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      Nuova versione VecchiaSignora.com: nuovo login e nuove funzioni   10/01/2018

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Trovato 219 risultati

  1. Madrid si allontana...

    Buongiorno a tutti, apro questo topic per un motivo molto semplice. Da sempre ritengo che un calciatore, nonostante guadagni una cifra che molti di noi non guadagneranno nella propria vita intera, abbia comunque in piccola parte una psicologia da tifoso. Ho sempre pensato che un calciatore possa in qualche modo provare le emozioni che proviamo noi tifosi e ragioni un pò come noi. In quest'ottica allora in questo topic mi voglio un attimo immedesimare io nel calciatore e creare in qualche modo una sinergia di pensiero, ragionando come lui. Partita contro la Spal. Arriviamo in giro di una settimana dalla partita con la lazio che ci porta a -1 dal napoli (sconfitto con la Roma) con una partita in meno, dalla rimonta di wembley, dal sorpasso sul napoli vincendo 2-0 con udinese e dall'allungo a +4 con la vittoria sull'atalanta. Si gioca a Ferrara in anticipo: se vinciamo andiamo addirittura a +7 in attesa del napoli, c'è la sosta e soprattutto alla ripresa ci sono Milan e Real. A me tifoso dopo questo periodo intenso e pieno di emozioni, e avendo alla base 6 anni di vittorie, della partita con la la Spal non frega nulla, tant'è che esco con gli amici vado al pub dove vedo solo gli ultimi 15 minuti ma avrei comunque potuta non vederla. Risultato sul campo: 0-0 partita orribile guarda caso. Allora non esiste questa distanza tra quello che proviamo noi tifosi ed i calciatori, sembra. Arriviamo quindi ad oggi. Come tifoso vivo una delle imprese più belle della nostra storia calcistica, a madrid. Trasformiamoci in giocatori (esiste sinergia quindi) La partita subito dopo contro la sampdoria non vedo l'ora che si giochi perchè bisogna sfogare sul campo la rabbia di madrid: primo tempo ragionato e poi secondo tempo all'attacco per approfittare pure del napoli e allungare a +6 che mi sembra scudetto assicurato (dopo 6 anni di trionfi, mi sembra un margine rassicurante). Nel frattempo si continua a parlare di Madrid, ma Madrid si allontana e più passano i giorni e più mi accorgo che ormai non giocherò le semifinali e anche quest'anno il mio sogno più grande lo vedrò realizzare da qualcun'altro. Ah nel frattempo dovrei giocare a Crotone: passo in vantaggio, il napoli sta perdendo, sto a +9 con lo scontro diretto in casa, insomma ho vinto di nuovo. Si tutto bello, ma... ma madrid è sempre più lontana e le semifinali non mi riguardano e la rabbia post madrid sta scemando e che palle giocare sta partita a crotone. Cavolo il crotone pareggia e il napoli vince, da +9 a +4 in 6 minuti. Vabbè ho lo scontro diretto in casa: posso vincere andare a +7 ed ipotecare lo scudetto. Bello tutto bello, ma da lunedì gioco ogni 7 giorni!!! la champions la vincerà qualcun'altro, e non io. Che noia, come posso giocare motivato a 1000? Che palle queste ultime partite da giocare senza giocare la champions, non sono motivato. Non sarà facile vincere questo campionato, davvero
  2. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di domenica prossima 22 aprile, Juventus-Napoli. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alla mezzanotte di venerdì 20 aprile. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
