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Bismarck

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Tutti i contenuti di Bismarck

  1. Sono patetici. Ho letto che un imbrattacarte prezzolato gli ha già fatto la domanda fatidica, se sente l rivalità con la Juventus. Che poveracci, si trova li non da due mesi, nemmeno da due giorni o da due ore, ma da due minuti, e già cominciano a montare il nulla. Alla Juve dovrebbe essere solo grato, con il sontuoso vitaizio che ha percepito fino a questo momento, altro che ! E già mi aspetto prestazione sontuosa al primo incrocio, magari con gol dell'ex, che i nostri trasfughi mai ci fanno mancare.
  2. Bismarck

    Ripartizione diritti TV serie A 2023/24: Juve terza

    Il punto è proprio questo. Prendono più soldi da noi, che siamo diffusi ovunque e abitiamo lontano da Torino, quindi costretti a vedere la Juventus in TV, e poi se li pappano loro, dividendoli con quelle squadre e tifoserie innominabili che ci odiano pure, dannati che non sono altro. Per questo bisogna seguitare a disdire, ma visti i soldi che girano è chiaro che non siamo tutti noi juventini ad averlo fatto, ma solo una parte ed anche piccola. 9ì8 milioni di juventini ho letto, come si può non tenerne conto in una ripartizione normale, che non sia invece mirata ad annientarci ed affossarci, come tentano di fare dal 2006 ad oggi. Dovrebbero scomparire dalla faccia della terra certe entità che governano il calcio, e tutto il sottobosco di vermi che gli gravita intorno, che mangia e campa alle spalle della Juventus e dei suoi tifosi.
  3. Bismarck

    Numero 10, Stagione 2024/2025

    Via la 10 a Pogba ovviamente, cui non andava mai data. Ultimo a meritarla dopo ADP è stato Tevez, e Dybala per un periodo incarnatva il 10 perfetto. Ora a nessuno, si vedrà poi se è a chi darla. La 10 della Juve va meritata, fosse per me toglierei anche la 6 a Danilo, già che ci siamo
  4. Boniperti = Juventus. Il mio Presidente dell mie Juventus, le più belle, vere e amate di sempre. Inimitabile e inimitabili. Manca molto.
  5. Si, gli scempi non hanno fine neppure in casa altrui, ho letto di indignazione reale dei lupacchiotti, che si lagnano di avere la tuta (se ricordo bene) che sembra quella della Lazio. Mi aspetto presto la Juventus in granata o peggio in viola/livido, oppure azzurro marechiaro.....................la babilonia del calcio, tradizione, retaggio, eredità, origini, lignaggio, presi a calci nei denti ogni giorno che passa. Dopo la continua violenza sulle divise da gioco, e lo stesso su ogni indumento della squadra, di questo passo smetterò di seguire il calcio in assoluto, non mi ci trovo proprio proprio più.
  6. Sembra la presentazione di un giiocatore dell'AS Roma. Mi chiedo se lo sponsor tecnico sappia che i colori sociali della Juventus sono il bianco e il nero, con una concessione al giallo e al blu di Torino, se proprio si vuole tirarla per i capelli. Detto questo, l'organizzazione societaria ed il Mondo Juventus è impressionante, e certo per un nuovo tesserato in arrivo dal Monza, lascia senza fiato, avrà creduto di essere nello spazio astrale. L'ho appena detto, parole sante. Sarò strano, sarò antico, sarò particolare, ma a me sempre più queste cose fanno cadere le braccia, un pugno in un occhio.
  7. Dopo tanti tira e molla mi auguro che se ne vada, mai amato e mai ci ha amato, aria pura e nuova,alla Juventus
  8. Domanda stupida: anche se viene a casa nostra la F.I.R., siamo tenuti a togliere i riferimenti degli scudetti delle beffe ?
  9. Bismarck

