Jump to content

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

29 MAGGIO 1985

Utenti
  • Content count

    4,563
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    14

Everything posted by 29 MAGGIO 1985

  1. Nella vita, e nel " Giuoco del Calcio " in particolare, mai, ma proprio mai, dare qualcosa di scontato ed assodato fino al momento in cui l'Arbitro, e/o Direttore di Gara che dir si voglia, non abbia emesso il triplice " fischio finale " ! Le due partite di cui al titolo di questo topic, seppur temporalmente assai lontane l'una dall'altra, ne sono la " prova provata ", anche se, ed è giusto e doveroso sottolinearlo, alla fine di quei due Campionati, gli " effetti collaterali " per chi uscì sconfitto dal terreno di gioco ebbero un " peso specifico " assai diverso : uno fu un inaspettato ed improvvido " infortunio " nel corso di una fantastica stagione con un'unica. ahimè, assai pesante e sgradevole macchia ( Juve - Milan 1-7 ), nell'altro caso, invece, toni e connotati assursero al ruolo di una vera e propria deflagrante " Waterloo Calcistica " che frustrò e vanificò i " Sogni di Gloria " di chi, troppo presto e con incauta ed eccessiva enfasi, aveva già dato per assodata e certificata la conquista dello SCUDETTO ( il tutto per la serie : " Mai dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco " ... ipse dixit .... il Filosofo " Giuanin Trap " da Cusano Milanino .... ) In entrambi i casi, la nostra Juventus si ritrovò chiamata in causa : in una circostanza in maniera " diretta " nella veste di di perdente, nell'altra, invece, in maniera " indiretta " per ovvia e graditissima " conseguenza " degli eventi di ROMA-LECCE che, di lì a breve, avrebbero portato la " VECCHIA SIGNORA " a fregiarsi dell'ennesimo titolo di CAMPIONI d'ITALIA ! Ma cosa hanno in comune questi due match di veramente particolare, e probabilmente, quasi unico accadimento ? Dai responsabili del " TOTOCALCIO " entrambe le partite furono considerate dall' " ESITO SCONTATO " così " scontato " che, incredibile ma vero, JUVENTUS - LUCCHESE non fu neanche inserita nella " SCHEDINA " , mentre, per ciò che concerne ROMA - LECCE, era previsto, solo ed esclusivamente, il risultato alla fine del " PRIMO TEMPO " ! Prima di addentrarmi in una più approfondita disamina di quelle due " anomali situazioni " mi sia concesso, specie per gli utenti più giovani, di esporre qualche " appunto " riguardo a ciò che rappresentò, anche da un punto di vista " sociale ", la " SISAL " ... che diverrà .... " TOTOCALCIO " nel 1948, in quell' Italia del dopoguerra tutta indaffarata a " leccarsi le ferite ", ma anche e soprattutto, assai attiva nella " ricostruzione " del nostro " Paese " ! Alla " Schedina " milioni e milioni di italiani affidarono sogni e desideri, sia per ciò che riguardava la vittoria della squadra del cuore ( in tanti, se non tantissimi, proprio non riuscivano ad ipotizzare la sconfitta dei loro beniamini,e ciò limitava assai le teoriche possibilità dii poter realizzare qualche, più o meno cospicua, vincita. Lo confesso, io rientro tra costoro : dare la Juve perdente per me era come andare contro natura), sia per, in maniera assai più pragmatica e concreta, augurarsi un auspicabile e benvenuto " Occhio Benevolo " da parte della Dea Bendata per portare a casa quel " gruzzoletto " che avrebbe potuto essere assai utile per , seppur in minima parte, far quadrare il " Bilancio Familiare " ! - Tratto da " Archivio " de " Il Giornale.it " - 2017 - “Hai fatto 13?”. Quando vincere “alla Sisal” cambiava la vita - Massimo della Pergola - Fondatore " SISAL " - A metà pomeriggio di una domenica di tanti anni fa, in un salotto di Milano Emilio Biasetti fece un salto, poi si calmò, guardò con cura i risultati e fece un secondo, e questa volta definitivo, salto.Aveva fatto 12, cioè aveva azzeccato i 12 risultati previsti nella prima schedina del Totocalcio – in realtà allora si chiamava Sisal – e aveva vinto 463.146 lire. Era il 5 maggio 1946, anche allora una domenica, quando uno stipendio medio si aggirava sulle 10mila lire al mese, capo dello Stato era ancora il re Vittorio Emanuele III, presidente del consiglio Alcide De Gasperi con Palmiro Togliatti ministro di Grazia e Giustizia. Un’altra Italia, un altro secolo. Il 1945 per il Paese fu l’anno della rinascita. Ad aprile era finita una guerra sanguinosa e distruttiva, durata cinque interminabili anni. Lentamente si ricominciò a lavorare, ricostruire, divertirsi e giocare a calcio. Il campionato, di fatto sospeso nelle precedenti tre stagioni, riprese anche se in versione “spezzatino” con due Leghe: l’Alta Italia, 14 squadre, e la Centro Sud, 11 formazioni. La formula prevedeva che le prime 4 dei rispettivi gironi venissero ammesse a un secondo torneo, a cui parteciparono Torino, Inter, Juventus e Milan per l’Alta Italia, Bari, Napoli, Roma e Pro Livorno per il Centrosud. La stagione, iniziata il 14 ottobre 1945, si concluse il 28 luglio 1946 con la vittoria del “Grande Torino” che iniziò quell’assoluto dominio, altri tre scudetti, interrotto tragicamente dalla tragedia di Superga. Il campionato è ampiamente iniziato quando Massimo Della Pergola, giornalista della Gazzetta dello Sport, nato a Trieste nel 1912, fonda con altri due colleghi, Fabio Jegher e Geo Molo, la Sisal, Sport Italia Società a Responsabilità Limitata. L’idea del concorso a pronostici l’aveva avuta e sviluppata nel periodo che aveva trascorso in campo di internamento in Svizzera dove si era rifugiato perché ebreo. E il gioco aveva una finalità importante: quella di far rinascere lo sport italiano e ricostruire gli impianti distrutti o danneggiati dalla guerra. Il primo pronostico del 5 maggio coinvolge solo partite della Lega Alta Italia di A, B e C. Dodici gare in tutto, più due di riserva, 30 lire a colonna, il costo di “un bicchiere di vermouth”. Nei bar vengono distribuite, con molto ottimismo, 5 milioni di schedine. Ne vengono giocate poco più di 34mila. Per sbarazzarsi delle giacenze, la Sisal distribuisce le rimanenze ai barbieri che le impiegano per pulire i rasoi, felice intuizione di marketing perché erano luoghi dove di calcio si parlava in continuazione…Usanza proseguita poi per anni. 1 / 6 La prima schedina del 5 MAGGIO 1946 ! Purtroppo l'esordio della " Juventus " sulla " schedina " non fu dei migliori : sconfitta per 1-0 a Milano contro i nerazzurri ! A seguire la prima schedina, del 21 GENNAIO 1951: da quella data i risultati da indovinare da 12 passarono a 13 ! Dopo la prima vincita di oltre 450mila lire, quattro anni di stipendio medio, la schedina conosce subito un successo clamoroso. I primi milionari arrivano già all’ottavo concorso: un disoccupato di Genova e una casalinga di Bologna intascano 1.696.000 lire a testa. Ma il primo a cambiar vita per davvero è Pietro Aleotti, da Treviso che nella primavera del 1947 vince 64 milioni. La “torta” comincia a far gola allo stato che nel 1948 decide di “nazionalizzare” la schedina e il gioco diventa Totocalcio. Della Pergola chiede l’indennizzo e intenta causa allo Stato, al ministero dello Sport, al Coni senza ottenere nulla. Lui rimane proprietario della Sisal, gestisce solo altri pronostici “inventati” in quegli anni come il Totip, sulle corse dei cavalli. Ma il calcio è andato per sempre. Così nel 1954 molla tutto e torna al giornalismo, caporedattore alla Gazzetta dello Sport diretta da Bruno Roghi. La " Liberalizzazione " delle scommesse è stato l'inevitabile ed irreversibile " De Prufundis " del " Totocalcio " che, peraltro, già da molto tempo ormai, aveva smarrito quel suo particolare e coinvolgente fascino, quella sua innata capacità di aggregare legioni infinite di amanti del " Calcio ", e ciò, indipendentemente da quelli che erano i , più o meno, profondi sentimenti d'affetto che Tizio/Caio/Sempronio avvertivano nei confronti del tale o talaltro Club Calcistico ! Insomma, per usare un termine assai in voga al giorno d'oggi, un " MUST " imprescindibile di un' Epoca di cui si sono smarrite le " coordinate " .. i " principi " .. i " profumi " .. le " regole " .. i " Dogmi " più o meno " Guelfi e/o Ghibellini " e/o " Laici / Cattolici del tipo : La " Schedina " al Sabato - La Messa alla Domenica mattina e qualche " pasticcino " acquistato nella Pasticceria sotto casa - Domenica pomeriggio : Stadio e/o Tutto il calcio minuto per minuto - Domenica tardo pomeriggio un " tempo " di una partita in TV - Domenica sera " La Domenica Sportiva " - e al Lunedì mattina la " Famiglia " si rimetteva in " moto " ognuno con le proprie ineluttabili e doverose incombenze e responsabilità ! - Ed ora veniamo a quelle due partite : cominciamo da JUVENTUS - LUCCHESE del " 1 GENNAIO 1950 " ( sì, perchè, ai Tempi si giocava con la neve .. acqua a catinelle .. nebbia .. ed anche nelle " FESTE COMANDATE " .. e soprattutto .. NESSUNO SI LAMENTAVA ! ) terminata, incredibile ma vero, con la vittoria dei toscani per 1 - 2 ! E' il CAMPIONATO del 1949/50 che la JUVENTUS vincerà con 5 punti di vantaggio sull'assai valido Milan del celeberrimo " GRE-NO-LI " ( la Juve arrivò ad avere 8 punti di vantaggio sui rossoneri, ma ebbe un periodo di " appannamento " ed il Milan, grazie a quel clamoroso 1-7 al Comunale si portò ad un solo punto dai bianconeri ! Al 42° del primo tempo Parola venne espulso. Era il 5 Febbraio del 1950 , e la RAI, per la prima volta, in via del tutto " sperimentale ", e solo per la zona di Torino, trasmise in diretta il match : si vede che, così come è accaduto per la " prima schedina ", la " VECCHIA SIGNORA " con le " prime volte " deve avere qualche problema . Tenete presente che, ai tempi, la TV potevano permettersela solo pochissimi " Eletti " ! Inoltre, in quel Campionato, avvenne un altro evento storico: dopo 100 partite, e cioè a partire dal 17 Gennaio del 1943, la nostra Juve riuscì ad espugnare il " Filadelfia " dei cuginastri granata che, in tutto quel lasso di tempo, nella loro " Casa ", avevano messo insieme ben 89 Vittorie e 11 Pareggi ! Ca va sans dire che