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  1. Per capire cosa significhino 7 anni di vittorie ininterrotte del campionato (e non solo) bisognerebbe fare esercizi di memoria specifici. Facili, brevi, ma specifici, ricordando "com'eravamo" (perchè è possibile usare questa locuzione dopo 7 anni) e com'era il mondo intorno a noi (anch'esso cambiato in tante piccole cose). Probabilmente qui dentro c'è chi 7 anni fa doveva iniziare l'università e nel frattempo, in 5 anni, si è laureato (secchioni! ), o comunque ha ultimato un percorso triennale di studi (ma anche no eh ). Oppure chi doveva iniziare le scuole superiori e ora si trova all'università. Chi era all'università e oggi lavora. Chi si è sposato/a, magari con prole al seguito, e così via. Purtroppo in 7 anni avvengono anche cose spiacevoli, ma quelle lasciamole da parte. Insomma, parliamo di un lasso di tempo incredibile! E talvolta, nel corso della stagione, questa cosa giocoforza si dimentica, presi come siamo dalle dinamiche del "momento". Così come, partita dopo partita, maciniamo emozioni senza soluzione di continuità, fermandoci raramente a ripensare alle tante gare che ci hanno regalato sensazioni bellissime. E allora, sperando di continuare a viaggiare con questa velocità, ecco in un video riassuntivo una carrellata di gol delle partite indimenticabili vissute in questo Settennato bianconero, in Italia e in Europa, con telecronaca originale. Un modo per tirare il fiato e godere delle gioie che la Juve ci ha regalato in questo ciclo che speriamo sia ancora lungo e proficuo. Siccome ne manca qualcuna (almeno di quelle che avrei aggiunto io), se ne avete altre da segnalare ditelo (magari aggiungendo un video nel vostro post), sia tra quelle italiane che europee. Oppure dite semplicemente quella/e che ricordate con più piacere, con più emozione. Buona goduria! (nello spoiler la lista delle partite che trovate nel video) Video edit by JHTV Productions
  2. Landrupp

    Sette motivi per sette scudetti. E poi?

    Riflettevo sul fatto che ad ogni scudetto Juve degli ultimi 7 anni è stata associata una motivazione, una ragione "in più" per vincerlo...se vogliamo, una caratteristica predominante o comunque caratterizzante che anche molti calciatori e dirigenti bianconeri hanno spesso citato come leit-motiv della stagione e che, se desunte dai social, posso più o meno riassumersi come segue, correggetemi se sbaglio: - 1° scudetto di Conte: fu lo scudo del ritorno alla vittoria, quello del riscatto dopo farsopoli - 2° scudetto Conte: fu quello della conferma della Juve di Conte come squadra TOP in Italia - 3° scudetto Conte: fu quello del record dei 102 punti - 1° scudetto Allegri: fu quello della conferma che la Juve vinceva anche senza Conte - 2° scudetto Allegri: fu quello della conferma che la Juve era ormai diventata la Juve di Allegri e non più quella che viaggiava per inerzia sulla spinta di Conte EDIT - dimenticavo: fu anche lo scudo della leggendaria RIMONTA dal 14° al 1° posto... - 3° scudetto Allegri: è stato lo scudo della leggenda (6 titoli di fila) - 4° scudetto Allegri: è stato quello della conferma che la Juve vince anche con il VAR e del miglioramento della leggenda (nuovo record di 7 titoli consecutivi) A vostro parere, quale potrebbe essere la ragione "in più" della prossima stagione? Quella fondamentale la conosciamo già: "Vincere non è importante: è la sola cosa che conti"
