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  1. Bicienzo Cantalopus Juve

    Champions League, ecco il nuovo pallone: sarà blu

    Rivoluzione totale per quanto riguarda il nuovo pallone della Champions League 2018-2019: domina il blu e le stelle per la prima volta non saranno colorate Per il sorteggio, in programma il prossimo 30 agosto, bisogna aspettare ancora qualche giorno. La nuova Champions League, infatti, deve nascere. Per farlo dovrà aspettare gli esiti degli spareggi, poi il pallone più prestigioso del mondo inizierà nuovamente a rotolare. Quella 2018-2019 sarà un'edizione particolare, nuova. Oltre all'introduzione della nuova formula con partite alle 19:00 e alle 21:00, la novità sarà rappresentata proprio dalla sfera che passerà fra i piedi dei giocatori più forti del mondo e che ci porterà dritti dritti alla finale di Madrid in programma il prossimo 1 giugno. Il nuovo pallone della Champions League, annunciato oggi dall'Adidas attraverso il proprio profilo Instagram, sarà blu. Una novità assoluta, una vera e propria rivoluzione cromatica. Un colore elettrico, che costituisce lo sfondo alle celeberrime stelle, a questo giro prive di colore. Secondo l'azienda il cambiamento migliorerà notevolmente il controllo e il gioco della sfera da parte dei giocatori. Fonte: GianlucadiMarzio.com
  2. Jeiojonjei

    [Topic Unico] FIFA 19

    A 9 mesi da FIFA 18, durante l'EA Play di Los Angeles la software house statunitense ha presentato il prossimo simulatore calcistico. Ecco la conferenza stampa dell'evento, dove si parla del titolo calcistico dal minuto 66:40 Tra le più importanti novità annunciate ci sono le licenze ufficiali in esclusiva delle competizioni UEFA, con ovviamente la UEFA Champions League come punta di diamante inserita in tutte le modalità del gioco. Per tutte le novità inerenti gameplay e meccaniche di gioco, c'è il richiamo al seguente articolo. Questi gli altri tweet ufficiali Infine il trailer ufficiale ed un primo gameplay diffuso in rete Con questa chicca
  3. L’ ultima volta che si sono incrociati in campo è stato un piacere solo per CR7. A Cardiff, 14 mesi fa, la Juventus perse 4­-1 con il Real in finale di Champions, Ronaldo fece due gol e lo sfortunato piede di Bonucci deviò il pallone dell’1­-0 per i blancos. Cris chiuse la serata con una meritata boccia di champagne e la Coppa tra le braccia, Leo sfilò mesto con la seconda medaglia dei secondi (che non conserva mai, perché le sconfitte si cancellano), senza sapere ancora che quella sarebbe stata la sua ultima partita con la Juventus. Bonucci ieri pomeriggio si è presentato alla Continassa per il primo allenamento. Lui Cristiano hanno parlato della prima serata mondana del portoghese: su consiglio del difensore, mercoledì il fenomeno ha cenato con Georgina al ristorante stellato la «Credenza» di San Maurizio Canavese. Dopo le chiacchiere, tutti agli ordini di Dolcetti, tornato apposta dall’America per allenare il gruppetto torinese (composto anche da Dybala, Douglas Costa, Cuadrado e Bentancur, cui si uniranno a giorni i finalisti Mandzukic e Matuidi). Ronaldo e Bonucci condividono la stessa filosofia: il campo prima di tutto, professionisti che non lasciano nulla al caso. Uno è arrivato a Torino osannato come se fosse il nuovo Messia, l’altro è rientrato con il peccato originale della parentesi milanista. Lui e Cr7 saranno la spina dorsale della nuova Juventus, sfacciatamente proiettata verso la Champions League. Leo difende e imposta dalle retrovie, Cristiano è abituato a trasformare in oro quasi ogni pallone che tocca. Ronaldo ha scelto la Juventus per arrivare sul tetto d’Europa con una squadra meno abituata del Real a stare a certe altitudini, Leonardo è tornato a casa per ragioni di cuore ma anche per coronare il sogno europeo. Ed è soprattutto per l’assalto all’Europa che la Juventus, dopo aver fatto il colpo CR7, ha assecondato il desiderio di Bonucci di tornare bianconero. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. Juventus e Adidas di cui Pjanic, di fatto, è doppio testimonial (c’è il contratto partnership e di fornitura tecnica tra il club e la multinazionale, c’è il contratto di sponsorizzazione ad personam tra la multinazionale e il giocatore). Fatto sta, dunque, che nel pomeriggio di ieri (tarda serata ora italiana) il bianconero si è recato all’Adidas Flagship Store Nyc, nel centro di Manhattan, per concedersi a qualche tifoso, nonché - anche - per rispondere a qualche domanda. Tra ambizioni di Champions, voci di mercato, effetto Ronaldo sulla Juve. Inevitabile fare riferimento al mercato, considerando che Pjanic - indubbiamente uno tra i centrocampisti più forti d’Europa - è al centro ormai da settimane di indiscrezioni legate al forte (e verificato) interesse di Barcellona, Chelsea e Manchester City. «Io non ho niente da dire in questo senso, si leggono e sentono delle cose, ma io sto qua e cerco di prepararmi al meglio e trovare la forma migliore. Penso ad allenarmi al massimo. Il resto non dipende da me».Certo, in effetti, l’idea di lasciare la Juventus proprio ora che è diventato uno squadrone consolidato in Europa e può pure vantare l’acquisto di Cristiano Ronaldo, beh, può risultare una scelta azzardata. Le ambizioni, Pjanic concorda, sono aumentate parecchio e c’è davvero la sensazione che si possano raggiungere traguardi inediti in tempi recenti. L’avvio di questo precampionato è stato soddisfacente, con la vittoria sul Bayern. «Stiamo lavorando bene e stiamo lavorando tanto. E’ importante entrare subito in buona condizione fisica e crescere nel gioco in maniera costante. A Philadelphia abbiamo offerto una buona prova, anche se ovviamente siamo solo all’inizio e i margini di crescita sono tanti: vogliamo e possiamo sempre fare qualcosa in più nel gioco. Ma siamo già sulla buona strada. Oltretutto non ci sono stati infortuni e questo è sempre importante. I nuovi, poi, si stanno inserendo bene. Ci sono davvero ottime premesse». Quanto alle ambizioni, dunque, si può guardare alla Champions League come a un obiettivo e non più come a un sogno. Fonte: Tuttosport
  5. Per capire cosa significhino 7 anni di vittorie ininterrotte del campionato (e non solo) bisognerebbe fare esercizi di memoria specifici. Facili, brevi, ma specifici, ricordando "com'eravamo" (perchè è possibile usare questa locuzione dopo 7 anni) e com'era il mondo intorno a noi (anch'esso cambiato in tante piccole cose). Probabilmente qui dentro c'è chi 7 anni fa doveva iniziare l'università e nel frattempo, in 5 anni, si è laureato (secchioni! ), o comunque ha ultimato un percorso triennale di studi (ma anche no eh ). Oppure chi doveva iniziare le scuole superiori e ora si trova all'università. Chi era all'università e oggi lavora. Chi si è sposato/a, magari con prole al seguito, e così via. Purtroppo in 7 anni avvengono anche cose spiacevoli, ma quelle lasciamole da parte. Insomma, parliamo di un lasso di tempo incredibile! E talvolta, nel corso della stagione, questa cosa giocoforza si dimentica, presi come siamo dalle dinamiche del "momento". Così come, partita dopo partita, maciniamo emozioni senza soluzione di continuità, fermandoci raramente a ripensare alle tante gare che ci hanno regalato sensazioni bellissime. E allora, sperando di continuare a viaggiare con questa velocità, ecco in un video riassuntivo una carrellata di gol delle partite indimenticabili vissute in questo Settennato bianconero, in Italia e in Europa, con telecronaca originale. Un modo per tirare il fiato e godere delle gioie che la Juve ci ha regalato in questo ciclo che speriamo sia ancora lungo e proficuo. Siccome ne manca qualcuna (almeno di quelle che avrei aggiunto io), se ne avete altre da segnalare ditelo (magari aggiungendo un video nel vostro post), sia tra quelle italiane che europee. Oppure dite semplicemente quella/e che ricordate con più piacere, con più emozione. Buona goduria! (nello spoiler la lista delle partite che trovate nel video) Video edit by JHTV Productions
