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  1. In attesa di poter annunciare Massimiliano Allegri come prossimo allenatore, Aurelio De Laurentiis si trova ora negli Stati Uniti, dove ha seguito dal vivo la sfida fra Belgio e Iran con in campo i “suoi” De Bruyne e Lukaku. Il patron del Napoli anche dagli States non ha perso di vista la preparazione della prossima stagione, che vedrà il club protagonista ancora una volta in Champions League, con la speranza di ottenere risultati migliori rispetto a quelli del 2025/26. Oltre al campo, in casa Napoli si parla con insistenza di un nuovo stadio, dopo che il Comune ha tirato dritto, senza trovare l’appoggio di De Laurentiis, per la ristrutturazione del Maradona. Proprio sulla situazione impiantistica in Italia, il patron del Napoli ha fatto un confronto con gli Stati Uniti in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport: «Per rendere il calcio italiano più spettacolare dovremmo costruire nuovi stadi. Quelli che ci sono, sono troppo vecchi, obsoleti. Servirebbe un aiuto economico dello Stato, senza se e senza ma, perché non ci si dovrebbe mai dimenticare che il calcio muove 28 milioni di elettori. Viceversa, il freno alla crescita del calcio in Italia sarà sempre maggiore. E poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare. Abolire in un solo colpo tutte le norme che limitano e rallentano la realizzazione di nuovi impianti. Impedire a Comuni, sovrintendenze e organi superiori di ostacolare la realizzazione, sotto la direzione del supercommissario per gli stadi, eletto ma non ancora del tutto operativo, che possa vigilare sulla qualità dei progetti. Sulle riforme necessarie per migliorare il calcio, sia chiaro: non ne esiste solo una, ma ci vuole coraggio. Questo è quello che manca, perché bisognerebbe azzerare tutto e rifondare il sistema in un modo che guardi al futuro e ai mutamenti generazionali». Sugli interessamenti da parte di investitori stranieri nei confronti del Napoli, De Laurentiis ha spiegato: «Dal 2017 a oggi ho ricevuto svariati interessamenti per il Napoli e ho rifiutato alcuni miliardi. Adesso dovremmo puntare a fantastici campionati nazionali con un numero minore di squadre, dotate però di capacità economiche e finanziarie e di bacini di utenza importanti, e dovremmo considerare importanti anche i campionati europei e mondiali per club, sempre trovando modalità che tutelino la salute dei calciatori, che non dovrebbero mai rischiare la loro incolumità giocando troppe partite. Non sono quindi preoccupato se fondi dovessero acquisire club europei. La preoccupazione semmai è che queste acquisizioni possano avvenire in un contesto stantio, senza guardare al futuro. Personalmente, i prossimi anni li dovrò dedicare a risolvere due problemi importanti: stadio di proprietà e centro sportivo. Due problemi che mi impegneranno completamente nel prossimo futuro. Quando penso al Napoli, penso però al colore più bello, quel colore azzurro che congiunge all’orizzonte mare e cielo facendoli diventare una inimitabile immensità». Sulla prossima stagione: «La squadra sarà, come da sempre, forte, competitiva e attraente. Qui a San Pedro (quartiere di Los Angeles, ndr) c’è una comunità di 30.000 tifosi del Napoli. Quando all’Egyptian Theatre di Hollywood è stato proiettato il film dell’ultimo scudetto, le reazioni sono state entusiasmanti. Ecco, a tutti i napoletani dico semplicemente che la nostra squadra resterà dove merita, in alto. Al prossimo allenatore chiedo di avere una grande personalità, umiltà ed entusiasmo. Napoli è una società sana e forte, con una rosa alla quale non manca nulla e che se non avesse subito decine di infortuni avrebbe sicuramente lottato per lo scudetto fino alla fine. Conte? Con lui c’è un rapporto di famiglia che resterà intatto nel tempo. Ripeto, la squadra è forte e resta tale». I Mondiali senza Italia: «Sento parlare della riduzione del campionato di Serie A a 18 squadre da circa 10 anni. Ho già più volte detto che oggi si gioca troppo. Non c’è il tempo sufficiente per allenare la Nazionale. Se riducessimo i campionati a 16 squadre inizieremmo già a diminuire il numero di partite dalle 380 attuali a 240, quindi 140 in meno di ora. Si avrebbero due mesi a disposizione alla fine del campionato per preparare veramente una Nazionale degna di competere ai massimi livelli. Sono sicuro che Malagò sarà la persona giusta al posto giusto e saprà anche risolvere i vari problemi che affliggono la Serie A, nonché trovare soluzioni per la Nazionale». Ancora sul torneo in corso proprio negli Stati Uniti: «Sto guardando le partite con mia moglie, i miei collaboratori e qualche amico. Ho visto Svizzera-Bosnia dal vivo al SoFi Stadium per onorare la nazione di mia moglie Jacqueline. Stadio straordinario, accoglienza perfetta. Una grande organizzazione anche nella viabilità e nei parcheggi, tutto senza file. Ho appena visto anche Belgio-Iran per salutare Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, due