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robros

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Tutti i contenuti di robros

  1. Posso dire che molte delle affermazioni di Comolli mi paiono al limite del delirante? E' stato detto che tra follia e genio il confine può essere labile. Spero che si rimanga nel lato giusto, o ci sarebbe di che esser preoccupati
  2. robros

    ATP e WTA - il topic del TENNIS maschile e femminile

    Ma figurati. Di Musetti frega un mazzo a nessuno. Sinner anche se fa un peto se ne parla per giorni. Tutte polemiche strumentali. Dato che senza Sinner perdiamo il 40% di possibilità di vincere la Davis allora tutti piangono e fanno polemica. Rinuncia Musetti non si dirà nulla. Mentre se si considera criticabile Sinner, lo dovrebbe essere allo stesso modo Musetti
  3. Ripeto quanto detto a suo tempo per Giuntoli. I giocatori prima di comprarli li devi osservare, attentamente, con occhio esperto di chi conosce il campo, sapere bene quali sono le loro caratteristiche, capire bene che profilo abbiano, sia tecnico che caratteriale. La vicenda Luiz prima e Joao Mario quest'anno, giocatori quasi mai utilizzati dal rispettivo allenatore, mi convincono del fatto che l'analisi sopra non venga fatta, se non con notevole superficialità
  4. Forse nervosetto per i suoi standard. Vedasi come si è espresso nei confronti dei piloti Ferrari. Mi sa che comincia a bruciargli essere considerato perdente sul piano sportivo in vari ambiti
  5. Su questo ci aspettiamo, e si aspettano, che incida l'allenatore. Sia dal punto di vista motivazionale che tramite opportune dinamiche di gioco. Da Spalletti ci aspettiamo questo, e per conto mio intravedo, almeno sotto l'aspetto tattico, dei miglioramenti rispetto al periodo Tudor. Rimane il fatto che a mia opinione il problema di adeguatezza dei giocatori rimane determinante in negativo, e sinchè non faremo dei mercati non faraonici ma logici, razionali, funzionali, conoscendo bene i singoli sui quali si va ad investire prima di investirci (vedasi caso Luiz, ma anche Joao Mario, come emblema), non vedo una svolta decisiva possibile. Ti dirò di più, ho sospetto che i soli otto mesi di contratto accettati da Spalletti, non siano solo a garanzia nostra, ma siano stati accettati da lui anche a garanzia sua. Tradotto, se a Giugno Spalletti capirà che la direzione da lui suggerita per migliorare la rosa non è destinata ad essere ascoltata o accolta, non escludo sarà lui a levare le tende e a non accettare un rinnovo
  6. Specificato in questo modo, dico che sono d'accordo con te. Almeno una figura (operativa) e sopra l'allenatore del tipo che descrivi ci deve essere Qui diciamo le stesse cose, nulla da aggiungere Tu integri anche con delle valutazioni sull'operato di Elkann in altre attività. Io su quelle sono abbastanza all'oscuro, ammetto la mia ignoranza, quindi non lo posso nè confermare nè confutare. Se non preoccuparmi nel caso quello che tu dici fosse vero Su questo siamo nell'ambito delle sensazioni, del percepito. Il mio tra l'altro non è molto diverso dal tuo. Dico solo che se tu per cinque anni continui ad essere ridimensionato nel rendimento, è normale che nel tifoso subentri pessimismo anche sul futuro. Posso solo sperare che la cosa sia dovuta alla qualità scadente delle decisioni prese sino a qui, che questa sarà raddrizzata e che a seguito di questo le cose miglioreranno. Voglio dire che non credo e non voglio credere che l'attuale ridimensionamento sia voluto e strutturale, ma solo contingente. Lo vedremo entro i prossimi due anni, grosso modo
  7. Non si tratta di crederci, secondo me. Si tratta di avere i giocatori giusti nei ruoli giusti. Al di là del nome più o meno prestigioso. Il Bologna li ha. Noi meno. Noi abbiamo dei giocatori teoricamente superiori ai loro nel giochino dei confronti uno vs uno. Non superiori ai loro nel fare certi ruoli. Perchè? Perchè il Bologna viene da mercati sensati. Noi veniamo da almeno tre mercati molto più costosi ma molto meno sensati.
  8. Sono stato equivocato. Locatelli non lo considero un problema punto. Non lo considero una sciagura come altri qui. Quello che intendo è che non lo vedo un centrale di un centrocampo a tre in un top club. Nel Sassuolo Locatelli ha fatto la sua miglior stagione da centrale in un centrocampo a due. Ed era il Sassuolo. Per conto mio la sua posizione naturale è quella di interno con caratteristiche difensive. Ed infatti Ciuffolo lì lo schierava in Nazionale. Come con Pjanic, noi pretendiamo da un giocatore di fare a livelli top quello che non ha le capacità, le qualità, per fare. Poi lo fustighiamo se non performa da top, dove noi pretendiamo che performi da top Cambiaso viene messo terzino, ma sono almeno otto mesi che il terzino in campo non lo fa. Non lo fa nei fatti. Si fa i fatti suoi. Va dove vuole lui da otto mesi. E aggiungo che le caratteristiche, quelle difensive, per fare il terzino di una squadra di vertice, non solo non le ha, a certi livelli non le ha mai avute.
  9. robros

