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Giannij Stinson

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Su Giannij Stinson

  • Titolo utente
    « Challenge Accepted! »
  • Compleanno 31/12/1992

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  • Squadra
    Juventus
  • Sesso
    Uomo
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    Nessuno
  • Interessi
    juventus, calcio, play station, pc, tennis, musica, pallacanestro e... belle figliole XD

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  1. Comunque sarebbe interessante vedere una proiezione senza toppa e riquadro dietro, ma con inserti gialli o dorati
  2. Davvero non capisco sta cosa delle strisce. Se la maglia la fai metà sarà sempre a strisce, solamente 2 e molto larghe, ma sempre strisce sono
  3. Dzeko (Roma) Biraghi (Fiorentina) Icardi (Inter) Quagliarella (Sampdoria) C.Ronaldo (Juventus)
  4. Ma sa che qua l'unico a piangere sarai tu e anche molto prima della finale vista la squadra ridicola in cui giochi E' davvero imbarazzante la convinzione che ha di vincerla a Parigi che traspare anche da queste parole. Spero che il festival dei pover uomini sia finito, prima Higuain ora Buffon. Anche basta dai...
  5. Il lampione 33enne a differenza del panzone 30enne contro il Real ha fatto una doppietta, facendoci sfiorare l'impresa invece di andare a frignare nel taschino di Vallejo
  6. Giocatore che non ho mai sopportato caratterialmente e dal punto di vista tecnico-tattico. 90 milioni per lui sono stati una follia, cosa confermata dall'ultimo anno in cui svanito l'entusiasmo è stato pessimo. Mai decisivo quando conta, ci credo che fosse di troppo e anche storicamente d'intralcio al modo di giocare di Ronaldo che spinse per la sua cessione ai tempi del Real. Ed ora dimostra anche la caratteristica che più non sopporto di lui. Quella di cercare sempre la polemica e poi dire cose belle per rabbonirsi gli ex tifosi. Trovo inoltre assurdo da parte dei tifosi rimpiangerlo in questo modo. L'abbiamo pur sempre "scaricato" per Cristiano Ronaldo, mica per Iaquinta. Se la mia ex è una bella ragazza ma adesso sto con la più bella del mondo non mi metto mica a piangere
  7. Oggi giornata di shooting per la foto ufficiale delle ragazze
  8. Tutti uniti per il bene del calcio italiano. E’ questo il messaggio lanciato da Giorgio Chiellini che, nelle vesti di capitano della Nazionale Italiana, ha parlato al Quirinale, dove gli Azzurri sono stati ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione per i 120 anni della Figc. «Unione e ripartenza. Queste le parole che vorrei mettere in evidenza oggi – ha spiegato il difensore bianconero - Unione di tutti, di noi atleti, dei tecnici, ma anche dei media e dei tifosi, per ripartire e far tornare calcio italiano ai fasti di un tempo, con le tante vittorie della nazionale». Giorgio Chiellini, che proprio oggi ha celebrato i 13 anni dal debutto in bianconero (10 ottobre 2005, subentrando a Nedved in uno Juventus-Messina), si è anche voluto soffermare sull’importanza del proprio ruolo da senatore all’interno dello spogliatoio azzurro: «Noi come componenti della nazionale abbiamo una grande responsabilità, essere portatori di quei valori che devono valere in ogni contesto, soprattutto nei confronti dei giovani». Ieri l’Italia del CT Roberto Mancini ha battuto la Polonia in UEFA Nations League, un successo che garantisce agli Azzurri di essere testa di serie nel sorteggio dei gironi di qualificazione all’europeo del 2020. Anche la Nazionale femminile ha partecipato alla celebrazione dei 120 anni della FIGC, dove ha speso delle splendide parole il capitano delle Juventus Women, Sara Gama: «Noi donne siamo state una parte relativa di questi anni ma oggi siamo qui con orgoglio e gratitudine a festeggiare noi stesse, i nostri sogni e chi ci ha aiutato a realizzarli tra sacrifici dentro e fuori dal campo per esprimere le nostre passioni» Juventus.com «Si dice che in Italia il calcio è una religione, io penso sia molto diverso, penso sia la più bella storia d'amore, una storia d'amore che dura da 120 anni, che toglie il sonno, che causa delusioni e gioie, una storia unica come