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  1. Sara Gama, 30 anni, difensore, capitana della Juve e della nazionale con cui giocherà il Mondiale in Francia. Quest’anno ha vinto scudetto e Coppa Italia SARA GAMA ALLA JUVE DAL 2017 84 PARTITE CON L’ITALIA Sogno il giorno in cui diremo solo calcio senza declinare il genere. Oggi noi siamo ancora alla fase startup La miglior risposta al razzismo negli stadi è l’indifferenza Ma serve un sistema che escluda chi offende e provoca SARA GAMA Dopo i successi con la Juve è pronta per i Mondiali “Siamo aria fresca, attiriamo sponsor. Il movimento crescerà “Io capitana azzurra Sono il volto dell’Italia già globale” INTERVISTA GIULIA ZONCA TORINO Capitana della nazionale, due scudetti e una Coppa Italia con la Juve e un Mondiale davanti. Sara Gama sa che il calcio femminile ha bisogno di facce note per crescere ed è felice di metterci la sua. La partita giocata allo Stadium tra Juve e Fiorentina che cosa ha spostato? «Se fossi in un altro club e realizzassi che la Juve con questa scelta ha riportato famiglie negli stadi, ha dato un messaggio, imiterei». Imiteranno? «È già successo. La Fiorentina è stato il primo club a pensare alle donne ma la Juve ha un altro impatto mediatico e ha sollevato un’onda. Ora l’Europa ci guarda. Non esistevamo e adesso la nazionale va ai Mondiali: facciamo sul serio». Lei ha giocato per il Psg, in un campionato considerato. L’Italia a che punto è? «Sulla via giusta. Oggi ci alleniamo da professioniste». Senza esserlo. «Esiste una delibera in federazione che ci permetterebbe di esserlo, per applicarla bisogna preparare il terreno. Siamo come una start-up, servono sgravi fiscali per non soffocare le società. Ci sono ancora dilettanti come il Tavagnacco. Comunque non è una questione femminile, i rugbisti, per dire, non sono professionisti». Ai Mondiali i premi sono aumentati ma su un altro pianeta rispetto agli uomini. «Erano 15 milioni e diventano 30, raddoppiare non è male. Se poi li metti vicino agli oltre 400 dei maschi capisci che la differenza è gigantesca e va ridotta. Succederà, gli sponsor si interessano, hanno capito che siamo aria fresca». L’allenatrice dell’Italia, Bertolini, ha detto «le donne sal-veranno il calcio». «Me lo auguro. Non abbiamo i superpoteri, ma la differenza porta crescita. Un giorno parleremo di calcio e basta, senza declinare il genere. Fino ad allora gli uomini però saranno un sostegno». Il calcio ha bisogno di essere salvato? «Ha bisogno di correnti nuove che lo contaminino». Tre cose da rubare agli uomini e tre da lasciare a loro. «Prenderei la conoscenza, l’esperienza e il professionismo. Lascerei i presunti tifosi che fanno danni». Il calcio femminile espandendosi è destinato a importare anche le tossine? «Riusciamo a schermare. Resta il fatto che se la nostra società è intollerante e istiga all’odio questo atteggiamento si riversa anche negli stadi». Bloccare le partite con cori razzisti servirebbe? «Sì, però rischi di essere ostaggio. Farlo una volta può essere una scelta di rottura non la soluzione al problema. Viviamo con cellulari, telecamere e droni, possiamo individuare gli agitatori. E dovremmo far-lo sempre». Come avrebbe reagito ai buu al posto di Kean? «La miglior risposta è sempre l’indifferenza, ma lui è tanto giovane. Non è semplice». Si è mai trovata in quella situazione? «No. Si concentravano più a corrermi dietro. Esiste una meritocrazia tra i bambini e i genitori, allora non si permettevano commenti». Avere una capitana multietnica della nazionale aiuta? «Sì, perché mostri la faccia di una società globalizzata. Siamo mescolati e gli incroci ci migliorano, più lo vedi e più ti ci abitui». Con il calcio è stato amore a