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  1. Ciao ragazzi, riguardando il report annuale della Gazzetta datato 10 Settembre 2019, ecco il riepilogo degli stipendi dei nostri: Sono ancora presenti i giocatori venduti a Gennaio ma il resto della rosa è uguale. Chi secondo voi è fuori budget ? Chi i giocatori che peseranno di più nelle nostre casse?
  2. Come da titolo, un piccolo topic statistico per mostrare l'andamento delle ultime 10 Juventus al termine del girone di andata del campionato Da sinistra verso destra: Stagione, Punti, Vittorie, Pareggi, Sconfitte, Gol Fatti, Gol Subiti, Posizione di classifica 2010/11 31 / 08 / 07 / 04 / 33 / 24 / 6° 2011/12 41 / 11 / 08 / 00 / 31 / 12 / 1° 2012/13 44 / 14 / 02 / 03 / 40 / 13 / 1° 2013/14 52 / 17 / 01 / 01 / 46 / 12 / 1° 2014/15 46 / 14 / 04 / 01 / 42 / 09 / 1° 2015/16 39 / 12 / 03 / 04 / 33 / 15 / 2° 2016/17 45 / 15 / 00 / 04 / 40 / 16 / 1° 2017/18 47 / 15 / 02 / 02 / 48 / 15 / 2° 2018/19 53 / 17 / 02 / 00 / 38 / 11 / 1° 2019/20 48 / 15 / 03 / 01 / 37 / 18 / 1° La Juve di Sarri 2019-2020 si piazza al terzo posto per punti fatti (48), al terzo posto ex-aequo per numero di vittorie (15), e al terzo posto, sempre alla pari, per minor numero di sconfitte Si piazza purtroppo al quartultimo posto per reti segnate (38) e al penultimo posto per reti subite Direi che si denota una Juve che ha subito un po' di scossoni nel cambiamento di guida tecnica dal punto di vista offensivo e difensivo, ma che è riuscita a mantenere un ritmo di punteggio in linea con le stagioni precedenti
  3. Con i gol di stasera, i nostri 3 moschettieri raggiungono i 16, 11 e 8 gol in stagione 16 ovviamente per il Re, CR7 11 per Paulo Dybala e 8 per Gonzalo Higuain, nella sua versione più uomo squadra di sempre 35 gol in 3, con metà stagione ancora da giocarsi Cosa ne pensate?
  4. I bianconeri stanno finalizzando l'acquisto del giovane esterno del Nantes. Classe 2002, presenza fissa delle Nazionali giovanili francesi. Prima faceva l'attaccante, ora è stato arretrato in difesa: velocità e tecnica le sue caratteristiche migliori Dopo l'ufficialità dell'acquisto di Kulusevski, per la Juventus arriva un'altro rinforzo in prospettiva. È il giovane Jean-Claude Ntenda, esterno basso classe 2002 del Nantes. Per lui visite mediche al J Medical, prima di mettere la firma sul contratto che lo legherà ufficialmente ai bianconeri. La Juventus ha anticipato la concorrenza delle altre contendendeti europee, prendendo già in questa sessione di mercato il terzino francese. Un acquisto in prospettiva da far crescere sotto gli occhi attenti degli allenatori e dei dirigenti della Juventus. Per lui ancora nessuna partita con la prima squadra del Nantes, ma presenza fissa delle nazionali giovanili francesi. Terzino veloce, di spinta e tecnico, che in Francia paragonano a Mendy. Ntenda, un attaccante diventato terzino Nato il 3 settembre 2002 a Champigny-sur-Marne, banlieue a sud est di Parigi, Ntenda ha iniziato a giocare all'età di 10 anni nel Taverny, centro atletico d'eccellenza del nord della capitale francese. Nel 2017, mentre era all'Entente Sannois Saint-Gratien, squadra che tra i presidenti ha avuto anche l'ex Psg Dhorasoo, fu notato dal Nantes: "Ho scelto questa squadra perché è un club ottimo per la crescita dei giocatori francesi, c'è tutto per lavorare bene" le sue parole dello scorso anno al portale francese FM. In due anni la sua carriera ha subito una rapida crescita, anche dal punto di vista fisico. Prima la convocazione con la Nazionale Under 17 e poi con l'Under 18 con le quali ha collezionato già 10 presenze. Nella stessa categoria con il suo club ha invece vinto il campionato nazionale. Non solo il salto di categoria, ma anche un nuovo ruolo per il giovane francese. Arrivato al Nantes da esterno d'attacco, è stato infatti arretrato in difesa, come spesso capita alla maggior parte dei terzini tecnici e offensivi: "Lì mi hanno detto che avevo le qualità per fare quel ruolo, ho provato in allenamento e ha funzionato. Difendo di più, anche se è un ruolo che richiede un maggior dispendio di energie". Solo due anni fa diceva: "Il mio sogno è quello di giocare tra i professionisti del Nantes e crescere in Francia, per il calcio straniero vedremo”, sogno riposto nel cassetto. Ora l'arrivo alla Juventus, dove completare la sua crescita. Skysport. It
