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Dario il grande

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Tutti i contenuti di Dario il grande

  1. Lo stiamo dicendo da inizio stagione: l'attuale centrocampo è di basso livello per una squadra d'alto rango quale è la Juve, sono evidenti le difficoltà che il reparto trova sia nelle situazioni di filtro e di supporto alla difesa, sia per l'impostazione della manovra offensiva; non c'è il necessario amalgama e manca la necessaria qualità tecnica per la gestione dell'intero meccanismo, quindi ne risente sia la difesa che l'attacco. La nostra attuale linea di difesa è composta da tre validi elementi, ma se non c'è interdizione composta e la dovuta copertura, anzi spesso in tal senso c'è pure parecchia confusione, in questo modo si vanno a perdere le misure e i centrocampisti avversari trovano la maniera di infilarsi con facilità; certo pure i portieri hanno il loro margine di colpa, ma la chiusura dei varchi davanti alla difesa è una delle priorità che spettano ai centrocampisti, poi a vedere il tutto in modo più ampio: la squadra ancora non sa mantenersi compatta e tende a sfilarsi specie nei capovolgimenti di fronte e il solo Locatelli segue meglio di altri la lettura tattica e sa erigere il muro quando serve.
  2. Dario il grande

    Roma - Juventus 3-3, le pagelle e il migliore in campo!!!

    Perin 5 Kalulu 6 Bremer 5 Kelly 5,5 Cambiaso 5 Koop 6,5 Thuram 5,5 McKeenie 6 Conceicao 6 Yldiz 5,5 David 5 Boga 6 Miretti 6 Zhegrova 6 Gatti 6 Openda s.v. Spalletti 7 (il migliore)
  3. Goretzka e' probabilmente cio' che serve per dare maggiore qualita ed esperienza al nostro centrocampo, aggiungendo pure fisicita. Vlahovic andrebbe trattenuto semplicemente per il fatto che attualmente in giro di prime punte valide non se ne vedono proprio, a parte i soliti 4 o 5 nomi gia' inseriti nei soliti Top Club. Tuttavia proverei a prendere Castro.
  4. Yldiz ha vent'anni e un potenziale enorme comprensivo di tutti gli ingredienti necessari per diventare un autentico 10 di livello superiore, va lasciato crescere e semmai circondato da elementi in grado di capire e parlare lo stesso suo linguaggio calcistico, dei quali attualmente non è presente manco l'ombra.
  5. I grandi 10 della storia erano in pratica tutti mezze punte, prevalentemente trequartisti, qualche mezzala offensiva (al tempo detta mezzala di punta) e poi alcune seconde punte di grande valore. Nell'assieme erano tutti giocatori di qualità prettamente tecniche di livello superiore e il numero 10 anche nelle squadre minori, compresi i dilettanti veniva dato al giocatore tecnicamente più dotato, pure di genialità calcistica o fantasia che dir si voglia. Il calcio moderno o meglio attuale, è molto più frenetico rispetto a quei tempi, la prestanza fisica e la tenuta agonistica sono le priorità assolute, come pure il rigore tattico, nulla è concesso fuori dagli schemi, la parola d'ordine è dinamismo continuo e squadra sempre compatta, la manovra specie all'estero è sempre veloce; tuttavia alla fine è sempre la qualità superiore a fare la differenza e chi possiede giocatori con qualità da 10 anche se spesso indossano maglie con le numerazioni del gioco della Tombola, alla fine sono quelle più spesso vincenti. In Italia purtroppo siamo rimasti indietro, i costi fin troppo elevati costringono le società a guardare altrove, ove è più facile fare mercato e acquistare certezze di valore fisico atletico e molto meno spesso talenti dotati di classe naturale, da noi i talenti locali vengono spesso ignorati (forse la Juve e poche altre ne crescono ancora alcuni, ma non serve se poi servono solamente per fare cassa e vanno spediti altrove ma non solo per esigenze economiche, ma pure per la mania della fretta, il non saper attendere la crescita naturale di chi possiede vero talento; qua si vuole tutto e subito, ragionamento che poi non paga, specie quando una volta facilmente ceduti poi vengono rimpiazzati da illusorie costose scommesse e che il più delle volte tali rimangono. In conclusione ne esce un calcio ampiamente noioso, scontato, privo di emozioni e quelle poche che ne escono spesso represse da quel aggeggio stupido e deleterio, a controllo guidato che prende il nome di VAR, il quale alla fine riduce notevolmente pure la qualità della classe arbitrale e lo si nota chiaramente, specie da noi.
  6. Andiamo a ripetere sempre le stesse cose permeate da illusive speranze, ovvie quanto lecite nel pensiero di ogni tifoso, ma poi si va a perdere di vista la cruda realtà, o meglio quella concreta negatività che assilla la Juve da quasi sei anni. Vlahovic possiede delle valide doti e nel contempo dei banali difetti, tuttavia è una vera prima punta e di queste attualmente in circolazione ce ne sono piuttosto poche e già il fatto di essere tali comporta costi esagerati, sia di cartellino, sia di stipendio, per non parlare dei soliti tre o quattro grandi nomi, ad ogni modo inarrivabili; comunque a prescindere dall'efficienza di Vlahovic, va assolutamente indicato che la diagnosi del male cronico di questa Juve, è causato dall'assortimento sbagliato, ossia il continuo ripetersi di scelte sbagliate in maniera spesso grossolana per una società di altro rango, ad iniziare dalle scelte degli allenatori; dal dopo Sarri è stato un disastro continuo, non che Sarri fosse un Guru, ma non si caccia via con noncuranza un allenatore il quale aveva appena vinto uno scudetto, per accontentare dei bizzosi veterani specie nel momento che alcuni di questi erano in vista del capolinea carrieristico e da quel momento inizia l'attuale persistente malanno, sino alla perdita della storica identità, causata da una subentrata quanto nefasta mentalità sparagnina, ossia in attesa di ricostruire ci si accontenta del quarto posto in modo da garantire dei buoni incassi e tenere buoni gli azionisti; alla fine ora, dopo anni, non si è ancora ricostruito niente e peggio si rischia di non arrivare manco quarti. Il ragionamento concettuale da Juve non è più: "l'unica cosa che conta è vincere e subito", pure per il fatto che il mondo del calcio professionistico è notevolmente cambiato e non è più il tempo di credere che basti un valido attaccante a fare la differenza, quando alle sue spalle la squadra di livello non esiste, semplicemente per il fatto che gli vengono a mancare dei tasselli importanti, cioè quelli decisivi per elevare quel tasso di qualità, il quale alla fine è l'elemento prioritario quindi fondamentale per tornare ad essere competitivi e vincenti. In conclusione se di meglio non c'è, tanto vale provare a tenersi Vlahovic, poi a prescindere che la stagione prossima, al centro dell'attacco ci sia lui o chi d'altro, ciò che serve e lo ribadisco per l'ennesima volta, è reperire elementi di elevata qualità per il centrocampo, a costo di scelte drastiche e prive di sentimentalismi vari; quindi o si ricostruisce, oppure si rimane nuovamente nel Limbo e ci stiamo già da sei anni. Spalletti è uno con le idee chiare e con il necessario carisma, disegni lui la nuova squadra e la dirigenza lo segua in ogni dettaglio, quei giocatori che ambiscono a rimanere alla Juve, d'ora in avanti dispongono di dodici partite per porsi in mostra e convincere la società a confermarli, altrimenti saluti per chicchessia.
  7. Dario il grande