giocatori del Napoli. Gli Stati Uniti, invece, solo in tv: sono una squadra molto interessante. L’organizzazione dell’evento è incredibile. Nonostante i prezzi molto alti, gli stadi, anche da 70.000 posti, sono sempre strapieni pure nei giorni feriali. Il messaggio che possiamo trarre è che, anche in America, quello che qui chiamano “soccer” possa diventare qualcosa di veramente importante». Infine, una battuta sul calcio americano: «La distanza con le leghe europee è rappresentata dall’obbligo di pagare una franchigia molto alta per entrare a far parte anche della MLS e di avere alcuni requisiti importanti per partecipare. Oltre al fatto che non ci sono retrocessioni. Penso che il calcio europeo non riesca a coprire i propri costi e che stia collassando per i bilanci in crisi. Si dovrebbe rivedere tutto il sistema in maniera radicale e comportarsi come nella NBA. Si fermarono per una riflessione totale per poi ripartire più forti di prima, arrivando a valorizzare i 30 club con cifre variabili da 3,5 miliardi a 10 miliardi di dollari per i singoli club». Fonte: Calcio&Finanza
  2. Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, non ha usato mezzi termini durante il Football Business Forum organizzato in SDA Bocconi, scagliandosi duramente contro lo stato dello Stadio Maradona e la gestione del calcio in Italia. De Laurentiis sullo stadio Maradona: "Un ces.so" Il presidente ha definito lo stadio in modo perentorio: "Lo stadio Maradona è un ces.so". De Laurentiis ha evidenziato il clamoroso divario di ricavi con i club europei, nonostante le spese: "Anche il PSG gioca in uno stadio non di sua proprietà. Ma pagando la stessa cifra che il Napoli paga al Comune di Napoli, loro hanno uno stadio che fattura 100 milioni l'anno. Gli altri come Milan e Inter incassano magari 14 milioni in una serata di Champions, io in quel ces.so di stadio al massimo 3 milioni. E poi dovrei comprare calciatori da 50-60 milioni per competere con loro?". De Laurentiis ha sottolineato come i problemi risalgano al 1990, quando al San Paolo/Maradona "hanno fatto un disastro totale, hanno solo rubato soldi. E io non c'ero. Ora, io dovrei rinnovare il mio stadio mentre gioco avendo un impatto economico importante?". Il nodo dei parcheggi e la critica alla politica Il presidente azzurro ha attaccato chi ignora le esigenze reali dei tifosi e le dinamiche moderne del calcio: "Voglio uno stadio anche con tanti parcheggi. Chi dice che si viene con i mezzi dice balle! La gente vuole venire allo stadio con la propria macchina, averla pulita, sicura alla fine della partita. E dobbiamo avere questo stadio dentro la città". La critica si è estesa alla politica: "La politica non sa nulla di calcio e ignora i lidi verso dove il calcio sta andando". Poi una dichiarazione inquietante, citando un colloquio con Saviano: "Ndrangheta, mafia e camorra vogliono appropriarsi dei club". Infine, De Laurentiis ha sollevato dubbi sul futuro dei campionati nazionali, lanciando un avvertimento a Ceferin e Infantino: "Dobbiamo stare attenti a ridurre il valore dei campionati nazionali (si riferisce al progressivo potenziamento di coppe europee e la nascita di nuove competizioni internazionali, ndr). Cosa facciamo a fare i nuovi stadi se poi le altre squadre (italiane, ndr) non ci sono. Allora facciamo solo un campionato europeo e cambiamo le regole del gioco". Fonte: Sportmediaset
  3. Non ho visto topic a riguardo (in caso di errore, chiedo venia e procedete anche alla chiusura). Notizia ovviamente riportata da pochi media e con poco risalto. Riporto l'articolo di Calcio&Finanza. Napoli, multa per il club e De Laurentiis per il ricorso contro Simonelli I fatti risalgono al 20 dicembre, quando De Laurentiis depositò presso il tribunale di Milano un’istanza (poi rigettata) per fermare l’elezione di Simonelli a presidente della Serie A. Un rischio calcolato, come in ogni patteggiamento che si rispetti. Il Napoli e il suo patron e presidente Aurelio De Laurentiis hanno concordato con la procura federale due multe rispettivamente da 54.445 e 22.223 euro dopo la contestazione di violazione del cosiddetto “vincolo di giustizia”, cioè l’obbligo per i tesserati di adire in prima battuta gli organi sportivi e non quelli ordinari. Lo riporta Il Corriere dello Sport, spiegando che si crea dunque un precedente importante nel sempre agitato (e contestato) mondo della giustizia sportiva. I fatti in questione risalgono al 20 dicembre, quando De Laurentiis depositò presso il tribunale di Milano un’istanza (poi rigettata) per fermare l’elezione di Ezio Maria Simonelli a presidente della Lega Serie A. Il nodo è la sede del ricorso: il patron rischiava di vedersi contestare l’art. 4 del codice di giustizia sportiva (“lealtà, probità e correttezza”) e soprattutto il 34, che prevede una penalizzazione di almeno 3 punti e la squalifica non inferiore a un anno per i dirigenti nei casi in cui venga eluso tale vincolo.
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