  6. Questa doppia sfida col Real ci ha dimostrato due cose: fino a che punto possiamo essere umani, con i nostri limiti, e quanto possiamo essere giganti, nel superarli. L’orgoglio che ne scaturisce è di quelli senza tempo, di quelli che contraddistinguono un’identità. Stiamo vivendo un romanzo fantastico, siamo anche noi protagonisti quotidiani di un libro magnifico. Lo siamo da sempre, tutti i giorni, col nostro semplice amare la maglia. Ma quando assisti ad imprese che si ripetono nel tempo, negli anni, portate avanti da una squadra che non molla mai nulla (nulla!), credendoci anche quando sembra davvero impossibile, allora non si tratta più del “semplice” risultato di una partita o di una competizione, si entra nell’ambito delle lezioni di vita. Ed è un vero peccato che ci sia qualcuno che non riesca nemmeno a recepirle queste lezioni di vita, perso quotidianamente dietro vessilli personali o paturnie da difendere. Non so voi ma personalmente mi sono avvicinato a questa partita con uno spirito diviso a metà. Da una parte la solita voglia di scendere in campo e vincere che avevo già sin dopo la gara d’andata (troppo bistrattata quando invece in parità numerica fu assolutamente buona); quindi il solito nervosismo, i soliti riti, la gente che ti fa delle domande e tu ovviamente non rispondi, perso con lo sguardo nel vuoto, eccetera. Dall’altra una vocina, forse per la prima volta, mi suggeriva di non illudermi troppo per non soffrire dopo. Mi diceva “ma hai visto che scemi i giocatori della tua squadra a postare dichiarazioni d’intenti sui social? Hai visto Marchisio, che nemmeno sta giocando, come parla di lottare perché ancora non è tutto perso? Hai sentito Allegri che chiede di non salire sull’aereo a chi non ci crede o Pjanic dire che ok, sarà difficile, ma non impossibile?” Sì, tu li hai visti e sentiti. E pensi che dev’essere questo, probabilmente, che negli ultimi anni ha fatto sì che la Juve andasse spavalda in tutti gli stadi d’Europa (tutti)! E’ questo che l’ha fatta andare al Westfalen Stadion di Dortmund a fargliene 3; è questo che le ha permesso di andarsi a prendere una qualificazione al Bernabeu, unica negli ultimi 5 anni ad eliminare quelli là; è questo che l’ha fatta andare all’Allianz Arena di Monaco e vincere la partita fino alla mancata spazzata finale; è questo che le ha permesso di vincere (non di uscire con un “buon pareggio”, ma ancora di vincere) al City of Manchester, al Sánchez-Pizjuán, o al Do Dragao; è questo che le ha permesso di farne 3 al Barça riuscendo nell’impresa di essere una fra le sole tre squadre in Europa negli ultimi 10 anni a non perdere al Camp Nou (senza subire reti contro un trio fuori categoria); è questo che le ha permesso di vincere nel tempio di Wembley quando sembrava un pugile alle corde. Tutto ciò (e molto altro) raccolto in quattro anni, non in 15! Vittorie, esaltazioni europee, emozioni, momenti straordinari di juventinità tutti compressi in successione, come raramente successo. E’ questo che, nell’infuocato post partita del Bernabeu, deve aver fatto dire a Buffon (mi inchino, oh mito), alla sua ultima, perfetta, partita internazionale, una frase passata in secondo piano nel marasma dell’adrenalina e delle recriminazioni: “Sono orgoglioso perché sapevo che se c’era una squadra al mondo capace di compiere un’impresa del genere, venendo a rimontare 3 gol al Bernabeu contro il Real Madrid, quella poteva essere solo la Juventus”. Già, una grande squadra europea, in grado di vincere oltre ogni confine, OVUNQUE! Ovvio che essere privati a 20 secondi dalla fine di una delle più grandi imprese della storia del calcio fa incazzare, specie per com’è scaturita l’eliminazione. Anche perché pensavi di averle viste tutte, ma davvero TUTTE! Episodi ed accadimenti unici, e pure quei pochi che unici non sono… lo diventano nell’aggiungersi a tutti gli altri in un loro maledetto susseguirsi degli “eventi”. Ma quest’ultimo mancava. Mancava a quella collezione di bastardate del destino che possiamo vantare solo noi. Una fantastica doppia sfida del genere decisa a 20 secondi dalla fine da un episodio che definire grigio è dire poco, visto che persino la maggiorparte di ex arbitri o di ex giocatori (compresi quelli non certamente “juventini” come Maradona e Batistuta) lo ha condannato. Poi certo, a fare da contraltare a chi ne parla in buonafede ci sono anche tanti professionisti dell’ipocrisia… mi piacerebbe sentirli esprimersi se lo stesso episodio dovesse decidere un’ipotetica finale di Coppa del Mondo in Germania con l’Italia protagonista e vittima proprio contro i padroni di casa, a 20 secondi dalla fine! Ci sarebbe da ridere! Ma detto ciò l’impresa rimane tale. Bastano un paio di dati: 1) in tutta la storia della Coppa Campioni e Champions League il Real non aveva mai perso in casa con 3 gol di scarto, e solo 4, solo 4 volte in 62 anni, con 2 gol di scarto (contro Bayern, Ajax, Barcellona e Juventus, che diventa la prima, dunque, ad esserci riuscita per due volte); 2) il Real era andato in gol in 110 delle precedenti 114 partite. Ecco perché addirittura “lamentarsi”, puntando il dito contro qualcuno, lascia il tempo che trova. Perché quel qualcuno aveva realizzato ciò che non era MAI riuscito a nessuno! Per questo motivo non mi viene ancora da parlare di tattiche e roba simile, perché per quanto mi piaccia parlarne, o per quanto mi piacerebbe riportare cosa ho esclamato 10 secondi prima dell'azione del rigore, do precedenza all’emozione di una serata magica, quasi perfetta. L'amarezza provata alla fine è di quelle che percuote l'anima, dannatamente, ma tatuandole addosso l’ennesima dichiarazione d’amore. Tempra il cuore. Ma forse è proprio tutto questo a renderci ogni giorno più forti e ad avere voglia di rigiocare (e rigiocarla) subito! Forse è proprio questa l’ennesima lezione. E spiace per chi non sa godersi pienamente certe emozioni solo al fine di puntellare di continuo il proprio steccato. Sì, è un vero peccato che questa squadra meravigliosa spesso non venga trattata come merita, sia all’esterno che all’interno del suo habitat. L’esterno lo conosciamo, fatto da chi si lamenta da 20 o 30 anni ancora per un singolo episodio; da chi non si presenta alle premiazioni e si reputa un tartassato quando qualsiasi ricerca li indica come i più favoriti in assoluto; da chi lo scorso anno imbrattò gli spogliatoi del nostro stadio per un punto in campionato che spostava zero, non per una mancata semifinale di Champions che sposta decine di milioni; dal solito tristissimo pennivendolismo italiota che sta seriamente rovinando la cultura calcistica di questo paese; e così via. Ora, che attrezzi del genere facciano la morale a chi non ha mai utilizzato i loro mezzucci lascia il tempo che trova, è come sentire Varriale dare lezioni di imparzialità: un comico controsenso. Che però negli ultimi tempi si sia palesato un andazzo che anche tra di noi è andato oltre la normale critica, sfociando in parossismi ai limiti dell’inspiegabile, in accuse e fazionismi verbalmente violenti contro questo o quel singolo, è molto meno comprensibile. Si è letto di tutto, dalle analisi psicologiche delle conferenze stampa che ti farebbero vincere o perdere le partite (roba che in confronto Guardiola non dovrebbe più vincere nemmeno una coppa di quartiere, per come parla in conferenza) alla mancanza di palle dell’allenatore che sarebbe succube di Tizio o Caio (dimenticando che lo scorso anno era talmente un succube che sgabellò Sempronio). Dal profetizzare che “se giocano Questo o Quello abbiamo già perso” al voler vedere ceduti, per un singolo errore, pilastri della squadra che stanno esprimendosi a livelli altissimi da anni. Dall’esaltazione perenne del prossimo alla derisione continua dei nostri, in taluni casi basandosi su deduzioni che diventano mode o su elementi quali “l’andatura”, “lo sguardo”… roba da riportare alla mente “l’occhio della madre” di fantozziana memoria. Ecco: questa partita ha rappresentato l’ennesima risposta a certi rosari. Perché le critiche basate su qualcosa di concreto sono necessarie per migliorare, sono nel nostro dna; ma trascendere fino a certi livelli, smontando e infamando chiunque in favore di questo o quel preconcetto, di questo o quel dogma, talvolta fa pensare che alcuni, questa squadra che va ovunque in Europa a testa altissima, non la meritino. Alla fine anche una delusione sportiva offre sempre un'opportunità: quella di imparare qualcosa. Soprattutto per “aiutarsi”, per cercare di maturare da soli le proprie risposte ai tanti (troppi) luoghi comuni che circondano il calcio. Chi è disposto ad apprendere apprende. Gli altri troveranno sempre nelle frasi fatte e nei preconcetti le risposte a tutto. Prendiamola allora come l’occasione per ripartire. Sia come squadra, che mi auguro possa trarre nuovamente fiducia per l’avventura del prossimo anno (esattamente come la Champions del 2016/17 iniziò dalla partita di Monaco dell’anno prima); partite del genere fanno acquisire sempre nuove consapevolezze, perchè si è dimostrato ancora una volta di poter guardare in faccia chiunque, e di poterlo fare cercando di essere “più bravo” rispetto a chi è “più forte” di te. E sia come tifoseria, che spero non abbia mai un pensiero unico, che non rinunci mai alla propria capacità di autocritica… ma che quantomeno provi a nutrirsi un po’ più di orgoglio stemperando alcuni pregiudizi, cercando di marciare, dunque, un po’ più compatta contro chi ci vuole male e accanto ad una squadra che sta segnando un’epoca, in Italia come in Europa. - Leevancleef -
  7. fonte: tuttojuve.com Badate bene, Fabiolone è un interista sfegatato.