  3. Anche quest'anno riapre il topic delle proiezioni, con il consueto titolo che Lord Ludwig scelse all'inizio dell'incredibile rimonta della stagione 2015-16 che portò la Juventus ad aggiudicarsi il quinto scudetto consecutivo. L'intento è sempre quello di misurare la 'velocità' con cui la Juventus, o una squadra in generale, si avvicina ai vari obiettivi, la vittoria del campionato, la qualificazione alla Champions o all'Europa League, la retrocessione, e di misurare queste performance con lo storico. Per i confronti con i precedenti campionati prenderò in esame tutti i campionati dell'era dei tre punti e delle 20 squadre, ovvero quelli che si sono svolti dal 2004-05 fino alla scorsa stagione, non tenendo conto delle eventuali penalizzazioni ma solo dei risultati sportivi. Per quanto riguarda il primo posto, nel campione scelto 1 sola volta la vincitrice dello scudetto ha terminato il campionato sopra i 100 punti (Juventus 2013-14, 102) 1 sola volta la vincitrice ha ottenuto un punteggio tra 95 e 99 (Inter 2006-07, 97) 3 volte tra 90 e 94 (Juventus 2005-06, Juventus 2015-16, Juventus 2016-17, tutte e tre le volte a 91) 4 volte tra 85 e 89 (Juventus 2014-15 e Juventus 2012-13, con 87 punti; Juventus 2004-05 con 86; Inter 2007-08 con 85) 4 volte un punteggio inferiore a 85 punti (Inter 2008-09 e Juventus 2011-12, con 84 punti; Inter 2009-10 e Milan 2010-11, con 82 punti). Quindi possiamo distinguere tre fasce di punteggi: campionato a punteggio basso quando si vince con meno di 85 punti (4 casi); campionato a punteggio medio quando si vince con un punteggio tra 85 e 89 punti (4 casi); campionato a punteggio alto quando si vince con 90 punti o più (5 casi). I record positivi e negativi sono 102 e 82 punti. Analogamente possiamo confrontare i campionati per quanto riguarda la quota di qualificazione alla Champions League. A questo proposito va ricordato che fino al campionato 2010-11 l'Italia portava 4 squadre in champions league, successivamente si qualificavano solo le prime 3, ma da questa stagione torneranno a qualificarsi 4 squadre (tra l'altro senza spareggi). Per questo motivo per il confronto con le classifiche storiche si prenderà in esame solo il punteggio della quarta classificata senza preoccuparci del fatto che il quarto posto portasse la qualificazione oppure no, ben consapevoli dell'approssimazione che questo confronto comporta. Anche qui possiamo distinguere tre fasce di punteggi: campionato a punteggio basso quando si arriva quarti con 65 punti o meno (4 casi); campionato a punteggio medio quando si arriva quarti con un punteggio tra 66 e 69 (6 casi); campionato a punteggio alto quando si arriva quarti con 70 punti o più (3 casi). Il record positivo è stato nel 2005-06 con la quarta a 74 punti. La quota più bassa è stata nel 2011-12 e nel 2004-05 con la quarta a 62 punti. Per la qualificazione all'Europa League la questione è ancor più indeterminata, visto che il regolamento è cambiato molte volte in questi 12 anni, dall'Intertoto alla vincitrice o finalista di TIM Cup. Attualmente il regolamento prevede che la quinta classificata in campionato si qualifichi direttamente alla fase a gironi dell'Europa League, la sesta classificata si qualifica al secondo turno di qualificazione, mentre la vincitrice della Coppa Italia si qualifica sempre alla fase a gironi. Qualora la vincitrice sia già qualificata ad una competizione europea, sarà il settimo posto in campionato a qualificare la terza squadra italiana all'Europa League, sempre ovviamente dai turni preliminari. Non potendo prevedere attualmente se la TIM Cup contribuirà o meno a qualificare una formazione, ho scelto come riferimento il massimo punteggio della sesta classificata in campionato, anche perché statisticamente solo in tre casi il risultato della Coppa Italia è stato decisivo alla qualificazione all'Europa League (Lazio 2012-13, Palermo 2010-11, Lazio 2008-09). Eventualmente in seconda battuta si potrà aggiornare il dato prendendo in considerazione anche il settimo posto in campionato. Anche qui possiamo distinguere tre fasce di punteggi: campionato a punteggio basso quando si arriva sesti con 55 punti o meno (1 caso); campionato a punteggio medio quando si arriva sesti con un punteggio tra 56 e 60 (6 casi); campionato a punteggio alto quando si arriva sesti con oltre 60 punti (6 casi). Il record positivo è stato nel 2016-17, nel 2010-11 e nel 2008-09 con la sesta a 63 punti. La quota più bassa è stata nel 2004-05 con la sesta a 53 punti.
