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  1. L'amichetto di Bonucci e Chiellini è Allegri che gli costruiva un fortino intorno facendogli fare bella figura, non chi li espone al gioco in campo aperto. L'amichetto di Bonucci è casomai Sarri che di fronte alle buone prove di Demiral non trova di meglio da fare che panchinare gli 80 mil di De Ligt, non chi si è trovato con turco e olandese indisponibili fino a novembre e poi di nuovo fuori causa per motivi clinici. Il film che alcuni si sono fatto, oltre che inventato ha pure una pessima sceneggiatura, secondo me.
  2. E quindi Pirlo per fare un favore ai suoi amichetti li fa giocare costantemente 1 contro 1 con gli attaccanti impostando un pressing altissimo in modo da lasciarli con mezzo campo da coprire? Bell'amico!!!!
  3. Siamo quinti in classifica e non vedi lo sfacelo? Non riusciamo a tenere un vantaggio nemmeno contro Sassuolo in 10 e Genoa con le riserve e non lo vedi? Passano i mesi e non miglioriamo e tu non vedi il tornado in arrivo?
  4. Un po' tutti la vediamo così, credo ma questo è un discorso molto generale. Il campionato però non ci aspetta, qualcuno deve darsi da fare per risolvere i problemi contingenti e questo qualcuno è l'allenatore in primis e i giocatori poi, non possiamo accettare passivamente lo sfacelo.
  5. Condivido anche io l'articolo, sono errori troppo evidenti per essere ignorati. Sono errori talmente grossi da fare perdere interesse, ai miei occhi, qualunque considerazione sul valore dei singoli.
  6. C'era una volta una società che cambiava continuamente i giocatori e non vinceva mai, noi dobbiamo assolutamente evitare di diventare in quel modo. Prima di pensare a cambiare i giocatori bisogna pensare a metterli nelle condizioni giuste per esprimersi, solo così puoi vedere chi è all'altezza e chi no. Bisogna fare un passo indietro e tornare a mettere la vittoria al primo posto, spazzando via tutti gli adanismi che ci hanno impedito di sostituire Allegri con un vero allenatore. Meno teoria e più pragmatismo, meno fissazioni e più lavoro di campo. I difetti mi pare che li vediamo tutti, la dirigenza deve pretendere che l'allenatore faccia qualcosa per eliminarli o limitarli mettendo gli uomini più a loro agio dentro il campo. Poi, dopo, faremo la separazione tra buoni e cattivi. Ma se l'allenatore non sa cambiare il problema è lui.
  7. Eh no!!!! Se una cosa non funziona si cambia, e poi si ricambia e poi si ricambia. Dopodiché si può dire che dipende dagli ingredienti. Ma se tu usi sempre gli stessi ingredienti e ti rifiuti di cambiare il modo di cucinare è difficile che il sapore cambi.
  8. Vabbè, questa è la teoria che giustifica tutto, non c'è modo di uscirne. L'anno scorso Buffon non c'era e Chiellini non c'era, quindi stiamo parlando di Bonucci. E secondo te Sarri, col suo caratterino e due stagioni di ingaggio in saccoccia, si sarebbe messo paura di Bonucci, invece di mandarlo a casa gli avrebbe fatto giocare tutte le partite pur sapendo che gli giocava contro? Hai vinto.
  9. Nessuno si siede in panca volontariamente, pagano appositamente uno che deve decidere chi va in panca e chi no. Gira e rigira torniamo sempre all'uomo che, dal punto di vista tecnico, è il plenipotenziario, è sempre lui il principale responsabile se i risultati non sono consoni al valore della rosa e alle aspettative. Io sono prontissimo a non vincere niente quest'anno ma vorrei vedere una squadra che, sia dal punto di vista mentale e soprattutto dal punto di vista tattico faccia il possibile per ribellarsi al suo destino. E invece, come l'anno scorso, siamo sempre sul Titanic che è in rotta di collisione con l'iceberg ma non ha la minima intenzione di virare; è cambiato l'uomo che regge il timone ma il resto è tutto uguale.
