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Il Topic degli Sport Invernali

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Sci di Fondo: Johaug regina del passo alternato, sua anche la 10 Km di Davos.

 

Sul duro anello di Davos Johaug domina dal primo all’ultimo metro, vincendo la quarta gara distance su quattro in questa stagione, la terza consecutiva a tecnica classica, la seconda con partenza ad intervalli. Numeri impressionanti per lei che fino a due settimane fa non aveva mai vinto una 10 Km in alternato se non ad inseguimento. In assoluto per la norvegese si tratta della vittoria numero 25 in carriera, la nona in gare di Coppa del Mondo.

Niente da fare per Marit Bjørgen, che tiene testa alla più giovane compagna di squadra fino a metà gara per poi arrendersi e concludere alla piazza d’onore staccata di 42”5 secondi. Bjørgen resta comunque al comando della classifica generale di Coppa del Mondo salendo a quota 599 punti contro i 488 di Johaug. Difficile immaginare che qualche altra ragazza possa inserirsi nella lotta per la sfera di cristallo in quanto la terza, Heidi Weng, oggi sesta, è a 344 punti.

Il podio di giornata è completato da Kerttu Niskanen, autrice di un’ottima seconda parte di gara che le consente di recuperare su tutte le dirette avversarie fino ad ottenere il terzo posto finale. La finlandese finisce davanti ad una sorprendente coppia di svedesi, la rediviva Anna Haag quarta e la giovane Sofia Bleckur quinta; in casa Svezia bene anche Sofia Henriksson nona, mentre Charlotte Kalla merita la palma di delusione di giornata chiudendo quindicesima a quasi due minuti da Johaug, subendo anche lo smacco di essere raggiunta e lasciata sul posto dalla rivale norvegese, partita un minuto dopo.

 

Grazie a Sundby la Norvegia fa 200 vittorie in Coppa del Mondo nella 15 Km di Davos.

 

Prosegue il dominio norvegese nello sci di fondo: Martin Johnsrud Sundby vince infatti la 15 Km a tecnica classica di Davos favanti a Didrik Tønseth e all’idolo di casa Dario Cologna.

Sundby interpreta al meglio un anello duro come quello di Davos, partendo al risparmio e accelerando nei chilometri finali. Eloquenti gli intermedi: il detentore della sfera di cristallo paga a Cologna, in testa in entrambi i casi, 14 secondi dopo 5 Km e 15 secondi dopo 10 Km, ma nel giro conclusivo, grazie anche ad una scelta di sci più intelligente, recupera tutto, andando a conquistare la vittoria numero 11 della carriera e 8 in Coppa del Mondo. Il risultato odierno è anche storico in quanto quella di Sundby è la vittoria numero 200 in Coppa del Mondo di Sci di Fondo Maschile per la Norvegia. La strapotenza norvegese è ampliata dal secondo posto di Didrik Tønseth, in condizioni di forma eccellenti visto il miglior tempo ottenuto nella tappa ad inseguimento di Lillehammer sei giorni fa. Per Tønseth è il terzo podio della carriera nonché il miglior risultato in una gara di Coppa del Mondo. Nonostante il terzo posto, esce sconfitto da questa prova Dario Cologna, transitato in testa fino al penultimo intermedio, ma vittima di una errata scelta di materiali che, a causa della fatica accumulata sulla dura salita dell’anello di Davos, non gli consente di resistere agli avversari negli ultimi tre chilometri, teoricamente i più adatti a sci non sciolinati come i suoi.

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Marcel Hirscher vince anche lo slalom di Åre e torna in vetta alla Coppa del Mondo.

 

Doppietta di Marcel Hirscher che dopo il trionfo in gigante fa il bis nello slalom di Åre e torna in testa alla Coppa del Mondo maschile con 28 punti sull'oggi assente Kjetil Jansrud.

L'austriaco ha preceduto di 10 centesimi Felix Neureuther e di 15 il russo Aleksandr Khoroshilov che conquista un podio a dir poco storico. Decimo il migliore degli azzurri, Patrick Thaler.

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Biathlon: Kaisa Mäkäräinen spadroneggia nell'inseguimento e va in fuga nella generale. Karin Oberhofer 6^.

 

La finlandese oggi ha letteralmente disputato una prova a parte e, senza mai forzare il ritmo per gestire al meglio il poligono, è rimasta sempre al comando delle operazioni con un margine di assoluta sicurezza sull'avversaria più vicina.

Complice l'assenza causa malanno di Tiril Eckhoff e una giornata pessima di Darya Domracheva (0+2+1+2), piazzatasi solamente tredicesima, la trentunenne di Ristijärvi va in fuga nella classifica generale di Coppa del Mondo.

Mäkäräinen infatti comanda con 282 punti e Domracheva, pur salita in seconda posizione, insegue a debita distanza a quota 205. Valj Semerenko (oggi decima al traguardo) è terza con 192 davanti a Eckhoff, scivolata in quarta posizione a 182.

Tornando all'inseguimento odierno, la piazza d'onore è stata occupata da Ekaterina Glazyrina, riscattatasi quindi immediatamente dopo la disastrosa frazione in staffetta nella giornata di ieri. Terzo posto per una Anais Bescond che, nonostante sia in sofferenza sugli sci, ha insolitamente fatto la differenza al tiro riuscendo a resistere nel finale al prepotente ritorno della sempre più convincente Olga Podchufarova, quarta.

 

Martin Fourcade vince l'inseguimento e torna pettorale giallo.

 

Il francese, reduce da una sprint opaca, ha subito fatto capire di voler ristabilire i valori consueti cominciando la gara tenendo un ritmo infernale che gli ha permesso di agganciare rapidamente il gruppetto di inseguitori alle spalle di Johannes Thingnes Bø. Il transalpino invece è stato perfetto, così come Simon Schempp e Jakov Fak e, nel quarto giro, ha deciso di alzare il ritmo in salita staccando il tedesco e lo sloveno per arrivare con margine all'ultima sessione di tiro dove, nonostante l'intenso sforzo, è risultato ancora una volta precisissimo, andando a conquistare la vittoria numero 3 della stagione e la 34 della carriera.

In altre parole Fourcade si è dimostrato nuovamente superiore al resto del mondo, anche se nell'ultimo giro ha dovuto stringere i denti per respingere il ritorno di Schempp, capace di frazioni conclusive di gara oltremodo incisive. Il teutonico, a sua volta autore di uno shoot-out, ha ottenuto la piazza d'onore con Fak a completare il podio nonostante abbia mancato un bersaglio nel poligono finale.

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Sci di Fondo: Ingvild Flugstad Østberg domina la sprint femminile di Davos.

 

Ingvild Flugstad Østberg si aggiudica la sua prima vittoria stagionale trionfando nella sprint di Davos davanti a Maiken Caspersen Falla e a Celine Brun-Lie.