prima vista? «Nella mia famiglia non giocava nessuno, io lo faccio da quando cammino. Mio nonno e mia mamma mi accompagnavano agli allenamenti da bambina». E suo padre? «È arrivato in Italia, a Trieste, dal Congo come studente di ingegneria. Ha preferito tornare indietro. Qui siamo convinti che tutti vogliano venire in Italia e occupare il nostro spazio ma non è vero». Suo padre è in Congo? «Sì, preferisce la vita lì». Lei ci è mai stata? «No, ma sono felice dei mondi che mi attraversano. La mia famiglia è metà istriana, ho sangue misto: croato, congolese e il risultato è che sono italianissima». Sta in consiglio federale. Battaglie vinte? «È importante che ci vedano. Fino a 7 anni fa non eravamo rappresentate. Il contratto con le tv, prima Rai e ora Sky è sta-to un successo». Il calcio è maschilista? «Lo è: era un feudo, è normale. Abbiamo le quota rosa e nessuno le ama, io neppure, ma per iniziare devi dare delle opportunità. Anche se non è solo l’innesto di donne che può rendere l’ambiente meno maschilista». Pensa a un cambio di mentalità? «Certo. Oggi alla Juve ci alleniamo fianco a fianco con gli under 23, loro si abituano, crescono con noi e ci danno per scontate». L’Italia ai Mondiali può passare il girone? «Si può fare, la squadra ha tanta qualità, è cresciuta a livello fisico. Il bello è che ora spesso riusciamo a imporre il nostro gioco. Non si va a fare le comparse». Ha una barbie a sua immagine, fiera o destabilizzata? «Non mi pareva di avere affinità con le bambole, poi ho capito. C’era una volta la donna barbie e se trasformi lo stereotipo il concetto è forte. La bambola dice tu puoi fare quello che vuoi». Ha 30 anni, pensa al dopo calcio? «Vorrei fare politica sportiva, la dirigente: manca leadership al femminile». Il calendario azzurro 23 maggio Italia-Svizzera a Ferrara, ultima amichevole 9 giugno Esordio Mondiale con l’Australia a Valenciennes 14 giugno A Reims con la Giamaica 18 giugno A Valenciennes con il Brasile La Stampa.
  2. TMW - Juve women, Braghin: "Credo al progetto. Viareggio bella vetrina" 11.03.2019 21:26 di Simone Bernabei Twitter: @Simo_Berna Fonte: Lorenzo Marucci © foto di Daniele Buffa/Image Sport Stefano Braghin, responsabile del settore femminile della Juventus, ha parlato ai microfoni di TMW da Viareggio: "E' un grande piacere essere qua, vuol dire che il calcio femminile sta crescendo. Noi crediamo in questo progetto da 3 anni, ogni anno troviamo qualche occasione in più di visibilità e credibilità. Il fatto che il Viareggio apra al calcio femminile ci fa piacere e noi siamo onorati di essere fra le 8 che partecipano alla competizione. La Fiorentina Women squadra da battere? E' una squadra molto forte, non l'unica ma sicuramente ha qualità e c'è grande rivalità soprattutto dal punto di vista dei tifosi. La gara scudetto allo Stadium? Noi abbiamo voluto fortemente questa occasione, è giusto che le ragazze abbiano questa visibilità. Il calcio è uno solo, al di là dei generi. La Juve di Allegri contro l'Atletico? E' un momento importante per la nostra società, saremo tutti attenti e ben felici di sostenere i nostri colleghi".
  3. Freeda Woman Crush On: Benedetta Glionna. "Il calcio è la mia passione da sempre, mi ha insegnato tante cose come il sacrificio, il rispetto e l’umiltà” - Benedetta è una calciatrice e attaccante della Nazionale Under 23, ci ha raccontato com’è nato il suo amore per il calcio e come non smettere mai di credere nei propri sogni. #nullapuòfermarci #justdoit Pagina Facebook: Freeda.
  4. Oggi pomeriggio, ho avuto il piacere di intervistare Doris Bačić. Naturalmente, abbiamo parlato anche di Juventus Women. Vi lascio, di seguito, i vari collegamenti dove poterla leggere, se vi fa piacere!