  5. superfabietto

    Dieci domande per Sarri

    Le 10 cose a cui, da semplice tifoso, vorrei Sarri desse delle risposte: 1) "il tridente vero lo vedremo solo in determinate partite, al momento non siamo in grado di sostenerlo sempre" JUVE LAZIO Supercoppa, partita secca contro una Lazio in grande spolvero, parte con il tridente 2) La Juve incentra il mercato su questi nomi in entrata: Danilo, Ramsey, De Ligt, Rabiot. Quando sono in condizione, giocano sempre Matuidi e Khedira. Nelle ultime tre partite toglie De Ligt e gioca Demiral. Che diventa titolare. Stravolgendo la logica di affiatamento Bonucci-De Ligt. 3) Ramsey ha ripreso da poco ad allenarsi con una certa continuità, entra lui al posto di Higuain. Tenendo in panchina Bernardeschi. Definito dallo stesso Sarri importantissimo per l'equilibrio della squadra. 4) Giochi due volte con la Lazio in pochi giorni, e commetti gli stessi errori. Prendi gol su azioni che ribaltano il fronte dall'esterno lasciando i terzini in balìa degli avversari. 5) Ti ostini a giocare senza mai andare sugli esterni contro una squadra che gioca con 3 difensori e 5 centrocampisti. Inserisci Douglas Costa, e lo fai giocare non sugli esterni, ma da trequartista. 6) Giochi alla garibaldina attaccando e prendendo rischi enormi contro una squadra che ha nelle veloci ripartenze il suo punto di forza. 7) A fine partita dici (forse in preda alla crisi del fumatore di mozziconi) che "se la Lazio continua così, ci toglieremo il cappello a fine stagione e faremo i complimenti". Stai forse dicendo che la Lazio è più forte della Juve? 8 ) Al Napoli giocavano sempre gli stessi, alla Juve cambia una formazione ogni 3x2. In una fase in cui la squadra deve apprendere nuovi meccanismi mi sembra una scelta illogica. 9) Ad inizio stagione, quando iniziò a far giocare il 4-3-1-2 causa infortunio di Douglas Costa, disse che sarebbe ritornato al 4-3-3 con Douglas Costa. Rientra Douglas Costa dall'infortunio, e lo fa giocare sempre in posizione di trequartista. 10) Nel calcio, non esistono solo due moduli, e ci sono anche gli avversari: ogni tanto ci vuole qualche mossa che sparigli un pò le carte. Altrimenti ti prendono le misure, e paghi le conseguenze La sconfitta ci può stare per tanti motivi. L'atteggiamento della squadra tuttavia non è giustificabile. Le vacanze di Natale spero servano ai vertici societari, a Sarri, ai giocatori a meditare sugli errori e ad invertire la rotta. Buon Natale a tutti A cura di: Fabio Franco
  6. AMBROGINO D’ORO PER LAURA GIULIANI Laura Giuliani, numero una della Juventus Women e della nazionale, sarà premiata il 7 Dicembre (in occasione di Sant’Ambrogio, ndr) al teatro “Dal Verme”dal Comune di Milano con la civica benemerenza dell’ “Ambrogino d’Oro”. “Un motivo d’orgoglio per tutta la città nei confronti di una campionessa che ha mosso i primi calci sui campi di casa nostra fino a raggiungere i vertici dello sport internazionale. Un’atleta che incarna a pieno la bellezza e la profondità dei valori dello sport e che non ha mai dimenticato il legame con Novate e con i novatesi”, la motivazione dell’onoreficenza che si legge sulla nota ufficiale del Comune. Tutto Calcio Femminile
