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  1. “L’orchestra è una società ideale. Non si suona meglio per distruggere quello che suona accanto. Si suona meglio affinchè quello accanto suoni meglio”. [Ezio Bosso]. Non esiste un solo modo di giocare a calcio, ma è importante che il modo scelto lo si applichi correttamente sul campo affinché risulti efficace. La nuova Juve di Sarri è arrivata alla seconda pausa delle nazionali da unica “grande” imbattuta in Europa, prima in classifica nel proprio girone di Champions League (dove ha già giocato, e bene, la partita sulla carta più difficile) e prima in classifica in campionato, avendo già incontrato Napoli e Inter e contando 4 trasferte su 7 partite. Basterebbe già questo per evidenziare l’ottimo inizio di stagione, ma consideriamolo casomai un merito ulteriore rispetto al lavoro che si sta portando avanti. Nell’anno in cui “Ancelotti raccoglierà i frutti di quanto seminato l’anno scorso”, infatti, eravamo realisticamente tutti consci dei rischi a cui andavamo incontro nella cosiddetta “fase di rodaggio”, perché cambiare totalmente abitudini tattiche non è una cosa che avviene schioccando le dita, nonostante, almeno personalmente, riconosca da sempre al nostro attuale allenatore il valore e le capacità tecniche che si porta dietro. Com’è ovvio che sia, in parte si sono manifestati alcune stonature, sarebbe stato strano il contrario. Ma in realtà sin dal primo tempo di Parma si sono visti, in nuce, gli elementi di cambiamento che ci avrebbero via via contraddistinto (baricentro avanzato, linea difensiva più alta di 20mt, lavoro sugli anticipi, pressing in avanti per la conseguente riconquista della palla, possesso e gestione sempre attivi, squadra corta, costruzione associativa, ecc): è stata sin da allora la Juve di Sarri, sebbene senza la continuità necessaria. Questa, per manifestarsi, ha bisogno di giocatori che interiorizzino i nuovi concetti, di “strumenti” che vengano accordati per bene. IL FATTORE PJANIC E difatti la Juve ha iniziato a risultare meno squilibrata e più costante nel momento in cui lo strumento cardine dell’orchestra sarriana, ovvero Miralem Pjanic, ne ha compreso pienamente lo spartito. Pjanic inizia stentando nelle primissime uscite, facendo storcere il naso a tanti. Si nasconde, non va a prendersi palla dai difensori, quindi non fa uscire la Juve in modo pulito e favorisce il pressing avversario, quando ha la palla sbaglia troppo, e così via. Già perché secondo i canoni sarriani l’uomo davanti alla difesa deve agire secondo compiti ben precisi. E’ chiamato poco ad interpretare la “Salida Lavolpiana” (ovvero la discesa in mezzo ai due centrali che si allargano e si alzano, formando una linea d’impostazione a 3 di cui lui sarebbe il vertice basso) e molto il ruolo di “vertice avanzato” del triangolo che si forma, appunto, insieme ai due difensori centrali. Questi infatti devono passarsi palla il meno possibile tra loro per non “chiamarsi” il pressing addosso. Devono invece far girare palla “in salita”, palla avanti – palla dietro, in accordo con, appunto, il “volante” della squadra, che deve sempre essere il loro primo referente. In realtà questo tipo di “balletto” è un po’ quello che va replicato in tutte le zone del campo come fase preparatoria per le verticalizzazioni. Pjanic inizialmente non lo faceva, o lo faceva con discontinuità; addirittura Matuidi (o Bentancur quando entrava) offrivano maggiormente il là ai difensori. Poi ha iniziato a farlo con maggiore predisposizione e grande frequenza, e la cosa è più o meno coincisa col secondo tempo di Brescia. Da quel momento in poi la Juve fa un salto in avanti importantissimo a livello di continuità e di qualità, va meno a strappi, e “governa” meglio le partite, ne prende possesso in modo più pieno. In tal senso i possibili miglioramenti futuri del “Pianista” non sono calcolabili, non si può “calcolare” la classe. Sarebbe però già bellissimo aver (ri)trovato un regista che garantisca queste prestazioni (i dati di Pjanic parlano da soli) con tale continuità. I BENEFICI DEL CAMBIO DI MODULO Analizzando il