    Topic proiezioni

    Sì, secondo me sì. In questa stagione osservo un netto calo tecnico delle 'big', soprattutto in zone offensive del campo
  10. robros

    Miretti regista potrebbe essere una soluzione?

    Per me Miretti è l'alternativa di Thuram. Non di Locatelli o comunque del centrale. Il centrale manca in rosa e, ad essere precisi, non lo è nemmeno Locatelli
  11. Ci sarebbero comunque due problemi in questa formazione che tu, ma non solo tu, tanti altri, suggeriscono a ragione. Li ho messi in neretto
  12. Ed è vero. Ma ad un Moggi gliela perdono, perchè Moggi lo sapevi chi era. Te lo aspettavi. Anzi, all'opposto, gli avrei rimproverato eccessiva sincerità. Ma da profili diversi, che interpreti come più 'veri', certe cose faccio fatica a digerirle. Sono un povero idealista illuso? Un risibile ingenuo? Probabile
  13. Tutto di una lucidità tanto spietata quanto oggettiva. Stai descrivendo quella che è la realtà. I motivi alla base delle nostre difficoltà. Difficili da digerire ma ignorabili solo girando la faccia dall'altra parte.
  14. Anche Chiellini disse lo stesso. A me piange il cuore vedere Giorgio usato come un burattino, imboccato da frasi preparate che deve proferire. In un ruolo simile avrei preferito non fosse tornato.
  15. Per me non è così. O meglio, il discorso è più articolato di così. Elkann non 'vuole' questo, vorrebbe altro. Ma attraverso una strada che è molto impervia, molto più del passato, e forse lo sarà sempre più in futuro. E per percorrere la quale sinora non è stato capace di trovare le competenze necessarie
  16. Lo dici anche tu, vedi? Usando il passato ('era') e usando il termine 'fascino'. Appunto, fascino, fascinazione. Ovvero aura, sensazione estetica, esteriore, simbolica. Non lo vedi che la proprietà oggi è ancora la stessa ma si sta comportando come un fondo? Perchè? Ed è quello il problema? Si sta comportando come un fondo perchè in uno scenario come quello del calcio attuale certi flussi finanziari possono essere gestiti solo da strutture ed entro logiche lucide ma anche fredde, distaccate. E la riconoscibilità verso il tifoso di una famiglia può essere solo il feticcio sventolato per continuare a tenere legato il tifoso a quella fascinazione da club 'che è oggi come sempre è stato'. Mentre oggi, quella famiglia della quale parli, nei fatti, già non esiste più. Leggi da qualche parte il nome di un Agnelli? Ed è necessità, perchè delle entità enormi che devono percorrere decenni o secoli di storia, non possono fisiologicamente rimanere legate allo stesso filone parentale, o finirebbero nel momento stesso in cui quelle stirpi di persone venissero a mancare, come è inevitabile Ed è questo il problema. Solo ed unicamente questo. Che sempre meno ha a che vedere col fatto che Elkann ami il calcio, o che Comolli abbia il poster di Platini in camera. Assolutamente NO. Non ho mai detto questo. La passione è determinante. Ma quale passione? Quella verso la propria professione e l'oggetto di business di quella professione. Non l'oggetto sportivo. Che già da anni non è più 'solo' quello. Ripeto, l'oggetto di business. Credi che i più grandi manager al mondo non abbiano passione? Ne hanno più di chiunque altro, o non sarebbero manager vincenti. Ma non è quella passione che intendevi nei precedenti post. E non ho mai detto no competenze, quando? Ho detto proprio l'opposto. Prima, ai tempi del Borgorosso, certe competenze potevano essere prescindibili e compensate dal 'cuore', dall'amore verso il Borgorosso, oggi sono semplicemente IMPRESCINDIBILI. O il Borgorosso va in rovina, stritolato da arabi, americani ed inglesi Sta andando, giocoforza, dietro alle dinamiche del presente e del probabile futuro. Dovrebbe farlo rispettando la sua storia senza snaturarsi, certo, ma inevitabilmente e anzitutto, per sopravvivere ai vertici, deve andare dietro a quelle. E ad ora sta facendo fatica a riuscirci, anche questo è certo. Ma non solo a causa delle vere o possibili incapacità di Elkann, anche e molto per i limiti italici di contesto nel quale, e dal quale, deve muoversi. Come per altro previsto da Andrea Agnelli