  7. Miralem Pjanic si è fermato in tempo, come si augurava di aver fatto: solo un affaticamento all'adduttore, qualche giorno di riposo ma potrebbe farcela addirittura già per la partita con l'Atalanta. Resta l'interrogativo legato alla necessità di spremerlo così tanto in questo avvio di stagione considerando come sia un problema che si porta appresso da diverso tempo. Un dubbio che ha accompagnato anche il ben più rumoroso caso legato a Cristiano Ronaldo per esempio. Una domanda che invece non può coinvolgere Alex Sandro, uno di quelli che ha giocato sempre, semplicemente perché non ci sono alternative: è lui l'unico terzino sinistro in rosa di ruolo. Situazione che riporta l'attenzione su un mercato estivo che ha portato a una Juve extra-large e anche extra-lusso. Ma sproporzionata, sbilanciata tra un reparto e l'altro.COPERTA CORTA – La decisione di mandare in prestito Luca Pellegrini (pagato circa 20 milioni di euro, un investimento importantissimo seppur condizionato dalla doppia-valutazione nell'affare Spinazzola con la Roma) ha assolutamente senso, considerando continuità e spazio che potrà avere in una squadra ambiziosa come il Cagliari. Quella di non sostituirlo, molto meno. Fin dall'inizio il pacchetto di terzini è sembrato troppo scarno, anche l'esplosione di Juan Cuadrado non risolve la questione: il colombiano e Alex Sandro sono di primo piano, Mattia De Sciglio e Danilo delle alternative che però sulla fascia sinistra sono costretti ad adattarsi. All'occorrenza. Ma se il problema di Alex Sandro fosse serio, la Juve si ritroverebbe costretta a giocare con un terzino sinistro che terzino sinistro di ruolo non è. E pensare che potesse giocare in ogni caso sessanta partite almeno tra club e Nazionale, era un rischio che quasi inevitabilmente ha portato ad un primo infortunio muscolare. Quindi in questa Juve ci sono quattro portieri e un terzino sinistro: una forzatura, ma non troppo, che serve per fotografare la situazione. Poi la speranza resta che il verdetto del J Medical possa scongiurare infortuni seri per Alex Sandro, tornato in questa stagione ad essere un top player per il ruolo, come non si vedeva da almeno due stagioni. Ma l'errore a monte rimane e gli errori alla lunga poi si pagano. Calciomercato.com
  8. “L’orchestra è una società ideale. Non si suona meglio per distruggere quello che suona accanto. Si suona meglio affinchè quello accanto suoni meglio”. [Ezio Bosso]. Non esiste un solo modo di giocare a calcio, ma è importante che il modo scelto lo si applichi correttamente sul campo affinché risulti efficace. La nuova Juve di Sarri è arrivata alla seconda pausa delle nazionali da unica “grande” imbattuta in Europa, prima in classifica nel proprio girone di Champions League (dove ha già giocato, e bene, la partita sulla carta più difficile) e prima in classifica in campionato, avendo già incontrato Napoli e Inter e contando 4 trasferte su 7 partite. Basterebbe già questo per evidenziare l’ottimo inizio di stagione, ma consideriamolo casomai un merito ulteriore rispetto al lavoro che si sta portando avanti. Nell’anno in cui “Ancelotti raccoglierà i frutti di quanto seminato l’anno scorso”, infatti, eravamo realisticamente tutti consci dei rischi a cui andavamo incontro nella cosiddetta “fase di rodaggio”, perché cambiare totalmente abitudini tattiche non è una cosa che avviene schioccando le dita, nonostante, almeno personalmente, riconosca da sempre al nostro attuale allenatore il valore e le capacità tecniche che si porta dietro. Com’è ovvio che sia, in parte si sono manifestati alcune stonature, sarebbe stato strano il contrario. Ma in realtà sin dal primo tempo di Parma si sono visti, in nuce, gli elementi di cambiamento che ci avrebbero via via contraddistinto (baricentro avanzato, linea difensiva più alta di 20mt, lavoro sugli anticipi, pressing in avanti per la conseguente riconquista della palla, possesso e gestione sempre attivi, squadra corta, costruzione associativa, ecc): è stata sin da allora la Juve di Sarri, sebbene senza la continuità necessaria. Questa, per manifestarsi, ha bisogno di giocatori che interiorizzino i nuovi concetti, di “strumenti” che vengano accordati per bene. IL FATTORE PJANIC E difatti la Juve ha iniziato a risultare meno squilibrata e più costante nel momento in cui lo strumento cardine dell’orchestra sarriana, ovvero Miralem Pjanic, ne ha compreso pienamente lo spartito. Pjanic inizia stentando nelle primissime uscite, facendo storcere il naso a tanti. Si nasconde, non va a prendersi palla dai difensori, quindi non fa uscire la Juve in modo pulito e favorisce