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#VSCafe - Lo Spazio Tattico di VS - MODULI POSSIBILI PER LA JUVE - CAPITOLO 6: GRAN FINALE CON IL 4-3-3
Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Non solo consenso, ma anche sopravvivenza e pragmatismo in un ambiente poco propenso a rivoluzioni. A parer mio, l’errore non è stato tanto nel voler piacere allo spogliatoio, quanto nel non trovare un equilibrio credibile tra la sua idea e le caratteristiche della rosa. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
David, spalle alla porta, prova l’appoggio dietro ma sbaglia la misura. La palla finisce fra il centrocampo e la difesa, zona di mezzo (il peggior punto possibile per perdere il possesso). Qui nasce la domanda: “le preventive avrebbero evitato il gol?” La risposta è sì, se fossero state organizzate. Perché? Perché un errore tecnico è fisiologico, ma un errore collettivo di struttura lo trasforma in occasione da gol. Le preventive non servono a evitare l’errore tecnico (che è inevitabile), ma a neutralizzarne le conseguenze. Ma una squadra disordinata come la Juventus non lo fa, perché: reagisce dopo la perdita, e non prima, come fanno le grandi squadre. In questo senso, la Juventus non è “disordinata” per mancanza di concetti, ma perché i suoi reparti non si muovono in sincronia preventiva: la palla parte, ma le distanze non si accorciano; si resta lunghi, vulnerabili, e ogni errore tecnico diventa una transizione letale. In sintesi? Sei destinato a prendere gol. Ed è per questi motivi che ritengo irrilevanti i due gesti tecnici di Perin e David. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Prendo spunto da alcune valutazioni di altri bravissimi utenti per affrontare un argomento che ha spesso tenuto banco qui nel Cafè; LE PREVENTIVE.🤩 Allora, cominciamo subito col dire che una squadra che sbaglia sistematicamente le preventive (NOI) non può ambire a un campionato di vertice. Può restare in zona Champions se dispone di talento individuale e capacità di coprire l’errore con qualità, ma per vincere serve controllo del rischio, e questo nasce innanzitutto dall’ordine collettivo e dalle marcature preventive. Un esempio emblematico è il Napoli di Spalletti, che ridusse di circa il 60% le transizioni concesse rispetto al Napoli di Gattuso: non grazie a un modulo diverso, (mi perdoneranno i "MODULOCENTRICI"😉 ma a una gestione più efficace delle preventive e delle distanze tra i reparti. Le preventive non sono semplicemente marcature “sull’uomo” in caso di perdita del possesso, ma rappresentano una forma di organizzazione collettiva. Le migliori squadre anticipano la perdita e si preparano a reagire ancora prima che la palla venga persa, mantenendo una struttura corta, coperture diagonali e linee di passaggio protette. Quando gli errori di preventive superano le 5-6 unità a partita, il rischio di subire gol cresce in modo esponenziale, perché ogni seconda palla o controllo sbagliato diventa una transizione centrale scoperta. Pensiamo al fatto che un top team nel suo momento migliore commette in media 2-3 errori di preventive a partita, più una decina di piccoli disallineamenti posizionali gestiti però con riaggressione efficace. La Juventus attuale viaggia intorno ai 10 errori di preventive per match: molti non vengono puniti direttamente, ma producono comunque situazioni pericolose o tiri da fuori area. Le cause principali non derivano dal modulo, ma da: mancanza di compattezza e scaglionamento costante, sincronizzazione carente tra i reparti, qualità insufficiente della riaggressione (entro i 2 secondi dalla perdita), e gestione deficitaria della seconda palla. Le preventive efficaci si leggono in anticipo, non “dopo” l’errore: una squadra che reagisce tardi è già disordinata; vero, Igor? La chiave? Le distanze!!!! Queste sconosciute! La differenza