  4. Per l’aritmetica servono altri tre punti. Ma verosimilmente ne basteranno due. Il settimo Scudetto consecutivo della Juventus se non è realtà, poco ci manca. Allegri lo vede. E lo fa senza nemmeno rivolgere un pensiero al Napoli. Il destino è nelle mani dei bianconeri, che oggi possono staccare il televisore almeno fino al secondo tempo di Napoli-Toro. Sì, perché nel caso in cui gli azzurri dovessero perdere contro i granata la festa potrà già iniziare. Senza se, senza ma. In caso contrario, però, niente paura. Non dopo la vittoria contro il Bologna. Se il Napoli dovesse battere il Torino, con due partite ancora da giocare, lo scenario che attende la Juventus sarebbe comunque idilliaco: bastano due punti, contro Roma e Verona, per cucirsi il tricolore sul petto. Anche perché, in caso di arrivo a pari punti (sempre ipotizzando che il Napoli stenda Toro, Sampdoria e Crotone), Allegri può sorridere per una differenza reti clamorosamente superiore rispetto agli azzurri (+61 rispetto all’attuale +45 del Napoli, che però ha una partita in meno). Con tre punti in due partite, invece, la Juventus può anche scordarsi della differenza reti, fattore diventato cruciale dopo il blitz di misura di Sarri allo Stadium. Oggi la Juve gode solo se il Napoli perde, mentre se gli azzurri dovessero pareggiare basterebbe un punticino a Roma per mettere la parola fine ad uno dei duelli più entusiasmanti storia della Serie A. Fonte: Tuttosport
  5. Orgoglio e ambizioni. Dal record di punti al quarto doblete: fame sempre al Max. Nessuna festa prevista oggi in caso di scudetto: c’è il Milan nel mirino. L’obiettivo oltre al settimo titolo: nessuno ha mai vinto 4 Coppe Italia di fila. Lo scudetto, il settimo di fila, andrebbe festeggiato davvero perché la Juve sta per battere se stessa prima ancora degli altri: sarebbe una vittoria sulla paura che ha paralizzato le gambe nell’ultimo miglio, che ha reso umana e fragile una squadra che pareva disumana e indistruttibile. Si sa, nelle stanze di Madama si brinda il giusto: il successo in campionato, in fondo, è un sollievo per aver fatto il proprio dovere. Ma questo titolo varrebbe uno strappo al cerimoniale: le spiegazioni stanno nella vertigine raggiunta e nella fatica lunga mesi per arrampicarsi lassù. I bianconeri hanno sofferto come mai nell’era Allegri e la partita di ieri è la fotografia di una stagione sulle montagne russe. TRAGUARDI DA CENTRARE (E CENTRATI) 91 ● Il record di punti di Allegri in Serie A centrato con la Juve nelle ultime due stagioni: stavolta ha raggiunto la stessa quota a due turni dal termine 97 ● I punti che potrebbe ottenere la Juve con altri due successi: dietro al record dei 102 dello stesso club nel 2014, eguaglierebbe l’Inter 2006/07 22 ● I gol in campionato di Paulo Dybala: l’unico bianconero a fare meglio nelle ultime dieci stagioni in una singola Serie A è stato Higuain (24) nel 2016/17 15 ● Le vittorie dei bianconeri sulle 18 partite giocate all’Allianz in questa A (un pari e due k.o. gli altri risultati): nessuno ha fatto meglio in casa. Con altri due successi, il torneo di Allegri sarebbe il 2° nella storia della A. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  6. Renatoizzo83

    Madrid si allontana...