era un " TORO " che faticosamente stava cercando di tornare a livelli accettabili, sia fisici che tecnici e mentali dopo la tremenda tragedia di Superga ! ) - PER GIAMPIERO BONIPERTI QUELLA E' STATA LA JUVENTUS PIU' FORTE IN ASSOLUTO DELLA STORIA BIANCONERA - io non so se effettivamente sia stata la " MIGLIORE IN ASSOLUTO ", ma non ho, e mai avrò dubbio alcuno nell'affermare che, un posto su un eventuale " IPOTETICO PODIO ", le spetta a PIENO DIRITTO ! La Lucchese navigava nei bassifondi della classifica, il risultato, in effetti, sembrava scontato, ed invece, sebbene il fuoriclasse argentino Martino portò in vantaggio la Juventus, Mazza riuscì a pareggiare ed il primo tempo terminò sul risultato di 1-1 ! Nella ripresa, ad un minuto dal termine, un nostro ex giocatore, l'Ungherese Kincses mise a segno il gol della vittoria per i toscani : sembrò un perfido sortilegio ... invece ... fu amara realtà ! Kincses è il secondo da sx ... accosciato - Stagione 1947/48 Le squadre partecipanti a quel Campionato furono 20 - Retrocedevano in " B " solo 2 squadre - i 2 punti conquistati a Torino furono fondamentali per la salvezza della Lucchese ! GIORNATA 18 Domenica 1 gennaio 1950 Torino - Stadio Comunale Arbitro: Ferruccio BELLÈ di Venezia JUVENTUS 1 2 LUCCHESE Rinaldo MARTINO 17' 28' Bruno MAZZA 89' Mihaly KINCSES TITOLARI TITOLARI Giovanni VIOLA 1 1 Duilio ZOTTI Alberto BERTUCCELLI 2 2 Giovanni TOPPAN Sergio MANENTE 3 3 Bruno PADULAZZI Giacomo MARI 4 4 Menotti AVANZOLINI Carlo PAROLA 5 5 Rino FERRARIO Alberto PICCININI 6 6 Carlo SCARPATO Ermes MUCCINELLI 7 7 Renato CATTANEO Rinaldo MARTINO 8 8 Ferruccio VALCAREGGI Gian Piero BONIPERTI 9 9 Bruno MAZZA John HANSEN 10 10 Franco MORI Karl Aage PRAEST 11 11 Mihaly KINCSES Nella Lucchese, oltre alla presenza del nostro ex KINCSES, meritano una citazione " ad personam ", altri due giocatori : FERRUCCIO VALCAREGGI ... e soprattutto ... un altro nostro " grande " ( in tutti i sensi ) ex calciatore ... RINO FERRARIO ! - VALCAREGGI : oltre che ad essere stato un più che discreto giocatore, è principalmente ricordato nella veste di Allenatore della Nazionale Italiana ! Sotto la sua guida gli " Azzurri " conquistarono il titolo di " CAMPIONI d'EUROPA " nel 1968 - e nei MONDIALI del 1970 in MESSICO raggiunsero la FINALE- che li vide sconfitti da un immenso, e probabilmente ineguagliato, BRASILE ! Furono i Mondiali del celeberrimo ITALIA - GERMANIA 4-3 ! - FERRARIO : soprannominato il " Leone di Belfast ", indossò la Maglia Bianconera dal 1950 al 1955 .. e dal .. 1957 al 1959 ! Nel suo " Palmerès " : N° 2 Campionati - 1951/52 - e - 1957/58 N° 1 Coppa Italia - 1958/59 Per la sua mole era anche detto ... " MUBILIA " ... e/o ... " MOBILIA " : insomma, un arcigno ed assai valido Stopper con una stazza simile ad un armadio ! Disputò 10 partite in Nazionale - Giocò anche un anno nel Torino ove, in più occasioni, ricoprì il ruolo di punta ( un po' l'inverso di John Charles che terminò la sua carriera italiana ricoprendo il ruolo di stopper nella Roma ) - Ebbe la fortuna/sfortuna di trovare davanti a sè l'immenso Campione CARLO PAROLA che, inutile negarlo, un po' gli " tarpò le ali " visto e considerato che il nostro ineguagliato ed indimenticato centromediano vestì la Maglia Bianconera fino al 1954 ! Ciò non toglie che RINO FERRARIO una " Stella " alla sua memoria se la meriterebbe, e non sarebbe affatto uno scandalo, anzi, si tratterebbe di un giusto e doveroso riconoscimento a chi, senza indugio e remora alcuna, ONORO' LA MAGLIA BIANCONERA .. SEMPRE E COMUNQUE .. CON IL MASSIMO IMPEGNO ! Tratto dal " Corriere della Sera " del 2 Aprile 1994 - a firma ... Fiumi Cesare ... Cesare Ferrario, detto Rino, oggi e' un uomo tranquillo. Un signore dai modi garbati, felicemente indaffarato. Capitano d' azienda (pubblicitaria), capitale ancora intatto di un calcio un po' dimentico di se' , quello grande e generoso, ruvido e buono. Di spalle larghe come le vedute. Di piedi che non facevano melodie, pero' entravano a tempo: sapevano far bene. E anche far male. Ma Cesare Ferrario, detto Rino, un giorno di dicembre del ' 57 fu anche un uomo tranquillo d' altro genere, finendo dentro un remake involontario che consegno' alla storia del calcio azzurro una foto memorabile, un soprannome e una sonora, prodigiosa, scazzottatura. In una gelida serata irlandese Rinone Ferrario rifece John Wayne nella parte del pugile Sean Thornton, come nel film di John Ford, girato proprio in Irlanda, sei anni prima: Un uomo tranquillo. Irlanda del Nord Italia era finita 2 2, con l' invasione di campo e la caccia all' italiano. E Ferrario, mentre guadagnava l' uscita, si trovo' di fronte, stupito, una frotta di VictorMcLaglen su di giri e con una gran voglia di menar le mani. Lui ne usci' con un paio di costole incrinate, ma gli irlandesi al tappeto, respinti con perdite. Gia' allora lo chiamavano Mubilia e non solo perche' era figlio del signor Isacco, mobiliere di Lissone. Ferrario era un pezzo di centromediano da far paura, Mubilia, appunto: un armadio che quel giorno sbatte' le ante in faccia al prossimo, in uno stadio pentolone dove era saltato il coperchio di rancorosi conflitti religiosi. "Cominciavano allora a Belfast le prime sommosse, ma noi ne eravamo all' oscuro: nessuno ci aveva spiegato la situazione, il clima, gli scontri tra protestanti e cattolici. Scoprii tutto dopo la partita, quando lessi i resoconti che spiegarono l' aggressione contro noi italiani, identificati come cattolici e papisti. Ci bastava un pareggio per la qualificazione mondiale, ma l' arbitro designato non arrivo' mai. E noi non accettammo che dirigesse un irlandese. Sbagliammo perche' un arbitro e' sempre un arbitro. Giocammo percio' una partita inutile, e quella vera la perdemmo un mese piu' tardi. Ma forse neppure mi dissero che era diventata un' amichevole, di certo il pubblico lo ignorava. Fu una battaglia dal principio alla fine. Allora non c' era il fallo sul portiere, la carica era lecita, per noi una novita' . E fu piu' difficile difendere Bugatti che giocare la palla. Volarono colpi proibiti. Non c' era recinzione e alla fine il pubblico entro' in campo. Credevo fosse un' abitudine, una cosa normale. Ma di li' a poco arrivarono spinte e pugni. Vidi un poliziotto e corsi a raggiungerlo, facendomi largo, si' , a cazzotti. Chi avrebbe mai immaginato un' aggressione a sfondo religioso..." Storie di un calcio ancora naif, che lambiva appena la Storia, mandato allo sbaraglio, una terra di confine tra ingenuita' e ignoranza. Oggi e' difficile intravvedere in questo raffinato signore di 67 anni, torinese acquisito, il "leone del Windsor Park". La storia di Mubilia Ferrario ne uscirebbe sminuita, se lasciata sotto il lampione fioco di quella pagina oscura fatta di pruriti alle mani e di pruderie di leggenda. Anche perche' Mubilia fu esattamente l' opposto, un Garrone del calcio, un gigante buono che attraverso' la sua stagione di campione . due scudetti con la Juve di Praest e dei due Hansen, e poi di Boniperti e Sivori . senza perdere quell' entusiasmo che gli veniva da un tempo calcistico che s' era perso da un pezzo. Ferrario con quel fisico sembrava catapultato nel calcio degli anni ' 50 da una rovesciata di Parola (l' uomo di cui prese il posto, la maglia, il destino azzurro): avrebbe potuto essere un terzinaccio della Pro Vercelli d' antan. Era, il suo, un calcio semplice e pieno di cuore. E pionieristico nell' animo. "Sbulinato di gambe, con strane asincronie fra gli arti inferiori e superiori, le ginocchia vaccine, le punte dei piedi divergenti", cosi' Brera raccontava Ferrario . e pure aveva a cuore quel "gallo da combattimento" . seguendo il solco tracciato, anni prima, dallo scettico presidente della Pro Lissone: se quello diventa un giocatore sul serio, mi mangio un cavallo. "Non lo disse solo lui. Gipo Viani sentenzio' : "Se fa gol Ferrario e' impossibile". E invece da centravanti del Torino con una rete eliminai il Milan dalla Coppa Italia. E lui si arrabbio' . Sono stati divertenti gli ultimi anni di carriera da mezzala e attaccante. Mi dava un senso di liberta' enorme giocare avanti, avrei pagato di tasca mia per poterlo fare: che fossero gli altri a curarsi di me. Avevo passato tutta la vita calcistica a fare il guardiano. "Il calcio mi ha conquistato quando e' diventato una splendida forma di liberta' . E successo ad Arezzo, alla fine della leva: mi hanno chiesto di rimanere. Di giocare in serie C. Il calcio era correre, l' aria in faccia, vincere. E se non vincevi, pazienza. Si immagini un ragazzo che veniva da giorni difficili ed era fin troppo esuberante". Perche' Mubilia prima di diventare Garrone a suo modo era stato Franti: topi morti nel cassetto della maestra, pece spalmata sulla sua bacchetta punitiva. Poi la guerra si era presa quel ribellismo e gli aveva messo la cavezza. "Mio padre che era un maggiore della guardia di frontiera mi aveva mandato in collegio, a Saronno. Li' ho cominciato a giocare. La guerra si sentiva di riflesso, non bombardavano come a Milano: eravamo protetti. Essere in tanti, fare gruppo, forse mi dava sicurezza. I giorni di guerra lasciarono il segno: persi mio fratello e mia madre. Mio fratello era un ragazzo stupendo, di 21 anni, si chiamava Bruno. Mori' per una peritonite. Bastava che gli americani fossero arrivati un mese prima con la penicillina e si salvava". Dopo la guerra, giorni oziosi e soli, sbandati tra il pallone e le carte: calciatore svogliato a Lissone, giocatore avvelenato nei bar. Poi militare ad Arezzo: spesso consegnato in caserma, raccontano i ricordi. "Pero' ho potuto giocare nella squadra del battaglione, e Hajos, l' ungherese che allenava l' Arezzo, mi prese con se' . Poi arrivo' Andreoli che mi istrui' , mi spiego' il calcio vero. Da terzino diventai centromediano e l' anno dopo ero in A, alla Lucchese. "E quella e' stata una rivelazione, la mia infanzia di calciatore dentro un' Italia che diventava sempre piu' bella. Siamo stati perfino in testa alla classifica, vincemmo