  5. Džuljeta Tamsone: “Lavoro per far diventare pro diversi calciatori dell’est Europa” “Ho smesso di giocare ed ora svolgo il ruolo di agente. Voglio scandagliare il mercato dell’Europa dell’Est del calcio femminile e aiuto diversi giocatori di talento a giocare all’estero. Ora lavoro con uno dei giocatori più talentuosi della Lettonia e stiamo cercando di farlo diventare un calciatore professionista. Altri miei assistiti sono giocatori della nazionale russa e ucraina”. E’ Džuljeta Tamsone, lettone, 21 anni, ex calciatrice ed oggi, come lei spiega, è un agente di calcio. Ma non sei troppo giovane per cominciare questo tipo di professione? “Sì, ho 21 anni, ma secondo me è un vantaggio perché avendo finito presto di giocare conosco tutti i giocatori e loro conoscono me. Questo mi rende facile stabilire collegamenti con i giocatori, e, poi, i club sono interessati sui talenti che gestisco, sull’atteggiamento, sulla passione e sulle capacità comunicative”. Il suo vantaggio: “Nessuno lavora con questi mercati, quindi lo farò, abbiamo bisogno di giocatori professionisti in paesi come la Lettonia e altri, al fine di procedere nello sviluppo del calcio femminile, se nessuno li aiuta, nessuno dei giocatori crede che sia possibile. Quindi ho deciso di superare il mercato. Non è il mio lavoro, è la passione che faccio, non i soldi al primo posto”. Sei stata anche in Italia, nella precisione a Torino, vero? “Sì, ero alla Juventus per un incontro, mi piace la visione del calcio che ha la Juventus e il suo modo di procedere nella ricerca dei talenti”. Facciamo un passo indietro, ci racconti la tua storia? “Ho giocato per l’SK Liepajas Metalurgs (la squadra nella mia città Liepaja, sono stati campioni della Lettonia per cui ho giocato in Champions League). In seguito al fallimento del club a causa delle difficoltà economiche del nostro sponsor che ha prodotto grandi cambiamenti in città, il calcio femminile è stato salvato da nuove persone che hanno creato il club FK Liepaja. In seguito, mi sono trasferita nel Regno Unito, mentre andavo all’università a Nottingham Trent University, ho giocato per la prima squadra dell’università ed ho ottenuto una borsa di studio nel calcio. Parallelamente, ho giocato per la squadra locale di Notts County Ladies, la squadra ha giocato nella Women’s Super League e aveva giocatori della nazionale inglese. È stata una grande esperienza allenarsi con i giocatori della nazionale inglese e giocare contro squadre come le riserve del Manchester City. Penso che nessuna ha raggiunto, come donna, nel mio paese. Tuttavia, il team ha nuovamente affrontato problemi finanziari, il club Notts County stava investendo nella squadra in termini di stipendi, ma non poteva ottenere di più dalle entrate, quindi il CEO decise di sbarazzarsi della squadra femminile a Notts County. Questo è stato pazzesco dal lato della gestione. Dopo di allora ho continuato a giocare per l’università e mi sono allenato un po’ con il Nottingham Forest Ladies. In seguito sono andato all’università partner in Germania, EBS Universität für Wirtschaft und Recht, poiché sto prendendo una doppia laurea. Pensavo di finire la carriera in Mz, mi sono data un ultima possibilità e sono andata a giocare nella seconda squadra dell’FFFF Frankfurt, visto che ho già 21 anni e le regole stavano cambiando. In Bundesliga solo 3 giocatori oltre i 20 anni sono autorizzati a giocare nelle seconde squadre e per questa ragione non mi hanno potuto offre un posto. Ho deciso di finire la mia carriera, per aiutare altri giocatori, che sono disposti a diventare professionisti e hanno tutte le potenzialità, ma non c’era nessuno che potesse aiutarmi. Ma sono riuscita a diventare un agente o un intermediario diciamo, sono attiva dal giugno 2018 e ho già avuto molti contatti e viaggi di lavoro a Madrid, Milano e Monaco. Cerco di aiutare delle giocatrici provenienti dall’Europa dell’Est, dove non c’è nessuno che lavori per loro. Ora sono alla ricerca di talenti sul mercato dell’Europa orientale, nei paesi degli Stati baltici, Russia e Ucraina. La società si chiama AS Sport Management, che il mio collega ha creato. Abbiamo diverse idee da sviluppare: il calcio femminile, stage per allenatori e dirigenti, tornei, campi e studio. Tutti questi progetti sono incentrati sulla Germania, poiché io e il mio collega abbiamo sede in Germania, un’eccezione è il calcio femminile, che è un progetto Internazionale. L’obiettivo è quello di collegare la Germania e l’Europa dell’Est e dare l’opportunità a manager, allenatori”. ENGLISH VERSION “I quit playing and now I have the role of an agent, I want to plumb the Eastern European women’s soccer market and help several talented players to play abroad, and