resto dell’orchestra possiamo notare come rispetto alle prime uscite sembrano, al momento, in via di risoluzione altri due aspetti necessari per una corretta sinfonia. Inizialmente, infatti, gli ovvi problemi di fluidità della manovra e di abitudine ai nuovi concetti (faceva sinceramente sorridere chi, per dare contro a tutti i costi al nuovo corso, bypassava allegramente queste naturali difficoltà nelle proprie analisi, criticando a momenti anche come la Juve saliva sul pullman), portavano ad una certa lunghezza della squadra sul campo. Questo ci rendeva (e speriamo di poter continuare a dirlo declinandolo col tempo passato) una squadra “bipolare”: dominante quando riusciva a rimanere corta (vedi il 1°t col Napoli), attaccabile quando i reparti si “scollegavano”. E allora il centrocampo faceva fatica a far “scorrere” il gioco e soprattutto la difesa era esposta agli attacchi avversari. La Juve in quel momento si affidava agli “assoli” di Douglas Costa per uscire dalle difficoltà.. Col passaggio al 4-3-1-2 le cose sono cambiate in positivo. Il modulo col trequartista è un modulo bellissimo per costruire e per fare un calcio di possesso (se hai un trequartista valido, e Ramsey è calciatore delizioso, sopraffino). Avere un uomo in più in grado di collegare centrocampo e attacco ha facilitato le cose a Sarri, che così sembrerebbe poter “risolvere” anche la questione Dybala, più in grado di riempire l’area invece che il centrocampo. Abbiamo cioè guadagnato un giocatore, un “violoncello” di assoluto livello, che persino nei modi e negli sguardi sembra essere ritornato quello di un paio d’anni fa. Con l’altro modulo, infatti, appariva lampante come Higuain potesse vestire i panni del titolare in modo più funzionale, mentre ora possono ruotare tutti. Il Pipita è quasi commovente per il modo in cui sta riuscendo a zittire chiunque: ha voluto rimanere nell’unica squadra che, forse, sente davvero come “famiglia”, e dalla quale lo scorso anno patì troppo il distacco. Ogni suo gol risuona come un colpo di “gran cassa”, e se la sua affinità con Dybala la conoscevamo, quella con Cristiano, il “primo violino” della squadra, appare evidente, dati i pregressi madrileni. I tre tenori a San Siro hanno sciorinato una prova ottima, ma in generale le ultime partite sono sembrate una “summa” di questo nuovo modo di “trovarsi” in campo. Addirittura Sarri non disdegna di provarli insieme… ma forse, per ora, è ancora presto. Su Cristiano ovviamente nemmeno mi dilungo, sarebbe bastato pochissimo per essere già a 2 gol in Champions e a 6 in campionato, non fosse stato per i millimetri del var che hanno annullato due esultanze già fatte e finite e per una traversa che ancora trema. Per contro, pare che alcuni problemi intestinali di tifosi presenti sia a San Siro che al Wanda Metropolitano abbiano trovato risoluzione… LA “LINEA” E L’EQUILIBRIO L’altro aspetto che sembra funzionare meglio è l’equilibrio difensivo, sia a livello di “linea” che di “fase”. Anche in tal caso… a Brescia, è successo un qualcosa che ha tradotto in realtà un pensiero che Sarri già aveva manifestato in estate. L’infortunio di Danilo, infatti, ha dato il via libera all’impiego di Cuadrado come terzino (il mister lo paventò sin da giugno). Cuadrado, che già fino ad allora stava facendo benissimo, da quel momento ha dato vita ad una serie di prestazioni eccellenti! Di colpo le incertezze che avevamo avuto con la “linea” (comprensibile, visto che Danilo è arrivato ad agosto inoltrato, quasi quando Sarri “usciva” per i suoi problemi di salute), sono diminuite drasticamente! Cuadrado, che quando era stato impiegato da Allegri in quel ruolo aveva anche fatto bene, ma sembrando sempre “adattato”, adesso ne sembra un interprete navigato! E’ coordinato col reparto, si muove nel modo giusto, assume posture corrette (cosa fondamentale per un terzino, e con Barzagli nello staff potrà solo migliorare), dimostra una buona gestione dello spazio e si sgancia con continuità e qualità in avanti. La conoscenza con Khedira, inoltre, facilità i “triangoli” sulla catena di destra e i movimenti in fase di copertura. Il