Impressionante la gara della ventiquattrenne, già miglior tempo questa mattina in qualificazione e dominatrice in batteria, semifinale e finale. Per Østberg questa è la prima vittoria in carriera in Coppa del Mondo, la seconda in assoluto dopo aver primeggiato nella tappa di Lenzerheide dello scorso Tour de Ski.

L’ormai tradizionale campionato norvegese al quale siamo abituati ad assistere vede al secondo posto Maiken Caspersen Falla, unica che prova a contrastare invano Østberg in finale, e al terzo Celine Brun-Lie, giunta al settimo podio in carriera in gare di primo livello senza tuttavia essere mai riuscita ad imporsi. Ai piedi del podio la solita Marit Bjørgen, oggi apparsa un po’ meno brillante del solito soprattutto in finale, dove non è mai stata protagonista. Conclude la cinquina norvegese Heidi Weng, sempre presente nelle sprint sinora disputate. Nettamente battuta in finale la svedese Stina Nilsson, sfortunata a rompere un bastoncino in partenza e di fatto esclusa da subito dalla lotta per il podio.

In classifica generale di Coppa del Mondo Bjørgen allunga portandosi a 649 punti contro i 488 di Johaug, oggi rimasta a secco, e ai 404 di Østberg. Seguono altre due norvegesi, Weng a 389 e Falla a 297. Ogni commento sarebbe superfluo.

 

Altra tripletta norvegese, Krogh la spunta nella Sprint Maschile di Davos.

 

Come la gara femminile, anche la sprint maschile di Davos si risolve con una tripletta dei sudditi di Re Harald. La spunta Finn Hågen Krogh davanti a Anders Gløersen e ad Eirik Brandsdal.

Krogh si era dimostrato in forma smagliante già nella prova multistage di Lillehammer di settimana scorsa, chiusa in seconda posizione; oggi il ventiquattrenne si impone grazie ad una tattica molto aggressiva, che gli consente di guadagnare qualche metro nelle prime fasi della finale e di mantenerlo sin sul traguardo. Per Krogh questa è la quarta vittoria della carriera, ma la prima in Coppa del Mondo in quanto le tre precedenti erano arrivate sempre in tappe di eventi multistage.

Secondo posto per Anders Gløersen, bravo ad approfittare di un errore di Eirik Brandsdal all’ultima curva e ad infilarlo, cogliendo il dodicesimo podio della carriera, il primo stagionale. Ingenuo Brandsdal, che forse nel tentativo di ricucire gli ultimi metri che lo separavano da Krogh si sbilancia all’ultima curva, rischiando di cadere ma salvando comunque il podio. Quarto posto per Alexey Petukhov, sempre in finale nelle sprint sinora disputate, quinto per Calle Halfvarsson e sesto per un altro norvegese, Tomas Northug.

In classifica generale di Coppa del Mondo resta saldamente al comando Martin Johnsrud Sundby con 491 punti, ma Krogh risale a quota 409, terzo è Halfvarsson con 275. Krogh prende invece il pettorale rosso di leader della classifica di specialità delle Sprint, che comanda con 5 punti di margine su Brandsdal.

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Biathlon: Dorothea Wierer, 2^, guida una storica tripla top ten per l'Italia nel giorno in cui Gabriela Soukalova risorge.

 

Continua il momento d'oro dell'Italia del biathlon femminile che oggi, nel giorno della resurrezione di Gabriela Soukalova, ha ottenuto un risultato storico. Mai, in 581 gare di primo livello disputate dal 1984 a oggi, tre azzurre avevano chiuso contemporaneamente nella top ten.

L'evento si è verificato nella sprint odierna dove peraltro è arrivato il terzo podio italiano in sei prove stagionali. Merito di Dorothea Wierer che ha concluso seconda, migliorando così il proprio career best (sinora si era "fermata" due volte al terzo posto).

La ventiquattrenne di Rasun ha confermato i propri progressi sugli sci stretti, dove ha realizzato l'ottavo tempo, e ha pagato a caro prezzo l'unico errore di giornata, commesso proprio sull'ultimo bersaglio, senza il quale avrebbe potuto festeggiare il successo.

Tuttavia l'Italia del biathlon può comunque sorridere per il primo acuto stagionale di Nicole Gontier (1+0), ottava e al miglior risultato della carriera, e per il decimo posto di Karin Oberhofer (0+1), ancora una volta confermatasi nell'élite assoluta.

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Biathlon: Dorothea Wierer, 2^, guida una storica tripla top ten per l'Italia nel giorno in cui Gabriela Soukalova risorge.

 

Continua il momento d'oro dell'Italia del biathlon femminile che oggi, nel giorno della resurrezione di Gabriela Soukalova, ha ottenuto un risultato storico. Mai, in 581 gare di primo livello disputate dal 1984 a oggi, tre azzurre avevano chiuso contemporaneamente nella top ten.

L'evento si è verificato nella sprint odierna dove peraltro è arrivato il terzo podio italiano in sei prove stagionali. Merito di Dorothea Wierer che ha concluso seconda, migliorando così il proprio career best (sinora si era "fermata" due volte al terzo posto).

La ventiquattrenne di Rasun ha confermato i propri progressi sugli sci stretti, dove ha realizzato l'ottavo tempo, e ha pagato a caro prezzo l'unico errore di giornata, commesso proprio sull'ultimo bersaglio, senza il quale avrebbe potuto festeggiare il successo.

Tuttavia l'Italia del biathlon può comunque sorridere per il primo acuto stagionale di Nicole Gontier (1+0), ottava e al miglior risultato della carriera, e per il decimo posto di Karin Oberhofer (0+1), ancora una volta confermatasi nell'élite assoluta.

Cosa dicevo l'anno scorso durante le olimpiadi :8 :8 e il bello deve arrivare
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Steven Nyman vince per la terza volta la discesa della Val Gardena. Terzo Dominik Paris.

 

Oggi lo statunitense ha centrato la terza vittoria in carriera in Coppa del Mondo, tutte conquistate nella discesa gardenese, le altre due le aveva colte il 16 dicembre 2006 e il 15 dicembre 2012. Praticamente è a un solo gradino dal record di quattro successi sulla Saslong detenuto dall’austriaco Franz Klammer e dal nostro Kristian Ghedina. Nyman oggi, su una pista con poca neve, cosa che l’ha resa molto più tecnica del solito, ha vinto grazie a sci velocissimi facendo quasi gara a sé, solo il re della velocità di questo inizio di stagione, il norvegese Kjetil Jansrud, gli si è avvicinato accusando 31 centesimi di distacco sul traguardo.