il pressing avversario, quando ha la palla sbaglia troppo, e così via. Già perché secondo i canoni sarriani l’uomo davanti alla difesa deve agire secondo compiti ben precisi. E’ chiamato poco ad interpretare la “Salida Lavolpiana” (ovvero la discesa in mezzo ai due centrali che si allargano e si alzano, formando una linea d’impostazione a 3 di cui lui sarebbe il vertice basso) e molto il ruolo di “vertice avanzato” del triangolo che si forma, appunto, insieme ai due difensori centrali. Questi infatti devono passarsi palla il meno possibile tra loro per non “chiamarsi” il pressing addosso. Devono invece far girare palla “in salita”, palla avanti – palla dietro, in accordo con, appunto, il “volante” della squadra, che deve sempre essere il loro primo referente. In realtà questo tipo di “balletto” è un po’ quello che va replicato in tutte le zone del campo come fase preparatoria per le verticalizzazioni. Pjanic inizialmente non lo faceva, o lo faceva con discontinuità; addirittura Matuidi (o Bentancur quando entrava) offrivano maggiormente il là ai difensori. Poi ha iniziato a farlo con maggiore predisposizione e grande frequenza, e la cosa è più o meno coincisa col secondo tempo di Brescia. Da quel momento in poi la Juve fa un salto in avanti importantissimo a livello di continuità e di qualità, va meno a strappi, e “governa” meglio le partite, ne prende possesso in modo più pieno. In tal senso i possibili miglioramenti futuri del “Pianista” non sono calcolabili, non si può “calcolare” la classe. Sarebbe però già bellissimo aver (ri)trovato un regista che garantisca queste prestazioni (i dati di Pjanic parlano da soli) con tale continuità. I BENEFICI DEL CAMBIO DI MODULO Analizzando il resto dell’orchestra possiamo notare come rispetto alle prime uscite sembrano, al momento, in via di risoluzione altri due aspetti necessari per una corretta sinfonia. Inizialmente, infatti, gli ovvi problemi di fluidità della manovra e di abitudine ai nuovi concetti (faceva sinceramente sorridere chi, per dare contro a tutti i costi al nuovo corso, bypassava allegramente queste naturali difficoltà nelle proprie analisi, criticando a momenti anche come la Juve saliva sul pullman), portavano ad una certa lunghezza della squadra sul campo. Questo ci rendeva (e speriamo di poter continuare a dirlo declinandolo col tempo passato) una squadra “bipolare”: dominante quando riusciva a rimanere corta (vedi il 1°t col Napoli), attaccabile quando i reparti si “scollegavano”. E allora il centrocampo faceva fatica a far “scorrere” il gioco e soprattutto la difesa era esposta agli attacchi avversari. La Juve in quel momento si affidava agli “assoli” di Douglas Costa per uscire dalle difficoltà.. Col passaggio al 4-3-1-2 le cose sono cambiate in positivo. Il modulo col trequartista è un modulo bellissimo per costruire e per fare un calcio di possesso (se hai un trequartista valido, e Ramsey è calciatore delizioso, sopraffino). Avere un uomo in più in grado di collegare centrocampo e attacco ha facilitato le cose a Sarri, che così sembrerebbe poter “risolvere” anche la questione Dybala, più in grado di riempire l’area invece che il centrocampo. Abbiamo cioè guadagnato un giocatore, un “violoncello” di assoluto livello, che persino nei modi e negli sguardi sembra essere ritornato quello di un paio d’anni fa. Con l’altro modulo, infatti, appariva lampante come Higuain potesse vestire i panni del titolare in modo più funzionale, mentre ora possono ruotare tutti. Il Pipita è quasi commovente per il modo in cui sta riuscendo a zittire chiunque: ha voluto rimanere nell’unica squadra che, forse, sente davvero come “famiglia”, e dalla quale lo scorso anno patì troppo il distacco. Ogni suo gol risuona come un colpo di “gran cassa”, e se la sua affinità con Dybala la conoscevamo, quella con Cristiano, il “primo violino” della squadra, appare evidente, dati i pregressi madrileni. I tre tenori a San Siro hanno sciorinato una prova ottima, ma in generale le ultime partite sono sembrate una “summa” di questo nuovo