I’m working with one of the most talented players in the Latvia and we are trying to make it a professional football player, my other assistants are players of the Russian and Ukrainian national team.” And ‘Džuljeta Tamsone, Latvian, 21 years old former player and today, as you explain, is a football agent. But are not you too young to start this kind of profession? “Yes, I’m 21 years old, but I think it’s an advantage because I’ve played all the players and they know me, which makes it easy for me to establish connections with the players, and then the clubs are interested in the talents I manage, on attitude, passion and communication skills “. His advantage: “No one works with these markets, so I will, we need professional players in countries like Latvia and others, in order to proceed in the development of women’s football, if nobody helps them, none of the players believe that it is possible So I decided to overcome the market, it’s not my job, it’s the passion I do, not the money in the first place “. You were also in Italy, in Turin, right? “Yes, I was at Juventus for a meeting, I like the vision of Juventus football and its way of proceeding in the search for talent”. Let’s take a step back, tell us your story? “I played for SK Liepajas Metalurgs (the team in my city Liepaja, they were Latvian champions for which I played in the Champions League.) Following the bankruptcy of the club due to the financial difficulties of our sponsor who produced big changes in the city, the women’s football was saved by new people who created the club FK Liepaja, later I moved to the UK while I was attending university at Nottingham Trent University, I played for the first team of the I got a scholarship in football, and I played for the local Notts County Ladies team, the team played in the Women’s Super League and had the English national team, it was a great experience to train with the national team players. English and play against teams like the reserves of Manchester City I do not think anyone has achieved as a woman in my country, but the team has once again faced financial problems, the Notts County club was investing in the team in terms of salaries, but could not get more out of revenue, so the CEO decided to get rid of the women’s team in Notts County. This was crazy on the management side. After that I continued to play for the university and I trained a bit with the Nottingham Forest Ladies. Later I went to the partner university in Germany, EBS Universität für Wirtschaft und Recht, as I am taking a double degree. I was thinking about finishing my career in Mz, I got a last chance and I went to play in the second team of the FFF Frankfurt, since I’m already 21 and the rules were changing. In the Bundesliga only 3 players over 20 are allowed to play in the second teams and for this reason they could not offer me a place. I decided to finish my career, to help other players, who are willing to become professionals and have all the potential, but there was nobody who could help me. But I managed to become an agent or an intermediary let’s say, I have been active since June 2018 and I have already had many contacts and business trips to Madrid, Milan and Munich. I try to help players from Eastern Europe, where there is no one working for them. Now they are looking for talent on the Eastern European market, in the countries of the Baltic States, Russia and Ukraine. The company is called AS Sport Management, which my colleague has created. We have several ideas to develop: women’s football, stage for coaches and managers, tournaments, camps and study. All these projects are focused on Germany, since my colleague and I are based in Germany, an exception is women’s football, which is an international project. The goal is to connect Germany and Eastern Europe and give managers, coaches the opportunity “
  6. La calciatrice Cristiana Girelli: «Mi hanno urlato 'grassa' e 'brutta'» Offesa durante la partita contro la Fiorentina nella Giornata contro la violenza sulle donne: «Si predica bene e si razzola male». Il commento della giocatrice della Juventus. di GIULIA MENGOLINI Immaginate di essere una calciatrice, che ha faticosamente conquistato una maglia importante in Serie A. Una domenica, in campo, mentre correte cercando di dare il meglio di voi e portare a casa una vittoria per la squadra, venite insultate ininterrottamente da uomini seduti in tribuna a pochi metri da voi. È successo il 25 novembre a Cristiana Girelli, attaccante della Juventus Women classe 1990, durante il match con la Fiorentina nell'ottava giornata del campionato di Serie A di calcio femminile. La partita è finita bene per le bianconere: 2-0 con un gol al 9' del