cruciale tra una squadra d’élite e una disordinata è la distanza media tra i reparti: Nei top club europei, la squadra resta corta (25–30 metri) anche in fase di possesso, con linee pronte a reagire e coprire la perdita. Le squadre “lunghe” moltiplicano gli errori preventivi, perché i giocatori non sono in condizione di leggere e agire sulla palla persa in modo coordinato. Le preventive sono un vero e proprio termometro del controllo: non si misurano in recuperi, ma nella capacità di evitare che una perdita diventi un problema. (Non è sfortuna) È lì che si gioca la differenza tra chi domina le partite e chi le subisce. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
A Napoli, dopo anni di caos e tensioni interne, ha trasformato un gruppo fragile in un collettivo feroce. Non con punizioni o urla, ma con autostima, chiarezza e competenza. E proprio in un contesto dove i giocatori sono “svogliati”, Spalletti può ridare senso al lavoro: ogni esercizio, ogni ruolo, ogni dettaglio ha uno scopo. Chi lo segue, capisce cosa sta facendo e perché. Pur essendo un tecnico di principi, non è un teorico astratto come Sarri o De Zerbi. Le sue squadre non partono mai da un dogma, ma da ciò che serve per rendere i giocatori efficaci subito. Brozovic a Milano e Lobotka a Napoli gli devono la "vita". 🤣 A me il personaggio non fa impazzire, poi con quel tatuaggio, ma noi oggi abbiam bisogno di un tecnico autorevole, preparato, esperto e credibile...e Lucianone incarna la risposta perfetta ai nostri bisogni. Ho letto di gente che vorrebbe ehm Zidane🤣 -
#VSCafe - Lo Spazio Tattico di VS - MODULI POSSIBILI PER LA JUVE - CAPITOLO 6: GRAN FINALE CON IL 4-3-3
Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Gli preferisco Spalletti. Questo spogliatoio ha bisogno di autorevolezza, esperienza e metodi comprovati. Arrivasse l' ennesimo aspirante allenatore, ci sarebbe da lasciar perdere tutto.. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Certo, in un momento in cui tutti noi vediamo soltanto confusione, demotivazione e svogliatezza nello spogliatoio, la scelta di un allenatore “concettuale” come Luciano Spalletti può sembrare controintuitiva. Eppure, secondo me, proprio la sua filosofia e il suo metodo lo rendono la figura ideale per una rifondazione immediata e concreta. Spalletti non è un teorico astratto, perchè sa adattare il suo calcio alla realtà della squadra: prima organizza difesa e movimenti base, poi inserisce i principi più raffinati. Non parte dalle fantasie, ma dalla chiarezza dei compiti, dalla disciplina e dal rigore tattico: tutto ciò che una squadra mentalmente confusa oggi ha bisogno di ritrovare. Il suo approccio è pragmatismo puro: pressing coordinato, linee corte, automatismi chiari e ripetuti fino alla perfezione. Non serve inventare, serve fare bene le cose semplici, restituendo fiducia e senso di identità ai giocatori. Sicuramente non è il bastone di Conte né il paternalismo di Allegri: è un allenatore che responsabilizza, trasformando svogliatezza e confusione in attenzione e determinazione. Vero, la stagione è già iniziata, ma Spalletti ha dimostrato di saper incidere fin da subito, come nelle esperienze alla Roma e all’Inter, dove squadre in difficoltà hanno trovato equilibrio e risultati concreti in poche settimane. Il suo metodo è graduale, ma la crescita è immediatamente percepibile, perché lavora su elementi chiari e universali: struttura, fiducia e identità. La Juventus ha perso punti di riferimento e Spalletti non è l’uomo del “bel gioco” da inseguire a tutti i costi, ma il leader capace di ricostruire un carattere vincente, passo dopo passo. È l’allenatore perfetto per ridare senso al lavoro quotidiano e trasformare una squadra in crisi in un collettivo compatto e competitivo. Credo che nonostante le apparenze, la profondità di Spalletti è proprio ciò che serve per rinascere subito, e non in un futuro lontano. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Eh no, il calcio, per Spalletti, non è solo un gioco. È un pensiero che si muove in undici direzioni, ma parla una sola lingua. È armonia costruita con la fatica, bellezza conquistata con il sudore. Ogni passaggio ha un senso, ogni movimento una ragione. Non ci sono ruoli fissi, ma relazioni che nascono e si rinnovano a ogni azione. Il pallone non si butta via: si custodisce, si rispetta, si gioca con coraggio anche quando scotta. Si difende attaccando, si cresce lavorando, si vince restando fedeli a un’idea. Perché il calcio, quello vero, è un atto d’amore verso il gioco e verso chi lo gioca. E Spalletti lo insegna così: con la mente del tattico e il cuore del poeta. Allenatore con idee e personalità da vendere. L' ho visto lavorare a Castelvolturno, e insieme a Conte (visto a Bari) è il tecnico che mi ha maggiormente colpita per come lavora maniacalmente sulle situazioni e lo sviluppo delle relazioni tra chi ha la palla e chi gli è vicino. Se accettasse la Juventus, e mi auguro di si, è perchè sa già dove mettere mano. Non inganni il percorso in Nazionale, roba per gestori, mentre Luciano è uno dei tecnici più preparati d' europa e come tale ha bisogno del lavoro sul campo. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Hai perfettamente ragione, perchè non c’è alcuna “necessità tattica” oggettiva di giocare con i quinti, e la persistenza di Tudor su questa strada appare sempre più una scelta ideologica, non funzionale alla rosa. Classico allenatore di "sistema" che prova ad adattare i calciatori ai suoi principi e che cerca il controllo tramite struttura, non tramite il gioco. Nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1, la squadra dovrebbe saper gestire il pallone e creare superiorità posizionale, cosa che la Juve di Tudor non sa (o non prova) a fare. Nel 3-5-2/3-4-2-1/5-3-2 ecc, invece, il controllo è quasi “meccanico”: posizione rigida, duelli a uomo, compattezza verticale. Un calcio che oserei definire più fisico che cognitivo, e Tudor si fida più della corsa e dell’intensità che della tecnica. In pratica: non chiede di costruire, ma di reggere botta. Per chi ancora non lo avesse capito, Igor difende il suo calcio, non la sua squadra. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Tanto più che proprio in una squadra “media”, l’allenatore è il fattore moltiplicativo o il freno a mano. Se hai idee chiare, principi codificati e una proposta proattiva, puoi far rendere un gruppo normale più del suo valore. La squadra non cresce, non sembra imparare nulla di nuovo da una partita all’altra, e mantiene sempre lo stesso tipo di difficoltà nel creare gioco, qualunque sia l’avversario. Questo è un segnale inequivocabile che il livello dell’allenatore è inferiore alla qualità complessiva della rosa. -
#VSCafe - Lo Spazio Tattico di VS - MODULI POSSIBILI PER LA JUVE - CAPITOLO 6: GRAN FINALE CON IL 4-3-3
Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Davom. Lo seguo, come con altri, ma quasi mai ne condivido le analisi. Nella fattispecie devo darti ragione, perchè Davom, come tanti analisti “a metà strada” tra tattica e comunicazione, a volte cade in una forma di doppio binario:😏 da un lato, evidenzia le potenzialità tecnico-tattiche (“arriviamo bene ai 20 metri, squadra che potrebbe fare di più”), dall’altro, assolve l’allenatore con il mantra del “questi siamo, non si può pretendere altro”. Il problema è che le due affermazioni non stanno insieme: se la squadra ha i mezzi ma non li esprime, il nodo è motivazionale o strategico, e dunque allenatore-dipendente; se invece davvero non ha i mezzi, allora è inutile parlare di “fiducia” o “blocco psicologico”: si tratta semplicemente di limiti qualitativi. Non si può, nello stesso discorso, dire che i giocatori “potrebbero ma non credono in se stessi” e contemporaneamente che “Tudor ha ragione a dire che questi siamo”. È un modo elegante per non prendere posizione, quindi sì, un po’ * come dici tu.