modo di “trovarsi” in campo. Addirittura Sarri non disdegna di provarli insieme… ma forse, per ora, è ancora presto. Su Cristiano ovviamente nemmeno mi dilungo, sarebbe bastato pochissimo per essere già a 2 gol in Champions e a 6 in campionato, non fosse stato per i millimetri del var che hanno annullato due esultanze già fatte e finite e per una traversa che ancora trema. Per contro, pare che alcuni problemi intestinali di tifosi presenti sia a San Siro che al Wanda Metropolitano abbiano trovato risoluzione… LA “LINEA” E L’EQUILIBRIO L’altro aspetto che sembra funzionare meglio è l’equilibrio difensivo, sia a livello di “linea” che di “fase”. Anche in tal caso… a Brescia, è successo un qualcosa che ha tradotto in realtà un pensiero che Sarri già aveva manifestato in estate. L’infortunio di Danilo, infatti, ha dato il via libera all’impiego di Cuadrado come terzino (il mister lo paventò sin da giugno). Cuadrado, che già fino ad allora stava facendo benissimo, da quel momento ha dato vita ad una serie di prestazioni eccellenti! Di colpo le incertezze che avevamo avuto con la “linea” (comprensibile, visto che Danilo è arrivato ad agosto inoltrato, quasi quando Sarri “usciva” per i suoi problemi di salute), sono diminuite drasticamente! Cuadrado, che quando era stato impiegato da Allegri in quel ruolo aveva anche fatto bene, ma sembrando sempre “adattato”, adesso ne sembra un interprete navigato! E’ coordinato col reparto, si muove nel modo giusto, assume posture corrette (cosa fondamentale per un terzino, e con Barzagli nello staff potrà solo migliorare), dimostra una buona gestione dello spazio e si sgancia con continuità e qualità in avanti. La conoscenza con Khedira, inoltre, facilità i “triangoli” sulla catena di destra e i movimenti in fase di copertura. Il colombiano da una parte, e un ritrovato Alex Sandro dall’altra (“rinato” sin dalla prima giornata, la Coppa America vinta da protagonista in estate gli ha ridato certezze), rappresentano i “fiati” (viste anche le loro sgroppate) che danno respiro e armonia alla manovra. E’ ovvio che torneranno (e devono tornare) utilissimi Danilo e De Sciglio quando si riprenderanno, ma in un ipotetico “11 tipo” al momento Cuadrado sembra il titolare della fascia destra. Come Alex Sandro, anche Matuidi e Khedira sono sembrati sin da subito a proprio agio con Mr. Sarri (contro il Bayer ad un certo punto hanno persino triangolato tra di loro in area), confermando il proprio valore universale di grandi giocatori (definizione ampia…) sebbene a giugno sembrava impossibile anche solo scommettere su uno dei due. Se il primo si è rivelato forse il migliore di questo inizio stagione (guardando alla totalità delle partite giocate), fondamentale sia nell’aggredire sul pressing alto, sia nel coprire la “libertà” di Ronaldo, Khedira ha colpito l’allenatore sin dal primo allenamento per il suo valore tattico. Nel “valore tattico” sono comprese diverse cose, talvolta, paradossalmente, “mascherate” dalle movenze del tedesco. Sapere come e dove posizionarsi in base ai movimenti della squadra, garantire equilibrio, rispettare le consegne sulle fasi di possesso (si avanza coi passaggi corti, che devono essere fatti in un certo modo), riuscire ad inserirsi in area, ecc, sono qualità fondamentali in un processo di costruzione come il nostro. Bisognerà capire se quelle di Sami rimarranno le caratteristiche “prescelte” anche in futuro, quando la squadra avrà talmente interiorizzato i concetti da poter provare a fare uno step in più, ma di certo Khedira ha confermato la sua fama di Professore. E’ come se l’allenatore avesse trovato in lui qualcuno che gli ha facilitato il compito “educativo” verso gli altri. DE LIGT VALVOLA DI SFOGO MEDIATICA Con una linea ordinata e un centrocampo più maturo, anche la coppia di difensori centrali è cresciuta. Se per Bonucci parliamo di uno dei migliori inizi di stagione della sua carriera, su De Ligt bisogna spazzare il campo da alcune esagerazioni della critica, spesso a firma di chi per lavoro deve dare adito a polemiche, di