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IlGianni

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    Juventus

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  1. Condivido le tue considerazioni e nelle ultime gare si è notato in modo evidente la mancanza di un centravanti. Sono fermamente convinto che la formazione migliore sia il 4231 ma non mi convince nella formazione Pjanic che piuttosto inserirei nella rotazione dei 3 a supporto della prima punta. Il centrocampo a 2 dovrebbe essere un Emre Can - Bentancur con Matuidi/Khedira in rotazione. L’unico reale problema di questo schieramento è quello di non avere un backup di Mandzukic. personalmente mi sarebbe piaciuto molto vedere una squadra con Dybala falso nove. Ma questo modello di gioco si addice a tecnici più orientati alla definizione di schemi offensivi più ‘rigidi’ e non si addice al modello di gioco di Allegri
  2. Ci dice che in campo europeo vince chi fino all’ultimo minuto non rinuncia ad attaccare. Solo in italia (e badate non è una critica ad Allegri ma al nostro modo di concepire il calcio) si specula sul golletto di vantaggio. Questo è il motivo per cui alcuni campionati, quello inglese su tutti, hanno maggior appeal commerciale e le partite non finiscono mai prima del 90esimo+ recupero
  3. IlGianni

    Juventus - Manchester United 1-2, commenti post partita

    Non vedo cosa ci sia da ridere. I gol sono arrivati da fermo, sono arrivati per errori di molti giocatori e sono frutto, a mio modesto parere, di una mentalità speculativa e timorosa che spesso attanaglia la squadra. Ti questo l’allenatore non può che esserne responsabile.
  4. IlGianni

    Juventus - Manchester United 1-2, commenti post partita

    Nessuno è esente da errori tantomeno Allegri. La mia modestissima opinione è su un errore prettamente psicologico che l’allenatore ha commesso e che a certi livelli può risultare letale: Barzagli (dio lo benedica per tutto ciò che ha fatto nel tempo!) è un segnale sbagliato soprattuto in una fascia dove De Sciglio aveva ridicolizzato Martial, è una scelta conservativa e da cuore pavido. La Champion la si deve giocare a viso aperto a mio modesto parere.
  5. IlGianni

    Juventus - Manchester United 1-2, commenti post partita

    Ho atteso prima di commentare per sbollire e cercare di essere più razionale e meno emotivo. Credo che questa partita sia da rivedere nello spogliatoio non una ma 10 volte facendo un brain storming tra tutti i giocatori e i tecnici della squadra. La sconfitta ha molti padri, alcuni dei quali hanno anche giocato una buona/ottima partita. Occorre ragionare sui gol sbagliati, sulle disattenzioni in difesa, sul messaggio sbagliato che si dà alla squadra inserendo un difensore di grandissima esperienza ma ormai senza mobilità al posto di un giocatore che stava facendo una partita impeccabile, sulla foga che a volte fa brutti scherzi, sulle uscite a raccogliere i traversoni dalla trequarti che dovrebbero essere il pane quotidiano per un portiere, sulla mancanza cronica di aggressività di alcuni giocatori. preferisco perdere giocando male che dominando. Quando perdi dominando il campanello dall’allarme suona più forte, ti dice che stai scialacquando il tuo valore, ti dice che il tuo meglio non basta, ti dice che il tuo cuore non è impavido. Oggi per la prima volta mi sento di puntare il dito contro Allegri, che avrebbe fatto un grande atto di onestà intellettuale orendendosi le responsabilità totali della sconfitta.
  6. Questa estate scrivevo della possibilità di fare a meno di Benatia (per questioni caratteriali prima che tecniche) e di Pjanic (idem Benatia) a favore del mantenimento in rosa di Caldara (ahimè sembra si sia perso) e dell’arrivo di Pogba/altro giocatore con caratterische simili. Sono ancora fermamente convinto che si possa prescindere dai due giocatori (che tiferò incondizionatamente fino a che rimarranno in rosa) e le parole di Benatia sono a conferma della mia convinzione. Le occasioni di giocare ci saranno per tutti nell’arco dell’anno ma le chiacchiere ora devono stare a zero. Farsi trovare pronti, dare il massimo e contribuire alla solidità dello spogliatoio: questi devono essere i principi a cui i giocatori si dovrebbero attenere.
  7. Tra haters e lovers di Allegri non saprei dove posizionarmi. Le statistiche parlano chiarissimo e questi incredibili risultati sportivi sono la sintesi perfetta di una società, un’allenatore e un gruppo di giocatori che lavorano con una particolare attenzione agli obiettivi, anche se, permettetemelo, un così alto tasso tecnico ha buone possibilità di prevalere sulle squadre medio piccole italiane. Poi nelle partite ci sono anche gli avversari che hanno i loro meriti e le loro grandi motivazioni contro una squadra ormai leggendaria: difficile vincere le partite con punteggio tennistico! l’unica cosa di cui mi dolgo è la qualità dello spettacolo che troppo spesso non è all’altezza degli interpreti. Se vado alla scala mi aspetto di essere stupito, emozionato e rapido da un’interpretazione sopra le righe. Se guardo una partita della Juve ho la sensazione netta che riusciremo a portarla a casa, ma la piacevolezza di vedere una manovra fluida e corale, verticalizzazioni improvvise, ripartenze fulminanti e un’idea di gioco precisa, rimane come sospesa e inespressa. Meglio vincere che rosicare, ma penso che Agnelli stia cercando di alzare l’asticella per acquisire fan internazionali, per penetrare nuovi mercati e per avere un appeal mondiale. Questi obiettivi li si raggiunge solo diventando i Lakers (o i Golden State o i Cavs), i Federer ( o i Nadal o i Djokovic) del calcio. Lamentarsi di questa Juve è peccaminoso, aspettarsi un ulteriore salto è doveroso.
  8. IlGianni

