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  1. La Juventus ha avviato i contatti con il Boca Juniors per risolvere la questione legata alla percentuale di rivendita del centrocampista. Negli ultimi giorni si registrano contatti continui fra i due club. Dopo l’esponenziale crescita del centrocampista uruguaiano il club bianconero vorrebbe rimuovere la clausola posta sull’eventuale rivendita del centrocampista. Quest’ultima è stata concordata durante la gestione Marotta con il club sudamericano e fissata al 50% in caso di cessione a titolo definitivo. Il centrocampista di origini uruguaiane sta stupendo sempre di più in casa Juventus. Le prestazioni della scorsa stagione e quelle offerte nell’inizio di quella attuale stanno spingendo il club a valutare la rimozione della clausola. I bianconeri nell’accordo al momento dell’acquisto di Bentancur avevano concordato con il Boca Juniors una clausola sulla rivendita del giocatore del 50%. I massimi dirigenti della Juventus sono intenzionati a formalizzare un’offerta ufficiale nel corso delle prossime settimane al fine di rimuovere la clausola. Si parla di una cifra vicina o poco superiore ai venti milioni di euro. Rodrigo Bentancur venne acquistato nel 2017 da parte della Juventus a fronte di un corrispettivo di 9,5 milioni di euro e di una percentuale sulla futura rivendita. Il sudamericano con la maglia bianconera ha offerto belle prestazioni, quando è stato chiamato in causa è sempre stato in grado di farsi trovare pronto. Ventisei le presenze e una rete sono i numeri di questo giocatore sotto la Mole di Torino con i colori della Juventus. L’allenatore Massimiliano Allegri stravede per lui e ritiene che ci siano ancora ampi margini di crescita su cui poter lavorare. Il presidente e i dirigenti del club sudamericano si sono concessi qualche giorno di meditazione sul caso Bentancur. La percentuale di rivendita del 50% è un’enorme possibilità di guadagno in futuro per i gialloblu, tuttavia se la Juventus formalizzasse un offerta congrua si potrebbero intensificare i contatti volti alla risoluzione della clausola di rivendita. Incassare subito o aspettare una ricca cessione? Questa è la domanda che affligge i dirigenti dell’ex club di Bentancur. Fonte: Juvelive. Personalmente stravedo per il giocatore fin dai tempi del Boca. A prescindere dalla clausola, auspico che Rodrigo rimanga a lungo e diventi un perno del nostro centrocampo futuro.
  2. salve ragazzi, chi mi sa dire quanto costa ? Vivo in Svizzera....e vorrei accquistare abbonamento x tutto l`anno x vedere le partite. Sono già Juventus member premium International.... grazie...
  3. Non si sa quanto sia scosso Cristiano Ronaldo per quella storiaccia del Nevada ma so quanto abbia scosso la rete della porta del grande Scuffet costretto nell’occasione a raccogliere il pallone del due a zero. Ronaldo è fenomenale per concentrazione, impegno, qualità e partecipazione al gioco della squadra, la Juventus se lo gode mentre alcuni opinionisti sostengono che il portoghese non sia ancora ai livelli risaputi. Sono forse gli stessi sapienti innamorati di un Balotelli o di un Cassano: il mondo è bello perché è vario ma anche molto avariato. Da anni non si vedeva la Juventus giocare un football così totale, aggressivo e raffinato, anzi si potrebbe aggiungere che né la Juventus di Lippi, né quella di Capello o quella forsennata di Conte, furono in grado di proporre il calcio di quest’ultimo Allegri, un gruppo che non ha angoli bui, che sa giocare la palla in difesa che è tosto in mezzo al campo e che ha davanti tre o quattro soluzioni imprevedibili e tutte di altissima qualità. Certo, Cristiano Ronaldo non è Di Livio o Krasic ma è il valore aggiunto assoluto che è arrivato dopo anni di crescita e di ricerca. La nuova Juventus è uguale a se stessa per fame e impegno ma è diversa da tutte per il suo censo tecnico che l’avvicina, anzi va ad affiancarla, alle grandissime d’Europa. Fonte: Il Giornale