    Buongiorno a tutti, apro questo topic per un motivo molto semplice. Da sempre ritengo che un calciatore, nonostante guadagni una cifra che molti di noi non guadagneranno nella propria vita intera, abbia comunque in piccola parte una psicologia da tifoso. Ho sempre pensato che un calciatore possa in qualche modo provare le emozioni che proviamo noi tifosi e ragioni un pò come noi. In quest'ottica allora in questo topic mi voglio un attimo immedesimare io nel calciatore e creare in qualche modo una sinergia di pensiero, ragionando come lui. Partita contro la Spal. Arriviamo in giro di una settimana dalla partita con la lazio che ci porta a -1 dal napoli (sconfitto con la Roma) con una partita in meno, dalla rimonta di wembley, dal sorpasso sul napoli vincendo 2-0 con udinese e dall'allungo a +4 con la vittoria sull'atalanta. Si gioca a Ferrara in anticipo: se vinciamo andiamo addirittura a +7 in attesa del napoli, c'è la sosta e soprattutto alla ripresa ci sono Milan e Real. A me tifoso dopo questo periodo intenso e pieno di emozioni, e avendo alla base 6 anni di vittorie, della partita con la la Spal non frega nulla, tant'è che esco con gli amici vado al pub dove vedo solo gli ultimi 15 minuti ma avrei comunque potuta non vederla. Risultato sul campo: 0-0 partita orribile guarda caso. Allora non esiste questa distanza tra quello che proviamo noi tifosi ed i calciatori, sembra. Arriviamo quindi ad oggi. Come tifoso vivo una delle imprese più belle della nostra storia calcistica, a madrid. Trasformiamoci in giocatori (esiste sinergia quindi) La partita subito dopo contro la sampdoria non vedo l'ora che si giochi perchè bisogna sfogare sul campo la rabbia di madrid: primo tempo ragionato e poi secondo tempo all'attacco per approfittare pure del napoli e allungare a +6 che mi sembra scudetto assicurato (dopo 6 anni di trionfi, mi sembra un margine rassicurante). Nel frattempo si continua a parlare di Madrid, ma Madrid si allontana e più passano i giorni e più mi accorgo che ormai non giocherò le semifinali e anche quest'anno il mio sogno più grande lo vedrò realizzare da qualcun'altro. Ah nel frattempo dovrei giocare a Crotone: passo in vantaggio, il napoli sta perdendo, sto a +9 con lo scontro diretto in casa, insomma ho vinto di nuovo. Si tutto bello, ma... ma madrid è sempre più lontana e le semifinali non mi riguardano e la rabbia post madrid sta scemando e che palle giocare sta partita a crotone. Cavolo il crotone pareggia e il napoli vince, da +9 a +4 in 6 minuti. Vabbè ho lo scontro diretto in casa: posso vincere andare a +7 ed ipotecare lo scudetto. Bello tutto bello, ma da lunedì gioco ogni 7 giorni!!! la champions la vincerà qualcun'altro, e non io. Che noia, come posso giocare motivato a 1000? Che palle queste ultime partite da giocare senza giocare la champions, non sono motivato. Non sarà facile vincere questo campionato, davvero
  7. Ritorna il graditissimo topic dello Striscione degli utenti di Vecchiasignora.com in vista della sfida di domenica prossima 22 aprile, Juventus-Napoli. Sbizzarritevi... ma sempre seguendo le regole e lo stile del nostro forum! I messaggi non conformi al regolamento di VecchiaSignora saranno cancellati e verranno presi provvedimenti contro gli autori, quindi evitate insulti, slogan maleauguranti, a carattere razzista o politico e bypass delle parole non consentite. Cercate inoltre di proporre solo striscioni "originali", quelli con evidenti similitudini ad idee passate non saranno presi in considerazione per la finale. Avete tempo sino alla mezzanotte di venerdì 20 aprile. NOTA DELLO STAFF: Tutti i partecipanti sono invitati ad evitare l'uso del grassetto, del maiuscolo e/o evitare anche il modificare la grandezza o il carattere del testo.