    Traditori della nostra storia

    Boniek in assoluto, anche se in Juventus mi ha fatto vivere grandissime emozioni e serate di Coppa indimenticabili, che restano comunque e per sempre.
  10. E ti invidio molto per questo, Torino città magnifica, in ufficio ho pure una foto scattata da me alla Mole, ho detto tutto!
  11. A me piace vincere ma perdere identità è peggio che vincere mai più nulla, maglia bianconera con bianco preponderante, più elegante, pantaloncini e calzettoni bianchi con qualche inserto di nero, e stemma della Juventus vero, con toro e corona sopra, la J è solo la nostra iniziale, nulla di più.
  12. Beh, tutto è meglio della J attuale, pure la zebra, anzi Zebra con la Z maiuscola, resta però che nello stemma della Juventus c'è il Toro, perché saremo una squadra senza identità di campanile (come ci dicono i nostri miliardi di odiatori di professione), maTorino è e resta la nostra città, te lo dice uno di Roma...................bianconera s'intende ! Tipo "Nerone uno di noi !" 😊
  13. E vedo che tu hai per immagine la maglia che cito nel mio altro post, quella della Finale Coppa Coppe 1983, magnifica ! Gol di Vignola imensabile, che tempi e che Juve, penso sinceramente che in quello scorcio di anni '80, la Juventus fosse la squadra di calcio più forte al Mondo, senza se e senza ma. Concordo su ogni cosa che hai detto.
  14. Gialla con pantaloncini blu e calzettoni gialli, che poi sono i colori di Torino.................questi accostamenti evocano in me ricordi incancellabili, Scirea che solleva la Coppa delle Coppe 1983 a Basilea, Finale vinta 2 a 1 sul Porto. Come dici giustamente, la semplicità è il massimo dell'eleganza, guardare alla storia, per chi ha la fortuna di averne una (e la Juventus ne ha come poche altre società) e proprio quelle Juventus degli anni '80, avevano delle divise magnifiche. Prendi quella citata per seconda maglia e copi la prima realizzandola con i materiali di oggi, e finalmente avrai due divise splendide, imbattibibili, perfette, e soprattutto riconoscibili come casacche della Juventus, uniche tra tutte quelle di altri club bianconeri presenti in giro per il globo. Una volta era così, non serviva lo stemma societario per capire che in campo ci fosse la Juventus, bastava vedere la sua divisa. Oggi pure con lo stemma, si può parlare di Juve ?
  15. Maglie da Juventus insomma, utopia, vedo questi desideri sempre più irrealizzabili e puntualmente irrealizzati, tanto che quest'anno avevo deciso di non scrivere nemmeno una riga. Invece eccomi qui. Non so che pensare, pure la terza maglia che leggo salutata con grande favore mi lascia sbalordito, con logo zebra che non è lo stemma della Juventus e mai lo è stato e comunque è una forzatura che richiama i colori e null'altro, un pò come la J che mai mi rappresenterà. Non so proprio dove si andrà a finire, quando di maglie bellissime ne abbiamo in eccesso, basterebbe leggere il libro di Nicola Calzaretta "I colori della vittoria".............troppo difficile evidentemente.
  16. Grande vuoto, chi è nel nostro ricordo non muore mai.
  17. La società approverà pure, e allora si studiassero bene la storia della Juventus in ginocchio sui ceci. C'è un bel libro al riguardo scritto non ricordo ora da chi, dove si parla proprio della storia della maglia bianconera, e non credo ce ne siano molte equiparabili alla nostra casacca, a partire da com'era all'inizio, e del come è diventata con le celebri strisce. Spremerei i contenuti di quel libro e glielo inietterei per via endovenosa, gli farebbe solo bene. Speriamo che dopo Adidas non arrivi qualche altro marchio con stilisti equiparabili a degenerati mentali
  18. Per me vale un pò tutto, hai ragione su Rabiot, ma solo per lo scorso anno, che in precedenza non ne imbroccava una, senza contare i bracci di ferro per fargli rinnovare il contratto, nemmeno ci facesse un piacere. Mi scuserai, ma venendo dai tempi di Boniperti, che la cifra la metteva lui dopo la firma dei calciatori, per i quali doveva essere un onore indossare la nostra maglia, certe cose non mi vanno giù. Lo so, vivo nel passato, e con il nuovo mi ci trovo sempre meno. Comunque ti do tto di nuovo per Rabiot, che lo scorso anno ha disputato una stagione davvero ottima.
  19. Stesso per me. L'ho votato per la sua ottima stagione, forse l'unica nota positiva dello scorso assurdo e maledetto Campionato, ennesima farsa a senso unico che abbiamo dovuto subire per mano dei soliti maledetti delinquenti che campano alle nostre spalle. Per le ottime qualità, ma soprattutto per il fatto di essere giovanissimo, italiano, ma soprattutto frutto del vivaio bianconero, gli auguro ogni bene con la speranza che resti a vita alla Juventus.
  20. Se noti altre realizzazioni Adidas (cito a caso Real Madrid, Manchester United, Feyenoord), sono tutte in linea con la tradizione, non vedo sbavature. La stessa Roma, recente acquisizione Adidas, ha una maglia ben fatta, pur se con il lupetto che però è nella loro storia. Per noi salvo rari esempi tipo la divisa di 2 anni fà quando allenava Pirlo, non riusciamo ad avere qualcosa che venga subito individuato come Juventus e non mi stancherò mai di dirlo, cosa ci vuole a prendere una foto di Platini o Scirea e rifare la maglia come quella con i materiali di adesso, senza poi tutto quel giallo sulle stripe Adidas che non so bene da dove hanno immaginato che richiami la nostra storia, salvo essere uno dei 2 colori di Torino insieme al blu, ma presi più di una volta per le maglie da trasferta, con giallo o blu preponderante. Due esempi, bellissime quelle stile Finale Coppa delle Coppe contro il Porto, oppure per la Finale Champions di Roma 1996 con le stellone gialle, che leggo qui molto apprezzate (io un pò meno), ma è certo chje tutto quel giallo sulla prima maglia non c'entra un fico secco, e l'unico giallo che poi è oro, è quello delle stelle a rappresentare le 3 decinde di scudetti. Qui sii durebbe cche ogni esperimento lo fanno con la Juventus, tra maglie bipartite, righe sfumate, losangate, pellicciate come il manto di una zebra, non se ne può più. E i colletti che altri hanno, non si sa perché per noi sono tabù. Mi arrendo.
  21. Più che altro non capisco come tutte queste innovazioni le riservino soltanto alla Juventus, quando altri club vestiti Adidas (Real Madrid e Manchester United per dirne 2) hanno casacche sempre in linea con la tradizione, mentre noi, tra bipartite, sbiadite, romboidali, pellicce, ogni anno una baggianata che supera ogni immaginazione. Dico sempre che questa non è una maglia della Juventus, mi riservo di vederla con calzoncini e calzettoni bianchi, perché così..........................meglio che sto zitto.
  22. Ciao Juve 51.