Jansrud era stato secondo anche un anno fa dietro a un altro nordamericano, il canadese Erik Guay, oggi assente perché in recupero dall’ennesimo infortunio, il norvegese viene per la prima volta battuto in discesa in questa stagione ma conquista il quinto podio su cinque gare veloci di quest’inverno tornando anche in testa alla classifica generale di Coppa del Mondo con 52 punti di vantaggio sull’austriaco Marcel Hirscher, imperativo per lui è cercare di fare ancora meglio domani nel superG.

Se Jansrud quest’anno non ha mai fatto peggio del secondo posto nella velocità, Dominik Paris si è sempre classificato tra il terzo e il quinto, in particolare oggi è riuscito ad acciuffare il terzo gradino del podio, come già aveva fatto a Lake Louise ma in superG, anche se a ben 1”15 da Nyman, Paris è terzo anche nella generale di Coppa del Mondo a 227 lunghezze da Jansrud mentre nella graduatoria di specialità è quarto, preceduto anche da Nyman e dal francese Guillermo Fayed, che oggi si è visto negare il secondo podio stagionale e in carriera proprio dall’altoatesino della Val d’Ultimo e si è dovuto accontentare della quarta posizione.

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Biathlon: Un impressionante Anton Shipulin domina la sprint di Pokljuka.

 

Anton Shipulin conferma di trovarsi a proprio agio in altura sfornando una prestazione impressionante nella sprint di Pokljuka.

Il ventisettenne di Tjumen ha sbaragliato la concorrenza realizzando il secondo tempo nel fondo senza mancare alcun bersaglio e imponendosi con un vantaggio di 11"9 sull'avversario più vicino, il pur ottimo Dominik Landertinger, a sua volta perfetto al poligono, ma incapace di contrastare Shipulin sugli sci.

Peraltro l'austriaco è il quarto diverso atleta nato nel 1988 a chiudere nella top-three in stagione. Come se non bastasse nelle prime sei gare questa classe ha sempre piazzato almeno un proprio rappresentante in prima o seconda posizione.

Il podio è stato completato da un Emil Hegle Svendsen che ha confermato di non essere brillante sugli sci, ma di contro di riuscire a essere molto preciso al tiro. Il norvegese non ha sbagliato nulla in piazzola, ma ha pagato 24"1 a Shipulin e si è preso la soddisfazione di superare Martin Fourcade, l'uomo più veloce di giornata nel fondo, costretto però a percorrere una volta l'anello di penalità. n casa Italia sono arrivati segnali di ripresa. Dominik Windisch ha ottenuto uno dei migliori risultati della carriera concludendo in 12^ posizione con un errore proprio sull'ultimo bersaglio. Lukas Hofer invece, pur confermando le sue difficoltà nel fondo, ha ritrovato la precisione e grazie a una prestazione perfetta al tiro ha concluso 15°.

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grande gara delle ragazze del biathlon

 

quarta ottava e decima nell'insegumento

 

i ragazzi dell' hockey under 20 si giocano una medaglia questa sera ad asiago nei mondiali di categoria grande gara con i pari età austriaci , all'inizio del terzo tempo sotto 4-1 vincono 4-5 ne ot, nell ambiente si parla di scelte per alcuni dei nostri ragazzi da parte di squadre nhl , sarebbe un risultato storico per l'hockey nazionale

spero che siano dei ragazzi comaschi.

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Solo un mostruoso Kjetil Jansrud batte Dominik Paris nel superG della Val Gardena!

 

Il norvegese ha sciato con una facilità incredibile rispetto a tutti gli altri su un percorso reso difficilissimo dalla neve scarsa e dura della Saslong e ha intascato il settimo successo in carriera in Coppa del Mondo, il quarto in questa specialità della quale tra l’altro è campione olimpico in carica. Notevole anche il rendimento di Paris che oggi ha ottenuto il miglior risultato della carriera in superG e anche stagionale piazzandosi secondo a 46 centesimi da Jansrud. Terzo posto per l’unico che ha battuto finora in superG Jansrud, l’austriaco Hannes Reichelt, staccato di 54 centesimi.

Quarto a soli 2 centesimi dal podio l’austriaco Vincent Kriechmayr che col pettorale 24 ottiene il miglior risultato in carriera migliorandosi di un gradino rispetto al superG di Kvitfjell del marzo scorso, quinto a 5 centesimi dal terzo posto il secondo azzurro, Christof Innerhofer che sta cominciando a vedere la luce dopo un periodo molto difficile per il mal di schiena, è un risultato che è di ottimo auspicio per la discesa di Santa Caterina Valfurva del 28 dicembre su una pista che gli piace molto. Miglior risultato stagionale anche per lo svizzero Carlo Janka, sesto, e per Matteo Marsaglia, settimo, se non si fosse praticamente sdraiato nella parte alta il romano di San Sicario sarebbe stato addirittura davanti a Paris.

 

Lindsey Vonn trionfa anche nella discesa di Val d'Isère, Annemarie Pröll è ormai a un passo!

 

Il tassametro dei successi totali in Coppa del Mondo dice 61 per Lindsey che è ormai a un passo dai 62 della mitica austriaca Annemarie Pröll, mentre in discesa le vittorie sono 31 per Lindsey che è lontana ancora cinque lunghezze dalla fuoriclasse di Kleinarl. Ancora una volta non ci sono più parole per definire Lindsey e crediamo che questa frase la scriveremo parecchie volte quest’anno, e non solo quest’anno, il suo rientro con due successi, un secondo e un ottavo posto nella velocità dopo l’ultimo infortunio ha semplicemente del clamoroso.

Nonostante un errorino nella parte centrale la statunitense ha preceduto di 19 centesimi la veterana austriaca Elisabeth Görgl che torna sul podio dopo la piazza d’onore delle finali di Lenzerheide dello scorso marzo, e la tedesca Viktoria Rebensburg, scesa col 27 e arrivata seconda ex-aequo con Lizzy. Viky è più in forma nella velocità che in gigante dato che questa non era certo una pista adatta alle sue caratteristiche, questo è il suo primo podio in discesa dato che aveva all’attivo due quarti posti a Lake Louise.

Quarta a 39 centesimi la svizzera Lara Gut, buttata giù dal podio da Rebensburg quando il terzo gradino sembrava certo, quinte ex-aequo altre due svizzere, Dominique Gisin e Fabienne Suter, entrambe al primo piazzamento importante stagionale, settima la slovena Tina Maze che comanda la classifica generale di Coppa del Mondo con 269 punti su Anna Fenninger

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Biathlon: Il ruggito di Emil Hegle Svendsen. Vince e torna pettorale giallo!

 

Il norvegese oggi ha disputato la miglior gara del suo inverno dando una dimostrazione di forza, soprattutto al poligono, che non ha lasciato spazio a repliche.

Il ventinovenne di Trondheim ha coperto tutti i bersagli prendendo progressivamente il sopravvento su Anton Shipulin, il quale alla lunga ha dovuto alzare bandiera bianca a causa di due errori al tiro. Il russo ha comunque ottenuto in scioltezza la piazza d'onore.