🤣 Ma consentimi di aggiungere che sul piano tattico noto un pò di confusione, perchè molti confondono il sintomo con la causa. Quando si dice “la squadra non rischia la giocata”, spesso non è una questione di coraggio individuale, ma di contesto tattico che non favorisce il rischio: se giochi con baricentro basso, se hai poca densità tra le linee, se gli esterni a tutta fascia sono adattamenti discutibili e devono coprire 60 metri, se i tuoi attaccanti sono isolati, allora anche volendo, il giocatore non può rischiare molto, perché non ha sostegno o linee di passaggio corte. Quindi non è solo “paura”: è meccanica di squadra. Ed è qui che Tudor ha responsabilità diretta: il suo approccio “reattivo” di base impoverisce sistematicamente la produzione offensiva, e quindi l’autostima collettiva. Tu hai centrato il nodo: o Tudor ha ragione e la squadra non ha qualità, oppure (come tutto lascia intendere) la squadra ha qualità medio-buonissime ma gioca sotto tono per un messaggio tecnico e psicologico errato. Personalmente, propendo per la seconda ipotesi: la Juve ha difetti evidenti, ma non è così limitata da giustificare xG da 0.6 costanti, né la rinuncia sistematica al dominio territoriale. Ciò che manca è una cornice di fiducia e intenzione offensiva, e quella la dà solo l’allenatore, con le scelte di baricentro, uomini e mentalità. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
👍Mettere David e Openda insieme, con Yildiz alle spalle, sarebbe interessante se la squadra tenesse il pallone e riuscisse a consolidare il possesso per far salire il blocco (così David avrebbe senso); ma allo stesso tempo lascerebbe spazio in ampiezza o dietro per valorizzare Openda. In teoria, David potrebbe fare da boa per appoggi e scarichi corti, Yildiz da connettore tra le linee e Openda da terminale dinamico. L’idea è logica, stuzzicante e meriterebbe di essere provata, ma solo in un contesto strutturato. La Juventus, ad oggi, temo non riuscirebbe a trarre giovamento da nessun esperimento perchè è totalmente priva di consolidati principi di gioco. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
😡Devo dire che l’analisi di Fabio è fin troppo indulgente perchè la prestazione della Juventus, al Bernabeu è stata preoccupante sotto ogni aspetto; tecnico, tattico e mentale. Struttura difensiva illusoria e parlare di “buona compattezza” sarebbe fuorviante. Il blocco basso di Tudor è apparso più come una rinuncia che come un piano strategico. Subire 28 tiri e 2.69 xG nonostante una difesa posizionale così bassa non indica solidità, ma incapacità di controllare gli spazi e di uscire dalla pressione. La squadra si è limitata a reagire, mai a leggere preventivamente lo sviluppo del gioco. Ma poi, nessuna costruzione riconoscibile: Il dato dei 0.59 xG non è casuale eh. La Juventus non ha un’identità offensiva: la manovra è piatta, prevedibile, senza linee di passaggio tra i reparti. L’idea di “transizione” è in realtà una copertura teorica per l’assenza di un piano palla. Ogni uscita è affidata a lanci verticali casuali verso Vlahović, completamente isolato, sempre costretto ad abbassarsi troppo per giocarla. Non mi hanno convinta nemmeno le scelte di formazione. L’esclusione di Locatelli, David e Openda non è un segnale di equilibrio, ma di confusione. Tudor continua a ruotare sistemi e uomini senza costruire automatismi né valorizzare i giocatori acquistati per dare qualità e ritmo alla squadra. Il 3-5-2 scelto è un compromesso difensivo che annulla qualunque possibilità di sviluppo moderno del gioco. E poi i segnali psicologici negativi: L’atteggiamento remissivo, la mancanza di coraggio e la totale assenza di pressione alta sono sintomi di una squadra sfiduciata e incapace di imporsi. Anche dopo lo svantaggio, la reazione è stata episodica, più frutto dell’inerzia del match che di un cambio strutturale credibile. Per me non c’è alcun motivo per trarre ottimismo da questa sconfitta. La Juventus non è “in costruzione”: è in piena involuzione tecnica. Il gioco di Tudor è tatticamente rigido, povero di principi offensivi e privo di sviluppo collettivo. Contro il Real Madrid la squadra non ha mostrato né qualità né idee: solo sopravvivenza. 