     

    Rieccomi qui. Torno alla Bismarck che faceva rotta verso St. Nazaire, con mezza flotta di Sua Maestà in caccia per intercettarla, ma ormai era troppo lontana, dopo aver eluso già due attacchi siluranti, perché nella muta inglese c'erano anche due portaerei, la Victorius e l'Ark Royal. Gli inglesi fanno un ultimo tentativo per rallentarla, malgrado l'Atlantico in tempesta e i venti fortissimi. Gli Swordfish decollano e alla fine localizzano la corazzata che inizia a far fuoco con l'antiaerea, navigando ad alta velocità e accostando a dritta e a sinistra per schivare i siluri. I piloti inglesi davvero coraggiosi, si lanciano all'attacco da diverse direzioni e descrivono la Bismarck come un vulcano in eruzione. Incredibile per loro e sfortuna per i tedeschi, un siluro che la cintura corazzata della nave nemmeno avrebbe sentito, raggiunge invece i timoni, un vero colpo di scena, perchè centrare i timoni in mezzo alla tempesta, di una nave di quasi 280 metri che vomita fuoco, naviga velocissima e a zig zag.........è chiaro che il fato ci mette lo zampino. Gli Swordfish rientrano segnalando che la Bismarck ha rallentato e naviga in direzione coincidente con la rotta del gruppo da battaglia inglese che la seguiva. Sulle prime l'Ammiragli Tovey sulla King George V,  pensa che i piloti provati dallo scontro, abbiano sbagliat le coordinate, ma subito dopo riceve un'altra segnalazione dagli incrociatori pesanti Norfolk e Suffolk che confermano la rotta. Queste due navi avevano seguitato a pedinare la corazzata tedesca fin dallo Stretto di Danimarca ma tenendosi assolutamente fuori tiro. Ricordo che avevano assistito allo scontro delle unita tedesche, Bismarck e Prinz Eugen - un incrociatore pesante -, con le unità da battaglia di Sua maestà, Hood e Prince of Wales, quindi sapevano bene cosa erano in grado di fare i cannoni della Bismarck, ma seguivano grazie al radar, e a quel tempo gli inglesi avevano un apparato migliore dei tedeschi.