Il podio è stato completato da Martin Fourcade, il quale oggi però ha perso nettamente lo scontro diretto con Svendsen. Il francese, pur piazzandosi terzo, ha pagato quasi un minuto di distacco allo scandinavo nonostante abbia percorso una volta sola l'anello di penalità.

Quarta piazza per il sempre costante Dominik Landertinger che ha preceduto Ondrej Moravec e Timofey Lapshin, entrambi resisi protagonisti di notevoli rimonte. Il ceco ha recuperato tredici posizioni, ma impallidisce di fronte al russo, risalito di ben 39 posti rispetto a quello di partenza!

In casa Italia Lukas Hofer si è piazzato 10° costruendo le proprie fortune al poligono, dove ha mancato solo due bersagli, ottenendo per la prima volta nell'inverno un piazzamento in quella top ten che oggi avrebbe potuto essere attaccata con un errore in meno anche da Dominik Windisch (1+1+0+2), 18° sul traguardo. In ogni caso ambedue gli italiani si sono guadagnati la qualificazione per la mass start di domani.

 

Darya Domracheva torna al successo, Mäkäräinen furiosa rimonta, è 2^. Dorothea Wierer 4^.

 

Il successo è stato conquistato in scioltezza dalla bielorussa, riuscita a ridurre al minimo gli errori al tiro (ha mancato solo l'ultimo bersaglio), prendendo così progressivamente il sopravvento sul gruppo di sparring partner che sarebbe eccessivo definire "concorrenza", anche perchè Gabriela Soukalova, vincitrice della sprint, è subito uscita di scena a causa di uno sciagurato 3 a terra.

Allo stesso modo la finlandese, a sua volta capace mandare a segno 19 colpi 20 gestendo senza fretta i poligoni, non ha avuto alcun problema ad aver facilmente ragione di chi la precedeva, recuperando sino alla piazza d'onore a dispetto della penalizzante posizione di partenza.

Alle spalle delle due dominatrici, Valj Semerenko ha confermato il proprio ruolo di terza forza del circuito raccogliendo il quarto podio stagionale. L'ucraina, seppur poco brillante sugli sci, ha battuto in volata Dorothea Wierer, la quale ha pagato a caro prezzo i 2 errori in apertura al secondo poligono.

Quinta piazza per la ritrovata Laura Dahlmeier, nuovamente migliore delle tedesche, che ha preceduto una Nadezhda Skardino il cui sesto posto completa un giornata trionfale per la Bielorussia, così come è oltremodo positiva la prestazione della squadra italiana capace, per la seconda volta nella storia (e in tre giorni), di piazzare contemporaneamente tre donne nella top ten.

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Sci di Fondo: La regina si riprende la scena, Marit Bjørgen domina a Davos!

 

Marit Bjørgen vince con estrema facilità la 10km in tecnica libera del secondo weekend di Davos, recupero delle gare di La Clusaz, precedendo la tedesca Nicole Fessel, autrice di un’ottima gara, e l’altra norvegese Heidi Weng.

Comincia alla grande il weekend della Bjørgen, che conquista la vittoria numero 103 in carriera all-inclusive, con un vantaggio di 20 secondi sulla tedesca Fessel, autrice di una gara costante ad altissimo livello e che riesce ad inserirsi nell’egemonia norvegese, eguagliando il suo miglior risultato in carriera, tornando sul podio dopo quasi due anni.

Sul terzo gradino del podio Heidi Weng, grazie ad un’ottima seconda parte di gara, che raggiunge il podio numero 16 in carriera. Dietro di lei ancora Norvegia e Germania, con il quarto posto di una Ragnhild Haga che si conferma ad altissimi livelli, il quinto dell’esperta tedesca Claudia Nystad e il sesto posto di Therese Johaug, calata nettamente in una deludente seconda parte di gara.

 

Incredibile a Davos!Anders Gloeersen beffa tutti e vince la 15km.

 

Il 29enne sprinter norvegese, grazie anche alle mutate condizioni della neve, raggiunge non solo il primo podio in carriera distance, ma anche la prima vittoria per quanto riguarda una gara di Coppa del Mondo Distance. Podio tutto norvegese, dato che dietro Gloeersen sono giunti i connazionali Petter Northug e Chris Andre Jespersen.

Vittoria rocambolesca conquistata negli ultimi km da Gloeersen, che con l’innalzamento della temperatura della neve per gli atleti più quotati, partiti molto dopo di lui, ha potuto sfruttare condizioni migliori. Ottimo secondo posto conquistato da Petter Northug, che torna sul podio in una gara distance dopo anni, mentre terzo è giunto Chris Andre Jespersen, per completare l’ennesimo podio tutto norvegese.

Dietro di loro beffato per pochi decimi Calle Halfvarsson, che con il quinto classificato Jean Marc Gaillard, intermezzano il dominio norvegese completato da Martin Johnsrud Sundby sesto e Finn Haagen Krogh settimo.

Per gli italiani ancora una volta unico atleta a punti Francesco De Fabiani, giunto ventiquattresimo, mentre gli altri due azzurri impegnati, Roland Clara e Giorgio Di Centa sono giunti rispettivamente quarantesimo e cinquantatreesimo.

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E' Elisabeth Görgl a stabilire un record vincendo il superG di Val d'Isère. 5a Nadia Fanchini, 7a Daniela Merighetti.

 

Aggiudicandosi il bellissimo superG di Val d’Isère Elizabeth Görgl a 33 anni, 10 mesi e un giorno diventa la più vecchia vincitrice di una gara di Coppa del Mondo battendo Michaela Dorfmeister, austriaca come lei, vincitrice il 3 marzo 2006 del superG di Kvitfjell a 32 anni, 11 mesi e 6 giorni. Görgl ha fatto invece tutto o quasi alla perfezione e ha intascato la settima vittoria in Coppa, la terza in superG, battendo di soli 5 centesimi la connazionale Anna Fenninger, tornata subito nelle zone altissime della classifica dopo che nella discesa di ieri era stata settima, e di 13 la slovena Tina Maze, che manca di pochissimo l’incredibile impresa riuscita solo a Petra Kronberger nella stagione 1990-1991 di vincere in tutte e quattro le specialità prima di Natale. Quarta come ieri in discesa ma ancora più vicina al successo, 23 centesimi, la svizzera Lara Gut che vede interrompersi una striscia di tre vittorie consecutive nella specialità seguita alla vittoria proprio di Görgl nel primo superG di Cortina d’Ampezzo.

 

Spettacolo Marcel Hirscher: vince per distacco anche il gigante dell'Alta Badia! Sesto Roberto Nani.