  3. Allegri individua in Gonzalo Higuain l’uomo risolutivo per il finale di stagione: un Pipita in grande spolvero può trascinare la Juventus nella leggenda. «A Benevento è stato decisivo quando è entrato - ha sottolineato ieri Allegri -. Da qui alla fine deve essere l’uomo determinante per portarci a vincere lo scudetto». Più che un auspicio, un obbligo, consapevole dei numeri che il Pipita è in grado di sfoderare. Visto il buon stato di forma e dal momento che risulta indispensabile anche quando non segna, il Pipita è chiamato ad essere il grande protagonista, a cominciare da oggi contro la Sampdoria, che ha affrontato 8 volte da quando gioca in Italia, “bucandola” sei volte (dati Opta). Responsabilizzandolo, Allegri lo ha ulteriormente motivato. Se l’anno scorso, nelle ultime sette gare di campionato il Pipita ha segnato “appena” 3 reti (191 minuti la media gol) nelle stagioni precedenti, quando però indossava la casacca azzurra, il suo contributo è stato superiore. E visto che non va in gol dal 14 marzo, c’è da mettere in conto anche la fame del Pipita, che nel derby fraterno con Paulo Dybala per il titolo di capocannoniere bianconero adesso è distanziato di tre reti e vuole a tutti i costi recuperare. L’unico neo è quella diffida che pende sulla sua testa: tra Sampdoria e Crotone non deve incorrere nel cartellino giallo per evitare di saltare proprio la “sua” sfida, il confronto diretto col Napoli, che ha quasi sempre castigato. mostrato in campo.Premesso che la Juventus si è presa meritatamente il vantaggio e che il Napoli sta facendo una stagione pazzesca, per sperare la squadra di Maurizio Sarri non deve mollare la presa, obbligata a vincere anche il 22 aprile a Torino nello scontro diretto. Ma lo sforzo potrebbe non bastare perché lo scudetto, in questo momento, possono perderlo soltanto i bianconeri: ad Allegri servono 18 punti, vale a dire sei vittorie e una sconfitta, per arrivare primo. Fonte: Tuttosport
  4. La storia dice che allo Stadium il Napoli ha sempre perso, ragione per la quale non c’è da fidarsi, anche se il fattore campo pesa eccome. Analizzando però il percorso delle due rivali, non si può non tenere conto di alcuni fattori che le differenziano profondamente. Il primo tema riguarda la fame e la mentalità. La Juve di Allegri in tre anni e mezzo ha lasciato indietro appena le briciole di due Supercoppe: scudetti, Coppe Italia e due finali di Champions League rivelano una squadra competitiva in tutte le manifestazioni. Se vincere è l’unica cosa che conta, arrivare fino in fondo è quasi un obbligo. Chi dice che a un certo punto possono mancare le motivazioni, dopo tante vittorie, forse non conosce abbastanza il carattere dei bianconeri, oggi più che mai. Il Napoli, d’altra parte, è l’avversario più competitivo da diverse stagioni. Uno sforzo notevole per un organico che, a detta di Sarri, non può reggere su più competizioni. Puntando tutto sul campionato, preferisce rinunciare alle coppe. Eliminato dalla Champions ha deliberatamente buttato via l’Europa League, schierando le riserve al posto dei titolari. Ha fatto scalpore l’eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Atalanta: piuttosto che rischiare un nuovo doppio scontro con la Juve, un’altra sconfitta avrebbe pesato psicologicamente, Sarri si è scansato. Chiaro messaggio a De Laurentiis: con questa rosa di più non posso fare. Mi iscrivo al club dei fan di Allegri. Per professionalità e competenza non ce n’è per nessuno. Mollare, mai. Sarri, invece, mi ricorda piuttosto Antonio Conte e il discorso del ristorante da 100 euro. Lui, che aveva un centrocampo composto da Vidal, Pirlo e Pogba, ha pensato che oltre allo scudetto non sarebbe stato possibile andare. E si sbagliava. C’è modo e modo di essere grandi. Chi lo è vuole vincere anche i trofei da bar, persino le amichevoli. La Juve lo è, il Napoli, forse, lo diventerà. Luca Beatrice Fonte: Tuttosport
  5. "Vi piace vincere facile?" Ma anche no...