Adesso però, per favore, giù la maschera, strappiamo il velame. Smettiamola di prenderci in giro. A te, ai tifosi, cosa manca oggi? Una Juve uguale a sè stessa immutabilmente, nel solco della tradizione? Come era nell'immagine e nelle strutture? O le vittorie? Se ti dicessero (per assurdo) che dall'anno prossimo la nostra maglia diverrà a righe orizzontali e non verticali, ma che nel contempo con quella nuova maglia la Juventus vincerà cinque Champions di seguito, tu che diresti? Il tifoso che direbbe? La maglia non si tocca e delle coppe me ne frego? Meglio non vincerne per altri trent'anni, ridimensionarci, ma restare quello che siamo sempre stati? Forse qualcuno sì, ma i grandi numeri? Quelli ai quali la proprietà deve guardare?
  17. Parti dal presupposto che sei un utente che stimo parecchio. In questo caso però rischi di mischiare un poco le cose. Ovvero, la passione verso la propria professione con quella per la squadra per la quale stai svolgendo quella professione. Lo sapevo che avresti fatto leva sull'esempio De Laurentis, perchè è quello apparentemente emblematico di come passione, tifo = dirigenza che ci vuole. Io ti dico che il De Laurentis padre, padrone, padronale, è oggi figura già anacronistica, che per come sta cambiando il calcio ad alti livelli è destinata a divenirlo sempre più, sino a scomparire. Può piacere o meno (a me piace poco). ma in un calcio sempre più globalizzato, sempre più innervato da giri di affari di migliaia di milioni, ove le dinamiche si svolgono tra attori diffusi a livello mondiale, ove arabi possiedono squadre europee, e in Italia ti ritrovi una decina di proprietà statunitensi, le strutture societarie devono, e dovranno sempre più, essere organizzate sul modello di multinazionali, dal disegno composito e dalle gerarchie diffuse. Ove figure apicali potranno essere francesi, indiane, o australiane, ma quello che conta è che abbiano la professionalità e la statura manageriale adeguata. Che tali figure siano tifose, spinte dalla passione del fan, diverrà caratteristica sempre più inessenziale, a favore di qualità di professionisti distaccati ma di raffinate competenze, lucidi e reattivi. Le figure che vanno a narrare certe cose dinnanzi ai microfoni, saranno sempre più spostate a livelli bassi della gerarchia, figure di rappresentanza, di comunicazione, figure (figuranti) ad illudere il tifoso locale che la proprietà tenga solo alle vittorie e non al danaro. Ma si tratterà sempre più, appunto, di narrazione strumentale all'affezione del cliente-tifoso. In uno scenario simile, a contare, saranno unicamente le qualità manageriali di professionisti che oggi potranno stare al Manchester, domani andare al Real, l'anno dopo al Barca, o al Parigi, le quali saranno tutto meno che focosi supporter, ma interessate alla direzione del pallone sull'erba solo nella misura in cui tale direzione possa beneficiarli in termini di costi e ricavi. In un tale (suggestivo) scenario a contare saranno sempre più e solo le competenze strettamente tecniche, sia contabili che sportive, e sempre meno gli elementi emotivi, anzi, questi ultimi potrebbero addirittura diventare un vincolo negativo, e non propulsivo. Elkann che sceglie un francese dà, nella scelta, un segnale di quanto la Juve sia già proiettata su questo scenario. Il problema è unicamente la qualità manageriale di quella scelta, più che l'affezione che si cela dietro ad essa, elemento che conterà sempre meno, sino ad essere cancellato. Sta già succedendo.
  18. robros

    Juventus - Torino 0-0, commenti post partita

    Game. Set. Match. Grazie a te, che almeno mi strappi una risata
  19. robros

    Juventus - Torino 0-0, commenti post partita

    Perchè una è un'ala (Coincecao), e l'altra preferisce partire da sinistra, non stare dietro la punta (Yildiz). Nessuno dei due è un rifinitore.
  20. robros

    Juventus - Torino 0-0, commenti post partita

    Non è vero. Lo scorso anno Giuntoli si è concentrato sul centrocampo, a costo di trascurare l'attacco. 110 milioni a bilancio solo per due centrocampisti
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