colombiano da una parte, e un ritrovato Alex Sandro dall’altra (“rinato” sin dalla prima giornata, la Coppa America vinta da protagonista in estate gli ha ridato certezze), rappresentano i “fiati” (viste anche le loro sgroppate) che danno respiro e armonia alla manovra. E’ ovvio che torneranno (e devono tornare) utilissimi Danilo e De Sciglio quando si riprenderanno, ma in un ipotetico “11 tipo” al momento Cuadrado sembra il titolare della fascia destra. Come Alex Sandro, anche Matuidi e Khedira sono sembrati sin da subito a proprio agio con Mr. Sarri (contro il Bayer ad un certo punto hanno persino triangolato tra di loro in area), confermando il proprio valore universale di grandi giocatori (definizione ampia…) sebbene a giugno sembrava impossibile anche solo scommettere su uno dei due. Se il primo si è rivelato forse il migliore di questo inizio stagione (guardando alla totalità delle partite giocate), fondamentale sia nell’aggredire sul pressing alto, sia nel coprire la “libertà” di Ronaldo, Khedira ha colpito l’allenatore sin dal primo allenamento per il suo valore tattico. Nel “valore tattico” sono comprese diverse cose, talvolta, paradossalmente, “mascherate” dalle movenze del tedesco. Sapere come e dove posizionarsi in base ai movimenti della squadra, garantire equilibrio, rispettare le consegne sulle fasi di possesso (si avanza coi passaggi corti, che devono essere fatti in un certo modo), riuscire ad inserirsi in area, ecc, sono qualità fondamentali in un processo di costruzione come il nostro. Bisognerà capire se quelle di Sami rimarranno le caratteristiche “prescelte” anche in futuro, quando la squadra avrà talmente interiorizzato i concetti da poter provare a fare uno step in più, ma di certo Khedira ha confermato la sua fama di Professore. E’ come se l’allenatore avesse trovato in lui qualcuno che gli ha facilitato il compito “educativo” verso gli altri. DE LIGT VALVOLA DI SFOGO MEDIATICA Con una linea ordinata e un centrocampo più maturo, anche la coppia di difensori centrali è cresciuta. Se per Bonucci parliamo di uno dei migliori inizi di stagione della sua carriera, su De Ligt bisogna spazzare il campo da alcune esagerazioni della critica, spesso a firma di chi per lavoro deve dare adito a polemiche, di chi deve spaccare il capello in quattro, di chi guarda il dito invece della luna ("il tocco di mano sul rigore”, un “tunnel” casuale a centrocampo, ecc). No, non sto parlando di Ziliani, non sono compresi i tweet di gente che ha il cervello fuso, pur continuando a rovinarne tanti, ma di una critica più melliflua, più “rosea” ecco. A 19 anni, dopo altre precedenti partite ottime, il ragazzo è entrato in un San Siro infuocato e ha praticamente annullato Lukaku! Ma il mantra è che “ha fatto male” in virtù del tocco di mano e del tunnel casuale di cui sopra. Se vogliamo... anche Bonucci e Pjanic (cito loro per citare il top) hanno commesso un paio di sciocchezze in mezzo ad una partita importante, “passando” entrambi palla agli avversari in modo assurdo (che se concretizzate avrebbero fatto risultare quegli errori persino “comici”). Ma il giochino vale solo per De Ligt! Peraltro veniva da ottime partite in serie, ma sempre il mantra ci dice che "nelle ultime uscite sta facendo male". In realtà questo ragazzo ha sbagliato "davvero" solo quei 20 minuti col Napoli (dopo un'ottima ora di gioco) quando ha poi finito coi crampi. Ma siccome in mancanza di analisi serie bisogna cercare “il titolo”, nelle partite successive, specie quando la Juve non era convincente, si è andati avanti con la storia che "De Ligt non ingrana" ecc. De Ligt invece sta ingranando da parecchio, e la cosa sorprendente è il raffronto di quanto sta facendo lui a 19 anni con quello che facevano a 19 anni altri grandi interpreti del ruolo internazionali (dai nostri, che sappiamo essere scarsi, ai grandi maestri come Manolas e Skriniar). Altrove ci sono difensori che aprono le gambe meglio della bocca, lasciando passare di tutto, c'è la "coppia più forte d'Europa" che al momento è peggio del burro, ma il problema è De Ligt! E la stampa redige paginoni su