  4. Chi vuole tornare e chi non vuole andarsene. Sarà l’effetto Ronaldo, ma la Juve si ritrova al centro di un interesse mai visto prima. E allora nessuno dirigente bianconero si stupisce se Alex Sandro ora riflette sulla permanenza, mentre le voci di un ritorno di Paul Pogba si infittiscono. L’operazione è complessa e legata ad una cessione pesante, come può essere quella di Pjanic, ma nulla è impossibile per questa Juve. Dopo due anni Pogba valuta l’ipotesi di cambiare aria e il ritorno nella Juve varrebbe un nuovo colpo. Per la Juve, ma anche per l’Adidas: lo sponsor del club e dello stesso giocatore spinge per questa soluzione. A maggior ragione dopo l’arrivo di un uomo Nike come Ronaldo. Le suggestioni del marketing globale si intrecciano con i piani di una Juve che studia il varo del 4-4-2 per esaltare le doti da centravanti di CR7 con esterni offensivi di qualità sulle fasce come Douglas Costa, Bernardeschi e Cuadrado. Per questo potrebbe nascere un centrocampo muscolare con Pogba e Can, più Matuidi e il giovane Bentancur come prime riserve. Le grandi manovre a centrocampo coinvolgono anche Sturaro e Marchisio, ma alla voce cessioni. Per il primo si cerca una soluzione in Premier, piace a Newcastle e Leicester, mentre per il Principino il discorso è diverso. La Juve lavora per la rescissione del contratto, in scadenza nel 2020, mentre quelli di Rugani e Higuain sono più marcati con l’arrivo di Sarri al Chelsea. Anche se gli inglesi vorrebbero il Pipita in cambio di Morata. La voglia di tornare alla Juve è sempre più forte. Fonte: La Stampa
  5. https://www.calciostyle.it/calciomercato/juventus-marotta-pallone-doro-la-d-prepara-altri-colpi.html PAUL POGBA MAGARI TORNA IN BIANCONERO, il prx anno si liberano a zero: Rabiot, Ramsey, Martial mica male.
  6. Resta l'amarezza per l'inaspettata fine del rapporto, ma Beppe Marotta saluta la Juventus con una busta paga da top player: 5,6 milioni di euro lordi rappresentano il suo stipendio per la stagione chiusa il 30 giugno 2018. Soldi che non possono che dirsi meritati visti i risultati sportivi ed economici della società bianconera. E,infatti,3 di quei 5,6 milioni rappresentano proprio un premio basato sui risultati dell'ultimo triennio. Successi raggiunti anche per merito della sapienta gestione di Marotta, che incassa i tre milioni oltre ai 2,6 del suo stipendio, composto da 1,5 per il ruolo di ad, un bonusi di 500 mila euro legato al raggiungimento di obiettivi assegnati a inizio esercizio, 100 mila euro per la vittoria dello scudetto e 502 mila euro per retribuzione in qualità di direttore generale. Relativamente morigerato lo stipendio di Andrea Agnelli, al quale vanno 400mila euro lordi, più o meno come il vicepresidente Nedved che ne percepisce 400. Fonte: Tuttosport
  7. Se Cristiano Ronaldo è stato il colpo più ad effetto (oltre che più costoso) del mercato della Juventus, il portoghese che ha il suo stesso agente (Jorge Mendes) e ha preceduto CR7 a Torino di qualche settimana è diventato in poco tempo il valore aggiunto della squadra. Allegri cercava uno esattamente come lui sulla corsia destra, l’erede della meteora Dani Alves, che consentisse alla Juve di aumentare la qualità in fase difensiva, ma forse neanche lui si aspettava che potesse diventare così presto imprescindibile. «Datemi un top club e io diventerò il terzino più forte del mondo»: così vaticinò Joao agli amici quando ancora lo sbarco a Torino era nei sogni ma non nei programmi. Cancelo si sta muovendo nella direzione giusta, con la sua corsa elegante e le giocate pulite ed essenziali. A Udine ha chiuso con il 90.8% dei passaggi riusciti, 109 palloni giocati, 8 possessi guadagnati e 5 occasioni create. Un’altra prova da primo della classe, come gli è già capitato in quest’avvio di stagione Il portoghese che ancora mastica poco l’italiano (così lo sfotte Ronaldo, che è arrivato dopo in Italia ma sostiene di capirlo e parlarlo già meglio) è secondo per dribbling in tutta la A(meglio ha fatto solo Chiesa), è il primo tra i difensori per occasioni create, terzo per cross, sempre tra i difensori (dietro ad Alex Sandro e Di Lorenzo), il primo della Juventus in A per numero di cross riusciti su azione (8) e il terzo giocatore bianconero per occasioni create (14, meglio di lui solo Pjanic, 18,eRonaldo, 16). In generale, nessun difensore in campionato ha costruito più di lui per i compagni. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  8. Vantaggio raddoppiato da sosta a sosta. Chissà tra poco più di un mese, alla terza pausa dedicata alle nazionali, cosa sarà riuscita a fare questa Juve. Nel senso che oggi, in cinque partite, ha semplicemente portato il suo distacco dalla prima inseguitrice da 3 a 6 punti. Per non parlare dei distacchi dalle altre. Il vuoto a suon di vittorie. E senza spingere più di tanto sull’acceleratore.Il gruppo di Allegri è partito col turbo, tanto da fissare il miglior inizio della storia bianconera ed essere ora a caccia della Roma di Garcia che 2013- 2014 fissò il record italiano di 10 successi nelle prime 10 giornate di serie A. In realtà il modello di Allegri è un altro: «Da giovane mi piacevano gli allenatori vincenti, tipo Capello». E allora il primato assoluto di 13 successi consecutivi con cui il Milan del 1992-1993 iniziò la sua stagione non può non diventare un obiettivo per la Juve di oggi. Percorso netto finora. E concorrenza che a questo punto fatica a immaginare come poter contrastare la marcia verso quello che sarebbe l’ottavo scudetto di fila. Già, perché nel frattempo la Juve non lascia un titolo da sette anni. E anche in questo caso il confronto pone Allegri e i suoi su un piano addirittura migliore di quelli visti finora. Da Conte in avanti. In questo caso i calcoli sono semplici semplici e si riferiscono alle classifiche dopo otto giornate. Nel 2011-2012 un punto sull’Udinese, l’anno dopo tre sul Napoli, quello dopo ancora un ritardo di 5 lunghezze dalla Roma, nel 2015 una partenza schock con il 14º posto a 9 punti dalla vetta, poi i cinque punti sulla Roma due stagioni fa e il secondo posto a -2 dal Napoli l’anno scorso. Anche sulla carta si era capito che la Juve quest’anno fosse migliorata ancora e non solo per Cristiano Ronaldo. Ma certo una marcia del genere spaventa tutti. Tranne gli juventini ovviamente. Fonte: Il Corriere dello Sport
  9. La ripresa degli allenamenti è passata per mercoledì alla Continassa: si comincerà a lavorare in vista del doppio impegno contro Genoa e Manchester United, passato tra sabato 20 e martedì 23. Da quel momento, sempre che nei ritiri delle nazionali nessuno si faccia male, Allegri potrà contare su un paio di rientri importanti. Già per il Genoa, infatti, tornerà a disposizione Douglas Costa, perché le quattro giornate di squalifica per lo sputo a Di Francesco sono state scontate (l’ultima a Udine) e perché i suoi problemi fisici sono in via di guarigione completa. Il brasiliano è fermo dalla prima di Champions, quando nel finale della gara del Mestalla riportò due problemi in un colpo solo: contusione alla caviglia sinistra e risentimento muscolare alla coscia destra. Anche Khedira dovrebbe tornare disponibile: il tedesco ha accusato una ricaduta al flessore della gamba sinistra contro lo Young Boys. Restano da valutare invece le condizioni di Rugani e Spinazzola. Il centrale ha un problema a una costola che non gli concede libertà di movimento: è in miglioramento ma la situazione va valutata di giorno in giorno anche perché è un problema che va risolto del tutto, pena una possibile ricaduta. L’esterno invece è quasi pronto a mettersi a disposizione dopo l’intervento al crociato del maggio scorso: per Allegri si tratta di un rientro importante perché gli restituisce scelta più ampia nel settore dei terzini. Fonte: Il Corriere dello Sport
  10. Szczesny 6 Cancelo 7,5 (Sembra uno spreco che tanta classe venga relegata in fascia, nel ruolo minore di terzino destro, ma forse è meglio essere il migliore degli esterni bassi che il quarto o quinto tra le ali. L’assist per Bentancur rasenta la perfezione, un cross alla Beckham) Bonucci 7 Chiellini 6,5 Alex Sandro 6,5 Pjanic 6 (Perde qualche pallone di troppo e permette all’Udinese di distendersi, poi i meccanismi di auto-tutela sono tali per cui gli errori di Pjanic vengono sterilizzati all’istante. Forse è arrivato a un punto in cui certe partite ordinarie non lo solleticano (faccia attenzione). Bentancur 6,5 Matuidi 6 Dybala 7 (Sorprendente il modo in cui resiste a Fofana e tiene in vita il contropiede dello 0-1. Ha acquisito il sacro fuoco juventino, non è mai lezioso. Diversamente Dybala) Mandzukic 6,5 Ronaldo 7 (Sopprime i cattivi pensieri, li tiene lontani dal prato: grande dimostrazione di mentalità. Il gol abbaglia per bellezza, potenza, precisione. CRSempre)) Bernardeschi 6,5 Emre Can 6 Barzagli s.v Allegri 7 La Gazzetta dello Sport Szczesny 6 Cancelo 7,5 Bonucci 7 (E' un vero piacere quando è libero di sventagliare per Cancelo, anche perché i friulani si guardano bene dal provare anche solo a pressarlo) Chiellini 7 Alex Sandro 7 (Dalla sua corsia pennella cross interessanti. Nota di merito in più: un