primo tempo proprio di Cristiana, che abbiamo chiamato per un commento sull'accaduto: «Si è trattato di quattro * che odiano la Juve e sono venuti a vedere la partita e mi hanno presa di mira perché ho fatto il primo gol». Ma sottolinea anche quanto sia «stupido e assurdo che sia successo proprio nel corso della Giornata contro la violenza sulle donne. Si predica bene e razzola male». L'HANNO CHIAMATA «CULONA, BRUTTA E GRASSA» Cristiana mi racconta che i soggetti in questione hanno addirittura giustificato le offese: «Mi hanno detto di averlo fatto perché dopo aver segnato ho esultato contro di loro ma non è assolutamente stato così e chi era allo stadio lo sa bene. La mia esultanza era rivolta alle mie compagne di squadra: io non manco di rispetto a nessuno». Infatti a mancare di rispetto non è stata lei, ma questi non identificati odiatori. E quando chiedo a Cristiana di quali tipologie siano stati gli insulti, mi risponde: «Mi hanno urlato che ho il culone, che sono grassa e grossa, che sono brutta come la maglia che indosso, che sono una juventina di *. Se ci ripenso mi viene da ridere, anche in campo mi sono messa a ridere». Ben venga non sentirsi ferite e umiliate, ma un elemento innegabile va sottolineato: per offendere una donna si finisce sempre lì, nel sessismo da due soldi e nel bodyshaming. A un uomo raramente si urla: «Sei basso, hai la pancia, sei pelato». NESSUNO HA ALLONTANATO CHI LA OFFENDEVA Per esempio, Leonardo Bonucci, che Cristiana ha citato intervistata da Sky dopo il primo tempo dicendo che «la mamma dei cretini è sempre incinta», era stato fischiato in Nazionale sabato 17 novembre durante Italia-Portogallo, ma il motivo della forte antipatia dei tifosi nei suoi confronti sono le due discusse scelte calcistiche, i passaggi di maglia. Cristiana no, ha fatto gol e le hanno urlato che ha il * grosso: «È molto grave che a una professionista succeda una cosa del genere solo perché è donna». E mi spiega poi che anche l'intervista a bordo campo, durante l'intervallo, è stata complicata: «Non riuscivo a rispondere alle domande della giornalista perché le tribune e il campo erano vicinissime… Queste persone erano a cinque metri da me e continuavano a insultarmi. Probabilmente avrebbero dovuto allontanarle». Perché in un piccolo stadio tutto è amplificato, non si parla di un'offesa che si perde tra decine di migliaia di persone a San Siro. Ma nessuno ha isolato chi la importunava. Un gesto di solidarietà durante la partita è arrivato dal'avversaria Ilaria Mauro della Fiorentina Women's, che «appena ha sentito gli insulti si è rivolta verso la tribuna per dire di smetterla. Questo è da apprezzare e sottolineare». Cristiana sa anche che essere donna e giocatrice della Juve è doppiamente difficile, perché il club bianconero è «odiato da tantissimi, in tutta Italia. Ed è brutto che anche la squadra femminile sia presa di mira». Ma lei non si fa certo abbattere: «La partita comunque è finita 2-0 per noi e tutti a casa. Questo è l'importante». © RIPRODUZIONE RISERVATA LetteraDonna.it.
  7. SEGUI @JUVEFEMMINILE SU TWITTER: https://twitter.com/FemminileVS ROSA JUVENTUS WOMEN 2017/2018 Giocatrice Ruolo Data di Nascita Nazionalità Provenienza Laura Giuliani Portiere 05/06/1993 Italia Friburgo Federica Russo Portiere 10/10/1991 Italia Luserna S.Bernardo Tuija Annika Hyyrynen Difensore 10/03/1988 Finlandia Fortuna Hjorring Sara Gama Difensore 27/03/1989 Italia Brescia Calcio Cecilia Salvai Difensore 02/12/1993 Italia Brescia Calcio Martina Lenzini Difensore 23/07/1998 Italia Brescia Calcio Vanessa Panzeri Difensore 22/06/2000 Italia Como Calcio Lisa Boattin Difensore 03/05/1997 Italia Verona Calcio Aurora Galli Centrocampista 13/12/1996 Italia Verona Calcio Martina Rosucci Centrocampista 09/05/1992 Italia Brescia Calcio Valentina Cernoia Centrocampista 22/06/1991 Italia Brescia Calcio Arianna Caruso Centrocampista 06/11/1999 Italia RES Roma Michela Franco Centrocampista 27/01/1992 Italia Cuneo Calcio Ingvild Landvik Isaksen Centrocampista 10/02/1989 Novegia Stabæk Katie Leigh Zelem Centrocampista 20/01/1996 Inghilterra Liverpool Kathryn Elizabeth Rood Centrocampista 02/09/1992 Nuova Zelanda Glenfield Rovers AFC Barbara Bonansea Attaccante 13/06/1991 Italia Brescia Calcio Sofia Cantore Attaccante 30/09/1999 Italia Fiammamonza Benedetta Glionna Attaccante 26/07/1999 Italia Fiammamonza Simona Sodini Attaccante 21/07/1982 Italia Cuneo Calcio Sanni Maija Franssi Attaccante 19/03/1995 Finlandia PK-35 Vantaa Allenatore: Rita Guarino Allenatore in seconda: Matteo Scarpa Dirigente accompagnatore: Elisa Miniati Preparatore Atletico: Emanuele Chiappero Preparatore dei portieri: Giuseppe Mammoliti Fisioterapisti: Ottavia Maffei, Giorgia Valetto