quel Lukaku di cui sopra che fa una doppietta contro San Marino, definendolo “Guerriero” (ma se lo fermi, il Guerriero, sei un “problema”). Ci siamo abituati, funziona così! Non fosse che c’è chi ci casca… I SINGOLI E IL MODULO DA PRIVILEGIARE Insomma, la sensazione è quella di aver trovato al momento un undici base titolare in cui possano ruotare diversi giocatori. E qui va fatto un ulteriore plauso a Sarri, che al momento si sta dimostrando malleabile e lucido nelle scelte. Anche in quegli spezzoni di partite in cui si è trattato di dover gestire “alla vecchia maniera”, lo ha fatto senza problemi (d'altronde lui stesso confessò che era una caratteristiche che avrebbe voluto imparare dalla gestione precedente, consapevole dei risultati a cui portò). Tale aspetto può rivelarsi fondamentale per non diventare una squadra che funziona “se gioca solo in un modo”, “se va a mille”, ecc. Saper far fronte ai momenti di calo è un pregio, oltre che sinonimo di umiltà. Dando quindi per assodato che bisogna migliorare a livello di intesa generale, quali possono essere i margini per far migliorare il collettivo e gli stessi singoli da qui in avanti? Un primo aspetto riguarda il modulo. Posto che Douglas Costa aveva avuto un inizio di stagione clamoroso, quanto varrebbe la pena, adesso, ritornare al 4-3-3 (un 4-3-3 spurio, che si trasformava in 4-4-2)? Sicuramente Sarri, in virtù della sua duttilità, saprà alternare le combinazioni a seconda del momento, magari anche all’interno della stessa partita. Certo è che bisognerà confermare l’equilibrio attuale anche col brasiliano al posto di un trequartista (sarebbe bello provare un 4-2-3-1 con questi giocatori per vedere di cosa sarebbero capaci, ma diventa quasi impossibile sia per i troppi centrocampisti che resterebbero fuori, sia per un equilibrio ancora più difficile da trovare, a meno che non si riesca a giocare perennemente con la linea difensiva a centrocampo). L’altro aspetto riguarda specificatamente i singoli. Quello che viene più alla mente è il rendimento di Rabiot, al momento unico strumento davvero “scordato” in rosa. Lo stesso Emre Can, di cui Sarri ha parlato benissimo, ma che ha dovuto sbollire la delusione per il mancato inserimento in lista Champions, ha ben figurato in quei pochi sprazzi in cui è stato chiamato in causa. Anche Bernardeschi, dopo un inizio pessimo (lui che di solito inizia bene le stagioni) ha quantomeno ritrovato la sufficienza sia contro il Bayer (segna e “si costruisce” l’azione del gol con una bella giocata a centrocampo) che contro l’Inter (sacrificato a livello di “quantità” su Brozovic, ha svolto un lavoro tanto enorme quanto utile). Per non parlare di Bentancur, che Sarri elogia da quest’estate. D'altronde basta vedere l’azione del gol di Higuain a San Siro per capire come, dopo il lungo fraseggio a centrocampo, sia stato Don Rodrigo a dare il là alla verticalizzazione dell’azione, dando palla a Pjanic e andando a tagliare verso l’area, dove ha poi fatto l’assist finale per il Pipita. QUALI MARGINI? Quali, dunque, i margini? - Si riesce ad immaginare un Rabiot che, migliorandosi, interpreti il ruolo secondo le sue caratteristiche, ma riuscendo al contempo a “coprire” CR7 com’è capace di fare Matuidi? - E’ ipotizzabile, oltre al ruolo di mezzala, un Rabiot “vice-Pjanic”? - Un Ramsey impostato come mezzala nel 4-3-3? E magari anche nel 4-3-1-2 con Dybala, Cristiano e Higuain là davanti? - E’ plausibile pensare ad Emre Can o Bentancur via via sempre più presenti (da mezzali) nell’11 titolare? - Riusciremmo a rinunciare al contempo sia a Matuidi che a Khedira senza problemi? - E là davanti, avere tre bocche da fuoco come Higuain, Dybala e CR7 (il Real e il Barça vincenti di questi anni schieravano tridenti i cui singoli componenti avevano dai 20 gol a testa in su nelle gambe), sarà mai possibile? - Altro? Continuando ad accordare gli strumenti… a voi! - Leevancleef -
  2. salve ragazzi, chi mi sa dire quanto costa ? Vivo in Svizzera....e vorrei accquistare abbonamento x tutto l`anno x vedere le partite. Sono già Juventus member premium International.... grazie...