  10. Continuate (tu ed altri) a farne una questione di volontà, sembrate Nietzsche, ma non è affatto scontato che sia una questione di volontà dei giocatori. Ognuno ha le sue caratteristiche, è di quello che discutiamo ogni giorno, no? Io posso anche mettermi a disposizione dell'allenatore ma se non sono adatto a fare un certo tipo di gioco renderò male anche con tutta la buona volontà di questo mondo. Per questo uno fa l'allenatore e gli altri i giocatori che eseguono i suoi dettami. Ed è l'allenatore a dover capire fino dove può spingersi con le sue idee e quando invece sono inapplicabili in base alla rosa a disposizione. Continuare a fare crociate contro i singoli è più facile, lo capisco, ma non inquadra il problema
  11. Anche quello prima di Sarri aveva vinto il campionato, no? Sarri ha leggermente peggiorato i risultati di Allegri: finale di Coppa Italia invece che quarti di finale e ottavi di CL invece che quarti di finale, scudetto portato a casa per inerzia come l'anno prima. Diciamo che i risultati hanno rispecchiato le aspettative legate ad una rosa in fase discendente. Dove Sarri ha fallito è stato il gioco, quello che Adani ci aveva promesso, le azioni di prima, tiri in porta in continuazione, spettacolo all'Allianz. Se fosse tutto qui, poco male. Il fatto è che la Juve, per prendere Sarri, ha rinnegato la sua storia fatta di gioco e allenatori pragmatici, gestori di uomini e di tattiche, gente abituata a stare nello spogliatoio, ad annusarne gli umori e le tendenze. Abbiamo ingaggiato un maestrino, abituato agli uffici in banca invece che agli spogliatoi, un maestrino che pretendeva di insegnare ad una rosa di ultratrentenni i suoi principi di gioco. E' partito in un modo ed ha finito, piuttosto ingloriosamente, nello stesso identico modo: gioco brutto, gioco lento, difesa ballerina, partite stravinte (Milan, Sassuolo) buttate nel *, lezioni di tattica prese da Inzaghi e Gattuso. Nonostante il sostanziale fallimento della svolta, aggravato da un carattere e da modi di fare tutt'altro che juventini, abbiamo reiterato l'errore, chiamando un altro maestrino, questo sì intriso di umori di spogliatoio, anche lui gradito ad Adani, che ormai è diventato il nostro riferimento, ma con l'aggravante di essere un perfetto esordiente, del tutto inconsapevole dell'impatto che le sue idee avrebbero avuto sui giocatori, della loro fattibilità reale, delle prospettive di cambiamento o perlomeno aggiustamento se le cose fossero andate male. Su Sarri non avevo speranze, alla sua età, anche volendo, sarebbe difficile cambiare e adattarsi ai giocatori piuttosto che il contrario, su Pirlo, proprio perchè esordiente, nutrivo una maggiore speranza di flessibilità e di adattamento ... ma sembra perfino più presuntuoso di Sarri.
  12. Punto centrato perfettamente, secondo me. E aggiungo, legandomi a quelli che chiedono con insistenza una formazione base: se tu ruoti gli uomini senza motivazione apparente mescolando le carte tra i centrocampisti, tra gli esterni, tra i terzini, facendo alzare a volte quello destro a volte quello sinistro, significa che tu non stai nemmeno cercando gli interpreti migliori per applicare le tue idee... No, tu stai presupponendo che le tue idee siano la base della verità e gli interpreti hanno il compito di metterle in pratica a prescindere dalle loro caratteristiche, assecondandole a costo di snaturarsi. E questo secondo me è gravissimo.
  13. Guarda, visto che hai citato Klopp ne approfitto per fare un'altra considerazione. Klopp è il precursore del Gegenpressing, il pressing alto alla tedesca ma Klopp diceva che una volta recuperata la palla bisognava andare al tiro entro 12 secondi o qualcosa del genere, un po' come la regola dei 24 secondi della NBA. Poi ne è arrivato un altro che aveva addirittura ridotto quel tempo. Noi invece cosa facciamo? Recuperiamo palla e andiamo all'indietro, da Bonucci se va bene, da Szczesny se va male, e cominciamo a ruminare calcio con i 3 difensori che si passano la palla e 7 uomini che li guardano spalle alla porta. Riesci a pensare a qualcosa di meno efficace, anche dal punto di vista teorico? Per fortuna che abbiamo tutti ancora negli occhi la partita di ieri sera, così si capisce meglio quello che voglio dire. Arrivo al punto di affermare che la nostra rosa è fortissima perchè noi facciamo (o tentiamo di fare) tutto il contrario di quello che andrebbe fatto, a cominciare dal modulo cervellotico descritto da @Ronnie O'Sullivan che ci priva delle sovrapposizioni sulle fasce, e che costringe il trequartista d'attacco ad andare a chiudere su Barella o su Traoré. Manco Speedy Gonzales, figuriamoci Ramsey. E nonostante tutto ciò siamo ancora in ballo per il quarto posto.
  14. A me questa sembra una lettura molto lontana dalla realtà ma se tu ne sei convinto .... A parte i suoi 2 fiori all'occhiello contro l'Inter, Sarri proponeva le stesse cose che vediamo adesso: attacco lento, praterie lasciate agli avversari, vittorie legate alle prodezze individuali di Ronaldo e Dybala, mai assistiti da un gioco corale efficace. E nonostante Inzaghi lo avesse purgato un mesetto prima, ha ripetuto lo stesso tipo di partita ... E nonostante il Napoli ci avesse fatti neri in campionato è riuscito a ripresentare lo stesso atteggiamento tattico facendoci fare la stessa figuraccia in finale di Coppa Italia. Di la verità, l'anno scorso hai seguito distrattamente la Juve.
  15. No, Allegri poteva pure andare, ma al suo posto andava preso un allenatore vero, rimanendo nel solco storico che l'allenatore si adatta agli uomini che ha e non cerca di costringerli nella sua utopia di gioco. Poi, tra gli allenatori veri ci sono quelli più o meno bravi ma il mondo del calcio è sempre andato avanti così. Insegnare calcio, un solo tipo di calcio, non si adatta a Ronaldo, a Chiellini, a Sandro, a Ramsey e compagnia cantante. Il lavoro che vorrebbe fare Pirlo e che voleva fare Sarri lo può fare Italiano a La Spezia, con una squadra di gente non arrivata disposta a tutto pur di avere successo; e se un giocatore non va bene per il suo piano tattico chiede di cambiarlo, tanto sono giocatori che costano un paio di milioni in entrata e in uscita. Ci sono vari livelli di competenza, come in tutte le cose umane: il calcio di vertice non è fatto per gli scienziati, e quando accade che uno scienziato riesce a portare al successo una squadra di vertice è un'eccezione, non la regola.
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