salvataggio sulla linea a Szczesny battuto.) Pjanic 6,5 Bentancur 7 Matuidi 6,5 Dybala 7,5 (Solito elastico rinculando a caccia del pallone, poi avanzando a innescare i colleghi d'attacco. E quando trova lo spazio per infilarsi, lo fa ma il pallone gli rimbalza male e il sinistro solitamente nocivo finisce in curva. Il gol non c'è, però questa Joya è sostanza pura. E goduriosa per i tifosi. Bernardeschi (21' st) 7 Arma il sinistro in sciol- tezza, ormai centra la porta anche ad occhi chiusi. Ottimo nei recuperi difensivi, sportel- lando con il sorriso.) Mandzukic 6,5 Ronaldo 8 (Finte e controfinte come prova generale del sinistro che marchia il 2-0. Se non esulta ancora, è perché di fronte ha un signor portiere) Bernardeschi 7 Emre Can 6,5 Barzagli s.v Allegri 7 Tuttosport La Stampa Il Corriere della Sera Libero La Repubblica Il Giornale
  11. giusardegna

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Udinese-Juventus

    Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Dybala; Mandzukic, Ronaldo.
  12. Dybala ha segnato un gol più bello dell’altro… nel vero senso della parola. Il primo, per estetica, è superiore: lancio da un’altra provincia di Bonucci – stupendo, il primo assist per festeggiare la 50esima presenza in Champions – e sinistro al volo. Oltre all’esecuzione, conta la preparazione: guardare al replay come Paulo ha preparato quel tiro riconcilia col calcio. Il 2­0 invece è stato un tap­in dopo un tiro di Matuidi respinto da Von Ballmoos e il 3­0 un tocco a porta vuota su assist di Cuadrado. A quel puntoDybala ha esultato col «tre», poi ha unito pollice e indice, forse per mostrare ancora tre dita alte, forse come dedica alla sua «O» preferita, la fidanzata Oriana. In una serata speciale, Paulo ha rischiato difinire le dita: nel primo tempo ha calciato addosso al portiere, nel secondo ha colpito un palo col destro (!). Quei gol potevano essere cinque. I conti aggiornati fanno comunque paura: ha segnato 53 gol bianconeri in campionato e 9 in Champions. Il finale logistato tutto per lui. Von Bergen, che 40’ prima lo aveva travolto in area con la gentilezza di una ruspa, è andato ad abbracciarlo. Bonucci e Chiellini gli hanno fatto i complimenti su Instagram e Alex Sandro ha giudicato «grandissima» la sua partita. Allegri invece ne ha fatta una questione di posizione: «La prestazione di Dybala è stata importante – ha detto –. E’ stato bravo ad avviare l’azione e andare a chiuderla. Lui e Ronaldo hanno più gol nei piedi degli altri». Quando gli arbitri gli hanno consegnato il pallone, a fine partita, Paulo ha fatto quello che fanno i bambini: lo ha guardato e lo ha fatto rimbalzare. Una, due, tre volte. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  13. Per la prima volta dopo 8 anni e mezzo di Juventus, Beppe Marotta non è andato allo Stadium. Decisione sofferta, maturata nella giornata di ieri. Dal divano l’ex a.d. bianconero ha ascoltato – e apprezzato – prima le belle parole di Pavel Nedved («Difficile immaginare una Juve senza di lui. Voglio ringraziarlo pubblicamente perché con me è stato immenso, mi ha sempre aiutato, mi ha spiegato e rispiegato le cose quando non capivo») e poi l’omaggio della curva, nome e cognome ripetuti più volte e accompagnati da tanti applausi. Allegri e i giocatori gli hanno fatto sentire il loro affetto e il telefono è sempre intasato di messaggi. Ieri è stata la giornata del definitivo di stacco: Marotta aveva già saltato il canonico pranzo Uefa. Mentre la delegazione bianconera pranzava al «Cambio» con quelli dello Young Boys, lui ha scelto un ristorante poco distante che si chiama come uno dei suoi primi acquisti bianconeri, «Pepe». La parola giusta per descrivere il suo stato d’animo dopo la scelta di Andrea Agnelli di non confermarlo è addolorato, ma non certo rassegnato. Ripartirà appena possibile, da dove è presto per dirlo, ma è attratto da una nuova sfida. Ci vorrà qualche giorno per risolvere il contratto a tempo indeterminato da direttore generale, nel frattempo ha già cominciato a fare gli scatoloni. A Torino tornerà spesso perché è qui che vivono i suoi due figli, gemelli, ma si trasferirà presto a Milano. Nei giorni scorsi si è congedato da John Elkann, che nel 2010 lo portò a Torino. Otto anni e mezzo e 7 scudetti fa. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  14. Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Fabio Paratici: il presidente è del ‘75, i suoi due uomini di fiducia del ‘72. La nuova Juventus, quella del post-Marotta, sarà la loro società, un club che dichiaratamente inizia un processo di rinnovamento al vertice. In estrema sintesi: i quarantenni prendono completamente il comando con un obiettivo chiaro, portare la Juventus in un futuro che già si intravede. È una questione di vittorie – la Champions, che altro? – ma soprattutto di appeal e fatturato a livello internazionale: la Juventus vuole diventare uno dei quattro-cinque club più conosciuti, più amati, più ricchi a livello mondiale. E, complice la rottura dei rapporti tra Agnelli e Marotta, ha deciso di farlo con un management più giovane. Questo lunedì primo ottobre segnerà un passaggio tecnico: verrà presentata la lista dei candidati per il rinnovo del cda. I nomi di Giuseppe Marotta e Aldo Mazzia non ci saranno, questo è certo da sabato sera. Sembra che le sorprese siano finite: gli altri membri attuali dovrebbero essere confermati. L’altro appuntamento chiave è la prima riunione del nuovo cda del 25 ottobre, stesso giorno dell’assemblea degli azionisti, in cui saranno distribuite le deleghe finora in capo a Marotta e Mazzia. Andrea Agnelli è l’uomo al centro di tutto non solo perché, banalmente, da presidente ha l’ultima parola su ogni scelta. Tutto lascia pensare che Agnelli sarà ancora più coinvolto nel processo decisionale, magari sul modello di quanto accade al Real Madrid o al Chelsea. L’Europa non è un riferimento casuale. Agnelli, dal 2017 presidente dell’Eca, guarda ormai stabilmente oltre confine, non si confronta più con le grandi italiane ma con le big europee. QIn tutto questo si nasconde una sfida personale per Nedved e Paratici. Il vicepresidente resterà nel cda e, assieme al direttore sportivo, assorbirà parte dei compiti di Marotta. Paratici continuerà a monitorare il mercato con la struttura di scouting che dirige da anni e avrà ancora più responsabilità nella scelta dei giocatori. Inoltre, potrebbe acquisire un ruolo più pubblico, diverso dalla sua tradizionale vita dietro le quinte. Assieme a Nedved quindi deciderà una linea comune sul mercato e sottoporrà le proposte ad Agnelli.Un cambiamento preparato negli ultimi anni ma è avvenuto in modo deciso,rapido, brusco, come già successo in altre occasioni, da Del Piero a Conte. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  15. Szczesny 6 Cuadrado 7,5 Barzagli 7 Bonucci 7,5 Benatia 7 Alex Sandro 7 Pjanic 7 Matuidi 7,5 Bernardeschi 7,5 Dybala 8,5 Mandzukic 6,5 Emre Can 7 Khedira 6 Kean s.v Allegri 7,5 Tuttosport Szczesny 6 Cuadrado 6,5 (Si diverte a sprintare e ad assistere Dybala. Entra nel secondo gol con l’appoggio a Matuidi ed è suo l’assist per il Dyba-tre) Barzagli 6 Bonucci 6,5 Benatia 6 Alex Sandro 6,5 (In tandem con Berna spiuma lo Young Boys sulla sua fascia. I due giocano di sponda e a farne più le spese è il “povero” Schick) Pjanic 6,5 Matuidi 6,5 Bernardeschi 7 (Strappante, se non straripante nei suoi andirivieni. Gli fa difetto l’altruismo: con Mandzukic pecca di egoismo ) Dybala 8 (Tre gol ha fatto, altri tre poteva segnarne. A bilancio c’è anche un palo. Sublime la prima rete) Mandzukic 6 (Lavora come un matto, ma non tira mai: nessuno che si sdebiti con un pallone per Mandzu) Emre Can 6 Khedira 6 Kean s.v Allegri 7 (La cosa più interessante del periodo rimane il lavoro su Bernardeschi, per ricavarne un grande giocatore) La Gazzetta dello Sport La Stampa La Repubblica Il Corriere della Sera Il Giornale Libero
  16. GOL REGOLARI E ALLA JUVE MANCA PURE UN RIGORE Al 5’ Dybala scatta in posizione regolare e raccoglie il lancio di Bonucci per l’1-0 della Juventus. Al 24’ ammonito Bertone per un intervento a gamba tesa su Mandzukic: giusto. Al 34’ Von Ballmoss respinge un tiro di Matuidi sui piedi di Dybala tenuto in gioco da Von Bergen: 2-0. Al 4’ della ripresa ancora Von Bergen che stavolta stende Dybala: l’arbitro Karasev non interviene ma è rigore clamoroso. Regolare anche il 3-0 bianconero: sul passaggio a Cuadrado Dybala non è in fuorigioco attivo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  17. giusardegna

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Juventus- Young Boys

    Juventus (3-4-1-2): Szczesny; Barzagli, Bonucci, Benatia. Cuadrado, Pjanic, Matuidi, Alex Sandro; Bernardeschi; Dybala, Mandzukic.