  8. surspir

    Moduli e soluzioni per una Juve più europea

    Premesso che Allegri e' un grande tecnico e che io non sono un intenditore di tattica, voglio prendere spunto da quello che ha detto Vialli Sabato sera a Sky Calcio Club (che in Europa mettono 4 giocatori nella parte alta del campo), vorrei condividere questa idea di una formazione piu' europea. Ovviamente, molti ruoli sono intercambiabili (vedi i ruoli diversi di Pjanić e Costa). Ma il messaggio che voglio mandare e' che forse la Juve deve osare di piu' in Europa. Da non Itlaiano, forse sono piu' distaccato dalla cultura calcistica che si basa sulla difesa. Secondo me, questa cultura va bene per la Serie A, ma ho dei dubbi sulla relevanza nella CL. Ovviamente, questo non significa che questa formazione avrebbe battuto il Real perche' la differenze e' palese. Pero' voglio presentare un concetto provocatrio per dare il via ad una discussione (so che c'ernao molti simili in passato) che analizza se e' meglio segnare un go piu' egli altre anziche' subirne uno di meno. A questo punto votrrei aggiungere che - secondo me - e' meglio adottare la stessa strategia di Mercato praticata da Moggi (cioe' aggiungere un solo giocatore - tipo Isco - che fa la differenza invece di prendere un numero di giocatori buoni). Spreo di essermi speigato bene e che il mio italiano sia abbastanza comprensibile per esprimere quello che ho in mente
  9. Invio richiesta qui http://sport.aworldofevents.net/ Prezzi: SOLD OUT Biglietto + Hotel 3 stelle una notte: € 210 a testa in doppia, € 280 in singola Biglietto + Hotel 4 stelle una notte: € 280 a testa in doppia, € 370 in singola 1: Non è prevista la vendita del solo biglietto partita. Il biglietto può essere venduto solo se abbinato a un servizio turistico. 2: come da regolamento e indicazioni UEFA, AWE – A World of Events, avendo a disposizione solamente biglietti partita nel Settore Ospiti, può vendere gli stessi a tutti i tifosi ad esclusione dei residenti o dei cittadini di nazionalità INGLESE, ovvero della squadra di calcio che ospita la Juventus in occasione della partita in oggetto. 3: Per ragioni di sicurezza, ogni biglietto (fa fede la matrice dello stesso) è associato ad un nominativo. I biglietti partita che verranno presentati all'ingresso allo stadio dovranno combaciare con i nominativi fornitici in fase di prenotazione, in quanto potrebbero avvenire in loco dei controlli sulla corrispondenza tra quanto trasmesso alla polizia locale e il detentore fisico del biglietto che si presenta allo stadio. INFORMAZIONI PER J1897/B&W MEMBER E' possibile partecipare al contest dedicato I biglietti riservati agli Juventus Member sono allocati nel Settore Ospiti. La selezione avverrà in base all’ordine di arrivo delle candidature sino ad esaurimento dei posti disponibili e i J1897 Member avranno la precedenza. Ti informiamo inoltre che, al momento dell'acquisto dei biglietti, dovrai fornire tutti i dettagli del tuo viaggio. La scadenza di invio delle candidature è fissata per domenica 25 febbraio 2018 alle ore 20:00. Ogni J1897 o Black&White/Premium Member potrà acquistare fino a 2 biglietti a condizione che anche l'accompagnatore sia J1897, Black&White/Premium o Junior Member. Non è necessario essere in possesso della Tessera del Tifoso e non è in alcun caso consentito il cambio nominativo.
  10. Dopo il 2-2 di Torino ci sono ancora almeno 90 minuti da giocare a Londra. Esprimete il vostro sentore in vista della gara di ritorno, motivandolo. Leggeremo le vostre risposte nel corso della puntata di RadioVS di stasera, a partire dalla 21:15 A voi
  11. ***SOLD OUT*** http://www.juventus.com/it/news/news/2018/juve-tottenham---sold-out-.php SI RICORDA A TUTTI CHE IL FORUM NON È UN MERCATO DI PRELAZIONI E DI BIGLIETTI, PERTANTO NON SONO AMMESSI POST DI RICERCA O VENDITA DI PRELAZIONI O BIGLIETTI. INOLTRE, AL FINE DI EVITARE DISCUSSIONI E FRAINTENDIMENTI, GLI ABBONATI CHE NON ESERCITERANNO LA PRELAZIONE E HANNO IL DESIDERIO DI SCRIVERLO, LO SCRIVANO SOLAMENTE UNA VOLTA CONCLUSA LA POSSIBILITA' DI CAMBIO NOME, OVVERO A PARTIRE DAL 17 GENNAIO IN CASO CONTRARIO IL POST VERRÀ CANCELLATO E, SE RIPETUTO, L'UTENTE VERRÀ ESPULSO. GRAZIE Info prezzi: ABBONATI TARIFFA INTERA - Durante le fasi di vendita riservata il biglietto andrà caricato sulla tessera del tifoso, non sarà possibile acquistare in modalità home ticketing; per l’acquisto in questa fase, J1897, Black&white Member e Premium Member devono essere materialmente in possesso della tessera del tifoso in corso di validità; - Per gli abbonati, in caso di tessera smarrita o scaduta è possibile esercitare la prelazione attraverso i punti vendita speciali Lis per tutti i settori; - Presso i punti vendita autorizzati Lis può essere applicata una commissione fino ad un massimo di 2€ per ogni titolo emesso. Per costi o commissioni degli altri canali, suggeriamo di fare riferimento al sito Listicket.com; - Gli abbonati potranno fare il cambio nominativo solo ed esclusivamente acquistando in ricevitoria con caricamento su TDT a tariffa Intera (e non a tariffa abbonati). Conseguentemente, sul sito Listicket.com, nell’apposita sezione “cambio supporto” sarà possibile effettuare il cambio di utilizzatore. Attenzione: l’utilizzatore che riceve il titolo deve essere fisicamente in possesso della tessera del tifoso poiché il titolo verrà caricato su di essa e sarà necessario per l’ingresso allo Allianz Stadium. ATTENZIONE: il cambio nome sarà consentito entro e non oltre martedì 16 gennaio; - Si ricorda il divieto di acquisto dei tagliandi ai tifosi di nazionalità Inglese, ad eccezione dei possessori di Tessera del Tifoso o Membership card Juventus che dovranno esibirla al momento dell’accesso allo stadio; Qualora si riscontrasse un acquisto da parte di un cittadino Inglese senza le precedenti tessere, il biglietto verrà annullato e non consentirà l’accesso al match. - Ricordiamo, inoltre, che gli iscritti agli Official Fan club potranno fare riferimento allo JOFC Center per la richiesta dei titoli di accesso - Gli abbonati potranno chiedere assistenza tramite il form di contatto nell’area “Aiuto” nella sezione il mio abbonamento su juventus.com PRELAZIONE ABBONATI Da lunedì 8 gennaio alle 12.00 a giovedì 11 gennaio alle 23.59 In questa fase puoi esercitare la prelazione sul tuo posto attraverso tutti i canali di vendita abilitati. Agli abbonati è dedicata, solo in questa fase, una tariffa speciale. Potrai esercitare la prelazione nei seguenti canali di vendita solo con modalità caricamento su Tessera del tifoso: - Listicket.com – solo con caricamento su TDT; - Call Center TicketOne 892.101* (Per chi chiama dalla Svizzera 0900 892 101 - Per chi chiama da tutti gli altri Paesi (diversi da Italia e Svizzera) +39 02 600 60 900 (dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 21:00 e il sabato dalle ore 9:00 alle ore 17:30. Domenica chiuso)* - solo con caricamento TDT; - Ricevitorie e Punti vendita Plus solo con caricamento TDT; Se intendi acquistare il biglietto con la tariffa abbonati utilizzando il CREDITO maturato ne “IL MIO ABBONAMENTO”, puoi farlo tramite i seguenti canali di vendita spendendo il credito maturato contestualmente all’acquisto: - Listicket.com: anche con utilizzo del credito maturato su IMA (Il mio abbonamento) spuntando l’opzione “Usare il credito