    Conceicao, giocatore che ha tutto, ma…

    Conceicao possiede valide doti per giocare a calcio ad alto livello, ma dire che ha tutto è una notevole eresia, dal momento che purtroppo evidenzia alcuni limiti tecnici (la tecnica non va giudicata solo per l'aspetto individuale: controllo, palleggio, dribbling, precisione e tempistica, tiro a rete; ma esige la visione rapida dell'azione di gioco, specie in zona d'attacco ove la manovra si fa più rapida e frenetica, gli spazi si restringono e le frazioni di secondo determinanti nelle scelte da farsi). Conceicao è un brevilineo, quindi agile e rapido nei movimenti specie negli spazi brevi, ottimo nel dribbling, al quale tuttavia poi non segue lo scatto bruciante e la progressione in velocità, difatti molte volte dopo avere saltato l'avversario (cosa che sa fare bene), viene prontamente recuperato, quindi lo spunto si perde nel nulla, non arriva ne il cross, ne il passaggio al compagno meglio piazzato, ne il tiro a rete; in conclusione viene a mancare la necessaria sinergia elemento essenziale in un gioco di squadra, ossia vedere e capire la manovra e i movimenti dei compagni in quella fondamentale frazione di secondo già citata e da sfruttare a proprio vantaggio e per vedere bisogna guardare, non solo il pallone, ma per farlo bisogna alzare la testa.
  8. Dario il grande

    Intanto Joao Mario...