    Juventus - Cagliari 3-1, commenti post partita

    Si doveva vincere e si è vinto. Dopo il vantaggio al 1^ minuto mi sarei aspettato gioco in velocità, ripartenze, verticalizzazioni, gol e spettacolo. In campo c’erano gli uomini giusti per attendersi questo dalla Juve. Purtroppo ho visto 75 minuti di gioco realmente imbarazzante, senza un idea che sia una di schema e di raccordo tra i reparti. Ho seri dubbi da sempre sulla preparazione atletica e anche sull’idea di calcio del mister, ma finché vince ha ragione lui. Gliene do atto e gliene rendo merito. Ma che strazio vedere la partita!
  9. IlGianni

    TS, Mourinho: "Agnelli vuole dieci scudetti di fila"

    Vincere deve essere sempre l’obiettivo di una squadra come la Juventus. 10 scudetti di fila? 20? È lecito sperare in qualsiasi numero, ma a mio avviso dovremmo tenere un profilo più basso e comunciare a evistare atteggiamenti presuntuosi e dare tutto per scontato. Per vincere occorre un mix perfetto di rosa, capacità, determinazione, capitale umano, fortuna e programmazione. Abbiamo un buon vantaggio su altre squadre ma manteniamo un profilo basso...
  10. in pratica Andrea Agnelli andrebbe a ricoprire il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato. Date le comprovate capacità di Agnelli mi auguro però una soluzione diversa: - presidente del CDA Nedved (con un ruolo più rappresentativo tipico del presidente) - Amministratore delegato Agnelli - DS paratici
  11. IlGianni

    Valencia - Juventus 0-2, commenti post partita

    Ottima partita e dimostrazione di grande personalità. Arbitraggio indecente con un’espulsione incomprensibile e qualche ammonizione di troppo. Un rigore inventato e uno a nostro favore generoso. Spero che non sia nulla di grave per Khedira e che Ronaldo, Costa e Dybala non si deprimano (ognuno per le proprie ragioni: un espulsione nella competizione amata, un nervosismo e un’ulteriore Panchina), Bernardeschi, Chiellini stratosferici. Bene tutti gli altri
  12. IlGianni

    Valencia - Juventus 0-2, le pagelle e il migliore in campo

    Sczcesny 7,5 Cancelo 7 Bonucci 7 Chiellini 7 Alex Sandro 6,5 Pjanic 6,5 (per i due gol soprattutto) Khedira 6 Emre Can 6,5 Matuidi 6,5 Bernardeschi 8 Ronaldo 6 Mandzukic 6 Douglas Costa 6 Allegri 6,5 Non mi sento di dare alcuna insufficienza tranne che alla terna arbitrale che complessivamente ha arbitrato da 3
  13. IlGianni

    Allegri e il suo modo di fare giocare la squadra

    Un tifoso si diverte vincendo, uno sportivo si diverte davanti ad uno spettacolo degno. Un tifoso che viene da 10 anni di vacche magre sogna una squadra che finalmente torni alla vittoria. Come importa poco. Un tifoso che viene da 7 anni di razzie in Italia e qualche buon/ottimo piazzamento in Europa è lecito che si attenda uno spettacolo di alto livello. Aggiungo un altro aspetto: un giocatore che si diverte ha performance migliori e cementifica la coesione con gli altri giocatori. Detto questo non sono tra i disfattisti che reputano il gioco dell’attuale Juve indecoroso, ma, dato il numero di buonissimi/ottimi giocatori mi aspetto uno spettacolo migliore, una fluidità di manovra maggiore e un numero di passaggi consecutivi corretti più elevato. Sono certo che Allegri arriverà a far quadrare la squadra, ma è chiaro che l’obiettivo di Marotta e di tutto il CDA sia quello di alzare anche il livello dello spettacolo. L’allenatore è avvisato in modo garbato, ma allo stesso tempo molto chiaro.
  14. Un errore può essere perdonato soprattuto se dopo averlo commesso se ne capisce la gravità e ci si scusa con tutti (mi sarebbero piaciute le scuse anche a Di Francesco, non fosse altro per rimarcare l’effettivo pentimento). Per la squalifica e la multa ci penseranno la federazione e la dirigenza sperando che prendano decisioni equilibrate. Personalmente ritengo che un richiamo della società (che credo non mancherà) al giocatore sia doveroso e necessario a ribadire lo spirito e l’approccio che la Juventus ha nei confronti dello sport. Quello che fanno altre società con altri tesserati sinceramente mi interessa meno di zero.
  15. Per fare un analisi seria occorre spogliarsi della maglietta del tifoso. in Italia ci sono pochi talenti e probabilmente, come in ogni ambito della nostra vita, non esiste la meritocrazia. Probabilmente arrivano in serie A molti raccomandati seguendo un preciso disegno che vede lo sport del calcio semplicemente come un business. Pochi talenti quindi, molti raccomandati sicuramente, e, infine, una generazione di giovani che sono lo specchio della nostra società in declino drammatico. Non esiste la cultura del lavoro, della fatica, dell’impagno e del sacrificio per migliorare costantemente, non esiste la cultura dello sport, della sconfitta, la capacità di fare autocritica. Mi hanno sempre affascinato le biografie di chi è riuscito nella vita e nessuna di queste non trasuda di impegno, rinuncie, personalità e determinazione. Impararere, sudare e lottare: questi sono i verbi che deve imparare a declinare l’atleta!
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