🤮 -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Che dire, hai perfettamente ragione a spostare il discorso dal “dove” si difende al “come” si difende, perché il livello di campo (alto o basso) è una conseguenza dell’organizzazione collettiva, non una scelta isolata. Però, nel caso della Juventus di Tudor, il problema è che non funziona né l’uno né l’altro aspetto.🤔 Le distanze sono spesso troppo ampie, soprattutto tra centrocampo e difesa: i centrocampisti escono tardi o in modo disordinato, la linea difensiva resta bassa per paura della profondità, e così si crea una “terra di nessuno” dove gli avversari ricevono tra le linee senza pressione. Questo produce due effetti: la squadra non aggredisce mai compatta e, quando prova a risalire, perde equilibrio e subisce transizioni in campo aperto, proprio quelle che hai notato. Non c’è una struttura coordinata. Le uscite individuali ( McKennie che si alza, Thuram che accompagna) non trovano coperture dietro. In un pressing organizzato serve sincronia: quando uno esce, il resto del blocco deve accorciare. La Juventus di oggi esce “a strappi”, con tempi diversi e reparti slegati, così l’avversario trova facilmente il modo di eludere la pressione e attaccare lo spazio alle spalle. Vs il Como lo abbiamo visto spesso. Per quanto riguarda la linea difensiva e il concetto di “basso”..beh difendere bassi non è un male in sé, se c’è densità, aggressività e capacità di risalire in modo ordinato. Il problema è che la Juve non difende “bassa”, difende “passiva”: non accompagna, non accorcia, non guida il pressing in modo coordinato. Quindi il blocco si abbassa sempre di più e perde il controllo del campo. Te hai colto il punto giusto: non è questione di “schierarsi più alti o più bassi”, ma di compattezza e principi di pressione. Al momento, la Juve non ha ancora un sistema di relazioni chiaro, né per riconoscere i trigger di pressing, né per gestire i corridoi centrali in non possesso. Per questo sembra sempre in ritardo, e subisce ripartenze anche partendo da posizione bassa. -
Real Madrid - Juventus 1-0, commenti post partita
Dalia91 ha risposto a homer75 Discussione Amarcord
A me la Juve non stava dispiacendo, poi è iniziata la partita e.... -
Real Madrid - Juventus 1-0, commenti post partita
Dalia91 ha risposto a homer75 Discussione Amarcord
Mi ha ricordato il grandissimo Giuffrida🤣 -
Real Madrid - Juventus 1-0, commenti post partita
Dalia91 ha risposto a homer75 Discussione Amarcord
Che dice Chiellini? -
Il pre-partita di VecchiaSignora: Real Madrid -Juventus
Dalia91 ha risposto a giusardegna Discussione Amarcord
Sono d' accordo con Tudor perchè il sistema è neutro: sono gli uomini e le idee che lo rendono efficace o sterile. Diciamo che conta come impalcatura, ma il vero calcio vive nei principi, nella mentalità, e nel coraggio dell’allenatore di far convivere i giocatori forti, ed è in questo che si perde il buon Igor. Sticazzi come li schieri, ma la formazione è già na roba inguardabile.🤮- 218 risposte