    Non esistono allenatori o meglio tecnici infallibili, sono uomini, ognuno con i propri concetti in questo caso calcistici e il super bravo in assoluto dubito esista, certo è chi tra loro possiede il dono della genialità tradotta in concreto (nella storia piuttosto rari) e alla fine il tutto viene tradotto nelle scelte ideali soggettive, ossia ogni tecnico pensa la squadra e il modo di farla giocare come ritiene sia più opportuno e non è solamente una questione di vedute tecniche, poi tattiche e fisico atletiche; ma pure di identità caratteriale di ogni giocatore a disposizione, tra i quali va posta pure tra le priorità pure la parte psicologica e la sua tenuta. Succede che gli allenatori non vedano utili o perlomeno necessari alcuni giocatori a loro disposizione, non va escluso nemmeno il fattore antipatia, talvolta reciproca, ossia il non tollerare certi atteggiamenti e il modo di fare, di porsi a livello professionale. Se Joao Mario sia incompatibile co gli allenatori che lo hanno guidato (e viceversa), questo non lo sappiamo, tuttavia è certo che nel gioco di squadra, come il calcio, certe situazioni ci sono sempre state e sempre ci saranno e a prescindere dal livello.
  9. Ribadisco che a noi a centrocampo serve un elemento garante oltre che di qualità tecnica e conoscenza tattica, pure di grande esperienza internazionale, pertanto uno quale Goretzka lo ritengo particolarmente indicato e attenzione: pare che i Prescritti stiano già sondando il terreno (e Marotta non è per niente fesso).
  10. Esatto, egli è a tutti gli effetti un mediano interditore, valido a fungere da copri spalle ad altri elementi di centrocampo dotati di maggiori qualità ed è unicamente in quel ruolo che può rendersi stabilmente utile e necessario.
  11. Dario il grande

    Koopmeiners, rinascita?

    Chissà forse con Spalletti finalmente è riuscito a capire come deve giocare e specie quale atteggiamento mentale/caratteriale deve mantenere in un contesto d'alto rango; gli rimangono dodici partite per le prove d'appello e tutte queste devono evidenziare prestazioni dal discreto in su.
  12. Alto a destra ci può giocare benissimo McKeenie, anzi molto spesso le sue prestazioni migliori le ha offerte quando collocato su quel settore, fornendo precisi cross, ma pure accentrandosi per andare a rete; se poi permane la fissa che a destra si debba per forza giocare a piede invertito, allora si diano prontamente da fare in modo da reperire per tempo un giocatore in grado di saperlo fare, garantendo continuità e certezza di rendimento.
  13. Dario il grande

    Comolli: "Serve continuità del progetto"

    Avanti con il progetto e le necessarie migliorie da pianificare già ora: almeno una vera mezzala di grande qualità sia tecnica che fisica e specie d'esperienza, mi permetto di suggerire: Goretzka (parametro zero); poi almeno altri tre tasselli a mio avviso assolutamente necessari. Un centravanti giovane ma di già ben evidenti qualità, mi permetto di suggerire: Castro (diventerà un Top). Un difensore centrale di notevole esperienza, mi permetto di suggerire: Senesi. Un terzino sinistro giovane ma di evidenti qualità, magari da fungere quale alternativa a Cambiaso, mi permetto di suggerire: Fortini.
  14. Dario il grande

    Conceicao, giocatore che ha tutto, ma…

    Alla Juve serve ben altro per fare spesso la differenza specie al supporto offensivo. Giocatori offensivi con le caratteristiche tecnico fisiche di Conceicao, devono garantire sempre una grande rapidità d'azione, quindi dribbling secco e via il pallone, che sia per crossare o cercare lo scambio con il compagno più vicino o per liberarsi e andare al tiro e purtroppo tutto questo il nostro furetto difficilmente riesce a realizzarlo; poniamoci pure la carenza fisica che lo penalizza, ma pure l'evidente mancanza di velocità in progressione, la quale non gli permette di andare via in profondità una volta saltato l'avversario, difatti quasi sempre viene prontamente recuperato e per non perdere palla si ritrova costretto a dribblare nuovamente; tutto questo significa il perdere sistematicamente i tempi della giocata, quindi il riposizionamento dei difensori avversari e quel che è peggio e sicuramente pericoloso: lo sbilanciamento in avanti dei compagni venutisi a smarcare per ricevere palla per continuare l'azione offensiva. Conceicao è ancora piuttosto giovane, quindi esistono dei possibili margini di miglioramento, ma se ancora non riesce ad alzare la testa e vedere il posizionamento dei compagni e non comprende il significato del possibile scompenso tattico, quando si persevera negli stessi errori, significa non essere elemento da grande squadra, ove l'affidabilità e la continuità sono prioritarie. Zhegrova è sicuramente dotato di genialità calcistica, ma non serve a niente se dopo 20 minuti non ha più forza ne fiato, evidenziando che pure gli allenamenti mirati ed intensivi non danno alcun esito positivo dopo mesi e mesi di lavoro.
  15. Permane non chiaro quale in realtà sia il vero ruolo di Cambiaso (terzino, mediano a sinistra a destra?); mentre del più affidabile McKeenie va detto che è un utile jolly, il cui vero ruolo è quello dell'interno incursore, decisamente non proprio quello dell'autentico trequartista (ruolo che esige ingredienti tecnici di notevole qualità e che lui non possiede); difatti il meglio lo evidenzia quando gioca da esterno di centrocampo collocato lungo la fascia destra, ove riesce ad andare spesso al cross senza perdere i tempi di gioco, tra l'altro a volte stringendo al centro portandosi in zona gol (cosa che peraltro non disdegna a fare).
  16. Dario il grande