anche in casa della Juve. Calcio spensierato. Avevamo voglia tutti di fare conoscenza, di stare insieme, mi ricordo quelle sale da ballo all' aperto, piene di gente, le feste di paese con le lampadine sull' aia a Fucecchio, a Pescia. Giocare al calcio era tornare a giocare. Non pensavo ai soldi. Dal campo tornavo sul biroccio di Quartuccio, gran bevitore di rosso, e la cavalla conosceva la strada. Si immagini la primavera a Lucca, i colori, la partita vinta: un piacere enorme. Sentivo che bisognava godere dei momenti felici e metterli in cascina. "Conobbi un critico d' arte che mi porto' a vedere le chiese e gli affreschi, e poi le gallerie che si inauguravano, i nuovi pittori. E uno dei miei primi lavori, alla fine della carriera, e' stato far cataloghi d' arte. E poi la musica... Vicino a Lucca c' era Tombolo, il deposito degli americani: camion, materiali e sopratutt montagne di dischi. Quando al mattino mettevo un pezzo di Armstrong, ero innamorato del jazz, tutti dicevano: "Si e' svegliato Ferrario". "Il calcio e' stato una scuola e la Toscana il primo giorno, quello dell' entusiasmo e della curiosita' . L' anno seguente venni a Torino: alla Juve. E poi Inter, ancora Juve e Torino. La Toscana era l' anarchia, Torino un taglio netto: serieta' , carriera, risparmio, futuro. Sempre ordinati, educati, precisi. E le gallerie d' arte esponevano pittori piu' severi. Qui arrivo' la maglia azzurra, esordio a Firenze contro l' Inghilterra e il centravanti era ancora Piola, 39 anni, un fenomeno. Qui ho imparato tanto: Charles con la sua generosita' che era un po' la mia, correre per il campo, dove un compagno aveva bisogno di aiuto. E Sivori con una dote e un difetto eccezionali: era il piu' bravo di tutti, anche troppo piu' bravo. Ne approfittava, a volte irrideva: nello sport non e' bene. Con me, in allenamento, sapeva di non poterselo permettere, non era il caso. "Sono uscito dal calcio che ero uomo fatto. E subito un incontro importante: Gianni Mazzocchi, l' editor che aveva inventato l' Europeo e Quattroruote e che mi fece partecipare alla nascita di Quattrosoldi, il primo magazine dalla parte del consumatore. Ho salutato il pallone e preso la mia strada. Ma le regole sono rimaste le stesse: nel calcio e nel lavoro ho sempre creduto al gioco di squadra, perche' l' egoismo finisce per nuocerti. Lo dice la vita, e anche la storia. "Sono un divoratore di volumi di storia, anche se il libro che piu' mi ha affascinato e' stato l' Ulisse di Joyce, ma non mi va di parlarne. Dovrei dire i miei tormenti e non e' giusto perche' tutti hanno i loro. E i miei non sono piu' importanti e forse neppure differenti. Certo, quella lettura mi ha sconvolto". Gli anni sono trascorsi anche per Ferrario, che ha cambiato Mubilia: l' armadio possente di un tempo ha lasciato il posto a un secre' taire pieno di ricordi. "Sono andato a cercare i luoghi di Joyce, mi sono messo davanti alla sua finestra per scoprire cosa vedeva, cosa lo ha spinto a scrivere un libro simile. Il ritorno in Irlanda da ex calciatore era un modo per capire quella terra bellissima e la sua gente". Allora, manco' il tempo di spiegarsi. John Wayne fu di poche parole. Ero robusto mi chiamavano Mubilia: correvo sempre in aiuto dei compagni Sivori? Fin troppo bravo ma irrideva gli avversari ! Non era giusto ! venne a mancare il 19 Settembre del 2012 - R.I.P. - Tratto da " Stampa Sera " del 2 Gennaio 1950 - resoconto andamento match - ( gli errori di battitura che troverete sono imputabili alla ovvia ed inevitabile scarsa qualità di pagine di giornale che risalgono a tanti anni orsono e che, di conseguenza, rendono assai problematica un'eventuale postuma riproduzione e riproposizione ! Tuttavia, da ciò che è narrato e che traspare da queste righe, mi par d'intuire che fu proprio una giornata in cui la " DEA EUPALLA ", non so per quale ragione, era in collera con la " VECCHIA SIGNORA " : fu una di quelle partite in cui tutto ti gira storto, e potresti stare lì per ore ed ore, ma il pallone non ne vuol sapere di violare la porta altrui ... neanche se tu ci provassi con le mani .... ) IL FATTO CLAMOROSO DEL CAMPIONATO - IL FATTO CLAMOROSO DEL CAMPIONATO- Colpo dì coda della Lucchese sul campo dei bianconeri ! E' capitato alla Juventus quello che può accadere al pugile il quale, per abbattere un avversario già barcollante, trascura ogni preoccupazione di difesa e cerca solo il colpo duro che metta fine al combattimento: ad un certo momento lo coglie un violentissimo pugno d'incontro e viene steso sul tappeto. Questo, appunto, è accaduto alla Juventus: è stata colta da un colpo d'incontro. La mazzata di Kincses è caduta sulla squadra juventino a due minuti dalla fine, quindi praticamente in un momento in cui non era più possibile rimediare. Immaginatevi l'ansia di questi due ultimi minuti: giocatori già col fiato corto che tentano l'ultimo arrembaggio, difensori lanciati come catapulte su ogni palla, folla imbronciata e sbalordita che non sa più se incoraggiare o fischiare, la sensazione di trovarsi di fronte ad un grave sinistro. Era infatti deragliata nientemeno che la locomotiva del campionato! - Un minuto prima di questo episodio risolutivo, la Juventus aveva ricevuto un avvertimento che avrebbe dovuto metterla in stato d'allarme. Una fuga di Cattaneo, a difesa del tutto scoperta, era stata neutralizzata da Praest che, avvertito tata, Kineses ebbe forse- l'intenzione di passare al compagno che appariva pure smarcato, ma continuo ad ogni modo da solo, chiuse verso il centro e mentre Viola stava per uscire, scoccò un traversone da una dozzina di metri. Restano poche doti a Kineses, che non è più ormai un giocatore fresco, ma il tiro è ancora il suo «do» di petto. La palla filò come un razzo e andò ad insaccarsi nella rete. Qui appare improvvisamente lo spettro della sconfitta. Chi di voi lo aveva pensato ? Nessuno, nemmeno noi. Eravamo increduli, evidentemente la difesa juventina non dava credito agli attaccanti lucchesi. Fu invece proprio sulla sinistra dello schieramento lucchese, e quindi nel settore di Bertuccélli, che a due minuti dalla fine sfrecciò la volata di Kineses. I lucchesi uscivano da un calcio d'angolo che aveva radunato nella loro metà campo tutta la Juventus. Erano le fasi ultime di un corpo a corpo affannoso, di una stretta che pareva dovesse togliere il respiro agli avversari. Trovatasi dieci volte con l'acqua alla gola, dieci, volte Il centromedlano lucchese Ferrarlo è stato ler.i uno .del migliori in campo nell'Incontro con la Juventus. Eccolo ohe respinge di testa prevenendo Hansen (foto Moisio) tanto abituati a vedere la Juventus uscire vittoriosa dalle situazioni più intricate che aspettavamo anche questa volta lo scoccare del minuto fatale alla squadra ospite. Perchè non bisogna credere che la Juventus abbia giocato così male da meritarsi questa sconfitta. Sarebbe facile e comodo ora farne una stroncatura, perchè di solito succede cosi: ma commetteremmo una la Lucchese era riuscita a ritornare a galla, un poco intontita, come il pugile che avendo già un ginocchio a terra riesce a risollevarsi; ma tenace, ostinata, di una combattività ammirevole. Kineses raccolse il pallone ohe gli era giunto dalle retrovie e scattò in area libera. Dal lato opposto seguiva i suoi movimenti Cattaneo: una coppia sola da- vanti ad una difesa disorien- iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiuiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.'iiiiiiiii imi imi ingiustizia se lo facessimo anche noi. Sapete com'è la Juventus: una partita come quella di ieri ha potuto perderla in casa, ma non l'avrebbe 'perduta in campo avversario. Il gioca troppo confidente diventa un tranello. In casa ci si concedono licenze che fuori sono accuratamente evitate, subisce un rilassamento la vigilanza della difesa, all'attacco si vuol strafare e si perde la cadenza giusta, non tanto ai' fa gioco quanto invece sì fa ressa. Aggiungete che il pubblico di-casa impegna e la Juventus è invece, una squadra che gli impegni distiano, non è una compagine emotiva, ''gioca meglio a freddo, deve restare insomma nel suo clima. Dobbiamo ora- rifarci all'inizio del gioco per completare il quadro della giornata. La Juventus ha premuto fin dai primi minuti. Sembrava tanto facile. Le azioni filtravano, i giocatori irrompevano decisi sulla palla, l'autorità del gioco bianconero prendeva spicco. Al 15' un gol di Hansen era annullato per fuori gioco. Due minuti dopo su una lunga rimessa laterale di Praest, Boniperti deviava dt testa la palla, Martino vi balzava sopra, irrompeva in area e segnava da una decina di metri. Tutto bello nell'azione di Martino: tempestività d'azione, scatto, sicurezza e potenza, di tiro. La Lucchese subiva la pressione bianconera e contrattaccava a strappi, ma ogni contrattacco sembrava celare un pericolo, n palleggio di Mazza e sornione, manca di incisività, ma è morbido, tutto in controtempo, tende a prendere di contropiede l'avversario. Mazza lo si direbbe un uomo capace di palleggiare fino a due metri dalla porta, sempre un po' indeciso. Che volete, ingannano anche i temperamenti che sembrano più scoperti. Al 28' raccogliendo un ' passaggio di Cattaneo, da una trentina di metri, Mazza scagliava improvvisamente un tiro di eccezionale potenza. Viola tentò la parata al'limite della traversa, ma le mani gli si piegarono: gol. A nostro giudizio è stato un po' un infortunio di Viola. Da trenta metri qualunque tiro è parabile. Sarebbe stato sufficiente per Viola deviarlo alto ma l'errore suo è stato forse, di aver voluto non deviarlo ma pararlo. Le conseguenze Ai questo infortunio durarono fino a due minuti dalla fine, poi, come abbiamo visto, venne il peggio. La Juventus tempestò netta ripresa, ebbe occasioni numerose, alcune le mancò per un soffio, altre per caso. Ma era difficile passare attraverso quel muro. La Lucchese si difendeva ordinatissima con un' energìa che sembrava crescere ad ogni minuto. Abbiamo pensato in questi momenti al povero Barbieri. Squadra magnificamente