  8. Dopo il primo straordinario scudetto della Juventus Women, VS premierà anche la giocatrice dell'anno votata da voi!
  9. andre2009

    Juventus women in fifa 16

    Ciao ragazzi , se vi può interessare ho creato la squadra delle nostre womens per fifa 16 , è un file .cmp e si importa con il tool creation master 16 , scaricabile da qui http://downloads.fifa-infinity.com/fifa-16/creation-master-16/ Ecco il link della patch http://www.mediafire.com/folder/nebr2nln0trnd98,y58i88cfst7829w/shared
  10. Apro una nuova discussione perché non saprei dove inserire quello che ho scritto. Accetterò ben volentieri qualsiasi critica, correzione o integrazione. Per prima cosa ammetto di essere stato, fino a poco tempo fa, quasi completamente ignorante riguardo al calcio femminile. Seguivo solo, per curiosità storico/statistica la Uefa Women’s Champions League e poco altro. Una delle prime partite che ho visto, in streaming, è stata la finale del 2010 persa dal Lione ai rigori contro il Turbine Potsdam. Senza ragione ho tifato Potsdam. Non so perché ma parlando di portieri la Sarholz mi stava simpatica e la Bouhaddi no, ma tant’è… Nel 2011, complice la trasmissione in TV, ho seguito il Mondiale vinto dalle “Nadeshiko” giapponesi contro ogni pronostico. Un’altra bella favola di sport. Poi ho scoperto che anche in Sudamerica organizzavano la Copa Libertadores femminile. Per ultimo ho cercato di documentarmi sul calcio femminile italiano. E quando ho letto della creazione della Juventus Women la curiosità non ha più avuto limiti. Sono andato a studiarmi albi d’oro, storia, e tutto ciò che riuscivo a trovare. Premesso questo volevo fare alcune considerazioni: il fatto che la nostra Società abbia finalmente deciso di creare un team femminile, di supportarlo nel migliore dei modi e di dargli la maggior visibilità possibile non può che essere di aiuto a tutto il movimento. In Francia il calcio femminile fino al 1975 era praticamente vietato. Idem in Germania (!) fino al 1970. Ora sono nazioni leader in questo sport (lasciamo stare gli Stati Uniti, che in questo caso sono un mondo a parte), quindi significa che una corretta politica di sviluppo, programmazione e sostegno del calcio femminile possono condurre nel giro di una generazione ad un cambiamento epocale. Il problema, da noi, è che le atlete sono, per legge, dilettanti. Con tutti i limiti che questo comporta. Per rifarmi sempre alla Francia, là hanno ottenuto nel 2009 lo status di professioniste. In Germania mi sembra siano professioniste dal 1998. Come diceva giustamente qualcuno: “Non è semplice ingaggiare, in Italia, delle calciatrici straniere che nel loro paese usufruiscono dello stato (e di tutti i vantaggi) dell’essere pro”. Oltretutto qui da noi le squadre femminili sono state quasi sempre sostenute non da società di calcio (forse faceva eccezione il Milan) che avevano già una squadra maschile ma da sponsor che accettavano di “imbarcarsi” in una scommessa. Sono emblematici questi casi: la Falchi Astro Montecatini vince il campionato nel 1975. L’anno dopo rinuncia ad iscriversi alla Serie A e disputa la Serie B. La Diadora Valdobbiadene vince il campionato nel 1977. L’anno dopo si è ritirata a calendario già compilato. La Reggiana vince il campionato nel 1992-93. L’anno dopo rinuncia ad iscriversi alla Serie A. La Foroni Verona vince il campionato nel 2003-04. L’anno dopo ha rinunciato a iscriversi alla Serie A e si è sciolto. In campo maschile una cosa del genere sarebbe stata un’eccezione: la squadra campione che l’anno successivo non può più sostenere l’impegno di un torneo. In campo