  3. Salve, volevo aprire un piccolo topic riguardo una statistica, e cioè i gol segnati dai giocatori della Juventus dal 2000 ad oggi in tutte le competizioni Stavo navigando nel canale della Bundesliga quando mi è capitato un video sui migliori marcatori del Bayern dal 2000 ad oggi, così mi son chiesto se esisteva qualcosa di simile sulla Juventus Purtroppo non ho trovato nulla, ma mi son preso 2 orette e con l'aiuto di Wikipedia e Excel ho stilato questa classifica Vi mostro uno screenshot dove potete osservare le prime 27-28 posizioni Cosa ne pensate? Personalmente mi stupiscono i 199 gol di Del Piero, così a memoria ricordavo ne avesse fatti molti di più dal 1993 al 2000 Ottimo il podio di Dybala dietro al duo intoccabile, podio rimasto per diversi anni nelle mani di Nedved con i suoi 65 gol Incredibili i numeri di Vidal, davvero un mostro al suo apice da noi Menzione speciale per Chiellini, a pochi passi dalla top 10
  4. Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Ramsey; Cristiano Ronaldo, Higuain.
  5. Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Ramsey; Higuain, Cristiano Ronaldo.
  6. Scegliamo il miglior giocatore, il gol più bello e la miglior partita di AGOSTO/SETTEMBRE 2019 --- Per rivedere i gol e gli highlights: Parma-Juventus 0-1 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/340693-highlights-parma-juventus-0-1-20192020/ Juventus-Napoli 4-3 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/340980-highlights-juventus-napoli-4-3-20192020/ Fiorentina-Juventus 0-0 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/341625-highlights-fiorentina-juventus-0-0-20192020/ Atletico Madrid-Juventus 2-2 (CL): https://www.vecchiasignora.com/topic/341732-highlights-atletico-madrid-juventus-2-2-champions-20192020/ Juventus-Verona 2-1 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/341800-highlights-juventus-verona-2-1-20192020/ Brescia-Juventus 1-2 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/341866-highlights-brescia-juventus-1-2-20192019/ Juventus-Spal 2-0 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/341944-highlights-juventus-spal-2-0-20192020/ -------------------------------------- >>>GLI OSCAR DEI MESI PRECEDENTI -------------------------------------- >>>GLI OSCAR DELLE STAGIONI PRECEDENTI
  7. Juventus (4-3-1-2): Buffon; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Matuidi; Khedira, Pjanic, Rabiot; Ramsey; Dybala, Cristiano Ronaldo.
  8. Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Danilo, Bonucci, de Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Ramsey; Higuain, Dybala.
  9. Elrig Braut Haland, centravanti classe 2000 del Salisburgo e della nazionale norvegese, si candida a diventare uno dei nomi più "caldi" delle prossime sessioni di calciomercato. Stando ad indiscrezioni provenienti dall'Austria, e riportate da "Salzburger Nachrichten", il ragazzo, già accostato a Juventus e Barcellona, piacerebbe molto anche al Manchester United, club pronto ad iscriversi alla corsa, e dare filo da torcere alle 2 blasonate rivali. Haland, in particolare, sarebbe un pallino di Fabio Paratici. Fonte: Salzburger Nachirichten e tuttojuve
  10. Juventus (4-3-3): Buffon; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Bentancur, Matuidi; Cuadrado, Dybala, Cristiano Ronaldo.
  11. Juventus (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Higuain, Cristiano Ronaldo.
  12. Stando a quanto riferito da una fonte interna di GameStop, la Juventus Edition di PES 2020 ha totalizzato vendite molto superiori rispetto all'Inter Edition. PES 2020, con la Juventus Edition, ha totalizzato vendite sostanzialmente superiori rispetto alla Inter Edition, nella misura del 130%, presso la catena GameStop.A rivelarlo è una fonte interna dell'azienda, che conferma dunque un ottimo riscontro per la partnership esclusiva fra eFootball PES 2020 e la Juventus, capace effettivamente di rilanciare le vendite del calcistico Konami.Disponibile su PC, PS4 e Xbox One, Pro Evolution Soccer 2020 non si limita alle licenze ma introduce svariate novità sotto il profilo del gameplay, migliorando anche il controllo della palla. Fonte: Gamestop e Multiplayer Prescritti umiliati pure nell'ambito informatico