nella tessera”; - Call Center TicketOne 892.101* (Per chi chiama dalla Svizzera 0900 892 101 - Per chi chiama da tutti gli altri Paesi (diversi da Italia e Svizzera) +39 02 600 60 900 (dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 21:00 e il sabato dalle ore 9:00 alle ore 17:30. Domenica chiuso) * dichiarando di voler utilizzare il credito maturato; - Punti vendita di corso Orbassano 348 - Torino e via Bruno Cassinari 15 – Milano, dichiarando di voler utilizzare il credito maturato; Non sarà possibile effettuare il cambio nome sui biglietti acquistati spendendo il credito MODALITA' DI CAMBIO NOME: Qualora si volesse utilizzare la prelazione, ma cambiarne l’utilizzatore del titolo, si potrà fare solo ed esclusivamente in RICEVITORIA pagando la tariffa INTERA cambio nome. Una volta acquistato il titolo e caricato su TDT, l’abbonato potrà andare sul sito Listicket.com dove sarà possibile cambiare l’utilizzatore nella sezione dedicata “cambio Supporto”. ATTENZIONE: sarà possibile effettuare il cambio nominativo entro e non oltre martedì 16 gennaio Conclusa la fase di prelazione Abbonati, gli abbonati potranno acquistare in fase “fase di vendita riservata J1897 e Black&White Member” in qualsiasi settore dell’Allianz Stadium a tariffa intera e non sarà possibile usufruire dell’eventuale credito maturato su “Il Mio Abbonamento” PRELAZIONE ABBONATI POSTI UEFA Da venerdì 12 gennaio alle 16.00 a lunedì 15 gennaio alle 23.59 SE SEI ABBONATO NEI SETTORI SOTTO ELENCATI PUOI ACQUISTARE IL TUO BIGLIETTO SEGUENDO LE ISTRUZIONI DI SEGUITO RIPORTATE. Elenco Settori: 114 dalla fila 5 alla 33 tutta la fila 115 dalla fila 6 alla fila 18 tutta la fila 218 tutto il settore 219 fila 7 dal posto 1 al posto 10 219 dalla fila 8 alla fila 17 tutta la fila 216 tutto il settore 1.1. SENZA UTILIZZO DEL CREDITO MATURATO SU “IL MIO ABBONAMENTO” E CON POSSIBILITA’ DI SCELTA DEL POSTO Gli Abbonati con posto acquistato nei “settori Uefa” potranno esercitare la prelazione in qualsiasi settore su: - Listicket.com; - Nelle ricevitorie Lis abilitate; - Tramite Call Center Ticketone 892.101 * (Per chi chiama dalla Svizzera 0900 892 101 - Per chi chiama da tutti gli altri Paesi (diversi da Italia e Svizzera) +39 02 600 60 900 (dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 21:00 e il sabato dalle ore 9:00 alle ore 17:30. Domenica chiuso) Per poter effettuare il cambio nominativo è necessario acquistare: - In ricevitoria, a Tariffa INTERO CN. Conseguentemente, sul sito Listicket.com, nell’apposita sezione “cambio supporto” sarà possibile effettuare il cambio di utilizzatore. Attenzione: l’utilizzatore che riceve il titolo deve essere fisicamente in possesso della tessera del tifoso poiché il titolo verrà caricato su di essa e sarà necessario per l’ingresso allo Allianz Stadium. ATTENZIONE: il cambio nome sarà consentito entro e non oltre martedì 16 gennaio 1.2. CON UTILIZZO DEL CREDITO MATURATO SU “IL MIO ABBONAMENTO” E CON POSSIBILITA’ DI SCELTA DEL POSTO Se intendi acquistare il biglietto con la tariffa abbonati utilizzando il credito maturato fino ad ora tramite “Il mio abbonamento”, puoi farlo tramite i seguenti canali di vendita: - Listicket.com, inviando dopo l’acquisto una richiesta tramite il form di contatto nell’area “Aiuto” nella sezione il mio abbonamento su juventus.com entro le 23:59 del 17 gennaio specificando “PRELAZIONE CON UTILIZZO CREDITO I.M.A.”. Sarai ricontattato per ottenere il rimborso della cifra corrispondente al tuo credito; - Call Center TicketOne 892.101* (Per chi chiama dalla Svizzera 0900 892 101 - Per chi chiama da tutti gli altri Paesi (diversi da Italia e Svizzera) +39 02 600 60 900 (dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 21:00 e il sabato dalle ore 9:00 alle ore 17:30. Domenica chiuso) * spendendo il credito maturato contestualmente all’acquisto; - Punti vendita di corso Orbassano 348 - Torino e via Bruno Cassinari 15 – Milano, spendendo il credito maturato contestualmente all’acquisto. Per i biglietti acquistati con tariffa Abbonati e/o biglietti acquistati con utilizzo del credito non sarà possibile effettuare il cambio-nome. VENDITA RISERVATA J1897[ Da martedì 16 gennaio alle 10.00 fino alle 23.59 Si ricorda che potranno acquistare il biglietto soltanto i J1897 materialmente in possesso della tessera del tifoso. Non è possibile effettuare il cambio nominativo sui biglietti acquistati nelle fasi di vendita dedicate ai Member; Canali di vendita, con caricamento su TDT: - Listicket.com - Ricevitorie Lis abilitate - Call Center TicketOne 892.101* (Per chi chiama dalla Svizzera 0900 892 101 - Per chi chiama da tutti gli altri Paesi (diversi da Italia e Svizzera) +39 02 600 60 900 (dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 21:00 e il sabato dalle ore 9:00 alle ore 17:30. Domenica chiuso) Tutti i J1897 e i Black&White Member in possesso di Tessera Del Tifoso dovranno usare il numero della tessera per accedere alla fase di vendita riservata. I Member non ancora in possesso materialmente della Tessera Del Tifoso possono utilizzare il numero Membership nel campo codice promozionale, visualizzabile nella sezione “il mio profilo” su juventus.com o sulla Membership card. I J1897 e i B&W Member non residenti in Italia, possono acquistare il biglietto sul sito Listicket.com, inserendo nel campo promozione il Numero Member riportato sulla Member Card e sul proprio profilo personale; ricordiamo di scegliere la modalità Home Ticketing e di stampare a casa il biglietto. La procedura corretta è: •Inserimento del numero Membership nel campo codice promozionale •Conferma del numero inserito tramite popup visualizzato dopo l’inserimento del codice •Scelta del settore/posto •Selezione della tariffa “International”, abbreviata in “Int” e procedere al pagamento VENDITA RISERVATA J1897 E BLACK&WHITE MEMBER Da mercoledì 17 gennaio alle 10:00 a giovedì 18 gennaio alle 23:59 Si ricorda che potranno acquistare il biglietto soltanto i B&W Member materialmente in possesso della tessera del tifoso. Non è possibile effettuare il cambio nominativo sui biglietti acquistati nelle fasi di vendita dedicate ai member; Canali di vendita, con caricamento su TDT: - Listicket.com - Ricevitorie Lis abilitate - Call Center TicketOne 892.101* (Per chi chiama dalla Svizzera 0900 892 101 - Per chi chiama da tutti gli altri Paesi (diversi da Italia e Svizzera) +39 02 600 60 900 (dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 21:00 e il sabato dalle ore 9:00 alle ore 17:30. Domenica chiuso) * Attraverso questi canali, ogni J1897 e ogni B&W Member potrà acquistare fino a 4 biglietti a patto che tutti siano J1897 o B&W Member. Tutti i J1897 e i Black&White Member in possesso di Tessera Del Tifoso dovranno usare il numero della tessera per accedere alla fase di vendita riservata. I Member non ancora in possesso materialmente della Tessera Del Tifoso possono utilizzare il numero Membership nel campo codice promozionale, visualizzabile nella sezione “il mio profilo” su juventus.com o sulla Membership card. I J1897 e i B&W Member non residenti in Italia, possono acquistare il biglietto sul sito Listicket.com, inserendo nel campo promozione il Numero Member riportato sulla Member Card e sul proprio profilo personale; ricordiamo di scegliere la modalità Home Ticketing e di stampare a casa il biglietto. La procedura corretta è: •Inserimento del numero Membership nel campo codice promozionale •Conferma del numero inserito tramite popup visualizzato dopo l’inserimento del codice •Scelta del settore/posto •Selezione della tariffa “International”, abbreviata in “Int” e procedere al pagamento GLI ABBONATI POSSONO ACQUISTARE IN QUESTA FASE SENZA PERO’ POTER USUFRUIRE DELLA TARIFFA A LORO DEDICATA VENDITA LIBERA ***SOLD OUT*** http://www.juventus.com/it/news/news/2018/juve-tottenham---sold-out-.php La vendita libera, in caso di disponibilità, partirà venerdì 19 gennaio alle 10:00.