    La Bismarck dopo il colpo ricevuto, sbanda perché sfortuna nella sfortuna, al momento dell'impatto del siluro, aveva tutta la barra a dritta (stava zigzagando), in più montava un doppio timone elettrico molto sofisticato per l'epoca (siamo nel 1941), che malgrado molti tentativi non si riuscì a riparare. La nave, con le macchine a lento moto, e quasi ferma, non potè far altro che dirigere verso la sua fine.

    Al mattino le corazzate inglesi Rodney e King George V, con il Dorsetshire ed altre unità pesanrti, iniziano a sparare da una ventina di chilometri e la Bismarck, malgrado quasi ferma sull'acqua, risponde con sufficiente precisione, ma inizia anche a ricevere colpi a bordo, e mano mano che la distanza si riduce e le direzioni di tiro trovano le coordinate giuste, riceve un numero infinito di proiettili di grosso calibro ed altri siluri. Nel protrarsi dell'azione, la Bismarck perde i controlli sulle direzioni di tiro danneggiate, ma spara ancora con le torri comandate con controllo locale, fino a quando anche tutti i cannoni vengono messi fuori uso. E' stato calcolato che gli inglesi abbiano sparato quasi 4.000 colpi di grosso calibro, dversi con i cannoni adalzo zero tanto si era ridotta la distanza, ed oltre 50 siluri, molti andati a segno, ma la Bismarck navigava, le eliche erano intatte e non imbarcava acqua e aveva la bandiera al vento, ma le sovrastrutture erano in fiamme e i danni orami irreparabili e i morti tra l'equipaggio abcora ai posti di combattimento dovevano essere già moltissimi. Gli ufficiali inglesi in plancia notano ad un certo momento alcune figure animare i ponti distrutti, e poi si saprà il perché: erano state attivate le cariche di autoaffondamento, per non far cadere il relito in mano al nemico e la cosa la scoprì Robert Ballard, quando ispezionò il relitto che trovò dopo il Titanic.

    La Bismarck si capovolge e affonda. Dei 2200 uomini di equipaggio, se ne salvano circa 180 presi a bordo dagli inglesi, e solo un ufficiale, Conte Von Mullenheim Rechberg, comandante della direzione di tiro poppiera. Due moriranno poi sul Dorsetshire per le ferite riportate nello scontro, e vengono seppelliti in mare con un picchetto d'onore inglese. Tutti i sopravvisuti erano ai posti di combattimento di poppa, i meno espsosti al fuoco inglese. Gli altri morirono tutti proprio per combattere fino all'ultimo.

    Il relitto giace ad oltre 5.000 metri di profondità nel Golfo di Biscaglia, ed è cimitero di guerra considerato che al suo intero ci sono tutti i marinai della Kriegsmarine caduti quel giorno di maggio del 1941.

    Mi sono dilungato e mi scuserai , ma questa storia mi affascina tantissimo, ho un bel modello della nave e tanti libri che ne ricordano la storia, oltre a quello di Rober Ballard che sfuma la storia con il ritrovamento della nave.

    La Bismarck quando tocca il fondo, origina una frana sottomarina di qualche chilometro e capovolgensoi perde le 4 torri dell'armamento principale da 381, ma ha ancora diversi cannoni che sembrano puntare ancora un nemico nell'oscurtà del mare.

     

    Buona serata a rileggerti qui su VS

     

    Fabio

    Bismarck e Prinz Eugen.jpg

    Bismarck baltica.jpg

    1. juve51

      juve51

      Grazie Fabio per lo scritto .Io sono appassionato di storia della seconda guerra e la storia della marina tedesca con la Bismarck , la sua gemella Tirpitz, la admiral Graf  spee ecc. mi hanno sempre affascinato. Un saluto , Riccardo

    2. Bismarck

      Bismarck

      Ciao Riccardo

       

      E allora hai trovato un vero appassionato. Scrivimi quando vuoi.......................mi rendo conto che ho scritto sull'acqua...........sono tutte notizie che già conoscevi di sicuro.

      Ne ho anche moltissime sulle divisioni corazzate e soprattutto sull'utilizzo dei carri Tigre. Quando vuoi sono a tua disposizione.

      A proposito, ma hai visto quanto è bella la Bismarck.............mimetizzata in bianconero ?

       

      Ciao

       

      Fabio

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