allenata, fresca di slancio, resistente, pronta nei capovolgimenti del gioco. Egli non vote vedere la più bella partita dei suoi uomini, ma il pensiero dei rossoneri è andato certamente a lui nel momento in cui l'arbitro sanzionava, col fischio finale, la magnifica vittoria. Di una squadra c'è generalmente più da dire quando le cose vanno male che non quando vanno bene. Da ieri la Juventus è sotto, il bersaglio delle critiche dei suoi tifosi. Il troppo amore'induce talvolta a essere ingiusti ! Ettore Berrà JUVENTUS: Viola; Berruccelll. Mainente: Mari. Parola. Piccinini; Miicclnelll, Martino, Boniperti. Hansen, Praest. LUCCHESE; ZottI; Toppan, Padulazzl; Avanznllnl. Ferrarlo. Scarpaio; Cattaneo, Valcainggl, Mazza. Mori, Kineses. ARBITRO: Belle, di Venezia. SPETT.: 9100 - INC.: 3.240.000. -Ed eccoci infine a quel ROMA - LECCE di Domenica 20 APRILE del 1986 ! GIORNATA 29 Domenica 20 aprile 1986 Roma - Stadio Olimpico Arbitro: Rosario LO BELLO di Siracusa ROMA 2 3 LECCE Francesco GRAZIANI 7' 34' Alberto DI CHIARA 42' Juan Alberto BARBAS (rig.) 53' Juan Alberto BARBAS Roberto PRUZZO 82' TITOLARI TITOLARI Franco TANCREDI 1 29' 1 Stefano CIUCCI Emidio ODDI 2 2 Rodolfo VANOLI Manuel GEROLIN 3 3 Giuseppe COLOMBO Zbigniew BONIEK 4 4 Giorgio ENZO Sebastiano NELA 5 5 Stefano DI CHIARA Ubaldo RIGHETTI 6 6 Carmelo MICELI Francesco GRAZIANI 7 7 Maurizio RAISE Giuseppe GIANNINI 8 53' 8 Juan Alberto BARBAS Roberto PRUZZO 9 9 Pedro PASCULLI Carlo ANCELOTTI 10 65' 10 Salvatore NOBILE Antonio DI CARLO 11 68' 11 Alberto DI CHIARA A DISPOSIZIONE A DISPOSIZIONE Attilio GREGORI 12 29' 12 Giordano NEGRETTI Settimio LUCCI 13 13 Luigi GARZYA Bruno CONTI 14 53' 14 Franco CAUSIO Stefano DESIDERI 15 65' 15 Ricardo PACIOCCO Sandro TOVALIERI 16 68' 16 Roberto RIZZO ALLENATORE ALLENATORE Sven Goran ERIKSSON (D.T.) Eugenio FASCETTI Tratto dal libro - " Calcio ( poco ) Romantico " di Federico Greco e Daniele Felicetti : CLAMOROSO AL CIBALI, ANZI ALL’OLIMPICO “Clamoroso al Cibali di Catania, l’Internazionale ha perso 2-0! ” La voce di un giovane Sandro Ciotti annuncia dai microfoni di Tutto il calcio minuto per minuto che il campionato 1960/61 si è chiuso prima del previsto: il recupero Juventus-Inter non serve più, il campo da gioco non può essere unico giudice della “sana” rivalità scoppiata tra le due squadre. Sarà per il clamoroso epilogo del campionato, sarà per la particolare enfasi con cui la frase viene pronunciata, sarà forse per quel nome, Cibali, quartiere di Catania che quasi sempre sa di miseria, ma che quel 4 giugno 1961 sa di rivincita, fatto sta che la frase Clamoroso al Cibali diventa emblema di tutti quegli episodi che nel corso della storia della serie A hanno inaspettatamente deciso le sorti di un intero campionato. La sconfitta dell’Inter a Mantova nel 1967 o quella dalla Juventus a Perugia nel 2000 ne sono un esempio. Quanto accaduto all’Olimpico di Roma il 20 aprile 1986 resta, però, l’episodio più clamoroso in assoluto. È la 29° giornata e si gioca Roma-Lecce. La Roma è in formissima, a differenza dell’Inter del 1967, della Juventus del 2000 o, dando un’occhiata oltre confine, del Real Madrid del 1992. Terza alla fine del girone d’andata a -8 dalla Juventus, la compagine capitolina nelle prime tredici partite del girone di ritorno lascia sul campo solo tre punti,[1] tritura gli avversari, asfalta 3-0 la Juventus nello scontro diretto all’Olimpico e la aggancia a due giornate dalla fine in vetta al campionato. Il Lecce, invece, è retrocesso già da settimane e in 14 trasferte ha raccolto la miseria di un punto (2-2 a Verona alla prima giornata), ha segnato 6 gol e ne ha subiti 33. La partita dell’Olimpico sembra segnata, mentre più arduo sembra il compito della Juventus che ospita il Milan. La Roma passa subito con Graziani, ma smette di giocare e alla fine del primo tempo grazie ai gol di Alberto Di Chiara e di Barbas su rigore il Lecce si ritrova incredibilmente in vantaggio. Al 66′ Michael Laudrup porta avanti i bianconeri a Torino. Da Roma arriva finalmente la notizia di un gol, ma è ancora di Barbas: 1-3! La Roma accorcia le distanze, ma non va oltre. Stadio ammutolito e scudetto che se ne va. E pensare che per rendere le cose meno ovvie nella schedina del concorso n°44 del Totocalcio era richiesto solo il risultato del primo tempo di Roma-Lecce. Un po’ quello che era accaduto nel gennaio 1950. Quella volta era stata esclusa dalla schedina dell’allora concorso SISAL la partita Juventus-Lucchese, perché ritenuta dall’esito scontato. E infatti i toscani vinsero 1-2 ! Quel giorno ero sugli spalti del Comunale : non ho parole per descrivervi cosa accadde sui gradoni del nostro caro ... vecchio ...ma mai dimenticato " Stadio Comunale " quando LAUDRUP mise a segno il GOL che, con la successiva nostra VITTORIA proprio in quel di LECCE, ci permise di conquistare il nostro ennesimo titolo di " CAMPIONI d' ITALIA " .... per la precisione ... il NOSTRO 22° SCUDETTO ! Ancora godooooooooooooooooooooo ! E qui mi fermo perchè, oltre al fatto che le mie " sinapsi cerebrali " sono un po' in riserva, con ogni probabilità vi ho oltremodo tediato ! Tuttavia, se qualcuno di voi ha avuto il tempo e la pazienza di arrivare sin qui, merita un sincero " Encomio " da parte di mia, anzi, dirò di più : vista e considerata " L'Eroica costanza ", gli auguro di fare un " 13 " plurimilionario al TOTOCALCIO ! Cosa dite ? IL Totocalcio, in pratica, non esiste più ? Perdonate il " lapsus " avete ragione , e nel tentativo di porre rimedio alla mia gaffe " altro non mi resta da fare che ... RINGRAZIARVI IN ANTICIPO PER LA VOSTRA EVENTUALE GRADITA ED APPREZZATA " ATTENZIONE " A QUESTO MIO ENNESIMO "VIAGGIO A RITROSO " NELLA GLORIOSA STORIA BIANCONERA ... OLTRE CHE ... COM'E' GIUSTO E DOVEROSO CHE SIA, PORGERE A VOI, ED A TUTTI COLORO CHE AVETE A CUORE, I MIEI MIGLIORI E PIU' SENTITI AUSPICI AFFINCHE', QUELLO CHE E' IL BENE PIU' IMPORTANTE IN ASSOLUTO ... CA VA SANS DIRE ... " LA SALUTE " ... SIA AL VOSTRO FIANCO AL PIU' A LUNGO POSSIBILE ! Stefano - ops ... dimenticavo : video da vedere " ASSOLUTAMENTE " ! Trattasi di quel 2-2 del 1957 tra Irlanda del Nord vs Italia a cui ho fatto accenno in precedenza : è il match in cui il nostro RINO FERRARIO diventò il " LEONE di BELFAST " ! Vi consiglio di " GUARDARLO NE VALE VERAMENTE LA PENA " ( tra gli altri " beceri aspetti " è da condannare in maniera assoluta il " vigliacco e violento " comportamento degli Nord-Irlandesi nei confronti del nostro portiere BUGATTI ! )
  2. ..... dimenticavo, ad un altro rossonero mio vicino di casa , " acido " come pochi, il giorno dopo la partita, visto e considerato il mio animo di " Buon Samaritano ", mosso da " Buoni e Caritatevoli propositi ", e con l'intento di lenire i suoi intensi disturbi gastrici, e non solo gastrici ( 1-6 in " Casa Tua " è un po' come andare a sbattere a 200 allora contro la " Muraglia Cinese " ... ) ... spacciandomi per il " portalettere ", gli chiesi di " scendere " in quanto avevo un " pacchetto " da consegnarli ! Quando, indossando un pigiama a tinte rossonere, mi scorse nell'atrio del condominio, preso da intenso ed insanabile sconforto, stette quasi per svenire .... .... ma visto e considerato che il sottoscritto è da sempre sorretto da animo caritatevole nei confronti del " prossimo ", ipotizzando in anticipo una " iper reazione " del genere, mi ero premunito di fargli un dovuto e doveroso omaggio di un alimento assai ricco di sostanze benefiche per il corpo e per la mente : gli consegnai, non una , ma bensì ....... 6 MERAVIGLIOSE .... " PERE " ! Orgoglioso del mio gesto, ennesima prova-provata di quanto " NOI JUVENTINI " siamo diversi da tutti gli altri, lasciai l'ammutolito sostenitore rossonero nell'atrio del condominio tutto preso dai suoi " pensieri " .. anzi .. " incubi bianconeri " ! E detto tra noi, non ci restai molto bene : visto e considerato il mio " Nobile " gesto ... almeno un cenno di Ringraziamento avrebbe potuto farmelo ! Ma si sa, a volte, la gente è veramente strana ..... a posteriori mi sorge il dubbio che le " pere " non fossero il suo frutto preferito ... Stefano
  3. Grazie a te, caro amico juventino , per aver apprezzato ... per il tuo contributo ... per il tuo simpatico modo di proporti ! Serena notte a te e famiglia ! Stefano p.s. - riguardo a quel MILAN - JUVE 1-6 ho un simpatico aneddoto .... erano passati pochi giorni da quella " fantasmagorica " vittoria a San Siro contro i rossoneri che, come d'abitudine, mi recai dal mio abituale fornitore di elettrodomestici ! I titolari erano due fratelli ... entrambi milanisti .... uno " tranquillo " .... l'altro,invece, con ogni probabilità, di " rossonero " aveva anche le mutande ! Necessitavo di una nuova televisione : un paio di giorni dopo la mia visita al negozio, la TV mi venne consegnata, e a portarmela a casa, dopo previ accordi, fu proprio il fratello con un occhio rosso ed uno nero ! Sapendo in anticipo che sarebbe stato lui a consegnarmela .... mi attrezzai per dargli il mio più caloroso " benvenuto " .... Dopo i " farasiaci "convenevoli di rito, iniziarono i " lavori " per attivare la televisione : si accende così ... si spegne così e via dicendo ai tempi si utilizzavano le cassette " VHS " .... onde per cui lo invitai a controllare anche la funzione " registrazione e visione nastro " Fu allora che, tra le millanta cassette, gli passai una " anonima a caso " .... e guarda caso .... un fortuito caso ...si trattava proprio del nastro sul quale avevo registrato quel " 1 - 6 " ! Più che " rossonero ".. divenne .. " paonazzo " .. fu preda di una vera e propria crisi di nervi e se ne andò recitando tutto l'abbecedario immaginabile ed inimmaginabile di chi è appena stato morso da una tarantola iper-velenosa .... e tra un " moccolo " e l'altro .... se ne andò lasciando tutti i suoi " beni " a casa mia, portafoglio e patente compresi ! Quando si accorse del suo " lascito " tornò alla mia abitazione : gli chiesi se era tornato per assistere anche al .... " secondo tempo " ....