    #finoallafine Quando la Juventus ha coniato questo motto, gli hastag e twitter non esistevano. Abbiamo sempre lottato fino alla fine, le nostre vittorie sono state vittorie sofferte, intrise di dedizione di sudore, di fiducia nei nostri mezzi. - 1967, non lo ricordo perchè avevo 2 anni, ma l'ho rivisto 100 volte.-1 all' ultima giornata e Juve Campione alla fine. - La Fatal Verona, con i Milanisti che avevano già le bandiere con la Stella. - Lo scudetto dei 51 punti, vinto dopo un epico duello col Torino che si fermò a 50. - 1986 penultima di campionato Roma - Lecce 2 a 3. Rimonta e vittoria finale. - Il 5 maggio E sono solo esempi. Abbiamo vinto 35 scudetti, ma quelli "passeggiati" non sono molti. Possono vincere anche gli avversari ovviamente, non è che vinciamo per diritto divino, ma qui talora si perde di vista la realtà e anche il buonsenso diventa talora merce rara. Capisci che le giovani leve di Juventini vivano quasi nell'idea del "diritto divino alla vittoria" ma non è così. Il Napoli è un avversario che sta concentrando tutto il meglio del suo ciclo in questa idea di vincere lo scudetto questo anno. Noi non ci arrenderemo mai. Però nulla è dovuto o già vinto, ma nemmeno perduto, ci sarà da lottare e da soffrire. Qundi per favore, date una occhiata anche alla nostra storia prima di deprimervi perchè il Napoli non cede. Noi siamo la Juventus e non molliamo MAI nessuna competizione. Loro sono il Napoli e possono farlo. Ma alla fine vedremo chi prevarrà.
  6. E pensare che allo... Scansuolo hanno creduto in tanti, dall’antijuventino incallito a chi vanta di avere altri interessi rispetto alle sorti del campionato italiano, però vuoi mettere che vinca finalmente una squadra alternativa alla Juventus dopo sei anni di dominio incontrastato? E se per ipotesi assurda fosse vera la “teoria” delle squadre che si aprono dinanzi all’avanzata dei campioni d’Italia, vorrebbe dire che i Mosè vestiti di bianco e nero non avrebbero fatto distinzioni tra figli e figliastri: negli ultimi sei anni, visti i numeri, si sono scansati tutti. Si sono spostati per far passare il nemico di una vita nonostante dichiarazioni bellicose e previsioni intrepide su quel pezzo di stoffa che adorna la casacca degli juventini dal 2012 a oggi, un tricolore dopo l’altro. I numeri rappresentano la garanzia più fedele di un monologo che in Europa vale la medaglia d’argento: già, soltanto il Barcellona è stato capace di infilare più punti di Gigi Buffon e compagni, 611 contro 601 dal 2011 a oggi. Il resto è noia, o «chiacchiere da bar», direbbe Max. Allegri è il prosecutore di un’epopea inaugurata da quel «Fate schifo» che frastornò Bardonecchia e il cui copyright ha un nome e un cognome: Antonio Conte. Il rodotto finale è una Juventus da fare invidia. La classifica dei punti conquistati a partire dalla prima gara ufficiale allo Stadium recita: Barcellona 611 (tre Liga in archivio), Juventus 601 (sei scudetti consecutivi), Paris Saint-Germain 587 (quattro Ligue 1), Real Madrid 586 (due campionati), Bayern Monaco 556 (cinque Bundesliga in fila). Bianconeri sul podio: ci sta, perché la concorrenza in Italia ti rosicchia punti nonostante i 102 di Conte, da record. Il 7-0 contro il Sassuolo alla 251ª partita della serie è la certificazione definita del panta gruelismo bianconero: quel mix tra leggerezza di spirito e fame ancestrale che contraddistingue la Juve da sempre. Fonte: Tuttosport