femminile, invece, viene accettata come una triste realtà. Ma ritornando alla bella realtà delle nostre ragazze mi domando una cosa: è vero che abbiamo saccheggiato altre squadre accaparrandoci molte delle migliori italiane in circolazione e che in questo momento un terzo circa della Nazionale è formata da nostre giocatrici, ma in confronto all’estero come siamo messi? La FIFA ci dà come diciassettesimi nel ranking mondiale e l’UEFA settimi in Europa, il che, data la nostra realtà non è poi così male. E si potrà migliorare. E a livello di club? Nella mia quasi nulla competenza mi sembra che fino ad ora le nostre ragazze stiano compiendo un qualche cosa di incredibile. Una squadra assemblata quest’estate, che sta dominando il campionato concedendo praticamente nulla alle avversarie. Quanto è dovuto alla nostra forza e a tutto ciò che sta mettendo in campo la società (in termini finanziari e organizzativi) e quanto ai limiti delle altre? Mi piacerebbe capirlo. Un test indicativo sarebbe potersi misurare in Europa, ma, se tutto va come speriamo tutti, questo potremo farlo solo l’anno prossimo. O meglio, affinando la domanda: quanto tempo ci vorrà per poter gareggiare con i top team esteri non dico vincendo, ma almeno senza sfigurare? Ultimamente in Champions la Fiorentina è uscita agli ottavi per 0-4 e 3-3 contro il Volfsburg che è una delle migliori squadre d’Europa e il Brescia ha subito un 2-3 in casa e un 6-0 in Francia contro il Montpellier, che in questo momento è terzo in campionato dietro il Lione e il PSG (mamma mia…). Ecco, un esempio da tenere fortemente in considerazione è proprio il Lione (Olympique Lyonnais, per la precisione). Fondato negli anni ’70 come sezione femminile del FC Lyon è stato assorbito nel 2004 dall’Olympique Lyonnais. E da lì è iniziata l’era “moderna” del Lione femminile che l’ha portata ad essere una delle squadre (se non la squadra) femminili più forti al mondo. Basta dire che dal 2006-2007 ad oggi ha vinto undici campionati consecutivi, sette coppe di Francia (le ultime sei consecutive) e quattro Champions. Oltre un mondiale per club nel 2012 (l’unico a cui abbia partecipato, organizzato dai soliti giapponesi per tre edizioni dal 2012 al 2014, e non riconosciuto dalla Fifa che sta pensando ad organizzarne uno con tutti i crismi dell’ufficialità). Tornando al campionato francese, il Lione ha numeri da paura: per cinque volte, di cui tre consecutive, ha terminato il campionato imbattuta e per tre volte ha vinto 22 partite su 22. Negli ultimi otto campionati ha segnato 910 goal subendone solo 53. In otto anni! E, in percentuale, il cammino in Champions è simile. Bisognerebbe chiedere alla nostra Sara Gama cosa vuol dire gareggiare ai massimi livelli in Europa: infatti, nella stagione 2014-2015 giocava nel Paris SG, squadra che agli ottavi di Champions eliminò proprio il Lione e che arrivò fino alla finale persa per 2-1 contro il Frankfurt. In quella finale Sara non giocò, rimanendo in panchina. Comunque almeno lei ha provato cosa vuol dire arrivare ad un passo dalla vittoria in Europa. Quello che spero è che il progetto Juventus Women prosegua negli anni in crescendo, con una programmazione mirata, costruendo attorno ad uno zoccolo primario una squadra solida, unita e vincente. Certo qualcuna ci saluterà, qualcuna farà un’altra scelta di vita, altre arriveranno. L’importante è che tutte siano fiere di indossare questa maglia e diano tutto per essa. Mi piace immaginare, fra tanti anni, una bimba che chiede: “Nonna, mi racconti ancora di quando hai vinto il primo campionato con la maglia della Juventus?”.