  18. Szczesny 6,5 Cancelo 6,5 Bonucci 6,5 Chiellini 7 Alex Sandro 6,5 Emre Can 7 (Sembra ce ne siano un paio, ma in senso positivo, per quanti palloni sradica, quanti avversari aggredisce,quante volte si propone. Non ha il sofisticato senso della posizione di Khedira, ma entra nel gioco con una combinazione di quantità e qualità non comune. Ne subisce la prepotenza fisica e tattica anche Zielinski) Pjanic 7 Matuidi 6,5 Mandzukic 8 Dybala 6,5 Ronaldo 8 ( E l’alieno mise infine piede sulla Terra. Devastante, impressionante, di una categoria assente nel nostro campionato. Prende in mano la Juve nel momento più complicato e nella partita più importante, la sublima quando la superiorità si fa imbarazzante.Itre assist non sono tutto. E poi è affamato. Come un debuttante) Bernardeschi 6 Bentancur 6 (Non è più il ventenne orgoglioso e acerbo dell’anno scorso, ma un giocatore fatto e finito, come s’è visto al Mondiale. Però la crescita s’è un po’ fermata. Dentro per Can, il compitino, il «passaggetto» un po’ così, l’errore di valutazione. Ha testa e carattere per il gran salto. Prima osava troppo, ora «deve» osare di più) Cuadrado s.v Allegri 7 (Per lui vale ormai il discorso di chi allena le grandissime. Facile giocare con Ronaldo & C., d’accordo, ma non sono tanti quelli che riescono a gestire quasi due squadre titolari. Legge bene la sfida, ha ragione a sistemare Dybala tra le linee, presto non potrà più rinunciare a Can. Come dice Lippi, pronto per il club dei top) La Gazzetta dello Sport Szczesny 6,5 Cancelo 7 Bonucci 6,5 Chiellini 7 Alex Sandro 6 Emre Can 6,5 Pjanic 6 Matuidi 6,5 Mandzukic 8 Dybala 6 Ronaldo 8 Bernardeschi 6 Bentancur 6,5 Cuadrado s.v Allegri 7,5 Tuttosport Il Corriere della Sera La Repubblica Il Giornale Libero
  19. Scegliamo il miglior giocatore, il gol più bello e la miglior partita di AGOSTO/SETTEMBRE 2018 --- Per rivedere i gol e gli highlights: Chievo-Juventus 2-3 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/329922-highlights-chievo-juventus-2-3-20182019/ Juventus-Lazio 2-0 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/330151-highlights-juventus-lazio-2-0-20182019/ Parma-Juventus 1-2 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/330345-highlights-parma-juventus-1-2-20182019/ Juventus-Sassuolo 2-1 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/330673-highlights-juventus-sassuolo-2-1-20182019/ Valencia-Juventus 0-2 (Champions League): https://www.vecchiasignora.com/topic/330802-highlights-valencia-juventus-0-2-20182019/ Frosinone-Juventus 0-2 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/330901-highlights-frosinone-juventus-0-2-20182019/ Juventus-Bologna 2-0 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/330990-highlights-juventus-bologna-2-0-20182019/ Juventus-Napoli 3-1 (Serie A): https://www.vecchiasignora.com/topic/331078-highlights-juventus-napoli-3-1-20182019/ -------------------------------------- >>>GLI OSCAR DEI MESI PRECEDENTI -------------------------------------- >>>GLI OSCAR DELLE STAGIONI PRECEDENTI
  20. Primo giallo severo perMario Rui. Partita ricca di episodi controversi, non tutte le decisioni di Banti convincono. La prima al 23’: Chiellini merita il giallo per un mani chiaramente volontario. Un minuto dopo, il metro è diverso: fallo di Mario Rui su Pjanic, il portoghese tocca prima il pallone poi non può evitare l’impatto con il bosniaco, Banti stavolta è severo e lo ammonisce. Al 41’ Albiol a contatto con Chiellini in area: il braccio del difensore del Napoli è al limite, ma è giusto lasciar correre. Al 13’ della ripresa, sciocchezza di Mario Rui, che interviene col piede a martello su Dybala: doveva ricordarsi di essere già ammonito (anche se ingiustamente), il rosso a quel punto è inevitabile. Nel parapiglia che si scatena, Bonucci appoggia la testa sulla fronte di Allan e viene giustamente ammonito. Al 40’ giallo per Alex Sandro, col quale in precedenza Banti aveva usato clemenza. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  21. giusardegna

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Juventus-Napoli

    Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic, Ronaldo.