  13. Juventus (4-3-3) Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain, Cristiano Ronaldo.
  14. Sarà Juventus-Barcellona la doppia sfida dei sedicesimi di finale della Women Champions League. Il sorteggio tenutosi oggi a Nyon ha stabilito che le ragazze di Rita Guarino dovranno vedersela con le finaliste dell'ultima edizione, superate solo all'ultimo atto, tenutosi il 18 maggio scorso al Ferencváros Stadion di Budapest, dal Lione. Le Juventus Women giocheranno la prima gara in casa, allo stadio Moccagatta di Alessandria «Come ho sempre sostenuto la Champions non può ancora essere obiettivo stagionale, perché sappiamo di dover ancora colmare il gap con squadre più importanti d'Europa – commenta Stefano Braghin, Head of Women di Juventus - Per noi è l'occasione di fare esperienza internazionale e giocare contro il Barcellona sarà utile per capire quanto dobbiamo ancora lavorare per arrivare a certi livelli, sperando ovviamente di riuscirci in poco tempo». I favori del pronostico sono dalla parte delle spagnole, ma il recente Mondiale ha dimostrato quanto il calcio femminile italiano possa farsi valere anche in ambito internazionale: «Noi proveremo a fare del nostro meglio – continua Braghin – sapendo che nel calcio a volte ci sono delle sorprese. Ad oggi non c'è ancora una percezione esatta del calcio femminile, dove i valori sono definiti, ma le partite sono sempre molto aperte. Partiamo da sfavoriti e siamo consapevoli del valore della nostra avversaria, ma questo non significa che non si possa riuscire in un'impresa». Juventus.com
  15. Juventus (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain, Cristiano Ronaldo.
  16. L’ex calciatore bianconero Stefano Tacconi è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera nel corso di ‘Cose di Calcio’, analizzando anche gli episodi arbitrali della prima giornata di Serie A: “L’esordio della Juventus? È la squadra di Allegri che ha giocato, a parte Higuain. Ho visto malissimo De Sciglio e Matuidi, una Juve che a differenza di Allegri quando ha fatto gol non si è difesa ma ha continuato ad attaccare nonostante il calo nel secondo tempo. Quando segni l’1-0 secondo me devi ammazzare gli avversari, devi trovare il 2-0 che avevamo anche fatto. Secondo me quest’anno con gli arbitraggi vogliono favorire qualche squadra del sud. Secondo me quest’anno vogliono favorire il Napoli, lo abbiamo già visto alla prima giornata” Sul VAR: “Decide sempre l’arbitro, VAR o non VAR, è un arbitro che decide. Purtroppo decidono ancora loro. È un bene per la Juve, almeno ora non ruba più solo lei ma rubano anche gli altri”, ha detto con una punta di ironia. Fonte: Radiobianconera.com
  17. Juventus (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Rabiot; Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo.
  18. Calciomercato Juventus 2019/2020: acquisti e cessioni ACQUISTI ACQUISTI: ALTRE OPERAZIONI Giocatore Ruolo Data di Nascita Squadra Formula Valutazione Gonzalo Higuain A 10/12/1987 Chelsea Fine Prestito - Stefano Sturaro C 09/03/1993 Genoa Fine Prestito - Luca Pellegrini D 07/03/1999 Roma Definitivo 22M Cristian Romero D 27/04/1998 Genoa Definitivo 26M Emil Audero P 18/01/1997 Sampdoria Fine Prestito - Alberto Cerri A 16/04/1996 Cagliari Fine Prestito - Rogerio D 13/01/1998 Sassuolo Fine Prestito - Luca Marrone C 28/03/1990 Verona Fine Prestito - Leonardo Mancuso C 26/05/1992 Pescara Fine Prestito - Marko Pjaca A 06/05/1995 Fiorentina Fine Prestito - Andrea Favilli A 17/05/1997 Genoa Fine Prestito - Daouda Peeters C 26/01/1999 Sampdoria Fine Prestito - Riccardo Orsolini A 24/01/1997 Bologna Fine Prestito - Luca Barlocco D 20/02/1995 Piacenza Fine prestito - CESSIONI . Giocatore Ruolo Data di Nascita Squadra Formula Valutazione Leonardo Spinazzola D 25/03/1993 Roma Definitivo 29,50M Luca Pellegrini D 07/03/1999 Cagliari Prestito - Cristian Romero D 27/04/1998 Genoa Prestito - Emil Audero P 18/01/1997 Sampdoria Riscatto 20M Stefano Sturaro C 09/03/1993 Genoa Definitivo 16,50M Moise Kean A 28/02/2000 Everton Cessione Definitiva 27,50M Riccardo Orsolini A 24/01/1997 Bologna Riscatto 15M Alberto Cerri A 16/04/1996 Cagliari Cessione Definitiva 9M Andrea Favilli A 17/05/1997 Genoa Cessione Definitiva 7M Luca Marrone C 28/03/1990 Verona Cessione Definitiva 1M Joao Cancelo D 27/05/1994 Man City Cessione Definitiva 65M Luca Barlocco D 20/02/1995 L.R. Vicenza Gratuito - Rogerio D 13/01/1998 Sassuolo Prestito - Andrea Barzagli D 08/05/1981 - Ritiro - Martin Caceres D 07/04/1987 Lazio Fine Prestito -