  12. Vs Sondaggi

    Lista Champions: chi escludereste?

    Esprimete la vostra preferenza
  13. Calendario Juventus Calendario Tottenham Chi ha il calendario favorevole in vista della doppia sfida di Champions League?
  14. Ufficiali le quattro urne dalle quali usciranno gli otto gironi di Champions League. Sorteggi alle 18 di oggi, giovedì 24, a Montecarlo. A voi la scelta N.B.: Per il limite di domande nel sondaggio non è possibile inserire la squadra "da evitare" nella quarta fascia, se volete aggiungetela nel vostro post
  15. Leevancleef

    L'insostenibile pesantezza dell'essere. In finale

    In attesa che la Juve rientri in campo per il 2°T della sua nona finale di Champions/Coppa Campioni, nell’esaltare una stagione che rasenta la perfezione assoluta, ma rimane eccezionale (e il termine è quanto mai pertinente, perché stagioni di questo tipo appartengono all’eccezionalità), segnalo che è impossibile trovare un rimedio contro il mal di testa che serate come quella di sabato ti procurano. Così com’è impossibile negare la delusione enorme, a tratti disarmante, nel (non) vedere, al rientro dagli spogliatoi, la Juve a cui siamo stati abituati per tutta la stagione. E’ stato come assistere a Dr. Jekyll e Mr. Hyde, e in questi giorni va rispettata la delusione di tutti, anche se come sempre c’è chi riesce a mantenere certi binari e chi trascende buttando al fiume il bambino e l’acqua sporca. Fa male, insomma, poche storie. E se due anni fa dopo Berlino dicevo che faceva male, ma meno di finali precedenti, stavolta no, fa male e basta. Provando a riavvolgere il nastro proviamo a psicanalizzare il pre, il durante e il post partita nei quali la Juve si è imbarcata per provare ad attraversare il mare della finale di Cardiff. Sono spunti di discussione per tutti, per cercare di ovviare ai tanti topic che ognuno di noi vorrebbe aprire. Quindi sarò lungo (scusatemi), ma tanto in questo momento i concetti vengono di getto, e se ne può parlare insieme. LA PREPARAZIONE Si dice che una delle ricette per affrontare meglio la finale sia quella di evitare la pressione, di alleggerirla, pur affrontandola con la dovuta fiducia e la necessaria umiltà. La pressione, la paranoia, l’ossessione… vanno annullate o diminuite il più possibile. Lo dice chiunque. Per esempio lo dice Allegri da tempo (i cui risultati in Europa si sono visti: 2 finali in 3 anni, un’eliminazione come quella di Monaco, unica squadra ad aver battuto il Real Madrid negli ultimi 4 anni…). L’ambiente Juve però quella coppa la brama da tempo (anche se in molti, TROPPI, dimenticano cos’è successo in mezzo a questo “troppo tempo”, una cosetta che ci ha condizionato e, volenti o nolenti, ci condiziona ancora oggi che siamo tornati sul podio europeo, perchè, col normale corso della storia, potremmo e dovremmo essere ad un livello ancora superiore). Lo stesso ambiente Juve, quindi, se deve mettere pressione su un qualcosa, la mette su quella. Alla presentazione di ogni nuovo acquisto i tifosi gli chiedono la Champions, i giornalisti fanno domande sul vincere la Champions, al museo gli fanno vedere la Champions e piovono invocazioni in stile Fatima… insomma, le pressioni che Roma suscita per tutto ciò che riguarda la coppa del GRA (e oltre), gli juventini, magari in tono minore, le tirano fuori per questa coppa. Il calendario te la piazza il 3 giugno, un po’ in là rispetto alle semifinali, rispetto a quando hai il vento in poppa. Nel frattempo si sta scrivendo la Leggenda, si sta vincendo il 6° scudetto di fila, la 3a Coppa Italia, il 3°double consecutivo… qualcosa di fenomenale… e ad Allegri (sempre quello di prima) viene chiesto: “festeggerete?”. Risposta (più o meno): “Bisogna festeggiare e godere di queste gioie coi nostri tifosi, è giusto farlo. C’è il momento del lavoro e il momento della festa. La forza di una grande squadra è riattaccare l’interruttore al momento giusto. C’è tempo fino al 3 giugno, dobbiamo vivere ogni momento come fosse l’ultimo, perché pensare troppo può mandare fuori giri. Quindi sì, festeggeremo». Già. Invece noi come rispondiamo? Nello stesso modo nel quale sono state preparate altre finali di Champions (in alcuni casi giustamente, visto che capitavano 3 giorni dopo lo scudetto), cioè col minimo sindacale. Quella pressione che va tolta, quell’alleggerimento, quel godere di un’impresa leggendaria appena compiuta per caricarsi ulteriormente si riduce al “festeggiamento” organizzato dalla Lega Calcio: coppa e foto. Stop. Perché “la squadra deve pensare alla Champions”. Sembra una sciocchezza, ma non lo è. E non è ovviamente “IL” motivo della sconfitta, ma solo un pensiero sull’analisi di come si debbano vivere i “momenti” che vanno goduti fino in fondo. Ricordate l’inaugurazione dello Stadium? Eravamo in un periodo infimo, quasi azzerati da tante delusioni. Poi quell’inaugurazione, quello STUPENDO ripercorrere COS’E’ LA JUVENTUS, quel far capire a chi non lo avesse ancora capito (o dimenticato) da dove veniamo, chi siamo, e come un club del genere vada CELEBRATO. Difatti in tantissime interviste di vari giocatori, quel momento è ricordato come “indimenticabile”, come la scossa iniziale, come “l’aver capito” cosa significava la Juve. Fu benzina pura (ri-sottolineo che si parla sempre di “una delle” tantissime componenti). E fu bellissimo perché ci introdusse anche ad una nuova era comunicativa, il mondo cambiava già allora, e la Juve (finalmente e giustamente) si auto-celebrò. La Juve quindi vince il suo 6° scudetto consecutivo 3 giorni dopo la 3a Coppa Italia, realizzando qualcosa di epico, e che fa? Invece di celebrare l’impresa come si deve (senza, naturalmente, le proporzione di un’inaugurazione di un nuovo stadio), di godere INSIEME ai tifosi, di far percepire ai giocatori ancora di più l’impresa che hanno fatto, di fargli cogliere il senso della grandezza di giocare nella Juve, e allo stesso tempo fargli abbassare la tensione… come ha fatto, ad esempio, una "squadretta" come il REAL MADRID (per una semplice Liga che non riscriveva la storia del calcio spagnolo), alza la coppa, sta dieci minuti in campo, e poi via. Perché? “Perché la quadra deve pensare alla finale”. Come le precedenti 4 ultime volte. Quando si parla di queste cose vanno fatte alcune puntualizzazioni: auto-celebrarsi doverosamente, nel modo giusto, non significa festeggiare per un anno intero come fanno da altre parti, ma nemmeno non saper festeggiare a dovere un’impresa che forse è irripetibile. Peraltro (volendo usare un approccio che la Juve sta cercando sempre più di sviluppare), persino un momento di quel tipo crea “seguito”, crea “momenti social” (come si dice oggi), crea diffusione del brand, perché TUTTO è pubblicità e tutto fa grandezza. E allora... porta tutte le coppe in campo, o portale in piazza! Vacci in piazza con chi fa i km tutto l’anno e non è riuscito ad entrare allo Stadium (e non per forza si deve fare un tour a velocità d’uomo, le piazze si possono transennare, vedere sempre il Real che arriva, festeggia come si deve, e poi se ne va); oppure fai un discorso di ringraziamento (il Bayern lo fa da un balcone su pubblica piazza, per il Real parla persino il sindaco), o un discorso di celebrazione… o persino cose banali… “gioca” coi tifosi sugli spalti con cori e controcori (abbiamo un dj), consegna il microfono ai calciatori per farli loro, i cori… insomma, ci sono tantissime cose che si possono fare per festeggiare, celebrarsi e soprattutto… stem-pe-ra-re la tensione! Noi no, perché “bisogna pensare alla Champions”. Così invece di giocarla una volta sola, la finale iniziamo a giocarla da 15 giorni prima perché “se si festeggia ci si distrae”. 