    Con una punta vera questa squadra arrivava in semifinale

    Probabilmente non in semifinale, ma il turno agli ottavi lo si passava.
  17. Locatelli è un gladiatore su questo non ci sono dubbi, lo si metta a fare il suo ruolo di mediano alle spalle di due vere mezze ali di garantita qualità e renderà al meglio; è uno tra i giocatori attuali che va tenuto quale probabile titolare e assieme a lui, più o meno altri quattro e un nuovo portiere di grande affidabilità..
  18. Dario il grande

    Comolli: "Serve continuità del progetto"

    Concordo sui tre citati, ma sopratutto servono dei centrocampisti di elevata qualita', ossia almeno un paio di autentiche mezzeali di ampie garanzie, cui va aggiunto un centrale difensivo esperto ed affidabile capace di essere alternativo ai due attuali titolari del ruolo.
  19. Dario il grande

    Comolli: "Serve continuità del progetto"

    Più che continuità al progetto, servono giocatori all'altezza della maglia che indossano per garantire la riuscita del progetto e questi titolari devono essere una mezza dozzina.
  20. Dario il grande

    Ma la vostra reazione all’errore di Zeghrova?

    In una squadra di calcio si vince e si perde con la squadra intera, quindi niente capri espiatori, la qualificazione l'abbiamo persa all'andata con una esibizione vergognosa; tuttavia Zhegrova ha avuto sul suo piede preferito l'occasione per entrare nella storia e la sprecata più che banalmente, purtroppo temo a far capire che tipo di giocatore sia, ossia un giocoliere del pallone e nulla più e questo spiega tante cose; certo dal divano di casa è facile immedesimarsi, ma sul terreno di gioco le cose cambiano drasticamente e le frazioni di secondo, sanno sfruttarle a favore i grandi giocatori, lui chiaramente non lo è; me ne dispiace ma non si può negare l'evidenza.
  21. Dario il grande

    Due parole su Jeremie Boga

    Boga va considerato una utile riserva e non scordiamo che in una squadra di calcio di rango elevato, servono pure quelle e specie che siano affidabili.
  22. Dario il grande

    Koopmeiners, rinascita?

    A dire il vero nelle ultime uscite mi è parso migliorato, gioca con più piglio e senza evidenziare quelle solite titubanze che lo hanno reso un oggetto misterioso; se recupera almeno in parte poi diventa più facile trovare degli acquirenti, ma se recupera al meglio e gioca con continuità poi andrebbe tenuto, garantendo la possibilità di individuare altri importanti obbiettivi, specie per il centrocampo.
  23. Auspico rientri e sia in grado di offrire un valido contributo per la volata finale, dal momento che l'unico obbiettivo che resta è il raggiungimento del quarto posto e dell'accesso alla prossima Champions League; poi la società e il giocatore decidano il da farsi.
  24. Lo dico a malincuore per il fatto che mi ero fatto un idea diversa su entrambi questi giocatori, ma alla prova dei fatti è evidente che mi sono illuso, pertanto dubito fortemente che siano giocatori da grande squadra; la Juve per ritornare ai suoi fasti necessita di figure concrete, ossia giocatori non solamente utili a deliziare la platea, ma capaci di far cambiare marcia alla squadra in qualsiasi momento della partita, attraverso precisi cross o comunque precisi assist e di andare di tanto in tanto pure a rete, cosa che purtroppo ne Conceicao, ne Zhegrova riescono a fare e qui siamo alla Juve, ossia alla storia del calcio Italiano e non solo.
  25. Dario il grande

    Due parole su Jeremie Boga

    Ritengo che Boga sia un elemento il quale si rivelerà molto utile, è agile e rapido nel breve e calcia piuttosto bene, dal mio punto di vista non lo considero solamente la riserva di Yldiz, pure per il fatto che entrambi possono venire collocati in altri ruoli offensivi, quindi dipenderà dal tecnico come sia meglio utilizzarli.
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