  8. Allegri individua in Gonzalo Higuain l’uomo risolutivo per il finale di stagione: un Pipita in grande spolvero può trascinare la Juventus nella leggenda. «A Benevento è stato decisivo quando è entrato - ha sottolineato ieri Allegri -. Da qui alla fine deve essere l’uomo determinante per portarci a vincere lo scudetto». Più che un auspicio, un obbligo, consapevole dei numeri che il Pipita è in grado di sfoderare. Visto il buon stato di forma e dal momento che risulta indispensabile anche quando non segna, il Pipita è chiamato ad essere il grande protagonista, a cominciare da oggi contro la Sampdoria, che ha affrontato 8 volte da quando gioca in Italia, “bucandola” sei volte (dati Opta). Responsabilizzandolo, Allegri lo ha ulteriormente motivato. Se l’anno scorso, nelle ultime sette gare di campionato il Pipita ha segnato “appena” 3 reti (191 minuti la media gol) nelle stagioni precedenti, quando però indossava la casacca azzurra, il suo contributo è stato superiore. E visto che non va in gol dal 14 marzo, c’è da mettere in conto anche la fame del Pipita, che nel derby fraterno con Paulo Dybala per il titolo di capocannoniere bianconero adesso è distanziato di tre reti e vuole a tutti i costi recuperare. L’unico neo è quella diffida che pende sulla sua testa: tra Sampdoria e Crotone non deve incorrere nel cartellino giallo per evitare di saltare proprio la “sua” sfida, il confronto diretto col Napoli, che ha quasi sempre castigato. mostrato in campo.Premesso che la Juventus si è presa meritatamente il vantaggio e che il Napoli sta facendo una stagione pazzesca, per sperare la squadra di Maurizio Sarri non deve mollare la presa, obbligata a vincere anche il 22 aprile a Torino nello scontro diretto. Ma lo sforzo potrebbe non bastare perché lo scudetto, in questo momento, possono perderlo soltanto i bianconeri: ad Allegri servono 18 punti, vale a dire sei vittorie e una sconfitta, per arrivare primo. Fonte: Tuttosport
  9. La storia dice che allo Stadium il Napoli ha sempre perso, ragione per la quale non c’è da fidarsi, anche se il fattore campo pesa eccome. Analizzando però il percorso delle due rivali, non si può non tenere conto di alcuni fattori che le differenziano profondamente. Il primo tema riguarda la fame e la mentalità. La Juve di Allegri in tre anni e mezzo ha lasciato indietro appena le briciole di due Supercoppe: scudetti, Coppe Italia e due finali di Champions League rivelano una squadra competitiva in tutte le manifestazioni. Se vincere è l’unica cosa che conta, arrivare fino in fondo è quasi un obbligo. Chi dice che a un certo punto possono mancare le motivazioni, dopo tante vittorie, forse non conosce abbastanza il carattere dei bianconeri, oggi più che mai. Il Napoli, d’altra parte, è l’avversario più competitivo da diverse stagioni. Uno sforzo notevole per un organico che, a detta di Sarri, non può reggere su più competizioni. Puntando tutto sul campionato, preferisce rinunciare alle coppe. Eliminato dalla Champions ha deliberatamente buttato via l’Europa League, schierando le riserve al posto dei titolari. Ha fatto scalpore l’eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Atalanta: piuttosto che rischiare un nuovo doppio scontro con la Juve, un’altra sconfitta avrebbe pesato psicologicamente, Sarri si è scansato. Chiaro messaggio a De Laurentiis: con questa rosa di più non posso fare. Mi iscrivo al club dei fan di Allegri. Per professionalità e competenza non ce n’è per nessuno. Mollare, mai. Sarri, invece, mi ricorda piuttosto Antonio Conte e il discorso del ristorante da 100 euro. Lui, che aveva un centrocampo composto da Vidal, Pirlo e Pogba, ha pensato che oltre allo scudetto non sarebbe stato possibile andare. E si sbagliava. C’è modo e modo di essere grandi. Chi lo è vuole vincere anche i trofei da bar, persino le amichevoli. La Juve lo è, il Napoli, forse, lo diventerà. Luca Beatrice Fonte: Tuttosport
  10. Anastasi65

    "Vi piace vincere facile?" Ma anche no...