il vostro paese». Sono le parole del presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, al Quirinale, in occasione delle celebrazioni dei 120 anni della Figc. «Conosco l'enorme delusione provata per la mancata qualificazione ai mondiali, un dramma nazionale. Chi ama il calcio sa che questo sport senza Italia e come il Rinascimento senza Leonardo da Vinci, come il cinema senza Fellini. Perché questo non diventi un declino irreversibile dovete prendere delle decisioni importanti. All'Italia sta sfuggendo un momento decisivo, bisogna investire sugli impianti, uno stadio nuovo non è spesa ma un investimento redditizio come ha capito il mio amico Andrea Agnelli, bisogna capire che non si vive di sola eredità. E in tal caso non dovreste neppure disputare i playoff....», ha aggiunto Ceferin sorridendo. «Il Calcio italiano attraversa una zona di ombra ore la Nazionale e dal punto di vista politico federale, ma possedete il genio e le competenze e avete il sostegno incondizionato della Uefa, crediamo in voi. Non avete bisogno di eroi ma di impegno che vi restituisca il ruolo di leadership, vorrei che voi mi faceste oggi questa promessa», ha concluso il numero uno della Uefa. Il Messaggero
  9. L'unica cosa ridicola è questa tua risposta
  10. Comprensione del testo level: Antonio Cassano C'è scritto che Buffon ha lasciato la sua eredità in buone mani, non che Szczesny è meglio di lui. Fermo restando che non sarà meglio del Buffon dei tempi d'oro ma sicuramente lo è dell'ultimo. E considerare Szczesny solo un buon portiere e non un top nel panorama di oggi, significa avere i parametri di valutazione totalmente sballati... Se la sua prestazione di ieri l'avesse fatta Donnarumma, Perin o chi per loro starebbero tutti qui a costruirgli ponti d'oro...
  11. Wojciech Szczesny ha sfoderato una prestazione sontuosa con la maglia della sua Polonia, nel match di Nations League contro l’Italia di Mancini. Il portiere della Juventus, per La Gazzetta dello Sport, è stato il migliore in campo del match con i suoi interventi prodigiosi sugli Azzurri, che hanno sbloccato la sfida solo nei minuti di recupero con Biraghi. E il voto lo dimostra: un bel 7,5 per il numero uno bianconero sulla rosea, che motiva così: “Se non fosse per lo juventino, la pratica si sarebbe chiusa in un tempo. Eroico, tre paratissime su Jorginho, Chiellini e Florenzi” Troppo facile adesso, dopo la serata dello stadio Slaski di Chorzów, sottolineare il replay di questo inizio di stagione con la Juventus: Wojciech Szczesny in campo e Mattia Perin in panchina. Stavolta uno vestiva la maglia della Polonia e l’altro quella dell’Italia, ma la sostanza in fondo non cambia. A cementarla, vi è una prestazione da migliore in campo di Tek, capace di parare tutto fino alla zampata liberatoria di Biraghi al 92’. MESSAGGIO TRA I PALI - Troppo facile, perché dopo la serata di ieri non è a Perin che si deve guardare, ma a Buffon. E’ sua l’eredità raccolta da Szczesny, che dopo una stagione di apprendistato - e la soddisfazione di 21 presenze tutt’altro che scontate all’ombra del migliore di tutti - si è cucito quel numero uno sulla schiena e lo sta portando con calma olimpica. Quando alla vigilia di Polonia-Italia gli hanno chiesto delle pressioni sul posto da titolare, la risposta è stata decisa: “Provo a non prestarci attenzione, così come a tutte le cose create ad arte dai media”. Detto fatto: super intervento su Jorginho, grande colpo di reni su Chiellini e prodigio su Florenzi. Una prova tale da far battere le mani anche al collega Donnarumma: Abbiamo trovato un grande Szczesny, gli faccio i complimenti perché è un grande portiere". La verità è che ormai il ruolo di Wojciech non è più in discussione, in Nazionale (al netto di Fabianski) e nella Juventus. Quella Juve che ha concesso appena 22 tiri nello specchio della porta agli avversari dall’inizio della stagione. Pochi, pochissimi, proprio quelli in cui è chiamato a fare la differenza un grande portiere. Szczesny lo è, e ieri ha mandato l’ennesimo messaggio: a Perin e Fabianski, sì, ma soprattutto a Buffon. L'eredità è in buone mani. ilbianconero
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