  4. ...... perdonami .... chi segnò al Milan fu Laudrup ! Buona Notte e grazie per aver partecipato ! Stefano !
  5. Platinì - Baggio-Pirlo-Del Piero-Pjanic-Dybala .... come caschi ... caschi bene, anche se, a mio parere, senza inoltraci nel " Calcio " di tanti anni orsono, ma soffermandoci ad " archi temporali " a noi più o meno vicini, un paio dovrebbero essere i parametri da prendere in considerazione per " azzardare " una teorica " classifica " su chi, in teoria, potrebbe essere stato il più forte in assoluto ... o per meglio dire ... il più portato tecnicamente/mentalmente nell'adempiere a questa importante, e probabilmente innata, dote balistica : - IL NUMERO DI GOL REALIZZATI ? ANCHE ... MA NON SOLO ! PIU' CORRETTO, FORSE, DOVREBBE ESSERE LA " PERCENTUALE " DI MARCATURE REALIZZATE TENENDO CONTO DEL NUMERO DI " PUNIZIONI " ( INDIPENDENTEMENTE DALLA ZONA DI CAMPO DA CUI ESSE VENGONO " CALCIATE/BATTUTE " ) EFFETTUATE ! - LA CAPACITA' .. LA SENSIBILITA' .. DEL GIOCATORE DI SAPER, ALLA BISOGNA, VARIARE LA " MODALITA' DI ESECUZIONE " TENENDO CONTO DI TUTTE LE " VARIANTI " CHE OGNI PUNIZIONE, DI VOLTA IN VOLTA, PORTA CON SE', INDIRIZZANDO E CONDIZIONANDO LA SCELTA DI CHI E' PREPOSTO AL TIRO VERSO LA PORTA AVVERSARIA ! ....... SENZA DIMENTICARE CHE, LO " STRUMENTO DI LAVORO ... IL PALLONE ", NEL CORSO DEGLI ANNI HA SUBITO MILLANTA " RESTYLING " .... E CIO' HA INFLUITO ASSAI NELL'ESECUZIONE DI QUESTO " RAFFINATO " GESTO BALISTICO !
  6. ...... anche OMAR SIVORI ... ....... avendo vissuto a Roma dal 1958 al 1968, ricordo come se fosse adesso quella volta in cui la Juventus, dovendo giocare contro una delle due squadre romane, raggiunse la Capitale in aereo. Tutti, proprio tutti, giocatori-allenatore-accompagnatori erano su quel " volo " .... tutti .... tranne uno : il mitico " Cabezon " ! Egli raggiunse l'URBE in treno, ed ai Tempi, ti posso assicurare, TORINO- ROMA sulle rotaie e/o binari che dir si voglia ....era tutto .... tranne che una " passeggiata " di piacere, specie in tempi di percorrenza ! Il mio " mentore bianconero ", mio Padre, mi disse : " Stefano, che dici, stasera arriva Sivori alla Stazione Termini, andiamo ad attenderlo ? " Non mi sembrava vero ! Uscimmo di casa verso le 9 di sera ... ed il treno giunse in stazione dopo un'oretta abbondante ! Ma il " bello " della faccenda doveva ancora arrivare : convinti che in Stazione saremmo stati un " gruppetto " di aficionados e niente più, incredibile ma vero, ad attendere OMAR SIVORI c'erano CENTINAIA DI PERSONE ... TIFOSI DI TUTTE LE SQUADRE ... JUVENTINI E NON ! OMAR SIVORI ... UNO DI QUEI RARI GIOCATORI CHE ( nonostante il suo " caratterino " ) .... PER IL LORO MODO DI INTENDERE E PROPORRE " CALCIO " .... UNISCONO TUTTI GLI AMANTI DEL " FOOTBALL " ! Rammento che, chi non era juventino, e non era neanche tifoso della squadra contro la quale la Juventus avrebbe dovuto misurasi nella tale o talaltra partita , più o meno si esprimeva così : " OGGI VADO ALLO STADIO PER GODERMI LE GIOCATE DI QUEL FENOMENO DI SIVORI " Un Cordiale saluto, Stefano
  7. ...... ca va sans dire .... qui su VS in pochi lo conoscono e/o lo rammentano ... ma costui fu uno dei MIGLIORI IN ASSOLUTO ... NEL CALCIARE PUNIZIONI E RIGORI ..... ( tratto da " Il Pallone Racconta " ) Sergio CERVATO Figlio di contadini, è nato a Carmignano di Brenta (PD), il 22 marzo del 1929 ed è scoperto diciottenne nel Bolzano dal maestro Luigi Ferrero; tre anni dopo è già in Nazionale. È uno di quelli dello scudetto fiorentino ma i tifosi viola lo lasciano partire senza clamorose contestazioni. Cervato sta per compiere trent’anni e sembra un vecchio combattente pieno di ferite: ha avuto guai a un piede (il famoso piede freddo che, a suo tempo, aveva bloccato anche Meazza) e si dice che fosse troppo spesso esposto a strappi muscolari. Anche in Nazionale, dopo venticinque partite, non è più titolare: lo sostituisce un tracagnotto della sua stessa stazza, Gaudenzio Bernasconi, centromediano della Sampdoria. La Juventus lo acquista nel 1959, per cinquanta milioni. In quegli stessi giorni il Bologna ingaggia Campana per ottanta e la Roma, con la stessa cifra, Manfredini detto Piedone. Siamo alla vigilia del boom economico, una Fiat 1100 lusso, appena presentata al salone di Ginevra, costa poco più di un milione di lire. Dopo aver giocato per anni a sinistra componendo, nella Fiorentina, con Magnini una formidabile coppia, si sposta al centro e assume un ruolo più idoneo al suo stile. Ha nello slancio la sua arma migliore, è veloce e intelligente, con una visione ben precisa del gioco difensivo, dove l’eleganza è pari alla decisione. Sono rimasti famosi certi suoi salvataggi che sembravano disperati e invece venivano da fulminee intuizioni, scatenando applausi insoliti per un difensore, di norma riservati a goleador o a portieri. In una partita contro il Brasile, a San Siro, nel 1956, il centromediano verdeoro Orlando è solo in piena area, davanti alla rete di Viola. Gli 80.000 spettatori hanno il cuore in gola, sembra un goal inevitabile, quando Cervato sbuca all’improvviso soffiando in un lampo, con una spaccata meravigliosa, la palla dal piede del brasiliano. Un boato di riconoscenza saluta il salvataggio. L’Italia vince 3-0 e quell’intervento è rimasto indimenticabile. Dice di lui Caminiti: «Aveva un modo di contrare che era azzannare, non c’era possibilità che si distraesse e in campo, infatti, non sorrideva mai, più spesso digrignava i denti; era rude alquanto ma perché al calcio una volta i terzini si occupavano di rilanciare il pallone e si impegnavano, si studiavano di farlo come si facevano una volta le porte e le finestre, cioè solide, forti, e solida e forte era la pedata, i meno braci alzavano il pallone a campanile, i più bravi, come Cervato, davano al pallone le giuste traiettorie. Calciava le punizioni con mirabile effetto. Può essere considerato uno dei più grandi terzini della storia. Lo confermò, anche da stopper, nella Juve». Cervato è famoso anche per i goal che segna; è il prototipo del difensore-cannoniere, grazie ai suoi micidiali tiri piazzati: i rigori, che ha imparato a battere inesorabilmente dopo qualche errore di gioventù (uno dei primi, calciato lontanissimo dai pali, lo aveva sbagliato proprio contro la Juventus), ma soprattutto le punizioni. Prende una breve rincorsa e lascia partire tiri che raramente i portieri fanno in tempo a vedere; spesso restano impalati, impotenti, mentre il pallone si infila lassù, nell’angolo fra il palo e la traversa. Proprio con un goal nel sette, si presenta al suo esordio in maglia bianconera. È la finale di Coppa Italia, che allora si giocava in settembre: a San Siro la Juventus travolge l’Inter per 4-1 e Cervato è il cannoniere della giornata, segnando, tra quelli di Charles e Sivori, due goal, il primo, appunto, su punizione e il secondo su rigore. La Juventus di quella stagione è allenata da Renato Cesarini e vive un momento particolare: c’è Boniperti che non gradisce il ruolo di ala destra e sembra addirittura sul punto di cambiare società. È chiamato a rafforzare una difesa tutta nuova e impostata su due giovani di talento, Castano e Benito Sarti. Qualcuno nutre perplessità sulla tenuta del vecchio difensore: lui risponde disputando ad alto livello tutte le trentaquattro partite del campionato e segnando sei goal (uno appena in meno di Boniperti) come contributo personale alla conquista dello scudetto. Riprende anche il suo posto in Nazionale, disputando tre partite, l’ultima delle quali a Barcellona, contro la Spagna di Suárez e Di Stéfano nel marzo del 1960. Nella sua seconda stagione juventina Cervato è di nuovo tra i protagonisti. Gioca ventotto partite e segna un solo goal, su rigore, riprendendo in qualche occasione l’antico ruolo di terzino. La Juventus vince la Coppa Italia, contesa in finale proprio alla Fiorentina e lo scudetto, difeso in molte risse con l’Inter di Herrera. Così quando Cervato lascia Torino, può vantare un en plein davvero straordinario: in due stagioni vince due Coppa Italia e due campionati. Finisce la carriera nella Spal, dove gioca altri quattro campionati, continuando a segnare, con le sue micidiali punizioni, altri goal. Il destino, però, vuole che l’ultimo pallone messo in rete dal terzino cannoniere sia un autogoal, allo stadio Olimpico contro una Roma che schiera un De Sisti ventunenne.