    #finoallafine Quando la Juventus ha coniato questo motto, gli hastag e twitter non esistevano. Abbiamo sempre lottato fino alla fine, le nostre vittorie sono state vittorie sofferte, intrise di dedizione di sudore, di fiducia nei nostri mezzi. - 1967, non lo ricordo perchè avevo 2 anni, ma l'ho rivisto 100 volte.-1 all' ultima giornata e Juve Campione alla fine. - La Fatal Verona, con i Milanisti che avevano già le bandiere con la Stella. - Lo scudetto dei 51 punti, vinto dopo un epico duello col Torino che si fermò a 50. - 1986 penultima di campionato Roma - Lecce 2 a 3. Rimonta e vittoria finale. - Il 5 maggio E sono solo esempi. Abbiamo vinto 35 scudetti, ma quelli "passeggiati" non sono molti. Possono vincere anche gli avversari ovviamente, non è che vinciamo per diritto divino, ma qui talora si perde di vista la realtà e anche il buonsenso diventa talora merce rara. Capisci che le giovani leve di Juventini vivano quasi nell'idea del "diritto divino alla vittoria" ma non è così. Il Napoli è un avversario che sta concentrando tutto il meglio del suo ciclo in questa idea di vincere lo scudetto questo anno. Noi non ci arrenderemo mai. Però nulla è dovuto o già vinto, ma nemmeno perduto, ci sarà da lottare e da soffrire. Qundi per favore, date una occhiata anche alla nostra storia prima di deprimervi perchè il Napoli non cede. Noi siamo la Juventus e non molliamo MAI nessuna competizione. Loro sono il Napoli e possono farlo. Ma alla fine vedremo chi prevarrà.
  11. E pensare che allo... Scansuolo hanno creduto in tanti, dall’antijuventino incallito a chi vanta di avere altri interessi rispetto alle sorti del campionato italiano, però vuoi mettere che vinca finalmente una squadra alternativa alla Juventus dopo sei anni di dominio incontrastato? E se per ipotesi assurda fosse vera la “teoria” delle squadre che si aprono dinanzi all’avanzata dei campioni d’Italia, vorrebbe dire che i Mosè vestiti di bianco e nero non avrebbero fatto distinzioni tra figli e figliastri: negli ultimi sei anni, visti i numeri, si sono scansati tutti. Si sono spostati per far passare il nemico di una vita nonostante dichiarazioni bellicose e previsioni intrepide su quel pezzo di stoffa che adorna la casacca degli juventini dal 2012 a oggi, un tricolore dopo l’altro. I numeri rappresentano la garanzia più fedele di un monologo che in Europa vale la medaglia d’argento: già, soltanto il Barcellona è stato capace di infilare più punti di Gigi Buffon e compagni, 611 contro 601 dal 2011 a oggi. Il resto è noia, o «chiacchiere da bar», direbbe Max. Allegri è il prosecutore di un’epopea inaugurata da quel «Fate schifo» che frastornò Bardonecchia e il cui copyright ha un nome e un cognome: Antonio Conte. Il rodotto finale è una Juventus da fare invidia. La classifica dei punti conquistati a partire dalla prima gara ufficiale allo Stadium recita: Barcellona 611 (tre Liga in archivio), Juventus 601 (sei scudetti consecutivi), Paris Saint-Germain 587 (quattro Ligue 1), Real Madrid 586 (due campionati), Bayern Monaco 556 (cinque Bundesliga in fila). Bianconeri sul podio: ci sta, perché la concorrenza in Italia ti rosicchia punti nonostante i 102 di Conte, da record. Il 7-0 contro il Sassuolo alla 251ª partita della serie è la certificazione definita del panta gruelismo bianconero: quel mix tra leggerezza di spirito e fame ancestrale che contraddistingue la Juve da sempre. Fonte: Tuttosport