chi deve spaccare il capello in quattro, di chi guarda il dito invece della luna ("il tocco di mano sul rigore”, un “tunnel” casuale a centrocampo, ecc). No, non sto parlando di Ziliani, non sono compresi i tweet di gente che ha il cervello fuso, pur continuando a rovinarne tanti, ma di una critica più melliflua, più “rosea” ecco. A 19 anni, dopo altre precedenti partite ottime, il ragazzo è entrato in un San Siro infuocato e ha praticamente annullato Lukaku! Ma il mantra è che “ha fatto male” in virtù del tocco di mano e del tunnel casuale di cui sopra. Se vogliamo... anche Bonucci e Pjanic (cito loro per citare il top) hanno commesso un paio di sciocchezze in mezzo ad una partita importante, “passando” entrambi palla agli avversari in modo assurdo (che se concretizzate avrebbero fatto risultare quegli errori persino “comici”). Ma il giochino vale solo per De Ligt! Peraltro veniva da ottime partite in serie, ma sempre il mantra ci dice che "nelle ultime uscite sta facendo male". In realtà questo ragazzo ha sbagliato "davvero" solo quei 20 minuti col Napoli (dopo un'ottima ora di gioco) quando ha poi finito coi crampi. Ma siccome in mancanza di analisi serie bisogna cercare “il titolo”, nelle partite successive, specie quando la Juve non era convincente, si è andati avanti con la storia che "De Ligt non ingrana" ecc. De Ligt invece sta ingranando da parecchio, e la cosa sorprendente è il raffronto di quanto sta facendo lui a 19 anni con quello che facevano a 19 anni altri grandi interpreti del ruolo internazionali (dai nostri, che sappiamo essere scarsi, ai grandi maestri come Manolas e Skriniar). Altrove ci sono difensori che aprono le gambe meglio della bocca, lasciando passare di tutto, c'è la "coppia più forte d'Europa" che al momento è peggio del burro, ma il problema è De Ligt! E la stampa redige paginoni su quel Lukaku di cui sopra che fa una doppietta contro San Marino, definendolo “Guerriero” (ma se lo fermi, il Guerriero, sei un “problema”). Ci siamo abituati, funziona così! Non fosse che c’è chi ci casca… I SINGOLI E IL MODULO DA PRIVILEGIARE Insomma, la sensazione è quella di aver trovato al momento un undici base titolare in cui possano ruotare diversi giocatori. E qui va fatto un ulteriore plauso a Sarri, che al momento si sta dimostrando malleabile e lucido nelle scelte. Anche in quegli spezzoni di partite in cui si è trattato di dover gestire “alla vecchia maniera”, lo ha fatto senza problemi (d'altronde lui stesso confessò che era una caratteristiche che avrebbe voluto imparare dalla gestione precedente, consapevole dei risultati a cui portò). Tale aspetto può rivelarsi fondamentale per non diventare una squadra che funziona “se gioca solo in un modo”, “se va a mille”, ecc. Saper far fronte ai momenti di calo è un pregio, oltre che sinonimo di umiltà. Dando quindi per assodato che bisogna migliorare a livello di intesa generale, quali possono essere i margini per far migliorare il collettivo e gli stessi singoli da qui in avanti? Un primo aspetto riguarda il modulo. Posto che Douglas Costa aveva avuto un inizio di stagione clamoroso, quanto varrebbe la pena, adesso, ritornare al 4-3-3 (un 4-3-3 spurio, che si trasformava in 4-4-2)? Sicuramente Sarri, in virtù della sua duttilità, saprà alternare le combinazioni a seconda del momento, magari anche all’interno della stessa partita. Certo è che bisognerà confermare l’equilibrio attuale anche col brasiliano al posto di un trequartista (sarebbe bello provare un 4-2-3-1 con questi giocatori per vedere di cosa sarebbero capaci, ma diventa quasi impossibile sia per i troppi centrocampisti che resterebbero fuori, sia per un equilibrio ancora più difficile da trovare, a meno che non si riesca a giocare perennemente con la linea difensiva a centrocampo). L’altro aspetto riguarda specificatamente i singoli. Quello che viene più alla mente è il rendimento di Rabiot, al momento unico strumento davvero “scordato” in rosa. Lo stesso Emre Can, di cui Sarri ha parlato benissimo, ma che ha dovuto sbollire la delusione