  8. ..... e vabbè, dai, non fare così ... come al solito, quando di Juve ci si diletta a discernere e ragionare, per il sottoscritto è quasi impossibile restare " fermo ed immobile " su quello che il " motivo del contendere " che mi stimola ad aprire il tale o talaltro " viaggio a ritroso " nella Storia Bianconera ! ..... basta niente ... un accenno .. un'allusione ... un riferimento a Tizio/Caio/Sempronio e/o a qualche evento, anche il più banale, che in maniera più o meno diretta si ricolleghi alla " VECCHIA SIGNORA ", che io, in automatico, in un nanosecondo" parto " per la " Tangente Bianconera " e mi addentro nella questione ! ..... ne sono totalmente conscio : è un " riflesso " incondizionato che si attiva in automatico e che, è più forte di me e non riesco a " governare " ! D'altronde, diciamocelo tra noi : la " LEGGENDA BIANCONERA " è così fitta .. ineguagliata ... unica ... gloriosa ... affascinante che, tutto, ma proprio tutto, come se fossero le pagine di un infinito e prezioso " Tomo ", è rigorosamente consequenziale e tenuto insieme da un perenne ed inesauribile " FILO DI ARIANNA .. A TINTE BIANCONERE ! ..... comunque, per risolvere la " questione " ed alleviare il tuo " disagio " .... potresti affidarti aduna delle seguenti " opzioni " .... - Mettiti in " Malattia " - Mettiti in " Aspettativa " - Allenta , e riduci, le " tentazioni " extra-calcistiche .... Stefano !
  9. ..... per la serie .... " IO C'ERO " .... si trattò di una di quelle giornate da tramandare ai posteri ... in saecula saeculorum ... Buona giornata ! Stefano
  10. Il 15 marzo 1990, Roberto Baggio rispondeva così a chi gli chiedeva di un suo imminente passaggio alla Juventus: "L'ho ripetuto mille volte, io alla Juve non ci vado. Lo scriverò sui muri di casa". Due mesi più tardi, precisamente il 18 maggio, la Juventus ufficializzerà l'acquisto del Divin Codino per la cifra record di 25 miliardi di lire. POI ARRIVARONO QUEL RIGORE E QUELLA SCIARPA .... E CI VOLLE TEMPO, MOLTO TEMPO, PRIMA CHE LA MIA MENTE ED IL MIO CUORE RIUSCISSERO A DISGIUNGERE L' UOMO DAL CALCIATORE ! CIO' NON TOGLIE CHE, IL VOLER NEGARE CHE ROBERTO BAGGIO, DA UN PUNTO STRETTAMENTE TECNICO, SIA STATO UNO DEI GIOCATORI PIU' RAFFINATI E TALENTUOSI DELLA NOSTRA STORIA, SPECIE DA PARTE DI CHI HA AVUTO LA FORTUNA DI VEDERLO GIOCARE INDOSSANDO LA MAGLIA BIANCONERA, E' OPERAZIONE INTRISA E PERMEATA DA PRECOSTITUITO RANCORE E MALANIMO PER LE NOTE VICENDE CHE LO RESERO INVISO A BUONA PARTE DELLA TIFOSERIA JUVENTINA ! TUTTAVIA, SE AMI VERAMENTE IL " CALCIO ", NON PUOI E NON DEVI SVILIRE E NON APPREZZARE LE DOTI BALISTICHE DEL " DIVIN CODINO " ! E NESSUNO ME LO TOGLIE DALLA TESTA .... ROBERTO VOLEVA RESTARE A TORINO .. MA .. PER RAGIONI NOTE ED ALTRE A NOI DISCONOSCIUTE ... CIO' NON FU POSSIBILE ! TUTTO CIO', SEMPRE E COMUNQUE, SECONDO IL MIO OPINABILE E SOGGETTIVO PARERE CHE, COME SPESSO RIBADISCO, NON HA LA PRETESA DI VOLER ASSURGERE A VERITA' ASSOLUTA ! Stefano
  11. .... " EVITO " ? Ma no, dai, non scherziamo ! Nella Vita, qualunque sia l'ambito di rifermento, si Vince e si Perde, ed è giusto e naturale che così sia ! Si impara di più " Perdendo " ( che non deve diventare una " costante ", ci mancherebbe ! Anche se in Champions/ Coppa dei Campioni, ma qui dovremmo aprire un altro ENORME " CAPITOLO " ) che " Vincendo " ! Ogni tanto qualche " sana strigliata " ti aiuta a stare con i " piedi " per terra ... e soprattutto ... la " testa " ben salda sul collo e non tra le nuvole ! E poi guarda, sebbene che anche sottoscritto un " passivo " del genere, sebbene siano passati tantissimi anni, ancora mi infastidisce, ( ne avrei fatto volentieri a meno ... ma tant'è .... una lavata di testa " una tantum " non ha mai fatto male a nessuno ) alla fine dei conti, loro vinsero una " BATTAGLIA " .... ma alla fine dei " giochi " la JUVENTUS vinse ciò che più contava in assoluto : lo SCUDETTO ! Per la cronaca .... - A " SAN SIRO " , nel match di andata, la Juve espugnò SAN SIRO con un gol del fuoriclasse argentino .... MARTINO ! - Nel turno di Campionato successivo a quello di cui stiamo argomentando, tanto per dirti quanto era forte anche l'attacco del Milan, i rossoneri rifilarono altri 7 gol alla " PRO-PATRIA " che, ai tempi, non era proprio l'ultima arrivata ! - E pensare che NORDAHL era già nostro ( vabbè ... ritornerò sul tema in un'altra occasione ) . - Il " GRE-NO-LI " era un trio di attacco fenomenale - Nordahl fu " capocannoniere " con 35 gol - - Il Milan mise a segno 118 gol - la Juventus 100 ( evidentemente le " marcature juventine " furono distribuite meglio - La Juve subì 43 gol - il Milan 45 - Alla fine del Campionato i Bianconeri avevano 5 punti di vantaggio sui Rossoneri ! - Insomma, 2 GRANDI SQUADRE, ed è giusto e doveroso rendere merito ad entrambe ... anche perchè, tutto il " MARCIUME " che inquina il " GIUOCO DEL CALCIO " da diversi anni a questa parte ( ove troppo spesso la JUVENTUS F.C. , in maniera INFAME, da parte di pusillanimi .. ipocriti .. invidiosi, è stata .. ed è ancora al giorno d'oggi ... dipinta come il " MALE ASSOLUTO DEL CALCIO ") ERA ANCORA LUNGI DA VENIRE ! - E mai come in questo caso credo proprio che un " GLORIAM VICTO " .. da parte dei " VINCITORI " .. sia quanto mai appropriato ! - E lo scrive e lo afferma uno che non ha mai, ma proprio mai, avuto in simpatia i " colori rossoneri " .. in particolar modo a partire dagli inizi anni 70 quando l'ex dis-ONOREVOLE GIANNI RIVERA INDISSE UNA VERA E PROPRIA CAMPAGNA DENIGRATORIA NEI CONFRONTI DELLA " VECCHIA SIGNORA " ( ed anche questa è una " bruttissima vicenda " che meriterebbe un' analisi a parte ) Stefano
  12. ...... giuro, conoscendoti ed apprezzandoti, avrei giurato il contrario ! - Vediamo un po' se riesco ad aiutarti ..... Juventus Milan 1-7: follie da Gre-No-Li 5 febbraio 1950: di scena al Comunale di Torino si sfidano la capolista Juventus e il Milan, secondo e in rimonta. Clamorosa affermazione dei rossoneri, in stato di grazia con il Gre-No-Li in campo… 1949: Il Grande Torino è scomparso a maggio, nel rogo di Superga, la Juventus, come se ricevesse un’ideale fiaccola olimpica, ne ha subito preso il posto, dominando il campionato… La squadra che negli anni precedenti aveva dato qualche delusione di troppo è stata rivoluzionata. Ora c’è Viola in porta; Bertuccelli e Manente terzini; in mediana Mari e Piccinini ai fianchi del grandissimo Parola, l’uomo che gli inglesi ci invidiano; i magnifici cinque dell’attacco sono Muccinelli, Martino, Boniperti, John Hansen, Praest. Tutti campioni che sono stati in Nazionale o stanno per andarci; in attacco è impossibile scegliere il migliore; forse svetta su tutti, per tecnica e continuità, il giovanissimo Giampiero Boniperti, che i nemici chiamano “Marisa”, appellativo che giustamente lo irrita, spingendolo a reagire a suon di goals terrificanti. Il campionato è a venti squadre. L’anno solare 1949 finisce con la Juventus davanti al Milan con sei punti di vantaggio. I giochi sembrano fatti, ma la palla è rotonda ed il calcio è uno sport nel quale tutto può accadere ed infatti alla diciottesima giornata i bianconeri perdono in casa con la Lucchese, che naviga in zona retrocessione. Due a uno, il goal della sconfitta è realizzato dall’ex juventino Kincses, a due minuti dalla fine. Il Milan pareggia a Trieste, rimanendo distaccato di cinque punti, che salgono a sette quando la Juventus batte la Sampdoria ed il Diavolo perde a Roma. Di nuovo giochi fatti ? Per niente: la Juventus non va oltre il pareggio a Firenze, mentre il Milan liquida la Sampdoria 5 a 1; la domenica successiva la Juventus perde nuovamente in casa, questa volta con la Lazio, 2 a 1, il Milan sale a soli quattro punti di distacco. La settimana dopo, i bianconeri pareggiano a Bari, 0 a 0, mentre il Milan elimina il Venezia; il distacco è ridotto a tre punti. Il Milan si fa pericoloso, bisogna allontanarlo a tutti i costi, l’occasione è quella giusta perché il 5 febbraio 1950, giorno di pioggia e di fango, i rossoneri scendono allo stadio torinese. La squadra bianconera, però, appare un po’ stanca e viene deciso un “ritiro” disintossicante al sole della Riviera, a Rapallo. È carnevale, l’aria tiepida propizia il buonumore e l’allegria; il Milan, che la domenica successiva arriverà a Torino sperando di ridurre ulteriormente i tre punti di distacco, avrà pane per i suoi denti. La squadra si rilassa e si riposa, ma quando il sabato sera rientra a Torino rabbrividisce di colpo: la città è avvolta da neve e gelo, un impatto durissimo che sarà decisivo. Una rete di Gunnar Nordahl La Juventus si presenta con: Viola; Bertuccelli, Manente; Mari, Piccinini, Parola; Muccinelli, Martino, Boniperti, John Hansen, Praest. Il Milan presenta Buffon; Belloni, Foglia; Annovazzi, Tognon, Bonomi; Burini, Gren, Nordahl, Liedholm, Candiani. La squadra rossonera è comporta da giocatori abbastanza normali, se non fosse per quel trio centrale d’attacco, il famoso “ Gre-No-Li” rimasti nella memoria e nelle cronache come una impressionante macchina da goals. Comunque i favori sono per i bianconeri che giocano in casa ed i cinquantamila spettatori presenti giurano, per i nove decimi, sulla vittoria dei bianconeri. Sono passati solo tredici minuti (conterà anche la scaramanzia, in questa folle partita…) ed Hansen realizza su passaggio di Praest, dopo una galoppata solitaria. È evidentemente il principio della fine, si dicono i nove decimi di cui sopra. Hanno ragione, ma non immaginano che la fine riguarda la sorte della Juventus, non quella del Milan.Al 15’ pareggia Nordahl su calcio d’angolo, al 23’ segna il “professore” Gren, i tifosi non credono ai loro occhi; il Milan straripa, è come un’alluvione inarrestabile, al 24’ segna Liedholm, al 25’ ancora il “pompiere” Nordahl. E fa quattro a uno. Incredibile !!!. Il tifo juventino è annichilito, si vedono solo bandiere rossonere.Qualche giocatore bianconero perde la testa ed è il solitamente calmissimo e sportivissimo Parola che al 41’ rifila un calcione a Nordahl, reo di qualche scorrettezza di troppo; il buon Carletto viene espulso. Per la Juventus, rimasta in dieci, è notte fonda ed il secondo tempo è un interminabile calvario; l’incontro si trascina senza storia, in un silenzio glaciale, non fosse per altre tre reti milaniste, che portano il totale a sette: gli autori sono Nordahl, Burini e Candiani. La tragedia sportiva si è consumata fino in fondo, sotto quel cielo basso e grigio come il morale degli juventini. Commenta Vittorio Pozzo: «Nessuna meraviglia che il numero uno della classifica venga battuto dal numero due, ma è il modo quello che conta. La Juventus si è fatta male cadendo. Ha perso per l’inusitato e sorprendente punteggio di sette a uno e si è fatta espellere, con conseguenze certo notevoli per l’avvenire immediato, il suo capitano, che era anche il suo uomo più valido e più a posto. La Juventus è sempre in testa, ma ha il Milan ad un solo punto di distanza, quel Milan che, ad un certo momento del campionato, era riuscita a staccare di ben otto lunghezze. E dietro il Milan spunta, con intenzioni tutt’altro che pacifiche, l’altra squadra milanese, l’Internazionale. Sono quindi due gli avversari che possono contendere il primato alla Juventus. Ed uno di essi, l’Internazionale, deve incontrare sul proprio campo i torinesi. Ed ambedue sono lanciatissimi, perché mentre i rossoneri vincevano a Torino per sette ad uno i nerazzurri debellavano a “San Siro” la Triestina per sei ad uno. I bianconeri soffrono per le ripercussioni della sconfitta subita più ancora in senso morale che in senso tecnico. Nella lotta per il titolo si riparte ora, alla ventiquattresima tappa, col vantaggio di un punto per i torinesi, che la situazione però, nei suoi diversi aspetti, minaccia senz’altro di annullare. Come si era già detto in occasione precedente, è la Juventus sola contro Milano tutta.» Sullo stesso giornale, in altra pagina, si legge: «Per la sconfitta della Juventus un manovale è impazzito» E, nel sottotitolo: «L’ossessionante visione delle fasi della partita; dopo una notte d’incubo, il ricovero al manicomio». È significativo, questo articolo, per far capire come, anche senza arrivare a certe esagerazioni, la costernazione dopo quel 7 a 1 fosse generale.Il Milan, gonfio d’entusiasmo, è ormai vicino. I giochi sembrano un’altra volta fatti, ma, anche stavolta, in senso contrario. Sulla Juventus, ridotta al vantaggio di un punticino, più che vinta, disfatta ed umiliata, non c’è più da scommettere un centesimo. Ma i bianconeri non sono abituati a mollare così facilmente e, fugando i timori di Pozzo e di tutti, si dimostrano campioni proprio nel momento più difficile. I bianconeri vinceranno otto partite di seguito, battendo l’Inter a “San Siro” e portando a casa lo scudetto. Le cifre finali sono impressionanti: prima la Juventus con 62 punti, secondo il Milan con 57. La Juventus ha segnato 100 reti, subendone 43; il Milan 118 contro le 45 subite. Un gran bel finale, insomma, ma quell’incredibile uno a sette, come scrisse un giornalista milanese, «rimase, per la “Vecchia Signora”, come una macchia di ragù su un manto di ermellino». Torino, Stadio Comunale, 5 febbraio 1950 Juventus – Milan 1-7 Reti: 12′ J. Hansen, 15′ Nordahl III, 23′ Gren, 24′ Liedholm, 26′ e 49′ Nordahl III, 70′ Burini, 84′ Candiani II Juventus: Viola, Bertuccelli, Manente, Mari, Parola, Piccinini, Muccinelli, Martino, Boniperti, J. Hansen, Praest – All.: Carver Milan: Buffon, Belloni, Foglia, Annovazzi, Tognon, Bonomi, Burini, Gren, Nordahl III, Liedholm, Candiani II – All.: Czeizler – DT: Busini III Arbitro: Galeati Questo video è più chiaro e comprensibile : Diciamo che, con ogni probabilità, i rossoneri hanno voluto renderci la " pariglia " in quanto non avevano ancora digerito quanto segue .... ..... 10 Luglio 1927 - STADIO : CORSO MARSIGLIA - TORINO - GIRONE FINALE - 10a GIORNATA - ARBITRO : BARLASSINA da NOVARA Barlassina di Novara Partita precedente: TOR 3-0 MIL Partita ufficiale numero: 365 Partita in Divisione Nazionale numero: 316 Partita successiva: MIL 5-1 NAP MILAN vs JUVENTUS: bilancio complessivo JUVENTUS 8 - 2 (2 - 1) MILAN MARCATORI 15' Ferenc HIRZER (1-0) (2-1) Alessandro SAVELLI 31' 20' Ferenc HIRZER (2-0) (7-2) Rodolfo OSTROMANN (II) 87' 52' Federico MUNERATI (3-1) 54' Pietro Mario PASTORE (4-1) 60' Ferenc HIRZER (5-1) 70' Pietro Mario PASTORE (6-1) 75' Pietro Mario PASTORE (7-1) 88' Antonio VOJAK (I) (8-2) FORMAZIONI Gianpiero COMBI Virginio ROSETTA Luigi ALLEMANDI Giovanni BARALE (II) Mario MENEGHETTI Carlo BIGATTO (I) Federico MUNERATI Antonio VOJAK (I) Pietro Mario PASTORE Ferenc HIRZER Giuseppe TORRIANI Giuseppe ROSSONI (I) Giovanni BOLZONI Alessandro SCHIENONI Giuseppe MARCHI Francesco POMI Alfredo DE FRANCESCHINI (I) Carlo CEVENINI (V) Achille SACCHI (I) Rodolfo OSTROMANN (II) Alessandro SAVELLI Paride PASQUALETTO ALLENATORI Jozsef VIOLAK Herbert Larry BURGESS SOSTITUZIONI Nessuna sostituzione NOTE Spero di aver, seppur in parte, soddisfatto la tua curiosità ! Stefano
  13. ........ tiene 2 famiglie ..... ........ decisamente più bravo, anzi, bravissimo tra 2 pali ed 1 traversa, che con la ... lingua ...
  14. ...... errata corrige : A volte il calcio è .... LETALE ....
  15. ..... vero, amico mio, anche se, è notorio, a volte anche la " goduria immensa ", specie dopo 90 minuti di tensione ai massimi livelli, può ingenerare in te " effetti collaterali " talmente intensi che, senza chiedere il tuo consenso, ti dirottano verso " Lidi " ( più o meno " caldi " ... dipende a che " piano " sei destinato ) fino a quel momento a te sconosciuti ( e di soggetti che si sono recati allo Stadio per assistere ad una partita ... e sono tornati a casa in posizione " orizzontale " .... ne sono piene le " cronache " e le " bibliografie mediche " ! Proprio in quel JUVENTUS - LUCCHESE del 1° Gennaio 1950, così come riportato nell'Archivio della " Stampa " del 2 Gennaio 1950, sembra a causa dello stress accumulato per l'imprevisto andamento del match, uno spettatore ebbe un intenso malore che, nel giro di poche ore, si rivelò fatale ) ...... e facendo tutti gli scongiuri del caso, colgo l'occasione per Augurarti un buon proseguimento di giornata ....