  12. Raccontano che dopo Napoli-Bologna le polemiche arbitrali stiano montando come neppure la panna di primissima qualità, conservata accuratamente in frigo. Raccontano che fra rigori concessi e rigori non visti (oppure visti e non fischiati) al bar sport ci sarà da chiacchierare in libertà per giorni interi. Ma soprattutto raccontano che parte del popolo juventino si sia talmente imbestialita da aver invaso lo sfogatoio della Rete a suon di strali, improperi, invettive, lanciati in particolare da chi non vede l’ora che i campioni d’Italia operino il sorpasso in classifica sul Napoli. Molti, in questo senso, avrebbero scommesso su un nuovo primato bianconero grazie all’Atalanta che una settimana fa avrebbe dovuto fermare gli azzurri: non lo ha fatto, pazienza. E adesso che il calendario propone altri 7 incroci di campionato con la Juve destinata a giocare sempre prima dei rivali, l’auspicio da parte bianconera si rinnova. Sorge, tuttavia, un dubbio: ma siamo così sicuri che pure Massimiliano Allegri smani dal desiderio di lasciarsi dietro il Napoli prima possibile nella corsa al settimo scudetto consecutivo? Mah, il dubbio è atroce...C’è da star «calmi», direbbe Max per il quale non c’è fretta di riconquistare una vetta sulla quale gli sherpa bianconeri hanno posto la loro bandierina nel 2012 e da quel momento in poi il vessillo non s’è più schiodato. Non si tratta, banalmente, di mettersi a “gufare” l’avversario (ché di gufi in questa stagione non sono mai stati così stracolmi gli ambienti anti bianconeri: non si vede l’ora che il dominio juventino venga interrotto). Si tratta, piuttosto, di far sentire il fiato sul collo della preda da acciuffare, ma nei tempi giusti. E anche se si avvertisse tutta questa impellenza di riprendere il comando, i precedenti premierebbero i campioni d’Italia: negli ultimi sei anni è in questo periodo che hanno cominciato a concretizzare una supremazia indiscussa, oppure coronando un lungo inseguimento come nel 2016 quando a metà febbraio Simone Zaza certificò l’avvenuto passaggio di consegne. Al Napoli bello e divertente il primato effimero e il titolo di campione d’inverno, alla Juventus cinicamente brutale lo scudetto vero. Il piano volto ad agguantare la leggenda è chiarissimo. Fonte: Tuttosport
  13. «Dopo tanti anni di primato della Juventus, spero che sia il Napoli a vincere il campionato». Parola di Paolo Maldini che, intervistato dal magazine algerino Le Buteur (sponsor, tra l’altro, del premio che qualche giorno fa l’ex capitano del Milan ha consegnato a Faouzi Ghoulam) ha svelato la sua opinione: «Lo scudetto sarà un affare tra Napoli e Juve. Il Napoli giocherà l’Europa League e potrebbe anche vincerla. Bisognerà anche vedere quanto avanti andrà la Juve in Champions: la tenuta fisica sarà fondamentale. Inter e Roma, per il momento, non sono al livello delle prime due. Ghoulam? Ha fatto progressi incredibili, è un difensore moderno, bravo tanto nella fase di spinta quanto in difesa. Se non forzerà il recupero, tornerà più forte di prima». Fonte: Tuttosport
  14. Votate quello che preferite, i primi tre saranno proclamati vincitori e i nostri grafici creeranno una firma con il loro slogan per lo striscione Avete tempo sino alle 22:30 di giovedì 30 novembre Chi vuole può realizzare uno di questi striscioni ed inviarci la foto entro le ore 20:00 di domenica 3 dicembre all'indirizzo: staff.vecchiasignora@gmail.com. C'è la possibilità di finire nella rubrica TV "Striscia lo striscione"
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