 

1”45 lo stratosferico vantaggio di Hirscher sul suo eterno rivale nella specialità, lo statunitense Ted Ligety, che ha fatto una seconda manche decisamente migliore della prima ma ha concesso altri 12 centesimi all’austriaco rimontando comunque dalla settima posizione. Per Hirscher è il successo numero 27 in Coppa, 12 in gigante, quarto stagionale e terzo su quattro gare tra i pali larghi, Marcel recupera 82 punti nella classifica generale di Coppa del Mondo al norvegese Kjetil Jansrud, oggi quattordicesimo, ora il distacco tra i due è di 70 punti e a Hirscher basta arrivare secondo nello slalom in notturna di domani a * di Campiglio per tornare in vetta.

Se Ligety ha concesso poco a Hirscher i due francesi Alexis Pinturault e Thomas Fanara, che a metà gara erano a 16 e 17 centesimi dal 25enne del Salisburghese, hanno perso l’impossibile tanto che Fanara è rimasto alle spalle di Ligety per 3 centesimi e Pinturault per un centesimo dietro al connazionale! Fanara ha così negato al fotofinish il podio a Pintu salendoci per la prima volta in questa stagione e per la sesta in carriera. Quinto il tedesco Felix Neureuther che sta lentamente tornando tra i migliori anche in questa specialità, sesto un Roberto Nani assolutamente fantastico nella prima manche col numero 15 e in grande attacco nella seconda, il livignasco ha commesso tre errori che avrebbero destabilizzato chiunque, lui invece è riuscito a contenere i danni e a mantenere la stessa posizione che aveva dopo la prima frazione, per lui è il primo piazzamento tra i top ten sulla Gran Risa.

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Sci di Fondo: Storica prima vittoria in Coppa del Mondo per Federico Pellegrino!

 

Il ventiquattrenne di Aosta si impone nella sprint in tecnica libera di Davos e conquista la sua prima vittoria in carriera, oltre a far tornare l’italia sul gradino più alto del podio dopo quasi 5 anni. Battuti sul filo di lana Alexey Petukhov e il norvegese Finn Haagen Krogh.

Vittoria che mancava ai colori azzurri dal 5 febbraio 2010, giorno in cui Giorgio Di Centa e Pietro Piller Cottrer conquistavano una doppietta in quel di Canmore, Canada, nella 15 km a tecnica libera con partenza a intervalli. Vittoria sofferta per Pellegrino che dopo l’ottimo quinto posto nelle qualifiche, ed aver vinto il proprio quarto di finale, è rientrato in finale con l’ultimo tempo di ripescaggio utile.

Ed in finale invece è giunta questa fantastica vittoria per l’italiano che ha battuto due grandi interpreti della specialità come Alexey Petukhov e Finn Haagen Krogh, con il norvegese ha comunque di che gioire oggi, dato che resta primo nella classifica di specialità delle Sprint e si avvicina al pettorale giallo di leader di Coppa del Mondo.

 

Nel duello tra Svezia e Norvegia la spunta sempre lei, la regina Marit Bjørgen.

 

In una finale con tre atlete svedesi e due norvegesi, unica non scandinava la Van Der Graff, è proprio Marit Bjørgen ad imporsi in una finale molto tirata su Stina Nilsson e sulla connazionale Ingvild Flugstad Oestberg.

Vittoria numero 70 in Coppa del Mondo per quest’atleta straordinaria, che con la vittoria numero 104 all around, si avvicina a grandi falcate ad essere l’atleta di sport invernali più vincente della storia. Oltre ad essersi imposta nelle qualificazioni, ha anche gestito alla grande le proprie energie nelle batterie finali, dopo essere un pò mancata in quest’ultime nella sprint svoltasi sempre a Davos lo scorso weekend.

Seconda Stina Nilsson, che in semifinale si era imposta proprio su Marit Bjørgen, mentre terza è giunta la vincitrice della sprint della scorsa settimana, Ingvild Flugstad Oestberg. Giù dal podio le altre due svedesi presenti in finale, Charlotte Kalla, in crescita di condizione, e Hanna Falk, rispettivamente quarta e quinta. Sesta ed ultima della finale l’unica non scandinava della partita, Laurien Van Der Graff.

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Biathlon: Mäkäräinen devastante, Domracheva ritirata e vola nella generale. Dorothea Wierer 6^.

 

Da oggi Kaisa Mäkäräinen può essere a pieno titolo inserita nel novero dei "Flying Finn", i finlandesi volanti dello sport. La trentunenne di Ristijärvi ha vinto per la prima volta in carriera una mass start e, alla luce del ritiro di Darya Domracheva, prende il largo in classifica generale.

La bielorussa, già in difficoltà dopo aver sbagliato una volta al primo poligono, si è scontrata con una francese in uscita dall'anello di penalità, letteralmente capottandosi e atterrando pesantemente di schiena.

La carabina ha risentito del violento impatto e si è danneggiata. La ventottenne di Minsk ha dovuto quindi affrontare il secondo poligono con l'arma di riserva mancando 4 bersagli per poi rinunciare a proseguire la sua prova.

Nel frattempo Mäkäräinen ha dato l'ennesima dimostrazione di superiorità assoluta, prendendosi il lusso di vincere la quarta gara dell'inverno a dispetto di 2 errori al terzo tiro. La suomalainen è uscita pulita dalla sessione conclusiva e nell'ultimo giro ha inflitto oltre 25" alle tre avversarie da cui era preceduta. Nel recente passato solo Magdalena Neuner aveva messo in mostra tale preminenza nella tornata conclusiva.

Piazza d'onore per Anais Bescond che, nonostante sia ben lontana dalla condizione atletica migliore, sta insolitamente costruendo le proprie fortune sulla precisione, così come Nadezhda Skardino, a differenza della francese un'abituée degli shoot-out, riuscita ad arpionare il gradino più basso del podio superando nei 2,5 km finali una Gabriela Soukalova in ripresa, ma non certo al top della forma.

Quinta e sesta piazza per le solidissime Valj Semerenko e Dorothea Wierer, ambedue autrici di un errore di troppo per poter ambire al podio. Oltre al sesto posto della ventiquattrenne di Rasun, per l'Italia sono arrivate anche la tredicesima posizione di Karin Oberhofer (1+0+2+1) e la diciassettesima di Nicole Gontier (1+0+1+1).

 

Anton Shipulin vince tra le polemiche la mass start di Pokljuka. Fourcade torna pettorale giallo.

 

Finale al fulmicotone nella mass start maschile di Pokljuka, ultima gara della Coppa del Mondo nell'anno solare 2014, dove si sono visti cadute, ricorsi, un pettorale giallo che cambia continuamente padrone e un nuovo serio candidato alla Sfera di cristallo.

Sul traguardo la vittoria è stata conquistata da Anton Shipulin, confermatosi ancora una volta al top in questo weekend sloveno. Il russo ha commesso l'unico errore di giornata proprio sull'ultimo bersaglio e nel giro finale è andato a formare un terzetto assieme a Martin Fourcade e Jean Guillaume Beatrix.