per il mancato inserimento in lista Champions, ha ben figurato in quei pochi sprazzi in cui è stato chiamato in causa. Anche Bernardeschi, dopo un inizio pessimo (lui che di solito inizia bene le stagioni) ha quantomeno ritrovato la sufficienza sia contro il Bayer (segna e “si costruisce” l’azione del gol con una bella giocata a centrocampo) che contro l’Inter (sacrificato a livello di “quantità” su Brozovic, ha svolto un lavoro tanto enorme quanto utile). Per non parlare di Bentancur, che Sarri elogia da quest’estate. D'altronde basta vedere l’azione del gol di Higuain a San Siro per capire come, dopo il lungo fraseggio a centrocampo, sia stato Don Rodrigo a dare il là alla verticalizzazione dell’azione, dando palla a Pjanic e andando a tagliare verso l’area, dove ha poi fatto l’assist finale per il Pipita. QUALI MARGINI? Quali, dunque, i margini? - Si riesce ad immaginare un Rabiot che, migliorandosi, interpreti il ruolo secondo le sue caratteristiche, ma riuscendo al contempo a “coprire” CR7 com’è capace di fare Matuidi? - E’ ipotizzabile, oltre al ruolo di mezzala, un Rabiot “vice-Pjanic”? - Un Ramsey impostato come mezzala nel 4-3-3? E magari anche nel 4-3-1-2 con Dybala, Cristiano e Higuain là davanti? - E’ plausibile pensare ad Emre Can o Bentancur via via sempre più presenti (da mezzali) nell’11 titolare? - Riusciremmo a rinunciare al contempo sia a Matuidi che a Khedira senza problemi? - E là davanti, avere tre bocche da fuoco come Higuain, Dybala e CR7 (il Real e il Barça vincenti di questi anni schieravano tridenti i cui singoli componenti avevano dai 20 gol a testa in su nelle gambe), sarà mai possibile? - Altro? Continuando ad accordare gli strumenti… a voi! - Leevancleef -
  9. Abbiamo tutti negli occhi la partita di ieri, e anche l'altra semifinale. Credo che quasi tutti siano d'accordo sul fatto che ci sia una differenza notevole di ritmo tra queste partite e una partita nostra, con pochissime eccezioni. E questo è stato ampiamente detto anche qui dentro in tanti post. Stamattina ho però sentito De Biasi a radio sportiva, e diceva una cosa interessante. Secondo lui, oltre agli aspetti fisici sono determinanti anche, per tenere ritmi alti, gli aspetti mentali. Sicuramente in Italia si fa un tipo di allenamento diverso rispetto al resto d'Europa, e questo lo dicono un po' tutti i giocatori che vengono qui da Spagna, Inghilterra o Germania. E già su questo ci sarebbe molto da riflettere, perché il problema non è solo della juve. C'è però anche il discorso di De Biasi: secondo lui in Italia si caricano troppo le partite di stress, perdendo quasi completamente la dimesso del "gioco", cosa che alla fine è il calcio, anche ad altissimi livelli. Nel nostro caso poi, lo stress è moltiplicato in coppa dai precedenti. E io credo che ci sia la prova di quanto il fattore psicologico sia importante anche per il ritmo di gioco nelle partite che giochiamo con le spalle al muro. Monaco, Madrid, l'ultima in casa con l'Atletico... tutte partite nelle quali, pur con delle ovvie pause (che ieri si è preso anche il barca, e anche l'ajax nella prima parte del secondo tempo col tottenham), abbiamo tenuto ritmi più alti del solito. Per parafrasare un grande allenatore: "non guardate la tecnica o la tattica, quelle ce le abbiamo anche noi. Da loro dovete imparare il ritmo". Perché comunque, secondo me, il nostro problema principale non è la tattica, ma la capacità di tenere ritmi alti per buoni tratti della singola partita, e della stagione. Se sia Allegri in grado di correggere questo aspetto non saprei, ma credo di no (pur apprezzando quello che ha fatto, soprattutto nei primi tre anni)...
  10. Cosa dire se non che i veri grandi sono tali proprio perchè possiedono la prima dote per diventarlo, ovvero l'umiltà! Specie quando non hanno alcun timore nell'indicare in un rivale un modello di riferimento. Grazie Paolo, anche da te c'è sempre da imparare!
  11. Juventus (4-2-3-1): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Can; Douglas Costa, Dybala, Mandzukic; Ronaldo.