  22. Allegri e Ancelotti, il punto di inizio della loro storia in bianconero è stato simile. Gli sputi che hanno accolto Max sono già storia, poi cancellati un trionfo dietro l’altro. Quel coro umiliante rivolto ad Ancelotti («Un maiale non può allenare») è stato poi umiliato dalla storia, che ha visto l’attuale tecnico del Napoli diventare uno degli allenatori più vincenti di sempre anche se poi sulla panchina della Juve ha portato a casa solo una Coppa Intertoto e due secondi posti per un punto.«Quell’odio nei confronti di Ancelotti è rimasto uno dei più grandi misteri della mia carriera», racconta Alessandro Birindelli, tra i leader silenziosi di quella Juve che dominava a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. «Io sinceramente non ricordo nemmeno un atteggiamento fuori posto di Ancelotti da calciatore, sia ai tempi della Roma che del Milan. In questa circostanza bisogna ammettere che i tifosi della Juve furono semplicemente prevenuti, come d’altronde fecero anche con Allegri al momento del suo arrivo. La differenza fu nei risultati, questa Juve vinse subito mentre noi con Ancelotti perdemmo due scudetti per un punto». Ma il distacco dai tifosi non era solo legata al periodo senza successi tra i due cicli vincenti di Marcello Lippi: «In quella fase ricordo bene che vivevamo un momento in cui la famiglia Agnelli non poteva investire come prima nella Juve. C’erano altre priorità e dovevano gestire la crisi anche in Fiat, quindi tra una campagna acquisti meno importante e risultati che non arrivavano un po’ di malumore tra i tifosi era forse inevitabile». Niente però che potesse giustificare quell’accanimento nei confronti di Ancelotti: «Ripeto, per noi era inspiegabile. Parliamo di un grande allenatore, che successivamente ha dimostrato di essere anche vincente come nessun altro. Ma anche di una grande persona che era riuscita a conquistarci subito». Oggi è tempo di Juve-Napoli, di Allegri-Ancelotti. Una sfida nella sfida, Birindelli sorride: «Sarà una gran bella partita, non ho dubbi. Anche perché sia Allegri che Ancelotti sapranno stupire con qualche mossa a sorpresa, proprio in un’occasione dove le formazioni sembrano scritte sono sicuro che sapranno giocarsi qualcosa di particolare per spiazzare l’avversario» : «Non saranno questi tre punti a decidere lo scudetto, ma se mi viene chiesto un pronostico dico che stasera vincerà la Juve». Fonte: Il Corriere di Torino
  23. Allo Stadium esordisce in bianconero e fa accomodare fuori per la prima volta Wojciech Szczesny: nell’anno 1 p.B., post­Buffon, occuperanno loro le porte girevoli degli appartamenti della Signora. Con gerarchie iniziali chiare: primo il polacco, secondo l’italiano. Ma senza certezze scolpite nella pietra. L’ex Roma, ad esempio, aveva iniziato la stagione balbettando, poi è arrivata Valencia a cambiare la percezione: il rigore parato al tramonto di un match bizzarro gli ha ridato fiducia. Senza toglierla a Perin, consapevole della griglia di partenza e scalpitante per il futuro: raccontano si sia tuffato nella nuova avventura con rigore da soldato, convinto di poter crescere piano piano nei dosaggi. E così facendo risalire anche nel gradimento in Nazionale. Il c.t. Roberto Mancini, infatti, butterà un occhio interessato alla partita di Torino: «Se Perin non gioca è un problema», lo aveva ammonito. Mattia non ha mosso un ciglio: in allenamento spesso riceve il bombardamento di Cristiano, che prova da fuori area fino allo sfinimento, mentre su Instagram riceve solo in bocca al lupo. Tra gli ultimi, quelli di Jack Savoretti, cantautore innamorato di Dylan e del Genoa. L’a.d. Beppe Marotta ha sempre ripetuto che per stare a certe vette la Juve ha bisogno di due super portieri. Ecco spiegati quei 12 milioni (più 3 di bonus) per convincere il presidente del Genoa Preziosi. E anche quel quadriennale da 2.5 milioni a stagione: neanche lo stipendio è da riserva. Pure i numeri dell’anno passato fotografano il valore: Perin ha chiuso l’ultimo campionato con il 75,15% di tiri parati (128 interventi in 37 partite). Pertrovare percentuali migliori tra i portieri in serie A, bisogna guardare ad Alisson e Buffon, non più rivali diretti, e Handanovic. Tradotto: Mattia è a tutti gli effetti un numero 1, anche se in questi primi mesi juventini c’è stata confusione sulle cifre. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  24. Almeno tre episodi da chiarire, anche se nessuno eclatante. Non incidono sull’andamento della gara, ma lasciano qualche perplessità. Al 3’ lancio di Bonucci, Matuidi controlla, entra in area di rigore e viene sbilanciato da Calabresi: l’arbitro lascia proseguire, il Var non interviene non trattandosi di un episodio «chiaro ed evidente». Ma l’intervento del difensore del Bologna sembra effettivamente al limite. Al 3’ del secondo tempo, c’è un mani di Dzemaili nell’area del Bologna: il tocco è piuttosto evidente, ma Mariani lo considera del tutto fortuito, perciò non interviene. Ed evidentemente il Var Guida dalla cabina di regia è dello stesso avviso. A dieci minuti dal novantesimo,a risultato ormai acquisito, anche l’intervento di Benatia su Okwonkwo nell’area di rigore della Juventus sembra piuttosto ruvido: una spintarella del difensore marocchino c’è, l’arbitro non fischia, qualche dubbio resta. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  25. La Juventus si è felicemente infilata in una prigione dorata, legata a una sorta di dittatura. Quella di Cristiano Ronaldo. Comanda lui, proprio come comanda la Juve, che a Frosinone infila la quinta — vittoria consecutiva—e resta salda davanti a tutti in Serie A. Ma quella di Cristiano somiglia a una dittatura. Il modulo gli viene cucito addosso da Allegri, e pazienza se Dybala è costretto a girovagare per il campo, cercando la posizione migliore. Ogni punizione dal limite è proprietà privata del portoghese, e pazienza se Pjanic da posizione centrale è spesso e volentieri una sentenza esecutiva. Quante squadre invidiano alla Juventus la possibilità di stare in questa prigione, di vivere problemi di questo tipo? Facilissimo: tante, forse tutte. Del resto, sarebbe assurdo acquisire il miglior giocatore del pianeta e pensare di usarlo come un altro, del quale lui è soltanto più bravo. Si dice che all’interno della Juventus qualcuno temesse le controindicazioni che avrebbe comportato l’inserimento di un pezzo grosso come CR7. Lui sbuffa via la tensione, prima di sciogliersi in un sorriso provocato da una battuta del suo vicino Dybala. La prima palla-gol nasce da uno spunto al 7’ di Ronaldo, il cui diagonale viene smorzato da Sportiello e respinto sulla linea da Capuano. Tutti con e per Ronaldo. A partire da Allegri, che rinuncia presto alla regia di Bentancur per affidarla all’assai più rodato Pjanic. La seconda occasione più importante è ancora griffata dal Pallone d’Oro, al 27’: altro diagonale, questo sul primo palo, altro intervento salvifico di Sportiello. Si tratta del 37° tiro scoccato in A da «mister 117 milioni», uno in più di tutto il Frosinone, più che mai piccolo Davide contro l’immenso Golia. La ripresa si apre con lo stesso leit-motive. La Juve gioca con e per il suo grande accentratore, alzando ulteriormente gli esterni. Il 4- 3-3 bianconero pende dalle parti di CR7, che si fa parare un colpo di tacco dopo aver sparato un comodo pallone in curva. È in questo momento che il portoghese cede (a Dybala) la prima punizione da quando è sbarcato a Torino. Una piccola eccezione. Ma comanda lui. Vedere, per credere, il gol pesantissimo con cui Ronaldo all’82’ consegna altri tre punti alla sua Signora, felicemente prigioniera e vincente. Poi, solo poi, Bernardeschi si concede il tiro del 2-0 senza porgerlo al dittatore. Fonte: Corriere di Torino
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