15 giorni prima! A parte l'impresa in sè e i tifosi stessi, lo meriterebbe lo stesso Allegri che fino ad oggi non si è goduto ancora una festa "totale", come si deve. E questo discorso vale ancor di più per la Juve, perché con la pressione che c’è, relativa alla voglia di vincerla, la tensione va alleggerita. Alcuni commentatori guardando le facce che avevano i nostri prima di entrare in campo, tese, grondanti sudore, hanno affermato che il Real di partite ne ha giocata una sola, mentre noi ne avevamo già giocata un’altra. Ecco, per le prossime volte, se dovesse ricapitare: prendiamoci il tempo per festeggiare a dovere (brindisino di squadra “inter vos” a parte), non succede nessun’apocalisse nel farlo! Godiamo dell’affetto e della carica dei tifosi (che dovrebbe essere quasi una giusta ricompensa, un atto dovuto). CELEBRIAMO la nostra grandezza per innalzare sempre di più l’autostima, sbattiamo in faccia a tutti la nostra storia per vestirci della dovuta carica. Poi si può vincere o perdere anche in quel caso, ovvio, ma intanto iniziamo ad evitare soluzioni tafazziane e che non aiutano a preparare un bel niente, visto che in tal senso il pregresso parla chiaro. [Ditemi pure cosa ne pensate, se pensate che serva alleggerire o non staccare mai dallo stare sul pezzo, se è lecito chiedere di godere a dovere delle proprie imprese oppure no] LA PARTITA La Juve ha giocato tante finali. Si va dall’estremo di Juve-Ajax a quello di Juve-Amburgo. Ma mai aveva giocato sprazzi di Juve-Ajax e sprazzi di Juve-Amburgo nella stessa finale. Ora è successo anche questo, ed è avvenuto nel modo più inatteso perché era convinzione comune che si sarebbe potuto anche perdere, ma che in ogni caso la Juve avrebbe venduto cara la pelle, visto il cammino STREPITOSO nella Champions di quest’anno (vincenti in tutte le trasferte meno una, dove non era necessario; soli 3 soli gol subiti fino alla finale; Barcellona piegato a nostro uso e consumo, senza subire nemmeno un gol in due partite contro la MSN… ecc). Approccio perfetto, prendiamo possesso della partita (anche se il Real è squadra che non eccelle nei primi tempi per poi uscire alla distanza), giochiamo a viso aperto, usciamo dal pressing con coraggio e combinazioni veloci, difendiamo alti e in avanti, andiamo al tiro con Higuain 2 volte e con Pjanic, su cui Keylor Navas fa una paratona (e lì un po’ inizi a pensare), Marcelo e Dani Alves si annullano a vicenda, ma poi… anche in un momento in cui sembri quadrato, ecco che proprio la difesa, il tuo punto forte, mostra crepe insolite. Mentre Dybala, dopo l’ammonizione, inizia ad innervosirsi sbagliando di tutto, l’asse Mandzukic-Alex Sandro non copre a dovere contro Carvajal pur avendo superiorità numerica da quella parte, e Chiellini si perde Cristiano Ronaldo che fa un movimento elementare e colpisce da solo a centro area per il primo tiro in porta del Real. La deviazione di Bonucci è una beffa, ma CR7 non può mai e poi mai ricevere palla da solo lì. Uno schiaffo che ti risveglia troppo presto, inizi a chiederti il perché anche quando giochiamo bene e andiamo più volte vicini al gol, pur con un’imperfezione difensiva, debba sempre arrivare un episodio beffardo a punirti. Reagiamo, rispondiamo, significa che in campo ci siamo, e pareggiamo col gol più bello della Champions, un’azione tutta al volo conclusa da una semirovesciata di Mandzukic che beffa Navas. Un gol spettacolare, magari anche questo insolito, ma BELLO, senza deviazioni, senza “episodi”: da spot! Un gol fondamentale, che rimette a posto la finale. E quando Mandzukic si batte la mano sul cuore indicando lo stemma pensi che la bilancia penda dalla tua parte, che servirà concretizzare quanto stiamo costruendo, ma che una difesa come quella della Juve può concederne una di occasione come quella del primo gol, non due, o comunque non quante ne servirebbero per perdere la partita rispetto a quelle che stavamo costruendo noi per vincerla. I minuti finali del 1°T un po’ in affanno, anche se rimanendo ordinati difronte allo sterile possesso palla del Real, sembrano solo un momento di controllo. Pausa. Torniamo in campo per primi, e siamo lì ad aspettarli. Solitamente in queste occasioni si dice che la squadra che rientra prima è quella che ha più voglia, che non vede l’ora di sbranare il campo. Ma rimane tutto lì, perché dopo qualche minuto di nulla, con il gioco perlopiù fermo per degli infortuni, ti accorgi che è successo qualcosa, che manca qualcosa. Indietreggiamo da subito, il Real con un paio di mosse alza la linea e allarga il campo (a proposito, quanto è cresciuto Zidane! Chapeau!), a quel punto non riusciamo più ad uscire palla al piede, iniziamo a sbagliare qualsiasi passaggio, ci impuntiamo con lanci lunghi che non servono a nulla. Le imprecisioni difensive cominciano a fioccare. Ma che succede? Sarà un momento, e allora bisogna soffrire come si deve, perché lo sappiamo fare. Una finale è fatta di tanti momenti e devi saperli accettare ma sempre stando DENTRO la partita (cosa ripetuta più volte anche da Allegri). E invece ecco che su una respinta centrale (un difensore non dovrebbe mai respingere palla centralmente) Casemiro ha tutto il tempo di caricare e trovare la seconda deviazione decisiva, la palla prende un effetto assurdo e si insacca all’angolino. Due autogol in una stessa finale non li ricordo, ma a chi potevano capitare se non a noi? A chi? Il Real stava premendo, intendiamoci, il gol l’ha cercato schiacciandoci, non è come quello del 1°T arrivato in modo un po’ inatteso per l’iter che stava avendo la partita, ma perché su deviazione? Perché? E’ quello che devono aver pensato i nostri, quasi riflettendo sugli episodi che non ci arridono mai. Ma non è giustificabile, casomai ci pensi a fine partita, ci pensi il giorno dopo, non al 60° di una finale. A quel punto siamo in bambola definitivamente, in modo disarmante. Sbagliano tutti. Il centrocampo non fa più filtro. Khedira patisce la scarsa forma post-infortunio, Pjanic, che pure aveva fatto un buon 1°T, zoppica (e presto uscirà). Quando vedi la difesa migliore al mondo coprire male su azioni banali, quando vedi un lottatore come Mandzukic aspettare la palla invece di andarle incontro, facendosi anticipare da Modric in pressing (!!!), ti sembra di avere gli incubi. E in effetti quelli che vedi sono dei fantasmi. Il Real è esperto, sente l’odore del sangue e preme forte