  16. Cari Amici, Buongiorno ! Grazie per aver letto, partecipato, e soprattutto, per aver manifestato un così caloroso gradimento che mi onora e mi gratifica ben al di là di quelli che sono e/o potrebbero essere i miei reali e/o presunti meriti ! A volte, non lo nego, proponendo topic di questo genere, mi par di " predicare nel deserto ", ma finchè, una seppur sparuta " coorte " di indefessi ed irriducibili amanti della Gloriosa Storia Bianconera, paleserà il suo compiacimento, a Dio piacendo, continuerò a proporre le mie " Memorabilia " nell'infinita ed ineguagliata " LEGGENDA " di un CLUB che, fin dal lontano 1897, non ha eguali nel Panorama Calcistico Mondiale .. ca va sans dire .. la " JUVENTUS F.C. " ! Buona Domenica, sia a voi che alle vostre famiglie ! Stefano
  17. Ora mi è tutto più chiaro ! Grazie ! Serena Notte e Buona Domenica a te e famiglia ! Stefano
  18. Caro Amico, in quel Campionato la Juventus perse 4 partite di cui, incredibile ma vero, 3 a Torino : - JUVENTUS - LUCCHESE - 1 - 2 disputata il 1° Gennaio 1950 - JUVENTUS - LAZIO - 1 - 2 disputata il 22 Gennaio 1950 - JUVENTUS - MILAN - 1 - 7 disputata il 05 Febbraio 1950 ( mamma mia ... che batosta ... ... ma anche quel Milan era una grande squadra ) ( Parola venne espulso a pochi minuti dalla fine del primo tempo ) ed infine .... - ROMA - JUVENTUS - 1 - O disputata il 30 Aprile 1950 ( era una ROMA disperata che si salvò dalla retrocessione in SERIE " B " arrivando terzultima, con 1 punto in meno rispetto alla Lucchese, in un Campionato a 20 Squadre che prevedeva solo 2 retrocessioni ! ) - A retrocedere furono BARI e VENEZIA ! - Diciamo che la nostra " JUVENTUS " , a guardare le date delle prime 3 sconfitte, ebbe un mesetto di " stanca ", tant'è che, prima della partita del Milan, mentre la squadra era di ritorno da uno scialbo 0 - 0 ottenuto sul campo del BARI ( era il 29 Gennaio 1950 ) , invece di raggiungere Torino, si decise di far sostare per qualche giorno i nostri giocatori in quel di Rapallo nella speranza di ricaricare un po' le pile ! Purtroppo la sosta in Riviera non diede gli effetti sperati ... ed il 5 Febbraio i rossoneri espugnarono il Comunale con un risultato che, definire " fragoroso ", è un vero e proprio eufemismo ! - Grazie per aver partecipato e per aver lasciato il tuo contributo ! Buona notte e Buona Domenica ! Stefano
  19. .... Amico mio, dimmi solo un motivo valido per il quale io debba avvertire la necessità di " riprenderti " perchè tu mi hai appena segnalato un mio refuso ! Ci mancherebbe : non hai fatto bene, hai fatto benissimo e di ciò sentitamente ti Ringrazio ! Sbaglia fin il prete a dir Messa ... figurati se non può capitare al sottoscritto, specie in una giornata come quella appena terminata che mi ha visto assai impegnato su più fronti, sia da un punto di vista mentale che fisico ! Inutile nasconderlo : purtroppo e/o per fortuna, dipende dai punti di vista, inesorabilmente il Tempo scorre , ed il greve peso del fardello di decadi che mi porto sulle spalle sempre più mette a dura prova sia le mie arrugginite sinapsi cerebrali che il mio corpo in senso lato ! Riguardo al tuo " progetto " e/o " idea " che dir si voglia, apprezzo, approvo e condivido il tuo desiderio, anche se, ed anche in questo caso la memoria mi fa difetto, mi par di rammentare che tempo fa, qualcosa di simile, fosse già stato proposto da un altro utente ! Ciò non toglie che, ammesso e non concesso che dai " Piani Alti " di VS non giungano obiezioni e/o divieti di sorta, per la serie " Repetita Iuvant ", forse, qualcosa del genere potrebbe essere nuovamente riproposto ! Buona Notte e Buona Domenica ! Stefano P.S. - Arrivasse mai il giorno in cui dovessi scrivere delle vere e proprie " bestemmie " del tipo .... " FORZA INTER " et similia .... ti prego, non esitare neppure un istante nel richiedere un immediato ricovero con trattamento in " TSO " ....
  20. ..... Bravo, mi fa piacere che almeno tu te ne sia accorto ! ...... Tra l'altro, mi è venuto un altro dubbio ... ed ho fatto una ricerca : in quel Lecce, seppur non presente all'Olimpico, nella rosa a disposizione di Fascetti c'era anche un certo ... ANTONIO CONTE .. che in quella stagione mise insieme 2 presenze ! ...... Certo è che, in un Campionato a 16 squadre arrivare ultimi mettendo insieme la miseria di qualcosa come - 5 VITTORIE - 6 PAREGGI - 19 SCONFITTE - vista e considerata anche la rosa a disposizione ( Causio fece 26 presenze ) - a distanza di anni .. ed a posteriori .. è qualcosa di quasi incredibile ! Solo nel " Girone d'andata " le sconfitte furono ben 10 .... e ciò, probabilmente, può aver condizionato assai anche il " Girone di ritorno " ! E l'allenatore non era poi uno del tutto sprovveduto : Eugenio Fascetti ! Non sarà stato un fenomeno ma nel corso della sua carriera da allenatore riuscì a portare e/o riportare in SERIE A i seguenti Club : LECCE-LAZIO-TORINO-VERONA-BARI ed il VARESE dalla " C " alla " B " ! ....... Ma poi, inutile girarci intorno, il CALCIO spesso è imprevedibile, ed il pallone, a volte, da " sferico " .. diventa .. " quadrato " . il Lecce aveva 3 portieri : PIONETTI - NEGRETTI - CIUCCI ! Negretti era il titolare ma, se non rammento male, alternava buone prestazioni ad altre che lasciavano assai a desiderare . Fu così che a Roma , a difendere la porta del Lecce, fu inserito colui che, con ogni probabilità, dei 3 " Numeri 1 " era colui che dava meno garanzie ! Poi, incredibile ma vero, il " Destino " ( probabilmente non d'accordo con le scelte di Fascetti ) volle che, al 29° del primo tempo, causa infortunio, e sul risultato di 1-0 per la Roma, CIUCCI fosse sostituito da NEGRETTI : da lì in poi il nuovo entrato ritrovò lo " smalto " delle migliori giornate e fornì una prestazione di altissimo livello parando anche le .... mosche ! MORALE DELLA FAVOLA : PROBABILMENTE TUTTO ERA GIA' STATO SCRITTO .. PREPARATO .. ORGANIZZATO .. DA QUEL " DESTINO " CHE, NON HO DUBBIO ALCUNO, ERA UN " DESTINO ... A TINTE BIANCONERE " ! Grazie per aver partecipato e per aver lasciato il tuo contributo ! Buona Domenica a te e famiglia, Stefano !
  21. Posso dirlo ? Vabbè, se anche non posso, lo faccio lo stesso .... I vostri graditissimi messaggi, intrisi e permeati di intensi ed ineguagliati magici " profumi " dei bei tempi andati, mi hanno commosso ! In essi traspare appieno la vostra matura .. educata .. raffinata " JUVENTINITA' " , con la " J " maiuscola, tipica di chi, in maniera più o meno consapevole, ha elevato la " VECCHIA SIGNORA " al ruolo di metaforica " COMPAGNA DI VITA " sia nella buona, che nella meno fausta sorte, e ciò qualunque sia l'ambito di riferimento, dal " Giuoco del Calcio " alle poliedriche incombenze e vicissitudini che contrassegnano e vergano il nostro cammino su questo Pianeta che l'Uomo ha definito Terra ! Ed il vostro prezioso e raffinato " Gradimento " per questo genere di topic, non lo nego, è per me " fonte di stimolo " nel mio ( spesso assai vano ) tentativo di motivare parte dell'Utenza di VS ( soprattutto con riferimento ai più giovani tra gli iscritti a questo forum ) a non " vivere e nutrirsi " solo del presente e/o del passato prossimo, ma di dedicarsi anche al " passato remoto ", sia esso più o meno lontano nel tempo. E' solo attraverso una approfondita e consapevole conoscenza del nostro Glorioso Trascorso che, ancor più e meglio, possiamo comprendere il perchè ed il per come la " JUVENTUS F.C. " , sin dal lontano 1897,sia ancora al giorno d'oggi un Club che non ha eguali nel Panorama Calcistico Mondiale ( e non lo affermo solo io ... ma anche e soprattutto la " Fèdèration Internationale de Football Association" più semplicemente nota " all over the world " con l'acronimo " FIFA " ) Anche se, non lo nego, in questa mia personale " Crociata a Tinte Bianconere ", spesso avverto la sensazione d'essere una sorta di "DON CHISCIOTTE " calcistico alle prese, ed in conflitto, con i suoi refrattari ed ostili " Mulini a vento " ! Ancora Grazie per il vostro pregiato contributo ! Buona Domenica a voi ed alle vostre famiglie ! Stefano
  22. Caro Agostino, grazie a te per aver gradito e partecipato ! Però, perdonami, ma, probabilmente per limiti miei personali, con riferimento a ciò che del tuo messaggio ho evidenziato in " grassetto ", non riesco a coglierne il significato : se non è troppo disturbo potresti aiutarmi a meglio comprendere a cosa ti riferisci ? Un caro saluto, Stefano
  23. .... e fu " coronarie " messe a dura prova ( altro che " elettrocardiogramma sotto sforzo " ) per coloro che si trovavano sugli spalti del Comunale ( ed io tra loro ) per quel " GOL " della JUVE che , nonostante ciò che stava accadendo all'Olimpico, non sembrava arrivare mai ... fino al punto che il tempo sembrava volare con la percezione che, alla fine, i due incontri, in un modo o nell'altro, sarebbero finiti entrambi in pareggio .... ..... poi, alla fine, si andò tutti, nessuno escluso, in un VERO E PROPRIO DELIRIO di ESTASI E FELICITA' CHE CI CONDUSSE, AL DI LA' DEL TEMPO E DEL LUOGO, IN UNA PARADISIACA E CELESTIALE " DIMENSIONE " A TUTTI NOI SCONOSCIUTA CHE CI RASSERENO' IL CUORE .. LA MENTE .. L' ANIMA ! NON LO NEGO, IN QUELLA FANTASTICA GIORNATA .. OLTRE CHE " JUVENTINI " .. TUTTI I PRESENTI SI SENTIRONO ANCHE .. " SALENTINI " .. ...... Il tutto per la serie : E' PROPRIO VERO ... OGNI TANTO I " MIRACOLI " ACCADONO ..... - Grazie per aver partecipato ! Buon fine settimana a te e famiglia ! Stefano
  24. ..... mi par di intuire che sei d'accordo con l'utente " Olof Mellberg " .... onde per cui, pur ritenendo eccessivo ed immeritato il vostro apprezzamento nei confronti della mia persona, altro non posso fare che sentitamente Ringraziare anche te per la " Stima " che ciclicamente mi ribadisci e confermi ! ....." Stima " che, ca va sans dire, contraccambio senza indugio alcuno ! Buon fine settimana a te e famiglia ! Stefano
  25. .... e per me è sempre un piacere leggerti e virtualmente " sentirti " .... .... Buon fine settimana a te e famiglia ! Stefano
×

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.