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robros

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  1. robros

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Juventus-Lazio

    'A meno di'...? La successione incredibile alla quale alludi ci potrebbe portare massimo massimo in semifinale (in stile Roma di Di Francesco). Sgombriamo il campo. Oggi è non possibile. Non ci sono se, e nemmeno ma
  2. robros

    Tifo e incapacità di essere razionali

    Il punto sta alla base. Io non punterei a quelli che sono listati. Ovvero non ai titolari dei top team europei. Perchè se sono davvero top, devi andarglieli a strappare e quindi strapagarli anche oltre il loro valore, se sono disposti a cederli vuol dire che stanno deludendo, e se deludono là, 9 su 10 deluderanno anche qua. Farei eccezione per Lewandowski al limite, nel caso non rinnovi e voglia venire da noi. Ma senza concedere un contratto di più di due anni. Difficile Bisogna scovare attaccanti giovani (20-24), di squadre medie, con gran potenziale, affamati, che siano orgogliosi di venire alla Juve, e che siano pronti a fare il salto. Non c'è altra via. E vale anche per il centrocampista. Se si continua a cercare profili che garantiscano al 99% vittoria immediata siamo sulla strada sbagliata e nel momento sbagliato, non esistono, e se pure esistessero non potremmo arrivarci. David non è meno forte di almeno 5 o 6 di quelli citati, ma vuol dire poco. David ha le caratteristiche della prima punta che servono a noi oggi e nel gioco di Spalletti? Inoltre, e sinora, per una prima punta segna poco, è poco risolutivo, e noi è di gol che abbiamo bisogno. Di gente che veda la porta. E vale anche per il centrocampista.
  3. robros

    Tifo e incapacità di essere razionali

    David è alto 178 cm per 81 Kg di peso (il peso ultimo che vedo riportato in rete)
  4. L'ho notato anche io. Parlo spesso con Elkann, lo sento vicino. Ok. E quell'altro?
  5. E' appunto quello che avevo capito... ma non si può assolutamente fare un parallelo tra questo e quegli scenari globali di mercato. Allora, con 100 milioni, andavi in gioielleria e sceglievi indicando al commesso con la mano. Oggi fai fatica a prenderne uno buono, soprattutto se non hai competenza elevatissima. E se ce l'hai, ti bastano molto meno di 100 milioni. E' un panorama molto difficile quello del mercato odierno, tanto più devi tenerti stretti i valori che già hai, almeno quando fanno leva anche sull'affezione, come nel caso di Kenan
  6. Devono muoversi con scaltrezza, con saggezza, con competenza e capacità, non acquistare mai giocatori sopra un certo costo, sopra certi rischi, parametri zero o potenziali ottimi giocatori, non a costo elevato. Vendere chi ha un minimo margine. Ma tutto deve partire da alcuni inflessibili punti fermi. Costi quel che costi. Stare dentro ai paletti per perdere competitività è strada da evitare a tutti i costi. Chi mette in conto anche solo teoricamente il sacrificio di Yildiz, sotto sotto, tanto o poco, non considera imprescindibile il ragazzo, e secondo me sbaglia. Oggi. Domani vedremo
  7. Una club che non è competitivo e si propone di tornare competitivo non vende mai il suo giocatore migliore. Aggiunge giocatori non a caso e non mezzi giocatori. Cedere Yildiz oggi sarebbe un fortissimo messaggio di ridimensionamento strutturale. IMHO
  8. Yildiz e Bremer. Spalletti sta lavorando bene e spero gli si concederà continuità, diciamo quantomeno di un paio di anni. Non ho la certezza debba essere considerato punto fermo nel lungo periodo
  9. La cessione di Yildiz, in questa fase, anche per una cifra molto alta, sarebbe semplicemente devastante. Sul piano simbolico forse anche più che su quello tecnico
  10. Nei giorni scorsi ho avuto spifferi da gente prescritta che conosco, vicina ad ambienti prescritti quindi, secondo i quali Marotta abbia lavorato e stia lavorando per soffiare McKennie alla Juve. E che una ragione importante per il non ancora raggiunto rinnovo stia lì. Spero siano solo hazzate. Spero
  11. Non è proprio così. Almeno non per molti giocatori di alto livello. Non si spiegherebbero ad esempio partenze di un Kane o di uno Mbappè, solo per fare due esempi. Di soldi ne prendevano, ed erano in città nelle quali erano coccolati. Uno che si considera un top, a un certo punto, vuole vincere i trofei, per non svalutarsi sul piano sportivo. E al limite, ma di riflesso, anche su quello economico. Se la determinante fossero soprattutto i soldi, se ne andrebbero tutti in Arabia
  12. Perplessità su celebrazioni trionfali un po' le comprendo, motivate sempre dalla stessa ragione. Questa squadra, anche con Yildiz, non ha ancora vinto. Quindi è legittimo essere contenti per il rinnovo, visto che si tratta attualmente del nostro miglior giocatore. Ma certe celebrazioni restano stridenti con il periodo di lunga transizione, manco fossero tentativo di convincimento del giocatore a rimanere il più possibile, quando la cosa che può convincere un grande giocatore a rimanere a lungo, ed i tifosi ad essere esaltati, sono le vittorie, con un ritrovato livello di competitività della squadra
  13. robros