  7. Raccontano che dopo Napoli-Bologna le polemiche arbitrali stiano montando come neppure la panna di primissima qualità, conservata accuratamente in frigo. Raccontano che fra rigori concessi e rigori non visti (oppure visti e non fischiati) al bar sport ci sarà da chiacchierare in libertà per giorni interi. Ma soprattutto raccontano che parte del popolo juventino si sia talmente imbestialita da aver invaso lo sfogatoio della Rete a suon di strali, improperi, invettive, lanciati in particolare da chi non vede l’ora che i campioni d’Italia operino il sorpasso in classifica sul Napoli. Molti, in questo senso, avrebbero scommesso su un nuovo primato bianconero grazie all’Atalanta che una settimana fa avrebbe dovuto fermare gli azzurri: non lo ha fatto, pazienza. E adesso che il calendario propone altri 7 incroci di campionato con la Juve destinata a giocare sempre prima dei rivali, l’auspicio da parte bianconera si rinnova. Sorge, tuttavia, un dubbio: ma siamo così sicuri che pure Massimiliano Allegri smani dal desiderio di lasciarsi dietro il Napoli prima possibile nella corsa al settimo scudetto consecutivo? Mah, il dubbio è atroce...C’è da star «calmi», direbbe Max per il quale non c’è fretta di riconquistare una vetta sulla quale gli sherpa bianconeri hanno posto la loro bandierina nel 2012 e da quel momento in poi il vessillo non s’è più schiodato. Non si tratta, banalmente, di mettersi a “gufare” l’avversario (ché di gufi in questa stagione non sono mai stati così stracolmi gli ambienti anti bianconeri: non si vede l’ora che il dominio juventino venga interrotto). Si tratta, piuttosto, di far sentire il fiato sul collo della preda da acciuffare, ma nei tempi giusti. E anche se si avvertisse tutta questa impellenza di riprendere il comando, i precedenti premierebbero i campioni d’Italia: negli ultimi sei anni è in questo periodo che hanno cominciato a concretizzare una supremazia indiscussa, oppure coronando un lungo inseguimento come nel 2016 quando a metà febbraio Simone Zaza certificò l’avvenuto passaggio di consegne. Al Napoli bello e divertente il primato effimero e il titolo di campione d’inverno, alla Juventus cinicamente brutale lo scudetto vero. Il piano volto ad agguantare la leggenda è chiarissimo. Fonte: Tuttosport
  8. «Dopo tanti anni di primato della Juventus, spero che sia il Napoli a vincere il campionato». Parola di Paolo Maldini che, intervistato dal magazine algerino Le Buteur (sponsor, tra l’altro, del premio che qualche giorno fa l’ex capitano del Milan ha consegnato a Faouzi Ghoulam) ha svelato la sua opinione: «Lo scudetto sarà un affare tra Napoli e Juve. Il Napoli giocherà l’Europa League e potrebbe anche vincerla. Bisognerà anche vedere quanto avanti andrà la Juve in Champions: la tenuta fisica sarà fondamentale. Inter e Roma, per il momento, non sono al livello delle prime due. Ghoulam? Ha fatto progressi incredibili, è un difensore moderno, bravo tanto nella fase di spinta quanto in difesa. Se non forzerà il recupero, tornerà più forte di prima». Fonte: Tuttosport
  9. Votate quello che preferite, i primi tre saranno proclamati vincitori e i nostri grafici creeranno una firma con il loro slogan per lo striscione Avete tempo sino alle 22:30 di giovedì 30 novembre Chi vuole può realizzare uno di questi striscioni ed inviarci la foto entro le ore 20:00 di domenica 3 dicembre all'indirizzo: staff.vecchiasignora@gmail.com. C'è la possibilità di finire nella rubrica TV "Striscia lo striscione"
  10. Anche quest'anno riapre il topic delle proiezioni, con il consueto titolo che Lord Ludwig scelse all'inizio dell'incredibile rimonta della stagione 2015-16 che portò la Juventus ad aggiudicarsi il quinto scudetto consecutivo. L'intento è sempre quello di misurare la 'velocità' con cui la Juventus, o una squadra in generale, si avvicina ai vari obiettivi, la vittoria del campionato, la qualificazione alla Champions o all'Europa League, la retrocessione, e di misurare queste performance con lo storico. Per i confronti con i precedenti campionati prenderò in esame tutti i campionati dell'era dei tre punti e delle 20 squadre, ovvero quelli che si sono svolti dal 2004-05 fino alla scorsa