Repubblica Fonte: Il Giornale Fonte: Libero
  9. Fonte: GdS Fonte: Tuttosport Fonte: CorSport Fonte: La Stampa Fonte: CorSera Fonte: La Repubblica Fonte: Il Giornale Fonte: Il Messaggero