  12. Per capire cosa significhino 7 anni di vittorie ininterrotte del campionato (e non solo) bisognerebbe fare esercizi di memoria specifici. Facili, brevi, ma specifici, ricordando "com'eravamo" (perchè è possibile usare questa locuzione dopo 7 anni) e com'era il mondo intorno a noi (anch'esso cambiato in tante piccole cose). Probabilmente qui dentro c'è chi 7 anni fa doveva iniziare l'università e nel frattempo, in 5 anni, si è laureato (secchioni! ), o comunque ha ultimato un percorso triennale di studi (ma anche no eh ). Oppure chi doveva iniziare le scuole superiori e ora si trova all'università. Chi era all'università e oggi lavora. Chi si è sposato/a, magari con prole al seguito, e così via. Purtroppo in 7 anni avvengono anche cose spiacevoli, ma quelle lasciamole da parte. Insomma, parliamo di un lasso di tempo incredibile! E talvolta, nel corso della stagione, questa cosa giocoforza si dimentica, presi come siamo dalle dinamiche del "momento". Così come, partita dopo partita, maciniamo emozioni senza soluzione di continuità, fermandoci raramente a ripensare alle tante gare che ci hanno regalato sensazioni bellissime. E allora, sperando di continuare a viaggiare con questa velocità, ecco in un video riassuntivo una carrellata di gol delle partite indimenticabili vissute in questo Settennato bianconero, in Italia e in Europa, con telecronaca originale. Un modo per tirare il fiato e godere delle gioie che la Juve ci ha regalato in questo ciclo che speriamo sia ancora lungo e proficuo. Siccome ne manca qualcuna (almeno di quelle che avrei aggiunto io), se ne avete altre da segnalare ditelo (magari aggiungendo un video nel vostro post), sia tra quelle italiane che europee. Oppure dite semplicemente quella/e che ricordate con più piacere, con più emozione. Buona goduria! (nello spoiler la lista delle partite che trovate nel video) Video edit by JHTV Productions
  13. http://www.dailymotion.com/video/x6bmg7s Spezzoni tratti da "I signori del Calcio - Ibrahimovic". Nella sua descrizione ha detto anche altro, affermando di come nell'estate 2006 avesse notato la differenza tra quando c'era Moggi (elogiato) rispetto a quando c'era Secco (che fino a pochi giorni prima gli diceva a che ora andare agli allenamenti), di come l'unico altro club paragonabile ad un Dream Team sia stato solo il Barça di Guardiola (testuale sui blaugrana: "trovo tutti i compagni... sembravano quelli di quando sono arrivato alla Juventus, che giochi a Fifa e metti insieme un Dream Team", ribadisce), ecc. Ad ogni modo... qui viene sottolineata in modo netto (e non è la prima volta che lo fa Ibrahimovic) la forza di quella squadra, fermata dalla farsa che tutti conosciamo. Non che non ne fossimo consapevoli, ma non fa mai male ribadirla. Peccato che fosse composta da un grande "11" (+2), ma da una panchina corta fatta di cambi non sempre all'altezza, che insieme all'abitudine di giocare sempre con gli stessi giocatori, senza fare mai turnover, ci faceva arrivare spompati a marzo/aprile, quando puntualmente pativamo nei quarti di Champions (sebbene avessimo vinto i gironi 2 volte col Bayern dentro ed eliminato il Real) e perdevamo punti in campionato. Ma col fatturato tra i primi 3 in Europa c'era tutto per continuare a crescere... mentre ciò che avvenne lo paghiamo ancora oggi nel ritardo economico dai club coi quali allora andavamo a braccetto. Vabbè... mi fermo che è meglio. Buona visione.
  14. Dallo speciale della trasmissione Rai di qualche giorno fa. A voi
  15. Come direbbe il buon Paolo 65... zitti zitti https://www.youtube.com/watch?v=f5HGZSh5-EY
  16. RITIRO ESTIVO JUVENTUS 2013 A CHÂTILLON [10-07-2013] Visite Mediche per i calciatori. Presentazione della nuova maglia away Juventus 2013-2014. Primi test a Vinovo. QUI [11-07-2013] Visite Mediche per Ogbonna. Conferenza stampa Conte. Allenamenti a Vinovo. Convocati e arrivo a Chatillon. QUI [12-07-2013] Primi allenamenti a Chatillon. Conferenza stampa Marotta, Vidal e Tevez. Prima partitella. Peluso al Summer Village. QUI [13-07-2013] Allenamenti a Chatillon. Conferenza stampa Pepe. Visita di Andrea Agnelli. Llorente al Summer Village. QUI [14-07-2013] Allenamenti a Chatillon. Storari ed Emmanuello al giro della Vallèe. Matri al Summer Village. QUI [15-07-2013] Allenamenti a Chatillon. Intervista ad Asamoah. QUI [16-07-2013] Allenamenti a Chatillon. Conferenza stampa di presentazione di Ogbonna. QUI [17-07-2013] Allenamenti mattuino a Chatillon. Prima amichevole stagione della Juventus contro la Selezione Valdostana. QUI [18-07-2013] Allenamento a Chatillon con ripetute e seduta defaticante. QUI [19-07-2013] Allenamento a Chatillon. Intervista a Simone Padoin e partitella pomeridiana. Intervista a Carlitos Tevez. QUI [20-07-2013] Conferenza stampa di Fernando Llorente. Allenamento mattutino e pomeridiano. Intervista a Simone Pepe. QUI [21-07-2013] Penultimo allenamento a Chatillon. Intervista a Federico Peluso. Partitella pomeridiana con protagonisti Llorente e Tevez. Intervista ad Antonio Conte e al suo staff. QUI [22-07-2013] Ultimo allenamento mattutino a Chatillon e partitella. Grazie Chatillon: i numeri del successo! QUI
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