Quest'ultimo però è caduto proprio in prossimità della discesa conclusiva, rallentando involontariamente anche il connazionale che si trovava alle sue spalle. Shipulin ha quindi avuto via libera verso il successo, mentre il ventiseienne catalano ha dovuto accontentarsi della piazza d'onore, con il meno blasonato compagno di squadra relegato al quinto posto dopo essersi rialzato.

Tuttavia la Francia ha immediatamente presentato una protesta nei confronti del ventisettenne di Tjumen, indicandolo come responsabile della caduta del ventiseienne del Rhône-Alpes, finito a terra - secondo l'interpretazione transalpina - poichè stretto verso il bordo della pista dall'avversario. La protesta è stata discussa a lungo, ma alla fine è stata rigettata e, seppur con un'ora di ritardo, la giuria ha confermato l'ordine d'arrivo, limitandosi a un richiamo formale nei confronti di Shipulin.

Pertanto il successo è rimasto nelle mani del fratello minore di Anastasiya Kuzmina, con Fourcade secondo e Beatrix quinto. Il podio è quindi stato completato da Simon Eder, riuscito ad avere la meglio al photofinish sullo svedese Fredrik Lindström.

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Doppietta Germania a M.adonna di Campiglio: Felix Neureuther domina lo slalom davanti a Fritz Dopfer.

 

Straordinaria la gara dei due tedeschi, soprattutto di Felix, che sta continuando a combattere col mal di schiena eppure nella prima manche era già in testa precedendo di 9 centesimi Dopfer, poi nella seconda ha innestato il turbo e non c’è stato niente da fare per nessuno. Neureuther arriva in doppia cifra per numero di vittorie totali in Coppa del Mondo, dieci, delle quali otto le ha ottenute in slalom, tra l’altro quest’anno tra i pali stretti non è ancora sceso dal podio: terzo a Levi, secondo a Åre e, finalmente, primo sul Canalone Miramonti.

Dopfer, secondo lo scorso ottobre nel gigante di Sölden, arriva a sei podi senza mai vincere, una quota che comincia a diventare rilevante, equamente distribuita tra gigante e slalom e tra piazzamenti tra secondo e terzo, tre a testa, ma in slalom ha un secondo posto in più, quello di Kranjska Gora citato in precedenza. Mai i tedeschi avevano vinto da queste parti, i loro migliori piazzamenti erano due terzi posti del papà di Felix, Christian Neureuther, sempre in slalom, nel 1972 e nel 1978. Terzo posto a 86 centesimi dal vincitore per un meraviglioso Jens Byggmark, che dopo aver completamente perso per infortunio la scorsa stagione già nello slalom di Åre di otto giorni fa, arrivando ottavo, aveva fatto vedere di poter tornare nelle zone nobili della classifica. Per lo svedese è l’ottavo podio in carriera ma negli ultimi (quasi) sette anni ci era salito solo l’11 novembre 2012 quando era stato terzo come oggi.

Il grande deluso della gara di oggi è naturalmente Marcel Hirscher, l’austriaco si è piazzato solamente undicesimo al termine di una prima manche che uno dei suoi allenatori gli ha tracciato inspiegabilmente stretta per le sue caratteristiche, ma neanche nella seconda, su neve completamente diversa da quella di Åre dove aveva vinto, è riuscito a fare la differenza e si è dovuto accontentare del settimo posto.

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Dominik Paris terzo nella discesa di Santa Caterina Valfurva vinta da Travis Ganong.

 

La parte alta della pista “Deborah Compagnoni”, quella più tecnica, è stata tagliata a causa del vento favorendo gli scivolatori che sanno però far bene le curve, di cui questo pendio è comunque ricco anche senza la parte alta. Ganong, con il cancelletto posto in corrispondenza della partenza della discesa femminile, ha indovinato la gara perfetta o quasi specialmente nella parte finale portandosi a casa il primo successo in carriera in Coppa del Mondo, lui che vantava come unico podio il terzo posto dello scorso 28 febbraio nella discesa di Kvitfjell. Al secondo e al terzo posto rispettivamente a 9 e a 21 centesimi dallo statunitense ci sono due ragazzi che hanno indubbiamente tratto vantaggio dal taglio della parte alta che non amavano: l’austriaco Matthias Mayer, nettamente il migliore nella parte alta al secondo podio stagionale dopo la piazza d’onore nel superG di Lake Louise, e l’azzurro Dominik Paris.

L’altoatesino della Val d'Ultimo ha stranamente perso più di un decimo nella parte finale scorrevole da Ganong ma ha una continuità di risultati stagionali impressionante: in sette gare veloci ha messo assieme un secondo, tre terzi, due quarti e un quinto posto per cui è a quarto podio di questo inverno, il terzo consecutivo e il secondo in discesa, è sempre terzo nella classifica generale di Coppa del Mondo mentre in quella di specialità scavalca Nyman, oggi quindicesimo, di 29 lunghezze ed è secondo a 74 punti da Kjetil Jansrud. Il norvegese ha steccato la prima gara della stagione piazzandosi diciassettesimo: si interrompe la sua striscia di sei podi consecutivi nella velocità ma nella generale comanda con 48 punti sull’austriaco Marcel Hirscher e 219 su Paris.

 

Nel gigante di Kühtai primo trionfo per Sara Hector, beffate Anna Fenninger e Mikaela Shiffrin.

 

Un talento annunciato, quello della 22enne svedese, ma che a cinque anni dal suo esordio in Coppa sembrava quasi perso, invece come per incanto la scandinava ha trovato il feeling giusto e dopo il secondo posto di Åre di sedici giorni fa, sulle nevi del Tirolo austriaco e su una pista inedita per il Circo Rosa è arrivato il primo trionfo in Coppa, oltretutto davanti non a due qualsiasi ma a due che si chiamano Anna Fenninger e Mikaela Shiffrin. L’austriaca, terza dopo la prima manche, ha rosicchiato solo 3 centesimi a Hector vedendosi così interrompere per soli 9 centesimi la serie di tre successi negli ultimi tre anni in quello che per lei è il giorno magico, il 28 dicembre. La statunitense invece a metà gara era in testa con 27 centesimi su Sara ma nella seconda metà gliene ha concessi 45 finendo terza a 18 centesimi al termine di una gara comunque bellissima. Sia Anna che Mikaela tornano sul podio in gigante dopo il trionfo in coabitazione a Sölden del 25 ottobre mentre Sara è la quinta vincitrice diversa su quattro giganti stagionali!

Al quarto posto, a soli 19 centesimi dal podio, c’è l’austriaca Eva-Maria Brem, che da sette giganti consecutivi, contando anche gli ultimi tre della scorsa stagione, non fa peggio del piazzamento odierno. Tra le top ten sono tre le atlete che ottengono il miglior risultato in carriera: la norvegese Ragnhild Mowinckel, quinta.