    Esordio per Boga e Holm: impressioni

    Del tutto in linea con la valutazione espressa nel topic. Boga è stato superiore alle mie attese, ma ovviamente servono conferme di medio periodo
  14. Cito solo la seconda metà del tuo post per un motivo molto semplice. Non ho nulla da eccepire. Hai ragione, ma ancora una volta devo chiarire meglio quanto ho scritto. Dare etichette, nel calcio come nella vita, è SEMPRE sbagliato. Anzi, è piuttosto 'volgare', superficiale, ingiusto, le etichette in qualche modo sono giudizi 'da divano'. Sono frutto di semplificazione. Sono un giochino, sgradevole quando si parla di individui. E allora sono costretto a precisare. Nel dire 'non vincente' io sono entrato, ho accettato, il giochino del categorizzare. Giochino la cui unica utilità è semplificare valutazioni che sarebbe troppo complesso dare in modo dettagliato. Quando dico 'non vincente' estremizzo un concetto. Quello che vi sono (anche qui semplificando) due grosse categorie di allenatori. I cosiddetti pragmatici, il cui unico scopo è vincere, è implementare metodi che massimizzino le possibilità di vittoria, rispetto alle risorse che hanno a disposizione. E che sostanzialmente, nell'ossessione di questo fine, buttano a mare qualsiasi cosa. La spettacolarità, forsanche la crescita umana delle risorse a disposizione, la durevolezza di certe dinamiche che non pagano oggi ma che sono investimento per il domani. Vi sono poi i cosiddetti 'giochisti', termine orribile, perchè già insitamente spregiativo, i cosiddetti maestri di calcio, che tengono anzitutto a far crescere un gruppo, sia individualmente che globalmente, sia tecnicamente che mentalmente, entro una determinata visione di calcio, che sia anche bellezza, armonia. E anche a vincere (ovviamente) ma non solo Per conto mio, questa seconda categoria di allenatori, fisiologicamente vincerà sempre meno della prima categoria. E' logico. Visto che i primi sulla sola vittoria giocano tutte le loro carte. Non solo. La seconda categoria di allenatori avrà una stabilità (continuità, frequenza) di successi molto inferiori e sarà molto più potenziale vittima di flop. Perchè il limite insito nel loro idealismo (se vogliamo definirlo così) è proprio quello di fare meno i conti con la realtà concreta, con i vincoli che ti pone, protèsi al raggiungimento di una meta, appunto, ideale, ferma, alla base non prescindibile. Quando non sempre la realtà, lo sappiamo, si accomoda nel modo giusto per permetterti di realizzare le tue idee. Anzi direi purtroppo sia più frequente il contrario. Con tutto sto pippone intendo che tutti gli allenatori si muovono in uno spettro di grigi tra gli estremi di questi due poli (pragmatismo-idealismo) che li pone però assimilabili ad una categoria piuttosto che all'altra (ove un Allegri e un Capello li pongo quasi ad un estremo, Guardiola, Sacchi, e in parte un Sarri, all'altro). In questo senso uno Spalletti, come un Mancini, ed anche un Pioli, li definirei idealistico-pragmatici. Ma è la cospicua componente di idealismo che ne limita la capacità di raggiungere un numero importante di vittorie rispetto ad un allenatore concreto e pragmatico. E' questa loro visione del calcio che li renderà inevitabilmente meno vincenti in senso stretto. Che permetterà anzi ad altri meno 'bravi' di loro di vincere di più. Tutto questo, come non bastasse, ulteriormente complicato da altre determinanti fondamentali, come l'abilità della singola persona e le circostanze nelle quali si ritrova, anche non per suoi meriti o colpe (la 'fortuna') Ancora sono andato di colpevole semplificazione. Me ne rendo conto. Spero però di aver reso meglio la mia idea.
  15. Dipende anche dalla volontà di Silva. E' quella di venire da noi? Mah. Per me se ne va in Arabia Kessie mi lascia perplesso. Ne ha ancora? Non lo so
  16. Una punta con tanti gol nei piedi, oltre a capacità tecniche e associative come le intendi, oggi ti costa attorno ai 100 milioni con un ingaggio a due cifre. Più o meno quanto costerebbero gli ultimi due citati, che hanno ancora tutto da dimostrare
  17. Questa, e da anni, la ritengo l'unica strada percorribile, per noi, per tornare vincenti. Se Vlahovic dovesse restare, uno degli altri due lo scaricano. E' l'indiziato numero uno ritengo sia il belga
  18. La mia idea è questa. Spalletti non è un allenatore vincente ma è l'allenatore giusto per noi in questo momento. Perchè, in questo momento, nell'immediato, noi non siamo oggettivamente all'altezza di vincere, e non lo saremmo con nessun allenatore. Quindi Spalletti è, ritengo, allenatore giusto, perchè sta portando dentro valori nel gruppo, dinamiche di gioco, coesione, fiducia. Insomma sta portando dentro valori che sono la base di partenza per vincere. Non escludo, per paradosso, che Spalletti potrebbe andar via senza vittorie, ma che il suo successore a quel punto magari vincerà in tempi brevi e, se lo farà, sarà (molto) perchè avrà beneficiato del lavoro di Spalletti
  19. Hai citato nomi confrontabili, non perchè siano perdenti, ma perchè non sono dei vincenti, per conto mio. Per tutti e quattro vittorie episodiche, da one season coach. Arrivate perchè la squadra che allenavano non poteva non vincere (Inzaghi, Sarri), o perchè hanno pescato la stagione da tempesta perfetta (Pioli, Spalletti) nella quale l'unica rivale credibile era allenata da uno degli altri tre (Inzaghi). Intendiamoci. Spalletti ora sta facendo un grande lavoro. Spero rinnovi. Gli faccio i complimenti. Ma il discorso del topic è altro, e su quello sono tra coloro che reputano Spalletti un ottimo allenatore non vincente, almeno non quanto altri.
  20. Fosse la condizione il problema di Zhegrova.. è un giocatorino, e secondo me Spalletti lo ha capito
  21. robros