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Si, ma io non mi riferivo alle tempistiche o alla logistica del mercato. Il mio discorso era di natura diversa: riguardava la coerenza e la responsabilità personale di un allenatore, non le circostanze pratiche. Se davvero un tecnico crede in un progetto e vuole essere credibile agli occhi dei giocatori, della società e dei tifosi, deve porsi con chiarezza prima, non dopo. Può anche accettare dei compromessi, succede a tutti, ma se poi il progetto cambia radicalmente e non lo rappresenta più, allora il gesto coerente è farsi da parte, non restare e poi prendere le distanze in corso d' opera. Non sto dicendo che Tudor dovesse dimettersi il giorno dopo il mercato; sto dicendo che, nel momento in cui ha accettato di restare, ha anche implicitamente condiviso le scelte della società. E a quel punto, se i risultati non arrivano, non può spostare la responsabilità altrove. Non è una questione di tattica o di mercato: è una questione di credibilità umana e professionale. Mi servono due quinti e un centrocampista forte e tu mi prendi un terzino e 27 alternative a Vlahovic? Me ne vado! Soprattutto perchè eri stato avvisato a giugno. Oppure se decido di restare, abbandono le mie convinzioni e, soprattutto, non cerco alibi. E lui non sta facendo nessuna delle due. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Quando Igor Tudor è stato convocato in sede per discutere della sua permanenza alla Juventus, avrebbe dovuto presentarsi con un’impostazione chiara e professionale: delineare innanzitutto la propria valutazione dell’organico a disposizione, illustrare gli obiettivi tecnico-tattici che intendeva realizzare e, soprattutto, indicare con precisione i profili funzionali necessari per raggiungerli. A quel punto, avrebbe dovuto porre una condizione altrettanto netta: “Avete la mia piena fiducia, ma se al termine del mercato non dovessi ritrovare in rosa i profili richiesti, procederemo con una risoluzione consensuale del contratto, con relativa buonuscita per il sottoscritto. Prendere o lasciare.” Invece, Tudor ha accettato in toto la squadra che la società gli ha messo a disposizione, avallando di fatto le scelte della dirigenza. Oggi, però, attraverso una serie di dichiarazioni ambigue e allusioni più o meno velate, sembra voler prendere le distanze da un progetto tecnico che lui stesso ha implicitamente condiviso. Un atteggiamento che appare più finalizzato a salvaguardare la propria immagine agli occhi di tifosi e media, piuttosto che ad assumersi fino in fondo la responsabilità del lavoro svolto sul campo. Tudor mi sembra più preoccupato di tutelare se stesso che di difendere la propria idea di calcio o la propria dignità. Ha accettato compromessi, restando in panchina anche quando la società ha palesemente ignorato il suo progetto, e poi ,a risultati deludenti, si sta affrettando a prendere le distanze. Il problema è che, così facendo, perde credibilità: perché se davvero non condividi un progetto, lo lasci. Punto. Il fatto è che il calcio moderno, con i suoi contratti milionari e la continua esposizione mediatica, ha reso quasi “normale” vivere di alibi e di rendita, più che di responsabilità. E da qui nasce proprio quella sensazione che molti tifosi come me percepiscono così bene: quella che li fa sembrare parassiti del sistema, figure che si aggrappano al posto più per convenienza che per convinzione. E da un ex bianconero non me lo aspettavo. Perchè prima del professionista viene l' uomo. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Il silenzio della società e le sue stilettate in conferenza ci dicono chiaramente che a metà ottobre si è già agli alibi e al "si salvi chi può" -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Purtroppo la rosa è asimmetrica e “ibrida", perchè di fatto questa Juve non è costruita per nessun modulo preciso. È una rosa da transizione tra due cicli: ha difensori da difesa bassa (Gatti, Rugani, Kalulu), centrocampisti verticali ma non pensanti, e punte molto diverse tra loro che impongono registri tattici opposti. Perciò ogni sistema “puro” (3-4-2-1, 4-3-3, 4-1-4-1) finisce per sacrificare metà squadra. Io non dico che il lavoro per Tudor sia facile, ma lui lo ha ulteriormente complicato e dopo diversi mesi sembra ancora lontano da un valido compromesso tecnico/tattico. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