sull’acceleratore, ma questo non spiega la dormita di Mandzukic e il nuovo errore di Chiellini sul movimento quasi banale di Ronaldo per il 3° gol del Real. Ma quando mai abbiamo preso un gol come quello? Assurdo! Nessun contromovimento dell’avversario, nessuna cosa fantasmagorica, semplicemente penetrati come il burro perdendo una palla banale e marcando il giocatore più forte del mondo da 5 metri di distanza. A quel punto capisci che anche quello del 1°T non era un caso, persino la nostra difesa s’è svegliata col piede sbagliato a Cardiff la mattina del 3 giugno. Ed è la cosa che fa più male perché anche quando qualcuno ha toppato partita, la difesa ha retto, è sempre stata l’ultimo baluardo. Se la vedi in quello stato, vuol dire che non ce n’è. In 3 minuti spariscono i sogni. In realtà non dovrebbe essere così, in realtà bisognerebbe reagire in qualche accidenti di modo, perché se fai un gol, anche di mano (seee, noi, una cosa del genere in una finale!), poi loro non possono scoprirsi e fai un assedio fino alla fine. Ma siamo squagliati. Mandzukic continua a sbagliare cose che non sbaglia mai, sia in appoggio che, più tardi, di testa ai limiti dell’area piccola, schiacciando di testa, inspiegabilmente, per terra una palla che andava sfanculata in porta. Higuain è da solo nella morsa di Ramos e Varane, non ha appoggi, solo contro tutti non tiene una palla. Dybala sembrava essersi ripreso a fine 1°T, quando era servito un giallo (finalmente) per fermarlo, ma in pratica gira a vuoto. Dani Alves non si arrende, combatte, ma non trova nessuno con cui dialogare, a differenza di Marcelo che ha sempre almeno 2 appoggi liberi. Isco predica liberamente, il loro centrocampo violenta la partita a piacimento, al punto da rendere inutile la nostra superiorità sulle fasce, perché veniamo annullati anche lì. Il fatto è che non ci siamo più, nel 1°T non era così. In campo ci sono degli ologrammi ormai, la partita è finita già lì, il 2°T per noi non è mai iniziato. La tensione, la troppa pressione, la stanchezza, non si sa cosa… ma noi “normali” non stiamo 3 gol sotto il Real. E avremmo anche potuto batterlo. Allegri successivamente dirà che l’idea era quella di attaccare a tutta nel 1°T per creare un vantaggio da difendere alla distanza, non avendo molti cambia a disposizione. E allora si potrebbe pensare… perché Cuadrado in panchina? Perché nell’ultimo mese ha fatto pena, la risposta. Giusta! Però… rimane un però. E cioè che a mio avviso “quella” Juve lì con Dani Alves e Cuadrado a destra, col 1° 4-2-3-1, era la più efficace, la più avvolgente, quella che pur tenendo una linea più alta aveva corso meno rischi in difesa rispetto alle partite da Montecarlo in poi. Max lo cambiò (a sorpresa) contro il Monaco… e nonostante in campo ci fosse un giocatore più difensivo, subimmo di più contro il Monaco che contro il Barcellona. Non vorrei che Cuadrado avesse risentito psicologicamente di quel “declassamento”, iniziando a non imbroccarne più una. Ma questa è solo una speculazione, dobbiamo ritenere che la condizione fisica di Juan fosse scarsa (cosa che in alcune gare è stata anche abbastanza manifesta). In generale la nuova scelta con Barzagli permetteva un adattamento maggiore a partita in corso, il poter passare dalla difesa a 4 a quella a 3, avendo in più la carta Cuadrado come cambio (l’unico davanti, mentre il Real a Cardiff lasciava James Rodriguez fuori rosa!), ma prima di quella modifica tattica il copione era sempre stato attaccare da subito per poi coprirsi con l’ingresso di Barzagli. Da quel momento in poi Cuadrado è stata la carta per “eventualmente” attaccare di più cambiando la partita in corsa. Ma se l’idea in finale era di attaccare da subito… vabbè, considerazioni al vento (ci sta anche che uno si tenga un cambio, e va ricordato che il 1°T era stato ben interpretato).. Per non farci mancare niente, per togliere anche le residue speranze di un miracolo (eppure un paio di occasioni le avremmo anche avute), ecco la pantomima di Sergio Ramos con l’espulsione più insulsa mai vista in una finale di Champions. Quasi come a voler dire… avete perso, ma sappiatelo, non ce n’è, gli episodi vi remano contro a prescindere. Inzaghi decise una finale deviando una punizione di chiappa. Noi subiamo 2 autogol e un’espulsione fasulla. Così, a contorno di tutti i ragionamenti. In 10 vs 11, il 4-1 (notare come Marcelo scherzi Lemina) appesantisce ancora di più il risultato, lo rende più brutto, più goleada. Più immeritato e triste per la grande Champions che la Juve ha fatto fino a 45 minuti dalla fine, meritato, invece, per un 2°T imperdonabile. La Juve paga questo 2°T così come un cambio modulo a stagione in corso che le ha limitato il numero di rotazioni davanti, spompando uomini che sono sembrati più sulle gambe rispetto a quelli del Real (Zidane da questo punto di vista ha gestito scientificamente CR7, portandolo alla forma perfetta per il finale di stagione). Ci si è messo l’infortunio di Pjaca, e forse si sarebbe potuti intervenire sul mercato nell’ultima settimana di gennaio, anche con un giocatore di rotazione per momenti in cui sarebbe servito rifiatare. Forse. Perché poi devi sempre trovare qualcuno disponibile sul mercato. Paga inoltre la condizione precaria dei centrocampisti. Pjanic si infortuna a partita in corsa, Khedira recupera dal precedente stop, ma arriva a Cardiff privo della forma necessaria. E, come detto, si paga anche una serata da dimenticare della difesa. [Anche su tutto questo la discussione è aperta, dite pure la vostra] IL POST-PARTITA A quel punto si può dire che il Presidente sia stato il migliore in campo. Il suo scendere sul terreno di gioco per consolare uno ad uno tutti i calciatori, non con la classica pacca sulla spalla, ma con un abbraccio, con parole sincere e uno slancio affettivo, per poi presentarsi davanti ai microfoni non per parlare di aspetti tecnici (men che mai per criticare il proprio allenatore come fanno altri dopo aver perso col Real), ma per porre già l’accento sulla prossima stagione e complimentarsi con la squadra, è una lezione di stile. Si fa così, anche qualora non si fosse d’accordo, anche qualora suoni banalmente consolatorio, ma si fa così. Esattamente come quando si fanno i complimenti al proprio ex allenatore per aver vinto la Premier, differentemente da altre squadre che non li fanno verso i loro ex allenatori che vincono l’Europa League, salvo ricordarsi, guardacaso, di farli al Real. Sì, si chiama stile, ma da quelle parti lo stile è una copia made in china come tanti loro trofei, quindi tutto comprensibile. Il post è condito dalla delusione, dal dispiacere, quasi dal dolore fisico per quanto ci si teneva a questa coppa. Non solo per averla persa ma per “come” la si è persa con quel 2°T. Naturalmente è stata la fiera degli avvoltoi. Dopo il Barcellona era partita la gran cassa dei gufi in assetto da battaglia. Prime pagine in cui la parola “triplete” veniva non solo sparata a 9 colonne, ma già celebrata anticipatamente. Ecco, giudico eufemisticamente detestabili quei giornalisti che pompavano il triplete sui quotidiani (compreso Tuttosport) e poi, se si perde la finale, non si limitano alle critiche (com’è giusto che sia), ma fanno partire i processi ad personam per tirare su due click da qualche tifoso, usando le dinamiche di bassa lega che hanno