    Atalanta-Juventus 3-0, commenti post partita

    Dico il complementare, ha valorizzato la rosa, 5-6 non sono buoni nemmeno per le amichevoli
  22. robros

    Atalanta-Juventus 3-0, commenti post partita

    Però Spalletti la ha valorizzata sta rosa. La verità sta in mezzo. E vale anche per gli allenatori
  23. Perin 5 - ininfluente, e non è un complimento Kalulu 5,5 - giocatore simbolo della squadra, qualche grande proiezione, ma dietro finisce per pagare dazio Gatti 5 - fuori condizione a vista d'occhio Bremer 5,5 - un campione non ancora tornato lui Kelly 5,5 - stasera anche lui appannato Locatelli 7 - cresciuto ad altissimi livelli Thuram 6,5 - io che non sono mai stato un suo grande estimatore, nelle ultime l'ho discretamente apprezzato Cambiaso 5 - leggero e vacuo, continua a non esserci McKennie 5 - serata no, dopo due mesi simili gliela si può perdonare Conceicao 5,5 - alle solite, tante corse, tanto dinamismo, ma zero concretezza e totale insipienza nel concludere David 5 - no, stavolta triangoli e sponde non lo possono salvare. Una punta deve fare la punta, e lui non riesce mai ad incidere Boga 6,5 - ottimi segnali, dinamico e con qualità, stai a vedere che stavolta ci abbiamo preso Zhegrova sv - per me serve a nulla Openda sv - per me, almeno con Spalletti, serve a nulla
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