  11. Sabato senza diretta Rai Sport e crollo degli ascolti con gli streaming. E' questa la promozione tanto decantata? Il dimissionario presidente della FIGC, in passato, ha più volte dichiarato che il calcio femminile dispone di 500.000 € ogni anno per la propria promozione. Importo che sembra non sia mai stato utilizzato soprattutto per la mancanza di sintonia tra le parti che dovevano e dovrebbero avere a cuore le sorti del femminile. Nemmeno la istituzione della famosa "Commissione federale per lo sviluppo del calcio femminile" e il relativo "Comitato esecutivo" con autorità a intervenire, deliberare e sviluppare le strategie per lo sviluppo del movimento femminile è riuscito a utilizzare tale somma che viene così sprecata ogni anno e rimane nelle casse della FIGC (a meno che non sia stata annullata). Inoltre, sembra che, per questa stagione, il name sponsor " I dolci sapori" abbia versato nelle casse della LND-DCF la somma di altri 500.000 € (fonte Repubblica.it http://www.repubblic...nde_-174842720/). Tutto questo, mentre dal Dipartimento fioccano risposte negative (per mancanza di soldi) alle richieste presentate dalla nostra testata e da altri siti che si occupano di promuovere il calcio femminile e che, giustamente, chiedono un minimo di supporto per realizzare le iniziative. In questo inizio stagione la LND ha puntato molto sullo streaming e, nonostante esso sia di ottima qualità, gli ascolti registrati non hanno mai superato le 3.000 persone (Nazionale). Contro i 90.000 ascolti registrati da Auditel in occasione della partita Juventus - Fiorentina (500.000 contatti). Se poi prendiamo l'ultimo streaming Fimauto-Tavagnacco gli ascolti non hanno mai sfiorato le 200 persone. Questi dati ci mostrano quanto la TV e Rai Sport siano più influenti nella promozione del nostro calcio in confronto dello streaming che diventa un costo supportato (inutilmente) solo per pochi. Non sarebbe meglio annullare lo streaming e fare solo dirette Rai Sport? Scarso risulta essere il seguito degli streaming realizzati dalle società, spesso disturbato dalle connessioni italiane (altro che superveloci) di bassa qualità che allontanano anche gli sportivi più fedeli. Non nascondiamoci dietro ad un dito: lo streaming non è seguito! Brescia - Res Roma non ha toccato le 100 persone ma almeno la qualità è buona; Ravenna - Juventus, superava le 250 ma la qualità della connessione ha bloccato la trasmissione; Fiorentina - Mozzanica non è iniziata, tra la delusione di tutti. Va detto che di solito violachannel.it trasmette delle ottime dirette. Sono arrivato alla convinzione che il calcio femminile interessi di più a chi non lo conosce che non al movimento stesso ma è importante realizzarlo. Il mio consiglio, disinteressato, è di fare gli streaming sulla piattaforma mycujoo.tv, utilizzata dal Brescia e dalla nostra redazione in occasione del Corso per addetti stampa. Basta una telecamera, un hardware e una chiavetta 4g per fare dirette da sballo con la possibilità di creare facilmente gli highlights in diretta. Tale piattaforma è completamente gratuita. Che fine ha fatto il tesoretto che potrebbe servire a promuovere il calcio femminile in TV? Questa domanda la porgo al nuovo consiglio del Dipartimento e alla stimata Coordinatrice Sonia Pessotto sperando che faccia chiarezza su questa vicenda. Il tesoretto è annualmente a disposizione? Se sì, come è stato impiegato finora? Oppure non è mai stato utilizzato? La peggiore delle ipotesi: non è stato rinnovato? Se così fosse, spero di no, la FIGC, dopo aver passato la palla alle società professionistiche, se ne sta lavando le mani? Abbiamo visto che dati certi alla mano che il calcio femminile in TV è un successo e, nonostante non sia per niente pubblicizzato sta riscuotendo gli ascolti della Serie B maschile... Perchè non puntare su questi dati per coinvolgere nuovi sponsor e tifosi? Walter Pettinati calciodonne.it
  12. Ascolta l'intervento integrale di Edoardo Brunetti sul calcio femminile e le Juventus Women: https://goo.gl/r2sfv1 (dal minuto 46) https://twitter.com/FemminileVS/status/895738486258642944 https://twitter.com/FemminileVS/status/895739608947929088 https://twitter.com/FemminileVS/status/895739911059406848 https://twitter.com/FemminileVS/status/895741067571736578
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