stagione, non tenendo conto delle eventuali penalizzazioni ma solo dei risultati sportivi. Per quanto riguarda il primo posto, nel campione scelto 1 sola volta la vincitrice dello scudetto ha terminato il campionato sopra i 100 punti (Juventus 2013-14, 102) 1 sola volta la vincitrice ha ottenuto un punteggio tra 95 e 99 (Inter 2006-07, 97) 3 volte tra 90 e 94 (Juventus 2005-06, Juventus 2015-16, Juventus 2016-17, tutte e tre le volte a 91) 4 volte tra 85 e 89 (Juventus 2014-15 e Juventus 2012-13, con 87 punti; Juventus 2004-05 con 86; Inter 2007-08 con 85) 4 volte un punteggio inferiore a 85 punti (Inter 2008-09 e Juventus 2011-12, con 84 punti; Inter 2009-10 e Milan 2010-11, con 82 punti). Quindi possiamo distinguere tre fasce di punteggi: campionato a punteggio basso quando si vince con meno di 85 punti (4 casi); campionato a punteggio medio quando si vince con un punteggio tra 85 e 89 punti (4 casi); campionato a punteggio alto quando si vince con 90 punti o più (5 casi). I record positivi e negativi sono 102 e 82 punti. Analogamente possiamo confrontare i campionati per quanto riguarda la quota di qualificazione alla Champions League. A questo proposito va ricordato che fino al campionato 2010-11 l'Italia portava 4 squadre in champions league, successivamente si qualificavano solo le prime 3, ma da questa stagione torneranno a qualificarsi 4 squadre (tra l'altro senza spareggi). Per questo motivo per il confronto con le classifiche storiche si prenderà in esame solo il punteggio della quarta classificata senza preoccuparci del fatto che il quarto posto portasse la qualificazione oppure no, ben consapevoli dell'approssimazione che questo confronto comporta. Anche qui possiamo distinguere tre fasce di punteggi: campionato a punteggio basso quando si arriva quarti con 65 punti o meno (4 casi); campionato a punteggio medio quando si arriva quarti con un punteggio tra 66 e 69 (6 casi); campionato a punteggio alto quando si arriva quarti con 70 punti o più (3 casi). Il record positivo è stato nel 2005-06 con la quarta a 74 punti. La quota più bassa è stata nel 2011-12 e nel 2004-05 con la quarta a 62 punti. Per la qualificazione all'Europa League la questione è ancor più indeterminata, visto che il regolamento è cambiato molte volte in questi 12 anni, dall'Intertoto alla vincitrice o finalista di TIM Cup. Attualmente il regolamento prevede che la quinta classificata in campionato si qualifichi direttamente alla fase a gironi dell'Europa League, la sesta classificata si qualifica al secondo turno di qualificazione, mentre la vincitrice della Coppa Italia si qualifica sempre alla fase a gironi. Qualora la vincitrice sia già qualificata ad una competizione europea, sarà il settimo posto in campionato a qualificare la terza squadra italiana all'Europa League, sempre ovviamente dai turni preliminari. Non potendo prevedere attualmente se la TIM Cup contribuirà o meno a qualificare una formazione, ho scelto come riferimento il massimo punteggio della sesta classificata in campionato, anche perché statisticamente solo in tre casi il risultato della Coppa Italia è stato decisivo alla qualificazione all'Europa League (Lazio 2012-13, Palermo 2010-11, Lazio 2008-09). Eventualmente in seconda battuta si potrà aggiornare il dato prendendo in considerazione anche il settimo posto in campionato. Anche qui possiamo distinguere tre fasce di punteggi: campionato a punteggio basso quando si arriva sesti con 55 punti o meno (1 caso); campionato a punteggio medio quando si arriva sesti con un punteggio tra 56 e 60 (6 casi); campionato a punteggio alto quando si arriva sesti con oltre 60 punti (6 casi). Il record positivo è stato nel 2016-17, nel 2010-11 e nel 2008-09 con la sesta a 63 punti. La quota più bassa è stata nel 2004-05 con la sesta a 53 punti.