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Mikaela Shiffrin torna a vincere in slalom trionfando a Kühtai.

 

Per la 19enne Shiffrin, quarta vincitrice diversa su quattro gare stagionali tra i pali stretti, è l’undicesimo successo in Coppa del Mondo, il decimo in slalom, specialità di cui è anche campionessa olimpica e mondiale in carica, per la 29enne Záhrobská, che è stata iridata della specialità nel 2007, si tratta di uno strameritato ritorno sul podio dopo più di cinque anni, ossia dalla vittoria di Aspen del 29 novembre 2009. In questi cinque anni Šárka ne ha passate di tutti i colori, prima perché non riusciva a trovare la miglior forma sugli sci, e poi soprattutto perché due anni e mezzo fa è stata operata per rimuovere un tumore benigno al cervello. Una ragazza che malgrado l’oro mondiale e altre tre medaglie vinte tra Mondiali e Olimpiadi, due vittorie in Coppa e dieci podi totali con quello di oggi, è rimasta una ragazza umile e coi piedi per terra, forse proprio per quello che le è capitato, e fa molta tristezza il fatto che alla conferenza di apertura di stagione a Sölden una campionessa come lei, tra le ragazze sponsorizzate Milka, tutti gli anni sia la più ignorata o quasi dai media presenti.

Tornando alla gara di oggi, bellissimo terzo posto a 92 centesimi sotto gli occhi dell’immensa Vreni Schneider per la 21enne svizzera Wendy Holdener, talento pazzesco non ancora completamente espresso, fantastica la sua seconda manche con la quale è risalita dal sesto posto ma senza un errore sul muro finale avrebbe fatto lei il miglior tempo parziale e soprattutto sarebbe arrivata seconda eguagliando il piazzamento ottenuto a Ofterschwang il 10 marzo 2013, ma riesce comunque a salire sul gradino più basso di un podio bellissimo. Quarto e quinto posto rispettivamente a 12 e 19 centesimi dalla terza posizione per le due svedesi Frida Hansdotter e Maria Pietilä-Holmner, quest’ultima trionfatrice a Åre sedici giorni fa, sesta e settima le altre due vincitrici stagionali in slalom, Tina Maze, che ha perso quindi quattro posizioni rispetto a metà gara, e la prima delle padrone di casa austriache, Nicole Hosp, che invece quattro posizioni le ha guadagnate.

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Sci di Fondo: Marit Bjoergen domina il prologo del Tour de Ski!

 

La campionessa norvegese conquista la vittoria numero 105 all around con l’impressionante strapotere espresso nel prologo odierno dal primo all’ultimo metro di gara.

Distacchi impressionanti, se consideriamo il percorso di soli 3 chilometri, dove comunque la Norvegia, oltre alla Bjoergen, mantiene il dominio incontrastato conquistando per l’ennesima volta i primi quattro posti in classifica.

A sorpresa però Therese Johaug è solamente quarta, in una pericolosa involuzione di condizione che lascia sempre meno dubbi su chi sarà la dominatrice incontrastata della stagione, Marit Bjoergen. Johaug che è stata buttata giù dal podio da un’ottima Heidi Weng, che si conferma nuovamente come la migliore norvegese, oltre ai due mostri sacri Bjoergen e Johaug, e l’ancor più brava giovane Ragnhild Haga, che conquista un altro podio, facendo uno scherzetto alla connazionale più quotata.

Completano la top 10 la padrona di casa Nicole Fessel, seguita dalla quinta norvegese su sei posizioni, Ingvild Flugstad Oestberg, le due americane Bjornsen e Stephen, la francese Hugue e Justyna Kowalczyk, in crescendo di condizione.

 

Un Dario Cologna in forma smagliante vince agilmente il prologo del Tour de Ski.

 

Il tre volte vincitore del Tour de Ski conquista la vittoria nella prima tappa di Oberstdorf in maniera molto convincente, precedendo sul podio Calle Halfvarsson e Petter Northug.

Lo svizzero mostra un netto miglioramento della propria condizione fisica andandosi a imporre con margine nel prologo in tecnica libera di Oberstdorf, davanti a un convincente Calle Halfvarsson e a Petter Northug che si conferma competitivo sulle brevi e brevissime distanze.

Quarto è giunto Ilia Chernousov, al primo risultato di rilievo in questa stagione sinora avara di soddisfazioni per lui, mentre quinto Marcus Hellner, anche lui redivivo dopo un pessimo inizio di stagione. Altri due russi nella top 10 con sesto Belov e a sorpresa Larkov settimo, andato fortissimo nella prima parte di gara. Ottavo lo svizzero Jonas Baumann, nono Maurice Manificat e solamente decimo il leader di Coppa del Mondo Martin Johnsrud Sundby, autore di una partenza molto lenta.

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Sci di Fondo: Marit Bjoergen stravince anche nella seconda tappa del Tour de Ski.

 

Ad Oberstdorf, nell’inseguimento in tecnica classica, arriva la vittoria numero 106 all around per la Bjoergen, che si avvicina a grandi falcate ad essere l’atleta di sport invernali più vincente di sempre. Dietro di lei, come da norma quest’anno, due compagne di squadra, Therese Johaug ed Heidi Weng.

Ha amministrato il vantaggio di partenza splendidamente nella prima parte di gara, andando poi ad incrementare chilometro dopo chilometro, fino agli incredibili distacchi del traguardo. Ha provato a rimontare Therese Johaug, riuscendo inizialmente a superare le due connazionali che partivano davanti a lei e rosicchiando alcuni secondi alla Bjoergen, ma si è trattata solo di un’effimera rimonta.

Johaug giunta fino al traguardo in coppia con Heidi Weng a quasi un minuto dalla Bjoergen, Weng che l’ha battuta nella volata finale per il secondo posto. Dietro di loro nuovamente il vuoto, con un grosso gruppone arrivato al traguardo a lottare per il quarto posto finale, regolato da Stina Nilsson, partita per ventitreesima, su Nicole Fessel, che conferma il quinto posto di ieri e Justyna Kowalczyk. Concludono nelle prime dieci complessive anche Emma Wiken e la russa Alevtina Tanygina, che hanno recuperato tante posizioni, Ingvild Flugstad Oestberg e Ragnhild Haga, che dopo il podio di ieri chiude la top 10.

 

Incredibile Petter Northug! In volata fa sua la seconda tappa del Tour de Ski.

 

In una gara caratterizzata dal ricongiungimento di tanti atleti nella prima parte di gara, ha avuto la meglio nella volatona finale Petter Northug, che piazza sempre la sua zampata, questa volta davanti ad Alex Harvey, sempre in palla al Tour de Ski, e all’eterno piazzato Calle Halfvarsson.