sempre contraddistinto la loro carriera. Così come quelli che paragonavano Dybala a Messi salvo poi dire, dopo la finale, che questa cosa è da querela, senza rendersi conto che erano da querela loro quando li equiparavano, esasperando un concetto. Ma questo è l’humus, c’è poco da fare. C’è un aspetto da considerare per come dovrà essere digerita la finale, e cioè proprio il modo in cui la si è persa. Ci sono sconfitte che riescono comunque a darti lo slancio, la fiducia necessaria per il futuro, perché capisci che non sei distante da quello a cui aspiri. Non è un caso che la Champions di questa stagione sia iniziata a Monaco lo scorso anno. Perdere con questa pesantezza, però, potrebbe far scaturire un effetto inverso, il che sarebbe non solo deleterio, ma ingiusto, perché non c’è la distanza di un 4-1 tra Real e Juve, anzi, rimango dell’idea che la Juve avrebbe potuto replicare quel 1°T anche nel 2° se testa e fisico non fossero crollati. Ecco, dilapidare il vantaggio psicologico che la Juve si è costruita, andando a giocare contro tutti faccia a faccia e senza paura, perdere quelle certezze in virtù di questa batosta, sarebbe devastante. Perciò più che la litania sul fatto che l’anno prossimo “ci si riproverà” serve una cosa in più. Quando la Juve prende una sveglia in campionato c’è una manifesta delusione accompagnata ad un sentimento necessario: l’incazzatura! La Juve non vede l’ora di giocare la prossima partita per dimostrare che la squadra vera non è quella della partita precedente, per “ribadire” la sua supremazia. Ecco, in Champions troppo spesso c’è stata solo la “delusione” senza l’incazzatura necessaria nel reagire alle batoste. Si vince con la tecnica e la tattica, non solo con gli attributi. Ma gli attributi servono comunque! La delusione è ovvia, come è ovvia la voglia di ritentarci, ecc, ma serve essere molto incazzati, non per “ribadire” di essere i più forti, visto che siamo tornati solo da 3 anni (solo 3 anni!) ai vertici del calcio europeo, ma per “stabilire” di essere i più forti, anche laddove questo, complessivamente, non sia vero. Difatti, a margine delle tante "ricette" che ognuno di noi dà per invertire il trend di sconfitte, a margine dei vari colpevoli messi letteralmente al rogo, gioverebbe ricordare che il mix di sensazioni che viviamo noi dopo le finali di Champions è frutto di un pregresso infelice, ma che in ogni caso, nonostante si tratti di due finali diverse, nonostante quest'ultima sia una delusione COLOSSALE, perché sapevamo di potercela fare, abbiamo perso le ultime due contro le squadre e i giocatori che stanno segnando un’epoca di calcio! Non uno o due anni, ma un’epoca. Il Barcellona prima e il Real adesso. E contro due giocatori fuori categoria che sono quanto mai decisivi nell’aver segnato quest’epoca, contro i quali si parte sotto 1-0 in modo costante. Un mio amico mi faceva notare una statistica: guardando l’albo d’oro degli ultimi 10 anni di Champions, 7 coppe su 10 le hanno vinte Messi e CR7! 7 su 10! Mai successo prima in altre ere che due calciatori condizionassero così tanto le squadre in cui giocano, al punto da giocarsi “consecutivamente” non solo il Pallone d’Oro, ma quasi sempre anche la Champions. Se negli anni ’90 eravamo noi i più forti, il “modello”, adesso non è così. Adesso stiamo provando a scalfirlo questo modello, e ci siamo a tratti riusciti perché negli ultimi 4 anni siamo gli unici ad aver eliminato il Real Madrid e quest’anno abbiamo schiantato il Barcellona, siamo l’unica squadra non spagnola ad essere arrivata in finale di Champions negli ultimi 4 anni. Praticamente in Champions c’è la Spagna, e poi c’è la Juve! E ripeto, NON è una consolazione perché avremmo potuto vincere anche la finale, a mio parere. Ma dal punto di vista storiografico è così. Il che se rende comprensibili tutte le imprecazioni che ancora per molti giorni ci albergheranno in testa (oltre, personalmente, ai dolori per i pugni dati a qualsiasi cosa), rende anche comprensibile quanto questa squadra stia facendo per detronizzare i regnanti. Le discussioni sulla maledizione di Champions sono sterili (sebbene io stesso a volte ci giochi). Esistono periodi di astinenza molto più lunghi dei nostri di altre big europee, che di mezzo, peraltro, non dovettero subire assassini sportivi. Cos’è la “maledizione”? Che qualcuno ce l’abbia promessa come fece Bela Guttmann col Benfica? Non esiste. Allo stesso modo non si può negare, vedendo il ripetersi di certi episodi, che il caso non ci abbia arriso nelle finali. E’ un dato di fatto (e alcuni indicano più questa come "maledizione"). E nelle partite secche conta, a differenza dei campionati. Piacerebbe a tutti vincerla con un gol di chiappa, uno in fuorigioco, con un paio di autogol, vedendo non concedere agli avversari gol regolari o rigori netti, ecc). Ma è doveroso che su questo ripetersi di episodi, che nel caso di sabato ci siamo in parte meritati con quel 2°T, non ci si soffermi (soprattutto a partita in corso!). Non deve condizionarci. Perché nonostante ogni finale sia diversa (in particolare a distanza di anni, quando cambia totalmente la rosa), è indubbio che basti già da solo il peso di portarsi dietro un certo numero di sconfitte a metterti quella pressione in più e farti consumare più energie del dovuto. E anche a quelle non si dovrebbe pensare. Lo so, è un cane che si morde la coda, ma non c’è via d’uscita: per vincere bisogna giocarle, le finali, e si deve fare di tutto per arrivarci (al di là dell’aspetto tecnico-tattico) liberi da pressioni, forti del fatto che la Juventus ha un nome che non deve avere paura di nessuno, incazzati, e in condizioni fisiche quanto più possibili ottimali, prendendo ORA una decisione sul modulo da adottare in futuro e sulla conseguente rosa da costruire, per non spompare chi non ha ricambi. ORGANIZZARSI! Poi la puoi vincere anche in stile Di Matteo... ma è sempre meglio non doversi rimproverare nulla. [Naturalmente anche su tutto questo, se ci sono spunti, la discussione è aperta] Concludo con un pensiero che riguarda tutti noi tifosi (in realtà alcuni). Siamo incazzati a morte, furiosi, irritati. E’ giusto così e bisogna sfogarsi, criticare, delirare (senza eccedere, possibilmente), sbattere i pugni sul tavolo. Ma un tifoso è il guardiano della fede, e il guardiano della fede non abiura mai, non indietreggia mai difronte alle stronzate propinate da chi lo odia (compreso qualche compagno di tifo che vuole iscriversi al partito degli juventini che sputano sulla propria storia). Si può essere delusi e arrabbiati, non vili e rinnegatori. La squadra può perdere, il tifoso, specie quello della Juve, non deve perdere mai. - Leevancleef - P.S.: Scusate per "l’insostenibile lunghezza e pesantezza" del pezzo (grazie a chi ha voluto leggerlo tutto), ma in assenza di discussioni volevo dare il maggior numero di spunti possibili. P.P.S.: Non ho fatto riferimenti ai fatti di Piazza San Carlo perchè sono troppo più importanti per essere mischiati con tutto il resto. E’ stato un momento macabro, che ha fatto rivivere episodi tragici. Naturalmente se ne discute nei topic specifici, qui mi limito a dire solo che la vicinanza verso chi c’era si associa alla speranza che chi sta ancora lottando possa presto vincere la sua battaglia.
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