  19. Nuove dichiarazioni da parte di Cristiano Ronaldo. Il giocatore della Juventus, a margine del premio Marca Leyenda, consegnatogli per aver trionfato in Premier League, Liga e Serie A, ha parlato dell'annata bianconera, del futuro e ha svelato anche dei retroscena. La Champions? "E’ sempre l’anno della Juventus, così come del Real e del Barcellona ma solo una può farcela. La Juventus partirà per chiudere davanti a tutti, ma il risultato finale dipende da molti fattori: il momento, il gruppo, conta tanto anche la fortuna. Ci sono 6-7 squadre che possono arrivare fino in fondo, non vedo grosse novità rispetto alle annate precedenti. La Champions però per noi non è un’ossessione". La vincerete? "Ci proveremo. Sappiamo come sempre che è una competizione difficile, la Juventus c’è ma anche altre squadre sono attrezzate per vincere: il Real Madrid, il Barcellona e il Manchester City. Solo una può riuscirci però e io mi auguro che sia la Juventus". De Ligt alla Juve grazie a te? "Dopo la partita mi sono avvicinato a Matthijs e gli ho detto: “Visto che tutti parlano del tuo futuro, perché non vieni alla Juventus?”. Era solo una battuta, io non ho avuto alcun peso nel suo acquisto. Non fa parte del mio lavoro e non mi permetterei mai di influenzare un presidente o un allenatore. Io sono contento se arrivano giocatori forti ma alla Juve ci sono Paratici e Nedved che hanno ben più esperienza di me e sanno fare il proprio mestiere". Buffon? "Io lo ammiro molto, lo considero il miglior portiere del mondo insieme a Iker Casillas e sono molto contento di poter giocare con lui. L’ho sempre stimato da rivale, ora ancora di più che lo vedo allenarsi accanto a me. Quando ci siamo incontrati a Torino mi ha detto che era felice di poter giocare finalmente nella mia stessa squadra e io la penso esattamente come lui". Sarri ti ha liberato dalle incombenze? "E’ un modo di dire, perché se sei in un top club e vuoi ottenere grandi obiettivi devi sacrificarti e dare il massimo. Io l’ho fatto al Real così come nell’ultima stagione alla Juventus e anche in nazionale. Vado avanti, attacco, ho molta libertà ma se c’è da difendere vado a chiudere gli spazi. Solo così si può arrivare al traguardo". Fonte: Marca e 90min calcio news
  20. Electronic Arts, azienda produttrice del videogioco FIFA, sente eccome il contraccolpo della perdita della Juventus. L'azienda ha visto crollare il suo valore in borsa di ben 660 milioni di sterline, pari a 732 milioni di euro nelle ore successive all'annuncio della partnership esclusiva tra i bianconeri e Konami. Secondo CNBC, ieri le sue azioni sono calate del 3,28%, costando appunto oltre 700 milioni di euro, con il valore sceso a 71.42 sterline ad azione, con il complessivo di EA passato da 22,76 miliardi di sterline (15 luglio) a 22,1 miliardi di sterline il 16 luglio Fonte: Tuttojuve
  21. Imagine for a second that the Premier League’s top scorer is also his club’s best defender. Impossible, surely. Not for William John Charles, CBE, the Swansea boyo who was adopted by Yorkshire and who went on to become Il Gigante Buono of Juventus. Elland Road’s John Charles Stand is more than just a tribute. The old West Stand was burned down in 1957 and Charles was sold for a British record £65,000 to help pay for it. Treated like meat, perhaps, but Charles was never destined to travel cattle class. In fact, Jack Charlton once revealed that Charles was the first footballer he knew who had a car. Here is a man who first played for Wales at the age of 18, making him the youngest international until a certain Ryan Giggs came along. Charles helped Leeds into the top flight in 1956 and a year later finished as the First Division’s top scorer on 38 goals. He often finished matches in defence, protecting what he had provided earlier. The story goes that Billy Wright, England captain and Wolves legend, was once asked to name the best forward he had ever played against and nominated Charles. Lion of Vienna Nat Lofthouse came up with the same reply when requested to pick the best defender he had ever faced. Certainly Charles was widely