"Locatelli in ritardo, postura sbagliata, Chico che perde palloni" Tutto corretto, ma chiediamoci perché questi errori si ripetono sistematicamente. Quando la squadra è lunga, i reparti slegati e la copertura preventiva inesistente, non è più un errore individuale, diventa un effetto di sistema. Locatelli “fermo” non è (solo) un problema di concentrazione, ma il sintomo di un piano collettivo che non lo protegge: Nessuno accorcia su Paz. Le distanze tra linee sono di 25-30 metri. Lui è solo in una terra di mezzo, e quando prova a scalare è sempre “fuori tempo”. L’allenatore, in queste situazioni, non è innocente, anzi. Se la squadra ha posture e distanze sbagliate sempre uguali, vuol dire che l’esercitazione quotidiana, cioè il modo in cui si prepara la fase difensiva, non funziona. Non basta urlare “stringi!” o “copri!” dalla panchina, servono automatismi. Quanto a Chico, sì, 8 palloni persi sono una colpa sua, ma anche lì il contesto pesa. Gli errori episodici sono colpa dei singoli, ma la ripetitività degli stessi errori è responsabilità del tecnico. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Ai tempi di Platini e Maradona l' allenatore era soprattutto un gestore e motivatore. I sistemi erano più rigidi, i ruoli più definiti, e i giocatori si adattavano. Il talento individuale poteva emergere anche nonostante l’allenatore, perchè bastava una struttura chiara, due, tre principi base e qualità tecnica. Gli schemi contavano, ma il peso specifico del singolo campione era spesso sufficiente per “rompere” il piano avversario. Ora il gioco è sistemico: pressing organizzato, distanze di 15-20 metri, meccanismi di uscita palla precisi, rotazioni automatizzate. Ogni dettaglio , dove ricevi, come ruota la catena, dove attacca il quinto, chi fa la copertura preventiva è determinante. Qui l’allenatore diventa un ingegnere del tempo e dello spazio: decide le altezze di pressione, struttura la costruzione, definisce i “trigger” di movimento, e crea contesti funzionali per ogni giocatore. Quando questo manca (come alla Juve oggi), l’intera squadra perde senso collettivo e i singoli sembrano peggiorare. -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Mi rifiuto di credere che nel 2025 possano esistere tifosi convinti del fatto che il tecnico conti poco. Oggi l’allenatore non è più solo un selezionatore o un motivatore. È un progettista di comportamenti collettivi. E quando il progetto è sbagliato, anche i buoni giocatori smettono di sembrare tali. Quando leggo:" eh ma cosa può farci l' allenatore se i calciatori non sanno stoppare un pallone?" beh mi sanguinano gli occhi... -
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Dalia91 ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Non è fanatismo: è una lettura funzionale alle sue caratteristiche. Leao può giocare punta perché attacca la profondità; Yildiz rende meglio partendo largo perché crea e rifinisce. Due interpretazioni diverse dello stesso ruolo nominale. Certo che può essere accentrato, ma con quali risultati? 👍Nel calcio moderno, l’efficacia di un giocatore dipende dal concetto di zone di comfort funzionali, cioè le aree di campo dove può ricevere palla, girarsi e agire in modo proattivo. Alla Juve di Tudor oggi mancano proprio queste: il sistema non crea “zone di ricezione pulite”, quindi tutti i giocatori agiscono in condizioni di svantaggio posizionale. Quando un sistema non ti accompagna, come accadeva con Del Neri, anche i migliori sembrano limitati. Il talento non scompare: viene semplicemente isolato.