Nonostante i distacchi accumulati nel prologo di ieri, alla fine si è trattato quasi di una gara mass start, nella quale il gruppo, forte di una trentina di unità non si è realmente sgranato fino agli ultimi due chilometri di gara, nei quali i più attesi della vigilia di sono fatti trovare un pò spiazzati.

E’ stato l’italiano Francesco De Fabiani, con una bellissima azione sull’ultima salita a meno di un chilometro dal traguardo, a dare il via ad una volata lunghissima, trovandosi in mezzo a dei volponi della tecnica classica e delle sprint come Northug, Halfvarsson, Harvey, Cologna, Poltoranin.

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Una Mikaela Shiffrin marziana trionfa nello slalom di Zagabria. Ottava Chiara Costazza.

 

Per dare l’idea di quello che ha fatto oggi Mikaela basta leggere i distacchi rifilati a Kathrin Zettel, seconda, che ha ottenuto in entrambe le manche il secondo tempo parziale dietro alla statunitense: 80 centesimi nella prima, 88 nella seconda per un totale di 1”68. Roba da Ingemar Stenmark, Alberto Tomba e Vreni Schneider dei tempi migliori. Mikaela ripete il trionfo di due anni fa sulla collina della capitale croata e vince così il suo 11° slalom in Coppa, la sua 12° gara in assoluto, cui sono da aggiungere l’oro olimpico e mondiale tra le porte strette, ora nella classifica generale di Coppa del Mondo è seconda a 232 punti dalla slovena Tina Maze che oggi si è piazzata quinta a 3”50 (sì, avete letto bene, tre secondi e mezzo!), e per un solo punto non riesce a strappare alla svedese Frida Hansdotter, oggi quarta a 3”27, la leadership di quella di slalom.

Mikaela è anche l’unica insieme a Perrine Pelen ad aver vinto 11 slalom prima dei 20 anni ma è una statistica che ha poco senso perché la 19enne del Colorado ha ancora quattro occasioni per incrementare il bottino mentre la francese raggiunse questa quota di successi l’8 marzo 1980, poi non vinse gli ultimi due slalom stagionali e riuscì ad arrivare a quota 12 solo all’inizio dell’inverno successivo, nove mesi dopo. Terza, con l’enorme distacco di 2”79, si piazza Nina Løseth che regala uno storico podio alla Norvegia femminile: l’ultimo in assoluto risale al famoso gigante di Sölden del 26 ottobre 2002 vinto da Andrine Flemmen in coabitazione con Nicole Hosp e una certa Maze, l’ultimo in slalom era il terzo posto di Trine Bakke del 28 dicembre 2000 a Semmering. Tra l’altro per la Norvegia femminile è il 50° podio in Coppa di sempre, uno in più di quelli accumulati da Zettel con quello di oggi!

Abbiamo detto di Hansdotter e Maze, la sesta, la canadese Erin Mielzynski, che pure ha rimontato undici posizioni col terzo miglior parziale, è già oltre i 4 secondi, settima la canadese Marie-Michèle Gagnon, nona l’incredibile svedese Sara Hector partita col 61 e decima l’austriaca Carmen Thalmann. Tra le molte vittime della seconda manche, disputata come la prima su un ghiaccio terribile, ci sono Šárka Záhrobská, Maria Pietilä-Holmner e Michaela Kirchgasser, che erano rispettivamente terza, sesta e settima a metà gara.

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Sci di Fondo: Pellegrino ci prende gusto, sua anche la sprint della Val Monastero!

 

Dopo essersi sbloccato a Davos, Federico Pellegrino conquista la seconda vittoria della carriera imponendosi nella terza tappa del Tour de Ski, la sprint della Val Monastero.

Il valdostano, dopo aver superato senza difficoltà batteria e semifinale, si presenta in finale contro ragazzi non propriamente specialisti delle sprint: Petter Northug, Martin Johnsrud Sundby, Calle Halfvarsson, Evgeniy Belov e Ilia Chernousov. Nonostante un secco attacco di Sundby sulla salita più tosta di giornata, Pellegrino non si fa sorprendere, rimanendo sulle code del norvegese e presentandosi in compagnia sua e di Petter Northug sul rettilineo finale. Qui l’azzurro fa valere le sue caratteristiche di sprinter battendo al fotofinish i due norvegesi e conquistando la seconda vittoria consecutiva in gare sprint di primo livello.

Sul podio con Pellegrino come detto si accomodano due dei possibili candidati alla vittoria del Tour de Ski: secondo è Northug, che dopo aver rischiato l’eliminazione in semifinale, in finale riesce a tenere le code di Sundby in salita e a batterlo grazie ad una migliore spaccata. Il detentore della Coppa del Mondo comunque non si cruccerà troppo di questa beffa in quanto questo è per lui il primo podio in carriera in una gara sprint, risultato importantissimo in ottica classifica finale del Tour de Ski: Dario Cologna infatti viene eliminato in batteria, perdendo diversi secondi importanti di abbuono che potrebbero essere decisivi; fuori subito anche altri outsiders quali Alexey Poltoranin, Niklas Dyrhaug e Alex Harvey. Sorprendono in positivo invece i russi Belov e Chernousov, che come accennato giungono sino in finale terminando rispettivamente quarto e quinto, subito davanti ad un Calle Halfvarsson dal quale ci si poteva aspettare qualcosa di più nell’atto conclusivo.

 

Tre su tre per Marit Bjørgen, sua anche l’unica sprint del Tour de Ski.

 

Imbattibile Marit Bjørgen. La norvegese vince con irrisoria facilità la terza tappa del Tour de Ski 2015, l’unica sprint disputatasi in Val Monastero.

Dopo aver passeggiato in batteria e in semifinale Bjørgen illude le sue avversarie in finale piazzandosi al centro del gruppetto per il primo giro; sulla salita più dura del tracciato però, la più grande fondista di tutti i tempi stacca tutte con un paio di bracciate impressionanti che le consentono di guadagnare una ventina di metri irrecuperabili per tutte. Per Bjørgen è questa la vittoria numero 107 all inclusive della carriera, la terza (su tre) di questo Tour de Ski: mai nessuna era riuscita in questa impresa, seppur non troppo significativa.

Il podio è come di consueto monopolio norvegese: seconda è Heidi Weng, che sfrutta il duro percorso per racimolare preziosi secondi di abbuono che le consentono di consolidare la piazza d’onore anche in classifica generale del Tour de Ski, seppur a distanza siderale da Bjørgen. Terza è invece Ingvild Flugstad Østberg, che contrariamente a quanto mostrato in qualificazione non riesce a tener testa alla sua più quotata connazionale, venendo battuta in volata anche da Weng. Il lotto delle finaliste è completato dal quarto posto di Stina Nilsson, dal quinto di Maiken Caspersen Falla e dal sesto di un’esausta Laurien Van Der Graaff.

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