recognised to have totally snuffed out the Lofthouse threat when the pair faced each other in 1955 with Wales recording a famous 2-1 win over England in Cardiff. So Charles was special, no doubt about it. Such was the impact he made in Turin, he was voted Serie A’s greatest foreign player in 1997, four decades on. Not bad against the likes of Michel Platini either. Back to Leeds, where it all started. Charles signed as a youth player in 1948 having been on the ground staff at Swansea. The following year Charles was a regular in the side, as a defender, with the club trying to get out of the old Second Division. Gradually he was asked to play centre forward for Leeds while continuing in defence for Wales. In the 1953-54 season, Charles scored a record 43 goals in 39 games. Two years later he contributed 29 as Leeds were finally promoted to the top flight and he was club captain. Charles only played one season of First Division football for Leeds but finished with a record 38 goals in 40 matches. After that, fire destroyed the West Stand and Leeds wanted to cash in without selling the player to a domestic rival. This was what Charles said: ‘The manager called me in and said, “Juventus want you.” I said, “Who are Juventus?” and he looked at me and said, “They’re one of the best teams in Italy.” I’d never heard of them but it was different then. You didn’t have the television and press coverage you get now.’ The £65,000 move went ahead and Charles scored three goals in his first three games to become an instant hero to Il Tifosi. Things went from good to better as the Welshman netted 28 times and helped the Old Lady of Turin to their tenth Serie A title. He was also voted footballer of the year in Italy. Charles enjoyed five trophy-laden years at Juve. Three Scudetti and a couple of Italian Cups were just reward for the glut of goals which he provided. There was also the 1958 World Cup. Wales had qualified – for the only time in their history – but they did not disgrace themselves, drawing against Hungary, Mexico and Sweden. Wales went on to beat Hungary in a play-off and earned a quarter-final tie against Brazil, who had a promising youngster called Pele in the squad. Charles, who went on to play 38 times and score 15 goals for his country, missed the match through injury. In 1962 Charles left Juventus and returned to Leeds, who themselves had returned to the second tier of domestic football. It was not a success despite the record £53,000 outlay and the player quickly headed to Roma in a £70,000 deal. Three seasons at Cardiff City and a non-League swansong at Hereford United followed before Charles finally called it a day. He was awarded the CBE in 2001 and since then has been included in the Azzurri Hall of Fame, the Football League’s 100 legends, and named the most outstanding player of the past 50 years by the Football Association of Wales. As well as the John Charles Stand, there is a John Charles Way and there is a bust of him inside Elland Road, too. Anyone who has ever tried to navigate round the complicated ring road system of Leeds will also confirm that all signs point to the John Charles Centre for Sport. It would be fair to say his name lives on. -Dailymail- Oggi la Juventus torna a parlare "gallese"; credo non possa esserci modo migliore di proiettarsi verso un futuro radioso, se non rievocando un glorioso passato, un giocatore eccezionale, come John Charles. Spero l'inglese non crei troppi disagi, tuttavia l'articolo era così ben realizzato che mi sarebbe parso offensivo tradurlo.
  22. Matthijs De Ligt ha spiegato come mai ha scelto di firmare con la Juventus: "Amo il modo in cui difendono gli italiani". Matthijs De Ligt ha spiegato ad 'Ajax TV' le ragioni che lo hanno spinto a scegliere la Juventus. De Ligt ha spiegato ad Ajax TV che molti dei modelli a cui si ispira sono leggende del calcio italiano e che ama il modo di difendere dei difensori azzurri. Il 19enne centrale ha anche voluto salutare l'Ajax, il club in cui ha passato la sua intera carriera fino al trasferrimento in bianconero da calciatore professionista e in cui è cresciuto, giocando per 10 anni nelle giovanili. Fonte: Goal Italia.com Ricordiamoci anche che lui stima molto Bonucci, Chiellini e Barzagli
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